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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:35 pm

Share the pain2- Pray 4 me




-Premesse:

Rieccoci qui e ben trovati, benvenuti a chi legge questa storia per la prima volta.
Che dire …sono felice di poter pubblicare questa storia.
Riassumendo un po’…. ^^
Yan e Lex dopo varie difficoltà caratteriali hanno più o meno coronato il loro sogno d’ammmmore XDD…..bè…si appunto…più o meno XD
Ma Yan inaspettatamente riceve una strana proposta….
Accetterà?
Chi lo ha contattato? 0_________0



WikiYOITEpedia…( Si, questa è pessima lo so….XD)


Yan Andreevič : Dispotico e glaciale, tranne che per le attività da letto, antipaticissimo ex-Killer russo…ehm….forse non tanto ex….
È alto 1,99 0___________O
Non so quanto pesa.
Ha gli occhi azzurri e i capelli corti neri.
Tra i 27 e i 30 anni. 27 Quando incontra il suo attuale compagno Lex.



Alexander Lex Turch : Arrogante e confusionario capo di un cantiere, è famoso per essere disordinato e trasandato, ma noi lo amiamo così XD.
È alto 1,78 e questa cosa lo fa incavolare poiché in definita deve ammettere che Yan è più forte di lui, ma non solo per l’altezza, quanto per l’addestramento del russo.
Ha gli occhi nocciola e i capelli castani, abbastanza ingestibili XD, magari se li pettinasse sarebbe meglio, ma lui è fatto così.
Tra i 25 e i 27. Ha 25 anni quando incontra Yan, il suo ragazzo.



Joseph Joy: Un tenerissimo albino, il suo compagno è Hajin. Ismael lo ha affidato a Lex appena uscito dall’orfanotrofio. 18-19 anni.



Hajin: Un affascinante ragazzo di colore rasato e soprattutto un po’ fuori di testa poiché inizialmente era venuto per uccidere Yan, al quale poi si affeziona al pari di Lex. È il ragazzo di Joy. 18-19 anni.


Ismaele Wolf: ex –Killer di misteriosa provenienza.
Adotta ragazzi difficili dopo la scomparsa del suo unico amore Niki .
T_____________T
Ha gli occhi verdi e lunghi capelli neri.
Deceduto.

Niki: T____________T
Che dire, è stata una scelta difficile farlo morire.
Ragazzo difficile, compagno di Ismael.
Occhi blu-azzurri, non mi sono mai veramente decisa XD Capelli biondi .
Deceduto.


Duncan Dunk Morgan: Se vi state chiedendo se si chiama così perché adoro l’anime di slam dunk e criminal mind con Dereck Morgan a seguito, la risposta è…assolutamente sì XD
Soprattutto se vi state chiedendo chi è….lo scoprirete presto ^^
Ha gli occhi neri e i capelli neri.
È per metà russo e per metà bulgaro.
È alto 1,84.
24 anni.



Angel S. Morgan: Altro nuovo acquisto, che spero amerete come lo amo io ^^
Ha i capelli biondo scuro e gli occhi grigi.
È alto 1,74.
È nato in Bulgaria.
22 Anni.
Non aggiungo altro…per ora… ^^




Ok, let’s go ^^ ^^ ^^



L’intera storia tratta tematiche forti, il linguaggio è estremamente volgare ( soprattutto a causa di Lex…) non per stomaci delicati NC 17 –YAOI-LEMON-ANGST- POSSIBILE DEATH FIC ( siete stati avvisati MWUAAAAH sono perfida XDDD tranquilli ^^ so anche essere buona fidatevi tesori belli^^ ^^ ^^ ) ma ci sarà spazio anche per qualche risata ^^


Prologo:

“ L’incarico.”






“Voglio proporti un lavoro Yan, un lavoro come dire…molto…molto…molto.. vantaggioso…Ti interessa?”
“…”
“…”
“…Sto ascoltando.”
“Devi levare di mezzo un uomo potente. Stabilisci tu la cifra che vuoi, non hai limiti.”
Sospiri, per quanto allettante sia, non puoi fare questo a Lex, o meglio, non puoi fargli anche questo…Ti pare?
“No…”
“ Riflettici Yan.”
“ Come sai il mio nome?”
“ Questo non è necessario ai fini della nostra trattativa…”
L’atmosfera attorno a voi si fa rarefatta.
“ Insisto Yan.” Dice dinnanzi alla tua reticenza.
“ No.” Rispondi risoluto e fai per andartene, ma quello che ti dice ti blocca sul posto peggio di una tenaglia.
“ Credo di sapere la ragione per la quale rifiuti, solo che sfortunatamente è anche la ragione per la quale dovresti accettare.”
Attento Yan, si riferisce a Lex,
Alzi la guardia, sei pronto a scattare.
Ma lui ti immobilizza prima che tu possa farlo.
Tuttavia sei riuscito a girarti almeno in parte.
Ti tiene bloccato, saldamente, ma non sono solamente le sue mani a farlo, è anche il suo sguardo, o meglio, i suoi occhi…
“Questi occhi….” Sussurri…
Li riconosceresti ovunque.
“ Chi diavolo sei ?”Gli dici… Una domanda retorica più che altro…
“ Dal tuo sguardo intuitivo direi che hai già capito la risposta…”
è incredibile quanto si assomigliano.
No! Non può essere!
“…” Resti per un attimo senza parole.
“ Mi arrendo Yan, non posso più girarci intorno, sei testardo, lo sapevo…Bè…sono il padre di Alexander…Cazzo! Volevo evitare che tu lo sapessi, ma tu no, niente! Neppure i soldi ti hanno smosso! Ed ora eccoci qui, stronzo che non sei altro.”
Alt! Fermi tutti!
Ricapitoliamo Yan.
Lui è venuto a proporti un lavoro, sa chi sei, sa chi è Lex, certo, è suo padre, ma il punto è: Cosa cazzo vuole da te?!
“ Cosa cazzo vuoi da me?!” Appunto.
“ Credo di avertelo già detto. Devi uccidere un uomo potente.”
Un piccolo lampione vi illumina…la luce fioca pare tremare.
“ Cosa diamine c’entra Lex, perché dovrei accettare per lui?”
“ Ho commesso un errore.” Dice e tu ti strattoni facendogli mollare la presa.
Lo fissi.
Gli stessi occhi di Lex, grandi, castani, luminosi, su un viso più adulto, più vissuto, solcato da una grossa cicatrice che pare piuttosto vecchia ed un po’ di rughe.
Anche i loro lineamenti sono simili.
Il suo fisico però e più allenato, più allenato ad uccidere ovviamente.
“ Che genere di errore?”
“ Ho cercato di vedere Alexander di nascosto, e lui adesso, quest’uomo che dovresti far fuori, sa che ho un figlio, sono debole in questa situazione, e Alexander ovviamente è in pericolo . Tutti voi lo siete, tu, l’albino e il ragazzo di colore.”
Cazzo sa tutto.
“ Non fraintendere Yan, non sono certo qui per riscattarmi come padre, era la prima volta in 26 lunghi anni che sono venuto qui per vederlo, volevo osservarlo da lontano, vedere com’era diventato quel fagotto che io e Julia abbandonammo quando eravamo troppo giovani per qualsiasi cosa, poi sarei sparito nuovamente, non volevo certo parlagli e dirgli frasi orribili come: -Sai che c’è? Ho ricordato di avere un figlio.-
Ho abbassato la guardia, mi hanno seguito, e mi hanno beccato, è questione di tempo lo so.
La persona che mi ha seguito mi è sfuggita, è tornata in Bulgaria, la città dove sta la sede dell’organizzazione a cui appartengo. È questione di tempo ti ripeto, io organizzerò i miei uomini contro i suoi, tu devi venire con me in Bulgaria per uccidere quest’uomo. Ti occuperai solo di lui, al resto ci penso io. È inutile che sia io ad affrontarlo, in questi anni non sono mai riuscito nel mio intento, conosce tutte le mie mosse.”
Sputi in terra con sommo disprezzo.
“ Lo hai abbandonato, ora lo hai messo nei casini, e come ricompensa prenderai pure due piccioni con una fava, io alleggerisco la tua coscienza e mi userai per togliere di mezzo il tuo mortale nemico, mi fai schifo. Sono felice che Lex non ti abbia conosciuto.”
“ Acuto, intelligente, ecco perché ti ho scelto, comunque, la faccenda di Alexander mi sta più a cuore di quello che pensi, non voglio la sua morte, ero venuto con intenzioni neutre.”
“ Cosa dovrei fare?”
Sorride, lo stesso medesimo sorriso, i denti candidi e perfetti.
“ Bene, adesso si che mi piaci russo.
Lui si chiama Josa Edgard, appartiene ad un’organizzazione nemica, mi vuole morto da tempo. Adesso conosce il mio unico punto debole.
Alexander, mio figlio.
Io e Julia, lo abbiamo abbandonato anche per questo, lasciare il nostro lavoro, quindi la nostra organizzazione, è impossibile,capisci no? Lasciare certe cose è impossibile.
Ma non voglio giustificazioni per questo, ci mancherebbe. In breve, lo voglio morto Yan.”
Ti mordi un labbro contrariato, che casino di situazione.
“ Non dire di me ad Alexander, saperlo non lo aiuterebbe.” Lo guardi, ha ragione.
“ Hn.” Acconsenti facilmente alla sua richiesta.
“ Bene Yan.”
“ Non ti illudere, lo faccio solo per lui, Lex vi odia, soprattutto sua madre, per lui è solo una puttana senza volto, voi lo avete abbandonato, mi ha ribadito più volte che anche se ne avesse l’occasione non vorrebbe incontravi.”
“ Comprendo.”
Dovrai andare in Bulgaria, dovrai lasciarlo solo, hai bisogno di tempo per riflettere, devi cercare di dare una qualche scusa plausibile a Lex.
“ Ho bisogno di tempo.”
“ Non ne abbiamo.”
“ Ho bisogno di tempo cazzo!!! Non posso mollarlo così!” Forse per la prima volta in vita tua alzi veramente la voce.
“ Quanto tempo vuoi?”
“ Un giorno, mi basta un giorno,domani a quest’ora ritroviamoci qui, ti darò la mia risposta definitiva, per ora è un si, ma devo comunque vedere come la prenderebbe Lex.”
“ Fai come vuoi, ma se non accetti lo abbandonerai comunque, lo abbandonerai al suo destino.”
“ Potrei proteggerlo da qui.”
“ Non sai di cosa stai parlando! D’accordo Yan, cazzo, mi snervi, bene vediamoci domani qui e porta con te una risposta positiva. Prenderemo il primo aereo per l’Europa quanto prima, magari domani stesso, d’accordo?”
“ D’accordo.”
“ A domani.”
“ Aspetta! Dimmi il tuo nome.”
“ Non è necessario che tu lo sappia.”
“ E la madre di Lex, questa Julia…dov’è?”
“ Magari lo sapessi, sono quasi dieci anni che non la vedo.”
E va via lasciandoti nella merda.
Come farai con Lex adesso Yan….
Cielo! Come farai?

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Share the pain 2 Empty Capitolo 2

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:36 pm

“ Amore non corrisposto.”


Sali sulla tua moto, è tardo pomeriggio inoltrato.
Ti stai recando da lui.
Hai proprio voglia di un po’ di pace.
La tua moto sfreccia tra le vie della tua città.
Il cielo è di un bel grigio metallico, ti trasmette trasparenza, ti far star bene.
Da lontano intravedi il campanile della chiesa.
Provi una fitta di dolore, ma continui a procedere.
Arrivi a destinazione, scendi dalla moto.
Prendi un lungo respiro ed entri.
L’odore d’incenso ti investe i polmoni e il silenzio tipico di questi luoghi fa vibrare tutto il tuo essere.
Teoricamente non dovresti neppure entrare in una chiesa, e neppure lo desideri, ma qui, c’è lui….E sono mesi che non vieni a trovarlo, ogni volta è stremante doloroso per te vederlo e tacere.
Lo trovi di spalle che sta leggendo, probabilmente un testo sacro.
Resti immobile come una statua di cera, finché lui non percepisce la tua presenza, si volta e ti sorride.
“ Mi fa piacere che almeno ogni tanto ti ricordi di me e mi vieni a trovare, era da un po’ che non ti facevi vedere, dovrei essere arrabbiato con te, sai che mi dispaccio se non mi passi mai a trovare. Come stai Duncan?” E ti sorride.
Il suo sorriso ti trapassa da parte a parte, peggio di un proiettile che ti fa un bel buco al cuore.
Ti uccide e neppure se ne accorge, un po’ lo odi per questo, ma sai che non ne ha colpa.
Non ti ha certo chiesto di innamorarti di lui, ti è capitato, ti è successo.
E nonostante quello che sei è una cosa che trovi estremamente naturale provare.
Lo ami. È un dato di fatto, non puoi evitarlo.
Ci hai provato, ci hai provato come un dannato, ti sei ferito e autodistrutto, hai cercato di estirpalo da te come un parassita, ma alla fine ti sei arreso, per la prima volta in vita tua, ti sei arreso a lui, al sentimento che provi, e ti sei mutilato le parole che ti nascevano in bocca pur di non dirgli nulla.
Hai fatto finta di non avere le mani e la braccia, pur di riuscire a non toccarlo a non abbracciarlo.
Davanti al tuo ostinato mutismo lui ti sorride e ti fa cenno di sederti in una panchina di legno.
Lo fai, ti avvicini a lui e prendi posto al suo fianco.
“ Cosa mi racconti Duncan? Che hai fatto in questi mesi?”
Lui sa cosa probabilmente avrai fatto.
Sa tutto, un po’ glielo hai detto tu nel corso di questi anni, un po’ conoscendoti non è stato difficile immaginarlo.
Ma eviti i dettagli, è già abbastanza penoso così.
Fortunatamente lui non ti giudica, non ti dice nulla, non prova neppure a portarti sulla retta via, non interferisce, mai.
Sa che sei fatto così, sa che è la tua natura, come tu sai quale è la sua.
Vi rispettate.
Va bene così in fondo …
“ Sei silenzioso oggi Dunk…” Dice, usando il soprannome che ti diede molti anni fa, ciò ti riporta indietro nel tempo, a quando vi siete conosciuti.




Anno 2021
8 Dicembre
Duncan -13 anni




“ Piscia sotto, piscia sotto, piscia sotto!”
“ Sei solo un poppante.”
“ Su vieni a prendere il tuo stupido libro…”
Non puoi non notare tutto questo chiasso.
I soliti idioti un po’ più grandi ed un po’ più alti della loro piccola vittima che si divertono a fare i bulli.
Uno di loro lo getta per terra, sta per colpirlo.
E ti viene in mente uno dei severi discorsi di tuo padre, quando ti raccomandava come e quando ricorrere alla forza.
Ti diceva sempre che voi eravate uomini d’onore, che uccidete certo, ma che lo fate con onore, perché l’onore è tutto.
L’onore era il fondamento della vostra organizzazione.
Ti manca tuo padre, è morto da tanto, conservi di lui i ricordi legati alla prima infanzia.
Ti avvicini al malcapitato gruppetto e blocchi il braccio dell’idiota che stava per picchiare il ragazzino più piccolo.
Torci il suo braccio, lo fai proprio come ti ha insegnato tuo padre.
Lui si volta e ti guarda dritto negli occhi.
“ Scusa Duncan ci stavamo solo divertendo.” Dice terrorizzato dalla tua figura.
Lo lasci andare, non vale neppure una tua risposta, con un cenno della testa gli fai capire che deve sparire dalla tua vista, lui scappa via e gli altri lo seguono.
A terra il ragazzino trema e si tiene le manine sul viso come a cercare disperatamente di proteggersi.
Resti a fissarlo per diversi minuti, lui si ostina a rimanere per terra.
Il cortile dell’orfanotrofio è ampio e buio, le sue mura di cinta sono alte e tetre, non abbastanza per impedirti di uscire quando più ti aggrada.
Finalmente il marmocchio allontana una mano dagli occhi, cerca di vedere se effettivamente va tutto bene.
Fissa i tuoi occhi neri, tu i suoi grigi.
Non sai bene perché, ma pare tranquillizzarsi all’istante.
Si alza lentamente da terra, è tutto sporco di fango.
“ Grazie…” Ti dice sottovoce.
“…” Lo fissi senza dire nulla, parlare in genere è una cosa che ti stanca.
“ Non sai parlare?” Ti chiede con una vocina mielosa che non sai se è ridicola o dolcissima.
“ Certo che so parlare.” Odi che si metta in dubbio che tu non sappia fare qualcosa.
Lui sussulta un po’ intimorito adesso, non era tua intenzione spaventarlo, è solo che il tuo modo di parlare è freddo come quello di tuo padre, anche tu da piccolissimo ogni tanto ti sentivi in soggezione quando lo ascoltavi rivolgerti la parola.
Lui cerca di prendere coraggio.
“ Ti chiami Duncan?”
“ Si, e tu? “
Lo vedi rabbuiarsi.
“ Io…Io…”
“ Se non vuoi dirlo va bene.” Lo sollevi dall’oneroso compito.
“ Sei quello nuovo?” Gli chiedi cambiando argomento.
“ Si…”
Poi senza dirgli più nulla, lo lasci in cortile e te ne torni in camera tua.
È notte fonda quando ti accorgi che hai bisogno di andare in bagno.
Il lungo e semibuio corridoio conduce ai bagni pieni di umidità dell’orfanotrofio, ed è lì che lo rivedi, sta in fondo al corridoio, sta seduto per terra, ha le testa bionda poggiata al muro.
Ti avvicini per raggiungere i bagni, ma anche perché sei curioso di capire cosa ci fa lì.
Lui sente i tuoi passi, si volta e ti guarda, ti riconosce, ma davanti al tuo sguardo gelido non dice nulla.
Entri nei bagni e quando esci lui è ancora lì, per terra.
Ti fermi davanti a lui e lo guardi.
“ Mi…hanno…buttato fuori dalla stanza, non vogliono che dorma con loro, mi chiamano il principino e per dispetto non mi danno il letto.” È la sua giustificazione al tuo sguardo.
Poi starnutisce, ed è lì che ti decidi.
“ Vieni con me.”
Lui ti segue senza indugio.
“Dormirai nella mia stanza.”
“ Non darò fastidio ai tuoi compagni di stanza?”
“ Non ho compagni di stanza, nessuno dorme con me.”
Attraversate il corridoio a piedi nudi.
Entrate nella tua stanza.
“ C’è un solo letto.” Constata lui, e tu fai spallucce.
“ Basta che non mi dai fastidio.”
“Starò buonissimo!” Dice seriamente lui.



Ed è così che più o meno è iniziato tutto.
Lui ascolta i tuoi silenzi, a volte capita che parlare ti pare assolutamente superfluo.
“ Va bene Dunk, mi arrendo, stiamo pure in silenzio.”
Ne sei sollevato, a volte stare in silenzio ci può salvare da infiniti dolori.
Come quella volta….


Anno 2022
17 Febbraio
Duncan 14-anni


State per addormentarvi quando lui ti sorprende.
“ Duncan?”
“ Mh…il mio nome…mi mette i brividi dirlo…”
“ Allora non dirlo, in ogni caso io non te l’ho chiesto mi pare…”
“Voglio dirtelo ugualmente.”
“…”
“…Somoa Atlis…”
Al buio sgrani i tuoi occhi che si fanno ancora più neri, lui non avverte il tuo cambiamento, ma tu per un attimo fremi di rabbia.
Atlis…
Gli Atlis sono quei cani bastardi che hanno fatto fuori la tua organizzazione, la tua famiglia, tuo padre…
Cerchi di respirare e di recuperare la calma, infondo lui è più giovane di te di due anni e un mese , di certo non ne avrà preso parte, come neanche tu del resto, e come avresti potuto? Eri e sei solo un moccioso.
“ Lo so che lo sai, tutti sanno che la mia famiglia è gente cattiva, ma io non sono come loro, anche se devo ammettere che volevo bene a papà, gliene volevo tanto, così com’era, ed ora mi manca…”
Il cuore in petto ha preso a dolerti, finora sei vissuto con il veleno in corpo , sei vissuto con la speranza e la smania di crescere per trovare Tuurys Atlis, l’uomo che ha ucciso tuo padre e hai pregustato a lungo l’attimo in cui lo avresti ucciso, ed adesso non solo hai suo figlio che ti dorme accanto, ma non potrai mai vendicarti, perché se suo figlio è qui, significa che lui è già morto…
Mordi forte il tuo labbro inferiore per non urlare di rabbia e frustrazione, lo mordi forte, finché il sapore del sangue non ti invade la bocca.
“ Ti prego Duncan non dirlo a nessuno, e non chiamarmi mai con il mio vero nome, promettimelo…”
Sospiri.
Che importanza ha ormai…?
Non hai più uno scopo nella vita.
“ Te lo prometto.” Dici atono.
“ Grazie, sapevo di potermi fidare.”
Lui era troppo giovane, di certo non sa nulla della faida tra i Morgan, ovvero la tua famiglia, e gli Atlis.
“ Dammelo tu un nome Duncan.”
Sei nervoso.
“ Ho sonno adesso, se mi viene qualcosa in mente te lo farò sapere, dormi adesso.”
Lui forse resta un po’ deluso dalla tua risposta, ma non obietta, sa bene quanto tu sia facilmente irritabile, quello che non sa è il dolore che inconsapevolmente ti ha procurato.



Le campane suonano, è un’ora che state in silenzio.



Anno 2022
29 Marzo
Duncan-14 anni.


Sei pensieroso, non hai voglia di parlare e lui se ne accorge, sta buono per non darti fastidio e non dice nulla.
Da quando hai saputo la verità sugli Atlis sei ancora più tormentato.
Hai incominciato ad allontanarti sempre più spesso dall’orfanotrofio.
Hai incontrato un uomo ieri sera , il suo viso era solcato da una grossa cicatrice, lui ti ha proposto un lavoro, traffico illegale di armi.
Hai accettato.
Dovrai consegnare otto fucili, chiaramente non tu, ma degli uomini appartenenti all’organizzazione T.Y.Y.
Tu dovrai solo fare da intermediario.
Certo, i ragazzini come te destano meno sospetto.
Lui era entusiasta di te, non dovrà neppure perdere tempo ad insegnarti le basi, quelle te le ha già insegnate tuo padre.
“ Domani vado via per un paio di giorni.” Dici e lui si rattrista.
“ Ed io?” Ti chiede sconsolato.
“ Tu cosa?” Dici gelido.
“…Nulla…” Ti risponde con rassegnazione.


“ Se ho apprezzato il dono del silenzio lo devo soprattutto a te Dunk…però dai…raccontami un po’ cosa hai fatto di recente, non vuoi dirmi proprio nulla?”
“…” Ti è sempre piaciuto il senso di complicità totale che ha caratterizzato il vostro rapporto.


Anno 2022
21 Novembre
Duncan -15 anni



Fare parte di un’organizzazione, di nuovo, ti fa sentire un po’ come in famiglia, certo il tuo capo ti irrita, ma è solo perché mal sopporti quando ti vengono dati degli ordini.
Il tuo addestramento da ottimi risultati.
Ti senti nuovamente tu.
Hai ritrovato te stesso.
“ Dunk…?...Dunk…?’”
“ Cosa?” Gli chiedi.
Da giorni ormai lui ha iniziato a darti questo soprannome, e tu lo hai lasciato fare, in effetti gli lasci fare un bel po’ di cose. Sei sempre pronto a comprenderlo.
“ Ricordati che stasera non voglio che tu vada via, è il mio compleanno, non te ne sei scordato vero?”
“ No, certo che no.”
Lui sorride.
“ Bene, non mi piace per niente quando sparisci per giorni. E poi non mi dici mai che fai, uffa non è giusto, io ti racconto tutto di me.”



Allora lui non capiva chi eri in realtà, lo avrebbe capito qualche tempo dopo.
Esattamente quando il tuo capo ti ritenne abbastanza grande per poter ammazzare qualcuno.



Anno 2024
5 Dicembre
Duncan-17 anni



Entri in camera, sei sporco di sangue.
Lui ti vede e sgrana i suoi occhi grigi.
“Mio Dio! Duncan! Stai bene?”
“ Sto bene.”
“ Adesso basta Dunk! Dimmi dove sei stato? Che è successo?”
“ Rilassati ti ho detto che sto bene.”
Ti guarda triste, anche senza poterlo realmente vedere, percepisci il suo cuoricino spezzarsi.
“ ..Dunk…”
“ Ti ho detto che sto bene, sta tranquillo.”



E tu poco tempo dopo comprendesti di amarlo.
Ma eravate troppo diversi, come lo siete adesso, quindi decidesti di tacere, come stai facendo adesso.
Ricordi ancora come in una notte anonima il tuo sguardo si soffermò sul suo viso, suoi capelli biondo scuro, lisci, con una delicata frangetta, sui suoi occhi grigi semichiusi, stava per addormentarsi, la sua vicinanza ti causò un’erezione, ma non era solamente una pulsione tipica dei diciassette anni, era molto di più, lo comprendesti subito, lo accettasti subito, e da allora ignorare tutto ciò divenne la tua più grande tortura, come adesso.
Finché un giorno…decidesti di andare via, un po’ per cercare di allontanarti da quel sentimento che ti uccideva, un po’ perché il tuo lavoro diventava sempre più rischioso.


Anno 2025
16 Maggio
Duncan-17 anni



“ E quindi te ne vai? Non aspetti di compiere diciotto anni, vai via ora? Così? Ed io?”
“ Mica ti mollo qui stupido, verrò a trovarti.”
“ Ma perché?”
“ Non fare i capricci, non sei più un bambino.”



La sorpresa arrivò pochi mesi dopo, quando tornasti a trovarlo, eri fermamente deciso a rivelargli i tuoi sentimenti ma lui ti precedette e ti confessò che sarebbe voluto diventare prete.
Forse era stata una decisione presa in seguito al tuo allontanamento, forse no, resta il fatto che questa scoperta ti uccise.
Ironicamente la persona che ti ha ammazzato più volte nella vita è proprio lui, e senza dover usare nessun’arma…
Infine ti riscuoti, decidi di scherzare un po’ con lui…
“ Devo confessarmi padre…”
Lui ride e scuote la testa.
“ Sai bene che mi manca ancora un anno per essere prete a tutti gli effetti e non posso affatto confessare per ora, ma di certo sono un buon amico con cui parlare, un amico fraterno…”
Ecco!
Appunto!
Amico…
Amico fraterno, ti pugnala allo stomaco e non se ne accorge neppure.
Continui a scherzare mentre sanguini dal profondo dell’anima.
“ Si ma sembri già un tipo professionale.”
“ Stupido…”
“ Ho fatto delle cose brutte, anche stavolta, e non me ne pento.”
“ Si, lo so.”
Guardi i suoi occhi grigi, i capelli biondo scuro, la frangetta un po’ infantile, alla quale non ha rinunciato crescendo, e tu scosti un ciuffo di capelli neri che ti ricade sull’occhio destro.
Anche tu in fin dei conti non hai mai cambiato taglio di capelli.



“ Quindi hai proprio deciso, diventerai prete?”
“ Esatto, sai ho pensato che se tu continui a combinare casini, non andrai mai in paradiso, quindi toccherà a me aiutarti, e penso proprio di dover essere particolarmente vicino a Dio per potergli fargli chiudere un occhio su di te.” Ti regala un sorriso timido e solare.
“ Non voglio stare lontano da te Dunk, mai, neppure dopo morti, sai che mi da dispiacere quando scompari a lungo.” Ti dice e tu senti il tuo cuore battere forte in petto.
-TI AMO! TI AMO !TI AMO!- Urli dentro di te e ti senti soffocare.
Di recente ti hanno soprannominato -il demonietto-
E adesso lui vuole fare il prete…in effetti anni addietro gli avevi promesso che gli avresti trovato un nome…e lui è stato a lungo in attesa, non ne ha ancora uno…
“ Senti, ho trovato un nome per te…”
Lui ti guarda stupito e sorride….
“Ce ne hai messo di tempo, dai sono curioso, che nome mi hai dato???”
“ Angel….”
Pensi proprio che se tu sei un demonio è giusto che lui sia un angelo.
“ Mi piace! Grazie! È perfetto! Sei il mio migliore amico” Ti regala un sorriso che ti scioglie dentro e ti riscalda il cuore.
In un attimo perdi il controllo della situazione.
“ Potremmo essere più che migliori amici.” Lo dici senza poterti trattenere.
“ Che intendi?” Ti chiede non capendo per nulla quello che intendi.
Riprendi il controllo in mano e ignorando il cuore che ti martella furioso in petto gli dici.
“ Prendi anche il mio cognome, così saremo anche fratelli.”
Il suo viso chiaro si illumina, è raggiante.
Ti salta addosso e ti abbraccia.
“ è un’idea meravigliosa!!! Sono felice! Ti voglio bene Dunk!”
-Ed io ti amo-…pensi fra te e te…



“ Dimmi di te Angel, tu stai bene?”
“ Si, soprattutto adesso che ti sei degnato di farti vivo, ti pare il modo di scomparire? Un giorno o l’altro mi farai venire un’infarto.”
“ Perdonami Angel.”
“ Va bene, sai che non riesco mai a rimanere arrabbiato con te.”
“……”
…..
…….
……….
Hai scelto di non dirgli nulla riguardo la sanguinosa faida fra le vostre famiglie, hai scelto di non comunicargli i tuoi sentimenti.
A volte si sa, è meglio tacere piuttosto che dire qualcosa di scomodo.












Continua………..

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:38 pm

Share the pain 2 Yan500

“Demolition- man.”




È notte fonda quando entri in casa, l’odore di Lex ti riempie i polmoni, senti il suo respiro leggero nel silenzio del buio.
Ti avvicini a lui che riposa scomposto tra le vostre lenzuola, familiari, gialle, semplici, tiepide.
Ti stendi accanto a lui e passi la tua mano destra tra i suoi capelli mossi e castani, i tuoi occhi si sono appena abituati al buio e la luce delle stelle ti fa intravedere meglio i suoi lineamenti decisi, dolci in questo momento di abbandono totale al sonno.
La tua mano scende sulla sua guancia, sai che è stanco, ma non resisti, vuoi svegliarlo ora, dolcemente, fare l’amore fino a morirne.
“ Mh…” Ci sei riuscito, si sta destando.
“ Alexander…” Sussurri.
“ Cosa c’è?” Chiede insonnolito e indifeso come non mai, vuoi amarlo in tutti i sensi prima di dirgli tutto.
“..Hn…” Dici solo, ma lui, ovviamente, capisce.
“ Vuoi fare l’amore?”
“Hn.” È il tuo modo per dirgli di si.
“ Va bene, ma fai tu l’attivo io sono a pezzi.” Ti confessa sottovoce, deve aver lavorato duramente al cantiere. Ti soffermi a pensare su quanto tempo hai dovuto aspettare per sentirlo parlare così con te, per sentirgli ammettere una debolezza, per quanto piccola sia, per sentirlo chiederti di entrare in lui…
Lui, proprio lui, orgoglioso quanto te.
“ D’accordo” . Dici e lentamente togli il lenzuolo dal suo corpo, tu sei ancora vestito, non hai né voglio né tempo per pensare a te stesso, vuoi solo dedicarti a lui, sai bene che non ti perdonerà….hai solo questo istante per viverlo.
Lo spogli con gesti delicatissimi.
Metti a nudo la sua pelle ambrata, che profuma di buono, di forte, di dolce, di tepore di letto, di sesso perenne.
Il suo torace massiccio, scolpito dal duro lavoro, dalla vita di strada, lo accarezzi, indugi sui suoi delicati capezzoli bruniti, li tocchi con i polpastrelli, lo fai gemere sommessamente, lo fai sospirare.
Finisci di spogliarlo, lo annusi, lecchi il suo collo, lui geme più forte, la passione ti invade, ora che lo hai tutto nudo abbandonato a te sul letto ti senti ardere.
Potrebbe essere l’ultima volta, l’ultima, e davanti a questa orrenda realtà i tuoi propositi di procedere con calma si sopiscono lasciano il posto ad una frenesia improvvisa, animale.
Lo stringi con forza, lui geme più intensamente, forse hai stretto troppo forte…
Gli separi le cosce rapidamente e ti stendi su di lui, premendo il tuo corpo scultoreo, sempre vestito, al suo nudo e vulnerabile in questa posizione. così…tutto nudo sotto di te….
“ Mio. Sempre.” Gli dici quasi con cattiveria all’orecchio, così che possa imprimerlo per bene semmai dovesse decidere di mandarti al diavolo dopo che gli avrai detto la tua intenzione di accettare un lavoro sporco.
Lui sussulta, ha avvertito un certo cambiamento in te…Apri rapido la zip dei jeans, sotto non indossi biancheria intima.
Non fa in tempo a parlare che lo zittisci entrando in lui immediatamente con una spinta decisa.
Ti muovi da subito. Forte.
“AAHAAAH!” Urla Lex e immediatamente serra le cosce intorno ai tuoi fianchi candidi e le sue braccia scattano verso il tuo petto, pare proprio voglia fermare i tuoi movimenti convulsi.
Torni alla realtà, vuoi imprimerlo nella tua epidermide, ma di certo non vuoi che soffra!
Ti fermi, cerchi di recuperare la lucidità.
“ Scusa…” Gli dici mortificato.
“ …Cosa ti è pr…eso stro…stronzo..?! Sem…bra… che tu sappia che è l’ultima volta che fai sesso nella tua vita…ah…”
Ti si gela il sangue nelle vene.
Cambi argomento. “ è che sei bollente dentro, scusami ancora, dimmi tu quando posso.”
“ Che stronzo che sei russo.”
Attendi immobile e in silenzio, è una tortura, ma hai rischiato di fargli seriamente male, quindi rimani buono, buono ad espirare il tuo peccato.
“ Prova adesso Yan.” E piano riprendi a spingere in lui, ti avvolge, geme, adesso va bene, gli piace, aumenti il ritmo solo quando è lui ad incitarti venendoti incontro con i fianchi.
“ Ti amo Lex.”
Spingi senza sosta, vieni e lo fai venire, ma non ti fermi, non ancora, ancora un po’, un altro po’, Lex gode forte, ha un nuovo orgasmo, ancora, ancora, ancora un po’, ancora un altro po’, non ti fermerai, finché il tuo corpo avrà anche solo la più piccola goccia di forza e sperma in corpo continuerai a spingere.
….
………….
…………………
Almeno finché Lex non ti chiede di smettere.
“ ..Ba…basta Yan, sono provato…è ora di smettere…”
“ Hn…” Dici a malincuore, ma rispetti Lex, soprattutto quando è passivo, senza contare che non ce la fai più nemmeno tu.
Esci dal suo corpo, accendi la lucetta sul comodino, torni ad occuparti di lui.
Lo hai fatto sanguinare.
“ Scusa amore. “
“ Che razza di figlio di puttana che sei.”
Lo abbracci stretto.
“ Adesso ti ripulisco.”
“ Non sono un moccioso, faccio da me!”
Sorridi, ti piace quando è orgoglioso e scorbutico.
“ Ti amo.”
“…”
“ Ti amo…”
“ …”
“ Ti amo…”
“ Ho capito cretino.”
“ Ti amo.”
…….
……….
……………
Lex ha ripreso sonno, era davvero stanco, tu non vuoi dormire, anche se sei parecchio stanco anche tu adesso, gli lasci qualche altro attimo di riposo, poi lo sveglierai e lo affronterai…..



Volano le libellule,
sopra gli stagni e le pozzanghere in città,
sembra che se ne freghino,
della ricchezza che ora viene e dopo va,
prendimi non mi concedere,
nessuna replica alle tue fatalità,
eccomi son tutto un fremito ehi.







“è un lavoro interessante, ho intenzione di chiedere una cifra molto alta.”
Da quando hai iniziato a parlare Lex non ha detto una parola.
Pessimo segno.
Non vorresti andare, o meglio, il tuo istinto ti ha sempre spronato verso questo genere di cose, ma adesso hai Lex, e tutto è cambiato.
Lo vedi accendersi una sigaretta.
“ Perché?” Ti chiede.
“ Mi pagano una sacco di soldi…”
Lex ride amaramente e scuote la testa dagli arruffati capelli castani.
“ Quindi mi molli per i soldi?”
“Non ti mollo Lex. È solo un lavoro.”
“ Tu lo hai già un lavoro! Ricordi lo Share the pain? È il tuo locale, tu sei il padrone di un pub, sei un onesto cittadino.”
Lo dice canzonandoti.
“ Infatti, non scordo certo il mio locale, lo affido a te, per la parte amministrativa non devi preoccuparti, Lucy sa tutto quello che serve, e comunque parli come se non dovessi tornare più, sarà al massimo per tre o quattro giorni.”
Lui sta sul vostro divano marrone malandato, ti fissa dritto negli occhi.
“ Sarà per sempre Yan, poi verranno a chiederti altro, e altro ancora e tu accetterai, sempre, perché a queste cose non sai dire di no. Credevo di essere io la cosa più importante.”
“Infatti è così!”
“ Hai una strano modo di dimostrarmelo.”
“…”
……..
……….
……………
Infine ti pone una domanda cruciale, non te la aspettavi, questa proprio non te l’aspettavi.
“Hai un altro?”
Te lo dice con un filo di voce, pare che una mano invisibile gli stia stritolando la trachea.
“No! Merda!Certo che no!”
“Perché sai Yan…” E la sua voce si affievolisce ulteriormente. “ Potrei far finta di niente anche questa volta, ricominciamo daccapo nuovamente, io sono disposto a passarci sopra, ma resta…con me…Non mi abbandonare….”
Ed è come se ti avesse dato un pugno potente nella bocca dello stomaco e ti manca improvvisamente il terreno sotto i piedi, ti senti risucchiare da un vortice…CIELO!...No…no….no…no…

“….ma se non accetti lo abbandonerai comunque, lo abbandonerai al suo destino.”

Ripensi a ciò che ti ha detto suo padre….
“ Io ti amo Lex, non ho nessuno altro. E fatti un favore non parlarmi più così, non ti demeritare così, non te lo meriti.”
Lo vedi abbassare la testa e vergognarsi di quello che ti ha appena detto.
Ti spiace da impazzire vederlo in questo stato, lui ha vissuto molto male il trauma dell’abbandono, e ha sempre evitato di legarsi sentimentalmente, almeno finché non ha incontrato te, e adesso che pareva andasse tutto bene, tra alti e bassi certo, ma sembrava proprio che il peggio fosse passato, ecco che anche tu lo abbandoni…
“ Perché mi fai questo Yan? Perché non riesci a lasciarti questa vita alle spalle?”
“ Stavolta è diverso.”
“ DIVERSO IN COSA CAZZO!!!?”
Ecco ha perso le staffe.
“ Lex devi fidarti di me.” Non puoi certo dirgli che hai fatto un affare con l’uomo che lo ha abbandonato, certo serve a salvargli la vita, ma figurati se lui, istintivo com’è, è in grado di usare a dovere il raziocinio.
Inoltre non vuoi sconvolgerlo, è già abbastanza scosso.
“ Fidarmi di te mi ha solo portato dolore! IO STAVO BENE PRIMA! Avevo la mia vita! Mi facevo le mie scopate! Lavoravo, e bevevo birra con i miei ragazzi giù al cantiere. Non mi facevo inculare! Non ero obbligato ad elemosinare attenzioni, NON ero costretto a tutto questo! MI HAI ROVINATO LA VITA!!!”
Si alza e da un calcio alla tv che si rompe cadendo per terra.
“ Adesso basta! Stai esagerando. E non mi piace che ti penti di essere venuto a letto con me.”
“ Io mi pento di tutto! Perfino poco fa me la sono fatta piantare nel culo! Ed ecco perché avevi quello strano modo di scopare! Mi pento di tutto!!!Anzi sai che ti dico, se te ne vai, fai pure finta che tutto questo tra di noi non ci sia mai stato!”
Questa poi…” Che cazzo dici? Mi stai lasciando?”
“ Sei tu che lasci me.”
“ Io devo andare cretino. Cosa c’entra adesso che rinneghi tutto? Non ha senso che mi lasci!”
“ Mi dai pure del cretino?!”
“ Maledizione Lex!”
“ VAFFANCULO!”
…..
……
……..
Poi tutto tace.
Lui si accascia per terra. Tu non sai più trovare le parole.
“ Va bene Yan, vai pure, io mi occuperò del locale, fino al tuo rientro, ma lo faccio solo per Lucy e le ragazze, al tuo ritorno , semmai tornerai vivo, sappi che voglio le tue cose fuori da casa mia, è finta Yan, buon viaggio e buon lavoro.”
Farlo ragionare è inutile.
Ti rechi nella tua camera, quella che da tempo ormai è diventata la vostra stanza, prendi lo stretto necessario che potrà tornarti utile in viaggio.
Torni nel soggiorno, e Lex è ancora seduto per terra, ha acceso un’altra sigaretta, sembra estraniato dal mondo, sembra volersi annullare pur di non vederti andare via.
“ Io torno da te Alexander, e non voglio che tra noi finisca, adesso si è fatto tardi e non ho il tempo, ma al mio ritorno ti farò cambiare idea, perché tra noi non può finire.”
“ Invece è finita Yan, non ritenermi incapace fino a questo punto di rispettare me stesso, è vero poco fa ho sbagliato a dirti quelle cose riguardo al tradimento, mi sono reso ridicolo, lo ammetto, ma è finita Yan, non ti permetterò più di offendere la mia dignità.”
Lo vedi passarsi la mano destra tra i capelli, tira su le maniche della sua t-shirt gialla.
Respira affannato, pare avere caldo, sembra che stia per soffocare.
Vorresti abbracciarlo, fare l’amore, fargli capire che non si deve pentire mai di accoglierti dentro di se, esattamente come non te ne penti tu, ma non c’è tempo.
“ Torno Lex.”
Ed è la frase che lo fa scattare e diventare una bestia.
“ Smettila di decidere tutto tu! Smettila di non ascoltarmi, smettila di essere così schifosamente assoluto!!!” Si alza da terra e ti si scaglia contro, ti colpisce allo stomaco con un pugno e poi inizia a colpirti in volto, poi ancora si scaglia contro ogni oggetto che incontra camminando nervosamente avanti e indietro per il soggiorno.
“ SONO UN FOTOTTUTO ILLUSO ! MI SONO FATTO PURE SCOPARE! E ORA TE NE VA CON CHI SA CHI! A FARE CHISSà COSA!!! MI TRADIRAI!”
“ Basta Lex!!!”
“ BASTA UN CAZZO!!!”
E getta in aria tutte le sedie del tavolo, prendendo poi a calci il tavolo stesso, poi ancora se la prende con il vaso di vetro che viene distrutto contro una parete vicina al tuo viso infine scaglia sul pavimento il posacenere, spargendo per terra ceneri e cattivi presagi.
Ti avvicini a lui, lo blocchi e lo costringi a guardarti dritto negli occhi usando la forza, torci il suo viso verso di te, lo obblighi a reggere il suo sguardo serrando la sua mascella con rabbia.
“ Ti ho detto che torno stronzo!”
E con la mano destra gli dai un colpo dietro alla nuca, lo stordisci e vedi i suoi splendidi occhi castani chiudersi e infine perde i sensi fra le tue braccia.
“ Scusa amore, facevi troppo casino, ora riposa, sei stressato e hai bisogno di dormire.” Gli sussurri pur sapendo che non può sentirti.
Lo adagi dolcemente sul divano marrone, lo stesso dove lo hai toccato intimamente la prima volta.
Accarezzi il suo volto dai lineamenti decisi e dalla carnagione olivastra, infine ignorando il dolore di dover andar via da lui esci di casa.
“*моя любовь, моя любовь” Sussurri tristemente.
Mentre ti incammini speri che sia vero che riuscirai a tornare vivo e intero da lui…




Siete sull’aereo che vi condurrà in Bulgaria, ti sei seduto dal lato del finestrino, sulla parte sinistra del velivolo.
“ Sono lieto tu abbia accettato, Ecco il piano: giunti a destinazione ci organizzeremo rapidamente, il mio capo sarà felice di sapere Edgard morto, e Lex sarà al sicuro. Nella mia organizzazione sono a mia volta a capo di un gruppo di uomini in gamba, tra di loro vi è un Killer professionista, si chiama Duncan, lavorerai con lui.”
“ Non lavoro in coppia.”
“ è la stessa cosa che ha detto anche il demonietto.” E ride.
“ Il demonietto?”
“ Si, è così che lo abbiamo soprannominato quando era un ragazzino, adesso effettivamente lo chiamano -il demone-, ma a noi piace prenderlo in giro e continuiamo a chiamarlo demonietto, così per stuzzicarlo.”
“ Cazzate.”
“ Era giovane quando uccise la prima volta, ma comunque più grande di me o di altri, credo anche più grande di te, tu hai cominciato davvero presto se non erro.”
“ Non erri. Ma voglio lavorare da solo.”
“ Duncan, ha portato a termine l’addestramento a differenza tua Yan; Tu sei in gamba, ma non ti sei accorto che vi ho spiato, lui è una forza della natura, ma contro Edgard potrebbe non bastare, ecco perché mi servite entrambi. Mi fido di lui, e sapendoti così tanto legato a mio figlio, mi fido anche di te, siete le uniche persone delle quali posso fidarmi in questo momento.
“ Hn…!”
“ Edgard è pericoloso quanto Wolf.”
Yan…attento sa di Ismael…e tu non sai molto su questo stronzo padre di Lex.
“ Chissà che fine ha fatto…?” Mh…a quanto pare non sa che ha preso in custodia te e Lex, Ismael era uno stronzo che però faceva le cose per bene, dato che neppure uno come lui che sa il fatto suo è a conoscenza dell’ultima parte della sua vita, e non sappia che è morto.
“ Ne hai mai sentito parlare Yan?”
“ Si dice sia uno che ci sa fare, non so altro.” Rispondi glaciale, evasivo e fintamente disinteressato, Ismael nonostante fosse un gran bastardo può contare sulla fedeltà di tutti i ragazzi che seppur a suo modo ha aiutato, compresa la tua, non dirai nulla, in fondo non ce ne è motivo.



Ti sei svegliato sul divano marrone. Da solo. Ti fa male la nuca, lì, dove ti ha colpito.
Hai dato uno sguardo distratto alla casa, lui è andato via.
Ti chiedi come mai tutte le persone che contano nella tua vita infine ti voltano le spalle.
Ti sei fatto davvero tanto schifo e tanta pena nel dirgli che saresti stato disposto a perdonargli un eventuale tradimento, ti eri ripromesso di non mostrarti mai debole davanti a lui, ed ingenerale nella vita, invece hai mandato i buoni propositi a farsi fottere.
Guardi fuori dalla finestra, è l’alba, il cielo si tinge di sfumature grigio-azzurre per poi sfociare dolcemente in un pallido arancione ambrato.
Poggi la fronte sul fresco della finestra, le lacrime cadono copiose dai tuoi occhini castani, la tua mano destra artiglia la t-shirt all’altezza del cuore, fai fatica a respirare, ti fa male il cuore, ti fa male tutto!
Senti il dolore scoppiarti in petto, nelle tempie e nell’esofago.
Ti senti solo e sperduto.
Rivedi il tuo riflesso sul vetro della finestra e scopri che non sei mai cresciuto.
Sei un bambino solo e sbandato, spaventato, terrorizzato, abbandonato da un Yan troppo grande ed irraggiungibile.
Ti senti morire, se ne è andato, ha preferito il suo lavoro, ha preferito andare chissà dove ad ammazzare gente, non si è preoccupato di te, ma solo di se stesso, si è solo preoccupato di riabilitare il suo ego di killer del cazzo.
Il modo in cui ha fatto sesso con te…era per davvero il modo in cui lo farebbe un killer che sa che lo sta facendo per l’ultima volta…
Sei terrorizzato all’idea che possa morire, che possa farsi male, sembrava un affare davvero grosso stando a quelle poche parole che ti ha detto.
In ogni caso non lo perdonerai mai, né da vivo né da morto.
Se dovesse davvero sopravvivere e quindi tornare a New York, tu non ti lacerai abbindolare di nuovo da lui, è finita. Finita.
Non può abbandonarti come una bambolina di pezza, non ha capito con chi ha a che fare, stavolta non lo perdonerai.
Purtroppo non puoi immaginare che il suo ego c’entra ben poco stavolta, lui rischia la vita per te, perché al contrario di quello che pensi, ti ama tanto quanto tu ami lui.
Ma appunto non puoi saperlo, quindi non ti resta che soffrire …bè…in ogni caso avresti sofferto ugualmente, ma Yan ha voluto evitarti anche la devastante scoperta di sapere di tuo padre, e neanche di questo puoi essere a conoscenza.
Soffri all’oscuro di tutto, soffri e ti maledici, ti riprometti che è stata la prima ed ultima volta in cui ti se affezionato a qualcuno.
Non lo perdonerai! Mai!!!
É…tutto…distrutto …è…tutto…finito…tutto demolito sotto il peso della sofferenza.
Tutto finito.






Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà,
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà,
non si sa come si creano,
costellazioni di galassie e di energia,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sbocciano i fiori sbocciano,
e danno tutto quel che hanno in libertà,
donano non si interessano,
di ricompense e tutto quello che verrà,
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l'allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho un mantello fatto di stracci.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
vienimi a prendere
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te….















Continua….



* Tradotto dal russo: Amore mio, amore mio.


La canzone utilizzata è di Jovanotti “ le tasche piene di sassi.”

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Share the pain 2 Empty Capitolo 4

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:39 pm

Share the pain 2 Angel500

I personaggi hanno una vita complicata e non ci stanno con la testa XDD sono vagamente instabili XD
Linguaggio volgare, soprattutto da parte di Lex che ritiene il record di parolacce inutili da utilizzare in una frase.
^^

“Sei tutto per me.”






You and I
Holding tight
You and I
Gotta fight
You and I
Side by side
You and I
Sanctified
You and I
Feels so right
You and I
Holding tight
You and I
Side by side
You and I
For the rest of our lives












Sei inginocchiato sul pavimento della tua chiesa.
Preghi, per Duncan.
Indossi un paio di jeans chiarissimi ed una leggera camicia bianca, attorno al suo colletto hai il tuo collarino, accessorio tipico dei preti, è viola e celeste, su di esso c’è il simbolo della tua chiesa, della tua religione, la croce e la corona reale.
Sei perennemente in apprensione per Dunk.
Lui è stato ed è tutto per te, e sempre lo sarà.
Ti ha fatto da migliore amico, da fratello, da padre, da madre, già, per quanto potrebbe sembrare impossibile ad occhio estraneo Dunk è sensibile ed è molto legato a te, il vostro è un legame speciale, empatico, tutto ciò anche a dispetto del suo lavoro che fisicamente vi tiene lontani, ma le vostre anime, lo sai, sono legate insieme, siete fratelli, non di sangue, ma fratelli nel cuore e nello spirito.
Una voce ti distoglie dai tuoi pensieri: “ Angel.”
È lui.
“ Dunk! Ops scusa non ti ho sentito arrivare stavolta, ero parecchio assorto, pensavo proprio a te, ed eccoti qui! Pensavo che non ti avrei rivisto per molto tempo, conoscendo le tue abitudini, sono lieto tu sia venuto anche oggi, ma sta attento, non viziarmi, altrimenti pretenderò di vederti ogni giorno .” Gli dici affabile, lui non muta espressione facciale, ma ci sei abituato, quindi continui a sorridergli.
Non immagini neppure quanto le tue parole lo scuotano nel profondo, e quanto il suo spirito dannato desidererebbe che queste stesse parole non fosse pronunciate da una bocca amica, ma da quella appassionata di un amante.
“ Ho un nuovo incarico.”
Il tuo sorriso si spegne alle sue parole.
“ Sta attento.” È l’unica cosa che gli dici, l’unica che tu gli abbia mai detto in verità, lo rispetti troppo per dirgli di mollare tutto, questa è la sua vita, lo sai, glielo leggi dentro.
“ è qualcosa di grosso.” Non si sbilancia mai più di tanto. Soppesi le sue parole, è il suo modo di dirti che è rischioso.
“ è raro che tu lo dica, solitamente sei più sicuro di farcela, cosa succede?”
“ …”
“ Capisco.” Non vuole dirti nulla di più.
“ Adesso vado.”
“ No, per favore, sei appena arrivato.”
“ Ho sempre l’impressione di non essere gradito qui.”
Scuoti i tuoi capelli biondo scuro, ed i tuoi occhi grigi si illuminano.
“Chiunque è il ben venuto in chiesa Dunk, è giusto che anche tu abbia la tua porzione di pace. Resta, per favore.”
E come spesso accade, lui ti accontenta.
“ Ti vesti sempre in modo strano Duncan.” Gli dici prendendolo affettuosamente in giro, ti soffermi a guardare la sua pelle pallida, i suoi capelli neri, i suoi occhi di un nero oscuro, il suo occhio destro è sempre seminascosto da un ciuffetto di capelli lisci.
Il leggero velo di occhiaie intorno agli occhi.
Indossa sempre abiti di pelle nera, molto aderenti al suo fisico snello e contemporaneamente muscoloso, ha un fisico scattante, riassumendo in poche parole.
È un bel ragazzo, hai sempre pensato che fosse più affascinante di te, o per meglio dire, tu hai una bellezza più angelica, eterea, lui è più dannato, anche nell’aspetto.
Paradossalmente vi assomigliate nell’aver mantenuto, chi più chi meno, una certa parvenza fanciullesca, essa in te è più accentuata, lui sembra un angelo caduto e senza dimora, con una duplice natura di assassino.
Tocchi distrattamente il suo giubbotto di pelle nera che gli fascia il torace, gli fascia tutto, per fino la gola, e le cinghiette gli coprono parzialmente il mento.
Lui muore alla tua del tutto causale carezza e tu scherzi ancora un po’.
“ Accidenti! Non fai fatica respirare?”
“ Si.” Ti risponde atono ed inespressivo. Tu credi che stia semplicemente stando al gioco, ma in realtà in questo momento, questo povero demonio, fa davvero fatica a respirare, a causa della tua vicinanza e della tua mano sul suo giubbotto.
“ Adesso devo andare Angel.”
“ Uffa!”
“ Vedo che non perdi mai la tua abitudine a fare i capricci.”
Ti da le spalle e va via.
Tu gli fai una linguaccia infantile e lui simpaticamente ti alza il dito medio sempre dandoti le spalle.
“ Maleducato! Almeno non qui!”
E ridi.
È assurdo quanto si possa conoscere così bene una persona e contemporaneamente quanto ci possano sfuggire le cose più significative legate ad essa, Angel….lui….ti ama…
Ma come può capirlo un’anima così infinitamente pura come la tua?
Lo vedi sparire dalla tua vista, prendi posto su una panca di legno chiaro e lucido.
La tua mente vaga indietro nel tempo, ripercorre molteplici episodi che ti hanno segnato in un modo o nell’altro.
Ripensi a quando hai compreso che lui era proprio come tuo padre, era un’ assassino, e per quanto la cosa non ti faceva piacere, lo hai sempre accettato e non hai mai smesso di volergli bene , proprio come per tuo padre, malgrado la vita che faceva non ti piacesse, avevate un bel rapporto, lui era il tuo tutto, e Dunk ha preso il suo posto in tutto.
Ricordi…ricordi che ci segnano.





È notte fonda quando Duncan rientra nella vostra stanza, è ricoperto di sangue ed ha il volto segnato da lividi e tagli.
“ Cielo! Duncan! Cosa ti è successo?!” Stai per svenire alla vista del tuo migliore amico preso a pugni in faccia.
“ Fatti i fatti tuoi! Smettila di piagnucolare! Lasciami solo…”
“ Ma…io…”
“ Esci…”
Vorresti urlargli di smetterla con questa vita, ma hai davvero paura che quella lieve fiammella di vita che lo illumina possa spegnersi del tutto, Duncan è questo, è un criminale, e tu gli vuoi bene, incondizionatamente.
Tremando apri la maniglia blu ed esci.
Non vai lontano, proprio per niente, resti appoggiato al muro accanto alla porta bianca e grigia, piangi silenziosamente, speri solo non si senta male o che non perda i sensi, le lacrime rigano il tuo volto e illuminano il buio.
Passano i minuti, le gambe ti tremano e ti accasci al muro, stai seduto per terra, con il tuo pigiamino con delle stupide nuvolette azzurre e senti il sonno premere potente sulle palpebre, ma non cedi.
Poco dopo la porta si apre.
Duncan ti guarda freddo e glaciale, proprio come quella sera in cui ti portò in camera sua e ti cedette un pezzetto del suo letto, ma ormai sai bene che ti è affezionato.
“ Allora è a te che piace dormire per terra, ti avevo solo chiesto di lasciarmi un attimo tranquillo, mica di dormire per terra come un idiota.”
Rientra in camera lasciandoti la porta aperta, e tu subito lo segui.
“ Dimmi cosa ti è successo…”
“ Non ricominciare, sono stanco.”
“ Ma io…per favore Dunk, sono triste per te….”
Lui sospira e cede un po’…” Alessandro, mi ha picchiato, ho commesso un errore. Fine della questione.”
“ Chi è Alessandro?”
“ Il mio capo.”




Quella volta fu la prima ed unica in cui ha chiamato per nome l’uomo per cui lavora.






“ Dunk?”
“ Cosa?”
“ Ho fatto un brutto sogno.”
“ Stronzate, l’unico vero brutto sogno è la vita reale.”
“ Ma…io…però…ho paura…tu dovresti consolarmi..”
“ E chi lo dice?”
Ti rassegni e cerchi di riprendere sonno, al buio avverti solo la tua inquietudine, era davvero un brutto sogno, Duncan moriva e tu non potevi farci nulla, proprio come per tuo padre.
Stai quasi per metterti a piangere, quando lui decide di sorprenderti.
“ Allora?”
“ Mh?” Gli chiedi.
“ Cos’è che hai sognato?”
“ Ecco, non ti arrabbiare…io…ho sognato…bè…ecco…che tu morivi…”
“ Non morirò.” Risponde secco e lapidario.
“ Mh…” Dici poco convinto. Poi ti giri nel letto, proprio dalla sua parte e gli allunghi il mignolino.
“ Prometti.”
Anche al buio puoi intravedere la sua palese irritazione sul volto solitamente inespressivo.
“ Non faccio di queste sciocchezze da bambina viziata.”
“ Prometti! Uffa!” Insisti.
“ Ma smettila…”
“ Prometti.” Insisti deciso ma la mano ha preso a tremarti.
Infine Duncan sbuffa sonoramente ti da anche il suo mignolo e rapidamente lo ritrae.
“ Contento?”
“ Si!” Esclami soddisfatto.
Adesso ti senti il cuore più leggero, prendi sonno e purtroppo ti perdi la breve risata che si concede Duncan.




Sorridi al ricordo, convincere il -demonietto – a farti dare il mignolino per suggellare una promessa fatta nel cuore della notte.





Oggi piove, come sempre aspetti il ritorno del tuo unico vero amico, è in ritardo, sei certo sia successo qualcosa di brutto, infatti non appena si apre la porta ti ritrovi Duncan davanti agli occhi, il suo braccio sanguina, e tiene in mano una bottiglia di liquore.
“…” Lo fissi senza dire niente, non vuoi infastidirlo, sai bene che quando qualcosa va storto è più irritabile del solito, trattieni le lacrime, ma quello che ti dice ti sciocca.
“Mi hanno sparato.”
Di scatto porti entrambe le mani alla tua bocca e soffochi un urlo di terrore.
“ MHHH!!!”
“ Non fare così, sciocco. L’ho già fatto altre volte, solo che stavolta mi hanno sparato dietro, e non ci arrivo, ho solo bisogno che tu mi porga uno specchio.”
Resti immobile per un attimo, poi ti riscuoti e corri a cercare lo specchio, glielo porgi.
“ Bene, adesso voltati.”
“ Voglio aiutarti!” Dici cercando di mascherare il tuo disagio e dominando la tentazione di svenire.
“ Ciò che mi serve è solo una pinza.”
Toglie la maglia nera zuppa del suo sangue denso e riesci a vedere il buco del proiettile proprio nelle vicinanze della spalla destra.
Lo vedi gettare l’alcool della bottiglia di liquore sulla spalla, lo vedi stringere gli occhi e ridurli a due lame nere e peccatrici, deve bruciare come l’inferno.
L’operazione è piuttosto complicata, spesso il sangue che fuoriesce gli sporca nuovamente la ferita facendo perdere il contatto visivo con il proiettile.
“ Te la verso io…così tu hai due mani libere, ok?”
Lui ti scruta, infine accetta.
Vedi la pinza estrarre il proiettile, non sai capacitarti del fatto che quello che sia sul punto di svenire sia tu e non lui.
“ E se si infetta?”
“ è per questo che ho l’alcool. Buttagliene sopra un altro po’…”
“ Continui a sanguinare….”
“ Si, lo so, adesso faccio una fasciatura stretta.”
“ Te la faccio io! Posso?”
“…”
“ Dai Dunk…”
“ D’accordo…merda…”
Infine lo aiuti a stendersi ignorando le sue proteste.




Da allora a volte capita che se ha ferite che non riesce a curare da solo viene da te, come quella volta in cui entrò in chiesa con un braccio rotto ed un proiettile nella gamba.
Precisamente ricordi che è entrato nel tuo alloggio privato, una piccola stanzetta.





“ Ho un problema…” Ti dice Duncan con un braccio palesemente rotto e fermo in una posa innaturale, mentre la sua gamba sanguina.
“ Lo vedo Dunk…”Gli dici solo questo mentre soffri dentro, poi delicatamente fai per aiutarlo a togliersi i pantaloni di pelle nera, lui ti blocca i polsi: “ Questo la faccio io.” Dice atono con un velo di monotonia nella voce.
“ Suvvia, siamo fratelli, tu faresti lo stesso per me.”


Ricordi che lui rimase in silenzio a lungo, un silenzio decisamente cupo e tetro, pensasti che nel suo lavoro doveva essergli successo qualcosa che lo turbava molto, in effetti qualcosa che lo turbava molto c’era, ma non era il suo lavoro, erano le tue mani innocenti e premurose a farlo dannare, la difficoltà di controllare le reazioni del suo corpo…
Ma adesso, come allora, tutto ciò sfugge al tuo comprendonio.
Speri solo non muoia, che non soffra, la sua sofferenza è la tua sofferenza.






Every night
We're all alone
Every night
My only hope
Is the light that's shining from inside you
'cause you believe in what we are
You believe in what we'll be
Give me strength so I can stand beside you

No truths to confirm
No lies to deny
Too hopeless to care
We're too scared to cry















Ti sei concesso una breve doccia, ti guardi distrattamente allo specchio, porti indietro il tuo ciuffo di capelli neri che solitamente ti ricade davanti l’occhio e ti soffermi sulla tua immagine, il tuo naso è simile a quello di Angel, perfetto, senza difetti, nonostante le botte che ha preso, le vostre labbra sono diverse, le sue sono appena più accentuate, hanno un colorito roseo e spiccano sulla pelle alabastrina, le tue sono pallide e appena più sottili, si stagliano strafottenti sul tuo volto pallido, il tuo viso ha una forma leggermente ovale, il suo viso tende verso una forma più tondeggiante.
Il vostro fisico è diverso…non lo hai mai più visto nudo da quando eravate ragazzini, lo hai evitato apposta, sai che lui lo farebbe con naturalezza e senza malizia, ma hai sempre evitato che ciò avvenisse comunque. Tu hai un fisico atletico, muscoloso, ma non pesante, devi essere agile, forte, ma flessuosos, sei appena più pallido di lui, hai gli arti più allungati, anche perché sei più alto, lui ha un fisico delicato, meno rispetto a quando era un ragazzino, si vede che è cresciuto e che è un uomo, ma ha un armoniosità particolare.
Ti passi veloce una mano in viso, non c’è più tempo per i sentimentalismi, adesso devi entrare in azione, Alessandro sarà arrivato all’aeroporto con quel tizio con cui sei stato costretto a lavorare, sarà certamente un idiota, un coglione che non ha neppure finito l’addestramento, odi lavorare in coppia, purtroppo gli ordini del capo non si discutono, un po’ lo odi Alessandro, un po’ lo ammiri per la sua sagacia e l’astuzia, per il fisico prestante nonostante non sia più giovanissimo, è stato il tuo maestro, avete uno strano rapporto, un po’ lo detesti, un po’ lo ammiri, un po’ lo vorresti ammazzare, un po’ lo trovi spassoso nelle sue battute, nonostante tu non hai mai dimostrato di apprezzarle apertamente, ma ciò è dovuto anche al tuo carattere chiuso, Alessandro invece passa dal freddo scostante ad attacchi di pungente ironia e ama ridere e far ridere il prossimo, che amasse tutto questo Julia di lui?
Julia…. è un secolo che non la vedi, forse è morta, o forse no, con lei non si può mai dire, la conosci poco, ma quel poco che basta per darle della fottuta stronza.
Indossi un paio di jeans neri scoloriti e sdruciti sulle ginocchia, una maglietta nera in lycra attillatissima, e appiattisci il tuo ciuffo di capelli nerissimi sull’occhio e parzialmente sul volto, ti chiedi se non sei troppo Emo, per la verità non ti importa, però calchi per bene la matita nera sotto gli occhi e dai uno sguardo alle tue unghie tinte di nero.
Si dice che Ismaele Wolf, il miglior killer che sia mai esistito e del quale si sono perse le tracce, amasse vestire proprio così e che avesse lunghi capelli neri, nei paesi dell’est è un mito per gente come voi.
Esci dal tuo sudicio bilocale e il vento ti attraversa le ossa.
Edgard!
Quel figlio di puttana, lo vuoi morto. Le tue quotazioni di killer professionista saliranno parecchio, poco importa che dovrai dividerle con questo Yan del cazzo.





You and I
Holding tight
You and I
Gotta fight
You and I
Side by side
You and I
Sanctified
You and I
Feels so right
You and I
Holding tight
You and I
Side by side
You and I
For the rest of our lives

Cast aside
To an angry street
Criticized
For what we believe
If we hide maybe we can make it through this
Is it fair to be thrown away?
Is it fair that we live this way?
Victimized for a life we didn't ask for...

No truths to confirm
No lies to deny
Too hopeless to care
We're too scared to cry

You and I
Holding tight
You and I
Gotta fight
You and I
Side by side
You and I
Sanctified
You and I
Feels so right
You and I
Holding tight
You and I
Side by side
You and I
For the rest of our lives





















Continua………..


Dunk: mi hai fatto passare per uno degli EMO di ZELIG….

Yoite: bè come cervello anche tu sei messo male…

Dunk: Allora muori!

Yoite : 0_________________________0 help…



La descrizione fisica di Lex ed Yan la trovate più dettagliatamente in STP 1 ^^ nel corso dei primi capitoli potete ripercorrerla, per voi veterani ^^
Oppure, qualora lo vogliate, possono leggerla tutti coloro che vedono questa storia per la prima volta ^^

Note** Non credo che esistano religioni che abbiano un collarino da prete viola e celeste con una croce stampata insieme ad una corona, ciò è stato fatto apposta, in maniera tale da non essermi riferita a nessuna religione in particolare….Bè…poi se esiste veramente fatemelo sapere che lo correggo e ne invento un altro, infondo sono cattolica non praticante e su alcune cose non sono particolarmente ferrata ^^
Grazie della collaborazione ^^


La canzone utilizzata e delle T.A.T.U you and I

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Share the pain 2 Empty Capitolo 5

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:42 pm

Share the pain 2 Lex500

“Soffocare.”


I am done
Smoking gun
We’ve lost it all
The love is gone
She has won
Now it’s no fun
We’ve lost it all
The love is gone





é notte quando giungi in Bulgaria, sei a Sofia, la sua capitale.
Il padre di Lex si accende una sigaretta.
“ Il demonietto sarà qui a momenti.”
“ Hn.” Anche tu ti accendi una sigaretta, non lo dai a vedere ma sei nervoso, pensi al tuo uomo, sarà incazzato nero come minimo, speri che non voglia andare fino in fondo con la sua stupida decisone di lasciarti.
“ Duncan.” Dice il padre di Lex.
Il tuo sguardo azzurro intenso si posa su questo fantomatico demonietto.
Inarchi perplesso un sopracciglio.
Sembra proprio un idiota, passi lo smalto nero, che per altro ami anche tu, ma quella matita nera sotto agli occhi, e i capelli spalmati davanti a metà faccia a coprirgli un occhio sono proprio ridicoli!
Pare la copia scaduta e demoralizzata di Ismael.
“ …” Resta in silenzio ed attende ordini dal padre di Lex, il suo sguardo è insofferente, detesterà prendere ordini…
“ Portalo da te Duncan, e attendete le mie istruzioni, penso che domani entreremo in azione.”
“ Bene capo.” Dice piuttosto scocciato.
“ A domani.” Vi saluta il padre di Lex.
Duncan ti fa un cenno con la testa, tu getti il mozzicone di sigaretta per terra e lo segui.



We had magic and
This is tragic
You couldn’t keep
Your hand to yourself
I feel like our world’s been infected
And some how you left me neglected
We found our live’s been changed
Babe, you lost me








Il bilocale di Duncan è spoglio, ma fortunatamente ordinato meticolosamente, vi è perfino una parvenza di pulito.
“…” è il tuo silenzio.
“……” Questo è il suo.
Sembra il polo sud, e si potrebbero tranquillamente intravedere grosse palle di fieno sospinte dal vento, in uno scenario comico e desertico.
Se ci fosse Lex sarebbe tutto diverso, probabilmente lo avrebbe già iniziato a prendere in giro.
Quasi ti viene da ridere, probabilmente gli direbbe che è già iniziato il carnevale, oppure gli chiederebbe il nome del suo parrucchiere e cose simili.
Non che Alexander si vesta in maniera decente o abbia i capelli in ordine, ma almeno è più normale di questo tizio che se ne sta seduto davanti alla tv, che però, è spenta.
Ti accendi una sigaretta e gliene porgi una, più per studiarlo che per gentilezza.
“ Non fumo.” È il suo lapidario sibilo che dovrebbe avere le parvenze di una risposta
“ Hai della vodka?”
“ Non bevo.”
“ Nh. Però ti piace guardare la tv spenta.”
“ Mi sto concentrando per non ucciderti, non mi piace che sei a casa mia.”
“ Neppure a me.”
“ Immaginavo.”
“ Ci pagheranno un sacco di soldi alla fine, pensa solo a questo.”
“ è quello che sto facendo.”
“ Bene , e comunque, tanto per la cronaca, non ti sarebbe facile uccidermi.”
“ Vuoi mettermi alla prova?”
“ Chissà …magari quando tutta questa storia sarà finita.”
“ Non essere strafottente, e non costringermi a parlare…”
“ Perché?”
“ Mi stanca…tanto…” Dice quasi sofferente.
“ Hn…concordo….”
“….”
“……….”
…….
…………..
……………………



And we tried
Oh how we cried
We lost ourselves, the love has died
And though we tied
You can’t deny
We’re left as shells
We lost the fight








“ Notizie di Yan…?” Ti chiede Hajin annodando la bandana viola in testa.
“ Nessuna, e comunque non è più affar mio, non siamo più una coppia. Non siamo più proprio un bel niente.”
Mandi giù un lungo sorso di birra, è la pausa pranzo e il cantiere si è quasi svuotato, Joy e Hajin sono rimasti a tenerti compagnia, non avevi voglia di andare al bar con gli atri ragazzi.
“ Non essere così catastrofico ti prego, sono certo che Yan abbia un buon motivo per fare tutto questo.” Dice Joy provando ad infonderti speranza.
“ Si, il buon motivo si chiama Ego.” Dici secco e incavolato, ti asciughi il sudore dalla fronte con la maglietta slabbrata e logora, sospiri e poi finisci di bere la tua birra.
Hajin sta seduto sulla tua scrivania macchiata di cemento e calcinacci, Joy ha gli occhi lucidi.
“ Cazzo ragazzini, non dispiacetevi così per uno come lui, ne tanto meno per me, non ho certo bisogno di pietà!”
“ Andiamo Lex, siamo preoccupati, è normale…magari se me lo avesse chiesto lo avrei accompagnato e lo avrei aiutato.” Sentenzia Hajin fissandoti con i suoi scuri.
“ Non pensarci nemmeno!” Lo ammonisce Joy andandogli incontro…
“ Dai baby, tanto lui è andato chissà dove, sono qui no?” Lo rassicura scompigliandogli i capelli panna e latte con la sua mano cioccolato.
“ Smettetela con le smancerie.” Dici disgustato.
“Coraggio Lex, noi ti vogliamo bene e siamo qui per te, vedrai che lui tornerà quanto prima ed io lo sgriderò e tutto andrà bene….” Ti sorride l’albino.
Tu scuoti la testa: “ Può anche darsi che lui torni, ma io non tornerò con lui.”
Hajin e Joy ti guardano tristemente ed un po’ rassegnati, senza sapere bene cosa dire.
Si fà sera e torni a casa rifiutando l’invito di Hajin e Joy di passare la notte a casa loro.
Ti getti malamente sul divano, sei distrutto emotivamente e fisicamente, l’assenza di Yan si fa subito sentire, già, se ci fosse stato lui ti avrebbe già rimproverato con il suo severo accento russo del fatto che ti sei gettato sul divano senza farti la doccia.
Una lacrima scivola lungo il tuo mento.
Bastardo! Non fa altro che costringerti a piangere.
Lo giuri a te stesso….è l’ultima lacrima che versi per lui, e mentre l’ansia sale in petto e il senso di impotenza diventa nauseante, mormori alla stanza che ci ha messo poco a diventare di nuovo il massimo del disordine:
“ è finita Yan, mi hai perso.”
E ti pare proprio di soffocare…
….
…….
…………..



And we had magic and
This is tragic
You couldn’t keep
Your hand to yourself
I feel like our world’s been infected
And some how you left me neglected
We found our live’s been changed
Babe, you lost me








Lex non voleva che accettavi questo incarico, principalmente per se stesso, per voi, per la vostra relazione, ma anche perché probabilmente era in apprensione per la tua salute mentale, magari non te lo ha detto chiaramente, ma tu sai che è anche per questo.
Tuttavia questo non ti preoccupa, ai tempi eri un ragazzino, ora sei un uomo, ed hai acquistato anche un certo equilibrio, grazie anche a Lex, la tua vera preoccupazione è appunto quella di perderlo per come ha minacciato e questo sì che ti farebbe perdere la testa.
Se solo avresti potuto spiegargli….
Intanto sei proprio curioso di sapere una cosa…
“ Duncan?”
“ ….”
“ Come si chiama il tuo capo?”
“ Ha detto di non dirtelo.”
“ E tu sei un cane fedele, giusto?” Lo provochi cercando di avere quel nome.
Dal suo giubbotto di pelle nera estrae due pistole anch’esse nere e te le punta contro.
“ Ritiralo.” Dal suo sguardo capisci che ti sparerà per davvero, ma sai anche che chiedere scusa non ti farà avere il suo rispetto e fra l’altro non hai la minima intenzione di scusarti…
“ Fottiti demonietto, spara pure, ma ti assicuro che il tuo capo non gradirà la questione, ed in ballo ci stanno i soldi, tanti soldi, tanti come non ne hai mai visti, tanti da poterti permettere una bella casa ad esempio…”
“ Fanculo.” Mette via le pistole ma il suo sguardo diviene penetrante di rabbia, le sue pupille che sono confuse con il nero dell’iride si espandono impercettibilmente, è furioso, è pericoloso, comincia ad avere senso il suo soprannome, ma tu, lo sai bene, sei il migliore, addestramento a parte.
“ E non sai nulla neppure di una certa Julia?”
“ Perché cazzo mi fai tutte queste domande? Mi fa male la gola, parlare mi fa girare le palle.”
Estrai la tua desert eagle nera e dorata e senza esitazione spari, gli sfiori il viso, come in una scena a rallentatore lo spostamento d’aria gli fa spostare via il ciuffo dall’occhio, lui non muta espressione mentre il proiettile si conficca nel muro poco distante dalla sua testa.
“ Julia era una puttana, una stronza, proprio come te!” Ed estrae nuovamente le sue pistole. Ti spara.
Ti getti di lato e schivi i colpi, hai una fortuna sfacciata a volte sai Yan?
Poi gli dici:
“ Il mio obiettivo è Edgard, poi mi occuperò di te…” Ma ti blocchi lì dove sei sul pavimento, ti stai lasciando prendere la mano, sei qui solo per proteggere Lex, non per ingaggiare una stupida guerra d’orgoglio contro un altro killer, cosa diamine vuoi fare?! Fare salire la tua fama, uccidere Edgard ed il demonietto, e poi? Con che faccia ci torni da Lex?!!!
Ti rialzi, lo punti con la tua pistola, lui ti punta con le sue.
Decidi di allentare la tensione, vuoi essere solo l’uomo che Lex ama, anche se ti viene difficile decidi di fare il primo passo per appianare questa discussione, altrimenti non hai dubbi, lo ammazzerai, o forse…vi ucciderete a vicenda, ci sa fare lo stronzo…Tsk!
“ Due belle FS92 special edition custom…precise, pulite, adatte ad un fisico agile come il tuo, complimenti…” Per un pistolero come lui deve essere un gran bel complimento.
“ Calibro 9 parabellum…” Sussurra infatti compiacendosi.
“ Si chiamano Angels and Demons…” Dice con una luce malata negli occhi che non puoi non ammettere di avere anche tu certe volte…
“ Gli hai dato un nome…sei più suonato del previsto…”
“ La tua desert eagle è potente, calibro 50, adatta alla tua forza, ma attento russo anche io sono forte…molto…e pericoloso…molto…” Ti minaccia ancora, ma intanto ha un po’ ricambiato il tuo complimento, puoi mettere via l’arma, non sparerà, infatti, non appena rinfoderi la tua pistola lui fa lo stesso con le sue…Bene almeno sai che parlate la stessa lingua…comunque essere colleghi sarà dura, molto, per entrambi…
“ Non so dove è Julia, sono anni che non la vedo, tanti anni…” Parla a bassa voce e si massaggia la gola, pare faccia davvero fatica a parlare, ma! Che tipo strano…!
….
……
…….


Now i know you’re sorry
And we were sweet
But you chose lust
When you deceived me
And you’ll regret it
But it’s too late
How can i ever trust you again ?









Finalmente Duncan ha deciso di lasciarti solo, si è barricato in camera sua e tu sei disteso sul suo divano di stoffa color tortora.
Ti manca il tuo divano, non lo vedi da poco, ma ti fa male all’anima non vederlo con Lex sopra che si getta su di esso impolverandolo, che stronzo! Gettarsi sul divano senza farsi una doccia prima…Come se lavorare in un cantiere non sia sinonimo di polvere e calcinacci bianchi, eppure è affascinante Lex, selvaggio, unico, ti manca, lui, il divano sul quale lo toccavi fino a farlo venire, sul quale guardavate la partita oppure un film, uno stupido divano sul quale poltrire.
Passi una mano fra i tuoi capelli, ti scoppia la testa, non puoi neppure chiamarlo, hai paura che qualcuno possa rintracciare la chiamata…
Speri con tutto il cuore che non dicesse sul serio riguardo al rompere la vostra storia…
Non lo sopporteresti…dannato idiota, non potrebbe semplicemente fidarsi?
Si, magari un po’ gli dai ragione, accettare di tornare ad uccidere, lasciarlo solo… e comprendi anche il suo timore dell’essere nuovamente abbandonato, ma diamine potrebbe sforzarsi di avere un po’ più di stima in te…un brivido spiacevole serpeggia lungo la tua colonna vertebrale e ti ritrovi a mormorare mestamente:
“ Non può finire Lex, non voglio perderti…”
E ti sembra decisamente di soffocare.

…..
…….


feel like our world’s been infected
And some how you left me neglected
We found our live’s been changed
Babe, you lost me









Continua….









Cerco sempre di tenere in conto il fuso orario tra Bulgaria e New York, ma potrei accidentalmente scordarmene, se ciò dovesse avvenire chiedo scusa in anticipo ^__________^




Desert Eagle: da Wikipedia.


La Desert Eagle è una pistola semi-automatica di grosso calibro azionata a gas prodotta in Israele dall'IMI (Israel Military Industries) per la Magnum Research Inc.. La Magnum Research Inc., con sede negli Stati Uniti, ha sviluppato e detiene il brevetto del design originale della Desert Eagle successivamente rifinito dall'IMI. La produzione venne trasferita nello stabilimento Saco Defense, nello stato del Maine, dal 1995 al 2000, ma riportata in Israele quando la Saco venne acquisita dalla General Dynamics. La Desert Eagle ha un funzionamento inusuale rispetto alla maggior parte delle pistole semi-automatiche a breve rinculo o a vampa di ritorno; il meccanismo di riciclo dei gas utilizzato nella Desert Eagle è di utilizzo più comune nei fucili. Infatti la rotazione dell'otturatore e il meccanismo di bloccaggio presentano una consistente somiglianza con i fucili della serie M16. Il vantaggio del riciclo dei gas dello scoppio risiede nel fatto che è possibile l'utilizzo di proiettili di gran lunga più potenti di quelli specifici per le tradizionali pistole semi-automatiche, e permette alla desert Eagle di competere in un mercato dapprima dominato dai revolver Magnum



Fs92 special edition custom : da wikipedia.

La Beretta 92 (conosciuta anche nelle varianti Beretta 96, Beretta 98 e Beretta M9) è una pistola semi-automatica a chiusura geometrica con blocco oscillante progettata e costruita dalla Fabbrica d'armi Beretta. Studiata nel 1972 e prodotta negli anni in molte varianti è ancora oggi un'arma di riferimento nel settore difesa civile e militare (essa rimane tuttavia poco apprezzata nel settore del tiro sportivo, per i dispositivi contro lo sparo accidentale, che ne rendono poco agevole l'uso in poligono: lo scatto troppo lungo, la sicura sul carrello). È divenuta universalmente conosciuta dopo essere stata adottata dall'esercito USA per sostituire la pistola Colt M1911 come arma da fianco per i soldati degli Stati Uniti, assumendo la denominazione di Beretta M9.
In Italia, nel mercato civile, è commercializzata come Modello 98FS ed è in un calibro differente rispetto al modello 92 disponibile invece esclusivamente per le forze dell'ordine e le forze armate.




La canzone utilizzata è di Christina Aguilera,you lost me

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Share the pain 2 Empty Capitolo 6

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:45 pm

“ Tutti contro tutti.”



I have a big gun
I took it from my Lord
Sick with Justice
I just wanna feel you




Il telefono di Duncan suona.
“ Pronto?”
Resti in ascolto cercando di capire, ma non riesci, inoltre Duncan parla in bulgaro. Non appena riaggancia, lo guardi fisso negli occhi ed è il tuo modo di chiedergli di spiegarti le cose…
Lui sbuffa, seccato di dover parlare per forza.
“ Gli uomini del capo si prenderanno cura degli uomini di Edgard, lui si occuperà della sue guardie del corpo.” Dice lui, tornando a parlare in inglese.
“ E quante sono?”
“ Quattro.”
“ Quattro…? E se ne occuperà da solo…?”
“ …Si vede che non lo conosci…”
“ Hn…Noi?”
“ Noi due abbiamo Edgard…saremo totalmente concentrati su di lui. Si entra in azione stanotte, alle 12:50.”
“ Bene.”



I'm your angel
Only a ring away





Una mano ti tiene premuta la bocca, l’altra preme un coltello sulla tua giugulare.
L’uomo che ti tiene fermo contro la parete della sacrestia ha circa quarant’anni, forse poco più.
Ha profondi occhi blu e i capelli sono biondi, leggermente brizzolati, ha un naso aquilino ed uno sguardo elegante quanto spietato.
“ Il Demonietto tiene molto a te.”
Tu lo fissi con astio, senza mostrare paura, e lui ti libera la bocca.
“ Il tuo sguardo mi sorprende prete, solitamente non siete esattamente famosi per il vostro coraggio, mi stai simpatico, e credo di sapere anche perché vai a genio a Duncan.”
“ Non conosco nessun Duncan.” Affermi.
“ No, no, no, prete. Non sai che le bugie sono peccato.”
“ Anche puntare un coltello su di un essere umano.”
“ Il tuo amico ha deciso di farmi una visitina stanotte, ma noi sappiamo come tenerlo a bada, vero?”
“ Non so di cosa tu stia parlando.”
“ Non importa, ad ogni modo tu vieni con me.”
Hai la bruttissima sensazione che verrai usato per impedire a Duncan di fare il suo lavoro, la cosa non ti piace per niente, odi essergli di intralcio…poco importa la tua vita dinnanzi a questo, meglio la morte che essere la causa della morte stessa di Dunk!


You make me violate you
No matter who you are




“ Tremate gente, lo spacca-ossa è arrivato.” Sorridi e digrigni i denti.
Questa è la tua entrata trionfale dopo che hai sfondato con un calcio la porta di questa stanza.
Le quattro guardie del corpo di Edgard ti vengono incontro minacciose.
E solo un tuo balzo ti salva da una raffica di proiettili.
“ Tsk! Novellini.” È il tuo ringhio, mentre estrai la tua pistola e spari uccidendo subito due di loro, infine un po’ per sgranchirti le mani, un po’ per risparmiare proiettili, finisci gli altri due a mani nude.
Il tuo gomito spacca un setto nasale.
Sorridi nel farlo.
E poi sono calci e pugni, articolazioni slogate e ossa rotte, mandate in pezzi, in frantumi, finché l’ultimo alito di vita non lascia i tuoi avversarsi.





Il rumore degli spari è assordante, la maestosa villa di Edgard è assediata dagli uomini del tuo capo Alessandro Trieste, conosciuto anche come lo spacca- ossa, un tempo lui e Julia, detta anche l’apocalisse, erano inarrestabili insieme.
Spari preciso e veloce, nessuna pietà, in questo momento non conosci affatto questa parola, uno degli uomini di Edgard che è rimasto ancora in vita sul pavimento di marmo rosa ti guarda e tende una mano verso di te.
“ Aiu..to…”
La tua risposta giunge rapida e blasfema attraverso il proiettile che gli spari in mezzo agli occhi.
Yan ti afferra per un braccio e ti sbatte al muro, lo fissi con ira, ti sta facendo perdere tempo.
“ Ti aveva chiesto aiuto…” Ti sibila a denti stretti…
“ La vita da onesto cittadino ti ha rammollito, volevi accompagnarlo tu in ospedale? È vero, voleva aiuto, ed io, come vedi, gliel’ ho dato, l’ho aiutato a morire…”





It's all up to you
No one lives forever

Been burn in the hell
By all those pigs out there

It's always been hell
From when I was born

They make me violate them
No matter who they are




Ecco cosa saresti diventato se Ismael non ti avesse trascinato via da questa melma dove sei ritornato a sguazzare, ecco come saresti senza l’amore di Lex.
Saresti come lui.
Duncan si strattona dalla tua presa, e riprende a correre.
In fondo è vero, in questo momento siete in guerra, non potevi certo farti largo fra i proiettili ed il fuoco incrociato per portare in ospedale un tuo nemico e magari dire:
“ Buona sera, hanno sparato a questo tizio, io ero all’interno della villa perché sono venuto ad ammazzare il suo capo, sapete com’è, faccende personali.”
Sputi per terra e corri dietro al demonietto.
Tsk! Demone….si, lo è per davvero.




Get down on your knees
Get a good head on your shoulders
If it's for your guys

Go to the end of the earth
Do what you think
Give it with dedication
I'll put out your misery





Il corridoio è lungo e pulito, nessuno vi attende.
Nessuno, il silenzio che vi avvolge è innaturale.
Di colpo bloccate la vostra corsa, sei certo che si tratta di una trappola, non devi pensarci su a lungo.
Ti volti verso Yan che sta pochi passi dietro a te e ha negli occhi lo stesso identico pensiero tuo.
- C’è qualcosa che non va-
Ti volti verso la porta chiusa in fondo al corridoio, Yan ti affianca.
“ Andiamo…” Ti dice, ormai non c’è più ragione di rimanere in silenzio.
Sanno di voi, è palese…come fanno a saperlo ancora non lo sai, ma sanno di voi, è un dato di fatto.
A passo lento ma deciso continuate a camminare fino a giungere alla porta.
Yan la sfonda con un calcio.
Per primo entri tu, Yan è più alto di te e ti coprirebbe la visuale.
Punti le tue pistole verso Edgard, Yan punta a sua volta la sua, poco importa se è una trappola, lo avete proprio davanti ai vostri occhi, ma lui fa qualcosa che ti sorprende.
Lo vedi sorridere e girare la poltrona rossa di pelle, seduto su di essa c’è Angel…Con le mani legate da una corda spessa…Bastardo, lo ha preso in ostaggio, ma come diavolo sapeva di lui?
Sei sempre stato attento che nessuno ti seguisse nelle tue visite in chiesa.
“ Scusa Duncan…” Ti dice dispiaciuto. I suoi occhi spauriti nei tuoi di un nero glaciale, ma Angel ti conosce, sei spaventato a morte, per lui ovviamente.
“ Va tutto bene Angel.” Lo rassicuri, anche se…non va bene proprio per niente.
“ Mettete giù le armi.” Vi intima Edgard.
Stronzo!
Abbassi le tue pistole.
Yan non abbassa la sua, sta per sparare, ed Edgard sta per sparare in testa ad Angel che serra i suoi occhi grigi in attesa della fine, tu ti abbassi un po’ e punti le tue pistole dritte allo stomaco di Yan…
Gli occhi di Yan sono due piccole fessure che conducono dritte all’inferno, ti sta incenerendo con lo sguardo, le tue sono due ampolle di veleno nero, se lui oserà premere appena il grilletto gli pianti tre chili di piombo in pancia.
“ Hai sentito cosa ha detto il nostro amico Yan?”
“ Non me ne frega un cazzo del prete, io penso al mio uomo, tu al tuo…” ti dice, intuendo cosa ti lega ad Angel e fottendosene altamente, e poi cosa c’entra il suo ragazzo? E soprattutto chi cazzo è?
“ Eppure poco fa sembravi tanto misericordioso…” Gli sibili.
“ Posate le armi.” Ribadisce Edgard.
“ Dopo di te…”dici ad Yan, caricando le tue pistole, facendogli capire che gli sparerai se non fa come dice quell’altro pezzo di merda.
Yan abbassa la sua pistola incazzato come un toro e ti sputa in faccia.
Non hai tempo per prenderlo a sane e sacrosante tastate e ti volgi verso Angel.
Lo guardi intensamente…Sta lì seduto, dietro la scrivania marrone lucido di quel pezzo di merda, su quella dannata poltrona in pelle rossa, lui ricambia il tuo sguardo, pare volersi scusare, assurdo, ti chiede perfino scusa, lui, a te, quando dovresti strisciare tu per terra implorando perdono per avergli fatto correre un rischio del genere.
“ Adesso io e il prete andiamo a fare un viaggetto….a New York, sai prete ti porto a conoscere un certo stupido Alexander…”
Non ce ne capisci un cazzo….Vedi Edgard guardare dritto negli occhi Yan.
“Mi prenderò il piacere di ammazzare il tuo fidanzato, russo, e di togliere di mezzo l’unico affetto che conta nella vita per Alessandro Trieste. Certe faccende personali vanno risolte con le proprie mani, certi piaceri vanno gustati lentamente e fino in fondo...”
Ma cosa cazzo succede? Di cosa sta parlando?
Vedi Yan puntarlo nuovamente con la sua pistola ed Edgard puntare nuovamente la sua verso la tempia di Angel.
Con una gomitata lo disarmi, Yan è rabbioso.
“ Resta fermo o ti ammazzo e non potrai andare a salvare questo stronzo di Alexander…! Sono stato chiaro?!” Gli righi contro minaccioso.
“ Bene, Demone, grazie della collaborazione, allora affido a te il russo, andiamo prete.”
Angel ti guarda e sussurra: “ Mi dispiace tanto…Ti ho messo nei guai…Che faccio?”
“ Fai come ti dice, gli servi vivo, finché io so che tu stai bene, lui avrà la sicurezza che non gli scatenerò una guerra contro, almeno non per il momento….”
“ Acuto Demone. Vogliamo andare?”
Vedi Angel seguirlo e guardarti in apprensione, più per la tua sorte che per la sua…
“ Non farti ammazzare per me.” Sono le ultime parole che ti dice prima di scomparire dietro alla finta libreria che in realtà si rivela essere un passaggio segreto.
Quando il passaggio si richiude il pugno di Yan ti giunge preciso e diretto nella bocca dello stomaco, incassi mentre senti la bile che viene sputata fuori dalla tua bocca, e gli sferri un calcio sulle costole.
Lui ti afferra la gamba e ti scaraventa a terra, fatichi molto a togliertelo di dosso, è forte ed arrabbiato con il mondo intero.
Tra un pugno e l’altro riuscite a rimettervi in piedi.
Tu hai un labbro spaccato e ti gira la testa, accidenti! Picchia duro, con o senza addestramento, è un avversario temibile, lui però ha il suo bel da fare a tenersi le costole, per poco non gliele spezzavi.
“ Lo hai fatto scappare!” Ti dice fuoribondo.
“ Aveva Angel.”
“ Non me ne frega un cazzo!”
“ Chi è Alexander? E perché conta per Alessandro?”
“ Cos’ì quell’idiota ha dato il suo nome in inglese al figlio…”
“ Suo figlio..?”
“ Già..”
“ Tzè, lo stronzo questo non me lo aveva detto.”
Yan ti è nuovamente addosso, ti pare che ti abbia investito un cavallo da corsa, finite nuovamente per terra, le sue mani ti stringono la gola, tu intrecci le tue gambe attorno alle sue e te lo levi di dosso, ti rialzi usandolo come appiglio e colpendolo nel mentre.
Anche lui si rialza dopo aver facilmente incassato i tuoi colpi.
Ti da un pugno in piena faccia.
Cazzo, ti senti esplodere le ossa, restituisci il colpo però!
Non andrai mai al tappeto, comunque non per primo, comunque non da solo.
Gli dai una ginocchiata ai testicoli, e lui boccheggia ma si riscuote in fretta e con il palmo della mano si abbatte sulla tua nuca, per un attimo stoni e vedi tutto nero, fai appena in tempo a schivare un calcio alla gola.
Respirare a fatica…
“ Devo andare da Lex, ringrazia la tua buona stella, se avessi un po’ di tempo ti avrei già ucciso.”
“ Sono io che ho fretta di andare a salvare Angel, sei tu…quello…fortunato…”





Have no prayer
So, I keep the gun with me

For my safety
I'll do it with no sweat

They mean business
No time for sissy pig

Queen of ocean
Sing "the Volga" to you

No need to think about it
You do it or you die




Rientrate a casa di Duncan, Alessandro è lì che vi aspetta, non si scompone nel vedere i vostri visi martoriati dalle botte che vi siete dati.
Legato ad una sedia c’è un uomo imbavagliato, è un po’ in carne e stempiato .
“ è stato lui?” Chiede Duncan.
“ Esatto, avevamo una talpa, questo stronzo di spia, non vi ho potuto avvisare in tempo. Ciò non giustifica il fatto che avete fallito.”
“ La colpa è sua, si è fatto abbindolare perché Edgard gli ha preso il fidanzatino.”
Dici con stizza.
Duncan sta per colpirti, quando invece è Alessandro a colpire violentemente lui, gli da un sonoro ceffone e lo prende a pugni un po’ dove capita…
Che vita di merda…Lex…
“ Non me ne frega un cazzo se avevano preso quel prete. Ricordi cosa ti dissi un giorno?
Ti dissi che per me potevi fotterti chi volevi, ma questo non sarebbe mai dovuto interferire con il tuo lavoro.”
Duncan è a pezzi, è nervoso, con il viso insanguinato ed ha una luce sinistra negli occhi.
“ Non faccio morire Angel per salvare quella testa di cazzo di tuo figlio!” Dice con voce stridula, ed incredibilmente lo colpisce in pieno viso, facendogli uscire sangue dal naso.
Alessandro ride, sembra un po’ fiero ed orgoglioso di lui, ma ciò non lo ferma dal dargli una sonora lezione, lo picchia ancora, infine lo getta per terra.
Duncan ansima distrutto.
Lo fissi, provando una pena indescrivibile per questo ragazzo appena più giovane di Lex…
Alla fine demone o umano, è solo un ragazzo…
Il padre di Lex ci va giù pesante, di brutto, ma Duncan è un buon incassatore.
“ I miei fatti privati non devono riguardarti.”
“ Però mi ci mandi a morire con i tuoi cazzo di fatti privati!” è il suo ringhio in risposta, si rialza e agilmente lo colpisce con forza in faccia, è ben più furioso di quanto tu potessi immaginare.
Colpisce il suo capo con una forza inaudita, è davvero in gamba, la raffica di pugni costringe Alessandro a pararsi lo stomaco, ma lascia scoperto il viso, sta per dargli una ginocchiata in bocca, ma tu lo blocchi.
Alessandro ti guarda sbieco, incavolato con te per esserti intromesso, lo stesso fa Duncan.
“ Mi duole interrompere il vostro giochetto, ma questo Angel e Lex sono in guai seri.”
“ Il mio capo sarà furioso…” Dice Alessandro…
“ Io al tuo posto mi preoccuperei più di tuo figlio, hai presente i figli? Sono quelle personcine che ogni tanto capita di mettere al mondo dopo una scopata.” Ti da sui nervi questo coglione, Lex rischia la vita e lui pensa al suo capo…che merda di mondo…
“ Infatti, voi andrete a New York, io resterò qui a rimediare al tuo casino.”
Dice rivolgendosi a Duncan.
Duncan fa un cenno affermativo con la testa.
Il rapporto tra loro due è paradossale, un attimo prima stava per ammazzare il suo allievo, e Duncan stava per ricambiare la cortesia, adesso Alessandro si offre per fino di coprirlo con il capo della loro organizzazione…
Che strano mondo…
Che anche gente come loro abbia un cuore…?....
“ Hai dato a Lex il tuo nome con il corrispettivo inglese…” Gli dici.
“ Gli hai anche detto il mio nome…?!” Dice lui a Duncan.
“ è stato Edgard…” Risponde il demonietto accarezzandosi la gola e massaggiandosi le corde vocali.
….
…..
……..
“Ho pensato che a lui volessi pensarci tu…” Dice Alessandro a Duncan indicando con il pollice la talpa.
“ Infatti.” È la risposta di Duncan.
Il padre di Lex va via.
Duncan guarda intensamente l’uomo seduto sulla sedia che dinnanzi al suo sguardo si piscia addosso.
“ Di norma, amo divertirmi con le mie vittime, ma ho tantino premura questa volta, spero perdonerai la scortesia.” Gli dice, si inchina come a scusarsi per davvero ed estrae da un cassetto coltello a seghettato.
Con gesto rapido gli taglia la giugulare, lo schizzo di sangue imbratta la parete, ma Duncan è abile a non farsi sporcare.
Poi si gira verso di te e a bassa voce dice, mentre l’uomo muore soffocando nel suo stesso sangue e perdendo linfa vitale:” Non fraintendere, mi piace il sangue, ma non mi andava di perdere tempo a cambiarmi.” Sentendo un insano bisogno di giustificare il suo essersi scansato.
“ Hn…”


Those aren't tears
Don't let it trick on you

I am hard as steel
Get out of my way

Pay back all at once
Suck away the tender part

You made a mess
For Christ sake
this rotten world
Shit out of luck
Go with my vision
Light up the fire
Right on the power
Weapon...
I have it all





Siete già sull’aereo, dunque, come dire, sei incazzato ecco.
Non solo per essere sbattuto qua e la tra Europa e Stati uniti, quanto per il fatto che sei certo di non arrivare in tempo a salvare Lex….
Il cielo è buio, lo vedi dal finestrino del velivolo, un Jet privato che Alessandro ha …come dire…preso in prestito al suo capo vagamente a sua insaputa…
Il cuore ti batte veloce, nonostante il tuo viso non palesi la benché minima espressione ed emozione, vomiti la tua stessa paura e la ingoi con forza!
Lex!
“ Se non arriviamo in tempo e Lex muore, io ti ammazzo Duncan, e poi mi sparo un buco in testa.” Dici al demone senza degnarlo di uno sguardo.
“ Fa lo stesso, se Lex è morto, lo è anche Angel, quindi o mi ammazzo io, o mi ammazzi tu per me non fa differenza.”
“ ……”
“Non voglio vivere senza di lui…” Sussurra impercettibilmente, e ti volti a guardarlo, resti sorpreso nel vederlo così…così…così…terribilmente spaventato ed innocente…
Ma che cazzo…?!
Che abbia due personalità ben distinte in testa?
Si tiene le braccia avvolte intorno al corpo, la testa bassa e pare respirare con molta fatica.
“ Il tuo fidanzato lo sa che hai una doppia personalità?” Gli dici cercando malamente di abbassare la tensione.
“ Non hai visto che è un prete? Non è il mio ragazzo.”
“ Quindi non sa che lo ami?”
“ No. Come hai fatto ad averne la sicurezza fin da subito?”
“ L’ho letto nel tuo sguardo, è simile al mio quando cerco di proteggere Lex.”
“ Capisco….”
“ Davvero non vuoi confessargli i tuoi sentimenti?”
“ Il suo destino è da un’altra parte, non avrebbe senso…Tra non molto prenderà i voti…bè, si.. se resta in vita…”
“ Come ti pare.”
“ Non devi dirglielo.”
“ Non sono cazzi miei.”
“ Hm.”
“ A proposito, Lex non sa nulla del padre, né sa i dettagli di questa storia, io non fiaterò con Angel, ma tu non devi aprir bocca con il mio uomo.”
“ Non sono cazzi miei.” È il suo turno di asserire.
“ Sola una cosa Yan…”
“ Cosa?”
“ Come diamine gli spieghi tutto questo casino?”
“ Non glielo spiego, a maggior ragione che lui mi ha già mollato a causa di questa faccenda.”
“ Ah! Bene…”
“ Già…bene…” Eh sì, parlate proprio la stessa lingua…
Ti fissa con i suoi occhi nerissimi e le occhiaie sembrano accentuarsi… pare aver recuperato la sua malvagità e apre la bocca per dire:
“ Naturalmente se qualcosa va davvero per il verso sbagliato prima di crepare devo necessariamente torturare e poi ammazzare come un cane Edgard…”
“ Ovvio.” Sentenzi scrollando le spalle.
Poi un barlume di speranza ti illumina la mente.
“ Lex non è addestrato ma è forte e testardo, lui è andato da solo, probabilmente per non dare troppo nell’occhio, la mia speranza è la caparbietà di Lex…”
“ Angel è una persona in gamba, ha imparato a non farsi dominare dalla paura in questi ultimi anni, spero che riesca a scappare…Potrebbe comunicare con Lex, parla correttamente l’inglese.”
“ Inoltre se con Lex c’è Hajin avrebbe più possibilità di farcela, lui potrebbe avere una pistola, sempre che sia riuscito ad aggirare gli occhi di lince del suo apprensivo ragazzo albino…”
“ Cosa?”
“ è una lunga storia…” Ed un sorriso ti curva le labbra.
“ è un lungo viaggio…”
…..
……
……..


Get down on your knees
Get a good head on your shoulders
If it's for your guys

Go to the end of the earth
Do what you think
Give it with dedication
I'll put out your misery






“ Lui mi ha preso tutto, Julia, il potere, tutto, ed io ora mi prendo la vita di suo figlio.”
Ti confessa Edgard mentre siete in volo e sorvolate i cieli statunitensi.
Non sei stupido, lui ti dice queste cose perché tanto poi ti ammazzerà.
“ Non c’è dignità nelle tue parole…”
Non puoi fare a meno di risparmiarti di dirgli.
“ Pensala come vuoi prete, e tanto per la cronaca, il tuo uomo non ti salverà…”
“ Io sono un ministro di Dio e Duncan è come un fratello, hai preso un abbaglio…” Dici sperando di convincerlo che il vostro legame non è poi così forte, sperando che decida di lasciar perdere la vita di Dunk…
“ Non importa, lo ammazzo comunque…”
“ Bastardo…”
“ Che strano linguaggio che vi insegnano in chiesa prete, ed io che pensavo solo al latino…” E ride.
Sei in apprensione, guardi le tue mani e ti senti impotente.

….
……



You made a mess
For Christ sake
this rotten world
Shit out of luck
Go with my vision
Light up the fire
Right on the power
Weapon...
I have it all!!!



“ебать!!!” è l’imprecazione che senti fare a Duncan…è russo.
“ Conosci il russo?” gli chiedi nella tua lingua mandre, e lui ti risponde di sì in russo, ti accenna a malapena che sua madre era russa…
Eh si…parlate davvero la stessa lingua…




I have it all!!!











Continua….


ебать : dovrebbe voler dire cazzo XDD mi sono aiutata con il traduttore automatico non conoscendo il russo, mi scuso se ci sono degli errori. Ho cercato di evitare frasi troppo lunghe per evitare strafalcioni potenti XDD


La canzone è la colonna sonora di “Black Lagoon” ….e non a caso ^____= Red Fractioon

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:47 pm

“Halleluja’s come back….”



Benribenri banzai benribenri banzai
benribenri banzai ningen
Benribenri banzai benribenri banzai
benribenri banzai ningen!

Hora biribiri okorasuka? biribiri okorasuka?
biribiri okorasuka, ningen?
Hora biribiri okorasuka? biribiri okorasuka?
biribiri okorasuka, ningen?

What's up huanzai ippai
hanzai kienai towani
What's up huanzai ippai
(uramini wana dare down?)
What's up huanzai ippai
hanzai kienai towani
What's up huanzai ippai

Ikiru imi tsumaranka? ikiru imi tsumaranka?
ikiru imi tsumaranka? ningen
ikiru imi tsumaranka? ikiru imi tsumaranka?
ikiru imi tsumaranka? ningen

Hora biribiri okorasuka? biribiri okorasuka?
biribiri okorasuka? ningen
hora biribiri okorasuka? biribiri okorasuka?
biribiri okorasuka? ningen

What's up huanzai ippai
hanzai kienai towani
What's up huanzai ippai
(uramini wana dare down?)
What's up huanzai ippai
hanzai kienai towani
What's up huanzai ippai

Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka
Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka
Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka
Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka
Hey hey ningensanka Hey Hey! ningenhuankan
Hey hey ningensanka onorera eien ningenhuankan
ah ningen...

Bunmei yande huantei
mirai ha sukuwaren white house
zensekai ni warning!!
issaigassai ni kaikaku life

Benribenri banzai benribenri banzai
benribenri banzai ningen
benribenri banzai benribenri banzai
benribenri banzai ningen

Hora biribiri okorasuka? biribiri okorasuka?
biribiri okorasuka? ningen
hora biribiri okorasuka? biribiri okorasuka?
biribiri okorasuka? ningen

What's up huanzai ippai
hanzai kienai towani
What's up huanzai ippai
(uramini wana dare down?)
What's up huanzai ippai
hanzai kienai towani
What's up huanzai ippai

Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka?
Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka?
Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka?
Hey hey ningensanka ai nige ningen huanka?
Hey hey ningensanka Hey Hey! ningenhuankan
Hey hey ningensanka onorera eien ningenhuankan

WHAT'S UP PEOPLE?!
WHAT'S UP PEOPLE?!
WHAT'S UP PEOPLE?!
FUCK!

S teki na seisai no kiba kara
senteki no sonzai wo tatsu
tenkeiteki na mesaki no yoku kara
change dekinai koku

Manuke boke no sensouron hibou ni kenasou
manuke boke no sensouron hibou ni kenasou
manuke boke no sensouron hibou ni kenasou
manuke boke no sensouron hibou ni kenasou

WHAT'S UP PEOPLE?!



Finalmente siete atterrati…
Non hai potuto chiamare Lex perché temi un’intercettazione telefonica.
Praticamente glielo serviresti su un piatto d’argento….
Potete solo usare un cellulare vergine che vi ha dato Alessandro per restare in contatto con lui.
Duncan ti ha spiegato che una volta sgominata l’organizzazione di Edgard ci vorrebbe almeno un anno per riattivarne un’altra altrettanto efficiente…
Tu gli hai detto che se la fortuna è dalla vostra, Lex potrebbe essere ancora al cantiere, come capita spesso ad inizio settimana, ed Edgard ci metterà più tempo ad individuarlo non trovandolo in casa.
E se poi lui riuscisse a scappare…bè… il Bronx è casa sua, sarebbe in grado di attraversarlo ad occhi chiusi, mentre Edgard non è pratico della zona, almeno speri…


È molto tardi, fuori è già buio e sei ancora al cantiere, Hajin e Joy sono rimasti a darti una mano con il lavoro, mentre gli altri ragazzi sono tornati a casa.
Asciughi il sudore dalla tua fronte con il dorso della mano.
“ Adesso i conti tornano.” Dice Joy, che ha appena riordinato i registri.
“ Bene Joseph…” Dici sorridendo, almeno da qualche parte in questo mondo i conti tornano.
“ Bravo Joy, meno male, adesso possiamo tornare a casa, ho in mente pollo arrosto e un bel film.” Dice Hajin sistemandosi la bandana in testa.
Poi si volta in direzione della porta del tuo disordinato ufficio e si blocca.
“ Hajin…?” Lo chiama Joy….
“ Yan….?” Sussurra Hajin…ed il tuo cuore perde un battito, ti volti in direzione della porta ma essa è ancora chiusa.
“ Cosa dici Hajin…?” Chiedi scettico e scocciato…
“ è entrato qualcuno che cammina come Yan…ma, non è lui…”
“ Io non sento alcun rumore…” Dice Joy…
“ Appunto….” Dice Hajin a Joy e sulla tua fronte si formano nuove gocce di sudore….
Gli occhi di Hajin nerissimi e fermi si puntano su di te…Sai bene che Hajin era venuto per uccidere Yan, lui ha già ucciso, sa di cosa sta parlando, ma se non è Yan…allora…chi è?
“ TUTTI Giù!!!!” Grida improvvisamente, gettandosi su Joy e finendo per terra, ti getti a terra pure tu, più per istinto che altro…
Una raffica di colpi di pistola vi investe.
Il rumore è assordante, dentro al tuo ufficio poi rimbomba e ti senti stordito, tieni le mani ben salde sulla testa e cerchi di rannicchiarti e farti ancora più piccolo.
“ Buonasera Alexander….” Dice in un inglese un po’ forzato un uomo con profondi occhi blu, indossa una cravatta del medesimo colore degli occhi ed ha uno spiccato accento dell’est Europa e cazzo non hai dubbi…
“ Maledetto Yan!” Urli rialzandoti.
“ Sono lieto la pensiamo alla stessa maniera Lex…è così che ti chiamano vero?” E punta la pistola dritta verso di te.
“ Fanculo! “ è la tua riposta mentre senti le tue membra tremare di paura e di rabbia, soprattutto di rabbia…
Ringhi come un cane randagio preso in trappola e lui ride.
La cosa strana è lo strano prete che lui tiene per il braccio davanti al suo corpo.
“ Mi spiace molto…” Dice il prete in questione, sempre in inglese ma sempre con quel dannato accento dell’est che stai cominciando per davvero a detestare.
Hajin si rialza tenendo a terra Joy, cercando di pararlo con il suo corpo e poi si rivolge all’uomo con la cravatta blu.
“ Usi il prete come scudo, vergognati…..”
“ Hajin….” Dice l’uomo tenendo sempre la pistola puntata su di te. “ Hajin….facci un favore, stai in silenzio…”
Poi torna a rivolgersi a te….
“ Prima che ti ammazzi come il pezzente che sei, vorrei tu sapessi che questo è un regalo che faccio ad Aless…”
E con la coda dell’occhio vedi Hajin estrarre una piccola pistola, ma sfortunatamente Edgard è più lesto e girandosi di pochissimo spara…
…..
…..
……
Ecco, ecco Lex, quello che provi adesso è solo paura e dolore, la sensazione che vomita la tua pelle è la disperazione.
Hajin cade per terra su Joy, gli occhi violetti di Joy si riempiono di terrore.
“ Maledetto bastardo!” è il tuo urlo animale che nonostante provenga da te senti lontano e soffuso come in un sogno, un brutto, bruttissimo, fottuto sogno.
Ed è qui che il prete assesta una gomitata allo stomaco dell’uomo che vi sta minacciando, poi lo colpisce alla tempia con un pugno e lo getta disteso per terra e mentre lui ha un attimo di disorientamento, il ragazzo biondo con i simboli della chiesa **** viene verso di te.
“ Andiamo!”
Lo fissi sconcertato per un attimo e vai verso Hajin e Joy…
Hajin tossisce e si tocca lo stomaco insanguinato…
“ Caz…zo…” Sussurra.
“ Rialzati!” Gli urli implorante.
Lui ti guarda fiero e si rialza, Joy lo sostiene tremando.
Gli passi un braccio intorno alle spalle e fuggite dal tuo ufficio.
“ Per i vicoli!” Urli mentre fuggite.
Correte rapidi, la corsa peggiora le condizioni di Hajin che a causa dello sforzo perde ancora più sangue.
Siete costretti a fermarvi…
“ Lasciatemi qui, il mio sangue sta lasciando delle tracce.”
“ Col cazzo! Tu vieni con noi, e non ti azzardare a morire!” Gli dici impotente.
“ Hajin…” Sussurra tremando Joy.
Lo fai poggiare al muro, lui scivola per terra, privo di forze.
“ Dobbiamo cercare di bloccare l’emorragia.” Dice il prete.
“ Non…c’è…tempo…chia…ma…te.. la polizia.” Dice estremamente sofferente Hajin.
“E un ambulanza!” Esclami tu, mentre estrai il cellulare dalla tasca.
Ma il cellulare va in frantumi nella tua mano, il rumore è nuovamente assordante e realizzi solo dopo che ti hanno sparato alla mano.
Il bruciore è talmente intenso che davvero non riesci neppure ad urlare nonostante nella tua mente esplode un grido selvaggio.
“ No, no, no Lex…” la voce dell’uomo con la cravatta blu ti colpisce le orecchie. Cazzo vi ha già trovati!
“ Adesso porta i miei saluti al diavolo…” Ti dice sinistro.
Hajin estrae un coltello di piccola taglia, uno di quelli che usate al cantiere per piccoli lavoretti e lo lancia nella coscia dell’uomo che vi minaccia.
Lui emette un gemito infastidito e tu lo provochi.
“ Prendimi signor succhiacazzi! Lo capisci no? Che vuol dire nella mia lingua succhiacazzi! È così che sei nato, da quella troia di tua madre!” E gli dai le spalle fuggendo per i vicoli.
Perfetto, lui ti segue, almeno lascerà in pace i tuoi amici.
Certo che ti segue Lex, lo hai provocato ed irritato, prima Hajin e adesso tu, siete riusciti a fargli perdere la calma e quell’aspetto da damerino del crimine.
“ Joy chiama l’ambulanza!!” Gli urli in lontananza.
L’uomo ti spara addosso ma tu ti getti in un vicolo e schivi miracolosamente i proiettili.
La puzza di spazzatura, i topi grossi e scattanti, il buio, la maggior parte dei lampioni sono rotti.
Ti blocchi davanti alla canna di una pistola.
Merda!
“ Ammetto che sei un osso duro Lex, ma ho capito dopo poco il percorso che stavi facendo, e ti ho raggirato, piaciuto lo scherzetto? Sei solo un delinquente di strada!”
Il prete sbuca dal buio e blocca il braccio dell’uomo che era pronto a spararti.
Tu gli salti addosso, sei rabbioso, hai perso la lucidità del tutto.
Il tuo pugno di una forza decisiva è impregnato di adrenalina.
La pistola cade per terra.
Non pensi a prenderla, lo vuoi picchiare a mani nude, con le tue mani, non pensi ad altro.
Ma lui sbatte il prete violentemente contro il muro, e poi colpisce te, fai per scappare ma lui ti afferra da dietro in una morsa violenta e soffocante.
Sei spacciato….
“ Lex!” è la voce di Yan.
“ Merda!” Dice l’uomo che ti tiene prigioniero e ti usa come scudo voltandosi verso Yan e uno strano tizio che va subito dal prete.
I tuoi occhi si scontrano in un impatto devastante con quelli di Yan…Un brivido di speranza ti scuote, per un assurdo attimo pensi che vada davvero tutto bene, e la cosa ti fa imbestialire ancora di più, la sua sola presenza ti rilassa, anche se non c’è un motivo valido per rilassarsi, assurdo…assurdo….
Faculo ad Yan, fanculo all’amore, fanculo al mondo!
“ Fanculo!” Gli dici.
Yan tiene la pistola puntata sul tizio che ti tiene in ostaggio,e lo stesso fa il ragazzo vestito di pelle nera con due pistole poco più piccole di quella del tuo ex- ragazzo…
Oh si…decisamente ex- ragazzo!
“ Abbassate le armi o gli spezzo l’osso del collo.”
E la sua mano preme la tua nuca.
“ Adesso ricambia la cortesia Duncan, abbassa la tua arma.” Dice Yan a questo Duncan vestito di carnevale.
Fanculo!!!
Reagisci, non sai bene come, ma lo fai, i tuoi gomiti colpiscono le tempie dell’uomo e lui si disorienta, tuttavia la sua presa continua a stritolarti e le tue dita partono veloci a conficcarsi nei suoi occhi.
Lui molla la presa gemendo di dolore.
E tu gli sferri un calcio dritto alle palle.
Non sai neppure di star usando una versione estremamente scadente ma efficace di *krav maga, lotta da strada che Duncan non può non ammirare per quanto grezza essa sia, la stessa lotta che lui ha insegnato al prete, ma di questo sarai messo a conoscenza più avanti Lex.
Adesso sei libero.
“ A terra Lex!” E il tuo corpo segue la voce di Yan, ti getti a terra per l’ennesima volta questa notte e metti le mani a proteggere la tua testa.
Ti prepari psicologicamente a risentire quel rumore assordante.
Ed è un attimo!
Una frazione di secondo.
Yan spara un solo colpo di proiettile in mezzo agli occhi all’uomo dell’est e Duncan gli spara a sua volta dritto allo stomaco, gli scarica addosso una copiosa quantità di piombo senza ragione, l’uomo era già morto al proiettile di Yan in fronte e al primo che ha raggiunto il suo cuore sparato da Duncan in contemporanea.
Il prete mette dolcemente la sua mano sulla destra del killer vestito di pelle nera.
“ è finita Dunk…ed io sto bene…”
Il Killer smette di sparare e tu finalmente puoi rialzarti.
Lo sguardo che vi scambiate con Yan è di contrasto, lui è sollevato di vederti in vita, ma teme la tua reazione, sei in grado di capirlo da tempo ormai, nonostante all’apparenza non muti proprio nulla nei suoi occhi azzurri ed acuminati come lame…
“ La tua mano Lex…..”
“ Pensiamoci dopo Yan, Hajin è grave…” Dici guardando rabbioso il tuo ex.
Lo picchieresti se non avessi premura di tornare da Joy e Hajin…e poi la ferita non è grave, il proiettile per lo più se lo è beccato il cellulare, a te ti ha preso solo di striscio e sei troppo incazzato per provare seriamente dolore adesso.
Giungete al vicolo e Joy sta abbracciato ad Hajin…
Hajin ha gli occhi neri fissi nel vuoto, non sbatte più le palpebre, è morto…
“ Joseph!” Urli quasi stridulo.
Ma non riesci a muovere un muscolo.
“ è morto non appena avete svoltato l’angolo…” è il sussurro atono di Joy…i suoi occhi violetti sono persi nel nulla, parla come un automa e si tiene stretto al suo ragazzo morto.
Il dolore che provi dinnanzi a questa scena ti soffoca, senti i polmoni bruciare, i muscoli del corpo paralizzarsi.
Poi in un attimo feroce e in guizzo di rabbia esplodi.
Afferri Yan per la camicia e gliela strappi sul torace, lo scuoti con rabbia e frustrazione, il tuo movimento gli fa sfuggire la pistola di mano.
“ è colpa tua, tua…TUA!!!! TI ODIO BASTARDO! TI AMMAZZO YAN! TI AMMAZZO!!!” Urli avventandoti su di lui, mentre i tuoi occhi si velano di lacrime mal trattenute e la vista si appanna, la mente si offusca, il cuore pompa sangue in tutte le direzioni, gli occhi si iniettano di veleno.
Lo picchi duramente.
Lui ti lascia fare…è inerte, non ti sfugge la lacrima che lascia il suo occhio sinistro e che va ad infrangersi con il sangue che gli esce dal naso a causa di un tuo pugno ben riuscito.
“ Hai ucciso Hajin, tu ed il tuo lavoro!”
“ Hajin è morto perché avete commesso molti errori…”
è la voce di Duncan a giungerti ovattata alle orecchie.
Ti volti a fissarlo e lui ricambia con freddezza il tuo sguardo.
Lasci di scatto Yan..
“ Che cazzo vuoi dire?”
“ Quando siamo arrivati al cantiere c’erano segni di lotta, lo avete distratto, ma non disarmato, avete fatto correre il ragazzo di colore con un buco alla pancia, avete aumentato la pressione sanguigna ed accelerato l’emorragia, sono i rischi del mestiere specialmente quando si è incompetenti e voi vi siete lasciati prendere più volte dal panico.” E ti scruta con i suoi occhi neri e le sue penetranti occhiaie.
“ Sta zitto! E POI TU CHI CAZZO SEIII!!?”
E vai verso di lui deciso ad ammazzarlo di botte, forse adesso capisci meglio il desiderio di vendetta che opprime Yan ad ogni passo su questo mondo.
Il prete si frappone fra te e Duncan e dice con dolce fermezza:
“ Ragazzi, per favore, pensiamo a Joseph adesso.”
Già! Joseph.
Ti volti nuovamente indietro e quello che vedi ti lascia senza fiato.
Joy ha preso la pistola che hai fatto cadere per terra e la punta su Yan.
Resti fermo, paralizzato, bloccato, il tuo respiro ti fa dolere i polmoni, temi di svenire. Sei arrabbiato con te stesso per non riuscire proprio ad essere più reattivo, ma non ti eri mai trovato in una situazione così intricata…
“ ..N..no…Joy, piccolo, ti pre..go…anche questo no…Joy…?” Provi a chiamarlo e guardi l’uomo che malgrado tutto ami disperatamente.
Yan guarda Joy tremendamente colpevole.
“ Non è così che doveva andare…” Sussurra Yan …
“ Se ritieni che sia giusto, fallo pure Joy…” Lo invita pacato.
Ma tu non vuoi che finisca così…
“ No, Joy…ti prego, non farlo….” E te ne fotti di tutto, dell’orgoglio, del mondo intero, della tua rabbia, piangi, lasci scorrere le lacrime e singhiozzi incapace di muoverti o di far altro.
“ Scu...sa…Lex, hai ragione, sarebbe troppo, io ti perdono Yan…” E gli sorride, uno dei suoi meravigliosi sorrisi bianco latte…
Stai quasi per tirare un respiro di sollevo quando l’albino dirige l’arma verso se stesso.
“ NO!!!” Urli, ma lo sparo che trafigge la testa di Joy è più rapido del tuo movimento o di quello di Yan, Joseph cade tra i vostri corpi tesi verso di lui.
Tu, Yan, e il cadavere caldo di Joy fra di voi…
Piano vedi il corpo senza vita, di quello che tu consideravi il tuo fratellino minore, scivolare sul tuo addome e cadere per terra, il suo candore, i suoi capelli di un bianco innocente, sporchi di sangue e la puzza della morte si eleva alle tue nari e poi più su, fino al cielo.
Yan si accascia al suolo, seguendo Joy con lo sguardo…
È più pallido del solito, le sue labbra sono violacee, il suo respiro si fa bruciante.
No, Cazzo!
Sta avendo una ricaduta, proprio quello che temevi…
“ Maledizione!” Imprechi.
Ti avvicini ad Yan, che pare un grosso cucciolone indifeso e nulla di più…
Piangi e vedi gli occhi di Yan versare copiose lacrime a sua volta.
Si abbraccia e dondola ripetutamente avanti e indietro…
Di slancio sei su di lui, lo abbracci, lo tieni teneramente stretto a te.
Sei sull’orlo della pazzia, Yan è ripiombato in una depressione fortissima, probabilmente post traumatica, e ti senti perso…
“ Yan…? Yan…!? Yan…Yan….cosa facciamo adesso? Che ne sarà di noi…? Che ne sarà di noi…” é la tua voce esce strozzata e disperata.
La luna vi guarda, ancora una volta.
Puttana!
Ancora una volta….










“ Andiamo Angel…”
è la voce di Dunk che ti riscuote da questa nausea…
“ Cosa?” Gli chiedi nella vostra lingua madre.
“ Andiamo.”
E ti soffermi a scrutarlo in volto…
Duncan non è per nulla sconvolto, anzi, attraverso la sua maschera di inespressività puoi percepire che è annoiato, quasi come se stesse vedendo per l’ennesima volta lo stesso film.
Non deve essere nuovo per lui tutto questo, ti sembra tanto distante in questo momento, forse per la prima volta hai toccato per mano la vita che fa Dunk…ed hai capito fino in fondo.
Spesso, in questa maledetta notte, lui ti ha coperto gli occhi con le mani per cercare di non farti vedere, ma tu le hai sempre scostate, tu hai il dovere di aiutare il prossimo!
Lo guardi tristemente, ti dispiace per lui, perché ha perso la sua umanità…
Ti avvicini di più a lui, gli accarezzi una guancia, speri che prima o poi lui torni realmente da te, non solo il suo corpo, ma anche la sua anima, quella che hai intravisto poche volte quando eravate due ragazzini, prima che lui iniziasse tutto questo…
Solo ora capisci che dalle prime volte che abbandonava l’istituto nel cuore della notte, lui, non è più tornato nella vostra stanza, e neppure è mai venuto realmente a trovarti in chiesa….
“ Duncan, queste persone hanno bisogno d’aiuto, comprendi? Hanno bisogno di noi…”
Lo vedi fissarti confuso.
“ E cosa dovrei fare? La missione è compiuta.”
“ Aiutami a portarli al sicuro, devo medicare la mano di Lex, ed Yan ha bisogno di un tranquillante.”
Il suono del telefonino di Dunk attira la vostra attenzione.
Lui risponde.
È il suo capo.
“ Si, si….Lex è vivo…Si…anche Yan. Cosa? Ma che diamine!…Cazzo…Bene, alla prossima.”
“ Cosa succede Dunk?” Gli chiedi.
“ Il fratello di Edgard è appena tornato da Tokyo, sta venendo qui per cercare il fratello, non ci metterà molto a scoprire che è morto e vorrà vendicarsi, dobbiamo lasciare la città…il mio capo vuole che andiamo a Miami a nasconderci.
Andiamo Angel.”
Ma tu sei irremovibile.
“ Non senza di loro.”
“ Vuoi smetterla con i capricci!” Ti dice duro.
Ma il tuo sguardo è risoluto, infine lui sbuffa, bene, sei riuscito a convincerlo.
“ Yan, dobbiamo scappare.”
Gli dice.
Ma Yan, non risponde, Lex solleva a fatica lo sguardo…
“ Cosa? Non capisco…” Dice provato e distrutto dentro.
Dunk è di troppe poche parole, per cui prendi tu la situazione in mano.
“ Lex, il mio nome è Angel, lui è Duncan. Ci ho capito ben poco anche io, ma credo che questo lavoro, che ha visto colleghi i nostri due amici, si sia rivelato peggio del previsto, il fratello dell’uomo che ha tentato di ucciderti potrebbe volere vendetta.”
“ Dobbiamo andare via tutti, dato che ci siamo tutti dentro!” Taglia corto Dunk.
Lex lo guarda male e tu cerchi di mediare.
“ Dobbiamo scappare Lex, inoltre è quasi l’alba. Dobbiamo andare a Miami, ma prima vorrei fermarmi in un luogo appartato per curare la tua mano e far riposare il tuo ragazzo.” Cerchi di sorridergli per rincuorarlo.
Lex è un ragazzo sveglio e comprende al volo, e, nonostante l’animo provato parla con decisione adesso.
“ Bene, ci sta un edificio abbandonato non lontano da qui, lì potremmo pensare alla mia mano, poi uscirò, devo mettere apposto alcune cose prima di lasciare la città…e provvederò a portare gli psicofarmaci che prendeva Yan qualche tempo fa…”
“ Bene Lex, facci strada.
Dunk, aiuta Lex a sollevare Yan da terra…”
….
……
………
Lex ha lo sguardo di chi ha perso tutto e di chi sta per lasciare parte della sua vita, per sempre…strappato alla sua dimensione nel giro di una notte maledetta e bastarda….
…..
……
………







I heard there was a secret chord
that David played and it pleased the Lord
But you don't really care for music, do you?
Well it goes like this:
The fourth, the fifth, the minor fall and the major lift
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrough ya
She tied you to her kitchen chair
She broke your throne and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Well, maybe I've been here before
I've seen this room and I've walked this floor
I used to live with Leonard before I knew ya
I've seen your flag on the marble arch
But love is not a victory march
It's a cold and it's a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

There was a time when you let me know
What's really going on below
But now you never show that to me do ya
But remember when I moved in you
And the holy dove was moving too
And every breath you drew was Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

And maybe there's a God above
But all I've ever learned from love
Was how to shoot somebody who outdrew ya
Well it's not a cry that you hear at night
It's not somebody who's seen the light
It's a cold and it's a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Halle...
It's not what you're told
It's not her face
It's not his touch
In the room you both share
Where he's gone when he loved
When your time and your memory fills your dreams
When you're honest and together
Together no more
No more
Hallelujah, until you're nothing
Hallelujah, baby, until she's everywhere
Hallelujah, until together you are somewhere I'd lost
Hallelujah, Hallelujah.










Continua…….






Ehm…Yoite fa le valige e scappa ….vi prego siate clementi Lex ed Yan sono ancora in vita ^^ ehm si, emotivamente distrutti ma in vita….sigh
Imploro pietà sigh………..
Yoite si nasconde sotto il letto 0______________0

T___________T



Krav Maga : Il Krav Maga (קרב מגע) è un metodo di combattimento diffuso in ambienti ebraici dell'Europa centro-orientale sin dalla prima metà del XX secolo La parola krav maga, in ebraico moderno, significa letteralmente "combattimento con contatto". La traduzione più utilizzata è comunque "combattimento corpo a corpo". Anche se viene spesso indicata come stile di combattimento finalizzato alla difesa personale, in realtà il krav maga ha una componente offensiva che spesso prevede di attaccare l'avversario prima di essere attaccati.

Wikipedia.


Le canzoni utilizzate sono Halleluja di Jeff Buckley che già conosciamo per STP1 e What’s people colonna sonora di death note ^^ della quale forse è meglio non inserire la traduzione XDD


Grazie a tutti, Yoite ^^

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Share the pain 2 Empty Capitolo 8

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:50 pm

“Inspiegabile.”


L’edificio dove vi siete nascosti è fatiscente, è situato su tre piani, avete scelto di stare all’ultimo dato che non ci sono porte ma almeno gran parte delle finestre sono murate.
Guardi Yan, sta sdraiato scomposto sulla brandina di fortuna che gli hai preparato.
Ha gli occhi fissi nel vuoto e respira a fatica, la bocca aperta e il corpo contratto.
Ha reagito solo per andare in bagno, tremando e faticando a stare in piedi , poi è ritornato completamente inerte.
Stai per andare a prendere i suoi psicofarmaci, getti uno sguardo su Duncan, diciamo che di Angel puoi fidarti, ma di lui non sai bene, pare pericoloso e mezzo pazzo…
“ Sta tranquillo Lex, mi prenderò cura di lui mentre sei via…” Dice Angel intuendo il tuo disagio.
Guardi i suoi occhi grigi e annuisci.
Tocchi distrattamente la fasciatura che ti ha fatto alla mano, pare parecchio abituato a curare ferite di questo genere.
Ti avvicini ad Yan, accarezzi la sua fronte e ti decidi ad uscire.
Cammini per le strade di New York e respiri l’aria impregnata di smog, ma che in questo momento ti pare così buona.
Guardi la gente, la confusione già di mattina presto.
I grattacieli, immensi e senza fine, come il dolore che provi.
Hai dovuto lasciare Joy e Hajin in un sudicio vicolo, i tuoi occhi si appannano di nuove lacrime, sei distrutto, stanco, infelice e sporco.
Arrivi a casa di Lucy e bussi, hai poco tempo, pochissimo.
“ Mio Dio!” è l’urlo soffocato di Lucy davanti alla tua faccia sporca di fango e illividita dalla colluttazione avuta con Edgard.
Fortuna che hai trovato una maglietta di ricambio, per quanto sudicia e presa per strada almeno non era macchiata del sangue dei tuoi amici mischiato a quello di quel demonio venuto dall’est.
“ Non ho tempo Lucy per le spiegazioni, quindi ascolta e basta…Io ed Yan andiamo via, credimi è meglio che non sai dove…Ti lasciamo lo -Share the pain- è tutto.”
Lucy sbatte le sue lunghe ciglia, ha i capelli spettinati, probabilmente stava ancora dormendo, indossa una camicetta da notte rossa sulla quale, in altre circostanze, avresti fatto del sarcasmo.
“ Lex, mi metti paura.”
“ Ti voglio bene Lucy.”
“ Anche io Lex…E….Joy…e Hajin…lo sanno…?”
Al solo sentire pronunciare i loro nomi hai un conato di vomito e il tuo cuore subisce una violenta fitta.
“ Hajin voleva pollo arrosto per cena e poi voleva vedere un film…”
E Lucy, seppur svampita, dolce e un po’ sciocchina capisce al volo, e capisce per bene…
“ No…Mio Dio Lex….ma cosa?”
“ Adesso vado.”
“ Lex…?”
…..
……
……..




Angel sta cercando di far bere un po’ d’acqua ad Yan.
Yan…è più suonato di quello che credevi…
E questo Lex già non lo sopporti, assomiglia ad Alessandro ed è stronzo quanto lui.
Non te ne frega un cazzo se gli hanno ammazzato gli amici, dovevano essere in grado di proteggere se stessi e loro.
Peggio per loro…
Il tuo sguardo si posa su Angel, leggero come la carezza dell’inferno.
Anche tu non sei stato in grado di proteggerlo.
E se a morire fosse stato Angel?
In che stato staresti tu?
Semplice, adesso non è un tuo problema, nel tuo lavoro non c’è spazio per i sentimentalismi, altrimenti finiresti come Yan…
Se fosse morto Angel saresti impazzito dal dolore, ovvio, ma non è successo, quindi non devi preoccuparti di altro.
Ti preoccupi solo del fatto che con Yan che non accenna a riprendersi il viaggio sarà parecchio rallentato.
“ Sono due palle al piede.” Dici serio guardando Angel.
“ Ci rallenteranno Angel…” Insisti.
Lui ricambia il tuo sguardo e sembra essersi offeso, maledizione a quando fa così!
“ Dici cose assurde Dunk! Lex è un ragazzo sveglio ed Yan si riprenderà, inoltre anche io sono una palla al piede come dici tu, però a me mi porti, a loro perché no?”
“ è diverso…” Dici seccato.
“ No, non lo è.” Si impunta lui…
Maledizione!
Certo che è diverso…tu, a lui, lo ami…
“ Tu sei mio fratello.” Dici solo.
“ Tutti gli uomini sono fratelli.”
“ Per favore Angel…hai capito cosa intendo…”
“ E tu hai capito che non li lascerò qui!”
Sospiri, sei stanco di parlare ed Angel nella sua innocente dolcezza da rompicoglioni è in grado di borbottare per ore…
“ Te la sei cavata bene, però non l’hai disarmato.”
Angel ti sorride allargando le labbra rosee e mettendo in mostra i denti candidi e perfetti.
“ Non ci sono riuscito quando mi ha rapito e neppure al cantiere, però almeno ho fatto qualcosina.”
“ Devi allenarti di più.” Sentenzi.
“ Ho avuto da fare in chiesa, non posso stare mica tutto il giorno ad allenarmi.”
“ è importante che tu lo faccia.”
“ Il mondo non è tutto violenza mio caro pessimista.”
“ Sono realista, non pessimista, devi imparare a difenderti.”
“ Sono due anni che mi insegni ormai…”
“ Si vede che non sono stati abbastanza…” Puntualizzi.
“ Uffa! Vuoi proprio bisticciare Dunk! Ti ho permesso di allenarmi perché stavi sempre in pensiero per me, ma non gradisco essere trasformato in una specie di macchina di morte, mi basta difendermi, tutto qui, erano questi i patti, ricordi?”
Tsk! Certo che ricordi, ci hai messo una vita a convincerlo e lui non l’ha mai presa troppo sul serio.
Macchina della morte ha detto….Che lui pensi questo di te….?....
“ Bè…non dici più nella Dunk? Che sei antipatico.”
Adesso basta. Ti sei rotto!
“ Fai quello che ti pare Angel, io sarò pure una macchina della morte come dici tu, ma voi rimanete dei pesi morti sulle mie spalle.”
E lo guardi in quel tuo personalissimo modo un bel po’ bastardo, e come succedeva in orfanotrofio, quando tu avevi voglia di mandare tutto al diavolo e te la prendevi con lui, Angel abbassa lo sguardo di fronte al tuo così freddo e scostante.
E come ogni singola volta provi quell’insana fitta al cuore dinnanzi al suo sguardo sottomesso.
Che stronzo che sei …
Ma dai, stronzo mica tanto, alla fine tanto si fa sempre come dice lui, infatti eccoti qui con questi due coglioni di Lex ed Yan, che per di più è in stato catatonico…
Merda!
“ Non volevo interferire con il tuo lavoro.”
“ Lo so.” Gli rispondi, e con ciò la faccenda è chiusa. Sigilli le tue pallide labbra e stop.



“ Quindi è così Lex…te ne vai, lasci la città…”
“ Già…”
“ Ed Yan…Joy…Hajin…?”
Dio basta!
“ Joy e Hajin….”
….
…..
…….
“ Merda ho capito…” Dice Jeff passandosi la mano fra i capelli, afflitto.
“ Adesso vado….. Ti affido il cantiere.”
“ Solo una cosa Lex, grazie, di tutto, a nome mio e dei ragazzi…. Per averci dato un’occasione quando eravamo solo degli emarginati, grazie Lex… “




Dunk non ti rivolge più la parola e pulisce le sue pistole, le lucida così tanto che ti ci puoi specchiare mentre ti avvicini a lui, non importa che sia sempre tu a fare il primo passo e a sopportare i suoi sbalzi d’umore, gli starai accanto sempre, perché lui è tuo fratello, è il tuo migliore amico.
“ A forza di lucidarla la consumerai…” Dici con dolcezza.
“….Hm…”
E la sua simpatica risposta…
Mentre ti avvicini ulteriormente senti il suo inconfondibile odore di giubbotto di pelle e polvere da sparo.
“ Fai sempre questo odore di pelle e polvere da sparo, da vero uomo!” Lo dici solo per farlo sorridere e fare pace ed usi un tono giocoso e scherzoso, non immagini neppure quello che gli scateni dentro al corpo.
Gli hai appena detto che sa di uomo…
Tu non intendevi di certo in quel senso…e Dunk questo lo sa bene ma, ugualmente avverte prepotente l’impulso di farti vedere quanto in effetti lui sia uomo, lo stai uccidendo inconsapevolmente.
“ Io invece di cosa odoro?” Dici dolce come un bambino, trafiggendo così in mille pezzi il cuore di Duncan….



“ Io invece di cosa odoro?” E ti volti quasi di scatto nella sua direzione, lui è vicinissimo, dannatamente vicino, troppo, troppo vicino, troppo!
Il suo viso dolce e luminoso, i suoi occhi grigi splendenti ed espressivi, i suoi capelli setosi….la sua pelle fine e delicatissima…
E ti dice cose innocenti, normali, cose che un fratello minore direbbe al maggiore per cercare di fare pace; così ti dice la prima cosa che gli passa per la mente, il tono giocoso, il volto sorridente, gli occhi innocenti e tu, che sei il peccato, fremi.
Non ti importa nulla di Yan gettato come un vegetale sulla brandina, di Lex che sta per tornare, non ti importa di nulla.
In questo tu, Lex ed Yan, siete identici, quando l’istinto chiama, voi rispondete, sempre! Con la sola differenza che tu devi importi sordo al suo richiamo!
Ma tu guarda cosa viene a chiederti questo moccioso troppo cresciuto?!
Di che cosa odora Dunk….? Mh? Scusami se sono lasciva in questo momento, ma sono solo la tua coscienza, rispecchio solo quello che sei…dentro…
Di cosa odora quindi?
Di buono, di innocenza, di qualcosa di possessivamente ed ossessivamente tuo….
Digli cosa provi ogni volta che si avvicina troppo…
Digli che appena dietro l’orecchio odora ancora più forte, lì senti meglio tutta la sua essenza.
Con la coda dell’occhio sbirci proprio quella parte del corpo, quel minuscolo pezzetto dietro l’orecchio, vorresti sporgerti ed annusarlo, ma poi non risponderesti più di te.
“ Di incenso.” Tagli corto, bruscamente.
Tuttavia lui si ritiene soddisfatto di aver fatto pace.
“ Sapevo mi avresti risposto così.” E sorride palesemente divertito…
Oh bè…. almeno lui è contento.
Adesso vorresti abbracciarlo con dolcezza, in un contatto casto, sussurrargli che non sei più arrabbiato, che in realtà non eri neppure così offeso, fare emergere la parte più dolce di te che esce fuori solo per lui .
Ma togliendo il fatto che non sapresti da dove cominciare, nulla ti darà la sicurezza che sapresti fermarti dopo…Non saresti in grado di non baciarlo e di fingere indifferenza.
Lui opporrebbe resistenza, e tu lo lasceresti andare via; lo lasceresti andare via in collera con te, e tu odio già abbastanza te stesso per riuscire a sopportare anche l’odio dell’uomo che ami.
Un rumore ti distoglie dai tuoi pensieri…
Scansi Angel e punti la pistola verso l’entrata del vostro rifugio improvvisato.
È Lex.
“ Uomo con occhiaie non sparare, io essere uomo buono.” Dice Lex guardandoti strafottente, tu abbassi la tua arma guardandolo in cagnesco e lui ti ignora.
Sembra essere distrutto, malgrado la battutaccia che ti ha rifilato è davvero un uomo logorato dentro.
“ Come sta?” Chiede ad Angel riferendosi ad Yan…
“ Nulla, è sempre in quello stato..”
“ Ho portato le sue pillole, spero che in un paio di giorni possa riprendersi…”
“ Certo! Vedrai che sarà così.” Lo incoraggia Angel.




Viaggiate da ore ormai, in questa macchina che Lex e Dunk hanno rubato.
È una macchina blu, semplice, che non da troppo nell’occhio, ma comunque efficiente.
Non hai obiettato nulla, hai lasciato che Dunk prendesse la vettura, non devi immischiarti nel suo lavoro, non vuoi che Duncan ti tenga ancora più distante, quindi cerchi di obiettare il meno possibile, almeno non ha ucciso nessuno…
A Miami speri che qualche chiesa sia disposta a lasciarti prendere i voti e l’attestato finale che ti faccia essere un prete a tutti gli effetti, lo speri con tutto il cuore, così quando tornerai nella tua chiesa a Sofia potrai riprendere la tua vita….
Già…semmai ci tornerete a Sofia…
In quel caso soffrirai molto, ma l’importante è che puoi esercitare la tua fede, il luogo non conta…Cerchi di consolarti…
In macchina l’atmosfera è tetra, tu sei triste per aver abbandonato gli studi, sei triste per Lex, per quello che hai visto, per Dunk, che farà cose del genere tutti i giorni, e tu non ne hai mai compreso appieno il significato.
Fuori dalll’orfanotrofio e fuori dalla chiesa non sai nulla della vita, se Dunk non avesse insistito tanto con il krav maga sarebbe andata peggio ancora tutta questa brutta storia…in fondo un po’ di ragione ce l’ha…
Ti decidi ad alleggerire un po’ la tensione:
“ Sai Lex, Dunk ha apprezzato la tua difesa personale da strada, il tuo krav maga improvvisato. Diglielo Dunk….”
Ma lo sguardo che ti regala Dunk mentre guida è raggelante…
Sigh…!
Ma non ti arrendi, ti volti verso il sedile posteriore dove Lex tiene tra le braccia Yan che fatica parecchio ad entrate per lungo in macchina.
“ Cosa è questo krav maga?”
“ Vedi Lex, è una sorta di difesa personale, me lo ha insegnato Dunk due anni fa, solo che ancora non sono tanto bravo, magari uno di questi giorni puoi allenarti insieme a noi. Vero Dunk?”
“…..” E questa è la non risposta di Dunk, non spreca di certo fiato per dirti che la cosa è fuori questione.
“ Non mi interessa.” Risponde Lex….
Bene! Un bel buco nell’acqua…
Il viaggio prosegue silenzioso attraverso la valle desolata e tutti e quattro siete proprio come la strada che percorrete, sconsolati, tristi, desolati.
È inspiegabile, tutta questa sofferenza è inspiegabile…
….
…..
…….



Na na, na na na, na na
I miss you, miss you so bad
I don't forget you, oh it's so sad
I hope you can hear me
I remember it clearly

The day you slipped away
Was the day I found it won't be the same
Ooooh

Na na na na na na na

I didn't get around to kiss you
Goodbye on the hand
I wish that I could see you again
I know that I can't

Oooooh
I hope you can hear me cause I remember it clearly

The day you slipped away
Was the day I found it won't be the same
Ooooh

I had my wake up
Won't you wake up
I keep asking why
And I can't take it
It wasn't fake
It happened, you passed by

Now your gone, now your gone
There you go, there you go
Somewhere I can't bring you back
Now your gone, now your gone
There you go, there you go,
Somewhere your not coming back

The day you slipped away
Was the day i found it won't be the same noo..
The day you slipped away
Was the day that i found it won't be the same oooh...

Na na, na na na, na na
I miss you







Guardi fori dal finestrino, è il tramonto, vedi la tua vita scivolare via come la vita di Hajin e Joy, stringi le braccia attorno ad Yan…ti senti perso e vuoto.
La strada è aperta ed immensa, vuota, quasi deserta, pare infestata da una tetra magia, ti risucchia i pensieri.
Il cielo arancione e rosato, l’odore dell’asfalto che finisce par dare posto alla terra grezza….
Pochi cartelli stradali qua e là ed il vento che scombina ancora di più i tuoi indomabili capelli castani, che ti sbatte un po’ sul viso, un po’ su gli occhi, costringendoti a socchiuderli.
Rinforzi la presa sul corpo di Yan e raccogli il coraggio.
Coraggio Lex! Non sei mai stato un vigliacco, passerà, passerà, passerà e tu sarai ancora qui, a testa alta!






Continua……….




La canzone è di Avril Lavigne slipped away:

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Share the pain 2 Empty Capitolo 9

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:51 pm

“ Nessun silenzio, no…”

I let it fall, my heart,
And as it fell you also claim it.
It was dark and I was all right,
Until you kissed my lips and you saved me.
My hands they’re strong, but my knees were far too weak,
Stand in your arms without fall into your feet,
But there’s a side to you that I never knew, I never knew.
All the things you say that where never, where never true,
And the games you play, you always, always win.




“Siediti Alessandro…”
Fai come ti dice il tuo capo…Siete solo due figure nell’ombra del suo studio adibito ad ufficio.
“ Ti faccio i miei complimenti per la cattura e l’uccisione di Edgard, devo dedurre che tuo figlio sta bene…”
“ Esatto.”
“ Mi fa piacere perché adesso devo dirti qualcosa di spiacevole…”
“ Sarebbe….?”
“ ….Non ci girerò intorno, Alessandro, ho appena saputo che Julia è morta due mesi fa…”
….
…..
…….
Tsk!
Julia, maledetta puttana, ti ha fatto l’ennesimo dispetto…
Tutto questo tempo ad aspettarla e lei cosa diamine fa? Muore…Stronza…!!!
È morta, l’amore della tua vita, la madre di tuo figlio, la tua amica, la tua amante, la persona che aspettavi da dieci anni è morta, per giunta due mesi fa…
Due cazzo di mesi fa…
Che farai adesso?
Ti senti inutile….
….
…..
…….





Siete a Miami da un paio di giorni, Yan sta leggermente meglio, ma ancora non parla ed interagisce pochissimo.
Gli porgi una sigaretta sperando in una sua reazione ma nulla, non la prende.
“ Ci pensi a tutte le volte che ti ho tirato fuori dai casini?”
Gli sussurri mentre ti accoccoli a lui, sul suo ampio petto, nel letto all’interno di questa stanza scadente di un motel altrettanto scadente.
“ Devi tornare in te capito? “
Gli baci una tempia e cerchi di prendere sonno, quando la porta della stanza viene gettata a terra da un calcio di Duncan.
“ Hey!” Protesti.
“ Non mi piace.”
Che dice sto stronzo?
“ Cosa? L’arredamento…?” Ti guadagni un’occhiata scocciata da parte del killer con le occhiaie che non gradisce la tua battuta.
“ C’è troppa calma e nessuno è in giro, quegli stronzi del motel ci hanno venduti al fratello di Edgard.”
Guardi sbalordito questo dannato killer idiota con i suoi altrettanto idioti pantaloni di pelle nera e il collare in pelle con le borchie che praticamente gli soffoca il collo, ovvio che abbia sempre mal di gola…e dolcemente gli dici:
“ Ma vatti a fare un giro coglione.”
Dietro di lui spunta Angel…
“ Angel ti avevo detto di restare in macchina!” Noti come sgrida il prete che sussulta al tono duro della sua voce…
“ Mi spiace ma io ero preoccupato.”
“ Adesso mi sarai di intralcio!”
Accidenti, Duncan riesce ad essere tenero con il suo amico d’infanzia per quanto riesce ad essere bastardo.
Un rumore…
Ed è un attimo…
Dunk afferra Angel e lo lancia sul letto dove state tu ed Yan ed estrae le sue pistole.
Con la gamba capovolge un tavolo e ve lo getta davanti al letto, probabilmente per pararvi.
Lui resta in piedi fermo, serio e fiero.
Se non fosse che ti sta proprio sul cazzo potresti provare un po’ di simpatia per lui, sembra uno che sa il fatto suo, bè abbigliamento a parte…



“ Non guardarmi Angel.”
Ti dice duro Dunk, ma tu non riesci distogliere lo sguardo da lui, nè a comprendere bene perché non voglia essere visto da te..
“ Yan! Coglione! Sono in cinque, smuovi le chiappe e dammi una mano…!” Gli urla contro, ma Yan non si muove…
Degli uomini fanno irruzione, sono in cinque e sono armati, iniziano a sparare.
Dunk corre rapido proprio verso di loro, come se facesse da esca e li distogliesse da voi, va un po’ a destra un po’ a sinistra, forse perché questa specie di corsa a zig-zag non permette loro di prendere bene la mira.
“ Cazzo Angel! Non guadare!”
Ma io tuoi occhi restano fissi e spalancati su di lui, che spara rapido a tre di loro e li ammazza sul colpo, sono rimasti in due, Dunk si fa scudo con un cadavere e ne uccide un altro, ma nel frattempo l’ultimo uomo viene verso di voi, e punta la pistola su Lex, Yan si alza di scatto dal letto, il suo sguardo è agghiacciante, è azzurro come la brezza marina e assassino come il mare in tempesta.
“ Non toccare il mio uomo…” Dice…
Afferra il criminale per un braccio e lo disarma rapidissimo, getta la pistola per terra, lontano ed inizia a picchiarlo, è una belva, sono due belve, sia lui che Dunk…
Lo scaraventa al muro e…non vedi più nulla, la mano di Dunk si è messa davanti ai tuoi occhi e tutto si fa nero, resti pietrificato mentre ascolti i tonfi pesanti con cui la testa dell’uomo viene sbattuta al muro…




Provi una nota stonata di felicità nel vedere Yan reagire, ma ne susseguono mille altre di tristezza nel vedere come picchia brutalmente il criminale, la testa di quest’ultimo si fracassa tra il muro e il pugno di Yan, uno schizzo di sangue ti investe in pieno viso e trattieni a stento un conato, l’uomo è morto ma Yan continua a picchiarlo.
“ Devi ridarmi Joy e Hajin….” Dice con rabbia, ripetendo le medesime parole in continuazione…
Della testa del malvivente non è rimasto più nulla…
Ti avvicini ad Yan, gli prendi il braccio…
“ Yan….Yan….Yan…” Lo chiami disperato.


But I set fire to the rain,
Watch it pour as I touched your face,
Let it burn while I cry,
Cause I heard it screaming at your name, your name!

When I’m with you I could stay there,
Close my eyes, feel you’re here forever,
You and me together, nothing is better!
Cause there’s a side to you that I never, never knew,
All the things you say that where never true, never true,
And the games you play, you would always, always win.



“ Yan…”
Una voce in lontananza….
“ Yan…..” Lex….
“ Yan….” LEX!
“ Lex….?”
“ …Si …” Ti dice il tuo unico amore.
“ Joy e Hajin…?”
“ Si Yan…”
Ti senti terribilmente in colpa. Allunghi una mano intrisa del sangue del criminale verso Lex, almeno lui lo hai salvato…Sfiori la sua guancia sporcandola con il liquido rossastro, ti perdi nei suoi occhi grandi e di un intenso castano.
“ Ben tornato coglione.”
È il saluto di Dunk…
“ è un piacere rivederti Dunk…”
Lo vedi tirarsi per un braccio il prete mentre ti dice: “ Noi andiamo a levarci il sangue di dosso, voi fate lo stesso, ci vediamo in macchina fra trenta minuti.”
Rimani solo con Lex, il suo sguardo caldo adesso è duro come roccia, prima di ascoltare la sua sentenza vai a farti una doccia.
Avverti gli occhi dell’uomo che ami sulla schiena, sono acuminati come aghi, adesso che ti sei ripreso sai per certo che Lex non attenderà oltre per mandarti al diavolo.
Non un minuto di più…




Tremi ancora quando esci dalla doccia, sei sconvolto.
Dunk sta indossando un giubbotto senza maniche di pelle nera, lucida ed attillata, lo vedi armeggiare con un braccialetto con le borchie ed infine lo osservi truccarsi la parte inferiore degli occhi.
Si volta a guardarti…
“ Cosa fai ancora mezzo nudo?…Finisci di vestirti, dobbiamo andare.”
Parla tranquillo, come se poco fa non fosse successo niente.
Ha ucciso quattro uomini in modo perfetto, impeccabile, spietato…
Anche se è stata legittima difesa ti chiedi nuovamente dove sia l’anima di tuo fratello.
“ Dunk…?”
“ Cosa….?”
“….”
“ Hm….?” Chiede lui davanti al tuo mutismo.
Non hai mai voluto interferire con la sua vita ed il suo lavoro, ma il terrore che ti accompagna perennemente che lui possa essere ucciso, adesso sta diventando impossibile da gestire…
“ Non pensavo fosse così…così….crudele la tua vita, o almeno non fino a questo punto Dunk…ci sono cose alle quali non avevo mai pensato né visto così da vicino…”
“ Ne succedono di cose fuori da un convento Angel.” È la sua scostante risposta, anche un po’ cattivella a dire il vero, ma tu incassi senza cedere.
Ci hai riflettuto sotto il getto d’acqua, mentre osservavi il sangue di quegli uomini raccogliersi nel fondo del piatto doccia.
Non vuoi che lui faccia questa vita, e adesso glielo dici!
“ Dunk…”
“ Cosa?” Risponde sempre più irritato…
Non ti tiri indietro, non hai mai voluto dire nulla, ma ora che hai toccato tutto quel sudiciume con mano non puoi restare a guardare….
“ Lascia questa vita Dunk….” Sussurri a bassa voce, timidamente, perché temi una sua reazione.
Non hai il coraggio di guardalo negli occhi, è come se avessi infranto quel patto immaginario che vi eravate prefissati.
“ Fallo per me Dunk…ti prego, io ti voglio bene, tu sei mio fratello.” E lo uccidi doppiamente, uno perché gli stai chiedendo di mollare tutto ciò che ha un senso nella sua vita, un senso che magari sfugge alla tua comprensione ma che per lui è una realtà tangibile, e due perché gli hai nuovamente ricordato che lui per te è come un fratello …
Sollevi lo sguardo, i suoi occhi neri sono leggermente sgranati, non crede che tu glielo abbia realmente chiesto, e prendi coraggio davanti al suo mutismo e al suo disorientamento.
“ Io lascio la chiesa di Sofia, andiamo via, dove vuoi, andiamo via io e te, dove vuoi tu, andiamo in una città che magari hai sempre sognato di visitare, ricominciamo da zero io e tu, io prenderò i voti finali in qualsiasi posto, per me l’importante è esercitare la mia fede, il dove non importa, basta che nella mia vita ho Dio e che ho te al mio fianco…”
Ma si! Uccidilo una terza volta dai…!....
“…”
“ Ti prego Dunk, di qualcosa…Torna da me…” Sussurri piangendo.
“….”
“ Non sei mai più tornato da me, sei andato via dall’orfanotrofio una sera ed io Dunk sono ancora laggiù, al buio, nella nostra stanza, che attendo il tuo ritorno…” Finalmente glielo hai detto….
Le lacrime solcano il tuo viso e Dunk adesso ti travolgerebbe con un bacio e asciugherebbe una ad una le tue lacrime, ma resta fermo immobile, e che altro può fare povero diavolo!?
Rispetta te e ciò in cui credi, a differenza tua che hai infranto tutte le regole non scritte fra di voi…Ma non puoi sapere nulla di tutto ciò, e Dunk è abile a non farsi sfuggire niente…E tu, in fin dei conti, agisci solo per il suo bene.
“ Dimmi di si…”
“ Si.”
Sgrani gli occhi stupito…Ti ha detto… si…..
“ Da…davvero…?”
“ …”
“ Grazie Dunk!” E gli doni un meraviglioso sorriso fra le lacrime, di slancio lo abbracci, lui non ricambia la stretta ma non importa, lo stringi forte e continui a piangere, di gioia adesso.
Ehm…comunque lo stai uccidendo per la quarta volta…
Nel frattempo ti odi un po’, avresti potuto chiederglielo molto prima se solo avessi saputo che la sua risposta sarebbe stata affermativa…
Incornici il suo volto fra le mani….lo guardi felice, ha il volto pallido e le occhiaie cerchiano i suoi occhi neri che sono resi ancora più tetri dalla matita, ma a te non fa paura, lui è il tuo fratellone.
Sorridi e poggi la tua fronte sulla sua.
Lo stai uccidendo per la quinta, sesta, settima, ottava volta….!!!
“ Scusa, se solo te lo avessi chiesto prima magari ti avrei evitato tanto dolore, perdonami, e sappi che da ora in poi non ti terrò più nulla nascosto, nessun silenzio tra di noi, nessuno, mai più, sei d’accordo?”
“Hn…”
“ Bene!”




But I set fire to the rain,
Watch it pour as I touched your face,
Let it burn while I cry,
Cause I heard it screaming at your name, your name!
I set fire to the rain
And I feel lost into the…
And it felt something nice,
Cause I knew that that was the last time, the last time!







Lex si è messo addosso qualcosa di pulito.
Ti fissa serio.
“ Io ti amo Yan…”
“ Lo so, anche io.”
“ Questo non lo so…” Resti in silenzio, non puoi dire nulla, sai già dove vuole andare a parare, ma non hai armi per difenderti, l’unica sarebbe quella della verità ma, preferisci un Lex da riconquistare, perché te lo riprenderai questo è certo, piuttosto che averlo vicino fin da subito ma con il cuore ancora più a pezzi di così.
“ Hai distrutto la mia vita, tutto quello che ci aveva dato Ismael, il tuo dannato lavoro si è portato via te stesso e…Joy e Hajin…” Parla con difficoltà, ha lo sguardo lontano, è serio e tranquillo, risoluto, una tranquillità apparente che ti mette i brividi.
“ Io non voglio più stare con te…” Ecco…
“ ….Come vuoi Lex…mi interessa solo che resti accanto a me, tutto qui.”
“ Yan…io non riesco più a guardarti negli occhi…Quasi non sopporto di vedere la tua faccia.”
Dunk si affaccia alla porta della vostra camera.
“ Avevamo detto fra trenta minuti in macchina e siete ancora qui a ciarlare…”
“…..”
“…” Rimanete in silenzio piuttosto seccati per l’interruzione.
“ Comunque Yan, io ho deciso di mollare, io ed Angel stiamo andando in Messico, ormai gli Stati Uniti sono bruciati per noi, se volete continuare il viaggio con noi, la nostra meta è Cancun, sennò come vi pare…”
“ Aspettaci altri cinque minuti in macchina, ne parliamo tra di noi e veniamo a darti risposta.” Gli dici.
“ Hn…” è il suo scocciato assenso.
Bene è la tua occasione.
“ Allora Lex? Che ne pensi? Ricominciare da zero in Messico? Ti giuro che mollo tutto, stavolta è la verità!”
“ Non ti credo.”
“ Va bene, ma vieni lo stesso con noi, lì siamo lontani da tutto, sarò una persona migliore. Cambierò.”
“ Non è il luogo, sei tu Yan…”
“ Si lo so, ma se restiamo qui non cambierà mai nulla, in Messico invece non siamo conosciuti dalla mala vita, lì abbiamo più possibilità…”
In realtà vuoi solo convincerlo a rimanere insieme, anche se per il momento non come coppia, Cancun o l’inferno è lo stesso, però, almeno su Cancun hai una valida scusa per portacelo…
“ Perché ho la sensazione che mi pigli ancora per il culo…”
“ Hn…” Merda!
Alla fine è sempre meglio stare lontani nella stessa città che dover smuovere mari e monti per ritrovarlo.
“ D’accordo Yan, ma una volta giunti a Cancun io andrò per la mia strada…”
Bene, insomma, non proprio bene, ma era quello che volevi, stare nella stessa città.
“ Bene.” Dici solo, senza lasciare trasparire la tua felicità, hai pur sempre un orgoglio da difendere…





Hai accettato, non sai neppure bene perché, semplicemente Angel te lo ha chiesto e tu lo hai fatto.
Ti dispiace dover mollare tutto, il tuo lavoro era la tua sola ragione di vita, ti sentivi parte di qualcosa.
Forse sai Dunk, la ragione per la quale hai accettato e che questi giorni fuori dall’orfanotrofio o da una chiesa insieme ad Angel erano tutto quello che avevi sempre desiderato, non avevi mai pensato che un giorno Angel ti pregasse di mollare tutto, e di certo non avevi mai e poi mai pensato di dare una risposta affermativa…
Ma ora ti rendi conto che tutto quello che volevi era stare con Angel nella vita vera.
Non in un orfanotrofio dove i sogni muoiono sul nascere, non una vita di morte come in un fumetto mal riuscito, volevi solo una vita normale con Angel.
Poco importa che poi lui prenderà i voti che lo renderanno prete a tutti gli effetti, continuerai ad andarlo a trovare in chiesa e nel frattempo cambierai vita, certo, niente lavoro in giacca e cravatta da bravo cittadino, ma qualcosa troverai…Ancora non hai le idee chiare…ti decidi a fare questa benedetta chiamata

“ Alessandro? Sono io…”
“ Cosa vuoi?”
“ Mi chiamo fuori.” Preciso, diretto al punto, dritto al sodo.
“ Hn!”
“ Non ti sto chiedendo il permesso, mi chiamo fuori punto e basta. Gli uomini del fratello di Edgard sono sistemati comunque…”
“ Capisco…Dimmi dove siete diretti, vi farò avere, a te e ad Yan, comunque i soldi per aver portato a termine l’incarico che riguardava Edgard…” è stranamente accondiscendente..
“ Fossi matto…fottiti Alessandro….” Ci manca solo che gli dici dove vai, così come da protocollo viene dritto, dritto a giustiziarti…
“ Ti voglio dare veramente solo i soldi, Julia è morta….”
….
…..
……
Julia è morta, conosci a sufficienza Alessandro per capire che ha acconsentito a coprire la tua fuga solo perché vuole suicidarsi in grande stile, anzi magari ti è riconoscente per avergli dato un’idea…
“ Siamo diretti a Cancun….”
“ Troverai i soldi lì, ma ci vorrà del tempo, dovrò fargli fare un lungo giro, sono soldi sporchi, controlla le banche una volta al mese, conosci la procedura. Li mando in viaggio oggi stesso…”
“….” Come si fa in questi casi? Cosa si dice al tuo capo che ti ha fatto da insegnante e che conosci da ragazzino mentre va a morire?
Non lo sai…
“ Come è mio figlio? Dice sempre tutte quelle parolacce?”
“ ….Hn…si, e rompe le palle ad Yan e a me, soprattutto ad Yan…è…coraggioso, testardo, sopravvive con le unghie e con i denti, è uno che ama camminare a testa alta….” Ecco bravo Dunk, hai visto che hai trovato qualcosa…
“ Hn, bene.” È la sua constatazione da padre orgoglioso.
“ …” Ecco, ora non sai nuovamente che dire…
“ Ti saluto Duncan.” E termina la conversazione.

È molto triste Duncan che tu non abbia avuto nulla da dire, ma non te ne preoccupi più di tanto, quando hai accettato di fare parte dell’organizzazione sapevi bene quali erano i rischi.
Vai verso la macchina ed Angel è lì che ti aspetta, l’alba illumina il suo volto e i suoi capelli biondo scuro sembrano brillare, ti sorride e tu sei appena più sereno.
“ Vengono?”
“ Stanno parlando fra di loro.”
“ Spero che vengono.”
“ Io no.”
“ Ma…dai…. che sei scorbutico . Aspetta! Perché questa faccia? È successo qualcosa di spiacevole? Sei arrabbiato perché ti ho convinto a cambiare vita?” Non ti eri neppure accorto di avere un’espressione triste e sofferente in volto, te ne accorgi solo adesso che vedi la tua immagine riflettersi nel finestrino della macchina alla quale Angel da le spalle.
“ Sembra tu abbia ricevuto una brutta notizia….”
“ è tutto ok.”
Angel ti sorride con immenso calore.
“ Vedrai andrà bene d’ora in poi Dunk…”




In macchina Dunk guida rapidissimo, Lex riposa e tu hai passato davvero troppo tempo a sfuggire al sentimento che provi per lui, ormai non ti opponi più a nulla, non ne vale più la pena, quindi lasci che la tua mano raggiunga la sua, fai per intrecciare le tue dita attorno alle sue, ma Lex si scosta…
Stava solo riposando gli occhi, non dormiva…
Ha lo sguardo ferito e ti guarda arrabbiato.
Ritiri la tua mano, vaffanculo!
Vuole la guerra? Bene, l’avrà.
Lui fa lo stronzo, tu lo sarai di più.
Non hai dimenticato chi sei, le tue regole, il tuo modo di vivere.
D’accordo riprenderai la vita che ti ha dato Ismael, d’accordo, riconquisterai questo stupido idiota, ma lo farai a modo tuo…
Eppure senti una fitta al cuore ripensando a Joy e Hajin, non puoi biasimare totalmente il punto di vista di Lex.
La macchina si ferma di colpo.
“ è finita la benzina…” Constata Angel.
“ Vado a cercare una pompa al paese più avanti.” Dice Dunk…
“ Ma và..….!!!” Dice Lex, non lasciandosi sfuggire il doppio senso involontario di Dunk che lo guarda in cagnesco e tu sai bene perché, non vuole che si parli così davanti ad Angel, ma comunque poco importa, quest’ultimo non ne ha capito nulla e studia la cartina geografica della zona.
“ Ecco Dunk, fortunatamente non è lontana, vuoi che venga con te?”
“ No, vado con Yan.” Capisci al volo che vuole parlarti.
Dunk scende dalla macchina, non prima di aver guardato male Lex, come ad intimargli di non dire stronzate ad Angel, Lex ricambia lo sguardo in modo truce, ma poi gli fa un cenno affermativo con la testa.
Quanto è buffo il tuo tesoro…

…..
…….
Giungete in paese, il caldo è opprimente , preferisci di gran lunga il freddo pungente della Russia, ma dovrai abituarti, state andando sempre più a sud.
“ Quindi ha deciso di suicidarsi…è un bene che non ho detto nulla a Lex.”
Dunk ti ha detto che l’organizzazione si lascia solo da morti, in genere viene il tuo maestro- capo a giustiziarti, e se non lo fa è il suo maestro-capo a giustiziare lui…
Alessandro ha cercato un suicidio da re…
Tsk! Stronzo megalomane…
“ Quindi ti ostini a non dirgli nulla.”
“ Hn, è meglio così per lui.”
“ E per te?”
“ Non importa…troverò il modo. Tu invece, questo cambio di vita improvviso…”
“ Lo sai, non farmi parlare inutilmente, mi si secca la gola…”
“ Accidenti, escludendo il sesso, quali altri metodi ha potuto mai usare il prete per convincerti? Devi amarlo davvero tanto.”
“ Hn, anche tu a Lex, sinceramente non so come fai a sopportarlo, è odioso, non che tu sia da meno…”



Aspetta un attimo Dunk…
Cosa stai facendo?
Parli, conversi, tratti Yan da amico, e lui fa altrettanto… Maledetto Angel e i suoi bei discorsi sull’amicizia e bla bla bla…Scuoti la testa e ti dirigi a prendere la benzina necessaria.
“ Dunk?”
“ Mh…” ma che palle.
“ Ti sei ricordato di dire ad Angel di non dire nulla a Lex?”
“ Si.”


Sometimes I wake up by the door,
…gone…waiting further.
Even that…
I can’t help myself from looking further.




“ Quindi Angel tu hai sempre fatto il prete…”
“ Si.”
“ Ah…e nella vita non c’è nulla che ti manca…?” Per una volta non vuoi essere volgare, ma solo cercare di capire un mondo così lontano da te ed Yan.
“ Nulla.” E ti sorride.
“Contento tu…Io tornavo ogni tanto a trovare una suora che mi ha allevato all’orfanotrofio, ma non l’ho mai vista come una figura religiosa, forse più come una vecchia zia…”
E aspiri una lunga boccata dalla sigaretta.
“ Sarà stata contenta che tu la consideravi un parente… Anche io e Dunk siamo cresciuti in orfanotrofio.”
“ Davvero? Non avete una famiglia?”
“ No purtroppo, ma diciamo che ci siamo adottati a vicenda.” Non immagini che Dunk è innamorato di lui, dentro di te martella un pensiero poco razionale, sei certo che Duncan ed Yan abbiamo fatto sesso almeno una volta, ma non è di certo il caso di parlarne con Angel…
Comunque Lex semmai decidi di rimettere il cervello sul pulsante ON, sarò felice di farti riflettere e di dirti che Yan non ha fatto sesso con Duncan…
Spettini con la mano i tuoi capelli, ti sembrava che stavano per afflosciarsi.
Tiri un’altra lunga boccata dalla sigaretta e stai già consumando il filtro.
“ Non capisco come fai a sopportare Duncan, ti tratta male, a volte ti risponde come se tu fossi uno zerbino.”
“ In effetti ci rimango male sai, ma lui è mio fratello, è fatto così.”
“ Hai mica mai provato a spaccargli il muso?”
Ed Angel ride.
Non sai perché ma vicino a lui ti senti più sereno, sarà la sua positività contagiosa, il fatto che lui crede cosi tanto in qualcosa e quindi non è mai una persona sola….
Già la solitudine, l’abbandono…
“ Senti Angel…”
“ Dimmi Lex.”
“ Esiste davvero il paradiso, il tuo Dio?” Sei triste di nuovo adesso, pensi a Joy e Hajin.
“ Certo che si, sono certo che tutto accade per un motivo e che adesso i tuoi amici sono insieme in paradiso e sono sereni. Devi crederci anche tu, cioè non voglio che tu creda in quello che credo io, vorrei solo tu fossi più sereno Lex, mi piacerebbe che tu potessi credere che c’è un pezzetto di felicità per ognuno di noi.”
Sembra un bambino, pare circondato da un ‘aura magica, per un attimo quasi ti ha convinto, quasi…
“ Dai una possibilità a Dunk, per favore…Mi piacerebbe potessimo rimanere tutti e quattro insieme.”
Getti il mozzicone di sigaretta sulla strada polverosa e ti danni per il forte caldo…getti un occhio al cielo, il sole è cocente.
Ti stai leggermente abbronzando, mentre i tue tre compagni di viaggio sono uno più pallido dell’altro.
“ Io a Cancun vi lascio.”
“ Mh…non ho ben capito, ma credo di aver intuito che hai lasciato Yan.”
“ Esatto.”
“ Promettimi che verrai a trovarmi però.”
“ Ve bene piccolo prete.” Dici al ragazzo appena più basso di te e appena più giovane.



Ingoi la verità, Duncan ti ha raccomandato di non dire nulla a Lex, che Yan non è
d’accordo che gli si dica, tu hai protestato, vorresti che Lex venisse messo a conoscenza dei fatti, ma alla fine è giusto che sia solo Yan a decidere, in un certo senso ha ragione il russo, Lex sembra un ragazzo ribelle e sensibile, potrebbe soffrirne davvero troppo.
Tu sei felice di poter iniziare una nuova vita, anche se non potrai più tornare a Sofia, speri che sia felice anche Lex…
Ti sta simpatico questo ragazzo così particolare.

set fire to the rain,
Watch it pour as I touch your face,
Let it burn when I cry,
Cause I heard it screaming your name, your name
I set fire to the rain,
And I feel lost into the…
Cause I knew that was the last time

The last time, oh, oh!



Due ombre, la luce soffusa…
“ Allora Alessandro, te lo chiederò un’ultima volta, dov’è andato Duncan Morgan?”
“ è morto nell’attentato che gli hanno fatto gli uomini del fratello di Edgard qualche ora fa…”
“ Lo sai che non mi piacciono le bugie…”
“ Si boss…”
“ Mi hanno riferito che hanno trovato cinque sicari morti e Duncan non era fra loro…”
“ Io so che è morto…”
“ è per via di Julia vero?”
“…”
“ Maledizione Alessandro!….”
“…”
“ …Come vuoi tu Sandro…….” Ti dice affettuosamente e lo vedi estrarre la sua pistola in oro massiccio.
“…”
“ Dove preferisci?”
“ Un colpo dritto al cuore.”
….
…..
……..





Quattro ragazzi che attraversano una strada desertica…
Siete solo questo, polvere tra la polvere, ognuno con il proprio lutto

Lex, tu piangi dentro per la tua sofferenza, Joy e Hajin li porti nel tuo cuore, come Lucy, Jeff e gli altri ragazzi, come il tuo cantiere, come lo Share the pain….
Accarezzi con lo sguardo Yan, vedi il suo profilo fine e duro, la sua aria impassibile.
Yan sta pensando a te Lex, gli sei vicino ma gli sei anche tremendamente distante…
Vorresti dividere la tua sofferenza con lui, come hai spesso fatto nell’ultimo periodo della tua esistenza, ma solamente a pensare che è proprio lui la causa di questa sofferenza ti logora dentro.
Se solo sapessi Lex…se solo sapessi…



Yan, tu tieni gli occhi bassi, freddi, impassibili e ancora non ti capaciti di come ti sia sfuggito tutto di mano, non dirai nulla a Lex, mai.
Sopporterai da solo, e quando lui sarà pronto otterrai il suo perdono.
Nel frattempo non rinunci a dimostrarti superiore al tuo ex –ragazzo…Non sia mai che devi dimostrarti debole ed abbattuto per la sua sciocca decisone di lasciarvi, non gli darai la soddisfazione di vederti distrutto, mai!

Angel, tu sei quello un po’ più sereno, Dunk ha mollato tutto per te, lo aiuterai a trovare la sua strada, tra non molto potrai prendere i voti e iniziare il tuo cammino su una strada tutta nuova.
Guardi Dunk sorridendo felice, la macchina va a tutta velocità, hai un po’ paura, ma va bene così, le sferzate di vento sollevano indietro il ciuffo che Dunk tiene davanti l’occhio destro, e a volte ti chiedi se ci vede bene attraverso….


A quest’ora Alessandro è già morto…Tu sei libero, schiavo del tuo sentimento per Angel, ma libero di rifarti una vita.
Non che non ti piacesse quello che facevi, sei nato per quello, buon sangue non mente, ma vuoi provare ad essere migliore, diverso, per Angel.
Sei solo un po’ confuso, hai fatto di tutto per arrivare in alto all’organizzazione, ti sei allenato duramente per essere un killer professionista, ed ora hai capito che cercavi solo un posto nel mondo accanto all’unica persona che ti suscita sentimenti positivi dentro.
Hai cercato di assomigliare a tuo padre…forse adesso devi imparare ad essere solo te stesso…









Continua…..



La canzone è di Adele, set fire to the rain

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Share the pain 2 Empty Capitolo 10

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:52 pm

“Gelosia, bruciami, gelosia.”

Close enough to start a war
All that I have is on the floor
God only knows what we’re fighting for
All that I say, you always say more

I can’t keep up with your turning tables
Under your thumb, I can’t breathe

So I won’t let you close enough to hurt me
No, I won’t ask you, you to just desert me
I cant give you, what you think you gave me
It’s time to say goodbye to turning tables
To turning tables

Under hardest guise I see ooh
Where love is lost, your ghost is found
I’ve lived a hundred storms to leave you
As hard as you try, no I will never be knocked down

I can’t keep up with your turning tables
Under your thumb, I can’t breathe

So I won’t let you close enough to hurt me, no
I won’t ask you, you to just desert me
I cant give you, what you think you gave me
It’s time to say goodbye to turning tables
Turning tables




È finita nuovamente la benzina, tu e Dunk siete andati a prenderla.
“ Yan, sono finiti i soldi.”
“ Si, lo so.” Rispondi atono.
“ Senza contare che tra non molto saremo a Cancun, non possiamo neanche pagarci un motel e i soldi di Alessandro ci impiegheranno mesi ad arrivare… se non di più…”
Inarchi un sopracciglio.
“ Cosa vuoi dire?”
“ è un tranquillo paesino, prendiamo qualcosa per noi…”
Osservi attentamente il suo volto, e nel suo sguardo nero come la notte trovi proprio la conferma a ciò che pensavi.
“ Vuoi derubarli?”
“ Io non la metterei in questo modo Yan, ho un codice d’onore da rispettare, non me la prendo con la brava gente, però sai, ne abbiamo bisogno, prendiamo qualcosina qui, qualcosina lì, nessuno avrà danni ingenti, e noi avremmo di che vivere finché non arrivano i soldi di Alessandro…”
“ Mh, sembra non faccia una piega, però…solo una cosa mio saggio collega, come pensi di spiegarlo ai nostri due supervisori?” Dici riferendoti a Lex ed Angel.
“ Dirò che sono i soldi premio per aver ucciso Edgard, e quando i soldi arriveranno saranno solo un simpatico supplemento del quale non sarà necessario informarli…Sarà il nostro ultimo lavoro.” La voce di Dunk e melliflua, è proprio un criminale impenitente…
“ Sai Dunk, specialmente da quando ti conosco ho fatto parecchi ultimi lavori…”
“ Sarà come rubare le caramelle ad un bambino…” Sussurra Dunk, ed ha lo sguardo di Satana negli occhi.
Non hai altra scelta comunque.
È l’unica soluzione.
“ Porca puttana, va bene!” Accetti controvoglia.
Dunk sorride malignamente, la cosa pare eccitarlo parecchio, le sue labbra pallide tornano serie e ti dice: “ Meglio agire separati, ci rivediamo qui tra due ore.”
Mh? Due ore…
“ E come gliele spieghiamo questo due ore?”
“ Tu dai troppe spiegazioni.”
“ Tu non stai con Lex…”
“ Che sei palloso, diremo che ci stava una festa in paese ed abbiamo dovuto cercare una pompa aperta…”
“ Dunk…?”
“ Hn?”
“ Tu sei il diavolo.”
“ Grazie…” E ti sorride sinceramente compiaciuto.




“ Ci stanno mettendo un sacco.” Constata Angel mentre la tua gelosia sale a livelli vertiginosi, quei due parlano la stessa lingua, e non ti riferisci solo a quando comunicano in russo, parlano delle stesse cose, parlano di pistole e proiettili, di cosa fare e cosa non fare in caso vi trovereste in pericolo, spesso si lanciano occhiate complici su quale strada prendere e su quale evitare, non li sopporti…
Sei certo che abbiano scopato, due come loro, insieme, che altro possono fare…?
Ti scoli rapido l’ultima lattina di birra ed accendi una sigaretta.
“ Sembri nervoso Lex.”
“ No, è tutto o.k.” Dici un po’ sbrigativamente, ci manca solo che ti mettano il dito nella piaga.
Merda!
Sbirci Angel che un po’ annoiato sbadiglia e giocherella con un foglietto di carta.
È un bel ragazzo, valli a capire questi praticanti della castità, tu senza sesso non potresti proprio vivere, e neppure Yan, ti domandi come farai ora, da un lato hai una voglia matta di scopare, ma dall’altra non vuoi ritornare da Yan, però…non ti va neppure di andare a letto con qualcun’altro…non ne sei più capace, e la cosa è già diventata frustrante.
Invece Yan avrà già trovato un sostituto!
Maledetto bastardo.
La tua immaginazione prende a galoppare verso lidi che sarebbe stato meglio non esplorare.
Vedi Yan prendere in tutte le posizioni Dunk e poi Duncan fare lo stesso con lui ed il sangue ti sale in testa.
“ Eccoli finalmente!” Esclama contento il prete dalla un po’ infantile frangetta bionda.
Il caldo torrido ti fa sentire un po’ di nausea, o è la visone di Yan e Dunk fianco a fianco, sudati e con lo sguardo un po’ colpevole…specialmente quello di Yan…Ma porca puttana.
Guardi Yan con immenso disprezzo, lui sembra smarrito di fronte al tuo sguardo.
“ Cosa c’è?” Ti chiede con quella sua faccia da schiaffi, gli occhi di ghiaccio e cristallo e l’aria seria e indolente.
“ C’è che stiamo morendo di caldo.”
“ Datti una calmata Lex.” È il basso mormorio che ricevi in risposta da Dunk, che pare proprio scocciato di aver parlato e specialmente di avere rivolto la parola a te.
“ Dattela tu una calmata coglione, e non nasconderti dietro quella cortina di capelli, guardami dritto negli occhi quando mi parli mezzacalzetta del crimine organizzato.”
Dunk ti guarda con le pupille dilatate.
“ Fatti sotto.” Lo provochi.
E ti pare solo una visione quella di volare dritto sul cofano della macchina, e di trovarti una pistola puntata in faccia.
Invece è la realtà, questo stronzo ti sta per sparare!
Dietro di te vedi un’altra pistola far bella mostra di sé sotto il cocente sole di un’infuocata sottospecie di autostrada messicana, è quella di Yan.
“ Lascialo Dunk….!” Gli intima.
Tu, sdraiato sul cofano della macchina, schiacciato dal peso di Dunk, la sua pistola puntata al volto; Dunk in piedi semi sdraiato su di te, e Yan che dall’alto della sua bastardaggine punta la sua pistola alla nuca di Duncan.
“ Duncan lascialo andare!” Quasi grida Angel.
“ Ricordati stronzetto che se sei ancora vivo lo devi a me, quindi pretendo rispetto.”
“ Duncan!” La voce di Angel vibra di tensione, non riesci a vederlo ma percepisci il suo dolore sulla stessa frequenza del tuo, solo che il tuo è offuscato dalla rabbia che ti investe in questo momento, ti senti impazzire di collera.
Gli sputi in un occhio.
“ Se scosti quel ridicolo ciuffo ti sputo anche nell’altro.”
Duncan carica la sua pistola, Yan carica la sua.
Di fronte alla canna della pistola sorridi.
“ Fammi vedere che suono ha la morte Duncan…” Lo inciti con un sorriso da bastardo.
Alla fine nessuno di voi tre è normale, a volte vi scambiate solo i ruoli, ma siete tutti figli della strada.
“ Ti prego Duncan….” È l’implorazione di Angel…
Dinnanzi al tuo sguardo deciso e coraggioso Duncan abbassa la sua arma, un po’ perché c’è Angel, un po’ perché è uno che apprezza il coraggio e non ti serve conoscerlo a fondo per intuirlo.
“ Dunk, non farlo più, o la prossima volta ti ammazzo…” è il pacato avvertimento di Yan…
Ti rialzi dal cofano, Duncan sembra un po’ più leggero di Yan, invece pesa tanto quanto lui. È forte ed allenato…
Guardi Angel, ha il volto contratto e sta mordicchiano il suo labbro inferiore, è nervoso e dispiaciuto, per Dunk, per te…
“ Stai bene Lex?” Ti chiede Yan.
I tuoi occhi castani sembrano infuocati, sei rabbioso. “ Non sono una mocciosetta, certo che sto bene.”
E potresti continuare il viaggio da solo, tanto siete quasi arrivati, ma non te ne andrai, sarebbe come ammettere la supremazia fisica di Duncan…
Tsk! Killer del cazzo.
Ma tu non sei da meno, non ti serve una vita di addestramenti, ti bastano le tue mani e il tuo cervello, nonché il tuo spirito incosciente e selvaggio.





Finalmente siete in albergo, e che albergo, non è particolarmente di lusso, ma è immerso nel mare e nel verde più splendenti di Cancun, non appena avrete fatto mente locale cercherete una casa, con tutto quello che vi siete portati da quel paesino potete farlo tranquillamente, si, inizialmente non volevi strafare, ma alla fine ti sei fatto prendere la mano.
Senti Yan e Lex discutere nella stanza adiacente e decidi di uscire a cercare Angel.
Lo trovi sulla terrazza, si guarda attorno incantato, osserva il cielo, il mare, la natura rigogliosa, in effetti più che un albergo sembra un angolo di paradiso.
E lui sembra il suo angelo.
Vorresti sorprenderlo alle spalle, baciargli il collo, farlo gemere e…e…e…basta Dunk, non è corretto pensare così di lui…si però, il tuo non è solo un bisogno sessuale, è amore…
Ti avvicini a lui, in effetti lo sorprendi alle spalle, ma fai solo questo, lui sobbalza.
“ …Ero assorto, è bello qui.”
E tu pensi quanto il suo profilo sia ancora più bello ed infinitamente delicato.
Adesso Angel indossa un pantalone di lino bianco e una leggera casacca sempre di lino di un intenso azzurro, è a piedi nudi e la sua spalla destra è un po’ scoperta, è innocente, sensuale ed inconsapevolmente eccitante, non può indossare il suo collarino da prete, ma lo rimetterà non appena la sua consueta camicia bianca sarà lavata e asciutta.
Solo che quel collarino è come un simbolo per te, è un confine da non varcare, ed ora lui ne è sprovvisto…
Ma sai che per lui è come se fosse sempre al collo.
Questo albergo ha un non so ché di estremamente esotico ed affascinante, è immerso nel verde e si intravede perfino una piccola porzione di giungla messicana.
Il venticello soffia leggero e l’odore di Angel ti stordisce.
“ A te piace Dunk?” Ti chiede.
“ Tanto…” E non ti riferisci solo al luogo. Devi calmarti, ti stai eccitando…
“ Sarà bello cominciare una nuova vita qui. Non appena ci saremo sistemati cercherò un convento con un posto libero…”
Ecco un valido modo per farti smorzare l’eccitazione…o per meglio dire, tu lo trovi eccitante sempre e comunque, qualsiasi cosa dica, ma il dolore che ti attanaglia l’anima quando lui vaga nel suo mondo del quale mai potrai far parte, ti fa davvero stare male…
Almeno sei riuscito a calmarti.
Angel si volta a guardarti e sgrana gli occhi grigi…
“ Dunk!”
“ Mh…” Inarchi un sopracciglio.
“ Come fai a stare vestito di pelle anche con questo caldo?!” Esclama toccando il tuo gilè senza maniche di pelle nera, e mandandoti inconsapevolmente brividi per tutto il corpo.
“ Non hai caldo?” Ti chiede…Oh…diamine!
“ Da morire.” È la subdola verità che ti esce dalla gola e devi ringraziare solo la tua innata inespressività che non lascia trasparire il senso che dai in questo momento alla parola caldo, ora, va bene il rispetto, ma le sue mani addosso sono troppo.
Ti scosti bruscamente.
E lui, abituato ai tuoi modi scorbutici, riprende a godersi il panorama.
“ Hai esagerato con Lex, ha perso da poco i suoi amici.”
“ Non è un problema mio.”
“ Fallo per me, sforzati di essere un po’ più comprensivo con lui…”
“ No…” Angel sospira al tuo –no-
Non ti piace Lex, è arrogante come suo padre, senza contare che Angel lo considera già un amico, insomma! Almeno prima potevi vantarti di essere il suo unico amico, anche se non il suo amante, adesso arriva questo Lex e non fanno altro che parlare e parlare e parlare…
Lui e Lex hanno un carattere più solare rispetto a te ed Yan, magari è comprensibile, ma a te non sta bene…
“ Sei geloso?” Ti chiede Angel e il tuo cuore perde un battito…Per un attimo pensi abbia capito tutto, ma dal suo sguardo divertito capisci di no, è solo una battuta probabilmente nata dal fatto che siete amici da sempre e avrà intuito il tuo disagio al fatto che lui abbia un altro amico adesso. Tutto qui, meno male…
“ Il mio migliore amico rimani sempre tu Dunk, lo sai che per me sei il numero uno, sei mio fratello, sei la mia casa.”
E ti viene improvvisamente da piangere, e tu sei uno che non piange mai, ma proprio mai, è solo Angel a renderti così sensibile, lui, che ha centrato solo in parte il motivo della tua gelosia, lui che vuole solo essere gentile e farti capire quanto ti vuole bene ma, ti uccide ricordandoti spesso che tu, per lui, sei come un fratello.
Sei nervoso adesso: “ Non sarò amico di Lex, mi basta già Yan…”
Angel ti sorride, ha le labbra rosee e i denti bianchi e perfetti, candidi.
È stupendo.





“ E quindi da un motel scadente, adesso abbiamo potuto permetterci questo…! “ Ed indica fuori dalla finestra il maestoso panorama…
“ Non mi piace Duncan…” aggiunge…
“ Avevo capito…”
“ Già! Ti fa fare cose che…”
“ Cosa?”
“ Lo sai cosa? Come ve li siete procurati questi soldi…? Eh?! Fanculo! Cambiare un paio di palle!!!”
“ Sono i soldi dati dal pagamento del nostro lavoro, Edgard è morto quindi….” Ma Lex ti interrompe.
“ E non mentirmi che mi incazzo ancora di più!”
Lex è stupendo arrabbiato e focoso, si è già abbronzato parecchio…
Siete in un meraviglioso albergo, ci sarebbe di fotterselo per ore, e lui che fa, perde tempo a litigare, non che non trovi stimolanti le tue baruffe con lui, ma adesso hai proprio voglia…
“ Ed io che pensavo che stavate ….lascia perdere…probabilmente avete fatto entrambe le cose…”
Mh, e adesso cosa dice…?!
Infine realizzi.
“ Non siamo andati a letto.”
Lex ti guarda fiero e disgustato.
“ Non stiamo più insieme Yan, puoi fare quello che vuoi.”
“ Ma Lex…mi stai accusando ingiustamente!”
Ma lui non risponde, prende la sua roba e fa per andare via.
“ Aspetta Lex, ti sto parlando.”
“ Fanculo, mi rifiuto di ascoltare ancora le tue bugie! Smettila, mi hai rotto!”
In questo momento è inutile farlo ragionare, è sconvolto per la morte di Joy e Hajin, è arrabbiato per aver mollato la sua casa a New York, e adesso ha capito che hai rubato, nonostante tu neghi fino alla morte, e come se non bastasse crede che tu scopi Duncan…
Che casino!
È meglio farlo calmare per ora.
Purtroppo devi accettare momentaneamente il suo allontanamento.
“ Se tu non avessi accettato quel lavoro come ti avevo chiesto di fare, non mi avresti portato qui quell’uomo che voleva vendicarsi di te attraverso me, e nessuno sarebbe morto!”
Ci è andato abbastanza vicino…certo non immagina neppure che ci stava suo padre dietro a tutto, ma Lex è un intuitivo ed un istintivo…
Resti in un silenzio colpevole e lui va via, via da te…
….
…..
…….


Next time I’ll be braver
I’ll be my own savior
And if I’m the cause for me
Next time I’ll be braver
I’ll be my own savior
Standing on my own two feet

I won’t let you close enough to hurt me, no
I won’t ask you, you to just desert me
I cant give you, what you think you gave me
It’s time to say goodbye to turning tables
To turning tables
Turning tables, yeah
Turning oh





Due settimane dopo…..



Avete preso una casa da un paio di giorni, ne avete presa una per tutti e quattro, tre per adesso che Lex è andato via…
Una casetta non molto grande, due camere da letto non particolarmente ampie, due piccoli bagni e una cucina, non avete una sala da pranzo ne un saloncino, ma nel complesso è o.k, non appena arriveranno i soldi di Alessandro ne prenderete due più grandi, una per te ed una per Dunk, si era parlato di un sacco di soldi….
Anche se il soldi di Alessandro fossero arrivati subito non era il caso di compare due grandi case appena entrati in paese, avreste dato troppo nell’occhio….
Non sai spiegare il malessere che provi dentro a stare senza il tuo uomo, spesso esci per cercare di incontralo o almeno di seguire da lontano i suoi spostamenti, svolti l’angolo e ti ritrovi davanti ad un murales…
Tsk! Non c’è nulla che Lex non può fare con un pezzo di muro ed un po’ di colore…
Una lacrima sfugge al tuo controllo…
È un murales stupendo, grande e di enorme impatto, è maestoso e magico, leggermente gotico, raffigura i visi di un ragazzo albino ed uno di colore, stanno sospesi in un limbo eterno tra paradiso e inferno, i colori sono vividi, il rosso e l’arancione dell’inferno e il verde-azzurro del cielo.
I due ragazzi hanno uno sguardo un po’ triste ma tutto sommato sereno e sono vicini, insieme, ti guardano dall’alto di quel muro su cui sono stati disegnati…è così penetrante il loro sguardo, sembrano essere venuti a conoscenza di tutti misteri dell’universo.
Lex! Che stronzo!Ti lascia perfino delle tracce, delle tracce che tu insegui come un cane…
Lex…
Dove sei?
….
…..
……..


Certe volte sai
vado a letto con il sole
faccio sogni che non mi ricordo mai
ma ritrovo sulla polvere
di quei teneri momenti
che ci aiutano a sorridere
a guardare sempre avanti
anche se ci sembra inutile
non chiedermi perchè
si perde l'abitudine
alla felicità
che nasce insieme a noi
e a questa nostalgia
che adesso è...
tutto quello che ho di te
forse siamo noi la povertà
quelle facce sul giornale (che vedi crescere laggiù)
fra le note dei fucili e degli eroi
che ci rubano le favole (la fantasia l'ingenuità)
sono questi i sentimenti
che non riescono a convivere
con i nostri pentimenti
troppo ricchi e troppo facili
non chiedermi cos'è
la nostra solitudine
la stessa verità
confusa come noi
la tua malinconia
che adesso è...
tutto quello che ho di te
le tue tracce sulla neve
che ora inseguo come un cane
per trovare almeno un fiore
sulla bocca dei ghiacciai
le tue lettere d'amore
che mi parlano di un mondo
che non c'è..

per vivire così
e non lasciasi più
una speranza
che non capirai
ecco amore che cos'è
tutto quello che ho di te
ma ora lasciami dormire
spero solo di sognare
ne ho bisogno come te.










Continua….




Le canzoni utilizzate sono Turning tables di Adele e infine troviamo Marco Masini,Tutto quello che ho di te...

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:53 pm

“ Rompere gli equilibri.”




In questi giorni hai trovato una chiesa disponibile ad accoglierti, non potrà darti vitto e alloggio per il momento, ma almeno puoi continuare i tuoi studi, ti trasferirai lì più in là, quando prenderai i voti definitivi.
Ormai mancano circa dieci mesi …Dopo tanti anni di studio, manca solo meno di un anno.
Esci dalla doccia del piccolo bagno che dividi con Duncan, ti rivesti ed esci, di fronte c’è il bagno di Yan, attraversi il corridoio e giungi nella tua stanza, che dividi sempre con Dunk, un po’ più in fondo al corridoio c’è quella del russo, che dovrebbe dividere con Lex.
Entri in camera, Dunk dorme ancora nel suo letto, tu ti dirigi verso il tuo, che sta nella parete di fronte, quasi dirimpetto al suo.
Lo guardi dormire, neppure in questi momenti sembra sereno, il suo viso è sempre un po’ contratto, ti chiedi quale genere di incubi stia facendo.
La matita sotto agli occhi si è sbavata ed ha finito per macchiare il cuscino con la federa celeste, sorridi nel constatarlo.
Metti l’orologio al polso, poi un basso mugolio attira la tua attenzione.
“ Scusami, ti ho svegliato?”
“ Che ore sono?” è il suo mormorio.
“ Le dieci e mezza Dunk.”
“ Yan?”
“ Credo che sia già uscito a cercare Lex. È da un po’ che non trova sue tacce in città.”
“ Hm…”
Lo guardi sbadigliare. Poi si alza dal letto. È a petto nudo, ma dorme con i pantaloni di pelle…vabè, sorvoliamo.
Ha gli addominali non troppo muscolosi ma decisamente pronunciati.
“ Mi sono sempre chiesto come hai fatto a farli diventare così…” Gli dici.
“ Esercizio Angel, hai presente quando posi i libri e fai un po’ di attività fisica?”
“ Io faccio attività fisica. Vado a correre tre volte a settimana! “ Dici offeso.
A Dunk sfugge un lieve movimento di labbra che dovrebbe essere una sonora risata e tu ti senti ancora più offeso.
Lo vedi uscire dalla vostra stanza e sbuffando inizi a riordinare le tue cose, quando Duncan rientra si è vestito e dal cassetto della sua scrivania prende la sua migliore amica, la matita nera.
La mette sotto gli occhi, gli fa più passate, e finalmente è pronto per cominciare la giornata.
La matita fa risaltare le sue occhiaie, i suoi occhi diventano ancora più profondi e scuri, il suo pallore pare di marmo, ma Dunk è bello lo stesso, probabilmente perché è tuo fratello maggiore, e tu lo vedi bello sempre e comunque, è il tuo mito!
È un volto familiare, quindi è bello per forza. Insomma lui è Dunk.
“ Sei bello Dunk.” Gli dici con spontanea ingenuità.
Lui si volta a guardarti, ha l’occhio destro velato da un ciuffo bizzarro.
È particolare tuo fratello.
“ Chissà come staresti vestito in giacca e cravatta.” Scherzi.
E lui fa una cosa che ha dell’incredibile, estrae dal suo cassetto del comodino una sorta di cravattino, in pelle nera ovviamente, è corto e sottile, lo mette al collo e ti guarda inarcando il sopracciglio dell’occhio sinistro.
“ Contento Angel?” E tu davvero non puoi crederci, ma …ma…cioè…E scoppi a ridere.
“ Sei buffo…” Ridi e lui pare avere uno sguardo più sereno…



They say
They don't trust
You, me, we, us
So we'll fall
If we must
Cause it's you, me
And it's all about
It's all about

It's all about us (all about us)
It's all about
All about us (all about us)
There's a theme that they can't touch
'Cause ya know (ah ah)
It's all about us (all about us)
It's all about
All about us
all about us
We'll run away if we must
'Cause ya know
It's all about us (It's all about us)
It's all about love (It's all about us)
In you I can trust (It's all about us)
It's all about us

If they hurt you
They hurt me too
So we'll rise up
Won't stop
And it's all about
It's all about

It's all about us (all about us)
It's all about
All about us (all about us)
There's a theme that they can't touch
'Cause ya know (ah ah)
It's all about us (all about us)
It's all about
All about us
all about us
We'll run away if we must
'Cause ya know
It's all about us (It's all about us)
It's all about love (It's all about us)
In you I can trust (It's all about us)
It's all about us

They don't know
They can't see
Who we are
Fear is the enemy
Hold on tight
Hold on to me
'Cause tonight









“ Estendilo meglio qui.”
“ Dove?”
“ Mh…qui…”
“ Poi lo fai tu a me?”
“ …Certo.”
Lo smalto nero viene esteso dal pennellino direttamente sull’unghia del tuo dito medio, le tue grandi mani sembrano ancora più spaventose.
“ Ha un non so ché di erotico questa pratica, non trovi Yan?”
“ Parecchio Dunk, sai, quando Lex me lo metteva, il primo pensiero era sempre quello di farmi una bella scopata, l’unico inconveniente è che si doveva aspettare che si asciugava , e la tensione saliva, oppure dovevo essere bravo a non usare le mani, dovevo usare solo la bocca.”
“ ..Parliamo ancora di smalto giusto…?”
E ti concedi un piccolo sorriso, è incredibile come ti trovi bene a parlare con Dunk, avete perfino gli stessi orari di silenzio, e vorresti tanto che fossero riempiti dalle parole di Lex, fossero anche le sue solite stronzate.
“ Ti manca molto…?” Constata Dunk in una domanda retorica.
“ Hn…”
“ Perché non gli dici la verità?”
“ E tu perché non la dici ad Angel la verità…?”
La risposta è la stessa che vale per te, perché ne soffrirebbero.
“ Vado in un locale stasera, chiederò di Lex in giro.”
“ Grazie.”
“ Yan?”
“ Cosa?”
“ Stanotte vai ancora in centro città a cercarlo…?”
“ Si.”
“ Non torni a casa dunque…” E sai già dove vuole andare a parare..
“ Si, Dunk, puoi prendere in prestito nuovamente la mia camera per portarti uno sconosciuto in casa mentre Angel dorme.”
“ Bene.” E ti porge le mani affinché tu possa smaltargli le unghie.
Ti manca davvero fare questo con Lex…sospiri…
Dunk è un bel ragazzo, forse strano e con un look orribile per i tuoi gusti, ma quando capita che andate in giro per locali, lui per rimorchiare, tu per cercare Lex, noti spesso che riscuote parecchio successo, bè c’è chi ci prova anche con te, parecchi a dirla tutta, ma nonostante tu e il sesso siate una cosa sola, non ti stimola per nulla l’idea di farlo con qualcuno che non sia quel bastardo dall’abbigliamento trasandato, il linguaggio scurrile, gli occhi caldi, grandi ed espressivi, i capelli indomabili che ami tirare selvaggiamente durante i vostri amplessi….
Non è solo il sesso con lui a mancarti, ti manca anche che ti respira affianco, ti manca intossicarti i polmoni con lui fumando una sigaretta.
Ti manca perfino il suo disordine, ti mancano i suoi fiumi insensati di parole e i suoi silenzi di offeso mutismo, ti manca vederlo ridere, e ti manca picchiarlo ed essere picchiato da lui…
Ti manca il suo odore di sesso e vita, ti manca l’amore con il quale ti circonda…
Vedi Dunk soffiare sul ciuffo che gli ha coperto la visuale …
E ti viene in mente una delle battute di Lex…
“ Sul serio Dunk, ma riesci a vederci attraverso, non ti viene mai la nausea a guardare con quel coso davanti?”
“ A volte…”
“ Hn!”
Comunque…non hai neppure bisogno di dirgli di farti trovare le lenzuola del letto cambiate, la prima volta che ti ha chiesto in prestito la tua stanza e gli hai detto ciò lui ti ha risposto che a letto si fa l’amore con l’uomo che si ama, altrimenti era per terra o in piedi al muro.
Ti sei trovato d’accordo, anche tu avevi regole simili, certo, prima di incontrare il tuo Lex…




Apri la porta di casa, è notte fonda, aggiri la tua stanza e quella di Angel, lui starà già dormendo.
Spingi il ragazzo messicano dentro la camera di Yan.
A volte lo fai per strada, ma da un paio di giorni hai una voglia matta in corpo, ed hai proprio bisogno di stare tranquillo e fottere tutta la notte.
Lo spogli rapidamente, e fai lo stesso con te.
Ancora non parli troppo bene lo spagnolo, fortunatamente c’è gente che parla inglese, ma questo stronzo no…
“*Shh no grites, no gime, silencio...”
Queste parole le hai imparate subito però, sopratutto per non rischiare di svegliare Angel...
Lo sbatti contro la parete, lui ride sommessamente, è un bel ragazzo, giovane, dal fisico scattante, la pelle bruna e i capelli scuri.
Ha le labbra carnose...ma adesso non hai tempo per i giochetti di bocca, vuoi entrare e scopartelo, e lo fai, dopo aver messo il preservativo, con un gesto secco e brusco, lui geme di piacere e dolore, ma presto è solamente il piacere a farla da pradone...
“...Fuerte...” Ti dice a bassa voce ansimando, e tu, ansimando a tua volta spingi più rapido, ma tu guarda che piccola puttanella che doveva capitarti stasera!
Qualcuno qui ha bisogno di un castigo...
La tua pelle bianca splende di mille goccioline di sudore, sei completamente nudo e i muscoli sodi e compatti delle natiche e delle coscie sono tesi nello sforzo piacevole di spingere in quel corpo brunito e bollente, sei completamente nudo, tieni solo il collare di pelle con le borche stretto intorno al collo.
Fai su e giù, dentro e fuori, ad un ritmo constantemente selvaggio, mordi il suo collo salato di sudore e lo strattoni ancora di più al muro.
Senti il tuo pene scivolare dentro al suo corpo caldo, senti la frizione dei muscoli del corpo nel quale ti sei piantato a fondo, un formicolio al membro ti avverte che stai per venire, mh....mh....mh.....!
La porta della stanza di Yan si apre, ma tu non te ne accorgi, preso come sei dalla lussuria e dalla voglia di spingere.
Non puoi vedere Angel che spalanca gli occhi grigi nel vedere il profilo della tua schiena muoversi sinuosa come una pantera bianca fra le ombre della giungla nera, gli scatti dei tuoi muscoli sono sinusoi e potenti, il tuo sguardo è cattivo e la tua lingua lecca lasciva il collo del ragazzo che ti stai sbattendo.
Mentre insisti nei tuoi movimenti e insisti a leccare il collo del tuo amante occasionale, ti giri lievemente ed in direzione della porta vedi Angel, purtroppo stavi già venendo e nè il tuo corpo nè la tua mente possono fermare questo processo una volta innescato, e la vista dell’uomo che ami poi, è ulteriormente devastante mentre l’orgasmo ti esplode in corpo, blocchi i tuoi movimenti immediatemnete, ma lo sperma continua ad uscire e a riempire il preservativo.
Angel è sconvolto, fa per andare via ma è pietrificato ed inchiodato al pavimento.
Tu resti fermo per lo stupore e per la violenza del tuo orgasmo che è stato ancora più devastante, poichè è il primo che ha avuto come spettatore involontario Angel...
Percepisci forte il tuo disagio, ma non dai segni visibili della cosa, il ragazzo che ti sei portato a casa ride divertito dalla cosa ed Angel boccheggia cercando di trovare le parole, probabilmente per scusarsi, percepisci anche il suo di disagio, noti che non ha la forza di muoversi nè quella per respirare e decidi di toglierlo dall’impiccio, a modo tuo..
“ Forza Angel, levati dalla palle, vattene!” Lui sobbalza e dopo averti guardato tristemente va via lentamente, troppo sconvolto per camminare più rapidamente
Ma che cazzo.
Esci dal corpo del ragazzo e trattieni il preversavito, ma tu guarda che cazzo di situazione!
MERDA!!!





Sei appena uscito dalla sala delle lezioni in chiesa, ma non riesci proprio a tornare a casa, così ti siedi su una panchina nel parco che sta di fronte al campanile e sospiri...
All’inizio avevi creduto che Yan non stesse bene nuovamente ma poi...
Cielo! Che imbarazzo, non sei stato neppure in grado di andartene, o dargli le spalle o chiudere semplicemente gli occhi, sei persino rimasto imbambolato lì davanti!
Vorresti seppellirti vivo, non hai il coraggio di guardare in faccia Dunk...
Stamattina poi è stato penoso, per evitare di incrociare i vostri sguardi per poco non ruzzolavi giù dalle scale!
Eppure ti senti triste, insiepgabilmente...colpevole, non riesci a toglierti dalla testa quelle immaggini.
Di certo non ti immaginavi che Dunk fosse un uomo casto e virtuoso, ma neppure che sapesse essere tanto, tanto, tanto...oh! Non riesci a trovare il termine esatto, arrossisci al pensiero della sua lingua sul collo di quello sconosciuto, scuoti violentemente la testa per impedirti di ripensarci ma non appena chiudi gli occhi riappare tutto nella tua mente, perfino più nitido di prima.
Metti le mani in faccia e muori di vergogna e di imbarazzo...
Poi riapri gli occhi ed una consapevolezza ti attraversa, ti fa male il cuore in petto...
Non vuoi che Duncan faccia sesso! Ecco! Punto!
E siccome gli hai giurato di parlargli sinceramente, e che tra di voi non devono esserci più silenzi, quando sarai a casa glielo dirai...
Si ma, non riesci proprio a tornare a casa...
Ti senti rigido e terribilmente imbarazzato...




Angel è appena rientrato, evita di guardarti ed è rigido nei movimenti, ti è dispiaciuto un sacco farti beccare in quella situazione, Angel era talmente in imbarazzo che non riusciva nè a muoversi nè a respirare.
“ Dunk?”
“ Mh?” e lo vedi mordicchiarsi il labbro inferiore, sembra un ragazzino quando fa così, in faccia è rosso e gli occhi gli scintillano...
“ Ecco...non mi piace tu faccia se...se...se...ses...”
“ Sesso?”
E fa cenno di sì con la testa bionda, lo fa con convinzione e adesso non ti guarda più negli occhi.
Per un attimo hai quasi la speranza che lui sia geloso, ma il tuo fratellino smorza subito questa sepranza...
“ Sai, non è etico che si faccia prima del matrimonio...” Ah! Già ecco! La sua religione...sei un povero idiota Dunk.
Improvvisamente sei irritato, e se solo non lo rispetteresti e non lo amassi tanto gli faresti vedere per bene quanto in effetti non sia affatto etico...
“ Fatti i fatti tuoi, non ti basta avermi trasformato in un onesto cittadino!? Adesso anche questa, che vuoi che faccia? Vuoi che mi chiuda anche io in un covento a sognare che la vita è bella?”
AUCH!
Colpo basso...
Gli occhi grigio-azzurro di Angel si velano di lacrime, il suo labbro inferiora trema impercettibilemte, scuote la testa e la frangetta bionda...
“ Scusa....” Mormora.
“ Chiudiamo qui il discorso, è meglio.”



It's all about us
It's all about
All about us
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It's all about us (all about us)
It's all about us (all about us)
It's all about
All about us (all about us)
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It's all about us (all about us)
All about us
It's all about us (all about us)
It's all about
All about us (all about us)
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It's all about us (all about us)
It's all about
All about us (all about us)
We'll run away if we must
'Cause ya know (ah ah)
It's all about us (all about us)
It's all about
All about us (all about us)
We'll run away if we must
'Cause ya know (ah ah)
It's all about us (all about us)

It's all about us (It's all about us)
It's all about love (It's all about us)
In you I can trust (It's all about us)








Passi i giorni ad ignorarlo, lui e i suoi insulsi tentativi di fare pace, e... dannazione a lui!... Non sei più riuscito a fare sesso!!!...
Hai perfino iniziato a dormire nel divano in cucina pur di non stare con lui.
Ed è durante la notte che aprendo gli occhi, il sinistro libero dall’ingombro dei capelli d’ebano, ti mostra Angel che piange in piedi davanti al divano sul quale dormi.
“ Angel...” é notte fonda, sei assonnato, arrabbiato ed Angel è particolarmnete desiderabile mentre ha lo sguardo afflitto.
Potresti fare una pazzia, ma resti fermo ad ascolatre i suoi sospiri e il suo pianto...
“ Io...mi dispiace! Ti prego, non essere ancora in collera con me....Non sei mai stato arrabbiato con me per così tanto tempo, io non riuscivo ad andare via...non so perchè, ero paralizzato, e poi credevo di dirti una cosa giusta quando ti ho chiesto di non ...bè ..quella cosa lì...”
...
....
......
Lo senti singhiozzare, infine, timidamente ti chiede: ” Posso dormire sul divano insieme a te, come quando eravamo ragazzini...?”
Il tuo cuore perde un battito, che questo sia l’inferno? Il prezzo da pagare per i tuoi peccati?
Fai cenno di sì con la testa ed Angel si intrufola accanto a te, prendendo un posticino piccolo al tuo fianco, è infinitamente caldo e profuma di buono, intravedi nel semibuio della cucina il piccolo pezzetto di pelle appena dietro l’orecchio e vorresti annusarlo e fare l’amore, ma ti prepari ad una notte insonne, nonchè ad una dolorosa erezione domattina...






“ Per la miseria!” dici tenendo tra le labbra sottili la sigaretta.
“ Già...non potevo neppure uscire per timore che mi scivolasse fuori il preservativo.”
“ E lui stava lì davanti fermo?”
“ Si.”
“ Fermo?”
“ Si, Yan, e basta dai, che non sono a mio agio a raccontarti queste cose, tu poi continui a chiedere..e chiedere e chiedere...”
Dunk ha il volto impassibile ma dentro muore di vergogna a raccontarti questi particolari, ma ha bisogno di sfogarsi e tu lo lasci fare, per due tipi come voi è un impresa confidarsi, ma certe cose devi pur tirarle fuori con una persona di fiducia...
“ E infine ti ha espressamente chiesto di non fare più sesso.”
“ Si, per via della sua religione, adesso pensa di potermi portare sulla retta via ogni volta che vuole; era più facile in Bulgaria, lui stava nel suo convento, io nel mio mondo e fine della storia, questa faccenda di mischiare le nostre vite è problematica...”
“ Già, era abbastanza ovvio che poteva succedere... e stanotte avete perfino dormito assieme, ma allora ti vuole morto?” Scherzi un pò sulla questione.
“ Credo decisamente di si, ed è anche più sadico del previsto...” é la constatazione di Dunk che accetta il tuo scherzo.
“ Tu sei stato in giro giorno e notte, nessuna traccia di Lex?” Ti chiede.
“ Solo un gigantesco murales con un gigantesco dito medio disegnato e una bella scritta vistosa sopra: Fuck Yan...”
Le pallide labbra di Dunk hanno un piccolo spasmo muscolare e lo stesso fanno le tue...
Bè tra persone normali vorrebbe dire che vi state sbellicando dalle risate.
Poi torni serio...Lex...
Lex...
Ti manca...
Lex...
......
.........
............




It's all about us






Continua…



Mi farò perdonare di questo cap senza Lex…. ^^

*Ecco cosa dice Dunk allo sconosciuto : Non gridare, non gemere, silenzio e lo sconosciuto gli dice di fare ancora più forte XDD Wink


La canzone è delle TATU all abaut us

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:55 pm

"Lo spettacolo dell’anima.”




Rabiosa
If you don't get enough i'll
make it double
I got my boy now in big,big
trouble.

You know i want you
atracao ohi...Ratata
You've got too much of that sex appeal.
don't play around because
i'm for real
you see that road isn't mean
for me
you know i want you amarrao aqui


Oye papi if you like it mocha
come get a little closer
and bite me en la boca.
Oye papi if you like it mocha
come get a little closer
and bite me en la boca.







La musica è assordante, il locale è affollato, tu ed Yan siete venuti a cercare Lex anche qui, come dire…cazzo! Vuoi bene ad Yan! Ecco…quindi lo aiuti a cercare quell’impiastro del suo uomo.
Lex è andato via praticamente senza soldi, quindi, dopo tanto tempo la preoccupazione di Yan è aumentata, lo vedi deambularti in casa o fumare peggio di una ciminiera e passare notti insonni in preda all’ansia.
La cosa buffa è che non ti rendi nemmeno conto di esserti affezionato a lui, agisci solo in modo naturale.
La colpa è di Angel e dei suoi bei discorsi, invece per quanto riguarda Yan la colpa è di Lex, di come lo rende vulnerabile e sensibile.
Cazzo, l’amore…ma che cazzo vero!!!
La musica sinuosa e il fumo denso non ti impediscono di essere recettivo, certo, dato il lavoro che facevi è comprensibile.
Tu ed Yan sapete come guardare, come…vedere realmente, fate caso a tutti i dettagli, lo fate sempre, ora, non siete mica degli indovini, ma avete un ottimo intuito, se solo la cosa interessasse anche a Lex sarebbe stato degno del soprannome che avevano dato a suo padre, lo spacca-ossa.
Il tuo lavoro…già…
Faresti di tutto per Angel, qualsiasi cosa.
Però nel tuo lavoro non avevi mai incontrato uno come Yan, che ti facesse sentire di poterti fidare, che ti facesse sentire il significato della parola collega…
Se tu non avessi incontrato Angel e lui Lex, probabilmente sareste finiti per ammazzarvi l’un l’altro in un qualche conflitto a fuoco.
Ed infondo al locale c’è Lex, ti guarda, ti sorride in uno strano modo, vorresti chiamare Yan, ma Lex va dentro i bagni e rischi di perderlo di vista, lasci perdere, cercherai Yan più tardi, dopo aver picchiato Lex per tutti i fastidi che ti sta dando…
Entri nei bagni degli uomini, sono sporchi e la luce rossa è particolarmente soffusa…
“ Mh…Duncan, anzi, Dunk…” E calca la lettera K…
Ti volti e Lex è poggiato agli specchi di fronte ai cessi.
Viene verso di te, al tuo istinto sessuale non sfugge nulla del suo comportamento.
Lex ti sorride sbieco e tu deglutisci, maledetto Angel e quel suo -non fare sesso-
Adesso non saresti così arrapato.
Lex ti viene ancora più vicino e per quanto non ami il fumo e l’alcool, questi odori mischiati alla sua pelle sono gradevoli.
“ Vuoi fottere?” Ti chiede ad un palmo dal viso, diretto come suo solito.
Lex non è esattamente quel bel ragazzo che fa voltare tutti per strada, ma è affascinate, molto, pericolosamente, sa di selvaggio, di strada, di terra, di grezzo.
Possiede un carisma che gli parte da dentro, ecco dove sta la sua bellezza, Lex è il sesso.
Mette le sue braccia attorno al tuo collo.
Sai già che non cederai, probabilmente in altre circostanze non ti saresti fatto scrupoli a divorarti uno come Lex, che brucia passione e ossigeno nei polmoni, ma Angel con i suoi occhi grigi che ti chiede di smettere di scopare prima del matrimonio, che fra l’altro non sei proprio il tipo da anello, altare e auguri agli sposi per intenderci….e il tuo legame con Yan, ti fanno desistere senza problemi.
I Morgan hanno un codice d’onore, tu, hai un codice d’onore.
Lex ti guarda intensamente, e non puoi non notare le sue pupille sgranate, il suo respiro impercettibilmente irregolare, il tremore del suo corpo…
Non vuole…non vuole proprio per niente, sta solo cercando vendetta, non capisci bene perché, ma sei certo che non voglia andare fino in fondo, nessuna erezione preme su di te, e stando così vicini te ne accorgeresti senza dubbio.
“ No.” Rispondi alla sua domanda di poco prima.
Lui si stacca da te, e rilassa le spalle, avrà di certo tirato un sospiro di sollievo, ma continua la sua messa in scena…
“ Con Yan ci scopi però.” Dice, ed improvvisamente è tutto più chiaro.
Vuole vendicarsi di voi, mettere un po’ di zizzania.
“ Guarda che sono messo bene anche io lì sotto, nulla di russo, solo carne italo-americana di prima scelta….” E si spalma nuovamente su di te.
Inspiri, cercando di calmare i tuoi sensi…Lo scansi deciso.
“ Io e Yan…” Fai per dire ma è lo stesso Yan ad interromperti.
“ Lascia perdere Dunk, lui ascolta solo quello che vuole sentire.”
Yan è dietro di voi, tra la porta principale del bagno e la pista da ballo alle sue spalle.
E constatando il fatto che sei ancora vivo, capisci che ha assistito a tutta la scena, ed ha visto il tuo rifiuto.
Il tuo collega russo con un rapido movimento afferra Lex e lo sbatte contro le malandate piastrelle del bagno.
Lex geme di dolore, dai suoi capelli castani scende una piccola goccia di sangue, Yan è furioso.
Lo colpisce con un pugno in viso ed uno in pieno stomaco, è fuori controllo.
Ora, ti vorresti fare i cazzi tuoi ma…maledetta coscienza dagli occhi grigio-azzurri…
“ Non faceva sul serio Yan, era solo per farci discutere, per farci litigare o ammazzarci a vicenda.. e poi non so che altro ma, non sarebbe andato fino in fondo.”
Gli occhi di Lex castani e caldissimi di rabbia, sono incatenati a quelli azzurri e freddi di collera di Yan.
Qui finisce che questi due si ammazzano, Yan non pare un tipo geloso, invece lo è da morire…
Di scatto lascia andare Lex e tu tiri un respiro di sollievo. Ti ha creduto.
Lo avrebbe realmente ucciso…in un’orribile versione sbiadita di un *Otello che non ha nulla del moro, ma porta i colori chiari della neve e del ghiaccio.
Accidenti! Era davvero ad un passo dal farlo fuori, lo sai tu, lo sa lui, lo sa Lex.
Yan riceva una ginocchiata alle palle da Lex .
“Fottiti russo!” È il sibilo di Lex, prima che colpisca il tuo collega al petto con una gomitata.
Yan incassa.
“ Non provarci più Lex, non provare più a cercare di scopare con un altro, mi stai facendo impazzire…! “ è il sibilo altrettanto minaccioso di Yan.
Tu non ti sogneresti mai di uccidere Angel… semmai per un assurdo caso del destino lui smettesse di essere prete perché si innamorasse di un altro che non sei tu, dentro ne moriresti, ma non lo ammazzeresti… mai…
Già stai male quando ti rivolgi a lui in modo burbero…
Il rapporto tra Lex ed Yan è malato, è insano, morboso, è un amore strano…non sai come definirlo realmente.
Non è neppure il classico rapporto insano di vittima-carnefice, no, è molto, molto di più, sono due carnefici.
Il loro rapporto non ha prevaricatori e prevaricati, loro sono perfettamente alla pari.
Ti accorgi solo ora che dagli specchi Lex avrà visto arrivare Yan da subito.
“ Ce ne hai messo però di tempo per intervenire…” Gli dice infatti Lex indicandogli appunto la visuale che offrono gli specchi….
“ Non farti mai più vedere in atteggiamenti simili Lex…Neppure per finta, neppure per scherzo, per nessuna ragione al mondo!”
“ Che fai? Mi ammazzi e poi ti ammazzi…?” E il sorriso di Lex è pericoloso, continua a provocarlo.
“ Sì.” È la tremendamente seria risposta di Yan, che mette i brividi persino ad uno come te….
Ma che senso ha tutto questo?
Tu non capisci troppo bene, ma loro due si capiscono eccome.
“ Tu puoi scopare ed io no?” Gli chiede Lex dalla pelle bruna e abbronzata, ed il tuo, sempre pallido collega, si stufa della conversazione e va via, guardi Lex che ha il cuore in frantumi.
Lui ricambia il tuo sguardo…
“ Però ammettilo che una botta te la saresti fatta dare..” Ti dice.
“ Non sono passivo.” Dici strafottente.
“ Non hai mai conosciuto me.” Sporgendosi dalla porta del bagno vede che Yan è davvero andato via, e la smette definitivamente di provocarti.
“ Cerchi ancora botte Turch?”
“ Lui ci aveva seguiti da subito, era non troppo distante da te quando mi hai notato…”
Tsk! Lo sapeva da ancora prima di quanto non immaginassi, ha fregato inizialmente persino te…sì, è il degno figlio di Alessandro Trieste…
“ Lui sa far valere solo questo tra di noi, la sua superiorità fisica.” Solo ora ti accorgi che hai davanti a te un uomo seriamente distrutto.
Si sciacqua il viso sporco di sangue e tampona la sua fronte.
Si accende una sigaretta.
“ Lui mi ha portato via tutto.”
E per un attimo vorresti dirgli di suo padre, ma è meglio che si chiariscano da soli…
“ Sei uno coraggioso Alexander, hai il mio rispetto.”
E vai via.

….
…..





La prima volta che hai sentito Lex ansimare a casa vostra, hai creduto che stesse in stanza con un altro, invece si stava masturbando pensando a te.
Ma in quel momento avresti voluto ammazzarlo se effettivamente stava scopando con qualcuno.
Sì, ti prudevano le mani…I ricordi riaffiorano…

**Rimani a fissare nella più completa oscurità la sua porta chiusa e le tue orecchie registrano i suoi gemiti maltrattenuti.
Qualunque cosa stia succedendo non sono affari tuoi…non sono assolutamente affari tuoi.
Eppure sei rapito dai suoi gemiti, dai suoi sospiri.
Aveva detto che non voleva nessuno in casa!
Per un attimo perdi il controllo.
Chi cazzo c’è di là con lui?! Ed irrazionalmente fai per muovere un passo verso la sua stanza, per ammazzare lui e il suo fottuto amante.
Ma poi ti blocchi…
Calmati Yan, respira, non è mica il tuo uomo, può fare quello che vuole, non te ne frega niente….solo che…neppure tu vuoi uomini in casa…
Domani glielo dirai, adesso vai a letto…
Vai a letto Yan!
Invece rimani fermo ad ascoltare i suoi gemiti, a sentire la tua erezione risvegliarsi e ad accorgerti che dalla sua stanza non provengono due respiri differenti, ma uno solo.
Il suo.
Solo il suo…
Lui, lui si sta masturbando.
“ Y…an…Yan…mh…!”



E quella volta in cui lui ti mandò quel messaggio:

-Sto facendo sesso a casa nostra, nel nostro letto.-

Con stizza riponi il cellulare in tasca.
Merda!!!
“ Io vado Lucie.”
E ti precipiti a casa.
Stavolta fai un casino.
Stavolta ammazzi chiunque troverai a letto con lui.
Senti il sangue ribollirti nelle vene, sgommi con la macchina posteggiandola malamente sotto casa, sali le scale due alla volta.
Spalanchi la porta e Lex sta seduto sul divano, l’aria distrutta, fuma e vedendoti entrare con il fiatone ride amaramente.
“ Accidenti Yan, prenderti in giro è una cosa così facile?”
Ci rimani….Accidenti a lui!
“…”



Si, sei malato di Lex, geloso, e malato d’amore.
Se Dunk non ti avesse detto che lui non stava facendo sul serio, e se non avessi letto nello sguardo di Lex che quelle parole erano vere…
Cristo!
Non sei normale Yan, né tu né Lex…
Vedevi solo le mani di Lex su Dunk, vedevi i suoi sguardi lascivi e vogliosi per un’altra persona…
Dunk ha resistito a Lex, era sufficientemente distratto da non accorgersi di te…. ma …hai avuto prova della sua fedeltà di amico-collega nei tuoi confronti…
Avrebbe potuto starci, in fin dei conti lui ed Angel non hanno una relazione, aveva tutte le scusanti possibili, e sei certo che fosse parecchio ingarbugliato nella rete di Lex, ma ha resistito per te….per Angel…per tutto.
Sei a pezzi, non stai bene, ti manca Lex, startene un po’ tranquillo con lui…

….
…….





Portami altrove,
portami dove non c'è nessuno che sappia di noi,
fammi vedere come si muore
senza nessuno che viva di noi







E pochi giorni dopo ti giunge un’altra mazzata….
“ Ho trovato Lex ma, non ti piacerà.”
E Dunk ti tira un giornale sul tavolo.

- Giovane uomo italo-americano, offre compagnia.”-

Strabuzzi gli occhi, non puoi crederci.
“ Mi sono preso la libertà di fissarti un appuntamento, ma prima di darti l’indirizzo vorrei tu mi promettessi di non ammazzarlo…”
Guardi i profondi e sinistri occhi neri di Dunk.
“ Dammi quel cazzo di indirizzo che lo ammazzo!!!”
….
……
……..








Entri nella stanza del motel, Lex ti dà le spalle, ma sentendoti entrare si irrigidisce, sa immediatamente che sei tu, si volta e si para il viso con le mani, sfidandoti con gli occhi.
Il tuo pugno lo colpisce ugualmente, lo trascini per i capelli in bagno e gli ficchi la testa dentro al cesso…
Poi la fai riemergere e lui, con la faccia bagnata, boccheggia.
“ Adesso pure la puttana fai? E meno male che i miei soldi erano sporchi.”
Gli infili nuovamente la testa nell’acqua del cesso per qualche secondo, poi la tiri fuori nuovamente.
“Però prima di ammazzarti ti faccio rinsanire a modo mio.”
E lo immergi per l’ennesima volta con la faccia nella tazza del cesso.
E di nuovo lo fai riemergere, lui tira un lungo respiro strozzato.
“ Fanculo!” Gracchia.
“ Come hai potuto?!” Gli dici furioso.
“ Fotti..ti…”
“ Io? Certo, perché tu lo hai già fatto! Quanti uomini Alexander?!”
Lui ride fra i denti: “ Molti…”
Stai per rituffargli il viso nello scarico del cesso, quando ti blocchi, non vuoi questo per voi due…
Miracolosamente rinsanisci…
Attiri il suo viso a te e lo fissi deciso negli occhi.
“ Perché?”
Gli dici solo, e vedi le sue labbra piene sorriderti tristemente.
Estrae dalla tasca un sonnifero e un paio di manette.
“ I miei presunti clienti li addormento, nessuno, non ho fatto sesso con nessuno, per sicurezza li ammanetto per fino al letto, non si sa mai…”
Si scrolla di dosso le tue mani.
“ Almeno io non rapino gente onesta di un tranquillo paesino di confine, io prendo soldi a gente depravata, che ha insani desideri che non hanno a che fare per niente con il sesso.”
Lo vedi guardarsi allo specchio.
“ Cazzo, faccio schifo, mi hai infilato la testa nel cesso, fortuna che non ci ha pisciato nessuno prima…”
Lo vedi accasciarsi a terra.
“ Joy e Hajin, Yan, Joy e Hajin, come hai potuto? Tutto ciò che ci aveva dato Ismael, e poi tu e Dunk.”
Ti accasci a terra anche tu.
Respirate entrambi a fatica, un po’ per la vostra colluttazione, un po’ per l’ansia, un po’ per il dolore.
Eppure sei un uomo adulto, devi imparare da solo a prenderti cura dell’uomo che ami, senza che Dunk o altri vengano ad aiutati.
Non puoi risolvere sempre tutto con le mani, e forse realmente te ne rendi conto solo adesso.
Forse è per questo che Lex non si fida di te al cento per cento…
“ Io non mi scopo Dunk, non credi anche tu che sia difficile stabilire chi dovrebbe stare sotto…?..” Cerchi di alleggerire la tensione.
“Con me ci stavi sotto…”
“ Infatti, tu sei tu…” Allunghi una mano e gli accarezzi il viso bagnato, scosti una ciocca dei suoi capelli bagnati e lui ti lascia fare.
“ Ti ho cercato tanto, vorrei che ti fidassi…”
“ I soldi che avete adesso da dove vengono?”
“ Dal villaggio che abbiamo rapinato.” E Lex guarda i tuoi occhi azzurri, accarezza il tuo viso ovale e perfetto.
“ Tu e Duncan…”
“ No, lo giuro.”
“ Mh…” Pare crederti adesso.
“ Lex…Ismael ci ha dato quello che ha potuto, la vita se lo è ripreso, Hajin e Joseph non ci sono più e io mi danno ogni giorno per questo, ci sto male anche io….”
“ Lo so…” Dice lui con un nodo in gola.
“ Ma ti giuro che era un lavoro che dovevo accettare…”
“ Perché?”
“ Erano un sacco di soldi, arriveranno presto, spero…” Qui continui a mentire, e Lex, a differenza tua e di Duncan, non è in grado di vedere i cambiamenti del viso quando si dice una bugia, neppure tu sei bravo quanto Dunk, hai mollato l’addestramento quando ti hanno portato al carcere minorile, e anche Duncan non è di certo un indovino o un mago, non si parla di una scienza esatta in questo caso…
Va bene che vuoi sincerità fra di voi, ma Lex ne uscirebbe distrutto se sapesse tutto quanto, quindi continui a farti carico della faccenda da solo…
“ Il tuo lavoro ci divide…” Dice Lex sospirando.
“ Non ne accetterò più, qui poi non mi conosce nessuno, io mi impegno Lex, ma la vita mi rema contro, torna con me, torna a dividere la tua sofferenza con la mia….”
E in questo piccolissimo cesso di un motel tu e Lex siete vicini più che mai, nonostante la situazione non sia tra le più romantiche, non lo è per niente, tu ed il tuo uomo siete vicini…
“ Abbiamo una casa, non è grandissima ma è pulita, ha la vista sul mare, ho preparato da tanto tempo la nostra stanza, torna da me, con il tempo ci prenderemo una casa tutta nostra…promesso…”
Vuoi essere di nuovo felice con lui.
Vuoi creare un rapporto nuovo con lui, un rapporto di fiducia, di dignità e rispetto, perché non vi siete mai ritenuti degni del vero rispetto, invece ve lo meritate e dovete iniziare da subito.
“ Hai pagato la stanza per un’ora, fammi lavare che andiamo via…” è il suo assenso.
Lo aiuti a spogliarsi e fate la doccia assieme, non hai il coraggio di chiedergli di fare l’amore, ma vi lavate l’un l’altro e vi prendete cura di voi stessi, reciprocamente.
Al termine della doccia Lex ti dà le spalle…e ti dice: “ Ho fame Yan, ho fame…”
“ Immagino, sei stato a lungo senza un soldo, vieni, ti preparo la pasta con il pesce…”
Lui abbassa la sua testa castana, e i suoi occhi vengono velati dai capelli bagnati che adesso profumano di bagnoschiuma…le lacrime iniziano a rigare il suo viso, tu lo abbracci da dietro, lo tieni stretto, lui si volta nel tuo abbraccio e ricambia la stretta.







Da pochi giorni tu e Lex siete tornati insieme, sei rimasto sorpreso che lui ti avesse notato fin da subito in quel locale, la mente perversa di Lex non ha limiti; giri per casa ma non lo trovi, allora ti affacci e lo trovi giù, in riva al mare, sta sulla spiaggia, ed il tramonto lo accarezza, pare più sereno, si volta in direzione del balcone e ti alza il dito medio, tu ricambi, poi gli fai cenno che scendi a raggiungerlo.
Non appena arrivi lo sollevi di peso e lo getti in mare, lui riemerge ridendo e con i vestiti fradici, tu lo segui in acqua, anche tu con i vestiti addosso, nuotate e vi abbracciate, vi baciate, ed infine lo trascini dietro ad una piccola scogliera in mezzo al mare, vi spogliate rapidamente, è la prima volta che lo fate da quando siete tornati insieme.
Il vento caldo e la brezza del mare fanno formicolare la pelle di Lex, lo senti passandogli le mani sopra al corpo ancora più abbronzato del solito, il tuo corpo invece risplende di mille goccioline che riflettono la luce della luna appena spuntata.
Ti inginocchi mentre Lex sta in piedi…
“ Perdono.” Lo implori, mentre inizi a leccare la sua erezione…
Lui sospira e tu inizi a succhiare, la tua saliva rende rossa e umida la punta del suo sesso, piano lo tiri giù con te, gli sali sopra e gli porgi due dita da succhiare.
Lui schiude le labbra piene e succhia dolcemente le tue lunghe dita bianche dal sapore salato di acqua di mare…
“ Yan…” Sussurra…
“ Ti amo..” Gli dici accarezzando le sue cosce schiuse.
“ Anche io…”
Piano infili un dito dentro di lui che sussulta e geme di dolore, è da così tanto tempo che non lo fai tuo…
Passi tanto tempo a penetrarlo solo con il tuo dito che Lex spalanca le cosce e si contorce tutto sotto di te in preda ad un desiderio accecante.
“ Mh…Mh…Yan…” Ti chiama…
Tu infili un secondo dito nel suo corpo, lui è troppo eccitato e viene copiosamente sul tuo addome, il profumo dolciastro dello sperma di Lex ti stordisce i sensi, baci voluttuoso il suo collo, prendi la sua gamba destra e la porti sulla tua spalla, lo prepari ancora un po’ e poi fai uscire le dita dal suo corpo caldo e accogliente.
Lo baci in bocca, sulle labbra, dentro la sua cavità orale e lui è arrendevole ed ubriaco dei tuoi baci.
Piano spingi la tua erezione dentro di lui, che subito ti abbraccia il pene con i muscoli del suo alvo caldo.
Geme, prova un po’ di dolore e un leggero fastidio, tu ti muoveresti da subito con vigore, ma attendi che lui si rilassi e si riabitui a te, Lex ha una soglia del dolore un po’ più bassa rispetto alla tua in questi momenti, ormai lo sai bene, lo conosci a fondo, in tutti i sensi, e sai come dargli in fretta tutto il piacere possibile…e lo fai, glielo dai, lo fai gemere, piano, piano, stantuffi dentro e fuori, fino ad incalzare il ritmo come piace a lui e a te…
Lui inizia a morderti e a graffiarti, tu ricambi tutti i suoi morsi e lo possiedi con forza crescente.
Lex viene nuovamente e tu continui a spingere in lui, lo osservi guardarti con amore e passione e mentre raggiungi l’orgasmo anche tu, lui ti bacia forte e deciso una guancia, in un gesto apparentemente casto ma molto erotico che fa raddoppiare il tuo piacere nel raggiungere il culmine.
Lui sguscia via da te …
Lo guardi sconvolto, tu non hai ancora finito con lui stanotte…
“ Prendimi…” Ti dice e si getta in acqua…
Non nuota troppo rapidamente, bè gli sei appena stato dentro per una buona mezz’ora…
Lo raggiungi e lo immobilizzi, lui si siede sulla tua erezione e tu fai appello a tutte le tue forze per reggere a galla te e lui, che non è esattamente un peso piuma.
“ Adesso non agitarti Yan, sennò affondiamo…”
E capisci al volo, vuole essere amato con dolcezza e vuole procedere piano…
Vi dondolate a lungo dentro l’acqua, così riuscite a farlo durare tantissimo, tanto da avere la pelle dei polpastrelli delle mani tutta raggrinzita…Lex è tutto aggrappato a te…
Ti viene da sorridere…
Vieni dentro di lui e lui in mare….
Gli concedi di riprendere fiato per pochi secondi…Poi lo trascini fuori dall’acqua, stavolta sulla sabbia, lo fai distendere con un po’ di prepotenza e vi rotolate nella sabbia…
“ Oh no! Sei tutto sporco adesso uomo- russo – perfetto” Scherza Lex…
“ Anche tu, sei tutto sporco, fatti pulire…” Gli sussurri caldo all’orecchio…
Iniziate a leccarvi e mordervi, la fine sabbia bianca in bocca, il sapore della vostra pelle resa salata dal mare, l’odore di natura selvaggia, di sesso e mare nell’aria, addosso ai vostri corpi…. fai mettere Lex carponi e tu, in ginocchio dietro di lui, allarghi i suoi glutei, esponi il suo ano alla tua vista, lo lecchi e dolcemente ci soffi dentro.
“ Ah!” è la piacevole esclamazione di Lex…
“ Mi piaci tutto pieno di sabbia…”
“ Non entrare tutto sporco di sabbia o mi farai venire qualche irritazione..”
“ Giusto, allora puliscimi.”
Lex si gira e i suoi occhi brillano come occhi di fiera.
Ti lecca a lungo, poi infila il tuo pene nella sua bocca e dolcemente ti sugge, senti il suo palato succhiare la punta del tuo membro e la sua lingua giocare con il tuo glande, stai per venire e allontani Lex afferrandogli i capelli alla base della nuca, lo baci con ardore e lo giri nuovamente…
Lo fai tuo e lo fai gemere forte, frizioni ripetutamente il suo intestino caldo e accogliente, lui dentro ti stringe e ti rilascia, i suoi fianchi torniti e ambrati vengono incontro alle spinte del tuo bacino bianco latte.
Lo tieni saldamente per le anche, tieni il suo sedere alto e la visione del tuo pene che entra ed esce da Lex , rosso e bagnato, ti fa raggiungere il piacere, lo schizzi dentro, per la terza volta stanotte, e lui si libera scuotendosi sulla sabbia…

…..
…….




Siete abbracciati sulla spiaggia deserta, ancora nudi, tremate leggermente per l’aria fresca, ma non importa, tra di voi c’è ancora tanto di quel calore…
Yan, tu ancora non puoi saperlo, ma io, che sono un po’ la tua coscienza, un po’ una cattiva consigliera e un po’ il fato, so già che tu e Lex avete portato il vostro rapporto ad un livello superiore, non esisteranno più violenza e sfiducia, tu non lo picchierai più, e lui non picchierà più te.
Certo, tra di voi non sarà mai facile e le vostre liti saranno sempre infuocate e spesso vi divertirete a dirvi qualcosa di spiacevole, ma altrimenti non sareste più voi…
Per il resto…
Per il resto non farete parlare le mani in modo violento, ma le userete solo per concedere perdono, per chiedere scusa, per baciare, per amare…per venerare. “Duncan non avrebbe saputo fare meglio di me…” è l’orgogliosa frase di Lex…
“ Hn..”
“ Sì, sì, non darmi soddisfazione…Eppure Dunk ha un look che mi pare familiare…Sembra una sorta di Ismael appena più cretino e giovane, un po’ più Emo anche…”
Ridi…” Lex, Dunk è un gran fan di Ismael…me ne ha parlato una volta, io ho taciuto su tutto, sul fatto di averlo conosciuto, sul fatto che è morto, su tutto…”
“ Perché?” Ti chiede stiracchiandosi su di te…
“ Perché è una cosa nostra, solo nostra…”
“ …Bravo amore, mi piace fargli il dispetto di farlo restare nel misterioso fascino del mito…” E ti bacia all’altezza del cuore….
….
…..
……..







Quando tu fra 1000 anni non sarai più così bella
e quando io con tutti i sogni me ne andrò su
un'altra stella
se per due innamorati come noi un'altra vita c'è
L'amore sia con te l'amore sia con te
e non ti lasci mai sola.
Quando tu fra due minuti aprirai ancora gli occhi
e vedrai due sconosciuti quei due ladri dei miei occhi
quando andrò a lavorare porterò in bocca il tuo caffè
con tutta la poesia che in un amore c'è
e di chiunque sia l'amore sia con te.
Ho messo le radici là sotto casa tua
e finché c'era la tua luce non andavo via
e quanti ne ho spiati di baci dell'addio
come una sentinella infreddolita
c'ero io nella tua vita
E quando tu fra 100 anni
morirai di un altro amore
quando tu che adesso dormi
dormirai su un altro cuore
quando tu cadrai da un sogno
e quando tu bisogno avrai di me
l'amore sia con te
l'amore sia con te
l'amore sia con te
e non ti lasci mai.
Perché l'amore è il pane e in questa carestia
c'è gente che ne ha fame e gente che lo butta via
voglio il tuo amore per tutta la vita
e la vita che voglio è una vita d'amore con te
voglio vederti felice e smarrita
voglio vederti negli occhi la voglia di essere donna
e di tessere un figlio per me per sempre
l'amore sia con te
l'amore sia con te
l'amore sia con te
e non ti lasci mai







Continua…



Un piccolo avviso ^^

A lungo ho cercato di fare tutto da sola nonostante il tempo tiranno, e magari concedetemelo … ^^ anche un po’ di stanchezza ^^
Ma con i preparativi del matrimonio ed altre situazioni ho proprio avuto bisogno di un aiuto per i miei miseri strafalcioni…che sì, ci stavano anche prima, ma ora credo di averle battute tutte XDD
Così ho trovato la piacevole disponibilità di Sneppy che beta questa storia per noi ^^
La ringrazio di cuore.

Duncan: Non cercare giustificazioni sei sgrammaticata e basta…

Yoite: No…giuro è che mi girano gli occhi… ^////^

Duncan: A me mi hai fatto in pratica con un occhio solo e non mi capitano mai questo cose…

Yoite: Sigh…cattivo…

Duncan: Non sono cattivo è che mi hanno creato così, aspetta chi è stato…ah! Tu!

Yoite: 0____________0


* Otello è un generale musulmano, al servizio della repubblica veneta, al quale è stato affidato il compito di comandare l'esercito veneziano contro i turchi nell'isola di Cipro. All'inizio del dramma, Otello parte da Venezia in compagnia del luogotenente Cassio, lo avrebbe seguito Desdemona, sposata al Moro in gran segreto (ma fatto svelare da Iago) scortata da Iago ed Emilia. All'arrivo, scoprono che la flotta turca è stata distrutta dalla tempesta.

L'infido alfiere Iago tenta in vari modi di far destituire Cassio, riuscendoci infine con uno stratagemma, grazie all'aiuto di Roderigo. Con l'ignara complicità della moglie Emilia, Iago fa arrivare un prezioso fazzoletto di Desdemona tra le mani di Cassio, convincendo Otello (che lo osserva di nascosto su consiglio di Iago) del tradimento di Desdemona. Le false difese di Cassio da parte di Iago e le sue studiate reticenze sono la parte centrale dell'opera di persuasione che sfocia nella furia cieca del Moro. Otello uccide Desdemona nel letto nuziale, travolto dalla gelosia.

Nell'immediato epilogo, Emilia rivela che il tradimento di Desdemona era soltanto un'invenzione del marito Iago, il quale freddamente la uccide seduta stante. Otello, preso dal rimorso, a sua volta si toglie la vita. Iago infine viene portato via, condannato a subire tortura. Cassio, invece, prende il posto di Otello.





** Dalla prima parte di STP



Le canzoni utilizzate sono rabiosa di Shakira; Basta così dei Negroamaro con Elisa e infine Marco Masini, l’amore sia con te

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Share the pain 2 Empty Capitolo 13

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:57 pm

Share the pain 2 Isma500

Piccola precisazione:
Tenete presente che è passato un po’ di tempo rispetto a “Vita di un assassino”.
I personaggi potrebbero essersi messi in discussione durante questo periodo ^_^

“ In un giorno qualunque.”







Tante.
Troppe cose mi fanno paura nella vita.
Nella mia vita.

Ho paura che un giorno tu possa non tornare.
Ho paura che un giorno tu possa stancarti di me.
Magari dirmi:
“ Niki, è finita.”
Ne morirei.
Forse ti guarderei con occhi glaciali e fintamente disinteressati, sì, lo farei, per non darti la soddisfazione di avermi fatto male, per non darti potere…
Dentro mi romperei come cristallo.
Il mio cuore sanguinerebbe, ma non ti permetterei di vederlo.

Bugiardo!

Sono un bugiardo.
Forse dimenticherei il mio orgoglio, dimenticherei la mia dignità e piangerei senza ritegno.

Probabilmente sto facendo questi pensieri perché sono solo in casa adesso.
Tu sei uscito e non mi hai detto dove andavi.

Probabilmente perché l’ultima volta ho ignorato i tuoi avvertimenti e ti ho seguito, finendo per sparare ad un uomo, fortunatamente mi è andata bene, e per quanto esiguo, ti ho dato un aiuto…

Uccidere non mi esalta come esalta te, sinceramente no provo nulla, o quasi.
Tu invece ti senti bene, lo leggo nei tuoi occhi verdi, essi si infiammano di luce e diventano più scintillati.

È quasi l’alba.
La luce pallida sfregia il cielo della Bulgaria.
La tua fama è nota in tutti i paesi dell’est, le tue quotazioni di killer professionista sono salite a dismisura…
Io sono orgoglioso di te, forse non dovrei esserlo, lo so.
Uccidi persone…
Ma…
Io non sono un bravo ragazzo.
L’ho dimostrato legandomi a te, l’ho dimostrato giocando con la vita e la morte.
L’ho dimostrato con la mia famiglia.
Ho combattuto contro me stesso ed ho perso.
Sinceramente non sono stato mai così contento di perdere.

Tutto ciò che mi importa è stare accanto a te.
Vivere piccoli gesti quotidiani, vivere cose fuori dal comune senso civico, ma farle con te.

La serratura scatta, sei tu.
Riconoscerei i tuoi passi felpati tra mille, li riconoscerei ovunque e comunque.
Non te l’ho mai detto ma, da come rientri a casa so capire se le cose sono andate bene o male.









Oggi le cose devono essere andate piuttosto bene.
Il tuo passo è sicuro e orgoglioso.
Non che abbia nulla di particolare.
Solo lo so e basta.

Entri nella nostra camera da letto.
Ed è qui che mi trovi, semi sdraiato e scomposto tra le lenzuola color crema.
“ Già sveglio?” Mi chiedi.
I miei occhi sono di un blu indefinito, lo so, ogni volta che mi viene da piangere si incupiscono parecchio.
“ Non ho proprio chiuso occhio.”
“ Mh…” è il tuo mormorio di disappunto.
Ti rechi verso il mobile da bar, prendi una bottiglia pregiata di vino rosso e la versi un bicchiere di cristallo.
Sorseggi il liquido rosso sangue, l’odore speziato della bevanda riempie la stanza, mischiandosi al tuo odore di polvere da sparo e dopobarba al muschio bianco.
Mischiandosi al mio che sa di bagnoschiuma alla magnolia e tepore di letto.
Vedo le tue labbra sensuali chiudersi attorno al cristallo e un brivido di desiderio mi scuote.
“ Io continuo a preferire la coca-cola.”
Dico con convinzione.
“ Questo perché sei ancora un ragazzino Niki, non imparerai mai a ragionare da uomo.”
Quando fai lo stronzo mi verrebbe voglia di prenderti a pugni…ma adesso ho un’altra voglia in corpo…

Voglia di sesso.

Solo non voglio cedere per primo.

Voglio essere sedotto.

Ma per farlo, dovrei comunque sedurre te prima…

È contorto, lo so…

Mi stiracchio sul letto con finta innocenza.
Catalizzo subito la tua attenzione.
Mi passo una mano fra i capelli biondi.
Poi fingo uno sbadiglio.
I tuoi occhi verdi scattano, sembrano quelli di un lupo.

Hai voglia anche tu, lo so.

Tra di noi è così.

È sempre così.

Che inizi il gioco io e che lo faccia tu, il risultato è il medesimo.

Posi il bicchiere vuoto sul comodino.
Ti avvicini a me.

Io fingo di essere distratto nei miei pensieri.
Ti liberi della tua giacca di pelle nera e sbuffi divertito.

“ Sei un gattino lussurioso Niki, è inutile che fingi un’innocenza che non ti appartiene, quando hai voglia di fare l’amore la tua pelle cambia persino odore.” Mi confessi avvicinando il tuo viso al mio e l’odore conturbante del tuo alito mischiato al vino mi fa girare la testa.

Allungo il mio collo bianco per avvicinare la mia bocca alla tua, assaggio il contorno delle tua labbra con la lingua.
“ Mhhh…” è il mio mugolio di assenso, ma di assenso a cosa…?

A tutto…

La tua lingua viene incontro alla mia con una lentezza ed una calma spiazzante.
Sembra quasi tu voglia divorarmi dolcemente.

Si, divorami di baci…
Divorami…

Ripenso a quando ho scoperto che mi avevi spiato tempo addietro, quando ancora non ci conoscevamo ed eri venuto per uccidermi.
Io mi stavo facendo scopare.
Probabilmente puoi facilmente immaginare quante volte io lo abbia fatto e come passavo certe giornate della mia adolescenza.

“ Se fossi più innocente e verginale ti piacerei di più?” Ti chiedo…

Tu ti sollevi da me ed inizi a spogliarti, mi fai cenno di spogliarmi a mia volta.
Ed io, lascivamente eseguo…
“ Se tu fossi inesperto adesso avresti comunque acquisito esperienza, perciò, cosa cambierebbe?”
è la tua risposta.
Direi anche decisamente giusta.
Solo che io vorrei essere speciale per te, invece sono solo una puttanella che ti porti dietro.

Ogni tanto sono patetico, lo so.

È che vorrei avere qualcosa di speciale per te.

Insomma tu sei l’assassino, il bel tenebroso.

Io?

Io sono quello che apre le cosce.

Ti stendi nudo su di me.

Improvvisamente non voglio più…

Non so bene perché….

Voglio seguirti nelle tue missioni, voglio aiutarti concretamente, voglio contare di più per te.
Voglio essere la cosa migliore della tua vita.
Voglio essere una cosa speciale, solo tua…

Cazzo…mi viene da piangere.

“ Che ti prende?” Mi dici.
Scuoto la testa ed inverto le nostre posizioni.
Struscio il mio corpo candido sul tuo altrettanto candido.

Sembra solo che ci sia neve.

Con le labbra scendo a torturare il tuo collo forte e virile.
Gemi.
Io sospiro di piacere.
Mi è tornata la voglia.
La mia bocca traccia linee immaginarie intorno ai contorni compatti dei tuoi muscoli.
Ti inarchi, mi afferri la testa e la spingi verso la tua erezione.
La mia lingua si allunga intorno al buchino del tuo sesso, dal quale già escono piccole gocce pre orgasmiche.
Ne prendo una con la punta della lingua e l’assaggio, l’assaporo.
È dolce ed amara, sa di uomo, sa di te.

Che senso ha opporsi…?

Tu sei l’assassino ed io la sua puttana.

La mia lingua lecca lentamente l’asta turgida del tuo membro.
Hai davvero un buon sapore.
La mia bocca si schiude intorno alla punta del tuo pene, sento il tuo sapore farsi più intenso e la mia salivazione aumentare, sento il mio respiro farsi più concitato, ed il tuo farsi più affannoso.

Sono una brava puttana?

Succhio la punta del tuo sesso e poi, molto lentamente la inglobo fino a farla sbattere nell’ingresso della mi gola.

Succhio con devozione, racchiudendo il tuo turgore tra la lingua ed il palato.
Ti inarchi e vieni sulla mia lingua, dentro la mia bocca.
Il potente fiotto di sperma caldo ha un buon sapore.
Ingoio, lo sento scorrere lungo la mia gola, fin dentro di me….

Sono una puttana felice, perché sono pieno di te.

È forse sbagliato essere felici nell’inglobare ogni più piccola parte del tuo amante?

No, non lo è.

Io voglio tutto di te, Ismael.

Forse è sporco e indecente, ma è amore.

Mi afferri le cosce e mi fai mettere sotto di te, io mi apro tutto e mi preparo a riceverti.

Tu mi infili le dita dentro…

Sai bene che è inutile, sono allargato e spaccato peggio di una prostituta ma tu spesso, se non sempre, ti ostini a prepararmi.

Mi commuovo.
Cazzo!

Tutte queste attenzioni mi fanno sentire speciale.

“ Sei di cattivo umore Nicolas?”
Mi chiedi mentre le tue dita scavano nel mio corpo bollente.

No, non è che sono di cattivo umore…

È che non mi basta mai…

Voglio essere speciale per te, più speciale di adesso, di più…
Ancora di più!

Vorrei darti qualcosa che non hai mai avuto prima….

“ Entra….” Dico solo.

E tu lo fai, mi allarghi ulteriormente ed io ti accolgo con un mezzo grido di piacere inarcandomi tutto.

“ Ogni cosa, in ogni cosa Niki, tu, per me sei speciale.”

Sembra tu abbia intuito i miei pensieri.

Forse li hai collegati alla mia domanda di poco prima…

Probabile, per quanto io sono puttana tu sei intuitivo…

Le tue mani dalle unghie smaltate di nero mi accarezzano una guancia.

“ Il tuo corpo aperto ne è la prova Niki.
Mi accoglie esattamente come una casa che ha ricevuto molti visitatori infine riconosce il suo vero padrone.
Ed io entro con riguardo, perché questa casa ha visto tanto di quel vandalismo da pensare che fosse normale….”

Spingi in me, per un po’, poi ti fermi e riprendi il tuo discorso.

“ Voglio pulire gli angoli, quelli che solitamente non pulisce mai nessuno, voglio abbellirla e cambiare colore alle pareti…è casa mia adesso.
Dobbiamo cambiare la serratura.”

Non so bene come ma scoppio a piangere.

Tu riprendi a spingere.
Io ne godo immensamente.
Mi sento bene adesso.
Va tutto bene adesso.

Tutto bene.

Il tuo sesso tocca il mio corpo internamente.
Graffio le tue spalle.
Urlo di piacere.

“ Vuoi dentro o fuori?” Mi chiedi…

“ Dentro e fuori!” Dico con impeto.

Il fiotto del tuo sperma mi entra nelle viscere, mi schizza in profondità tutto l’intestino.
Poi il tuo sesso mi abbandona e altri due fiotti mi raggiungono, uno mi sporca la faccia, l’altro il petto e poi, dolcemente cola lungo la mia pelle.

Non è mai sbagliato volere tutto dalla persona che si ama…penso mentre anche il mio sperma sporca il tuo corpo, precisamente il tuo addome.

Ti stringo a me, tra di noi il nostro seme, forse sporco, forse blasfemo, ma sicuramente il frutto del nostro amore.

Ogni tua carezza mi rassicura e mi sento decisamente più tranquillo.

“ Ismaele?”
“ Si..?” Mi chiedi baciandomi dolcemente la mandibola.
“ Non credi anche tu che alla fine siamo solo quello che siamo?”
…..
……..
………….
Ci pensi un attimo, il nostro abbraccio si fa più intenso.
Non riesci a darmi una risposta.

In fondo, va bene così.
Oh sì…
….
………..
……………….






Find me here
Speak to me
I want to feel you
I need to hear you

You are the light
That's leading me
To the place
Where I find peace again

You are the strength
That keeps me walking
You are the hope
That keeps me trusting

You are the life
To my soul
You are my purpose
You are everything

And how can I
Stand here with you
And not be moved by you
Would you tell me
How could it be
Any better than this

You calm the storms
You give me rest
You hold me in your hands
You won't let me fall

You still my heart
And you take my breath away
Would you take me in
Would you take me deeper now

And how can I
Stand here with you
And not be moved by you
Would you tell me
How could it be
Any better than this

And how can I
Stand here with you
And not be moved by you
Would you tell me
How could it be
Any better than this

Cause you're all I want
You are all I need
You are everything
Everything

You are all I want
You are all I need
You are everything
Everything

You are all I want
You are all I need
You are everything
Everything

You are all I want
You are all I need
You are everything
Everything

And how can I
Stand here with you
And not be moved by you
Would you tell me
How could it be
Any better than this

And how can I
Stand here with you
And not be moved by you
Would you tell me
How could it be
Any better
Any better than this

Would you tell me
How could it be
Any better than this











Chiedo scusa per il ritardo negli aggiornamenti, mi impegnerò per essere più puntuale prossimamente ^^ , già adesso sono riuscita ad essere più veloce del previsto ^_^ Miracolo XD


Lex, Yan, Dunk ed Angel tornano prestissimo nel prox aggiornamento ^^ ^^ ^^

Tributo alla coppia Ismael-Niki ^^
Spero vi sia piaciuto ^^
Yoite Smile

La canzone utilizzata è dei lifehouse Everithing

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Share the pain 2 Empty Capitolo 14

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:58 pm

“ Ti accarezzo e vivo, ti guardo e respiro.”



“ Quindi più tardi mi insegnerai questo gioco al computer?”
“ Si, promesso.”
Angel ti guarda un po’ offeso, non si direbbe sia lo stesso prete che si è battuto contro Edgard, pare un ragazzino adesso, tutto imbronciato…
“ Le tue promesse non valgono molto Lex, avevi promesso di venire a trovarmi, invece non sei mai venuto…”
“ Mio caro Angel come facevo a venire con il russo di ghiaccio, talmente di ghiaccio da fare il calcare, e il signor Benagol tra i piedi…?”
Angel ride di gusto alla tua battuta su Dunk….
“ Accidenti Lex….mi fai morire ….”
“ Già. Sono il miglior comico italo-americano, direttamente da N.Y, messicano d’adozione, per servirvi…”
Angel ha un volto delicato, è spontaneo e dolce nei modi, a tratti ti ricorda Joy, per un attimo ti rabbui.
“ Accidenti! Sono in ritardo, ho lezione tra meno di mezz’ora!” Esclama Angel.
“ Bè, chiedi un miracolo, magari ti ritrovi già in aula…” Scherzi tu.
“ Magari…” Dice il prete trafficando con tutte le sue cose, libri, penne e matite…
“ Ciao Lex, a dopo, non bisticciare con Dunk, per favore….”
“ Tsk! Chiedi un miracolo anche per questo va…”
Angel ti sorride e va via scuotendo la testa divertito.
Dunk giunge in cucina poco dopo e si guarda intorno.
“ Il prete è uscito, aveva lezione.” Gli dici fumando…
“ Dovresti fumare fuori, nel balcone…”
Mhhhhh…non resisti…
Gli soffi il fumo direttamente in faccia..
Lui per un attimo rimane impassibile, poi assottiglia i suoi occhi e ti afferra per la gola.
Tu lo sfidi con lo sguardo e sorridi.
Lui infine di lascia andare di scatto.
Non ti ha fatto molto male, praticamente vi stuzzicate ormai più per inezia che altro…
Lo vedi versarsi un po’ di latte in una grande tazza gialla e verde e sorseggiarlo fissando il vuoto.
“ Sei palloso anche mentre fai colazione.”
“….”
Poi ti viene in mente una domanda che vorresti fargli…
“ Come facevi a sapere che non volevo davvero scopare in quel cesso?”
Dunk solleva su di te due penetranti occhi neri.
“ Io sono il migliore, leggo negli occhi della gente, nei loro gesti...” Dice sinistramente e tu gli scoppi a ridere in faccia.
Lui continua a sorseggiare il suo latte e riprende ad ignorarti.
In queste settimane hai avuto occasione di osservare il suo rapporto con Angel, e, adesso che ci pensi…
No!
Non può essere…
Gli sguardi di Dunk, la sua eccessiva protezione, il suo umore che peggiora ogni volta che Angel si allontana, il suo viso contratto in una perenne smorfia dolorosa e insofferente, se lui legge negli occhi, tu leggi fra le righe, oh…sì, sì che leggi fra le righe, fra le righe degli appetiti sessuali…
“ Yan mi ha detto che sei innamorato di Angel…” Dici subdolo e senza indugi, ora , Yan non ti ha detto un bel niente, non ne avete neppure parlato ma, se hai ragione…
Dunk si alza di scatto e va in camera vostra a passo spedito…
Bingo!!!
“ Yan!” Lo chiama…
Il tuo ragazzo apre un occhio scocciato.
“ Hn…?” Chiede insonnolito e burbero…
“ Perché glielo hai detto?”
“ Che cosa?” Dice alzandosi dal letto e passandosi una mano sul viso e i capelli non ancora ingellati…
“ Di Angel? Perché gli hai detto di quella faccenda?”
Tu ti affacci da dietro le spalle di Duncan e sorridi al tuo uomo…
Yan scuote la testa…
“ Io non ho detto nulla, lo hai appena fatto tu…” Constata il russo accendendosi una sigaretta a colazione.
Dunk si volta verso di te e ti fissa con due occhi penetrarti e accigliati, e tu, giusto per farlo rabbonire, decidi di scimmiottarlo: “ Io sono il migliore, leggo negli occhi della gente, nei gesti dei ragazzi arrapati dai loro presunti migliori amici preti…”
“…!!!!”







Lex passa l’intera mattinata a disturbarti, tampinarti, molestarti in mille modi diversi e a farti sentire decisamente peggio…
“ Yan?! Yan?! Prenditelo o lo ammazzo!” Dici massaggiandoti la gola, maledizione a lui che ti fa parlare tanto, le corde vocali stanno compiendo uno sforzo notevole oggi, tossisci.
“ Suvvia Dunk, non essere timido, raccontami dai.” Ti dice lui venendoti dietro e tampinandoti abbondantemente.
“ Come si spegne il tuo ragazzo Yan?!”
“ Temo che per almeno i prossimi tre mesi sarai il suo bersaglio preferito.” Ti dice Yan mentre impasta il tritato per preparare le polpette a pranzo…
“ Non per scoraggiarti Dunk ma, insomma! Ti sei messo in competizione con un tizio molto famoso, sai, in giro si dice di lui che sia uno in gamba…”

…….
………





è notte fonda, non riesci a dormire, le parole di Lex ti rimbombano in testa.
Non ti sei di certo messo in competizione figuriamoci, però è vero, non puoi competere.
Angel riposa, il suo respiro leggero ti pugnala ripetutamente…
Ti alzi dal letto e ti avvicini a lui, allunghi la tua mano pallida e sfiori la sua frangia bionda, la scosti dalla sua fronte e allunghi il viso verso il suo fino a posare le tue labbra sulla sua fronte, in un casto contatto di rispetto, annusi forte il suo odore e infine poggi la tua guancia sulla sua.
Resti così per un po’, inginocchiato ai suoi piedi, come un eroe romantico, invece sei solo un assassino…
Non ti accorgi del tempo che passa, non ti accorgi neppure che lo stai stringendo un po’ troppo forte, lui mugola e schiude le labbra, le guardi, delicate, rosee, schiuse, e ti fai violenza, non le violi, lui apre gli occhi.
“ Duncan…” Mormora ancora un po’ incosciente lui
“….”
Resti in silenzio, fermo, lo tieni tra le braccia e basta…
“ Duncan…” Mormora nuovamente lui.
“ Ho fatto un brutto sogno…” Menti per cercare di spiegare il tuo abbraccio notturno in piena notte.
Angel solleva una mano e la poggia sul tuo viso.
“ Vorrei che i tuoi sogni non fossero mai tormentati.” Sussurra piano.
Il tuo cuore è stretto in una morsa dannata, ti senti andare a fuoco, muori di desiderio, e vorresti urlargli tutto l’amore che provi per lui, rovesciarlo sul letto, spogliarlo febbrilmente, toccarlo fino a fare illividire la sua pelle, vorresti fare l’amore con dolce violenza e legarlo a te per sempre…
“ Vuoi dormire con me?” Ti chiede innocentemente.
“ …Sì…”
E con movimenti lenti ti infili nel suo letto, ti senti solo uno sporco insidiatore, perché nonostante il rispetto che provi per lui, muori dalla voglia di possederlo, di sentirlo urlare il tuo nome.
Lui poggia la testa sul tuo petto.
E l’erezione che tenti di nascondergli prende a farti veramente male.
“ Adoro il suono del battito del tuo cuore Dunk mi riporta indietro nel tempo…mi fa sentire di nuovo bambino.”
Nel buio della stanza percepisci solo il calore della sua pelle e il basso mormorio delle sue parole che mandano scariche elettriche lungo la tua colonna vertebrale fino al cervello.
Resti sofferente fino quasi all’alba, respiri a fatica e soffri dentro, Angel si è addormentato, ha poggiato la sua mano bianca e delicata sul tuo cuore nero.
Dolcemente intrecci le tue dita alle sue e cerchi di respirare normalmente.
È l’alba quando decidi di non riuscire più a resistere, le labbra di Angel sono ad un soffio dalle tue.
Ti odi, ti odi profondamente ma non riesci a non farlo…
Il cuore ti pulsa prepotente, i tuoi testicoli ti lanciano fitte acute talmente sono pieni e gonfi, e le tue labbra premono delicatamente quelle di Angel…
Il contatto soffice ti esalta, vuoi di più!
Ma non puoi, fai per staccarti ma….
Cosa?!
Per un attimo ti è parso che Angel avesse strusciato le sue labbra sulle tue, resti fermo al buio, la tua bocca ancora sulla sua, gli occhi leggermente sgranati, guardi il viso di Angel, nulla…dorme…
Sarà stato un gesto involontario, si sarà solo mosso nel sonno.
Infine ti decidi a lasciarlo, prima che la tua lingua invada la sua bocca senza essere stata invitata…
L’alba è inoltrata, sarà meglio fare una corsa in riva alla spiaggia, una lunga, lunghissima, stancante, massacrante corsa, in modo che il tuo corpo possa non reagire più a nulla per i prossimi trent’anni…






Stanotte hai dormito proprio bene, ti senti rilassato e tranquillo.
Sei di ottimo umore mentre fai colazione con frutta e pane tostato.
Duncan è uscito presto stamattina e non è ancora tornato…
Lex ed Yan sono ancora a letto, e la casa è immersa nel silenzio, insolito ormai, da quando Lex è venuto a lasciare tutto il suo disordine in giro; sorridi al pensiero di quante volte tu, Duncan o Yan siete inciampati nelle sue cose sparse per il corridoio.
La serratura scatta e Duncan entra in casa, sudato e stanchissimo.
“ Ci hai dato dentro con la corsa Dunk!”
“ Sete.” Dice solo lui…e tu ti affretti a porgergli un bicchiere di succo di frutta all’arancia.
Ti piace che sei tornato a stare con Duncan, spesso in convento ti sentivi così solo senza di lui, è come se foste tornati ai tempi dell’orfanotrofio, a dividere la stessa aria.
Solo che adesso Duncan non scompare più la notte ma resta con te, sempre…
Sei felice!
Tanto…




Il buon giorno di Yan è sempre ben accetto, tu sei sdraiato a pancia sotto, lui ti monta e prende a baciare la tua nuca, ogni tanto la morde, la tue erezione è già dura e turgida schiacciata tra il materasso e il tuo stesso corpo, quella di Yan scivola ripetutamente tra le tue natiche che lui gli allarga e gli richiude intorno a suo piacimento frizionandosi il sesso, lo fa scorrere ancora un po’ tra la linea sensuale che divide i tuoi glutei, poi affonda un po’ di più e ti penetra per tutta la sua lunghezza, gemi e mordi il cuscino …mhh…è bello.
Lui intreccia le dita delle sue mani alle tue e te le alza all’altezza della testa.
Impazzisci di piacere e ti senti bene, amato, piacevolmente straziato dalla sua erezione, apri di più le gambe e lo fai affondare ancora di più, il suo perineo si congiunge a te, i suoi testicoli gonfi sbattono su di te ad ogni spinta.
Sei in estasi…
Senti la sua erezione calda e turgida aprirti ad ogni affondo, avverti la tua pelle tenera e fremente tendersi e rilasciarsi a seconda se il suo pene spinge fino in fondo o si ritrae.
Ti strusci più che puoi contro di lui.
Infine vieni e senti Yan venire nel tuo corpo e invaderti con il suo sperma denso e bollente.




In cucina il tuo Lex continua a punzecchiare Duncan.
“ Dormito bene demonietto? “
“ …” Il viso ovale di Dunk è una maschera di cera e collera mal celata, se non fosse inespressivo per natura i suoi occhi schizzerebbero fuori dalle orbite.
“ Che occhiaie Dunk, pare che tu non abbia affatto dormito stanotte.” Insiste il tuo affascinante ragazzo abbronzato con ancora indosso il pigiama di due taglie più grandi.
“ Si che ha dormito, ha dormito con me.” Dice Angel, dando inconsapevolmente a Lex l’occasione di essere ancora più molesto.
“ Ma dai…” E vedi gli occhi castani di Lex accendersi di malizia, mentre quelli grigi di Angel cercano invano di comprende l’atteggiamento di Lex.
Infine Lex decide di scavarsi la tomba con le sue mani.
“ E con me ci dormiresti Angel?”
Duncan irrigidisce la sua mascella e i suoi lineamenti si fanno ancora più duri, i suoi occhi sembrano ancora più infossati e tetri.
Ma tu guarda che ragazzo incosciente e folle dovevi andarti a scegliere!
“ Io dormo solo con mio fratello.” È la pacata risposta di Angel che sorprende un po’ tutti, soprattutto per il tono dolce con cui si è espresso.
Noti Duncan rabbuiarsi.
Deve essere un duro colpo ogni volta sentirsi dire che è come un fratello e nulla di più…
Infine Angel va via per andare a studiare.
Duncan balza come un animale su Lex, scaraventandolo per terra.
Lex ride divertito.
Tu immobilizzi Dunk.
“ Basta Duncan. E tu, Lex, dacci un taglio.”
Il tuo ragazzo si rimette in piedi e fronteggia il demone.
“ Suvvia, guarda che ti ho appena fatto un favore…”
“ Non ho bisogno dei tuoi favori, e poi non farmi parlare che mi si inaridiscono le corde vocali.”
“ Addirittura….Ma Dunk, non ti rendi conto che potresti avere qualche possibilità con lui?”
Tu inarchi un sopracciglio, Duncan morde il suo labbro inferiore contrariato.
“ E poi com’è che non ti vedo mai scopare? Te lo ha chiesto lui? Come quella faccenda per cui hai lasciato il tuo lavoro di Killer?”
Il volto pallido di Duncan sbianca ulteriormente, non tradisce nessuna emozione ma noti che respira in modo diverso, più affrettato.
“…”
Davanti al suo silenzio Lex ride sonoramente.
“ Sei un povero imbecille, lui dorme con te, ti cerca tutto il giorno, perfino la notte, praticamente vive di ogni tuoi respiro, e non vuole che fai sesso. Tu sei il suo mito, il suo idolo. Demone, sei solo un vigliacco che ha paura di dire all’uomo che ama i suoi sentimenti. Secondo me hai una possibilità.”
Duncan si scioglie dalla tua presa e rifila un pugno a Lex, fa per colpirlo un'altra volta ma tu gli blocchi il polso.
“ Basta Duncan.” Gli intimi minaccioso.
Il demonietto ringhia.
“ Digli di farsi i fatti suoi.”
“ Lex smettila, va di là.” Ma Lex restituisce il pugno a Duncan sorprendendoti per la forza e la precisione che ci mette.
“ Vergognati, mi hai colpito a tradimento mentre il tuo ragazzo mi tiene fermo…”
“ Non sono un vigliacco, non volevo colpirti per la ragione che credi tu, ma solo per farti rinsavire, svegliati, stai perdendo l’uomo che ami… e, per esperienza personale, non riuscirai mai a stare bene con te stesso finché non sarai stato onesto con lui e con i tuoi sentimenti, tu digli quello che provi, se va male, lui prenderà i voti e tanti saluti, se va bene, hai tutto da guadagnare…”
Duncan rilassa i muscoli fino ad allora in tensione.
“ Se sono onesto e glielo dico, e lui prende lo stesso i voti, cosa praticamente certa dato che non credo alla tua teoria di poco fa in cui dici che ho una possibilità, finirà per odiarmi, o per sentirsi in imbarazzo, e il nostro rapporto non sarà più come prima. Alcune cose vanno taciute Alexander.”
“ Fa come vuoi Duncan, io ti ho detto quello che credo giusto.”
Ed in fondo sei d’accordo con quello che dice Dunk, ma anche con quello che dice Lex.
Alla fine non c’è una regola, alcune cose vanno dette, altre taciute.
Bisogna solo avere il culo di indovinare quali…

…..
……







This was an accident, not the kind were sorrow sounds,
Never even noticed were suddenly crumbling.
Tell me how you’ve never, felt delicate or innocent,
Do u still have doubts that us having faith makes any sense.
Tell me nothing ever comes rationale or breaking down.
Still somebody loses cause theirs no way to turn around,
Staring at your photograph everything now in the past
Never felt so lonely I wish that you could show me love.

Show me Love, Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Till you open the door.
Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Show me Love, Till im up off the floor.
Show me Love, Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Till its inside my pores.
Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Show me Love, Till im screaming for more.

Random acts of mindlessness, common place occurrences,
Chances of surprises, another state of consciousness’
Yell me nothing ever comes rationale or breaking down
Still somebody loses cause theirs no way to turn around,
Tell me how you’ve never felt delicate or innocent,
Do you still have doubts that us having faith makes any sense,
You play games I play tricks, girls and girls but you’re the one,
Like a game of pick up sticks played by fucking lunatics.

Show me Love, Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Till you open the door.
Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Show me Love, Till im up off the floor.
Show me Love, Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Till its inside my pores.
Show me Love, Show me Love, Show me Love,
Show me Love, Show me Love, Till im screaming for more.

Show me Love, Show me Love, give me all that I want.
Show me Love, Show me Love, give me all that I want.
Show me Love, Show me Love, give me all that I want.
Show me Love, Show me Love, till im screaming for more









Continua…


Eh sì, ci serviva Lex e le sue percezioni sessuali per far schiarire le idee a Duncan, però pare che il demone non abbia colto, almeno non per il momento ^^


(Più in là un nuovo assaggio che ci chiarirà le idee sul soprannome che si è giustamente meritato Duncan… Wink )

Perdonatemi qualche battuta che fa Lex ad Angel all’inizio del capitolo, mi è sfuggito di mano, sapete com’è fatto Lex no? ^^ Se qualcuno si ritiene offeso me lo faccia pure presente che provvederò a rettificare, io ho solo cercato di scherzare un po’ in modo non offensivo, ma ripeto se da fastidio tolgo quella parte senza problemi ^^

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Share the pain 2 Empty Capitolo 15

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 3:59 pm

“Insopportabile.”








Circa sei mesi dopo….









Ed è un colpo di cuscino quello che ricevi in piena faccia, e per giunta lo ricevi a tradimento. Finisci disteso sul letto!
Angel ride soddisfatto di essere riuscito a colpire il demone.
Tu resti per un attimo sconcertato, vuole davvero fare a cuscinate!
Un altro colpo di cuscino ti raggiunge in pieno viso.
E no, questo no!
Ti ha rifilato un’altra cuscinata!
Ti alzi di scatto, sul serio, di scatto, fai un balzo animale ed Angel spalanca gli occhi incredulo, pentendosi subito di averti istigato … Però è impenitente, ride e te ne dà un’altra.
“ Come osi?!” ma non c’è ombra di vera minaccia nelle tue parole, alla fine vuoi proprio stare al gioco.
Afferri il tuo cuscino e poi corri in camera di Yan e Lex a prendere un altro cuscino, ne vuoi due, proprio come facevi con le tue pistole, ti piace avere due armi in mano.
Angel lo intuisce e corre via…
“ Non vale Dunk!”
E con un mezzo salto lo raggiungi, lo capovolgi sul suo letto e inizi a colpirlo affettuosamente con i cuscini, Angel ride e fa fatica a respirare .
“ Dunk! Dunk! Mi fai male…” piagnucola, e tu smetti di colpirlo un po’ preoccupato, invece Angel sta più che bene e ti rifila un’altra cuscinata in faccia, i tuoi capelli neri e lisci fanno un balzo assieme alla tua testa che fa un piccolo scatto indietro e il tuo occhio destro viene fuori.
“ Piccola peste!” E gli rifili tante di quelle cuscinate da lasciarlo semi-rincretinito.
Infine decidi che è abbastanza.
Togli i cuscini dalla sua testa bionda ed il volto di Angel è rilassato e felice, respira sul serio a fatica, ma si è divertito parecchio, i suoi capelli sono sparsi tra le coltri, il letto scombinato, il volto lievemente arrossato, le labbra lucide, gli occhi vivi e ridenti, è stupendo, abbandonato sul letto, con le tue cosce intorno ai fianchi.
Lui approfitta del tuo stato di immobilità e ti da una cuscinata sul naso.
Scoppia a ridere e tu ti concedi un timido sorriso sulle labbra pallide.
Guarda come ti costringe a fare tutto quello che vuole, perfino a farti fare stupidi giochi da bambino … ti viene un po’ da ridere, ma cavoli! Almeno questo evitalo … Hai una reputazione da difendere!
Vorresti che questo momento durasse per sempre, vorresti ripeterlo all’infinito, e non cambieresti nulla, solo tu, Angel e le piume che sono uscite dai cuscini che inevitabilmente si sono rotti e strappati …
Angel … ricoperto di piume, pare che dispettose vogliano ricordarti a quale mondo appartiene l’uomo che indegnamente ami.
Riprendete fiato e poi nuovamente a darvi cuscinate.
Ed è così che accidentalmente rompi il piccolo lumetto sul comodino di Angel che cade per terra e va in frantumi.
Angel ride ancora più forte, tu decidi che è ora di finirla, e lui, con la fronte imperlata di sudore si mette carponi a raccogliere i cocci del lumetto e quelli invisibili del tuo cuore, domani se ne andrà a vivere in convento, e tra una settimana prenderà i voti…
Accidentalmente si ferisce con un pezzetto di vetro azzurro al dito indice.
“Attento! Che impiastro che sei..” Lo rimproveri dolcemente.
“ Dunk…?”
“ Cosa?”
“ Mi è entrata anche una scheggia..”
Lui si rimette in piedi e tu non esiti a prendere il suo dito e ad infilartelo in bocca, niente di erotico, facevate così anche da ragazzini…
Suggi con attenzione e quando senti la scheggetta di vetro l’afferri con gli incisivi e dolcemente la tiri fuori, Angel geme di dolore…
“ Quante storie per una scheggia.” Gli dici e lui ti fa la linguaccia.
“ Andiamo in cucina che lo disinfettiamo.” Dici riferendoti al dito.
Lui ti segue e si siede sul piccolo divano rosso a un posto e mezzo .
Prendi il disinfettante , un po’ di cotone idrofilo ed un cerotto, lo medichi con attenzione…
“ Io magari faccio anche tante storie per una scheggia, ma a te non pare che mi stai curando come se fosse una ferita mortale?” Dice sorridendo, che sciocco che è questo Angel sempre un po’ bambino, prenderti cura di lui è la tua missione.
Scuoti la testa e riponi il tutto nella cassetta del pronto soccorso.
Non appena Lex ed Yan rientrano, l’italo-americano inizia a dar fastidio.
“ Hai visto Yan! Guarda! Hai visto? Eh, non solo io faccio disastri e poi guarda nella loro stanza, è un totale casino, piume ovunque, e poi questo è il mio cuscino, Duncan! Bastardo!”
….
…..
…….









Oggi Angel andrà via e perderai l’ultima occasione di dirgli tutto, non che tu avessi mai preso sul serio la possibilità di dirgli tutto prima che lui prendesse i voti finali, men che meno che lui cambiasse idea sul sacerdozio, così oggi lui andrà via, via da te…
State pranzando tutti insieme, e state un po’ festeggiando Angel.
Yan cucina davvero bene, ma tu non hai fame, coraggio Dunk! In fin dei conti non cambierà quasi nulla, lui si trasferirà a vivere lì, è vero, non abiterete più insieme, ma potrà venire a trovarti ogni volta che vorrete, anche se non così tanto spesso dato le regole del convento… Tu invece da lui puoi andare ogni giorno, basta rispettare gli orari di vista…
Prima lui non poteva mai venire a casa tua dato il lavoro che facevi, ma adesso sarà più facile…però…
Però …
Però tu lo vuoi sempre e costantemente con te, vuoi mangiare con lui, dormire con lui, vuoi prendertela comoda e vuoi poterlo guardare ogni volta che ti giri per casa o per strada, vuoi uscire con lui la sera a passeggiare e vuoi vivertelo ogni singolo istante…
Dopo pranzo lo guardi prepararsi emozionato e Lex ti tira da parte.
“ Allora?” Ti chiede a bassa voce.
“ Allora cosa?” Dici con lo sguardo truce, fulminandolo all’istante, sai perfettamente cosa vuole…
“ Non glielo dirai?”
“ No!” è la tua secca risposta.
Lex scuote la testa e si accende una sigaretta.
“ Io ed Yan usciamo, anche se non vuoi dirgli nulla ti lasciamo un po’ di privacy.”
Accidenti devi essere messo proprio male se pure uno come Lex mostra un po’ di pietà…
Li vedi uscire dalla porta principale dopo aver salutato Angel.
Ti volti a guardarlo, indossa una camicia bianca a righe blu e un jeans piuttosto leggero, le scarpe da ginnastica in tela bianca e poi…l’immancabile collarino viola e celeste con il simbolo della croce e della corona reale dell’antica Bulgaria…
“ Sono un po’ nervoso, mi tremano le mani…” dice con gli occhi lucidi…
Prendi una delle sue mani tra le tue, tu indossi un anello a forma di teschio.
“ Andrà bene.” Non sai dove trovi il coraggio di dirgli queste parole mentre vorresti urlare e dirgli di non farlo, che lo ami…
“ Io…” E gli tremano le labbra, non capisci a fondo questo suo nervosismo, sarà una cerimonia più o meno banale che avranno provato centinaia di volte…
“ Tu?” Gli chiedi, sempre stringendo la sua mano delicata , un po’ fredda e tremante.
“ Io voglio che vieni a trovarmi.”
“ Ne abbiamo già parlato, lo farò.”
“ Io ne ho parlato Dunk, tu ti sei espresso a monosillabi.” E si imbroncia un po’.
Ti abbraccia e tu ti lasci invadere dal tepore del suo corpo, lo stringi e forse esageri un po’ nella disperazione e gli fai scricchiolare le ossa.
Lui non si lamenta però, solo un piccolo gemito strozzato, allenti la presa e prendi un lungo respiro prima di staccarlo da te e di dirgli: “ Vai adesso, o farai tardi.”
Lui annuisce, prende la sua valigia verde e si dirige alla porta…
“ Tra una settimana c’è la cerimonia, non mancare mi raccomando.”
“ Ci sarò…”
“ E anche Lex ed Yan.”
“ Sì, lo sanno già, glielo hai ripetuto almeno trecento volte.”
Lui ti sorride e va via.
Il suono della porta che si chiude rimbomba nella tua mente come uno sparo, eppure l’ha chiusa con così tanta delicatezza che sembrava tentennare nel farlo…

…..
…….







Tu ed Yan siete al poligono di tiro.
È la seconda volta che ti porta con lui.
Sei stato felice la prima volta che il russo ti ha chiesto di accompagnarlo, lo ha chiesto a te, non a Dunk, non a te e a Dunk, lo ha chiesto a te, solo a te…
Nonostante tu non ce ne capisci nulla di armi e pistole, il tuo uomo ha voluto te al suo fianco.
Comunque già qualcosina la stai imparando.
Avete i tappi nelle orecchie e la visiera per gli occhi.
Yan spara e sembra un giovane diavolo in tutta la sua gloria.
“ La prendi davvero sul serio questa faccenda delle pistole.” Lo canzoni un po’ mentre il sibilo degli spari ti fa vibrare il timpano.
“ Pensi che Dunk abbia detto qualcosa ad Angel?”
“ Credo di no.” E svuota il suo caricatore con un’agilità innata.
“ Sai, io lo trovo eccitante, un innocente e un peccatore...”
Yan ti punta la pistola scarica al petto e fa su e giù con l’arma lungo il tuo corpo…
“ Dovrei ritenermi geloso signor Turch?”
Mh…si prospetta più interessante del previsto questa gita al poligono…
“ Affatto signor russo, perché vede, la cosa che mi eccita più di un innocente e un peccatore, sono due peccatori!”
Lo dici mentre gli afferri il membro attraverso lo spesso tessuto dei suoi jeans neri.
Ti ritrovi per terra con un Yan particolarmente in calore addosso.
Ti strattona e ti bacia il collo, il pensiero che possa arrivare qualcuno è lontanissimo…
Tu gli afferri i corti capelli neri e glieli tiri, vi specchiate…. Occhi negli occhi, i suoi, così azzurri e affilati, piccoli e taglienti, nei tuoi, grandi, castani e caldissimi di luce.
“ Yan…”
“ Shhh, lasciati amare…”
E quasi ti balza il cuore in gola quando ti dice così, ormai non ha più neppure un briciolo di senso opporsi al sentimento che vi tiranneggia.
Hai ancora paura di venire ferito, a volte la notte lo guardi dormire e sprofondi in un’inspiegabile malinconia, lo guardi e ti fa male il cuore di quanto lo ami.
Ti lasci abbassare i pantaloni e apri le gambe, Yan si sistema in mezzo.
Il tuo uomo rallenta i movimenti, sai bene che quando fa così è perché vuole procedere con calma…
Vuole legarti a sè, e, nonostante il tuo spirito ribelle ogni tanto si dimena alla fine lo lascia sempre entrare….sempre…
Il suo dito ti stimola l’ano, dolcemente lo penetra, senti la sua falange toccarti dentro, toccare dolcemente il tuo interno.
“ Yan…”
“ Sh…sta buono..”
“ Non dirmi cosa devo fare…”
Dici e poi sei costretto ad urlare di piacere non appena lui ti penetra dolcemente, talmente piano da farti male, sì, pare paradossale, e invece usa tanta di quella delicatezza da risultare infinitamente doloroso, non nel corpo, ma nel cuore, forse perché la tua sensibilità schizza alle stelle ogni volta che lui ti fa vedere quanto sei dipendente da questo struggente amore…
“ Ti faccio male?” Ti chiede dato che continui a lamentarti, ma sono solo lamenti d’amore, stai agonizzando…letteralmente…
Per un attimo sei indeciso su cosa rispondergli, vorresti dirgli tante di quelle cose mentre lui, fermo e immobile, aspetta una tua risposta con il suo sesso piantato in fondo al tuo corpo.
Cosa potresti mai dirgli….?
Ti fa male?
Si, ma ti piace, è strano da spiegare.
Cosa puoi rispondergli?
Che l’amore che ti mette in corpo è talmente tanto da stordirti?
Che lo ami così tanto da provare una fitta al cuore?
Che quando ti entra dentro muori dalla voglia …
Cosa?
Cosa?
Cosa!?!
E riassumi il tutto in un solo ringhio animale, mentre ti agiti sotto di lui, frustrato dalla sua immobilità, lo guardi diritto negli occhi e il tuo sguardo, per l’ennesima volta buca il suo e gli raggiungi l’anima dannata e ricoperta di ghiaccio, anche lo sguardo di Yan si fa ancora più appassionato, è completamente soggiogato a te, e, incapace di attendere oltre spinge e spinge nel tuo corpo, tu allarghi ulteriormente le gambe e gli mordi forte la spalla, lui geme, si inarca e spinge ancora più velocemente di prima.
Tu sei disteso per terra, le gambe spalancate, e il russo che si scatena fra di esse in te.
Dentro di te.
Ti aggrappi a lui ed infili le mani sotto la sua camicia grigio perla, graffi la sua schiena, lui accelera ancora…
Annaspi, aria, aria, vuoi aria…
“ Più ah for…te…ah …ah…!”
“ ..No Lex, più forte di così no.” Dice lui con il suo profondo accento russo preoccupato per te…La cosa ti irrita.
“ Non sono ah….una ragazzina cazzo! Spingi più forte stronzo!…Ah!!”
“ ..Mh…no, sta buono.”
E per quanto sai che lui ha ragione, prendi a dimenarti ancora più forte, cercando di sommare il movimento e l’impatto tra di voi…
Le volte che lui ha fatto troppo forte hai finito per sanguinare, è vero, ma non ti importa, in questo momento poi…potrebbe romperti, non ti importa, stai cercando di comunicare, alla tua maniera.
Yan fatica a tenerti fermo.
Infine arriva così in fondo dentro di te e ti bacia con una tale passione selvaggia che non ti resta più il fiato per fare nulla, specialmente quando ti svuoti abbondantemente su di lui e la sua camicia e lui viene dentro di te infuocando il tuo intestino.
Ansimi, forte, caldo, caldo, ne vuoi ancora!
Un rivolo di saliva lascia la tua bocca, Yan lo lecca via.
Non vuoi che finisca, e fortunatamente neppure Yan…
Resta dentro di te, ti crocifigge a terra con le sue braccia e riprende a spingere in te, dolcemente stavolta, ma l’effetto è ugualmente devastante…
Boccheggi, è bello!
Bellissimo, il suo sesso entra ed esce dal tuo corpo aperto e reso ancora più agibile dalla dilatazione, ormai il tuo corpo si modella alla perfezione su quello di Yan, ed è tutto così sinuoso e scivoloso di sperma e sudore.
Il suo sesso fa avanti e indietro, ripetutamente, lo senti scorrere grosso e duro fra le pareti del tuo corpo, tocca la tua prostata e si ritrae per poi riaffondare, piano, con calma…
E l’agonia si spegne nuovamente nell’orgasmo…
Ansimi, tieni le mani sulla faccia di Yan, tremi, di rabbia passionale, di stanchezza, d’amore, per tutto…
Lui accarezza la tua pelle, lungo le braccia possenti, lungo il collo, e poi lecca la tua mascella sudata…







Yo soy loca con mi tigre
Loca, Loca, Loca
Soy loca con mi tigre
Loca, Loca, Loca
Soy loca con mi tigre
(Loca, Loca, Loca)
Soy Loca con mi tigre

(Loca, Loca, Loca)










“ Ancora Lex...”
Dice dopo che vi siete riposati un po’…
Alla fine ti piacciono tutte queste premure, se ti avesse fatto male, anche se glielo stavi chiedendo tu, ti saresti arrabbiato…Ma quanto sei contorno Lex!
“ Si Yan, ancora…”
“ Come lo vuoi adesso?”
“ Come gli animali….” E gli sorridi, lui ti tira su senza farselo ripetere e ti mette a quattro zampe.
“ Sei il mio cane randagio”
E con una nuova spinta è di nuovo in te…
L’amore per voi è questo, tutto questo, passione, struggente passione, nessun tabù, nessun limite, nessuno.
Fondamentalmente siete rimasti gli stessi di qualche tempo fa, ma il vostro amore, che si consolida ogni giorno di più, vi ha fatto diventare dipendenti l’uno dall’altro.
Totalmente!
Lo avete ripudiato finché non si è stufato di capirvi, quel sentimento chiamato amore, e si è stufato di aspettarvi, di rispettarvi e vi ha inghiottito senza neppure masticarvi prima.
Nessuna via di fuga, nessuna…
Mai!











Quando Lex ed Yan rientrano noti subito che il figlio di Alessandro zoppica un po’….
Inarchi un sopracciglio mentre vedi l’italo-americano guardare un po’ male un rassegnato Yan…
“ Ma prima me lo chiedi e poi…” Cerca di giustificarsi Yan con il suo impossibile ragazzo, non ti ci vuole molto a capire cosa sia accaduto…
Il russo infine gli ruba un bacio e Lex pare rabbonirsi.
“ Toh! Che ci fai in una cucina praticamente semibuia a quest’ora?” Dice Lex dopo aver acceso la luce del lampadario più grande e dopo averti, quindi, notato.
“…”
“Non glielo hai detto vero?”
“ …” Hai ancora meno voglia di parlare del solito…
“ Però, sei messo proprio male…”
Infine ti alzi e te ne torni in camera tua, non prima di aver fatto un cenno ad Yan, che nel vostro gergo dovrebbe essere tradotto circa….-Non farlo entrare in camera mia o lo ammazzo!-
Ecco sì, più o meno…
Ti getti sul letto, quello di Angel, ti getti su di esso a peso morto.
Sei sfinito dentro, la tua anima è stanca, tanto stanca.
Deve essere il prezzo da pagare per tutti i tuoi peccati…
Ti senti solo, ti eri così abituato a vivere con lui che adesso non trovi più un senso a nulla, non hai nulla, non sei nulla.
Non hai più il tuo lavoro, non hai più Angel…
Sospiri e passi la mano sul viso facendo sfumare la matita nera dall’occhio fin sullo zigomo bianco marmo…
Non stai bene.
Il tuo dolore è insopportabile.
Insopportabile.

…..
…….











What I thought wasn’t mine
In the light
Was one of a kind,
A precious pearl

When I wanted to cry
I couldn’t cause I
Wasn’t allowed

Gomen nasai for everything
Gomen nasai, I know I let you down
Gomen nasai till the end
I never needed a friend
Like I do now

What I thought wasn't all
So innocent
Was a delicate doll
Of porcelain

When I wanted to call you
And ask you for help
I stopped myself

Gomen nasai for everything
Gomen nasai, I know I let you down
Gomen nasai till the end
I never needed a friend
Like I do now

What I thought was a dream
An mirage
Was as real as it seemed
A privilege

When I wanted to tell you
I made a mistake
I walked away

Gomen nasai, for everything
Gomen nasai, Gomen nasai,
I never needed a friend,
Like I do now

Gomen nasai, I let you down
Gomen nasai, Gomen nasai,
Gomen nasai till the end
I never needed a friend
Like I do now





















Continua…















Dunk: Autrice…?

Yoite: …si?

Dunk: Com’è che Lex ed Yan scopano come ricci e io sono sempre a secco?

Yoite: Ehm…. Ecco….( Yoite mette in moto la macchina…) Vedi Dunk….( La macchina non parte…) Cioè, come dire….( Sfiga…non parte!) AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO



^^





La canzone dell’amplesso fra Lex e Yan è di Shakiara, loca… ^^ la finale è delle Tatu, gomen nasai

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Share the pain 2 Empty Capitolo 16

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:00 pm

“ Sacrifice.”



E ti manca Lex, ti manca Yan e soprattutto ti manca Dunk…
I tuoi occhi grigio-azzurri sono infelici.
Ripensi alle meravigliose passeggiate che facevi insieme a tuo fratello maggiore, era bello starsene all’aria aperta, convincere Duncan a giocare a qualche stupida bancarella, spesso ti divertivi a fargli fare quel gioco in cui si sparava alle paperelle, lui tutto scocciato sparava e grazie alla sua mira ti ha vinto un sacco di pupazzini orribili.
Come il piccolo pupazzo che stringi adesso fare le dita, niente di particolare, solo una ranocchia verde e gialla con la faccia un po’ sciocca, quel giorno in cui Dunk la vinse ti divertisti tantissimo.
Sospiri e ti fa male il cuore….






Duncan è parecchio giù di morale, lo vedi con i tuoi taglienti occhi azzurri aggirarsi per casa come un fantasma, non che prima fosse il massimo della vitalità…
E per dirla tutta non lo sei neppure tu, infatti noti il tuo ragazzo guardare un po’ la tv, un po’ te, un po’ Dunk….e lamentarsi: “ Ma che mortorio!” Ecco.
“ Ma non è che comunicate telepaticamente?”
Duncan lo ignora palesemente e continua a costruire il suo castello di carte da poker.
Lex ci soffia sopra per dispetto e il castello, inevitabilmente, cade.
….! Ma porca…
“ Lex…” Lo richiami.
“ Uffa Yan, Angel manca anche a me va bene? Almeno avevo qualcuno con cui parlare, non so…impiantare un discorso non basato su monosillabi.” E si asciuga il naso con il dorso della mano.
“ Schifo.” Dice Duncan…
“ Cos’è, a voi non gocciola mai il naso?” Chiede il tuo splendido e disordinato ragazzo.
“ Normalmente usiamo…” Stai per dire –i fazzoletti- ma decidi di lasciar perdere, sprecheresti troppo fiato.
“ Lascia stare Lex…”
Il tuo uomo si stiracchia e riprende a dar fastidio.
“ Alla fine della partita : il Dio di Angel uno, Duncan zero.”
Dunk non reagisce neanche più…
Infine, il tuo orgoglioso, quanto scassa-balle, fidanzato, decide di uscire a fare la spesa.
Tu inizi a preparare, mentre Dunk fissa il vuoto.
“ Cosa vuoi per pranzo?” Cerchi di tirargli su il morale…
“ Non ho fame.”
“ Faccio la frittata.”
“ Hm…”
“ Hn…”
…… Che abbia ragione Lex sui vostri monosillabi?
Mentre sbatti per bene le uova noti che Duncan tiene una mano poggiata sulla fronte, quasi non sopportasse il peso della sua testa, ha lo sguardo più triste del solito.
Smetti di sbattere le uova e ti siedi sul divano rosso accanto a lui.
“ Stavolta è peggio, mi pare di capire, hai voglia di dirmi perché?”
“ No.” Ti sembra di provare le stesse cose che prova Lex quando cerca di farti parlare…E se il tuo selvaggio e indomabile ragazzo ti ha insegnato qualcosa, oltre una vasta gamma di parolacce , parole in dialetto e slang americani improbabili, è quella di non arrendersi mai.
“ Forse per quella cosa che mi hai detto tempo fa? L’aver mischiato le vostre esistenze nella vita reale, quella di tutti i giorni?”
“ Si…prima era più facile, io avevo il mio mondo, lui il suo, adesso, siamo stati quasi un anno insieme, intendo…dire…” Sgrana gli occhi nerissimi e pare assai confuso, cerca di riprendere il filo del discorso, si rende conto di aver usato un termine che lo ha tradito nel profondo…Lui…lui….nel suo cuore sentiva che stavano insieme, in fin dei conti mangiavano assieme, dormivano assieme, facevano tutto assieme, avrà sentito da qualche parte in fondo al cuore di essere riuscito a conquistarlo, forse aveva sperato che lui ed Angel ormai erano diventati una coppia…
“ Non so più quel che dico…” Dice lui intuendo dal tuo sguardo di comprensione che hai capito cosa intendeva …
“ Yan, io ho sempre saputo che alla fine lui sarebbe andato via, solo mi ero talmente abituato che fino all’ultimo ci ho sperato…”
“ Che restasse?”
Lui fa cenno di sì con la testa. “ Con me…” Dice indicando se stesso poggiandosi una mano sul petto come a rafforzare il concetto di -con me-
“Hai ancora tre giorni di tempo prima della cerimonia…”
Lui scuote la testa e il suo ciuffo di capelli neri sull’occhio.
“ Non ho il diritto di rovinare il giorno più bello della sua vita.”
E lo vedi massaggiarsi le tempie in un gesto che consoci bene…
“ Lex ed Angel sono maestri nel procurarci emicranie…”
….
…..
…….
Ritorni a sbattere le uova e prendi la mollica dal barattolo verde, Lex rientra, ha in mano le buste della spesa.
Le poggia per terra vicino al frigorifero e rovista in una di esse, esce una matita nera per gli occhi e un rimmel.
Va da Duncan spalmato sul tavolo della cucina, sì, proprio spalmato…. e gli porge questi oggetti.
“ La commessa mi ha detto che sono ideali per truccare gli occhi e farli molto profondi, vuoi provarli?”
“ Belli.” Dice Duncan sollevandosi dal tavolo e recandosi nella sua stanza, probabilmente per provarli.
Rimanete solo tu e Lex in cucina…
“ Se c’è una cosa che ho imparato da te Yan, è che voi killer siete totalmente suonati…”
“ E per me..?” Gli chiedi offeso.
“ Per te cosa?” Dice lui fingendo di cadere dalle nuvole…
“ Lo sai!” Dici orgoglioso.
Lui rovista ancora tra le buste della spesa ed estrae una boccetta di smalto nero per unghie….
“ Questo è per stanotte russo, ricordati, non potrai usare le mani però, solo la bocca.” Si avvicina a te come un cane randagio e si poggia a te facendoti sentire la sua erezione…
“ E se te lo farai mettere anche nelle dita dei piedi …ti darò un premio speciale…”
“ Pare tu ci abbia preso gusto…”
E ti lancia uno sguardo ed un mezzo sorriso che davvero non vedi l’ora che sia stanotte…





È notte quando decidi di alzarti dal tuo letto nella piccola stanza che è la tua celletta all’interno del convento.
Non riesci a dormire, neppure stanotte, tra due giorni ci sarà la cerimonia….
Stai male…sei nervoso e ti manca l’aria, senti l’ansia farsi più acuta ogni istante che passa…
Cosa c’è che non va?
Cosa c’è che non va?
Cosa c’è che non va?
Cosa?
Continui a chiederti…
Ti poggi contro la parete accanto al letto, quasi non ti reggi in piedi, ti gira la testa, vorresti dormire con Duncan, tra le sue braccia troveresti la pace…
Avvampi!
Ma che cosa ti metti a pensare?!
Eppure è un pensiero che sfugge alla tua logica, è un pensiero che ti parte dritto dal cuore e che non puoi bloccare, tu vuoi stare tre le sue braccia, vuoi sentire il suo profumo di mandorle, vuoi poggiare la tua testa sul suo petto, e ti vergogni, perché non vuoi farlo solo per dormire ma anche per sentire la sua pelle dai muscoli compatti e lisci sulla tua guancia, sui tuoi polpastrelli…
Non ti eri mai sentito così prima d’ora, non avevi mai sentito il cuore pompare tanto sangue pensando a Duncan…
Duncan…
Duncan…
…..
Il tuo Duncan…
E in un attimo vedi passare davanti ai tuo occhi grigi sgranati e arrossati milioni di immagini e di risposte alle quali non avevi mai posto un quesito, le vedi andare a formare i pezzi mancanti di un immenso puzzle…

Duncan che a quindici anni ti lascia solo, lui era più grande di te, ne aveva diciassette, era ed è più alto, più forte, più deciso, più determinato, più tutto..
Tu che ti ritrovi da solo in orfanotrofio, la paura, no, la fobia, che lui potesse morire e che tu potessi ritrovarti di nuovo solo, la tua fede, le notti che passavi a pregare finché il tuo Dio lo facesse tornare da te…in vita…da te…
La tua decisone di farti prete, la tua solitudine, il suo lavoro, il suo lavoro che adesso non c’è più a dividervi, il suo animo più sereno, la vita di tutti i giorni assieme.
La vostra quotidianità…unica, esclusiva, solo per voi due…

Lui è a casa adesso, lui la notte è con te adesso, sei tu che non sei con lui, sei tu che lo hai lasciato solo…

Il cuore ti martella nelle orecchie, ti senti svenire e stringi le braccia attorno al tuo corpo magro ed armonioso…

Il tuo pregarlo di lasciare il suo lavoro, sì, inizialmente per salvargli la vita, ma poi…poi è stato soprattutto per te, perché egoisticamente non hai pensato a ciò che faceva stare bene lui, ma a ciò che faceva stare bene voi….voi!

Il tuo chiedergli di non fare sesso…Come se tu non sapessi che Duncan probabilmente già lo faceva, perché chiederglielo dopo tanti anni di praticamente certa attività sessuale…?
Perché finalmente avevi preso coraggio?
…Sì, anche…ma, soprattutto perché non hai sopportato di vederlo con un altro…
Quella sera che lo hai trovato in camera di Yan con quel ragazzo hai provato mille fitte di dolore, alle quali solamente adesso dai un nome: gelosia…
E mettendo da parte l’imbarazzo, perché sì, sei morto di imbarazzo, fortemente, principalmente volevi che Duncan non toccasse nessun altro, ma la purezza del tuo animo non ti ha mostrato subito che tra le braccia di Duncan, quella sera, volevi esserci tu…

Non avevi mai fatto pensieri di questo genere, e te ne vergogni peggio di un adolescente!!!
Sei mortificato verso te stesso e ne stai soffrendo in modo indicibile.
Ti senti sbagliato, emozionato, triste e confuso.
Hai paura di te stesso, non ti riconosci, hai paura di quello che provi, che hai iniziato a provare e che probabilmente hai sempre provato per Duncan…
Ti fai schifo, solo adesso ti rendi conto di aver riempito il vuoto che ti lasciava addosso Duncan ogni volta che andava via per lavoro con la tua fede…
Ti fai schifo….
Le lacrime scendono dai tuoi occhi e per quanto tu ti faccia repulsione non riesci a impedirti di pensare ancora a quanto vorresti che Duncan ti prendesse tra le braccia e ti baciasse…in…bocca…
La tua mano scatta sulla tua bocca, come a cercare di bloccare il pensiero della bocca pallida di Duncan che tormenta la tua.
Una moltitudine di pensieri confusi ti inghiotte la testa.

La tua mano esitante sulla maniglia prima di uscire da casa pochi giorni fa…
Il tuo tremore, l’odore di Duncan, il calore del suo corpo la notte.
Il dividere un gelato insieme, le passeggiate al parco…solo ora ti rendi conto che avresti voluto tenerlo per mano mentre passeggiavate…

E corri via dalla tua stanza, giungi nella cappella centrale e ti inginocchi davanti la statua del tuo Dio…
“ Perdono…” Implori tenendoti il viso tra le mani e chiudendo gli occhi come a fermare questa ondata intensa di emozioni…
“ Non sono degno di chiedertelo…ma aiutami…mi sono perso…aiutami…”
E una mano si poggia sulla tua spalla…
Sobbalzi, un vecchio sacerdote che non avevi mai visto ti guarda benevolo e ti sorride…
“ Alzati figliolo.”
E tu ti alzi, piuttosto imbarazzato invero..
“ Sediamoci su una panca e fammi un po’ di compagnia, non ho sonno stanotte…”

…..
…….

Can you tell me, softly
How you’ll always haunt me
Can you help me
Hold me
Come to me now, slowly
You caress me, smoothly
Calm my fears and soothe me
Move your hands across me
Take my worries from me
I will sacrifice
I will sacrifice
All I have in life
To clear my conscience
I will sacrifice
I will sacrifice
All I have in life
Sacrifice, sacrifice



“ Non ne sono più degno, il mio cuore è impegnato da altro…Non era mia intenzione fingere, davvero, sono mortificato ma, non riesco a far chiarezza….Forse la mia fede non è così salda come credevo..”
Sospiri infelice.
“ Non penso tu lo abbia fatto di proposito stando al tuo racconto…” Ti dice sorridendo il vecchio prete con le folte sopracciglia bianche e la lunga barba del medesimo colore.
“ No, certo che no ma, come ho fatto a non accorgermene prima?”
“ Il tuo animo è puro figliolo, probabilmente non conoscevi la vita, le sue sfaccettature, ed hai scelto la cosa che conoscevi di più ma, vedi, adesso che la vita ti è venuta addosso e adesso che hai acquisito la capacità di distinguere certe emozioni, è normale che tu abbia capito quello che vuoi realmente solo ora.
Adesso che quelle sensazioni ti sono venute a mancare.”
“ Io non pensavo che…Mi dispiace di tutto…è stato tutto vano…”
“ Poco fa mi hai detto quello che facevi in Bulgaria, che hai aiutato tanti bambini a studiare…Che hai aiutato le persone che cercavano conforto, mi pare di capire che tu sia una persona disponibile con il prossimo…”
Fai cenno di sì con la testa, ma non riesci a sostenere il suo sguardo, ti vergogni…
“ Allora non è stato tutto vano, e potrai continuare ad aiutare il prossimo anche se non sarai un prete, ti pare?” E la sua voce è ancora più soave ogni attimo che parla…
“ Nostro Signore ci mette alla prova, ma nel tuo caso credo sia diverso, o sbaglio? È solo una momento di crisi mistica o ami davvero questo ragazzo?”
…..
…..
…….
“ Io, lo amo davvero…” E non hai bisogno di pensarci, non ne hai affatto bisogno…è chiaro e limpido come l’acqua adesso.

Non devi porti neppure il quesito o il bivio di dover scegliere tra la tua fede e Duncan, il solo fatto che tu ti ponga questo interrogativo sta già ad indicare che non puoi più essere un prete…



Can you feel me, solely
Deeper still and wholly
With your understanding
And your arms around me
Can you help me
Hold me
Whisper to me, softly
Move your hands across me
Take my worries from me
I will sacrifice
I will sacrifice
All I have in life
To clear my conscience
I will sacrifice
I will sacrifice
All I have in life
Sacrifice, sacrifice



è mattina presto quando giungi davanti casa con la tua valigia in mano…
Hai le chiavi, ma tergiversi…
Cosa dirai a Duncan…?
Che il suo fratellino ha scoperto di amarlo?
Non saresti più il suo angelo, e, nonostante la conversazione con quel prete ti ha reso un po’ più sereno, sai bene di essere ancora parecchio tormentato…
Che brutta figura davanti ai suoi occhi…
Sei una cattiva persona…
Sei una cattiva persona….
Sei una cattiva persona…..
SEI UNA CATTIVA PERSONA!
Di colpo il bisogno di Duncan ti acceca, non gli dirai nulla, ma almeno vuoi stare al sicuro nel suo abbraccio…
Magari gli dirai di avere cambiato idea, e già questo è penoso.
é mortificante, sul resto tacerai, sarebbe troppo…adesso l’unica cosa che conta è abbracciarlo…
Tergiversi ancora davanti la porta, e lei si apre da sola, ti trovi davanti una delle pistole di Duncan…
Lui la ritira di scatto…
“ Cazzo Angel!” è sorpreso di vederti…
“ Per poco non ti facevi sparare, quante volte ti avrò raccomandato di non stare impalato davanti la porta d’ingresso, non sai che è una regola fissa della casa?…Per poco non ti sparavo… Maledizione..”
E allunghi le tue braccia verso di lui…
“ Duncan…”
“…”
Ti getti tra le sue braccia, lui è un po’ stordito dalla tua reazione ma ti abbraccia a sua volta, sempre tenendo in mano la pistola.
“ Ti ha fatto del male qualcuno?” Ti chiede preoccupato…
Tu fai cenno di –no- con la testa e ti stringi maggiormente al petto bianco, caldo e dalla muscolatura accentuata dell’uomo che finalmente hai capito di amare…
….
……
………

I will sacrifice
Will sacrifice
Will sacrifice
Will sacrifice
I will sacrifice
I will sacrifice
All I have in life
To clear my conscience
I will sacrifice
I will sacrifice
All I have in life
Sacrifice, sacrifice




Yan ti viene incontro con la pistola in mano, dietro di lui Lex è scocciato dal fatto che il suo uomo cerchi di proteggerlo con il suo corpo, quando Yan vede Angel abbracciato a te e nessuno dietro di voi, decide che è tutto o.k. e silenziosamente abbassa la sua arma…
Lex invece è poco silenzioso e..” Hey Angel !Che ti frigni? “
Angel si stacca un po’ da te e poi scuote la testa, probabilmente troppo scosso per parlare…Se qualcuno gli ha fatto del male lo ammazzi, gli guardi il viso e le mani, non ha escoriazioni, un po’ tasti il suo corpo con la scusa si ricambiare il suo abbraccio, non geme di dolore, fisicamente pare apposto…Tiri un sospiro di sollievo ma, che diavolo è successo?
“ Noi andiamo al poligono.” Dice Yan, intuendo che è meglio lasciarvi soli…
Angel affonda nuovamente il viso nel tuo petto e Lex ne approfitta per mimarti cose impossibili e sconnesse, infine mima chiaramente un atto sessuale! Ma porca p…
Fortunatamente Yan lo solleva di peso, e si dirige alla porta.
Lex lo guarda incazzatissimo, non avrà gradito il gesto di essere sollevato da Yan e che questi, così facendo, abbia fatto vedere che è più forte di lui; infine Yan ignorandolo, approfittando del fatto che Lex non può parlare per non disturbarvi, esce e chiude la porta!
Finalmente!
Torni ad occuparti di Angel…
“Cosa è successo?”
“ Ho …cam…cambiato id…idea…non…non voglio più…non voglio più farmi pre…prete…” E si morde il labbro inferiore…
E il tuo cuore perde un battito, calma Dunk, calma, il fatto che abbia una sorta di crisi mistica non significa affatto che lui sia qui per te, inoltre non devi essere egoista, lui adesso sarà confuso e sta evidentemente male moralmente, è il caso di lasciarlo riprendere e di non metterti in testa stupide cose…
“ Ti prego Duncan , non pensare male di me…”
“ No, certo che no…”
“ Per una volta sono io a chiederti di non farmi domande…puoi accontentarmi? …”
“ L’importante è che tu stia bene.” Gli dici accarezzando il suo bel viso chiaro.
….
……
……….







Lui giocherella con i tuoi capelli neri mentre state seduti sul divano, piange ininterrottamente e cerca di parlare…
“ Io non potevo farlo Dunk, alla fine non me la sono sentita. Sono una cattiva persona…”
“ No che non lo sei…”
“ Pensavo fosse la cosa giusta da fare, invece no… La mia vita è andata in pezzi.”
“ Non penso il tuo sia un caso isolato, a volte ho sentito parlare di questi tentennamenti, di queste crisi mistiche, forse lo avrò visto ad un programma tv non ricordo, comunque, magari è solo un momento…”
Lui scuote la testa bionda, ha lo sguardo deciso e fissa i suoi occhi grigi, di una tristezza infinita, nei tuoi neri…” Non è solo un momento, lo sento dentro al cuore...”
“ Allora ne sei certo?” Gli chiedi…
“ …Sì…” è il suo timido ed impercettibile sussurro.
“ Siamo sempre certi che nessuno ti ha fatto del male?”
“ Tranquillo…”
Dai suoi occhi capisci che ti dice il vero, e pure prendendogli fintamente distrattamente il polso senti i battiti del suo cuore essere, sì accelerati, ma comunque tranquilli, dovrebbe essere tendenzialmente vero che nessuno gli ha fatto del male, comunque in definitiva puoi solo fidarti della sua parola.



Più tardi, mentre Angel finalmente si è parzialmente tranquillizzato e riposa, Yan e Lex rientrano.
Lex non perde tempo e inizia a dire la sua…
“ Hai visto Dunk! Te lo avevo detto, hai una possibilità! Allora? Adesso glielo dirai?”
“ No Lex! E abbassa la voce, dorme…”
“ Ma perché no?”
“ Perché adesso lui sta male, è afflitto per aver abbandonato la sua strada religiosa, ed ha bisogno di tempo per riprendersi, inoltre il fatto che abbia cambiato idea non vuol dire che lo abbia fatto necessariamente per me, probabilmente lo avrà fatto per se stesso, tutto qui.”
“ Tutto qui?! Quindi non glielo dirai?”
“ No Lex, non glielo dirò e comunque di certo non adesso…”
“ Vigliacco…”
“ Non è vero, semmai non sono egoista!” Sentenzi.
….
……
……..






* “ Ma ti pare possibile?” Ti chiede Lex mentre sgocciola sul pavimento per non essersi asciugato per bene dopo essere uscito dalla doccia…
Tu prendi l’asciugamano e glielo passi sui capelli tamponando l’acqua in eccesso…
“ Devono capirlo da soli, devi farti i fatti tuoi…”
“ Almeno adesso mi credi? Prima eri un po’ scettico.”
“ In effetti hai avuto una buona intuizione.” E lui si impettisce sorridendo fiero di se stesso…
“ Sono o non solo Lex il magnifico?!”
“ Non esageriamo…”
“ Come esagerare? Ma se sono il fulcro dell’universo!”
E passi l’asciugamano sulla sua pelle abbronzata e sul suo viso virile e strafottente.
“ Siamo recettivi eh…?” Gli sussurri sulle sue labbra piene, e il suo sorriso perfetto esplode rivelandoti i denti perfetti e bianchi.
Anche gli occhi gli ridono, sono grandi e luminosissimi, resi un po’ più liquidi del solito dal suo essere stato sotto la doccia e dall’uso che ha fatto del shampoo al cocco.
Lui si solleva sulle punte dei piedi e prendendoti per la camicia blu ti spinge verso di lui e ti da un piccolo bacio sulla punta del tuo naso drittissimo un po’ appuntito e perfetto, linearmente perfetto.
“ Come fai ad essere tanto bello Yan?” Ti dice mentre ti guarda da vicinissimo rapito dalla tua bellezza, ti senti lusingato e il tuo ego si ingrossa, e non solo il tuo ego…
“ E tu come fai a farmi perdere la testa e a farmi essere così dannatamente sensibile…?”
“ è la mia natura Yan, tu mi appartieni.” Ti dice nel suo tipico atteggiamento arrogante e tu fai scorrere le labbra dal suo collo ad uno dei suoi capezzoli bruni…
“ Ti amo Lex…”
“ Anche io, maledizione a te…anche io…”
….
……
…………










Continua…





** Questa scena è simile a quella tra Ismael e Niki in “Vita di un assassino” , quando Niki gli tampona i capelli ^^ Teneri ^^


-Diciamo che ho ritenuto possibile che ci fosse un atteggiamento più tollerante verso questi argomenti parlando di un mondo che io ho proiettato verso il 2030 circa, almeno si spera, non è questa la sede adatta, volevo solo accennarlo ^^


_ Per quanto riguarda la religione di Angel e il Dio di Angel ho ritenuto opportuno non soffermarmi ulteriormente per non rischiare erroneamente di offendere qualcuno, se ciò è successo me ne scuso, vi invito a farmelo presente che cercherò di rettificare , grazie per la collaborazione ^^
Avviso tutti che d’ora in poi Angel non è più un prete ma che ha rinunciato a questa strada, come riportato sopra nel capitolo. ^^
Grazie per la cortese attenzione ^^

-Mi scuso enormemente per avervi fatto attendere così al lungo la decisione di Angel ^^ Ma vedete non credevo plausibile che Angel cambiasse idea quando erano a Miami, era da pochissimo che lui era fuori dal convento e mi appariva davanti agli occhi come un cambio troppo repentino, lo stesso quando sono arrivati in Messico…
Angel è forte più di quanto sembri ma è davvero un personaggio molto puro e pudico, certe cose gli sfuggono proprio di brutto anche se sono sotto al suo naso XDD , ho ritenuto più opportuno che la crescita avvenisse lentamente, giorno per giorno, così da fare una scelta piena e totalmente consapevole ^^ ^_______^
Dai che sono stata brava e non farmi sfuggire nulla fino alla fine ^^ Wink
Vi ringrazio per l’infinita pazienza che avete avuto ^_^ Siete state speciali e spero di poter ripagare tutta la vostra fiducia ed il vostro affetto ^^


La canzone utilizzata è delle Tatu, sacrifice, azzeccatissima secondo me Wink

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:01 pm

“ Brivido.”




Sono tre settimane che Angel sta in silenzio, ti è dispiaciuto che la notte non è più venuto ad infilarsi nel tuo letto, e che non ti abbia neppure invitato nel suo, vorresti aiutarlo e stargli vicino, invece lui sembra voler stare per i fatti suoi…
Non ti resta che aspettare…
Sei stato al convento, hai cercato di parlare con qualcuno per sapere se era successo qualcosa, ed un prete anziano con barba e sopracciglia piuttosto folte e bianche ti ha detto che Angel è sempre il benvenuto per loro, certo, non come prete, ma come fedele che si reca in chiesa assolutamente sì, e di stargli vicino in questo momento così delicato della sua vita.
A volte lo hai visto dal balcone stare sulla piccola spiaggia di fronte casa, e spesso sei dovuto andare lì a prenderlo perché si era fatta notte oppure perché essendo cominciata la stagione delle piogge, si bagnava tutto e gli veniva il raffreddore.
Adesso lo guardi bere la sua tazza di latte.
Stona un po’ vederlo così silenzioso e tormentato, proprio lui solitamente sempre solare e pieno di positività.
Yan e Lex sono usciti presto stamani, e non rincaseranno prima di stanotte, sono andati al luna park, hanno insistito affinché andaste insieme a loro ma Angel non se la sentiva e tu di certo non vuoi lasciarlo solo in casa con quell’aria depressa.
“ Sono una cattiva persona…”
Lo senti sussurrare…
“ No che non lo sei Angel…” Gli dici un po’ spazientito, non fa altro che dirlo.
“ Se quella non era più la tua strada hai fatto bene ad agire così, ed ora finisci il tuo latte.”
Non credi che quello che ti ha detto Lex corrisponda al vero, sarebbe troppo….perfetto, troppo….bello…
Forse un giorno gli dirai i tuoi veri sentimenti, ma non adesso, adesso è sconvolto dalla sua decisone, non sarà stato facile lasciarsi tutto alle spalle, tutto ciò in cui ha sempre creduto.
Tu lo sai bene, anche se parliamo di due cose diverse ed opposte, anche per te è stato difficile lasciare il tuo lavoro e tutto il resto.
Ma lo hai fatto per lui ed è stato più sopportabile.
Non ti sei adattato alla vita di tutti i giorni, non hai trovato lavoro, e continuate a vivere con quello che avete rubato, fortunatamente Lex ha trovato un cantiere che lo ha assunto ed Yan lavora in un piccolo bar.
Ma non vuoi continuare a pesare su di loro, devi trovare presto una soluzione, per te e per Angel che adesso non ha più un posto dove andare.
Ma cosa puoi fare?
Per Yan è diverso, nonostante le sue difficoltà a integrarsi nella vita di tutti giorni, almeno si è già trovato nella situazione di lavorare onestamente, tu temi proprio di sparare a qualcuno, qualche cliente rompiscatole, qualche capo rompipalle, qualche collega che non si fa i fatti suoi.
Credi proprio che tra non molto arriveranno i soldi di Alessandro e forse potrai fare qualcosa per te ed Angel…
Ti scalda il cuore questo pensiero, una casa, tu, Angel, una vita normale.
“ Ricordi che in orfanotrofio ti venivo sempre dietro? Curiosavo tutto quello che facevi?” Ti dice Angel con uno strano sguardo malinconico.
“ Si, certo che mi ricordo, mi stavi sempre fra i piedi…” Dici dolcemente ripercorrendo piacevolmente quei ricordi.
“ Dovrei cercarmi un lavoro?”
“ è presto, per ora non ci pensare, mi occupo io di te.”
Angel ti guarda un po’ scettico, sorride dolcemente e scuote la testa…
Bè…non hai trovato lavoro per un anno è ovvio che è scettico sul fatto che tu possa farlo adesso.
“ Presto avremmo l’occasione di comprare una casa per noi, e allora penseremo al futuro Angel…”
“ Tu, Lex ed Yan, mi nascondete qualcosa riguardo ai soldi…non è vero? In realtà il pagamento per l’uccisone di Edgard deve ancora arrivare, quelli che abbiamo usato sono di un’altra provenienza vero?”
Angel è un ragazzo ingenuo solitamente, ma non stupido…
Alla fine lo ha capito, distogli lo sguardo, gli hai fatto usare dei soldi sporchi…Sarà arrabbiato e deluso.
“ Avresti dovuto dirmelo prima.” Ti dice davanti al tuo silenzio colpevole.
“ Ci sono tante di quelle cose che non avrei mai pensato di fare…Avrei dovuto capirlo prima, ormai è tardi per disperarsi…” Dice diventando ancora più triste, non si riferisce solo ai soldi, ma questo non puoi saperlo.
“ Duncan?”
“ Mh?”
“ Provi ancora rispetto per me?”
“ Tu ne hai sempre avuto per me Angel, ed io ho fatto e rifarei cose decisamente peggiori, non hai fatto nulla di male per il quale tu possa aver perso il mio rispetto.”
“ Voglio continuare ad aiutare il prossimo.”
“ Certo, ci sono tanti modi per farlo, suppongo, non che io ne sappia poi molto…” Dici cercando di alleggerire la tensione: “ Io cercavo di rendergliela impossibile la vita agli altri, ma ognuno ha le sue inclinazioni.” Angel sbuffa e sorride, finalmente sei riuscito a dargli un po’ di serenità.







“ Sei caldo…”
è il sussurro roco di Yan che ti giunge direttamente dentro il padiglione auricolare, prima che lui ci soffi dentro ed inizi a succhiare il lobo del tuo orecchio.
“ Mh…Yan…”
“ Shhh non fare rumore…Non mi piace che gli altri ti sentono godere.”
Fuori la pioggia si scatena sui finestrini della ruota panoramica rosso fuoco bloccata appunto a causa del mal tempo..
“ La pioggia ti rende più perverso russo.”
“ Non sai quanto…”
E ti sbatte sul finestrino, la tua guancia accaldata contro il fresco del vetro, vedi le gocce di pioggia infrangersi ed esplodere in minuscole scie bagnate.
La lingua di Yan percorre la tua spina dorsale, ti piace quando lo fa…
“ Dai…” Lo inciti a continuare…
“ Cosa?”
“ Ba…bastardo, lo sai…”
“ Dimmelo, dimmi che mi vuoi, dimmi che vuoi sentire il mio cazzo dentro, dimmi che mi ami, dimmi che sei solo mio, che prima di me non conoscevi neppure il significato della parola fottere!”
Ridi…
“ Accidenti certe pratiche ti rendono loquace…”
“ Non scherzare, dillo…” Yan non scherza affatto, quando è così fa sul serio, vuole davvero sentirtelo ammettere….
“ No.” È la tua fiera risposta, non hai accettato il suo amore per essere un debole, la sfida ti eccita, non ti avrà facilmente, mai…
“ Piccolo stronzo italo- americano…”
“ Non sono io che sono basso, sei tu che sei alto senza ragione…”
“ Mi pregherai…” è la sua affermazione, tra di voi il sesso è qualcosa di morboso e torbido, è passione e non ha limitazioni di nessun genere.
Potrebbe sembrare solo una scopata a chi non vi conosce, ma sia tu che Yan sapete bene quanto per voi questo sia importante, fondamentale…
Ti stringe i fianchi ed affonda la lingua fra i tuoi glutei, stuzzica il tuo ano con la sua lingua calda e la sensazione che provi è violenta, è in assoluto la cosa che ti piace di più che lui ti faccia, forse ti piace quanto la penetrazione vera e propria, sentire la sua lingua sulla tua piccola apertura, combattere il desiderio di abbandonarti a lui per difendere il tuo orgoglio, la scia umida e bollente su quel pezzettino sensibilissimo di pelle, la stimolazione continua, il pregustare ciò che sta per avvenire e infine quando la punta della sua lingua entra dentro di te e tu stai per venire il bastardo afferra la tua erezione alla base e ti impedisce di avere il tuo orgasmo…
“ Stron..Stronzo..ah…la mano…”
“ Non ti ho ancora sentito supplicarmi di prenderti…”
Mh…questo gioco è interessante
Ridi ancora e provi una fitta di dolore al pene e ai testicoli…
“ Ahi!” Ti scappa un lamento, non avresti voluto farti vedere debole ma ti ha fatto male..
Yan ritira la mano di scatto!
“ Merda, scusa…”
E tu ti riversi sullo sportello della cabina della ruota panoramica che vi ospita.
“ Non fermarti…” Gli dici non appena ti sei ripreso dall’orgasmo…Siete mezzi vestiti e mezzi spogliati, i vostri sessi eretti allo spasmo…
“ E tu pregami…”
Mai!
“ Mai…” Gemi e ti strusci sulla sua erezione torturandolo, anche lui è al limite, infatti senti la punta del suo pene forzare il tuo ano e il glande continuare ad allagare entrando anch’esso.
Gemi di piacere, oh si…
“ Si…”
Ti muovi verso di lui…
“ Fermo Lex faccio tutto io…”
“ Non vorrai mica tutta la gloria perché io…ah!”
E arrivando con il suo sesso in fondo al tuo corpo ti zittisce…
Bacia la tua nuca e le sue mani addosso ti fanno stare bene, alla fine non lo hai pregato, ma ti lasci ugualmente andare a lui, alle sue spinte, stare fermi è una piacevole tortura, ma Yan sa bene come muoversi, e ti regala ondate calde di piacere talmente grandi che tu ti senti sciogliere tutto.
Una delle tue mani va a stuzzicare la tua erezione…
“ No, no signor Turch, deve imparare a farsi dominare…” Ti dice Yan più per stuzzicarti che altro ma tu ti offendi…
“ Non ti allargare…” Gli ringhi…
“ No sta tranquillo, non mi allargo, sei tu che lo devi fare per accogliermi…”
Maledetto bastardo…
“ Che fai russo? Mi rubi le battute….”
“ Ho il diritto di rubare ogni cosa di te…”
Ansimate forte e i vetri della cabina si appannano, anche se fuori piove la temperatura in Messico è calda tutto l’anno…
Siete tremendamente sudati e manca l’aria, i tuoi capelli castani e indomabili sono completamente spiaccicati sul viso e ricolmi di sudore…
“ Il tuo odore mi stordisce Yan…” Gli dici, la cabina ti pare impregnata del suo odore, sa di buono, scatena in te mille sensazioni piacevoli…
“ Hn…”
“ Hai ricominciato con il mutismo?…”
“ ….”
“ Fanculo…ah!”
Il suo sesso ti apre a dovere e ti scalda l’anima, lo vuoi sempre così, lo vuoi tuo.

“ TENETE DURO STIAMO LAVORANDO PER LIBERARVI!”

è la voce di un addetto ai lavori che sta cercando di sbloccare la ruota panoramica…
“ Yan …digli che teniamo duro eccome, e che non c’è bisogno che facciano troppo in fretta…”
Ridi e Yan spinge in te così forte che quasi non capisci se la cabina oscilla per il vento o i movimenti potenti del russo.
Godi e lo fai godere.
Lo scrosciare intenso della pioggia ti manda brividi per tutto il corpo, così come il sesso di Yan che tocca ripetutamente un punto particolare dentro la tua prostata.
“ Mh…si, Yan, mh…Yan…più forte..”
Vieni e stringendolo con i muscoli del tuo alvo fai venire pure lui.
Ma non siete stanchi.
Mai.
Yan si siede sullo scomodo seggiolino e ti fa mettere sopra di lui.
“ Allora hai capito chi è che comanda russo!”
“ …” Non dice nulla, semplicemente ti aiuta a impalarti su di lui e sei tu adesso che detti legge.








L’acqua del mare bagna i tuoi piedi chiari, affondi un po’ nella sabbia, e alzi il viso al cielo, ha iniziato a piovere, via, via la pioggia si intensifica.
Non puoi ancora crederci, lo ami, ami Duncan, lo hai sempre amato, ed hai cercato di riempire il vuoto che ti lasciava dentro nell’unico modo che conoscevi.
Non volevi ingannare nessuno, davvero non avevi compreso prima di adesso.
Ti vergogni, provi un forte senso di imbarazzo, ti detesti, e vorresti scomparire, ti gira la testa, nonostante la temperatura calda di Cancun la pioggia risulta fredda comunque sulla pelle.
Se la tua fede fosse stata davvero forte, la vita che hai vissuto accanto a Duncan in questo splendido anno, non l’avrebbe scalfita, invece è venuto tutto a galla.
Ogni singolo pensiero, le tue mani su di lui, il bisogno di contatto che sentivi, le tue mani distratte sul suo giubbotto di pelle nera.
I tuoi capelli biondi sembrano un po’ più scuri a causa della pioggia che li ha bagnati, i tuoi occhi grigi sembrano riflettere il cielo in tempesta ed il forte vento ti schiaffeggia in pieno viso.
Che vergogna…
SEI UNA CATTIVA PERSONA!
Respiri a fatica, ti scotta la fronte, forse hai la febbre ma non ti importa….
Vuoi espiare ogni peccato, ogni bugia, ogni modo di intendere la vita, il tuo amore per Duncan, tutto, ogni cosa.
Come hai fatto ad essere così stupidamente innocente?!
Ed hai promesso a Dunk di essere sincero con lui tempo fa, ma non ci riesci, non puoi, provi un malessere interiore talmente grande da renderti vuota la mente.
Le tue labbra tremano, stai prendendo davvero tanta acqua…
Vorresti fare pochi passi in più e sprofondare nel mare in tempesta quanto il tuo cuore, sei un tumulto di emozioni, proprio come questo violento temporale, un fulmine squarcia il cielo e la tua pelle alabastrina brilla, le tue lacrime si confondono alla pioggia, e non ti riconosci più…








La tua mano olivastra dall’abbronzatura accentuata è unita a quella pallida e assassina di Yan, lui ti tiene tra le braccia e ti coccola.
Vorresti protestare, ma in fondo perché no…
La sua mano percorre la tua schiena solida e ti accarezza stancamente, già, siete a corto di energie, ogni tanto ti bacia in fronte o sulle palpebre socchiuse.
“ Darei la mia vita per passare l’eternità così…”
Ti dice Yan sorprendendoti con il suo romanticismo, siete stanchi ma ancora eccitati, dolcemente l’erezione di Yan entra nuovamente in te…
Vorresti muoverti selvaggiamente, ma sai bene che è uno di quei momenti in cui Yan vuole la calma e vuole prendersela comoda, e dicendola tutta, tutto ciò ha sempre dei risvolti interessanti.









Ti senti girare di scatto.
Sei bagnato fradicio e tremi, sicuramente avrai la febbre.
È Duncan.
Anche lui è bagnato da testa a piedi e l’ acqua piovana si abbatte su di voi con furia crescente, il vento ulula e il rumore assordante della pioggia si fonde allo sbattere violento delle onde nel mare in tempesta.
“ Finirai per ammalarti! Torna dentro, adesso basta!!!” Ti rimprovera duramente Dunk.
Lui…lui è sempre venuto a tirati fuori dai guai, all’orfanotrofio, nella vita, adesso, sempre, lui è sempre stato con te, non ti ha mai fatto sentire solo…
E provi imbarazzo ma non puoi impedirti di pensare a quanto è bello in questo istante, mentre è bagnato dalla pioggia e i suoi capelli neri sono attaccati al viso, il suo ciuffo vela ulteriormente il suo occhio destro, è letteralmente appiccicato sulla sua faccia, il trucco scivola via dagli occhi lasciandogli strisce nere sulla pelle marmorea, i vestiti aderenti in pelle e l’espressione arrabbiata…tutto questo lo rende …sì…seducente…
“ Sono una cattiva persona.”
“Ancora Angel?!”
Ti tira per un braccio.
“ Entriamo idiota!”
Il suo modo burbero di occuparsi di te… non desideri di meglio accanto e forse è la febbre, forse la coscienza, forse l’amore, finalmente glielo dici, piano, dolcemente, tremando, morendo di paura e vergogna, ma glielo dici:
“ Io ti amo Duncan….”
….
……
……..
Lo vedi guardarti dritto negli occhi, la pioggia scivola impetuosa sul suo viso, tremi, il cuore batte all’impazzata e lui fa un passo verso di te…
Le sue mani pallide con le unghie smaltate di nero raggiungono il tuo viso, non fai neppure in tempo a capire cosa sta realmente succedendo che le sue labbra premono forte sulle tue!
Sei sconvolto, il cuore ti balza in gola, poi ripiomba giù e sembra volerti uscire fuori dal petto…
Resti inerte con gli occhi sgranati e li sgrani ulteriormente quando le sue braccia scendono dal tuo viso ad abbracciare il tuo corpo fradicio di pioggia e la sua lingua preme sui tuoi denti serrati.
Ed è solo l’istinto quello che ti fa schiudere le labbra e chiudere gli occhi.
E la lingua di Duncan ti invade avida e prepotente, ti aggrappi a lui, lo stringi convulsamente, gemi forte nella sua bocca e cerchi aria, ma Duncan non ti lascia allontanare da lui, subisci il suo assalto e un potente calore ti esplode dentro.
La tua lingua non si muove, forse hai smesso di respirare, quella di Duncan invece si muove, si muove eccome, e si muove con dolce e violenta passione prevaricante.
Sei stordito, felice, e…e…e…sì, puoi dirlo Angel…Eccitato…
È troppo però, è davvero troppo, ti senti torturato, la sua lingua, la sua bocca, hanno un buon sapore, emanano un buon odore, odore d’amore.
Senti la sua lingua caldissima cercare ossessivamente la tua, un contatto con essa, ma davvero non riesci a muoverti, le sue labbra tormentano le tue, i suoi denti tirano il tuo labbro inferiore, poi lo succhia, e ancora ti bacia e tu sei sempre inerte ed il cuore batte sempre più veloce, sempre di più, la testa ti gira da matti.
Lui continua a possedere la tua bocca, i vostri respiri affannati vengono bevuti gli uni nella bocca dell’altro.
Hai bisogno d’aria, urgentemente.
Fai per staccarti nuovamente ma Duncan te lo impedisce ancora, ti stringe, ti bacia, ti ruba letteralmente il respiro, il piacere che ne deriva è devastante non…non…e poi…
Il buio.
……
……..
……….







È fermo sotto la pioggia, lo volti verso di te.
È la creatura più bella che tu abbia mai visto, sembra …un angelo caduto….
“ Finirai per ammalarti! Torna dentro adesso basta!!!” Gli dici risoluto, non può stare ancora sotto la pioggia, finirà per ammalarsi.
Lui sembra un po’ sotto shock, sembra quasi che ti stia vedendo per la prima volta, sta imbambolato sotto la pioggia e trema tutto, certo! Vorrei vedere! Con tutta la pioggia che gli è penetrata nelle ossa.
“Sono una cattiva persona.”
Di nuovo!
“ Ancora Angel?!”
Lo tiri per un braccio, adesso basta non può auto -distruggersi così.
“ Entriamo idiota!” Gli dici arrabbiato.
E poi…..
“ Io ti amo Duncan….” Un timido sussurro…
E non ti soffermi neppure un attimo a cercare di capire se hai sentito bene, sono le parole che aspettavi da una vita!!!
Gli sei addosso, all’inizio con una calma febbrile e malcelata, tocchi il suo viso bianco e perfetto, un po’ tondeggiante, splendido, innocente, un po’ infantile ancora per certi versi, e non ci pensi su a lungo, anzi, non ci pensi proprio per niente, premi le tue labbra pallide sulle sue rosee e infreddolite, le premi forte con tutta la tua arrogante natura e con tutto il tuo desiderio represso.
È come se tutta la nebbia e il dolore non fossero mai esistiti, è come se le tue labbra fossero sempre state su di lui.
Impazzisci, perdi la ragione, sei eccitato e la libidine e l’adrenalina prendono il sopravvento, non pensi che è il suo primo bacio, non pensi a chiedere permesso, hai già aspettato troppo.
La tua lingua si insinua fra i suoi denti e i tuoi occhi vedono i suoi chiudersi.
Finalmente lo penetri con la lingua e non accetti neppure che lui abbia bisogno d’aria, anche tu ne hai bisogno ma respiri nella sua bocca, lui che non sa che fare invece smette sul serio di respirare, ma perso come sei nel sapore dolce della sua bocca e preso della tua crescente erezione non ti rendi neppure conto dei suoi tentativi di allontanarti, molto blandi per la verità, e continui a possederlo con la lingua tormentargli la bocca con labbra e denti.
Sei euforico.
Continui e continui ancora…
Finché lui non ti sviene fra le braccia….
….
……..
…………









La ruota panoramica finalmente viene rimessa in funzione, è buio ormai, si è fatto tardi.
Ha smesso di piovere.
“ Scusate l’inconveniente.” Vi dice l’addetto al funzionamento delle giostre.
“ Oh è stato magnifico invece.” Dice Lex e tu te lo strattoni contro sorridendo.
Gli scombini ulteriormente i capelli castani e scuoti la testa rassegnato.
“ Alla fine non abbiamo visto nulla del luna park.” Dice Lex mentre uscite un attimo prima che chiudano il cancello principale.
“ Ci torneremo un’altra volta.”
“ Promesso?”
“ Promesso.”
E ti volti, vi stanno seguendo, non ci sono dubbi….
“ Che hai?” Ti chiede il tuo ragazzo.
“ Pericolo.”
“ Che?” Dice Lex non comprendendo.
E dietro l’angolo sbucano due individui armati di pistola.
“ Niente panico ragazzi…” Vi dicono in modo poco rassicurante.
Poi quello più alto dei due si rivolge a te…
“ Dammi il ragazzo e nessuno si farà male…” Vogliono Lex.
Ed il sangue ti sgorga prepotente nelle vene.
Nessuno tocca il tuo ragazzo.
“ Un ‘ora con il tuo ragazzo, e nessuno si farà male.”
“ Passatela con me un’ora…”
“ Hey! Andate a farvi fottere” è la risposta di Lex. Ti sfiora il pensiero che lo abbia detto anche a te…
Ti avvicini a uno dei due tizi, lo disarmi facilmente e prendi la pistola.
“ In ginocchio, tutti e due.”
“ Yan…andiamo dai…” è la voce di Lex che ti giunge un po’ in lontananza per la verità, disarmi anche il secondo uomo.
E senti il diavolo sussurrarti frasi sconnesse…
Dai un calcio in faccia ad uno dei due, uno a caso, non importa…
“ Yan!”
Poi afferri l’altro per la gola….lo guardi minaccioso…
“ Cosa ci devi fare con il mio ragazzo?” Chiedi e la tua voce non è più la tua…
Le mani ti prudono, una volta Ismael ti disse che in fondo siamo solo quello che siamo.*
E il ricordo dello stupro subito da Lex e il ricordo di quanto ne abbia sofferto e di come ancora oggi segretamente ne porta i segni, ti mandano facilmente fuori controllo.
Forse tutti pensano che ti sei rimesso in riga, persino Dunk, ma tu dentro resti un killer, sempre.
Piano torci l’osso del suo collo e ti concentri sul rumore delle ossa che scricchiolano…
“ Yan! Smettila!”
L’osso del collo dell’uomo si spezza.
Lo guardi con una certa compiacenza mentre crepa.
Poi è il turno dell’altro.
Lex ti afferra per un braccio.
Tu ti fermi.
Ma l’uomo commette l’errore di crederti distratto ed estrae un coltello mentre viene verso di te con ferocia, ma tu, oh si…sei più feroce di lui…
Ti metti davanti a Lex, schivi l’uomo e usando il suo stesso braccio e il suo sbilanciamento lo pugnali dritto al cuore.
…..
Solo il fracasso del silenzio intorno…
….
……
…………
“ Yan…”
“…”
“ Yan…?”
“ Lex, noi siamo solo quello che siamo, e ci proviamo a cambiare vita, io ci provo, ci ho provato lo giuro, ma ormai appartengo alle tenebre, e possono passare anni e anni di pace, prima o poi tornerò sempre ad essere un killer…Io ….vorrei cambiare…solo non so come si fa…”
Vedi Lex passarsi le mani sul volto stanco ed improvvisamente ti pare parecchio cresciuto l’uomo che ami.
Anche mentre ti viene incontro con lo sguardo sofferente e ti abbraccia sospirando distrutto.
È in collera lo sai…
Ricambi il suo abbraccio e sei in collera anche tu, con te stesso, per non saper mantenere nessuna delle promesse che gli fai.
“ L’importante è che stai bene Alexander.”









Ti svegli nel tuo letto, sei nudo sotto le coperte, Duncan è poggiato al muro, guarda fuori dalla finestra.
Sente che sei sveglio e senza voltarsi dalla finestra ti dice: “ Ha smesso di piovere…”
“ Lo so…” Dici timidamente affondando dentro le coperte per sfuggire a queste sensazioni.
“ Hai la febbre.”
“ Lo so…”
Tremi, sei in tensione.
“ Ho dovuto toglierti i vestiti bagnati di dosso.”
“ ..S…si…” Adesso ti fa uno strano effetto sapere che ti ha visto nudo…
“ Sei bello…Bellissimo…” Ti dice.
E avvampi…
“ Anche io ti amo Angel…”
Ed il nodo che sentivi al cuore si scioglie, quello alla gola scompare e il tuo respiro ritorna sereno e regolare.
“ Davvero?” Chiedi un po’ stupidamente…
Lui si volta verso di te e ti viene vicino.
Tu stringi le coperte talmente forte da far sbiancare le nocche.
Lui si siede sul letto e ti guarda, il suo sguardo brucia di desiderio.
“ è per me che hai lasciato il sacerdozio…?”
“ …Sì.” Arrossisci.
“ Quando hai capito di volermi?”
“ Io…Duncan….” Sei imbarazzatissimo!
“ Ecco, abbiamo vissuto come avevo sempre desiderato, insieme, tu che non mi lasciavi solo a causa del tuo lavoro, eri…totalmente mio…ed io…ti avevo tutto per me, non volevo essere io quello che se ne andava adesso…A poco a poco ho messo a fuoco ogni cosa, è sempre stato così ma, solo di recente ho davvero capito…Sono sempre il tuo angelo?” Chiedi con una tale dolcezza e timidezza che sciogli perfino il cuore di Duncan il demone.
“ Sempre…Io invece ti amo da quando eravamo ragazzini…Ti ho desiderato così a lungo…”
Per la miseria…! Non sai che pensare riguardo a questo, è davvero tanto tempo!
“ Ti avrò fatto soffrire immagino…mi spiace…”
“ Non scusarti…”
“ Non mi hai mai detto nulla, sarà stato penoso…”
“ Ogni volta che mi toccavi morivo…”
“ Scusami io…”
“ Non scusarti.. lasciati amare…” E fa per toglierti le coperte di dosso, ma tu le tiri verso il petto e dici solamente una piccola parola…:” No…”
Lui sorride dolcemente, il suo volto pare quello di un ragazzino, è davvero dolcissimo, sembra perfino più giovane della sua età adesso.
Ma dura un attimo, quasi credi di essertelo immaginato, il suo sguardo è di nuovo quello sensuale e perso nel vuoto del demone, ma non hai paura, magari del sesso sì, ma di Dunk no, mai.
“ Posso baciarti ancora Angel?”
è il suo roco sussurro…
“ …Sì…” è la tua timida risposta…
E le sue labbra raggiungono le tue.
“Puoi respirare nella mia bocca di tanto in tanto ed il bacio potrà durare più a lungo.” Ti sussurra dentro la bocca.
“ Mh…” è il tuo mugolio confuso….
E ti travolge con il suo respiro, la sua saliva, la sua lingua, i suoi denti, senti forte il suo sapore buono e dolce sul palato, tremi ancora di più e timidamente la tua lingua raggiunge la sua…con tocchi incerti ed inesperti cerchi di imitare il suo movimento che è più tranquillo di quello che ha usato in spiaggia prima, adesso pare …sì sempre bruciare ma, ti sta facendo anche da insegnante…
Ti mostra piano tutti i movimenti da fare, si prende tutto il tempo del mondo per saggiarti per bene…
La sensazione è nuova, strana, bella ed esaltante, sei timoroso di sperimentarla…
La sua lingua è bagnata, la sua bocca umida e la saliva che vi scambiate rende il tutto più ….caldo, scivoloso, vivo, pulsante…
Lui è semi sdraiato su di te e tu vai a fuoco.
Sei inebriato dal suo baciarti con tanta solerzia e tu via, via, ricambi sempre con più entusiasmo..
“ Sì Angel, ancora, seguimi …” Ti invita a seguire ancora i suoi movimenti e ti accorgi che imparare non è poi così difficile…
Baciare Duncan e farsi baciare da lui è stupendo, proprio come avevi immaginato, e la tua erezione che dolce si risveglia ti fa prontamente imbarazzare…
Cerchi di nasconderla a Duncan…
“ Tranquillo Angel è normale.” E conduce la tua mano destra su se stesso per farti sentire che anche lui è nelle tue stesse condizioni..
Di scatto la ritiri.
E ti stacchi dal bacio…
“ Scusa vado di fretta cucciolo?”
“ Io…I…Io…Io…lo so che ti ho fatto aspettare tanto ma…”
“ Non sei pronto per altro lo so…aspetterò.” Ed il suo volto inespressivo è in realtà la cosa più bella sulla quale tu abbia mai posato gli occhi.









“ Perché la devono passare con te un ‘ora e invece con me non se la potevano passare?” Ecco, ci avevi visto giusto, si è irritato per la tua affermazione di prima.
“ Adesso no Lex.” Ti dice Yan entrando in casa.
E quando?!!
Ti fa passare sempre per il più debole fra i due…
“ E quando Yan? Quando? Io sono forte quanto te, posso badare a me stesso! Cazzo!”
“ Duncan, vieni in cucina.” Yan ti ignora e chiama quell’ altro coglione di Dunk.
Duncan entra in cucina seguito da Angel avvolto fra le coperte, sul viso di Dunk non leggi nulla, ma su quello di Angel oltre ad una febbre di stagione vedi anche un altro tipo di febbre …
“ Tsk! Dunk! Almeno oggi hai fatto una cosa giusta” E fai l’occhiolino ad Angel che diventa ancora più rosso in viso e tira al petto le coperte che lo avvolgono.
“ è così evidente?” Dice Angel morendo di vergogna.
“ Ovvio che sì.” Gli rispondi.
“ Due tizi all’uscita del luna park volevano divertirsi con Lex, li ho uccisi, devo tornare lì per nascondere i cadaveri, mi dai una mano?”
“ Hn…” è l’assenso di Duncan, che poi si rivolge a te: “ Angel deve fare un bagno caldo ha la febbre. Pensaci tu.”
Li vedi uscire tranquilli da casa.
E la porta si chiude non prima di farti sentire l’ultimo pezzo della loro conversazione.

“ Strada facendo ci procuriamo degli acidi che dici? Così li squagliamo sul marciapiede…”
“ Però Dunk! Sei un vero demone…”
“ Perché tu? Ed io che oggi pensavo che almeno tu eri in grado di stare nella società…”
….
……
…….






Fumi, sei nervoso.
Angel ha finito il suo bagno e guarda l’orologio appeso in cucina…
Parli rivolgendoti un po’ a lui un po’ a te stesso.
“ Alla fine fanno del loro meglio, è che ci sono nati con la morte alle costole, una volta che sei dentro uscirne è impossibile…” Decreti…anche tuo padre la pensava così, perché era ed è così…quel padre del quale non conosci l’esistenza.
“ Già…loro ci provano…ma…”
“ Alla fine sono solo quello che sono…” Dici comprendendo quello che voleva dirti Yan…
“ E noi…” dice Angel, e tu completi la sua frase…
“ Saremo sempre qui…In attesa di niente.”
…..
……
………




**Le mani vogliono vedere, gli occhi vogliono toccare….












Continua…




* questa citazione appartiene alla prima parte di STP, è tratta dal cap 13, “la fredda neve della vendetta”

** è una citazione che ho letto tempo fa, ma non ricordo dove ^^

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Share the pain 2 Empty Capitolo 18

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:01 pm

“ Voglia…”



Ti strusci su Yan, sei sveglio da poco, sbadigli e il russo inizia lentamente a svegliarsi.
Subito ti è addosso.
Sfrega la sua guancia bianca e dai contorni allungati e perfetti nell’incavo del tuo collo maschio e brunito, ti annusa, tu annusi la sua tempia, profuma di buono.
Non riuscirai mai a fargli lasciare completamente la sua vera natura ma, almeno potrai essere il freno a cui potrà aggrapparsi prima che sia troppo tardi, e alla fine ciò che conta è che lui si impegna per essere una persona migliore, e che torni sempre da te…
Hai la sensazione che tu lo abbia contemporaneamente salvato e condannato, da quando ha smesso di prendere gli psicofarmaci che lo hanno tenuto buono per dieci anni ha ripreso ad uccidere…
Li ha smessi per te, ormai lo sai, perché ha trovato in te quello che cercava…
Perché ha fatto di tutto per rimettersi in sesto, per te, per voi, e se da un lato è stato positivo dall’altro è stato controproducente…
Se non fosse stato per lo stupro che hai subito probabilmente non avrebbe riassaporato quel sapore di morte.
La sua lingua percorre il tuo collo e il suo respiro bollente ti eccita.
Non è che te ne fai una colpa, ti sei già condannato ingiustamente abbastanza per questo, però sei la sua più grande forza ma anche la sua più grande debolezza.
Di certo non ti arrenderai mai e proverai sempre a placare il suo animo, altrimenti chissà cosa finirebbe per combinare…
Intanto ti godi i suoi morsi sul collo e la tua erezione turgida prende a pulsare…
Yan percorre il tuo corpo con la lingua, scende in basso, sempre più in basso, e mentre ti pizzica con le dita un capezzolo percorre con la lingua la vena che si ingrossa lungo l’asta del tuo pene circondato da una soffice peluria castana…
La sua lingua continua a fare su e giù, ti tortura a lungo prima di racchiuderti nella sua bocca.
Sugge e fa roteare la lingua sulla punta del tuo sesso aprendo così la bocca e facendo entrare l’aria che rispetto alla sua bocca è più fresca e ti fa sobbalzare a causa del piacevole contrasto.
“ Resta con me…” Sussurri gemendo e raggiungendo l’orgasmo.
“ …” Non dice nulla, come suo solito ma ti penetra morbidamente.
Ti spingi verso di lui che si spinge in te dapprima piano e poi via, via sempre con maggiore impeto e foga.
……
………
………….
Riprendete fiato e ragione.
“ Cosa è questa cosa del Krav maga di cui parlate di tanto in tanto?” Gli chiedi.
“ Lotta israeliana, serve a difenderti per strada. Vuoi impararla?”
“ E tu che mi da in cambio?”
“ Hn...Se oggi mi batterai potrai farmi tutto ciò che vuoi…”
Mh! Buona idea…è da un po’ che fai il passivo, hai giusto bisogno di sgranchirti come attivo…
“ D’accordo.”
“ Bene facciamo colazione e poi ci portiamo il pranzo al parco.”
“ Va bene Yan, ti farò vedere che sono il migliore! In tutti i sensi!”






Avete unito i letti e siete tornati a dormire insieme.
Duncan è proprio come ti eri immaginato in questi ultimi tempi, glaciale fuori e infuocato a letto.
Sei sveglio e lo guardi dormire, ha il respiro leggero e la fronte un po’ corrucciata perfino nel sonno, è bello, molto, scosti delicatamente il ciuffo di capelli neri dal suo occhio destro e sorridi teneramente.
Non hai avuto il coraggio di spingerti oltre i baci ma…
Accidenti che baci!
Senti lo stomaco contrarsi ed il cuore scaldarsi al solo pensiero di come ti bacia Duncan…
Conosce ogni segreto di questa pratica che fra le sue mani diventa un’arte…
Il suo modo di farlo ti sconvolge dentro e ogni singola volta che le sue labbra poggiano sulle tue ti senti la testa leggera e le membra del tuo corpo farsi burro fuso.
Gli piace sovrastarti, bè…questo te lo aspettavi…
Gli piace stare semi sdraiato su di te ed esercitare tutta la sua mascolinità.
Ama avere il controllo della situazione…
Un po’ ti fa paura, ma non paura di lui per intenderci, paura di una certa parte del suo corpo, paura del sesso, dell’incognito, di tutto, e poi non ti senti pronto ecco…
Ti dispiace non riuscire a lasciarti andare ma sei teso e la cosa ti spaventa davvero tanto, senza contare che è tutto decisamente nuovo per te, e poi lui…è così virile nel baciarti che da un lato ti eccita ma dall’altro….lo abbiamo già detto che ti spaventa?
Si, va bene, ripetiamolo ancora una volta…
Ti spaventa, ti terrorizza…
Ti accoccoli a lui e respiri il suo odore…
Lui apre i suoi occhi nerissimi e cerchiati su di te…
Ed il respiro ti si mozza in gola, hai scoperto da poco che la mattina ha ancora più voglia del solito…
Rovescia la tua testa all’indietro, con il pollice separa le tue labbra e semi sdraiato su di te ti bacia e possiede la tua mente, il tuo cuore e la tua bocca.
Tra di voi è perennemente così…
Vi scambiate baci infuocati, a volte lenti, altri volte delicati, altre ancora ti ha morso, ma fondamentalmente è sempre così…è sempre passione…
Spesso devi fermare le sue mani pallide e forti che cercando di oltrepassare l’elastico dei pantaloni del pigiama, oppure mormori tanti piccoli disperati –no- nella sua bocca istigatrice…
E lui, si ferma, si trattiene, respira a fatica, ti guarda con lava liquida e nera negli occhi e riprende con stoico impegno il controllo di sé.
La sua lingua invade la tua bocca, ringhia tre le tue labbra e tu sussulti forte aggrappandoti alle sue spalle bianche, robuste, solide, mentre la sua schiena flessuosa compie movimenti sensuali su di te…
La sua spina dorsale si muove seguendo i suoi movimenti felini e la senti sotto i polpastrelli, senti ogni singolo movimento del suo corpo.
Gemi sommessamente, cercando di non lanciare piccoli urletti d’eccitazione, così facendo è anche peggio però, infatti lui si infiamma, la sua lingua continua a tormentarti anche più forte di prima e poi la spinge fin giù nella tua gola.
Ti stacchi da lui in cerca d’aria, lo fissi con occhi enormi che sfumano dal grigio all’azzurro e sono liquidi di passione…stai bruciando, è stato bello…
“ Piano…” Dici…
Lui non dice nulla ma riprende a baciarti più dolcemente….
La punta della sua lingua stuzzica la punta della tua e poi la prende fra le labbra ed inizia a succhiartela, gemi e ti aggrappi un po’ a lui un po’ alle lenzuola sudate sotto di voi…
La sua mano scende pericolosamente verso il basso…
Le sue dita accarezzano il tuo sesso eretto attraverso la stoffa dei pantaloni di lino bianco che ti fanno da pigiama…
E tu ti agiti….
“ Duncan…n..n..no…”
Lui si ferma e ti bacia la fronte…
“ Tranquillo…Angel tranquillo. Ti metto paura?”
Annuisci.
Dovresti essere un uomo fatto ma queste cose sono nuove per te.
Probabilmente fai la figura dell’idiota ma non riesci ad impedire al tuo corpo di provare questa paura verso il sesso.
“ Vuoi usare tu il bagno per primo?” Ti chiede notando la tua erezione contenuta a fatica dal leggerissimo tessuto che è il lino.
Non che lui sia messo meglio, i suoi boxer in lycra neri non lo aiutano affatto.
“ No, vai prima tu..” Dici in evidente imbarazzo, Duncan ormai li finisce sotto la doccia i suoi tentativi di far sesso con te…
Ti bacia la guancia e si reca in bagno…
Sospiri…maledizione!









“ Tieni la guardia alta Lex.”
Lui ti guarda male non gradendo la tua osservazione.
“ Sono attento.”
“ Non è vero pensi a tutto tranne a quello che potrei fare io.”
Lui sputa per terra e si gratta le testa.
“ Riepiloghiamo Lex, io ti attacco alle spalle, ti afferro e includo anche le tue braccia, sei immobilizzato, come ti liberi?”
“ Testata!”
“ Potresti non prendermi, ricorda io ti vedo ma tu non hai gli occhi dietro, potrei schivare la tua testata, che fai? Rifletti.”
E lui alla parola- rifletti- ti guarda stralunato…
“ Ti lancio una maledizione?”
“ No Lex…” E ti pigi le tempie, Lex è capace di farti scoppiare il mal di testa di punto in bianco… “ Fai di tutto per districarti, ti muovi come un anguilla e ti agiti, fai un po’ a destra un po’ a sinistra cercando di voltarti, guarda dove va spontaneamente a finire il tuo braccio destro…”
E ti metti in posizione per mostraglielo.
“ Non è difficilissimo Lex, è piuttosto spontaneo, ad ogni reazione corporea ne sussegue inevitabilmente un’altra…”
“ Come per il sesso?”
“ Diciamo di sì, se io colpisco in pancia una persona, questa si piegherà in avanti con il busto scoprendo il viso, non è fatto apposta è il nostro corpo che è fatto così.”
“ Sarà…”
“ Dicevo, ehm.. dove ero rimasto? Ah! Si, bene… Il braccio destro va spontaneamente a finire sullo sterno dell’avversario puoi facilmente colpirlo con una gomitata, ecco che il suo busto andrà in avanti per arginare il dolore e per cercare di incassare il colpo, allenterà la presa su di te e tu sarai libero, lui avrà il viso e la tempia protesa in avanti, il tuo obiettivo sono i suoi punti vitali, abbiamo appena detto la tempia, poi abbiamo la testa, la gola e infine mentre lui cade a terra lo calci forte sulla schiena ti dai lo slancio e scappi…Chiaro?”
“ Si, mica sono stupido.”
“ Bene, proviamo. Ricorda i punti vitali, occhi, collo, tempie, cassa toracica e soprattutto palle!”
La tua mente ti fa rivivere episodi piuttosto spiacevoli della pre – adolescenza …



“ Tieni la guardia alta Yan non devi fallire sennò chi porta da mangiare a quella puttana di tua madre? Se fallirai non verrai pagato, capito?”
“ …” Il tuo sguardo è già quello di un adulto.
“ Mi piace il tuo mutismo, è così che devi essere silenzioso ed efficiente, nessun errore, nessuna distrazione.”
E il suo pugno ti colpisce in pieno viso, passi una mano bianca sul labbro spaccato e le nocche si macchiano di sangue rosso e cupo.
Contrattacchi!
Lo colpisci, duramente.
Lui ride: “ Bravo moccioso.” Si complimenta prima di riempirti di calci e pugni.
La nausea sale ma continui a tenere alta la guardia…
La vista ti si offusca ma non sverrai.
“ Forza Yan, nel krav maga non importa se sei alto, forte o robusto, conta solo riuscire a colpire i punti vitali, o vuoi usare di nuovo l’ascia? Ho visto che non ti piace essere sporco.”
“…” E il tuo volto da bambino è seppellito da tempo ormai…



Lex è negato con le arti marziali, non ha disciplina, è disordinato e non ha metodo.
Non ha pazienza ed è presuntuoso, non accetta che tu gli possa insegnare qualcosa, tuttavia lo hai fatto vincere, desideroso di fare sesso con lui, desideroso di dargli piacere.
Lex ti tiene i fianchi, tu li sollevi un po’ da terra e gli vai incontro.
Lui struscia il suo sesso umido sulla tua apertura…
“ Ho la netta sensazione che tu ti sia fatto mettere al tappeto di proposito Yan … Avevi tutta questa voglia di farti scopare da me eh..”
“ Hn…” è il tuo monosillabo in risposta…
“ Lo prendo per un sì…” Dice lui in ginocchio dietro di te…” I tuoi pantaloni si sono macchiati d’erba, mi piace metterti in disordine, soprattutto pensando a quanto ci metti per essere tutto precisino…”
Il suo sesso entra di prepotenza in te, ti piace da subito, hai una soglia del dolore più bassa di quella di Lex e le tue mani si aggrappano ai corti fili di erba smeraldina mentre Lex si scatena in te…
Non ha mai avuto un ritmo Lex, non segue nessuna regola, ed è bello proprio per questo.
Lex scopa punto e basta.
Lex fa l’amore punto e basta.
È spontaneo …sensibile, spesso frenetico…
Entra ed esce dal tuo corpo con vigore crescente e mette una mano sulla tua nuca spingendoti ancora più giù in modo che tu possa piegarti ulteriormente e lui possa risalire le pieghe del tuo intestino.
Sai che in questo momento è esaltato e in sfida con se stesso più che con te, gemi e cerchi di controllare le reazioni del tuo corpo e della tua voce…
“ Hmmm Lex…”
“ Tu mi appartieni Yan…Mio, Mio, Mio, Mio, Mio…”
“ …..” Sospiri, sospiri e sospiri.
Lex,
La vita,
La morte.
La felicità.
L’amore,
Il respiro.
Le pistole.
La famiglia…
Lex…
Lex…
Lex…
Dolcemente ti forza a riceverlo fino in fondo e ti contrai dal forte piacere di sentirti tanto riempito da lui.
Il tuo orgoglioso e ribelle ragazzo, il tuo uomo…
La sua mano dalla carnagione olivastra ti accarezza la nuca, poi il viso perfettamente ovale e bianco, infine cerca di toccare il tuo ampio petto, i tuoi muscoli marcati ma non esagerati…
Il tuo pene, te lo massaggia allo stesso ritmo frenetico delle sue spinte, lo fai sfogare con te , su di te, dentro di te ed è piacevolissimo.






“ Ah!” Sussulti, Lex è instancabile e quando c’è di mezzo il sesso l’animale di strada che è in lui prende facilmente il sopravvento.
Sei ancora in ginocchio, lui è ancora dietro di te.
Il suo pene durissimo, turgido e bagnatissimo, è tutto rigido .
Sta dentro di te, respiri a fatica, Lex sa per davvero come si fa una sana scopata.
La sua bocca morde forte la tua spalla sinistra, i suoi fianchi bruni si muovono ancora più veloci.
Ti fa impazzire.
Quando poi, il suo dito indice sfiora la tua apertura dilatata dal suo sesso ti senti morire.
Ti accarezza l’ano come a scusarsi della sua troppo turgida presenza in te, come a scusarsi della sua irruenza.
Quando infine si calma e si lascia andare, quando lascia perdere la sua sfida con te e con se stesso, riesce anche a coccolarti, in quel modo grezzo tutto suo che ti fa stare bene.
Respira veloce nel tuo orecchio, senti la pressione arteriosa aumentare ancora.
Accarezza ancora con la punta del suo dito indice il tuo ano bollente.
Rallenta i suoi movimenti, prolunga il vostro rapporto sessuale.
Lo senti bisbigliare qualcosa di indistinto …
Forse un –ti amo- forse un- vaffanculo- forse entrambe le cose …
Ma non hai la volontà di dire nulla…come tuo solito.
E dopo questo piccolo attimo di tregua, il Lex randagio ritorna piacevolmente a tormentarti sessualmente.
MH!
Sì!









Tamburelli con il dito sul tavolo mentre Lex gioca alla play station, vorresti chiedere a lui tutti tuoi dubbi ma ti vergogni, di tanto in tanto lo guardi di sottecchi e lui continua a fare giganteschi palloncini con la gomma da masticare.
Poi solleva i suoi grandi occhi castani su di te e ti chiede: “ Che c’è?”
Arrossisci e distogli lo sguardo…
“ Nulla…” Dici.
Lex batte una mano sul divano rosso : “ Su vieni qui, parla con lo zio Lex…”
“ Non sono mica tanto più giovane di te.” Dici imbronciato, ma lo raggiungi e ti siedi accanto a lui.
Prendi un respiro profondo un po’ di coraggio e…
“ Duncan e io …cioè…vedi noi…”
“ Problemi di sesso?” Taglia corto lui mentre tu ti fai piccolissimo sul divano…
Annuisci non riuscendo più a spiccicare una parola.
“ Non riesci a farlo?” Ti chiede…
Scuoti la testa e abbassi lo sguardo…
“ Datti tempo vedrai che verrà naturale.”
“ Sì ma…io..”
“ Tu?”
Sollevi i tuoi occhi grigi e li punti fieri in quelli grandi e luminosi di Lex.
“ Credo di non sapere come si fa!”
Lex ti sorride e si accende una sigaretta.
“ Non devi sapere come si fa…è la natura.”
“ Ma…Duncan ha avuto molti amanti, senza dubbio, ed io vorrei non dovermi sentire inferiore…”
“ Lascia perdere gli altri, sei tu l’uomo che ama.”
Lex è un bel ragazzo, è sicuro di sé, ed il suo rapporto con Yan è perfetto nella sua imperfezione, vorresti essere un po’ come lui…
“ Ho paura Lex…” Confessi…e l’italo-americano si rivela essere non solo il classico spaccone ma anche un ragazzo sensibile e dolcissimo…
“ Lo so, immagino che Duncan sia uno difficile da gestire a letto, loro sono fatti così…” Intende Duncan ed Yan…
“ Fare l’amore con Yan mi mette addosso tanta malinconia, siamo talmente vicini che i nostri tormenti si fondono, diventa struggente gestire il suo dolore verso la vita e il genere umano nel sesso, non è qualcosa di puramente fisico, è un qualcosa di astratto che si riflette nell’anima.”
“ E se non sono all’altezza della situazione?”
“ Probabilmente non lo sarai, ma ti confesso un segreto, la mia prima volta con Yan è stata disastrosa, per me più che altro, totalmente …” Lo vedi sorridere tristemente…poi continua il suo discorso: “ Joy invece ha avuto una prima volta da romanzetto rosa, e questo nonostante la sua inesperienza, non ci sono persone brave a letto e altre no, ci sono persone che ti piacciono e altre no, certo a parte io che sono la leggenda vivente del sesso.”
Sorridi, ti fa sempre ridere Lex.
“ Intendo dire Angel che devi solo lasciarti andare, occorre che anima, corpo, cuore e testa siano presenti, quando te lo sentirai con tutto te stesso quello sarà il momento giusto e non fa nulla se andrà male, con l’esperienza si migliora, fidati.”
E ti regala uno dei suoi sorrisi da mascalzone.
“ E per quanto riguarda il dolore…?”
“ Alcune persone hanno una soglia del dolore più alta e altre più bassa.
Maledetto Yan deve voler fare meglio di me anche in questo…ehm…dicevamo…si, la soglia del dolore, sì, nel sesso come nella vita molto lo fa il nostro cervello, poi l’essere rilassati e comunque sempre la pratica, l’esperienza, non pretendere troppo da te stesso, ripeto devi solo lasciarti andare.”







“ Ah…Duncan…”
Ti muovi su Angel…
Lui sospira e si lascia a te, insinui le mani sotto la sua maglietta e lo trascini in un bacio senza fine…Angel, il tuo Angel, finalmente…
Bruci di desiderio e senti la voglia di lui scorrerti fluida nella vene dal cervello fino al basso ventre.
Accarezzi il suo torace liscio e setoso finché non incontri un capezzolo, lo prendi fra le dita e lo tiri leggermente, lo pizzichi più e più volte e lui geme ancora più forte nella tua bocca….
“ Fai tanto rumore Angel..”
“ Mi …ah! Mi spiace..”
“ Stupido scherzo, mi piace sentirti godere delle mie carezze, gemere è naturale, mi fa capire che ti piace…”
Piano gli sfili la maglietta, lui ti lascia fare…
Lo adagi meglio sul letto, lo vuoi avere comodo.
Lui fa un po’ di resistenza ma infine cede alle lusinghe della tua lingua sul suo capezzolo roseo, lo lecchi dolcemente, con lappate sempre più lunghe e profonde, Angel mette una mano fra i tuoi capelli neri e accidentalmente li tira…quasi non te ne accorgi tanto sei preso a saggiare il suo corpo.
Finalmente ti sta concedendo di baciargli la pelle del corpo.
Quasi non ci credi e muovi la bocca su ogni singolo millimetro di pelle che compone il suo petto e il suo torace, poi torni al capezzolo e passi la punta della tua lingua sulla punta rosata tesa e turgida, lui geme e si contorce.
“ Duncan…” E sentire il tuo nome sospirato fra le labbra della persona che ami ti fa stare bene e ti acceca di piacere sensuale.
Prendi il suo capezzolo fra le labbra lo tiri, lo succhi, e cerchi di tenere fermo Angel che agitandosi ti rende difficile i movimenti…
“ Tranquillo Angel…”
Lasci il suo capezzolo solo quando è rosso, bagnato e porta ben visibili i segni dei tuoi morsi, ma la tregua che gli offri è fittizia, infatti l’atro capezzolo finisce presto per aver lo stesso trattamento dell’altro.
Non vuoi spaventarlo, sai che è vergine ma anche a costo di sembrare egoista è l’uomo che aspetti da una vita, quello che hai rispettato fino alla pazzia, ma adesso quello che occorre è un po’ meno rispetto e un po’ più di passione…
Sei un uomo che ha delle esigenze…
E nonostante il rispetto che hai portato ad Angel, anche ad oltranza, di fatto lo desideri fisicamente e il tuo istinto sessuale adesso lo reclama.
Ti spogli ed Angel serra gli occhi.
“ Hey…”
Lo chiami, lui apre un occhio poi l’altro e non può fare a meno di arrossire davanti al tuo corpo nudo che tu non ti risparmi certo di mostrargli con virile sicurezza.
Vedi il suo sguardo grigio posarsi sul tuo viso inespressivo e freddo, sui tuoi occhi neri e cupi, sulle tue labbra pallide, sui muscoli del petto, sugli addominali potenti ma eleganti, flessuosi, scattanti…
“Mi ha sempre stupito come facessi ad avere gli addominali così, la famosa tartaruga…però non è né eccessiva né volgare, è accentuata al punto giusto…” Dice timidamente…” Lo so che ti sei allenato duramente per averla, avrai fatto pesi e ..e…” E le parole gli muoiono in gola mentre il suo sguardo scende fra le tue gambe, dove il tuo sesso fa mostra di sé senza il minimo pudore e piuttosto orgogliosamente svetta verso l’alto…
Una lieve peluria scura e lui bianchissimo, rigido con la punta rosea e già umida.
“ Non guardami così Angel o non rispondo più di me…”
“ Io non sono così bello e muscoloso…” dice abbassando lo sguardo…
Non riesci ad esprimere a parole tutto quello che vorresti dirgli, hai già parlato abbastanza e la gola ti duole…
Ti avvicini a lui e lo stringi a te prima di iniziare a spogliarlo, i suoi occhi ti fissano timorosi mentre abbassi i suoi pantaloni insieme alla biancheria intima e riveli il suo corpo nudo alla tua vista, lo mangi con gli occhi, bevi le sue forme e il suo odore si fa più intenso….
Il suo corpo magro, armonioso, le forme mascoline che però si incurvano e si addolciscono leggermente, la pelle morbidissima, liscia, priva di imperfezioni…
Davvero ti fa male la gola e allora fai parlare le tue mani…
Le passi sul suo corpo, lentamente e sensualmente cercando di comunicargli che lui per te è la creatura più bella dell’universo, i tuoi occhi sondano i suoi, ha paura, ma non ti ferma…
Prendi una della sue mani fra le tue e dolcemente la porti a conoscere la parte più sensibile del tuo corpo.
La poggi sulla tua carne bollente e allusivamente la lasci lì…
Lui non si muove e ti costringe a parlare..
“ Toccami…”
“ Posso?”
“ Puoi fare tutto quello che vuoi…” E anche tu allunghi un mano sul suo sesso teso e dalla pelle delicatissima, lui non riesce a toccarti e si scansa da te un secondo dopo che glielo hai preso in mano.
Muori di desiderio…
Di scatto lo rovesci sul letto, gli apri le gambe, ti strusci su di lui con prepotenza…lo vuoi, ne senti la necessità, come se il fatto di non potere entrare in lui ti occludesse la possibilità di continuare a vivere…lo vuoi, vuoi penetrarlo, entrare in lui, prenderlo, possederlo…!
Sentirti avvolgere dalla sua intimità vergine.
Lo vuoi, ansimi forte nell’incavo del suo collo, lo mordi, lo stringi fra le mani, strusci la tua erezione fra le sue natiche morbide e tremendamente vulnerabili.
Tutto!
Freddo.
Solitudine.
Rabbia.
Omicidi.
Sangue.
Morte.
Sorrisi.
Pace.
Amore.
Abisso.
Respiro.
Pelle.
Massacri.
Pallottole.
Odore.
Gemiti.
Ossa rotte.
Calore.
Mani.
Verità.
Bugie.
Mare.
Baci.
Innocenza.
Colpa.
Giustizia.
Sesso.
Mondo.
Angel…
Angel..
Angel….
ANGEL!
Angel che ti scoppia nelle mente…
E tu, ti fermi.
Ansimi…
“ Ah….ah…ah …”
….
…….
…………….
Avverti il suo respiro irregolare, non vuole, dire che ha paura è un eufemismo, lui è terrorizzato.
Ti sollevi a guardarlo in viso.
Ha gli occhi lucidi e ricambia spaurito il tuo sguardo.
“ Scusa, non mi sono controllato.”
“ ..Io…non riuscivo a dirti di aspettare, non mi uscivano le parole, ma tu ti sei fermato lo stesso..”
“ So sempre quello che è meglio per te.”
Sei ancora fra le sue cosce delicate e vellutate, morbide..
“ Posso restare così? Non faccio nulla.”
“ Sì ti prego, resta, non andare via…”
Sospiri, il tuo sesso pulsa dolorante…
“ Duncan?”
“ Mh?”
“ Sei deluso?…”
“ No.” Menti, ma non vuoi farlo star male, va bene che abbiamo messo un po’ di lato il rispetto e abbiamo lasciato agire la passione e l’istinto ma di certo non lo vuoi con la violenza e contro la sua volontà!








Yan è indispensabile quando si va a fare la spesa, arriva nei scaffali più alti con estrema facilità, cataloga ogni cibo o oggetto già nel carrello prima di arrivare alla cassa e nessuno cerca di fare il furbo in fila, anzi capita pure che a solo guardarlo in faccia gli cedano il posto.
Sarà a causa dei suoi occhietti da gatto siamese come dice Lex.
Avvampi al ricordo della notte appena trascorsa, la passionalità di Duncan, la sua pelle, la sua nudità, adesso vederlo nudo ha tutto un altro significato.
È bello da mozzare il fiato.
Ti sei sentito in imbarazzo davanti al suo fisico allenato, ma lui ti ha accarezzato come a comunicarti che gli piacevi e che ti trovava …eccitante…stavi per dimenticare ogni imbarazzo ma, tenere in mano la sua erezione mentre lui teneva la tua…masturbarsi a vicenda… Che imbarazzo!!!
Però ti ha fatto sentire la creatura più bella dell’universo…
Infine ti ha letteralmente assalito con passione e…rabbia…ti ha toccato con tutto se stesso, nel bene e nel male, e ti piaceva ma ti ha anche spaventato, non riuscivi a parlare, a chiedergli di non farlo, di non entrare in te, che avevi paura, ma lui ha percepito il tuo stato d’animo e si è fermato..
“ Hn…”
“….” Sogni ad occhi aperti il tuo uomo freddo fuori e focoso dentro…
“ Hn…” Yan mugugna spazientito ma non te ne accorgi finché…
“ Hn!”
Sbatti le palpebre…
“ Ops, scusa Yan…” La cassiera ti guarda stranita, dietro di te si è formata una lunga coda di gente che si lamenta, scruti la faccia inespressiva ed imperturbabile di Yan che ti fa un ennesimo richiamo: “ Hn..”
Il che vuol dire – Ti sei imbambolato davanti la cassa Angel, a che pensi? Si sta facendo tardi.
P.S. Dunk e Lex sono a casa da soli…!!!
“ Scusa Yan…”
…..
…….
……….








Tic- tac
Tic -tac
Tic -tac…
L’orologio fa girare le sue lancette, guardi male Duncan.
Lui ricambia.
Il silenzio vi avvolge…
Infine lui ti sorprende.
“ Sei una mezza sega ma ci hai preso su Angel…”
“ Cos’è ? Una sorta di ringraziamento?”
“ Hm…”
“ Ne ho abbastanza dei monosillabi di killer dell’est, ci sto diventando allergico.”
Dici mentre accendi la play station.
Indossi una maglietta rossa e la tua pelle olivastra e abbronzata risalta, hai un viso luminoso e i tuoi occhi castani sono enormi e vivi di passione verso ogni cosa che ti circonda.
“ Comunque stronzo mezzo bulgaro di padre e mezzo di madre cagna russa, non ho scordato che mentre non c’ero mettevi lo smalto al mio uomo!”
Dunk ti guarda indifferente.
“ Dietro a quegli occhi da Emo so che sei sorpreso! Di che ti sorprendi! Yan mi dice tutto di tutto!”

Quasi…

Ehm…di questo non ne sei proprio certo ma comunque…senza contare che Dunk non è per nulla sorpreso ma solo scocciato dal tuo continuo parlare a sproposito…ma andiamo avanti .
“ Angel vuole che andiamo d’accordo…” Ti dice il killer bulgaro.
“ E tu fai tutto quello che puoi per farlo felice… Comincia a pregarmi.”
“ Un giorno mi hai portato una matita per occhi e il rimmel.”
Abbassi le tue difese…” Si, mi ricordo.”
“ Grazie.”
Dunk ti ha ringraziato, caspita!
“ Ehm…” sei senza parole…
“ Ma tu fai davvero tutto quello che ti chiede Angel?” Gli dici stralunato.
“ …..”
“ Non parli più?”
E lui ti indica la gola.
“ Ah già la tua laringite cronica.” Questi killer sono proprio fusi di testa!
“ Bè Dunk…grazie a te bè sì, per non avermi ucciso.”
E lui ti fa un cenno con il capo, un cenno impercettibile e serio, come a volerti dire
–prego-
Cioè!!
Tu stavi scherzando e lui ti ha preso sul serio, già lui con la morte non scherza…Tzè!
Non puoi crederci ti ha preso sul serio, maledetto killer-emo senza senso dell’umorismo!
Tu scherzi e lui ti dice –prego-
Da non credere!










Continua….

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:02 pm

“ Sulla cattiva strada. My love, your sex.”
( The fallen Angel)











Duncan, 6 anni.




“ AAAAAH!! Papààààààààà!
Papà!
Papà!!!
NOOOOOOOOOOOOO”
Il lungo ed affilato coltello risale lentamente lo stomaco di tuo padre, lo sta aprendo con un animale da esporre in una carnezzeria!
“ Vedi piccolo Morgan, i maiali si scuoiano così…”
Le tue pupille nere sono ridotte a due piccole fessure e i tuoi occhi sono sgranati innaturalmente, provi terrore.
“ Noi Atlis siamo gli unici signori di Sofìa!” è stato il capofamiglia a parlarti mentre la lama affonda nella pancia di tuo padre che ha le mani legate da una corda.
“ NOOOOOOOOO! Lascialo stareeeeeeeee!”
“ Poi tocca a te.” Ti dice la guardia del corpo più vicina agli Atlis, un certo Yesaijj, un uomo di quasi certa origine turca dallo sguardo cattivo e il naso aquilino.
Una mano si mette davanti ai tuoi occhi .
“ Non guardare Duncan.”
È la voce della tua giovane guardia del corpo. Martirius, non ha mai saputo il suo vero nome.
“ E tu da dove sei entrato?” Gli chiede Yesaijj mentre il tuo viso è rigato da copiose lacrime, molto poco dignitosamente ti scola anche il naso, è vero che tuo padre ti ha insegnato che un Morgan non piange mai, ma davvero non riesci a impedir loro di uscire.
“ Scappa Duncan.” Ti dice Martirius.
Ma tu non riesci a staccare gli occhi da tuo padre, che muore guardando fieramente ed orgogliosamente il capofamiglia degli Atlis dritto negli occhi .
Martirius cerca di raggiungerli ma Yesaijj si frappone fra loro.
Tu sei immobilizzato contro la parete.
Yesaijj tiene occupato Martirius, ma non è necessario, tuo padre è già morto.
Una pistola viene puntata verso di te, ma Martirius ti para con il suo corpo.
“ Scappa Duncan!” Ti dice nuovamente mentre i proiettili gli bucano la schiena e il suo sangue schizza su di te.
E improvvisamente quel gelido cemento immaginario che sentivi alle gambe si scioglie, ti volti e scappi, corri, mentre dietro di te il rumore degli spari si fa più assordante.
Sai che Martirius è spacciato…
Scappi e urli, urli forte nel cuore della notte.
Urli, urli ancora fino a quando non ti pare che le corde vocali si siano spezzate, la voce esce gracchiante, poi resta solo la tua bocca spalancata in un grido di muto terrore.




Silenzio, solo silenzio adesso.
Non c’è più nulla da dire, più nulla da fare.
Hai urlato tanto fino a perdere respiro e ragione.
Silenzio adesso.




Apri di scatto gli occhi, quel senso di vertigine che ti coglie ogni volta che ripercorri la morte di tuo padre per mano del padre di Angel, non tarda a farsi sentire, per un attimo la stanza in penombra vortica davanti ai tuoi occhi.
Angel ti dorme accanto, la sua spalla nuda diventa subito causa del tuo repentino risveglio sessuale.
La tua bocca preme forte sulla pelle sensibile della spalla, poi risale verso il collo, hai una tale voglia di lui in corpo, sei già duro.
Lui apre i suoi occhi azzurro-grigi su di te.
“ Duncan…”
“ Lasciami fare…” Dici a bassissima voce, con una preoccupante inclinazione disperata.
Lo tocchi con forza, lo esplori con bramosia e lo senti tramare sotto di te.
Ti piace avere il potere, avere il controllo della situazione.
Lecchi il suo collo con passione rabbiosa, lo mordi, forte, le tue mani stringono convulsamente tutta la pelle che possono, dove, quando e come possono.
Senti quanto è morbida, profumata ed innocente, e le tue mani scendono dentro ai suoi boxer, afferri i suoi glutei con tutte e due le mani e con una dolce pressione glieli divarichi…
“ Non…non così...” Senti la voce di Angel ribellarsi dolcemente.
“ E come lo vuoi? Quando lo vuoi? Quando mi vorrai?!” Dici seccato.
Ti sei svegliato di pessimo umore.
Ti separi da lui, ti alzi dal letto e cerchi i tuoi pantaloni di pelle.
Li indossi, fasci i muscoli in tensione delle gambe e del bacino.
“ Non andare via Duncan..” Ti dice la sua voce delicata in un sussurro strozzato…
“ Ho bisogno di stare solo.”
“ Ma io…”
“ Non sono arrabbiato con te, e non voglio costringerti, lo sai, solo ho bisogno di stare un po’ per i fatti miei.”
Dici duro, in un tono che non ammette repliche.
Infatti Angel tace, solo senti che gli scappa un singhiozzo mentre chiudi la porta alle tue spalle.






Al cantiere oggi si fatica parecchio, fortunatamente dal bar di fronte proviene un’ondata di freschezza.
Il tuo indisponente ragazzo russo ti viene incontro con un’allettante lattina di birra ghiacciata.
“ Serve qualcosa?” Ti dice retorico.
“ Quella cazzo di bottiglia Yan, passamela.”
E non c’ niente di meglio di una bevuta in compagnia dell’uomo che ami.






Passeggi per strada, fa caldo, sospiri, ti dispiace per come vi siete lasciati stamattina tu e Duncan.
Sembrava parecchio di mal umore.
E le sue mani su di te…ti hanno messo i brividi addosso, brividi di passione e piacere ma anche brividi di paura.
Duncan è un misto di sofferenza che ti investe come un treno ad alta velocità.
Il sole è alto...
Una voce familiare.
“ Somoa…”
E al solo sentire pronunciare il tuo vecchio nome ti senti morire.
Ti volti e dietro di te riconosci la guardia del corpo personale tua e di tuo padre…
Yesaijj…
Avevi undici anni l’ultima volta che vi siete rivolti la parola.
Lui accompagnava i tuoi genitori in un viaggio di lavoro.
Poi un giorno vennero gli assistenti sociali a prenderti a casa e ti dissero che i tuoi genitori erano morti durante quel viaggio.
Di lui non hai saputo più nulla.
“ Somoa…” Ripete lui sorpreso quanto te.
I suoi occhi castano scuro, il suo solito pizzetto, il vestito elegante.
“ Yesaijj…”
“ Somoa Atlis, quale onore, è una vita che non incontro un membro della famiglia più importante di Sofìa…”







“ Stasera scriviamo una lettera a Lucy?” Chiedi ad Yan.
“Sai che non possiamo, metteremmo in pericolo lei e noi.”
Sospiri…
“ Possiamo solo scriverla e non spedirla?”
Magari è sciocco ma ti farebbe sentire meglio.
Yan ti rivolge uno dei suoi piccoli e rari sorrisi.
“ Si…” Ti dice…







Siete seduti su una panchina in pietra vicino al parco più grande di Cancun.
“ Così, dopo la morte di tuo padre, mi sono ritrovato a lavorare per i fatti miei, mi sono messo in proprio, ho girato il mondo, la Bulgaria non è più la mia casa, se metto un piede lì sono un uomo morto, sono stato a lungo a Baghdad, poi a Londra, infine in Colombia, adesso sono qui da un paio di giorni. E tu? Cosa mi racconti piccolo Atlis…”
“ Io…” Ti mordi un labbro, Duncan non vuole che dai dettagli della tua vita, a nessuno.
“ Sono qui di passaggio, per studiare, forse mi fermerò o forse no, sto studiando archeologia.” Duncan ti ha insegnato a dovere ad essere evasivo e bugiardo.
“ Bene, io invece devo fare un lavoretto, se capisci cosa intendo…”
“ Credo di sì…”
“ Sarà divertente, come quella volta con i Morgan…” Dice perdendosi nei suoi ricordi mentre il tuo cuore comincia a perdere battiti e ti pare di star andando in iperventilazione…
Cosa ha detto???
I Morgan…?
Duncan….!
“ I Morgan…?” Chiedi con il cuore che ti pulsa in bocca, forse hai già capito e mentre lui parla senti di vomitarlo questo cuore…
“ I Morgan, sì, quella fottuta guardia del corpo non mi ha permesso di ammazzare il loro primogenito, come si chiamava?...Ah! Si, Duncan…Che cazzo di nome! È stato un piacere sentire le sue urla mentre tuo padre scannava quel bastardo di suo padre…”
E la vista ti si appanna…Dio!
“ Dovevi sentire come gridava il bastardello! Gridava talmente forte che non avrà avuto più la forza nemmeno per parlare dopo.. Neppure per biascicare una singola lettera…”
Duncan…
….
…….
……………
“ Stai parlando di un bambino…” Gli ricordi tremando internamente…
“ Se ci fossi stato tu al posto suo, il capofamiglia dei Morgan ti avrebbe riservato lo stesso trattamento.”
“ Stai parlando di un bambino.” Insisti deciso mentre i tuoi lineamenti delicati si alterano e si induriscono….
Sta parlando dell’uomo che ami!
“ Adesso devo andare, i miei studi mi attendono.”
“ Arrivederci.” Ti dice completamente ignaro del tuo tormento interiore... Un uomo come lui, privo di sensibilità, non potrebbe mai arrivare a comprendere….
“ Arrivederci…” Dici cercando di non tradire il tuo nascosto stato d’animo.
E mentre ti allontani ripensi a quando dicesti il tuo vero nome a Duncan, sei praticamente certo che lui avrà immediatamente compreso con chi divideva il sonno, ma ti ha tenuto ancora vicino, proprio per come ha tenuto questo tormentoso segreto dentro e non ti ha mai detto nulla.
Cammini a passo svelto fra la folla, fa caldo, ma tu dentro hai freddo, non senti il sole, non senti la gente che parla al mercato, non senti nulla.
Soffri.
Avevi vagamente intuito che la famiglia di Duncan potesse essere come la tua, ma era sempre rimasto un pensiero da non approfondire, un pensiero che era meglio far tacere, Duncan non parlava volentieri della sua famiglia, potevi davvero immaginare di tutto, ma non che la tua famiglia avesse sterminato la sua, men che meno che lui sapesse tutto…
Non osi immaginare il suo senso di soffocamento a saperlo e a tacere, non osi immaginare come sia stato per lui amare il figlio dell’uomo che gli aveva ucciso il padre…
Amarti e tacere…
Sapere della tua famiglia e tacere…
Tutto, tutto pur di non farti del male…
Rientri in casa, è vuota, sono tutti a lavoro, lui non è ancora rientrato.
Metti una mano sul cuore e una sul viso bianco e di una bellezza abbagliante.
Respiri a fatica, devi calmarti prima che torni Duncan…
Non gli dirai nulla di questo incontro, lui ha taciuto per non vederti soffrire, non renderai vano il suo doloroso sacrificio!
È giusto che lui ti creda sereno e all’oscuro di questa faccenda che lui stesso ti ha taciuto.
E nonostante la tua immutata fede in Dio per un attimo ti allontani dalla sua via, vorresti far sapere a Duncan che lo hai visto, che hai visto Yesaijj…così che lui possa avere la sua vendetta.
Scuoti la testa e i tuoi fili biondo scuro.
Non è un pensiero di un uomo vicino a Dio, non lo è per niente, la voglia di far vendicare Duncan ti prende e ti avvolge nel suo velo oscuro, ma la tua fede in Dio ti salva dal peccato.
In fin dei conti…stanno nella stessa città…Duncan non tarderà a incontralo e allora sarà stato solo il fato a decidere.
Ti guardi allo specchio e scopri un uomo che non conoscevi, quello che difende l’onore dell’uomo che ama…
Attendi il ritorno di Duncan con il cuore in gola…
Vedi rientrare Yan e Lex….
Vedi il cielo farsi buio….
E dentro di te tremi intensamente e ti senti sciogliere….
Una sensazione di consapevolezza ti scuote le ossa….
Duncan!
…..
…….
…………..






“ Prendo carta e penna?” Ti chiede Yan.
“ Si, scrivo io.”
“ D’accordo…”






Un vento immaginario ulula nella tua testa, la luce è lontana de te mille miglia, forse di più…
Ti sei appartato in un vicolo buio dove essa non può arrivare.
…..
………..
……………..
“ Adesso fa il bravo, non farmi parlare, mi fa ancora male la gola d’allora …Quindi te lo ripeto, rimettiti contro il muro e sta fermo…”
Il tuo sguardo è malato.
Non credevi che avresti mai incontrato uno degli uomini che partecipò alla strage della tua famiglia, pensavi che il clan era distrutto e soprattutto non ti ritenevi così fortunato da incontrare proprio lui….
Yesaijj…
Baci la lama del lungo coltello che tieni in mano, e poi ci passi la lingua sopra….
“Mh…dolce…” Dici facendo scrosciare il tuo collo a destra e a sinistra molto, molto lentamente.
“ Fottuto bastardo dei Morgan!”
Ti dice fiero, spavaldo e stupidamente coraggioso Yesaijj.
La lama affonda nella pancia dell’uomo.
“ Ah!” Emetti solo questa piccola esclamazione mentre senti il piacere di uccidere così tanto simile a quello di un orgasmo.
Affondi poco alla volta mentre l’uomo ha perso la sua baldanza e urla…
Tu ti avvicini al suo orecchio…
“ Urla ancora per me schiavo degli Atlis…Urla e fammi godere de tuoi strilli, devi crepare come i maiali...”
La lama affonda un altro po’ prima di cominciare la sua tortuosa salita verso l’alto…Dilani la sua carne e in questo momento esiste solo la vendetta, il volto di Angel non ti abbandona, non ti dà tregua ma, hai già messo da parte te stesso innumerevoli volte per lui, non te ne penti certo, però, senza offesa, stanotte è tutta tua…
E mentre l’urlo di Yesaijj si spegne e lui muore tu ti senti in pace con il mondo.
Questo non c’è bisogno di dirlo ad Angel………

……….
…………………







è notte fonda quando Duncan rientra.
Lo hai aspettato sveglio, sai con precisione dove sarà stato e sopratutto cosa avrà fatto, a Duncan non sfugge nulla di ciò che avviene in città…
Sei seduto a tavola, lui ti guarda enigmatico.
Ha la faccia sporca di piccoli schizzi di sangue e anche il suo giubbotto di pelle nera ne è macchiato.
“ Ciao.” Gli dici sorridendogli dolcemente.
“…” è la sua ovvia ed aspettata non risposta.
Duncan ha sempre fatto di tutto per proteggere la tua innocenza e la tua serenità, come anche stasera, ha sacrificato tutto nella sua vita per te, adesso è tempo di ricambiare.
Tu sai cosa ha fatto stanotte, ma non gli farai capire che lo sai, ti prenderai semplicemente cura di lui e delle sue ferite interne, proprio come lui ha sempre pensato alle tue.
Stavolta non ti fermerai alle escoriazioni esterne, andrai più a fondo…
“ Vuoi che ti prepari un bagno?”
“ Hn…” è il suo assenso.
Proprio come un tempo tu non chiedi e non accusi, non giudichi, gli offri tutta la tua presenza e in più stavolta, gli doni la tua intimità.
Ti rechi in bagno.
Apri il rubinetto dell’acqua e la stemperi.
Torni in cucina e tendi una mano verso di lui, Duncan un po’ titubante accetta.
Lo avvicini a te, lo conduci in bagno, entrate, chiudi la porta alle vostre spalle.
Tendi le tue candide mani verso il suo giubbotto in pelle nera, le fai scorrere sul tessuto morbido ed aderente.
Lo sguardo di Duncan su di te è indecifrabile.
Non ti scoraggi.
Abbassi la cerniera del suo giubbotto lentamente, molto lentamente, il cuore in petto ti batte fortissimo per l’emozione nello spogliarlo.
Sotto il giubbotto non indossa nulla e subito i tuoi occhi, che in questo momento sfiorano una tonalità grigio pietra, possono posarsi subito sul biancore marmoreo che è la sua pelle, sulla linea ben visibile degli addominali scolpiti.
Ti inginocchi all’altezza del suo ventre, posi un bacio sugli addominali e poi abbassi la cerniera dei suoi pantaloni, anch’essi in pelle.
Li tiri giù, piano, anche perché sono talmente aderenti da renderti difficile il movimento.
Alzi gli occhi verso Duncan, è tremendamente serio in questo momento, e non sembra volerti aiutare, sembra avere tanti pensieri per la testa, tanti, troppi, e tutti orribili.
Abbassi anche i suoi boxer, la sua erezione scatta davanti ai tuoi occhi, è eccitato ma il suo sguardo rimane freddo e imperscrutabile.
Lo fai entrare dentro la doccia.
E lui si infila ben volentieri sotto il getto dell’acqua, poi si volta a guardarti.
Prendi un altro po’ di coraggio ed inizi a spogliarti.
Metti a nudo la tua pelle alabastrina, e arrossisci in evidente imbarazzo.
Il tuo petto è meno pronunciato rispetto al suo e inspiegabilmente metti le mani davanti, le incroci, nel tentativo di coprirti.
Lui inarca un sopracciglio e tu ti decidi e lasciarti guardare, allontani le mani strette al petto e gli occhi cerchiati di Duncan scrutano i tuoi capezzoli rosei che hanno già la piccola punta turgida.
Non sei muscoloso come lui, ma Duncan guarda ammaliato il tuo candore e le forme del tuo fisico che pur rimanendo da ragazzo, da uomo, si soffermano in gentili curve di tanto in tanto.
Non riuscendo più a reggere il suo sguardo così infinitamente nero ti fiondi rapido nella doccia, dietro di lui e di scatto lo abbracci stretto nascondendo il viso sulla sua schiena e premendo su di essa la tua guancia.
Poi lo sbirci e vedi che si sta rilassando lentamente sotto il getto d’acqua e si sta godendo il tuo imbarazzato abbraccio.
Strofini la faccia sulla sua schiena bianchissima e solida.
Hai sempre visto la sua schiena come quella di un uomo, forte, robusta, che portava su di sé ogni genere di dolore, ma Duncan ha solamente due anni in più di te, ed ha vissuto troppo la vita.
E se da bambini due anni sembravano un eternità, adesso ti accorgi che non è così…
Lo aiuti a insaponarsi, l’aroma del bagnoschiuma riempie le tue nari.
Passi le mani sulla sua pelle liscia, le passi dolcemente su tutto il suo corpo e levi via ogni traccia di sangue.
Infine giungi nei pressi della sua erezione pulsante, è solida, grande, fa un po’ di timore pensarla dentro di te, alzi gli occhi come a cercare l’aiuto di Duncan o il suo assenso, o qualsiasi cosa, qualsiasi appiglio.
Lui vede la tua difficoltà e finalmente decide di concederti il suo aiuto.
Prende la tua mano destra con la sua sinistra e la porta sul suo pene.
Fai fatica a respirare.
Ti gira le testa.
È piacevole sentire la sua dura ma al contempo liscia e morbida erezione.
Passi la mano sul suo sesso più e più volte, pulendolo, esplorandolo, toccandolo, entrando in confidenza con lui.
È bello Duncan nudo, è sempre stato il tuo eroe, il tuo mito, il tuo tutto, tua madre, tuo padre, tuo fratello, il tuo migliore amico, adesso anche il tuo amante, il tuo uomo.
Il tuo uomo…
Il tuo uomo…
Il…tuo…uomo…
Improvvisamente Duncan ti prende delicatamente il polso e fa arrestare i tuoi movimenti.
Arrossisci in ulteriore stato di imbarazzo.
“ Mi spiace…” Ti scusi, non sai bene per cosa.
Lui non dice nulla, scrolla solo le spalle, e tu sei ancora più confuso.
Non ti demoralizzi.
Uscite dalla doccia, dolcemente lo asciughi e lui sempre ti lascia fare, infine ricambia la tua gentilezza e asciuga anche te che gemi imbarazzato al suo tocco attraverso il morbido telo di spugna blu.
Ti mordi le labbra per trattenere ulteriori gemiti…
Infine ti dedichi al suo viso.
Prendi dal mobile del bagno un batuffolo di cotone e dopo aver tirato Duncan verso il basso per poterlo avere più vicino alla tua altezza ti metti sulle punte dei piedi nudi e strucchi il suo viso dai residui di trucco negli occhi.
Passi il batuffolo sui suoi occhi, prima il sinistro, poi scostando il suo ciuffo di capelli neri, lo passi anche sul destro.
“ Vuoi che ti faccio il trucco nuovo?”
Lui non dice nulla…bè.. prevedibile… e tu prendi la matita nera.
La passi sotto il contorno degli occhi, piano, cercando di non far tremare la mano.
Disegni una perfetta linea nera, prima in un occhio poi nell’altro.
“ Adesso sei ancora più dark…” E gli sorridi.
“…”
“ Vieni, torniamo in camera.” Dici.
Anche qui lui ti segue.
Indossate solo gli asciugamani legati in vita.
Entrate in camera e tu trattieni a stento l’emozione.
La trattieni a stento mentre guardi Duncan osservare la sorpresa che gli hai preparato…
Certo, la sue espressione non è mutata ma, tu lo conosci a sufficienza per sapere che è sorpreso.
Le candele al profumo di vaniglia che hai preparato poco prima che lui arrivasse stanno diffondendo un po’ di luce, profumo e calore .
Ne hai messe dieci, speri che bastino a creare l’atmosfera.
“ Duncan io…” Ma le parole ti muoiono in gola.
Allora fai cadere per terra il tuo asciugamano e resti nudo davanti a lui.
Il cuore che batte furioso, l’emozione a mille, le mani che tremano a coppa davanti al tuo sesso.
Il tuo respiro esce un po’ trafelato.
Non riesci a calmarti.
Fai un passo verso Duncan…
Poi un altro…
E un altro ancora.
Sfori la sua guancia e lui prende la tua mano fra le sue e finalmente ti rivolge la parola:
“ è perché ho fatto tardi stanotte? O per il discorso di questa mattina? Non sei costretto Angel...”
“ Lo so…lo voglio…”
Lo vedi guardarti un po’ scettico.
“ Non iniziare qualcosa che non sei certo di voler portare a termine…”
Deglutisci, hai paura, una paura folle…
Ma non ti tirerai indietro.
“ Voglio andare fino in fondo…”
E il volto di Duncan è tetro ma bellissimo mentre gli dici queste parole.
“ Angel…” Sussurra solo, ma tu metti il dito indice davanti alle sue labbra, come ad impedirgli dolcemente ti parlare, ed è qui che Duncan perde ogni freno.
Lo sapevi, hai rischiato, ne subisci le sue focose conseguenze, ma non te ne penti, non ti tirerai indietro.
Duncan prende il tuo dito tre le sue labbra pallide ed inizia a suggere…
Ti senti morire…
Vedi la sua lingua rosa e sinuosa cercare le pelle del tuo dito, vedi i suoi denti bianchi morderti la punta del dito, fremi….
Gemi e il tuo gemito dà il via al suo volerti.
Ti afferra per le spalle e ti bacia, la sua lingua entra nella tua bocca, prepotente, delicata, intima, dolce, viva, pulsante, ti stordisce.
Ti lasci invadere e ti lasci sottomettere.
Lui ti solleva di peso e ti depone sul letto.
Slaccia il suo asciugamano dalla sua vita e ti è velocemente addosso…
“ Dimmi che non mi chiederai di fermarmi, dimmelo adesso se sarà così…”
“ Non sarà così …”
“ Toccami come nella doccia…” Ti dice e tu avvampi, prendi coraggio e tocchi la sua erezione.
Passi la tua mano su di essa in mille carezze innocenti, via, via sempre più audaci, e lui nuovamente ti blocca il polso.
Ti fa stendere sotto di lui.
Hai paura, tremi…
“ Non tremare, rilassati…”
Ma tu non riesci a controllare il nervosismo…
Singhiozzi senza potertelo impedire e Duncan fa passare le sue mani su tutto il tuo corpo.
È appena più pallido di te, è più solido, hai ancora quella sensazione che sia più bello di te, ma lui continua a guardarti con una tale cocente perdizione che brucia al passaggio del suo sguardo ogni centimetro della tua pelle chiara e perfetta, morbida.
Hai le gambe snelle, lunghe, l’incavo delle cosce è morbidissimo, delicato e bollente, il suo è altrettanto caldo ma più duro e i muscoli sono più evidenti e in tensione.
Ti perdi nelle sue bollenti carezze.
Non dimentichi malgrado il suo tentativo di essere dolce nel sesso, chi è Duncan Morgan e cosa è in grado di fare ad un essere umano.
Ma ti affidi a lui, ti abbandoni a lui.
Ti bacia in bocca, piano si stacca e scivola giù, ti guarda, ti scruta, ti mangia con gli occhi e giunge vicino alla tua erezione.
Sobbalzi e facendo appello al tuo autocontrollo non ti scosti.
La sua lingua si allunga verso la punta della tua erezione incorniciata da una lieve peluria bionda.
Chiudi gli occhi mentre emetti un gridolino estasiato, è qualcosa di assolutamente sconvolgente…
Agiti il capo a destra e a sinistra sul cuscino mentre la bocca di Duncan ti avvolge e inizia a suggere.
Sobbalzi!
Le mani di Duncan faticano e tenere fermi i tuoi fianchi nervosi.
“ Sta calmo …” Ti sussurra tenendo in bocca la tua erezione.
“ è imbarazzante…” Dici cercando di giustificare il tuo nervosismo.
“ è amore…” E apri gli occhi su di lui, è vero, ha ragione, è amore…
La tua erezione scompare dentro le sue labbra e tu quasi ti penti di aver aperto gli occhi.
Duncan si stacca un attimo dal tuo pene e il senso di abbandono ti prende subito.
Tuttavia non hai il tempo di capire nulla, non appena Duncan sputa sulla sua mano e con essa va in mezzo alle tue gambe sobbalzi spaventato.
Spalanchi la bocca in un grido muto ed artigli le lenzuola, Duncan ha ripreso a suggere la tua erezione mentre la sua mano sporca di saliva fruga fra le tue natiche.
Duncan non è esattamente un tipo sdolcinato e romantico, ma non cambieresti nulla di questo momento, lui si sta preoccupando per te, non vede altro che te.
E anche se non è romantico nel modo più classico del termine è infinitamente più premuroso di qualsiasi amante di telenovela.
Il tuo ano viene sfiorato più e più volte dalle sue dita bagnate.
Hai paura, tanta.
Ti imponi di stare tranquillo mentre il respiro galoppa e il cuore ha scordato quale è il suo posto.
Dolcemente un dito di Duncan si fa spazio in te, solo la punta del dito e tu mugoli di fastidio…
Dopo pochi secondi ti accorgi che è piacevole, la tua erezione è avvolta nella sua bocca calda e umida, il suo dito affonda ancora un po’ in te e senza pudore alcuno né vergogna, godi del suo tocco, è stupendo e senti il bassoventre andare a fuoco e contorcersi in spasmi involontari.
Senti il piacere crescere sempre di più, sempre di più…
“ Ah…ah…ah…” Non riconosci la tua voce che esce dai polmoni saturi indipendentemente dalla tua volontà.
Senti vicino l’orgasmo.
Sei nuovamente in imbarazzo…
Vorresti avvertire Duncan.
“ Dun..can..Duncan…spo…spostat..spostati…” Ma lui per tutta risposta sugge più veloce di prima e tu, incapace di resistere oltre, ti riversi nella sua bocca artigliando i suoi capelli e tirandoglieli, strozzi un grido di piacere che si mischia al dolore per un secondo dito che contemporaneamente al tuo orgasmo è appena entrato in te…
“ Ahi!” Stavolta hai sentito un dolore ben delineato.
Ti contrai attorno alle sue dite affondate in te fino alle nocche.
“ No…No…No” Ti lamenti.
Senti su di te lo sguardo di Duncan, apri gli occhi e lo guardi spaesato.
“ Fermiamoci qui.” Dice lui davanti al tuo dolore fisico, togliendo le dita dal tuo corpo.
A dispetto del suo bisogno di te lui si ferma, nonostante ti avesse avvertito prima se volevi fermarti.
Ma lui è Duncan, il tuo Dunk…
“ No, sto bene adesso, è stato solo un attimo.”
“ Sarà più doloroso andando avanti.”
“ Non importa, prendimi….” Sussurri pianissimo, quasi a non voler farti veramente sentire…
“….”
Le dita riprendono il loro intimo massaggio e tu serri i denti in preda al dolore, due sono troppe, ti chiedi come farai a sopportare il suo pene…
Poco dopo però il piacere comincia a farsi risentire e senza nemmeno accorgertene perdi nuovamente ogni freno inibitore.
Le sue dita toccano il tuo interno in un modo particolare che…
Gemi e ti contorci, ti aggrappi alle lenzuola e non ti accorgi di stare pronunciando tanti piccoli appassionati..-si-….
“ Si..ah…si..si…si…si…si…si…”
“ Ti prego Angel non fare così o non saprò controllarmi…” Non capisci appieno il significato di ciò che ti è stato detto e continui a gemere e poi inizi anche a strusciarti su di lui allargando maggiormente le gambe e spingendoti contro le sue dita.
Dimentichi chi sei stato, chi sei e non ti importa chi sarai, ti perdi per ritrovarti in Duncan…
Quando le sue dita ti lasciano tu emetti un piccolo gemito dolorante ma, sei pronto, sì, lo sei…
Tremi di paura mentre Duncan ti viene sopra e si sistema in mezzo alle tue gambe.
Ogni volta la paura torna vigile a farsi sentire…
Ti aggrappi a lui e lo stringi forte a te…
Lui lecca il palmo della sua mano e la passa sul pene, lubrificandolo.
Lo prende in mano e cerca di guidarlo in te, cercando in tal modo di avere un maggior controllo della situazione e di non scivolare per sbaglio più a fondo del dovuto nei primi momenti.
Tu serri le cosce attorno ai suoi fianchi, sei nuovamente troppo spaventato.
“ Rilassati..” Ti dice …
“ Io...non ci riesco, aiutami…”
“ Sei sicuro di voler andare avanti…?” La sua voce profonda vicino l’orecchio,
mentre accarezza il tuo viso leggermente tondo, un po’ differente dal suo che invece e più ovale.
“ Si, solo aiutami ti prego…”
“ Come?”
Ti imbarazza tantissimo dirglielo.
“ Potresti… sì ecco, tenerle tu aperte le mie gambe io non so come ma le faccio scattare sempre e si chiudono…”
Lui tergiversa un po’ e ti guarda dritto nei tuoi occhi grigi con i suoi nerissimi cercando di sondare la tua sicurezza nel volerlo…
Lo senti morire di desiderio e prendendo il suo viso tra le mani lo baci sofficemente.
“ Ti amo…” Gli dici.
“ Anche io Angel…”
Ti affidi nuovamente a lui e cerchi di rilassarti, lui si sistema per bene e sempre tenendo in mano la sua erezione entra dolcemente in te…Di poco, solo la punta…
Il dolore è lancinante, una fitta ti trapassa e ti senti strappare i muscoli del tuo interno.
Ti aggrappi forsennatamente a lui e annaspi in cerca d’aria, sei teso e fai per chiudere le gambe, Duncan te le tiene aperte e morbide come gli avevi chiesto e continua a ripetere al tuo orecchio:
“ Rilassati, rilassati, adesso passa, va tutto bene. Non irrigidirti, tranquillo, rilassati.”
Gli graffi la schiena e non puoi impedirti di piangere.
Non volevi fare questa figura ma il dolore è forte ed il bruciore aumenta ogni istante di più…
“ Bru..cia…”
“ Mi spiace, esco?” E non aspettando la tua risposta ti lascia le gambe e fa per uscire, ma tu lo blocchi, allacci le caviglie dietro la sua schiena e lo attiri maggiormente a te, facendo sì che la sue erezione entri per metà in te.
Lanci un urlo di dolore, prontamente soffocato dalla sua bocca…
Lui ti bacia smanioso, per te è doloroso ma lui è eccitato da star male.
“ Piano Angel, piano, rilassa i muscoli delle gambe, ecco, mettiti come prima, è presto per stare in questa posizione.”
Lo ascolti e riporti le gambe sul materasso, le apri dolcemente ed arrendevole.
Infine lui incapace di attendere oltre, si spinge completamente in te.
Il dolore è decisamente acuto, ti senti eccessivamente aperto e ti agiti.
Credo che la stoica pazienza di Duncan andrebbe senza dubbio premiata…è Stato colpito accidentalmente dai tuoi gomiti e dalle tue ginocchiate mentre suggeva la tua erezione, poi gli hai tirato i capelli, graffiato la schiena e lo hai interrotto ogni istante.
Ma in definitiva state vivendo un sogno e anche con qualche gomitata di sacrosanto timore verginale si cerca di andare avanti….
Passano i minuti…
Duncan respira veloce sulla tua bocca è al limite della sopportazione, fortunatamente per te il dolore è diventato più gestibile.
“ Posso muovermi?” Ti chiede e tu fai un piccolo cenno affermativo con il capo.
….
……
………..
La primissima spinta è estremamente dolorosa nonostante tutte le premure di Duncan, ed è così anche per la seconda e la terza, ma poi, poco alla volta, ti perdi nel piacere di sentire il tuo corpo posseduto dall’uomo che ami. Il solo pensiero di saperlo racchiuso dentro la tua guaina ti fa gemere di piacere.
Il vederlo così preso ed eccitato da quello che ti sta facendo è una visione divina, ha il volto leggermente sudato, finalmente espressivo, appassionato, ti guarda adorante mentre lotta con se stesso per non esagerare e prenderti con maggior vigore.
Gemi sempre più forte e cominci a godere sul serio.
Sollevi le caviglie e le avvolgi intorno ai suoi fianchi che insistono a muoversi avanti e indietro, è una sensazione bellissima.
Senti l’orgasmo vicino.
Non sai bene che fare, Duncan ti abbraccia più stretto avvertendo il tuo piacere che sale e tu, stringendoti a lui che a sua volta ti stringe a sé, raggiungi un appagante e sconvolgente orgasmo…
Nella semi- incoscienza avverti Duncan spingere ancora in te , ancora ed ancora, tu sei completamente abbandonato fra le sue braccia ed una striscia di saliva ti sporca dalle labbra al mento.
“ Posso…?” Ti chiede Duncan ormai prossimo anche lui all’orgasmo, ti chiede il permesso di venirti dentro.
“ Sì…” è la tua timida risposta e lui si scuote immediatamente in te con forza ancora maggiore.
Il suo liquido caldo ti invade, non sai come ma hai un altro orgasmo e ti scuoti inarcando con furia la schiena e la spina dorsale.
Dentro al tuo corpo, oltre allo sperma di Duncan, c’è tutto il suo dolore e il suo tormento, ti senti bene e contemporaneamente tormentato anche tu….
È vero che fare l’amore con persone come loro comporta una sorta di sordo dolore all’anima, ma è davvero splendido…
“ Lo aspettavo da una vita…” Dice Dunk…
“ Amore mio…” è il tuo ansante sussurro mentre cerchi di riprendere fiato.
Dopo poco Duncan esce da te, ti tiene ancora stretto a sé e tu ti lasci stringere felice e orgoglioso di te per avergli regalato una notte magica.
…..
………
…………….









-Cara Lucy,
Qui è Lex.
Yan dice che non si scrive una lettera dicendo- Qui è Lex- ma io lo faccio lo stesso.
Anzi, siccome gli da fastidio lo faccio più apposta.
Qui è Lex!
Come stai carissima svampita del mio cuore?
Mi manchi tanto, tu e le ragazze.
Mi manca perfino quel coglione di Jeff, devi salutarmelo assolutamente.
Digli di non mandare il mio cantiere in rovina.
Mi manca il mio cantiere, qui ho trovato lavoro e siccome sono il migliore ho già un incarico di alto livello, non appena potrò mi metterò in proprio, non mi piace prendere ordini, lo sai no?
Yan lavora in un piccolo bar ed io lo prendo in giro perché sembra un gigante là dentro, pure lui fa fatica ad adattarsi ottuso com’è nonché vagamente omicida.
Yan continua a dire che sbaglio a scrivere e che sono sgrammaticato.
Proteggimi Lucy!
Digli di lasciarmi in pace.
Lucy, ti voglio un sacco bene!
Mi manca N.Y.
Tanto.
Se avete dato sepoltura a Joy e Hajin, spero di sì, valli a trovare anche da parte mia.
Anche ad Yan manca lo -Share the pain-…anche se non lo ha detto neppure una volta io so con precisione che è così…
Ecco ha appena detto:” Hn…”
Vuol dire che è così.
Intanto dalla stanza accanto sento lamenti di vergine mal trattenuti, sicuramente questi sono i nostri coinquilini tutti pazzi che lo stanno finalmente facendo.
Ora, ho promesso ad Yan che non li metterò in imbarazzo, ma mi sa che alla fine lo farò!

Sinceramente Lucy, a volte mi mancate così tanto che mi sento male, la cosa peggiore è che non potrò mai più vedervi, vederti…
Il fratello di Edgard non ci ha trovato e non penso succederà ma se dovessimo varcare il confine degli U.S.A. ci rintraccerebbe subito.
Yan dice che il sangue si paga anche a distanza di decenni.
Questi malavitosi hanno la memoria da elefante e il cervello di un bruco!!
Ecco cosa dico io!
Qui a volte è dura.
Ma lo sai che sono forte e che sono il migliore e devo dire che sto cominciando ad abituarmi anche alla vita di Cancun.
In Messico è tutto magico, c’è molto misticismo…
Hai visto, ho imparato un termine nuovo, misticismo!!
Qui è meraviglioso fare affondare i piedi nella sabbia bianchissima e fare il bagno nelle spiagge più belle del mondo.

Ti voglio bene Lucy.
Non so cos’ altro dire, non sono bravo con le parole e forse neppure con i fatti, ma ti voglio bene e mi mancate, vi porto nel cuore.
Lex.
Qui è Lex.
Bye.





Di tutti i ragazzi che ha adottato Ismaele Wolf, in tutto duecentodue...
Centocinquanta vivono una vita onesta, quaranta ci sono ricaduti, dieci sono morti tra cui Joy e due siete tu ed Yan.
Non è andato tutto perso Lex, non tutto.
Ismael ha fatto delle cose sbagliate, altre buone.
Ed è così anche per Yan.
A volte sei ancora arrabbiato con lui per il casino che ha creato e sei triste perché ti ha tolto tutto quello che ti ha dato Ismael.
In realtà tu hai dato lavoro a sessanta uomini emarginati.
Yan ha tolto dalla strada diciassette prostitute.
Non è stato tutto vano, affatto….
Affatto…
Affatto…..
……
………..
……………….












Continua…

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Share the pain 2 Empty Capitolo 20

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:03 pm

“ Perennemente al bivio.”






(Let me be your hero)
Would you dance if I asked you to dance
Would you run and never look back
Would you cry if you saw me crying
Would you save my soul tonight

Would you tremble if I touched your lips
Would you laugh oh please tell me this
Now would you die for the one you love
Hold me in your arms tonight






Duncan 20 anni


Indossi una lunghissima giacca di pelle nera, talmente lunga da arrivare fino ai piedi.
Hai messo perfino i guanti in pelle nera.
Impugni Angels and Demons e corri verso i nemici.
Li ammazzi uno dopo l’altro, nel tuo cervello solo una parola:
-SPARA-
Le tue pistole sono precise, agili e pulite, come te, ti rivedi in loro.
Ti fai strada correndo tra i cadaveri che lasci crivellati di proiettili dietro di te.
Ne godi.
Non c’è nulla nella vita che ti dà questa stessa sensazione.
Non sei nulla all’infuri di questo, sei solo un assassino.
Uccidi e ti muovi con estrema naturalezza, ti viene facile come respirare.
Finisci i proiettili, getti per terra i caricatori vuoti e velocemente ne inserisci altri due carichi.
Ti sparano addosso ma tu quasi non schivi le raffiche, ci passi in mezzo zigzagando, non sei un bersaglio facile…affatto.
I tuoi colpi invece vanno a segno, non c’è niente che non puoi fare con le tue pistole in mano.
Sferri un calcio al petto di uno stronzo che ti ha scaricato una quantità enorme di piombo addosso senza riuscire a colpirti.
Il tuo pugnale scatta e si conficca in mezzo alla sua fronte…Non valeva la pena sprecare altri proiettili.
-Prima di vedere il diavolo devi vedere me…- Pensi, ma non lo dici perché la gola ti brucia.
Le tenebre ti avvolgono.
La luce svanisce.
Solo un pensiero brilla in lontananza, ma è una cosa alla quale non puoi arrivare, una cosa che non ti è concessa, una cosa che se ci fosse potrebbe almeno in parte salvarti…
Angel….






Ti svegli con il piacevole peso di Angel sul petto.
È stato stupendo possederlo, è stato meraviglioso entrare nella sua carne calda e strettissima, il tuo pene è stato frizionato a lungo dalle sue pareti delicate.
Non hai smesso di muoverti finché non è venuto e solo allora hai deciso di lasciarti andare completamente e ti sei concesso di raggiungere l’orgasmo.
Angel viene prima di ogni cosa, se mi perdoni il doppio senso…
Baci una ad una le dita della sua mano destra e scosti una ciocca biondo scuro dal viso candido e delicato.
Ancora non ci credi…avete fatto l’amore.
Ti ha concesso il suo corpo e la sua anima, sì, hai sentito tutto il calore della sua anima, lui era totalmente concentrato su di te, era concentrato per farti stare bene, e ti ha fatto un’immensa tenerezza, all’inizio non sapevi come gestire tutta questa manifestazione di pace e di amore…e poi non volevi lasciarti andare troppo per paura che lui cambiasse idea all’ultimo momento e non volevi ritrovarti troppo eccitato per uscirne nuovamente frustato.
Invece si è affidato a te, alle tue mani, si è fidato di te ed è stato bellissimo..
Senti ancora sotto pelle quella sensazione di appartenenza, e sai che questa sensazione non passerà mai.
Ti perdi a guardare le sue labbra rosee dischiuse, sono un po’ più carnose delle tue e più delineate, sono sofficissime.
Tocchi il suo collo elegante e annusi la tua personale piega appena dietro al suo orecchio, lì dove ti piace sentire il suo odore; lì dove l’odore di Angel si fa più inteso, lì e sul suo sesso.
Lui mugola e si sveglia.
Apre i suoi occhi grigi su di te e scatta sotto le coperte.
Bè …ti farai prendere nuovamente a ginocchiate e a tirate di capelli dato che serve questo per farlo rilassare un po’ tra le tue braccia.
Lo trascini fuori dal suo rifugio improvvisato e infatti ti becchi qualche calcio involontario.
“ No dai Duncan, sono ancora nudo e..e..e...”
“… E…?” Gli dici portandolo sotto di te e baciandolo appassionatamente.
Piano avvicini il dito medio al suo orifizio, e lui geme di dolore, lo sai che non si è ancora ripreso dalla sua prima volta, però…tu la mattina hai una tale voglia in corpo.
Entri con il dito e lui si inarca…
Non ti allontana , non si allontana, bensì allarga maggiormente le gambe e tu ti sistemi meglio in mezzo.
È una sensazione unica, il suo corpo più minuto del tuo, più flessuoso, così simile eppure diverso, è infinitamente morbido Angel, ha la pelle delicata, e ha i fianchi addolciti da piccole e leggerissime curve, anche il suo sedere è più pronunciato del tuo, più sul tondeggiante e mentre una mano è occupata ad affondare in lui, l’altra massaggia la sua natica e le sue rotondità sferiche.
“ Duncan…?”
“…” Non hai voglia di parlare adesso, hai voglia di altro, togliendo il fatto che tu non hai mai voglia di parlare …
“ Duncan..?”
Cazzo….
“ Hm…?” Dici mentre gli suggi la giugulare.
“ Sono ah…” Gli rendi difficile parlare…
“ Sono ah! Duncan…io…ah…stanotte …io…forse la mia inesperienza ah! Cioè…voglio dire….forse non sono stato all’altezza io…ah!”
Discorso inutile, se volevi uno esperto te lo saresti preso, il punto è che tu vuoi lui, con o senza esperienza e poi l’esperienza si può sempre acquisire.
Cercando di dominare il tuo istinto più feroce entri in lui con una delicatezza che non sapevi di avere, la stessa che hai usato la notte appena passata.
Lui geme di dolore e si aggrappa al tuo collo, affonda i polpastrelli e tu attendi che il dolore passi.
Dentro al suo corpo stretto ti sembra di impazzire nell’immobilità che ti sei imposto per farlo abituare al tuo sesso piantato a fondo in lui.
Non appena lo senti rilassarsi un po’ inizi a spingere e lui poco alla volta gode con te, come te, sempre di più…
Lo ami, lo possiedi, ti lasci toccare la schiena e le spalle e infine gli vieni dentro.
Rimani dentro di lui ancora un po’, stai steso su di lui ad osservare il sole già alto fuori dalla finestra con la serranda semi abbassata.
Ansimi sopra di lui recuperando il respiro e regolarizzando i battiti del cuore.
Lui giocherella con i tuoi capelli neri e tu dopo aver riversato un po’ della tua rabbia in lui ti lasci andare ad un lieve sospiro che sa di pace…
….
………..
………………







I can be your hero baby
I can kiss away the pain
I will stand by you forever
You can take my breath away






Tu e Dunk siete andati a controllare alcune banche e con immenso stupore sono arrivati i soldi di Alessandro, sono tantissimi, inoltre vi è una grossa somma di denaro anche per Lex…
Una specie di eredità.
“ Hn...” Fai tu.
“ Hm.” Sentenzia Dunk.
Che nel linguaggio comune dovrebbe essere tradotto più o meno:
-Cazzo! Ma sono un sacco di soldi!!!-
Al rientro a casa Dunk dice ad Angel che sono arrivati i soldi del pagamento per l’uccisone di Edgard…
E come prevedibile lui non è d’accordo.
“ Non possiamo usare questi soldi.” Dice.
“ Angel, Edgard era un pezzo di merda…” Dice Dunk.
“ Non possiamo ugualmente…” Poi lo vedi avere una sorta di illuminazione…
“ Dunk?”
“ Hm?”
“ Potremmo usare questi soldi per aiutare il prossimo…”
Cazzo dice??!
“ ….” È la non risposta di Duncan…
“…..” Questo sei tu parecchio costernato…
“ Angel io voglio una casa per i fatti nostri e non riesco a trovare un lavoro dove non voglio uccidere il mio capo e nessuno Angel, nessuno, è in grado di tenermi a freno come Alessandro…Ci devo vivere con quei soldi.” Tenta di farlo ragionare il demone.
“ Io acconsento all’acquisto di una nuova casa se questa la diamo ad una famiglia povera, e se mi aiuterai in un progetto che ho in mente, è da un po’ di tempo che con i preti della chiesa abbiamo pensato a questo…”
“ Non lavoro per i preti…” Dice Dunk toccandosi la gola protetta da una bandana nera con un teschio stampato sopra.
“ No, infatti lavorerai per me, ti assoldo io mio caro killer.”
“….” È Duncan sconcertato.
“…..” Sei tu ancora senza più parole del solito.
“ Mi aiuterai con il krav maga, mi aiuterai ad insegnarlo ai ragazzi che subiscono vessazioni o alle donne in difficoltà, apriremo un centro di recupero e offriremo questa disciplina per fare avere di nuovo fiducia in sè stessi a persone che non ne hanno più. Inoltre sono quasi sicuro che Lex userà questi soldi per avere un cantiere tutto suo, bene collaboreremo anche con lui, gli porteremo giovani ragazzi dei quartieri bassi prima che la vita di strada li faccia diventare dei teppisti. In quel caso avrò bisogno di una guardia del corpo, mica mi ci vorrai far andare da solo?
E lì avrai magari qualche occasione per scaldarti i muscoli anche tu…”
Vedi Duncan rassegnarsi al volere di Angel…un po’ perché lui ama accontentarlo, un po’ perché non ce la fa più a parlare…
E anche a te scoppia la testa, quel che è peggio è che ora dovrai tu affrontare il tuo uomo…
E se è stato difficile con un ex -prete non osi immaginare come sarà complicato con un non ex-rompi palle.
Però…
Lui crede che per quei soldi sono morti Joy e Hajin….
Non ha tutti i torti dal suo punto di vista….
Intanto aiutiamo Dunk.
“ Dunk?”
“ Dimmi Yan…” Dice massaggiandosi la gola ed ora anche le tempie…
“ Io aprirò un locale, mi servirà un buttafuori, e sono flessibile se c’è da menare qualche cliente coglione.”
“ Hn…” L’idea non gli dispiace.
Adesso rimane il problema di Lex…
….
……..
……………






Would you swear that you'll always be mine
Would you lie
Would you run and hide
Am I in too deep
Have I lost my mind
I don't care you're here tonight









Quando Lex rientra da lavoro vede che sei seduto pensieroso sul vostro letto, posa le chiavi di casa sul suo comodino e ti guarda.
“ Bè, che succede?”
Sei pronto, per qualsiasi cosa sei pronto, per te è giusto che prenda quei soldi, sono un suo diritto, sono da parte dell’uomo che gli ha rovinato la vita, sono un giusto, anche se pur blando, risarcimento per aver perso Joy e Hajin nonché la sua vita a N.Y.
Lui leggerà le tue parole diversamente ma devi trovare il modo di fargli accettare questi soldi.
Sei pronto a tutto.
Questa per te si chiama giustizia.
“ Sono arrivati i soldi Lex.”
Lui fa spallucce e si accende una sigaretta con indifferenza.
“ Mi hai capito?” Gli chiedi.
“ Si, ho capito, ma pensavo fosse scontato che io quei soldi non li voglio, quindi cosa mi dici? Non mi interessa, pensavo fosse logica la cosa, facci quello che vuoi, non me ne frega un cazzo.”
Aspira e rilascia il fumo, è nervoso adesso.
“Devi usarli anche tu quei soldi.”
“ Quando avrò messo abbastanza soldi da parte mi comprerò un cantiere con le mie mani.”
“ Lex, non basterà una vita intera…”
E lui ti guarda con odio, perché hai detto la verità.
“ Fottiti.”
E riprende a fumare.
“ Ti devi prendere quei soldi, è giusto così merda!”
E sei pronto.
“ Non prendo i soldi che sono sporchi del sangue dei miei amici. Tu fai quello che vuoi, tanto non hai una coscienza, sei solo un assassino.”
Incassi, sei pronto ma, fa male lo stesso. Tanto.
“ Sono soldi anche tuoi, devi riprenderti la tua vita in mano.”
“ No, e non capisco come fai ad usarli tu dato che hai fatto crepare Joy e Hajin per quelli! Fottuto bastardo, facci quello che vuoi ma non coinvolgermi. Mi fai schifo…”
Incassi ancora.
Dolore, acuto.
“ Io non volevo che i nostri amici morissero, purtroppo non possiamo cambiare il passato ma con quei soldi Angel spera di aiutare delle persone a trovare lavoro, magari anche nel tuo cantiere, vuoi voltare le spalle a tutti per un errore mio! “
Non c’è problema, ti colpevolizzi, in fin dei conti ti ritieni veramente responsabile, dovevi esserci, dovevi arrivare prima, dovevi riuscirci…
E poi preferisci tutto questo risentimento da parte di Lex che saperlo distrutto nel profondo, perché è certo che se sapesse la verità si prenderebbe lui tutta la colpa e ne uscirebbe distrutto!
Totalmente.
Magari alleggeriresti un po’ la tua posizione ..forse…ma lui soffrirebbe, per Joy e Hajin, per quella famiglia che non lo ha voluto e perché non potrebbe incontrare suo padre dato che è morto, sì, magari non lo vorrebbe incontrare comunque ma a che pro dirgli che ha un padre per poi dirgli che però è morto?....
“ Riflettici Lex.”
“NO! MI HAI ROTTO! NON LI VOGLIO! È COLPA TUA! TI ODIO!”
“ Non urlare.”
“ Vaffanculo!”
Maledizione!
“ Lascerai che persone come Jeff o Lucy non abbiano una possibilità nella vita? Anche io soffro per i nostri amici ma non è giusto che debbano andarci di mezzo altre persone.”
Lui dà un calcio all’armadio, in fondo sa che hai anche ragione…
La sua parte più distruttiva viene messa a tacere in tempo dalle tue braccia.
Lo abbracci, lui fa per ritrarsi ma tu lo tieni stretto al petto.
“ Possiamo cambiare la nostra vita e quella di tante persone, non rendiamo vano fino a questo punto il sacrificio di due persone meravigliose come loro.”
Lex si accascia contro di te e tu bevi una ad una le sue lacrime…
Ha accettato…
….
……….
……………






I can be your hero baby
I can kiss away the pain
I will stand by you forever
You can take my breath away

Ohhh I just wanna hold you,
I just wanna hold you, oh yeah
Am I in too deep have I lost my mind
I don't care you're here tonight










“ Angel…”
Lo trascini in un lungo bacio.
Lui ti lascia fare tutto quello che vuoi.
Vorresti la sua bocca intorno al tuo membro, ma non sai come chiederglielo senza offenderlo o farla sembrare una cosa volgare.
Lo abbracci con foga e ti strusci su di lui che geme nella tua bocca, geme forte e tu perdi il controllo, le tue mani si muovono prima del tuo cervello.
Gli afferri i polsi sottili e con dolce fermezza lo fai inginocchiare, lui ti guarda con i suoi occhi grigi e per un attimo non capisce, tu gli fai un cenno con la testa e lui arrossendo ti fa capire che ha capito.
In questo momento non vuoi certo mancargli di rispetto ma la voglia di sesso ti fa superare qualsiasi inibizione nel chiedergli ciò di cui il tuo corpo ha bisogno.
Non vuoi assolutamente essere volgare ma decisamente hai bisogno di lui sul tuo sesso.
Lo ami e vuoi sentire la sua bocca sul tuo corpo.
Lui apre i tuoi pantaloni di pelle nera, la tua erezione preme dalla stoffa dei boxer neri, lui la libera dall’indumento e rimane perplesso.
“ Angel…” Lo inciti tu con un sussurro.
Il tuo odore virile invade il suo olfatto e lui è già succube di te.
Gli accarezzi la guancia: “ Te la senti?” Gli chiedi.
Speri tanto che dica di sì.
“ Sì…voglio ogni cosa di te…” Confessa non riuscendo a guardarti negli occhi.
Tu passi una mano pallida tra i suoi capelli biondi e gentilmente conduci la sua bocca sulla tua erezione, e ti senti un demone istigatore di peccati…
Ma non è il peccato che cerchi adesso, è l’amore, è l’amore che cerchi, in ogni sua forma…
Nella forma degli occhi di Angel, nella forma del suo cuore, nella forma della sua bocca che accoglie una parte così intima di te, che prima di stare con lui consideravi solo un bell’ arnese per sfogarsi sessualmente, ma che adesso ha assunto un significato più profondo, molto più profondo.
Stringi i denti e reprimi un gemito, Angel ha accidentalmente usato i denti…
“ Solo palato e lingua…” Dici mentre ti perdi nel dolce calore della sua bocca che ti sugge e ti tocca come le cosa più pura e preziosa che ci sia al mondo, tu, tu, voglio dire tu…
Tu una cosa preziosa e pura ?
Stai per venire, lo allontani da te…
Lui ti guarda confuso…
“ Ho sbagliato?”
“ No, solo stavo per venire…” Lui ti sorride e torna a suggerti e tu davvero non resisti oltre e davanti ai tuoi occhi vedi per un attimo il buio della tua anima farsi luce…
Splendido.






I can be your hero baby
I can kiss away the pain
(Oh yeah)
I will stand by you forever
You can take my breath away









È proprio vero, alcune cose vanno dette e altre no.
Bisogna solo avere il culo di indovinare quali sono esattamente…
Un’innocente bugia bianca, una dolorosa ma utile verità.
Un segreto inconfessabile.
Un sacrifico.
Una sofferenza indispensabile, una sofferenza evitata.
Bugie che vengono a galla da sole.
Segreti che restano sepolti per sempre

Il resto è solo destino ….









“ Alla fine come prevedibile arrivati i soldi abbiamo trovato anche loro…” Dici ad uno dei tuoi uomini più fidati.
Accarezzi il velluto del tuo vestito color biscotto.
Aspiri una lunga boccata dal sigaro.
In realtà non te ne frega un cazzo di vendicare tuo fratello maggiore Josa…
Tu, Sirius Edgard vuoi solo lui.
Il figlio di Alessandro Trieste e Julia.
Ma non lo vuoi per ucciderlo, lo vuoi per scopartelo.
Semplice. O Magari anche per ammazzarlo dopo averlo scopato. Dipende.
Hai raccolto così tante informazioni su di lui che non vedi l’ora di sprofondare nel suo calore selvaggio di cane randagio.
Per il resto possono crepare gli altri tre, la priorità è tutta per l’uomo del quale ti sei invaghito….
Ammiri la tua immagine allo specchio, occhi grandi e azzurri, capelli castano scuro, lisci, corti e curatissimi, viso agghiacciante , perfetto, ovale e pallido, ti sei fatto la barba da poche ore, fisico scolpito e statuario, sei un narcisista per natura, un narcisista della crudeltà…








I can be your hero
I can kiss away the pain
And I will stand by you forever
You can take my breath away
You can take my breath away
I can be your hero












Continua…….





Ehm….bè qualcuno di voi lo aeva detto che stava andando tutto troppo bene ultimamente …….
(Yoite si nasconde nell’armadio ) ^^


Lex attira killer peggio delle mosche XDDD sarà mica perché a loro piace la sfida? ^_^


La canzone utilizzata, che non ricordo se in passato ho già usato ma penso di no… al momento mi sfugge XDD cmq ci stava benissimo secondo me XDD
Naturalmente parlo di Hero di Enrique igliesias

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:04 pm

“Lex reloaded.”




Have I told you how good
It feels to be me, when I'm in you
I can only stay clean,
when you are around, dont let me fall (oh no)
If I close my eyes forever,
would it ease the pain could I breath again

chorus
Baby im addicted im out of control,
your the drug that keeps me from dieing
Baby I'm a liar but all I really know,
is that your the only reason I'm trying

I'm waisted away
I made a million mistakes am I to late
Theres a storm in my head,
and a race on my bed when you not near
Im not afraid of dieing, but im afraid of losing you

chorus

When your lying next to me,
love is moving throught to me oh its beautiful
Everything is clear to me till I hit reality and I loose it all,
I loose it all, I loose it all

na na na na na na
na na na na na na






Spinge su di te, spinge il suo sesso in te, senti un languore al cuore ed una fitta di doloroso piacere in corpo.
Duncan ti ama con tutto se stesso e tu ne godi.
Le sue spinte sono delicate ma anche passionali e possessive, respira veloce sulla tua bocca.
“ Di chi sei tu? Di chi sei?” Mormora sfiorandoti la bocca delicata e rosea con la sua più decisa e pallida.
“…Mh…Tu…Tuo..ah…” Gli rispondi mentre le tue mani artigliano la sua schiena solida e pallida, le tue corte unghie la graffiano, lasciando segni rosati appena visibili.
Vai incontro alle sue spinte appassionate e disperate e ti chiedi quale battaglia interiore stia vivendo Dunk adesso.
Mentre apre il tuo corpo ed il tuo ano è allargato dalla sua erezione.
Mentre con la punta del suo membro pigia un punto particolare solamente tuo all’interno del tuo intestino delicato.
La senti scorrere in te, ogni tanto ti arriva qualche piccola fitta di dolore ma, non è una cosa spiacevole, è una cosa…viva, pulsante.
E poi è speciale, è meraviglioso, caldo come l’inferno, è splendido.
Non hai aggettivi per descrivere cosa vuol dire appartenere a Duncan.
Sei languido tra le sue braccia e godi tenendolo legato a te, in mezzo alle tue gambe.
Fare l’amore con lui è molto piacevole, ed è appagante per il corpo e per l’anima.
Con le mani scendi dalla sua schiena, percorri le spalle con i muscoli in tensione e delicatamente lo accarezzi sulle braccia.
Ti eccitano le sue braccia che ti stringono così virili e appassionate.
Duncan è gelido fuori dalle coperte ma infuocato a letto.
E anche se ancora ti imbarazzi a fare certe cose e a fartele fare, alla fine comprendi che non c’è nulla di male a darsi totalmente alla persona che si ama, e che ci ama fino al punto di struggersi dentro come Duncan ha sempre fatto con te.
Avverti con ogni cellula del corpo quanto le vostre anime e i vostri corpi siano legati.
Con ogni fibra del tuo corpo senti i tormenti di Duncan e senti il suo piacere, il suo sesso è grosso e durissimo, lo senti quasi formicolarti dentro ora che siete vicini all’apice.
Il tuo corpo reagisce a tutte queste stimolazioni e inarcandoti verso di lui ti liberi sul suo addome.
Piangi, così, senza un particolare motivo.
Lui si ferma, non è ancora venuto.
“ Perché ti fermi?”
“ Perché piangi? Ti faccio male?”
“ No, sto bene, è che sono ..non lo so spiegare…felice, ma non solo…spingi ti prego…” Gli dici arrossendo.
E lui spinge, spinge e spinge, poche spinte ancora e si riversa in te con tutta la sua mascolina essenza.
Sei stordito e rilassato, abbandonato a lui.
Sei innamorato.
Passi ancora le mani sulle sue braccia anche se non hai la forza per muoverti.
Vuoi fargli sentire che ci sei, che lo ami.
Lui ricambia le tue carezze, passa le mani sul tuo viso e ti bacia le guance, gli occhi, la spalla destra.
Senti che riprende a spingere in te.
Ti piace quando è inarrestabile e instancabile.
Ti piace e con un pizzico di orgoglio ti senti un po’ su di giri, sei tu a fargli questo effetto, sei tu a farlo sentire di nuovo pronto in così poco tempo.
Ancora, ne vuoi ancora, di tutto, di lui, del suo sesso, del suo mutismo, del suo essere, del suo odore, del suo carattere…
“…Di più…Duncan…di più…”
Non vuoi che si trattenga.
Vuoi che sia felice, e lui ti accontenta, aumenta il ritmo, e fa male, fa bene, fa tutto.
È unico.
Tuttavia non riesci a trattenere un gemito dolorante e lui rallenta nuovamente il ritmo.
Ti senti come in alto mare, ti senti cullato dalle onde del piacere.
“ Duncan…Duncan…Duncan…” Mormori incessantemente colorando la tua dolce voce di intermittenze lascive.
Lui di scatto si ferma.
Ti attanaglia i polsi e li porta sopra la tua testa, gemi…
“ Non chiamarmi così, in questo modo che..ah!…. Non chiamarmi in questo modo, mi fai sentire troppo eccitato…Non voglio farti male.”
Gli sorridi.
“ Non me ne fai…”
“ Bugiardo…” Ti dice mordendoti il collo.
Dolcemente spingi i tuoi fianchi contro i suoi e lui accogliendo l’invito riprende a spingere in te, a dominarsi, e a portare entrambi ad attraversare il piacere fino ad esplodere in un’ appagante eiaculazione.
…..
……….
………………






Baby I'm addicted, I'm trying, I'm trying, I'm trying
Baby I'm addicted, I wanna loose it all
Baby I'm a liar but all I really know is your the only reason im trying
Baby I'm addicted, Baby I'm addicted, Baby I'm addicted
na na na na na na








Tra non molto prenderete una casa tutta vostra tu e Lex.
Lui potrà costruire il suo cantiere, tu il tuo nuovo locale.
Non saranno grandi come quelli che avevate a N.Y. ma saranno altrettanto belli, e soprattutto vostri.
Bisogna non eccedere per non dare troppo nell’occhio, il fratello di Edgard vi cerca ancora.
Dovete essere sempre accorti. È la regola.
Lex non è ancora rientrato dal cantiere, strano, conosci i suoi orari e davvero non sai trovare una spiegazione.
Esci dalla tua stanza e raggiungi gli altri in cucina.
“ Lex…?” Chiedi.
Angel scuote la testa: “ Sono preoccupato Yan, ho una spiacevole sensazione in corpo.”
Duncan con accortezza guarda fuori dalla finestra facendo attenzione a non sporgere troppo la testa.
“ Non mi piace…” Dice.









Ti hanno preso in quattro, ce ne hanno messo di impegno per prenderti.
Ci sono riusciti solo quando eri stremato.
Adesso sei legato ad una sedia all’interno di un magazzino semibuio e la puzza della muffa ti toglie il respiro.
La saracinesca si apre e si solleva lentamente, quasi a scatti, cigolando pesantemente.
Un uomo che assomiglia ad Edgard ti viene incontro.
Non era fra i quattro che ti hanno preso.
Hai sempre brillato per una spiccata intelligenza ed un intuito sensibile.
“ Sei il fratello del tizio che hanno fatto fuori il mio uomo e Duncan vero?”
Lui ti sorride sornione.
“ Acuto e diretto signor Turch, mi piace…Puoi chiamarmi Sirius...”
Non ti sfugge di certo la nota di lussuria che ha usato, sudi freddo ma, niente panico, niente panico.
Sei solo legato ad una sedia dentro ad un garage probabilmente fuori città giudicando dal tempo che avete impiegato in macchina per arrivarci e questo sconosciuto bastardo bulgaro ti vuole fare il culo, in tutti i sensi… sì, proprio niente panico.
Dannato Yan…
“ Come ci hai trovato?”
“ I soldi…” Dice accendendosi un sigaro e congedando i suoi uomini, pessimo segno…
Sputi per terra: “ Maledetti soldi bastardi.”
Lui inarca un sopracciglio al tuo gesto poco fine.
“ Sei proprio come ti avevo sempre sognato…”
Non nasconde l’attrazione che prova per te e senti dentro montare la nausea.
Ti viene vicino.
“ Parlami di te Alxandaar…” Dice con il suo profondo accento bulgaro storpiando il tuo nome accidentalmente.
“ è Alexander stronzo.”
Lui scoppia a ridere.
“ Ti chiedo scusa…” Dice suadente.
“ Non sono molto bravo con la tua lingua, io e mio fratello faticavamo anche a dire il nome di tuo padre…”
….
…………
……………………..
Cosa cazzo?!!!
“ Cosa? Mio padre? Io non ho una famiglia…”
Il sofisticato bastardo si toglie la giacca dopo averti guardato con una strana luce negli occhi.
Allenta il nodo della sua cravatta indaco e allunga una mano per prendere una sedia di legno.
Si siede di fronte a te, vicino, troppo … I suoi grandi occhi azzurri ti guardano con desiderio
“ Il tuo fidanzato non ti ha raccontato di tuo padre?”
Il tuo stomaco si contrae…
Tuo padre?
Tuo padre ed Yan?
Dove?
Quando?
Perché?
“ Di cosa cazzo parli?”
“ Tu sei il figlio di Alessandro lo spacca-ossa, e di Julia l’apocalisse. Mio fratello voleva ammazzare te per colpire Alessandro in quanto gli aveva portato via quella puttana di Julia. Per quanto ne so Alessandro aveva assoldato Yan e Duncan il demone per ucciderlo, non penso solo per salvarti la vita, credo anche perché tra di loro c’erano troppi antichi rancori…Mi sorprende che Yan non te lo abbia detto, hai mica bisogno di essere consolato?”
“ Fottiti…” Biascichi con un fastidioso nodo in gola e lo stomaco che si contorce tutto, fa male. Dannatamente male.
Yan ti ha mentito per tutto questo tempo, ecco cosa doveva fare di irrinunciabile, Joy e Hajin…loro sono morti per te…Ismael aveva affidato a te Joy, a te…!
Senti inesorabile e preciso il crick della tua anima che si spezza…
Un suono secco e rapido e la tua anima è spezzata, punto e basta, fine della storia.
Se da un lato ti dispiace che Yan si sia preso sulle spalle tutta la responsabilità della faccenda, dall’altra parte lo odi intensamente, ti ha mentito, maledetto bugiardo, ti ha guardato negli occhi e ti ha mentito.
Sei ferito dentro, da tutto e da tutti, da Yan, da tuo padre, da questo tizio, da ogni cosa che ti passa per la testa.
Poi una domanda cruciale….
“ Cosa c’entra Duncan?” Chiedi.
“ Non sai neppure questo…?” Ti schernisce…
“ Vedi Lex, è così che ti chiamano tutti no? Lex...Ho sbagliato la pronuncia?”
“ Fottiti e dimmi che cosa c’entra Duncan?”
“ Lui lavorava per tuo padre da sempre.”
Ti hanno mentito tutti!
Tutti!
Sei certo che lo abbia fatto anche Angel!
Perché?
“ Ora che le rivelazioni sono state fatte che ne dici di darmi il permesso di scoparti?”
“ Voi killer siete tutti uguali, fate tanto i perfettini e gli uomini di classe, alla fine siete peggio della feccia…”
“ Può darsi di sì signor Turch, può darsi di sì…”
La sua mano scatta in avanti e ti strattona i capelli castani, sei costretto a tirare indietro la testa e digrigni i denti per il dolore.
“ Adesso basta giochetti, dopo una buona conversazione bisogna fare del buon sesso. Però non sono un amante degli stupri , capisci, ti voglio consenziente, una sola notte, una sola e ti lascerò vivere, lascerò questo paese troppo assolato per sempre, tu e i tuoi amici potrete vivere in pace e godervi i soldi. Accetti?”

……..
…………….
“….”
“ Accetta o sei morto?”
Gli scoppi a ridere in faccia.
“ Accidenti sei il primo killer che incontro che ha un po’ di senso dell’umorismo.”
Lo sfidi.
“ Sta attento Lex, i miei uomini stanno puntando casa vostra, basterà un mio cenno perché riducano il tuo uomo e i tuoi amici a un colabrodo. Mi hai capito? Morirete tutti!”
Il cuore non pompa più sangue, solo rabbia e bile.
I tuoi occhi si iniettano di sangue.
Stai per prendere la decisione peggiore della tua vita, ma non hai bisogno di pensarci a lungo, tu sei Lex, hai il tuo orgoglio da difendere.
“ Se mi vuoi dovrai sudartela, non mi venderò a te, mai, per nessuna ragione al mondo, il mio uomo preferirebbe morire piuttosto di sapere che mi sono lasciato scopare ubbidente da te, per cui scelgo la morte!!!” Gli dici fiero e sicuro di te.
Fai vibrare tutto il tuo orgoglio e gli sorridi sbieco.
“ Vaffanculo!” Gli dici risoluto e deciso.
“ è la tua risposta definitiva?”
“ A parte il fatto che non credo alla tua parola di lasciarci in pace dopo, mi sono già espresso coglione, meglio la morte.”
I tuoi grandissimi occhi castani sono luminosi di rabbia.
“ Come vuoi, in fondo ti ho voluto anche per questo…”
Il tuo sputo lo prende in pieno viso.
Lui ti strattona ancora di più i capelli e tu ti mordi il labbro pur di non gemere di dolore a dargli la soddisfazione di sapere che ti ha fatto male…
“ Oh sì Lex, fammi divertire…”
“ Divertiti con questa!” E fregandotene dei tuoi capelli che vengono tirati ulteriormente ti slanci in avanti e dai una sonora testata sul naso di Edgard.
Lui scatta ma non molla la presa dai tuoi arruffati capelli castani.
Ti sorride e con la mano libera si pulisce il naso dal sangue che ha preso a colargli copioso, macchiando così la sua pelle bianchissima.
“ Meglio di come me lo ero immaginato.” Dice e ti dà un pugno sul labbro, boccheggi in cerca d’aria mentre il sangue denso ti invade la bocca.
“ Stro…stronzo…” Gracchi a fatica, mentre l’odore del suo dopobarba e quello della sua pelle, nonostante sia profumatissimo, si storpiano nelle tue nari fino a darti la nausea.
….
……
…….








As he came into the window
It was the sound of a crescendo
He came in her apartment
He left the blood stains on the carpet
She ran underneath the table
He could see she was unable
So she ran into the bedroom
She was struck down, it was her doom

Chorus:
Annie are you ok?
So, Annie are you ok?
Are you ok, Annie
Annie are you ok?
So, Annie are you ok
Are you ok, Annie
Annie are you ok?
So, Annie are you ok?
Are you ok, Annie?
Annie are you ok?

So, Annie are you ok, are you ok, Annie?

Chorus 2:
(Annie are you ok?)
(Will you tell us that you're ok?)
(There's a sign in the window)
(That he struck you - a crescendo Annie)
(He came into your apartment)
(He left the blood stains on the carpet)
(Then you ran into the bedroom)
(You were struck down)
(It was your doom)

Chorus

You've been hit by
You've been hit by - a smooth criminal

So they came into the outway
It was Sunday - what a black day
Mouth to mouth resuscitation
Sounding heartbeats - intimidations










“ Ci stanno spiando, credo siano in quattro, ognuno sui quattro lati del palazzo di fronte. Sui vari terrazzini
Esco dal retro senza farmi vedere, ne ammazzo tre e ne prendo uno per farlo parlare.” Ti dice Dunk…
“ Bene.”
Angel vi guarda preoccupato…
Non ti sfugge lo sguardo disperato che nasce dagli occhi grigi del più giovane del gruppo.
“ Duncan..?” Lo chiama quest’ultimo.
“ Non ora Angel. Piuttosto, fa il bravo, prendimi Angels and Demons.” Angel abbassa lo sguardo e fa come gli è stato chiesto.
Duncan ti fa un cenno con la testa.
Tu ricambi, siete in guerra…ne siete ben consci.
“ Sospetti del fratello di Edgard?” Gli chiedi.
“ Sì Yan, Sirius avrà seguito i soldi…”
Angel porge le pistole a Duncan…
“ Evitate le finestre.” Dice ed esce di casa.
Angel si volta a guardarti.
“Yan … Ecco , Lex ….Sono in pena per lui, ed ora anche per Dunk…E se Lex…” Ma non ha il coraggio di terminare la frase.
“ Non lo so.” Dici tu mentre sei in tremenda apprensione e mentre Angel è in apprensione sia per Lex che per Dunk.





Aggiri facilmente uno alla volta queste mezze seghe, non puoi essere spettacolare come tuo solito, siete in pieno giorno e non vuoi creare scompiglio tra tuoi malcapitati vicini di casa, ti limiti a spezzare l’osso del collo a questi tre porcellini…
Le tue mani bianchissime sbucano dal nulla, afferrano in una morsa mortale i colli caldi dei nemici che con uno scatto si spezzano tra le tue mani di demone fantasma.
Infine giungi dal quarto porcellino.
Lo afferri senza troppi sforzi.
“ Vieni con me a casa mia, ti voglio offrire una tazza di tè …” Dici inquietante.

….
………..





Entri in casa con l’uomo che hai catturato, nessuno dei vicini che hai incontrato strada facendo sai che chiamerà la polizia, un po’ perché ti temono, un po’ perché da quando tu ed Yan abitate qui non c’è più stato neppure un furtarello nel quartiere.
Angel ti viene incontro spaventato a morte.
“ Stai bene Duncan?”
“ Certo. Adesso va in camera e non uscire finché non ti chiamo io.”
Lo vedi guardare l’uomo che tieni malignamente fra le braccia, mentre una delle tue mani preme sulla sua bocca.
Di certo ha capito che vuoi torturarlo per farlo parlare.
“ Duncan…”
“ Vai … in …camera…” Gli dici duro, lui si volta e va via, lo senti singhiozzare ma sa anche lui che è l’unico modo per salvare Lex..
Fai accomodare gentilmente il tuo ospite su una sedia, lo leghi, poi ti volti a guardare Yan che ha in faccia l’ombra della morte.
“ Il mio amico vuole sapere dove si trova il suo uomo, tu per caso sai dov’è?”
Gli dici con un timbro di voce tanto basso da spaventare uno spettro.
“ Non parlerò….” Dice.
Tu ti siedi nella sedia di fronte a lui, Yan pare avere ghiaccio nelle vene e tu sembri un diavolo venuto dall’inferno.
“ Piccolo uomo meschino e indegno di vivere, dimmi dove si trova il tuo capo e come si chiama.”
“ …” Ma il malvivente ostenta silenzio.
“ è Sirius Edgard?”
“ …”







Duncan non si scompone, si alza e prende un lungo coltello e degli aghi.
“ Piccolo uomo, io non amo molto parlare, mi fa male la gola, sai come funziona? Tu fai male alla mia gola, io alla tua.”
Prende un ago e si volta verso di te…
“ Ti mostrerò qualcosa che sicuramente non sei arrivato ad imparare…” Ti dice.
E’ inquietante, l’ago entra sotto la pelle dell’uomo, proprio dentro la gola.
Lui spalanca la bocca ma tutto quel che ne esce è un rantolo, non può urlare.
“ Non hai idea Yan di quanti centri nervosi ha il nostro corpo, basta un ago all’altezza della gola, fra le corde vocali, ed il nostro amico non urlerà mentre noi lo intratteniamo, a meno che non voglia di sua spontanea volontà dirci dove si trova Lex, dico bene Yan…?”
E forse ha ragione Lex quando dice che Dunk ti fa fare cose allucinanti, perché in questo momento ne godi quanto lui…
Lo vedi slegare una mano del malvivente e metterla sulla tavola.
“ Non farmi sporcare in giro troppo di sangue, il mio ragazzo si impressiona facilmente…
Rabbrividisci perfino tu.
Duncan gli prende la mano e la mette ferma a dita larghe e visibili.
“ Allora io non posso parlare più, mi fa male la gola, hai cinque secondi per rispondere, ogni secondo che passa perdi un dito, si parte.”
Uno…
Via un dito, cazzo!
L’uomo spalanca la bocca in preda al dolore, urla forte, o meglio lui vorrebbe urlare forte e probabilmente dentro al suo cervello lo sta facendo ma, tutto quello che ne esce è un grido strozzatissimo, un’insolita emissione di fiato.
Due.
Via un altro dito. Nuovo urlo abortito.
Tre…
“ Aspetta…” Biascica l’uomo, la sua voce è sempre un rantolo soffocato e sommesso che esce strozzato.
“ Pare tu abbia qualcosa da dirci.” Gli dice Duncan.
“ Edgard è… in un… gara…garage fuo…ri città…”
“ Dove?”
“ Ad… ove…ovest di…di.. Can…cun...”
“ Quanti uomini ha con sé?”
“ Un centinaio…”
“ …” Duncan non risponde, mette il silenziatore alla pistola e prima che l’uomo possa implorare pietà gli spara in mezzo agli occhi, poi si volta verso dite.
“ Un centinaio per due sono troppi, che facciamo?” Ti chiede.
“ Tu sei libero, io vado lo stesso.”
“ Sei pazzo Yan, e mi piace, vengo con te.” È il suo modo per dirti che non puoi farcela da solo e che puoi contare su di lui.
“ Prendo del materiale per farci qualche bomba rudimentale e qualche trappola ed andiamo.”
Duncan è un killer perfetto, è spietato, freddo, rapido e malvagio.
Lui ha completato l’addestramento, conosce qualche trucco in più rispetto a te, come questo con gli aghi per non far urlare la persona da torturare e quindi non attirare troppo l’attenzione e come fabbricare una bomba con semplici oggetti che si trovano in giro per casa.
Ma anche tu sei uno che sa il fatto suo, e poi sei imbestialito, non occorre che il tuo viso manifesti ciò che provi, tu sarai anche migliore di Duncan in questa missione di salvataggio, semplicemente perché riguarda Lex.
Duncan rientra in cucina con un sacco sulla spalla.
“ Angel…” Lo chiama, Angel affaccia timidamente la testa in cucina, Duncan rapido mette una mano sui suoi occhi per non fargli vedere il cadavere, lui tenta di guardare ugualmente e in parte riesce a vedere.
Lasciate la casa, probabilmente per sempre.
Giungete in strada.
“ La nostra casa….” Dice Angel.
“ Sai come funziona questo mondo Angel, anche se ci chiamiamo fuori, il sangue viene sempre a reclamarci. Troveremo un'altra casa.” Gli dice sbrigativo.
“ Lasceremo la città dopo che abbiamo trovato Lex?”
“ Esatto.”
“ E la chiesa? Avevo promesso di aiutarli…” Dice con le lacrime agli occhi, scombussolato dagli eventi inaspettati.
“ Glieli spediamo i soldi cazzo!” Dice Dunk con un tono di voce basso di chi non ammette repliche.
Angel si chiude in sé e lui pare rivedere il suo comportamento.
“ Lo so che sei preoccupato per Lex e che sei dispiaciuto di non poter aiutare di persona i tuoi amici in chiesa ma, come ti ho detto gli faremo avere i soldi, è una promessa.”
Angel gli sorride timidamente.
“ Che faremo adesso?” Gli chiede.
Il suo ragazzo gli accarezza il viso.
“ Andremo via e ricominceremo nuovamente daccapo, andrà tutto bene.”
Angel annuisce poco convinto.
“ Adesso prendi la macchina Angel, guida fino al confine ed aspettaci lì..”
Angel spalanca gli occhi: “ No, voglio venire con voi. Lex ha bisogno anche di me!”
Dice lui terrorizzato all’idea di separarsi da Duncan e in pena per Alexander.
Duncan riprende ad usare un tono di voce duro e deciso.
“ Mi saresti di intralcio, per cui prendi i soldi, vai al confine e aspettami buono lì, non obiettare e non fare i tuoi soliti capricci.”
Angel si morde un labbro e sale in macchina.
“ Duncan…” Sussurra.
*“ Ti ricordi la promessa che ti ho fatto quando eravamo ragazzini, quella grossa cazzata del migonolo?”
“ …Sì…Certo …. mi ricordo.”
“ Bene, te l’ho promesso no…?Ora vai…”
Non hai ben seguito l’ultima parte del loro discorso, hanno parlato in bulgaro in questo ultimo pezzo di conversazione e per quanto tu abbia un po’ imparato la loro lingua non hai capito bene a cosa si riferissero, probabilmente una cosa tutta loro, qualche ricordo di infanzia.
Angel mette in moto la macchina.
Duncan gli ha fatto lezione di Krav maga e difesa personale anche in macchina e gli ha insegnato come correre o come seminare qualcuno.
“ Spero che Lex stia bene Yan.” Ti dice il biondo, poi si scambia uno sguardo disperato con Duncan, e a te, guardando loro, Lex ti martella il cervello ancora di più.
Lo vuoi con te e lo vuoi ora.
Non c’è più tempo.
Prendete la macchina con cui probabilmente sono arrivati i malviventi e vi dirigete nella zona dei garage a ovest del paese.
Ammazzerai questo Sirius…
Nessuno tocca la tua famiglia…
…..
…….
…………






(Annie are you ok?)
(So, Annie are you ok?)
(Are you ok Annie?)
(You've been hit by)
(You've been struck by - a smooth criminal)

Okay, I want everybody to clear the area right now!

Aaow!
(Annie are you ok?)
I don't know!
(Will you tell us, that you're ok?)
I don't know!
(There's a sign in the window)
I don't know!
(That he struck you - a crescendo Annie)
I don't know!
(He came into your apartment)
I don't know
(Left blood stains on the carpet)
I don't know why baby!
(Then you ran into the bedroom)
I don't know!
(You were struck down)
(It was your doom - Annie!)
(Annie are you ok?)
Dad gone it - baby!
(Will you tell us, that you're ok?)
Dad gone it - baby!
(There's a sign in the window)
Dad gone it - baby!
(That he struck you - a crescendo Annie)
Hoo! Hoo!
(He came into your apartment)
Dad gone it!
(Left blood stains on the carpet)
Hoo! Hoo! Hoo!
(Then you ran into the bedroom)
Dad gone it!
(You were struck down)
(It was your doom - Annie!)
Aaow!!!











“ Pensavo volessi conoscermi un po’ meglio prima…” Dici a Sirius con la bocca sporca di sangue, ti ha quasi spaccato una gengiva.
Hai intuito che è un uomo che ama raccontarsi e parlare, è un egocentrico.
Puoi provare a prendere tempo lusingando il suo ego, ma il resto non lo accetterai, meglio morto che fargli da puttana.
Pensi che Yan dovrebbe essere d’accordo con te, lui è estremamente possessivo con te, lo sai bene, sai che probabilmente dovrebbe essere favorevole.
Meglio la morte che l’umiliazione, è la vostra filosofia di vita.
Malgrado ti abbia mentito numerose volte lo pensi intensamente e speri che prendendo tempo con Sirius lui possa trovarti nel frattempo…
Lo speri davvero…
“ Vorrei, ma tu sei scortese.”
“ E’ che i miei genitori a quanto pare erano più impegnati a fare la guerra alla tua famiglia che a insegnarmi l’educazione.”
Lui ride.
Devi riuscire a distrarlo e a prendere tempo.
“ Dopo la morte di tuo fratello l’impero degli Edgard sarà tutto tuo immagino..”
Lui sorride cattivo e sornione: “ Puoi giurarci. Ma mio padre è ancora in vita, ci vorrà un po’ di tempo perché sia tutto interamente fra le mia mani.”
Ecco il suo punto debole.
“ Potrei eccitarmi per un uomo di potere…”
Lo provochi, magari puoi fingerti consenziente e magari tentare la fuga mentre è distratto…
Buona idea Lex, lo vedi che quando sei meno istintivo e fai funzionare la tua brillante intelligenza qualche ragno dal buco lo caviamo…
Inoltre fingere non è farlo per davvero, anche il tuo strafottente orgoglio approva.
Fingendo solamente il tuo orgoglio ne uscirà intatto, e speri anche il tuo corpo e la tua anima…









Qualche giorno prima….


Esce dalla doccia, è un colosso, ha i capelli nerissimi.
E’ disarmato adesso.
Punti la pistola su l’uomo che chiamano Martirius…
“ In fede mia Julia, ti credevo morta.” Dice senza voltarsi, ma osservando il tuo viso dal riflesso sulla finestra semi -appannata del bagno.
“ Anche io mi sono creduta morta…Ora sta buono Martirius, se ti avessi voluto uccidere lo avrei già fatto, ti pare?”
“ Tsk! Non sopravvalutarti.”
“ Mi servi vivo…”
“ Perché?” Ti chiede l’uomo con la schiena piena di cicatrici da proiettile…
“ Devo tirare fuori dai casini un gruppo di scimmiette idiote, tra di loro c’è una tua vecchia conoscenza, il figlio dei Morgan…”
“ Duncan? È ancora vivo? Ho perso da tantissimo tempo le sue tracce, poi tra un lavoro e un altro…bè…tu sai com’è. Non si ha mai tutto il tempo di fare ciò che vorremmo”
“ Già…” Dici.
“ Di che lavoro si tratta?”
“ Sirius…” Gli dici.
Lui scoppia a ridere.
“ è una missione suicida.”
“ Appunto.”
Non permetterai mai che sia stato solo Alessandro ad essere andato all’inferno in grande stile, ci vuoi andare pure tu con tutti gli onori, e lo farai alla grande!
E appena giungerai tra le fiamme picchierai Alessandro per non avere appurato meglio la tua presunta morte…
Idiota!
Che gran coglione….
Proprio un gran coglione…
Nella tua mente c’era solo la volontà di riuscire a tornare da lui, lui che si è tolto la vita perché ti ha creduta morta, e tu, ora, ricambierai la cortesia…
Almeno farai un gesto altruista verso quel figlio che non hai voluto guardare in faccia neppure alla sua nascita….
Fortunatamente, casualmente, hai seguito la pista dei soldi di Alessandro ed hai scoperto che Sirius aveva beccato i ragazzi, le spie al tuo servizio hanno fatto il resto.
Pensi al tuo uomo, forse per gente come voi non esiste l’amore vero, ma tu e Alessandro siete stati la stessa persona.
Morto lui, morta tu.














Continua…






Ehm….capitolo un po’ scombussolante me ne rendo conto…. Sorry ^^






Piccola precisazione ^^
Julia e Martirius si conoscono in quanto fanno parte dello stesso meccanismo criminale, dello stesso mondo per così dire, ma la loro conoscenza è molto superficiale…
Molti avvenimenti della vita di Julia saranno misteriosi, sarò un po’ la stessa che vale per Ismaele, bè loro sono misteriosi si sa ^______^ Wink patos e mistero XDD


* la promessa del mignolo si trova nel cap 24 “Sei tutto per me “ ^^


Lex sta lottando con se stesso, è diviso tra il dolore della scoperta ed il suo istinto di sopravvivenza … povero cucciolone randagio e tenerissimo ç__________ç Non linciatemi please…. Sigh….

Le canzoni presenti sono Addicted di Enrique Iglesias e Smooth criminal di Michael Jackson

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Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:05 pm

“ Yan in love.”




Duncan sterza facendo rombare il motore truccato della macchina.
Vi scambiate un’ occhiata d’assenso ed uscite dalla macchina rapidi, abbassandovi ed estraendo le pistole, la raffica di proiettili giunge puntuale, vi rende impossibile andare avanti ed entrare nell’edificio dove probabilmente si trova Lex, il perimetro del territorio è piuttosto ampio, ci impiegherete una vita ad arrivare.
Duncan inizia a sparare come un indemoniato e malgrado il suo sguardo resti inespressivo, non ti sfugge il mezzo ghigno divertito che gli attraversa il viso cereo.
“ Mi impediscono di andare avanti!” Dici mentre fai vibrare la tua pistola.
“ Hn…”
“ è un territorio piuttosto esteso, non voglio perdere tempo.”
“ Ti copro io, tu va!” Ti dice deciso e serissimo il demone.
Cazzo! Sono in troppi, la raffica di proiettili è impressionante, sono almeno una trentina di uomini e presto arriveranno i rinforzi, si era parlato di un centinaio di uomini.
Troppi per un uomo solo.
Tuttavia Lex….
“ Dunk, mi spiace, io devo andare da Lex.”
“ Ti ho già detto che ti copro io, tu corri!”
Lo guardi con i tuoi occhi azzurrissimi, accesi da una fulgida luce assassina.
“ Sono in debito.” Dici con la tua bocca sottile sul volto dall’ovale perfetto.
“ Hn…”
Gli dai le spalle, e ti sorprendi degli uomini che vedi cadere a terra uno dopo l’altro, al buio, sulla strada polverosa di terra, pochi lampioni illuminano la scena, e tu corri veloce, mentre Duncan ti copre e tu continui a stupirti della precisione del tuo collega.
Nessun proiettile ti colpisce e tu finalmente svolti l’angolo.
Cazzo!
Sono in venti.
Merda!
Fai appena in tempo a gettarti per terra e rotoli dietro un bidone della spazzatura, tsk! Ben misera copertura.
Sollevi il medesimo bidone e lo scaraventi verso di loro per creare un diversivo, poi estrai dalla tasca dei jeans una piccolissima bomba che ti ha dato in macchina Dunk e la lanci verso di loro.
I tuoi occhi dalla forma tagliente seguono la scena come a rallentatore.
Il botto non è eccessivamente rumoroso, ma sufficiente a far vibrare l’aria attorno a te.
Quattro morti, sedici feriti, tre in modo grave.
Prima i feriti meno critici, gli spari dritto in faccia a tutti, uno per uno, giustiziandoli freddamente.
Poi i tre feriti gravi.
Bene, la strada è libera, prendi un cadavere con te, lo userai eventualmente come scudo.
Fai pochi passi ed un uomo ti salta addosso dal nulla.
Ti fa finire per terra.
Lottate duramente.
Tu riesci a sovrastarlo.
La tua mano si serra sul suo collo, vorresti soffocarlo lentamente ma non c’è tempo.
Estrai il coltello e gli tagli la gola.
Riprendi il cadavere di prima e cerchi di correre il più velocemente possibile.
Un proiettile sibila vicino al tuo orecchio, fortunatamente il petto del cadavere ti ha fatto da scudo, ti giri in direzione del suono e spari.
Sei inarrestabile, non vedi altro che sangue e il viso di Lex.
Il resto è buio.







“ Sento degli spari. Sarà il tuo uomo che è venuto a morire suppongo.” Dice Sirius mentre tu cerchi di indirizzare la mano di Dio verso una linea immaginaria, di un foglio altrettanto immaginario, per fargli disegnare un Yan sull’entrata di questo fottuto garage!
*Già, il tuo personale scarabocchio divino…
Sirius ride di gusto.
“ Mi eccita che il tuo uomo è qui fuori, da qualche parte, pronto a crepare mentre io mi sbatto il suo ragazzo.”
Il terrore ti invade gli occhi e ti si gela il sangue nelle vene….
E se davvero Yan stesse crepando lì fuori?
No, non devi neppure pensarlo.
Yan arriverà, ed andrà tutto bene.
Riprendi il controllo della situazione.
“ Tu sei un uomo che non lascia nulla al caso, vero Sirius…?”
“ Mh, e tu solo una puttana che cerca di salvarsi la vita.”
Non mollare Lex…
“ Può darsi, ma che puttana però…” E ti passi la lingua sulle labbra ferite dai pugni di Sirius raccogliendo il tuo sangue scarlatto sulla punta rosea e umida.
Sirius è un pervertito, solo un pezzo di merda pervertito.
Ti allunghi sulla sedia e ti inarchi.
“ Perché non mi sleghi?” Gli chiedi con finta innocenza.
“…” Lui è titubante ma segue i tuoi languidi movimenti con forte interesse.
“ Coraggio, non dirmi che hai paura di Yan? Eppure pensavo che ti fossi circondato di uomini in gamba…”
Sirius sorride sentendosi sicuro di sé e ti slega dalla sedia.
“ Fa la brava puttanella.” Ti dice, mentre il tuo stomaco si contorce per lo schifo che provi.
“ Farò tutto quello che ti piace…” Gli dici prima di assestargli una ginocchiata in pancia!!!
E che cazzo!
“ Non è ancora nato l’uomo che può chiamarmi puttanella! Coglione!” Gli ringhi contro.
Fai per andare verso l’uscita ma lui ti afferra per i capelli e ti sbatte per terra con una tale violenza che ti gira la testa.
“ Io ti chiamo puttanella perché è quello che sei!”
Lui è sopra di te….
Nella tua mente solo poche parole:
Occhi, collo, tempie, cassa toracica e soprattutto palle!
Occhi, collo, tempie, cassa toracica e soprattutto palle!
Occhi, collo, tempie, cassa toracica e soprattutto palle!
Speriamo che l’addestramento che ti ha fatto Yan serva davvero a qualcosa.
“ Adesso ti stupro mentre il tuo ragazzo crepa e poi ti mando a morire insieme a lui!”
Ti dibatti.
Coraggio!
I tuoi grandi occhi castani sono pieni di rabbia lucida, la tua bocca martoriata continua a far uscire il tuo sangue, i tuoi capelli sono spettinati peggio del solito a causa dei continui strattonamenti.
Dietro la tua schiena il sudicio pavimento, sopra di te questo coglione bulgaro.
Fai scattare la tue mani, occhi.
Gli infili le dita negli occhi.
Lui geme di dolore ma prima che tu possa rialzarti ti colpisce con furia in viso, sudi freddo.
Che male cazzo!
La sua lingua percorre la pelle olivastra del tuo volto dai lineamenti decisi.
“ Non mi toccare bastardo!” Sbraiti.
Lui ride e ti serra i polsi.
Fai scattare il tuo ginocchio, palle.
Gli colpisci le palle e faticosamente ti rimetti in piedi.
Barcolli verso l’uscita del garage…la vista ti si sta offuscando a causa delle varie botte che hai preso.
Devi resistere….!
Ma ogni tentativo è vano.
Lui ti afferra e ti ammazza di botte nel vero senso delle parola, provi a seguire i suggerimenti di Yan!
Se solo ti fossi applicato un po’ di più….
Non che avresti avuto possibilità con un assassino di professione come Sirius ma almeno potevi tentare con più speranza nel corpo.
Ti massacra la faccia di pugni e tu fai muovere il tuo corpo in modo da sbilanciare il suo mentre ti colpisce, finalmente riesci a dargli un cazzotto sulla tempia e con il taglio della mano ti abbatti con violenza sulla sua gola, lui tossisce, è a terra, si tocca la gola, provi nuovamente a scappare, ma questo Sirius è un osso duro.
Ma porca puttana!
Ti afferra per la caviglia destra e ti fa cadere a terra con lui, porca troia è di nuovo sopra di te….
…….
………
……………







Il malcapitato uomo che è finito fra le tue mani, sta seriamente facendo una brutta fine.
**“Разве вы не трогать мою семью!” Dici a voce bassissima in russo, mentre le tue mani grandi e bianche si abbattono con violenza su di lui.
“ Non mi fare perdere tempo gentilmente.” Dici con il tuo profondo accento dell’est mentre spezzi tutte le sue ossa con la tua forza fisica e potenza muscolare.
Speri che ti separino pochi minuti da Lex….
….
…….
…………..







Nel frattempo….







Sono in troppi cazzo!
Getti per terra gli ennesimi caricatori vuoti, rapido inserisci due nuovi caricatori che giusto per la cronaca sono anche gli ultimi…
Riprendi a sparare.
Sono in troppi…decisamente ma, non ti arrendi, finché avrai un solo proiettile in canna tu sparerai, fine della storia.
Dietro di te avverti dei passi.
Merda! Se ti hanno preso alle spalle è finita, e anche prima del previsto…
Una voce carezzevole e seducente di donna ti attraversa la colonna vertebrale.
“ Sei cresciuto demone….ma fai sempre pena con le pistole…”
Poi, una voce familiare, ma che adesso è più da uomo, ti fa ripercorrere in un flash tutta la tua infanzia.
“ Io invece dico che tuo padre sarebbe fiero di te.”
Di scatto ti volti.
“Julia, Martirius!” Esclami sconcertato e devi ringraziare la tua faccia inespressiva che non lascia trasparire la strana emozione che provi nell’esserti ritrovato di fronte a due persone che credevi morte da tempo.
La mitragliatrice di Julia risponde a tutte le tue domande uccidendo tutti gli uomini rimasti dal massacro che stavi compiendo.
Un soffio di vento, e tutto tace.
“ Hn..?” E speri che loro capiscano cosa intendi con questo monosillabo.
“ Tsk! Demone, hai ancora problemi a parlare ? Credevo che con la pubertà ti sarebbe passata.” Ti dice quella gran troia di Julia con il suo inconfondibile ***slang americano.
“ Che cazzo ci fai in vita? Alessandro…” Stai per dire che si è fatto uccidere perché la credeva morta, ma lei ti mette una mano sulla bocca, non vuole che continui e con ogni probabilità lo sa già!
“ Non hai ancora imparato quando è giusto tacere e quando invece è giusto parlare?”
Già che sciocco! Ecco perché è venuta, vuole morire anche lei, tipico dello spacca ossa e dell’apocalisse, che coppia di coglioni invertebrati…!
Ti soffermi a guardarla, sei certo che stia soffrendo per la morte di Alessandro e che si senta in colpa, vorresti chiederle tante di quelle cose ma, un po’ non ti va di spolverare le corde vocali, un po’ sai che non otterrai comunque delle vere risposte, quindi preferisci lasciar perdere.
Scruti il suo viso dalla carnagione olivastra, è dannatamente bella, ha le labbra piccole e piene, il viso leggermente ovale, i lunghi capelli rossi sono lisci e tenuti in ordine da una coda alta, sono passati più di dieci anni dall’ultima volta che l’hai vista, oggi ha un fascino più maturo e consapevole.
Indossa una tuta aderente nera e la sua immancabile mitragliatrice ti ricorda il perché si fosse guadagnata il soprannome di apocalisse.
Lex non assomiglia molto a lei, lui assomiglia decisamente di più al padre.
Poi ti rivolgi a Martirius, prima era un ragazzino di appena diciotto anni, ora è un uomo adulto ma sui suoi lineamenti decisi e virili non fai fatica a riconoscere la figura familiare che ha protetto la tua infanzia e la tua vita quel dannato giorno.
“ Credevo che fossi morto quel giorno…”
“ Sono morto molte volte…” è la sua enigmatica risposta.
Ha i capelli nerissimi ed è altissimo, più alto di te, a occhio e croce è alto quanto Yan, un vero colosso, la luce dei lampione ti rivela i suoi occhi castano scuro dalla forma leggermente rotonda, non sono né grandi né piccoli, sono acuti, intelligenti, un po’ indolenti, attraverso loro vedi un uomo maturo e parecchio furbo.
Dei passi in lontananza vi fanno capire che sono arrivati i rinforzi degli uomini di Sirius.
“ Io vado ad accoglierli a nord.” Dice Julia.
“ Io vado a sud.” Dice Martirius.
“ Io resto qui, ad ovest, dato che Yan è andato ad est e mi ha lasciato qui.”
Vi separate….
Sei di nuovo solo….
Presto vieni circondato da un’altra trentina di uomini …e che cazzo!
Sei punto e a capo, e dire che non sei un tipo da senso dell’umorismo…
Tsk! Almeno terranno a bada i rinforzi…
….
……..
……………..









Percorri la strada inversa a tutta velocità.
Non ti importa di disubbidirgli, tu torni da lui, vuoi aiutarlo, non sai ancora come ma vuoi dargli tutto il tuo appoggio.
Non vuoi perdere Duncan, non ora che siete una coppia finalmente, non ora, no, mai.
Ti ribelli all’idea e schiacci il piede sull’acceleratore.
Veloce, veloce, veloce!
Devi arrivare in fretta.
I tuoi capelli biondi vengono scompigliati dal vento, il tuo volto angelico è bagnato di sudore, hai paura, ma hai anche un disperato bisogno di vedere che Dunk sta bene….






Ti dibatti e cerchi di colpire i punti vitali di Sirius.
“Ora mi ha rotto.” Ti dice prima di torcerti il braccio fino a spezzartelo.
Lanci un urlo disumano e ti sforzi di non perdere i sensi.
Tuttavia già non sei più reattivo come prima e senti che ti sta togliendo i pantaloni della tua tuta blu, il tuo orgoglio ringhia ferito.
“ Non toccarmi bastardo!!!”
No, non di nuovo, no.
No.
No.
NOOO!
La tua voce esce di sua iniziativa dalla tua bocca.
“ Yan! Yan! Yan! Yan! YAAAAN!” Urli forte, chiudi gli occhi in preda all’ansia e poi tutto tace.
Solo un sinistro crick percorre l’aria attorno a te.
È nuovamente la tua anima che si rompe oppure …
Non provi dolore a parte il braccio, non sei stato penetrato…
Apri un occhio terrorizzato e davanti a te c’è il cadavere di Sirius, il suo collo è storto in maniera innaturale, si trova fra le mani grandi, bianche e smaltate di nero di Yan….
“ …Y…Yan…”
“ Mi hai chiamato amore?” Ti dice un po’ scherzosamente ma con grande affetto il tuo ragazzo russo.
Tiri un respiro di sollievo e ti imponi di non piangere….
Yan scaraventa lontano da voi il cadavere di Edgard.
Ti aiuta a rimetterti in piedi, ti abbraccia.
“ Il mio braccio Yan…”Gli dici…
Sei talmente sconvolto che fai fatica a respirare, il dolore al braccio è lancinante.
Sei nervoso e ti senti umiliato da Sirius per il tentato stupro e da Yan per averti salvato.
Si, magari è un pensiero incoerente ma sei talmente nervoso e fuori di testa che…che…
“ Cazzo Yan, rimettimelo a posto! IO CON QUESTO BRACCIO CI LAVORO CAZZO!”
“ Calmati Lex…” Cerca di farti tranquillizzare Yan.
“ NO, NON MI CALMO, AGGIUSTAMI IL BRACCIO…”
“ Potresti svenire, forse è meglio andare in ospedale.”
Ma quale ospedale? Che gli raccontate?
“ SISTEMALO ADESSO!”
“ Non urlare.”
“ IO URLO QUANTO MI PARE; TU SEI UN BUGIARDO; HAI LAVORATO CON MIO PADRE; MI HAI MENTITO; MI HAI FATTO MENTIRE PERFINO DA QUELLA MEZZA SEGA DI DUNK! NON TI PERDONERO’ MAI! E NON PERDONERO’ MAI ME STESSO! PERCHE’ JOY E HAJIN SONO MORTI A CAUSA MIA! MIA!”
Yan ti accarezza dolcemente il viso…
“ Mi spiace tu lo abbia saputo così…” Dice intuendo ciò che ha potuto averti detto Sirius.
Tu distogli gli occhi dai suoi e ti fissi il braccio che sta in una posa sconcertante, è storto e pende di lato verso l’interno.
“ Mettimi apposto il braccio, ne riparliamo poi….” Dici stanco.
“ Potresti perdere i sensi.”
“ Ho capito cazzone, fallo e basta.”






Lex è fuori di sé dal nervoso.
Fai come ti ha detto, gli raddrizzi il braccio e quindi l’articolazione tirandogli anche la spalla.
Lui si irrigidisce e come era prevedibile sviene.
Lo carichi sulle spalle, devi tornare da Dunk, speri che da solo abbia retto.








Quando giungi sul posto sgommi con la macchina sull’asfalto bollente, poi vedi Duncan, accidenti, sembra un demone per davvero.
Ha il volto vitreo, le pupille ridotte a due fessure, un ghigno è stampato sul suo viso, sta in mezzo alla raffica di proiettili impettito e serio, impavido, sprezzante del pericolo, impugna Angels and Demons e spara in simultanea con le sue armi preferite.
Sembra che se la stia cavando bene, almeno fino ad un certo punto.
Improvvisamente lo vedi abbassare le armi, inizialmente non capisci…
Poi…Una tremenda illuminazione…
Sono scariche!
Vedi tre proiettili colpire Duncan al petto.
“ DUNCAAAAAAAAAAAAN!” è il tuo urlo mentre non ti rendi neppure conto di mettere nuovamente in moto l’auto e di schiacciare con violenza il piede sull’acceleratore.
Sembri come staccato dal tuo corpo, sei diventato lo spettatore di un film dove reciti te stesso….
Non pensi, non realizzi, lo fai e basta.
Istinto.
Istinto di sopravvivenza.
Istinto.
Solo istinto.
Acceleri, ancora, ancora, ancora, cieco di rabbia e paura non ti arresti davanti a nulla, investi tutti gli uomini di Sirius.
Alcuni proiettili rompono il vetro, altri prendono la fiancata destra della macchina.
Avverti solo vagamente il rumore ed il botto dei corpi che si spezzano sul cofano della vettura.
Ti fermi solo quando il rumore degli spari si è placato come per magia.
Guardi fuori dal finestrino della macchina e vedi Duncan guardarti con un piccolo enigmatico sorriso in faccia.
Ti fa cenno di chiudere gli occhi e tu tremando lo fai.
Senti urla disumane, e ogni tanto, come tuo solito, sbirci.
Duncan sta facendo fuori a mani nude i superstiti che hai travolto con la macchina.
Infine viene verso di te, il suo giubbotto di pelle nera ha tre buchi ben visibili sul petto, lui sanguina.
“ Mi fa incazzare quando mi rovinano i miei abiti in pelle.” Dice.
Tu lo guardi spaventato, non vuoi che muoia…
“ E mi fa incazzare pure quando non mi ascolti, comunque grazie…” Aggiunge.
Tu ti riscuoti e strappi un pezzo di stoffa dalla tappezzeria del sedile della macchina.
“ Dobbiamo fermare l’emorragia.”
“ Bene, sta tranquillo comunque Angel, è meno grave di quello che sembra.”
Le mani ti tremano mentre gli sfili il giubbotto di pelle.
“ Non fare movimenti eccessivi, appena abbiamo tempo ti estrarrò i proiettili.” Gli dici.
“ Hm…”
Fasci il suo torace con cura e stringi con forza, dovete solo evitare l’emorragia, estrarre i proiettili, in questo caso, non sarà difficile, avete affrontato ferite peggiori.
Lo baci morbidamente sulla bocca e lo aiuti a farlo sedere sul sedile accanto a quello del guidatore.







Quando giungi nel luogo dove tu e Dunk vi siete separati sei sorpreso di vedere anche Angel.
Purtroppo noti che il demone è ferito.
Non sembrano ferite gravi, a prima vista pare che non siano stati compromessi organi vitali.
Il biondo ti aiuta a mettere Lex disteso nel sedile posteriore della vettura.
“ Come ti senti Dunk?”
“ Hn.” È la sua risposta, comprendi che vuole dirti che sta bene.
“Ho fermato l’emorragia, ma dovremmo estrarre i proiettili al più presto.” Sentenzia Angel.
“ Grazie.” Dici a Duncan, lui ovviamente non risponde.
Alcuni passi dietro di te ti fanno girare di scatto ed impugni la tua pistola caricandola.
“ Sta buono Yan, sono Julia, la madre di Lex, e Martirius, l’ex guardia del corpo di mio padre.” Dice Duncan…
Che?
Cosa?
Come?
Chi?
Tutto questo racchiuso in un tuo: “ Hn…”
“ Ti sei fatto fregare Duncan.” Dice colei che dovrebbe essere la madre di Lex, constati che il tuo uomo assomiglia di più al padre.
“ Sta zitta vecchia puttana.” È la cordiale risposta di Dunk.
Forse per la prima volta in vita tua vorresti dire qualcosa, ma davvero, in questo caso, non sai cosa dire.
Anzi forse…
“ Pensavo fosse morta.”
Lei ride un po’ divertita…
“ Ho più vite di un gatto, russo.”
“ Così Alessandro è morto inutilmente…” Le dici.
Non ti sfugge il dolore che le trapassa l’anima, nonostante lei cerchi di camuffarlo con un piccolo sbuffo fintamente indifferente.
“ Tu hai fatto fuori Sirius?” Ti domanda.
“ Hn.” Asserisci.
In lontananza si sentono auto sgommare e voci concitate di uomini.
Ed ora che cazzo succede?
Che gli uomini di Sirius siano forse più del previsto?
“ Tzè! Saranno i nuovi rinforzi degli uomini di Sirius, qualcuno deve aver dato l’allarme direttamente al loro quartier generale…”
Dice la bella apocalisse.
Duncan non è in forma, tu hai pochissimi colpi in canna.
Cazzo!
“ Andate ragazzi” . Dice Julia annoiata dalla situazione e della vostra presenza.
“ Vuoi affrontarli da sola? Credo saranno parecchi…”
“ Ovvio, le mie spie mi hanno detto che sono duecento uomini all’incirca.”
Ti viene spontaneo chiederle una cosa.
“ Non potevi farti aiutare da loro?”
Lei ti guarda fiera, ecco adesso ti pare di intravedere lo sguardo di Lex…
Poi ti dice strafottente:” Io non ho bisogno dell’aiuto di nessuno russo, le mie faccende sono solo mie!”
Tsk! Megalomane, è proprio vero che il frutto non cade lontano dall’albero…
“ E poi ho con me questo fustacchione di Martirius.”
Ti dà le spalle e fa per andare via.
“ Aspetta!” La esorti.
Lei arresta la sua sinuosa camminata, non si volta a guardarti, ma intuisci che ti sta ascoltando.
“ Non vuoi neppure vederlo in faccia?” Dici riferendoti a lex. “ è tuo figlio!” Ti senti in dovere di ricordarle.
La sua risposta ti gela il sangue nelle vene.
“ I figli sono di chi li cresce, Lex è figlio della strada.”






Guardi Martirius seguire Julia.
“ Ci rivedremo?” Gli chiedi.
Lui scruta il tuo viso, le tue occhiaie, il tuo ciuffo nero davanti all’occhio destro.
****“ Ci rivedremo, da questa parte o dall’altra.”

……
…………






In macchina Lex dorme ancora.
Tu lo tieni stretto a te.
Angel guida rapido e schiaccia il piede sull’acceleratore.
Ha una buona guida, Dunk gli ha insegnato bene.
Non appena sarete completamente al sicuro fuori città, il biondo estrarrà i proiettili di Duncan, che comunque sembra stia reagendo bene.
È stato fortunato , se la caverà.
Non appena Lex si sveglierà affronterai la sua tempesta, dovrai dirgli anche di sua madre, ormai tacere non avrebbe più senso.
“ Così Julia sta cercando la morte?” Dice Angel in una sorta di pensiero ad alta voce.
“ Già.” Asserisce il suo ragazzo.
“ Pensi che sia morta?” Gli chiedi tu.
“ Non lo so, con Julia non si può mai dire, con lei tutto è il contrario di tutto. Erano in tanti comunque, è probabile che non ce l’abbia fatta, in fin dei conti gli uomini di Sirius non sapevano della sua morte, e avranno fatto del loro meglio per compiacere il loro capo.”
Ti sconvolgi del profondo rapporto che hai visto tra Julia ed Alessandro…qualcosa di talmente torbido da non poterci vedere il fondo.
La macchina sfreccia per il deserto e tu guardi il viso illividito di Lex contratto nel sonno, sembra un bimbo imbronciato.
L’alba sorge e tu accarezzi il viso del tuo uomo.
Un uomo che ha sempre vissuto una profonda solitudine interiore, un uomo che non ha mai avuto un’infanzia, un uomo ancora troppo giovane nell’animo per meritarsi tutto questo.
Senti il tuo cuore gonfiarsi in petto e i tuoi occhi brillare nel guardare l’uomo che solo con la sua presenza è stato capace di smuovere il tuo cuore e di sciogliere la tua freddezza.
Ricordi quanto ti veniva difficile lasciarti andare nonostante quel sentimento avesse preso a tormentarti l’anima.
Ma Lex era lì, sempre lì, per te, anche quando non c’era, anche quando il suo orgoglio lo divorava vivo.
Lo ami, senti di amarlo ogni giorno di più.
E anche se questo sentimento vi ha tormentato e anche se siete rimasti sempre voi stessi, con i vostri caratteri duri e difficili, ciò non ha impedito a questo amore di crescere e travolgervi.
Lo ami, semplice, naturale, come respirare, come odiare, come ammazzare, questo amore è sempre stato una parte di te.
Rimpiangi i tuoi penosi tentativi di tenerlo distante da te, ti penti di ogni singola volta in cui lo hai abbandonato, ti disprezzi per non essere sempre in grado di dargli tutto l’amore che si merita.
Di certo non puoi cambiare quello che sei, il tuo modo di fare, di agire, di incamerare le emozioni, ma puoi senza dubbio riuscire a farlo stare bene.
È la tua missione, niente all’infuori di Lex…
Niente…
Quando hai visto quel coglione su di lui, tra le sue gambe, lì, nel posto che appartiene a te di diritto, ti sei sentito ribollire il sangue in testa.
Egoisticamente hai pensato a te stesso, al fatto che non dovevano toccare una cosa tua, ma soprattutto hai pensato a Lex, nessuno deve fare del male a Lex, lui è l’uomo che ami, la tua famiglia, la tua casa, sì, magari disordinata, ma accogliente e avvolgente.
La tua casa.
Il tuo tempio sacro.
La tua famiglia.
Lui.
Lex….
E sua madre…bè un po’ aveva ragione a dire che Lex è figlio della strada, in fin dei conti è lei che gli ha insegnato la vita ma, cazzo!
Julia è solo la donna che lo ha messo al mondo…
O era….non lo saprai mai…

…..
……….








Finalmente siete abbastanza lontani.
Angel ti fa distendere con le gambe a terra ed il busto poggiato sulla fiancata della macchina.
È pomeriggio e fa caldo, ma un po’ meno che a Cancun, state lasciando il Messico.
Angel ti guarda dritto negli occhi, tu gli fai cenno che sei pronto.
Lui prende dal portabagagli il kit di emergenza del pronto soccorso che tu, previdente, controllavi sempre nei minimi dettagli.
Prende una bottiglia di rum e la usa per disinfettare gli strumenti.
Sa esattamente cosa fare.
Sei in buone mani.
Ti porge un legnetto da tenere in bocca, lo prendi e lo metti fra i denti bianchi, lo mordi forte e sforzandoti di stare fermo senti i tre proiettili abbandonare il tuo corpo, uno alla volta venire afferrati dalla pinza e venire estratti lentamente.
Mordi ancora più forte il legnetto e la tua fronte si imperla di gocce salate di sudore, non emetti alcun suono di dolore, ti affidi ad Angel.
Ti lasci andare ad un profondo sospiro prima che il tuo ragazzo inizi a ricucire la tua pelle con ago e filo.
Ed è qui che torni nuovamente a mordere il legnetto che hai fra le tue pallide labbra.
Infine Angel versa sul tuo torace ancora un po’ di alcool che si riversa su di te in mille gocce sensuali che rotolano sulla tua pelle bianchissima.
Angel disinfetta i strumenti chirurgici prima di riporli, noti che il tremore che è riuscito a contenere mentre ti operava adesso sta prendendo il sopravvento.
“ Hey…” Ti sforzi di parlare.
Lui ti guarda con i suoi occhi grigi, dolcissimi e tristi.
“ Sto bene.” Lo rassicuri.
Lui ti regala un timido sorriso.
“ E tu?” Gli chiedi.
“ Anche io sto bene.” Dice lui sviando l’argomento.
“ Angel, hai ucciso delle persone, ne vuoi parlare?” Sai che sta soffrendo una difficile battaglia interiore.
“ Sto bene.” Dice lui scuotendo la testa e sospirando.
“ Angel, erano solo criminali.”
“ Erano persone…comunque non mi pento di averlo fatto, non mi importa di nulla, l’unica cosa che conta è che tu sei qui con me…”
“ Vieni qui.” Gli dici, invitandolo a sedersi accanto a te.
Lui ubbidisce e si accoccola al tuo fianco, poggia la testa bionda sulla tua spalla, attento a non gravarti addosso.
Ti bacia la pelle.
Si stringe a te.
“ Sei tutta la purezza che manca nella mia vita Angel, sei il mio angelo custode…” Gli dici facendolo sorridere, non hai la forza di abbracciarlo in questo momento, devi recuperare le energie, ti limiti a cullarlo con il tuo respiro, finché lui non ti sembra un po’ più quieto.
Pensi a Julia, a quanto sia misteriosa la sua vita, a Martirius e a tutti i suoi segreti.
Loro sono come Ismael, lui per te è un fitto mistero, un’icona a cui ispirarsi.
Naturalmente ignori il segreto un po’ dispettosamente custodito da Lex ed Yan, quindi non ti resta che continuare ad idealizzarlo.







Lex è stato silenzioso tutto il giorno, sai che vorrebbe delle risposte da te, solo che passata la rabbia iniziale, adesso, probabilmente, teme di conoscere più a fondo la verità.
È buio, lui se ne sta distaccato dal gruppo, riposa per terra, su una coperta vecchia.
Ti avvicini a lui.
“Lex?”
“…Che cazzo vuoi?”
“ Posso distendermi acconto a te…?”
“…” Lui non dice nulla ma, non obietta.
Ha bisogno di te.
Prendi posto accanto a lui, Lex ti da le spalle, e tu lo abbracci da dietro, lo tieni stretto a te.
“ Che cazzo fai russo? Mollami! Non ho certo bisogno d’aiuto io..”
“ No, certo che no, tu sei forte lo so…”
“ Mi prendi per il culo!”
“ Affatto, tu sei forte Lex, sono io che non ho mai avuto il coraggio di dirti tante cose…”
Lui si irrigidisce alle tue parole.
“ Hai lavorato per mio padre Yan….?”
“ Sì.” Dici.
“ Perché?”
“ Per salvarti la vita…”
“ Joy e Hajin sono morti a causa mia…”
“ No, a causa mia, dovevo essere più veloce, più presente, più ….non lo so…”
“ Avresti dovuto dirmelo, saremmo scappati tutti e quattro…o… non lo so…”
“ Non è così semplice Lex, il sangue chiama sangue, anche in famiglia, devo dirti una cosa…”
“ Ancora? Hai idea di quante volte mi hai mentito e ferito?”
“ Sì…”
“ Oh bene! Almeno lo sai!”
“ Tua madre è venuta ad occuparsi degli uomini di Sirius, tu eri svenuto….” Prendi un lungo respiro e…” Forse è morta a quest’ora, o forse no, non lo so… è tutto “
Ti riservi di dirgli la frase infelice di Julia sul fatto che lui è figlio della strada e sul fatto che non lo abbia neppure guardato un solo istante.
“ Non mi interessa né di mia madre né di mio padre! Mi interessa solo che Joy e Hajin sono morti.”
Fa la voce grossa ma soffre profondamente dentro.
Non puoi vederlo in faccia ma, sei certo che abbia gli occhi lucidi.
“ Duncan lavorava per mio padre?”
“ Sì.”
“ Mi hai fatto mentire da tutti.”
“ Lo hanno fatto per il tuo bene.”
“ …Tu ti sei preso le colpe di tutto Yan…”
“ In fin dei conti è così, è colpa mia…”
“ Sono confuso…”
“ è normale.”
Gli accarezzi i capelli, le tue carezze si fanno quasi ipnotiche…
“ Che fai?” Ti chiede Lex davanti al tuo innocente gesto.
“ Ti coccolo.”
“ Che schifo.” Dice lui che però non si scosta.
“ Stai bene?... Intendo…per il tentato stupro…?”
“ Sto bene Yan, non è ancora nato l’uomo che può piegarmi…”
Poi tutto tace, nessuna domanda su come fossero i suoi genitori, nessuna recriminazione, nessun dispiacere per aver perso l’occasione di conoscerli.
Bè, lo hai sempre saputo cosa pensava Lex della sua non famiglia.
È sempre stato chiaro in proposito, non vuole sapere nulla delle persone che lo hanno abbandonato.
Ed è anche sacrosanto.
Però almeno il perché di tutta questa faccenda lo avrebbe voluto sapere, ma ormai, le cose sono andate così…

….
………

Un singhiozzo squarcia il silenzio e ti pugnala il cuore…

“ …Che gli ho fatto…perché non mi hanno voluto…?”

Lo strini più forte a te e gli baci la testa.
“ Io ti voglio Lex, ti amo e ti voglio, per sempre, ricordati, noi siamo una famiglia…”
….
…..
………..





Dopo tanta strada….
Il mare si apre davanti ai vostri occhi.
Quattro ragazzi e un sacco di soldi.
Tante ferite, tante gioie…tanti dolori, tante passioni, tante risate, tante lacrime.
Salite sulla nave…
Destinazione…Wellington, Nuova Zelanda.






Time, is going by, so much faster than I,
And I'm starting to regret not spending all of here with you.
Now I'm, wondering why, I've kept this bottled inside,
So I'm starting to regret not selling all of it to you.
So if I haven't yet, I've gotta let you know...


Never gonna be alone!
From this moment on, if you ever feel like letting go,
I won't let you fall...
Never gonna be alone!
I'll hold you 'til the hurt is gone.


And now, as long as I can, I'm holding on with both hands,
'Coz forever I believe that there's nothing I could need but you,
So if I haven't yet, I've gotta let you know...


Never gonna be alone!
From this moment on, if you ever feel like letting go,
I won't let you fall.
When all hope is gone, I know that you can carry on.
We're gonna see the world out,
I'll hold you 'til the hurt is gone.


Ooooh!
You've gotta live every single day,
Like it's the only one, what if tomorrow never comes?
Don't let it slip away,
Could be our only one, you know it's only just begun.
Every single day,
Maybe our only one, what if tomorrow never comes?
Tomorrow never comes...


Time, is going by, so much faster than I,
And I'm starting to regret not telling all of this to you.
So if I haven't yet, I've gotta let you know...


Never gonna be alone!
From this moment on, if you ever feel like letting go,
I won't let you fall.
When all hope is gone, I know that you can carry on.
We're gonna see the world out,
I'll hold you 'til the hurt is gone.

I'm gonna be there always,
I won't be missing a word all day,
I'm gonna be there always,
I won't be missing a word all day.






Il viaggio in mare non è tranquillo, dopo un’iniziale confusione e una strana rabbia mal repressa, Lex è più intrattabile del solito.
Sai che il tentato stupro lo ha scosso nel profondo.
Come tutta questa storia del resto.
Si sente in colpa per la morte di Joy e Hajin, era proprio quello che volevi evitare.
Inoltre è piuttosto scosso a causa della scoperta che concerne i suoi genitori.
Un po’ aveva sempre immaginato sua madre come una drogata o una ex prostituta, probabilmente è stata anche quello…
Non si sa molto di lei, neppure Duncan ha elementi a sufficienza.
La tua posizione si è alleggerita un po’ ma Lex non ti perdona tante cose lo stesso, soprattutto il lungo silenzio e le menzogne protratte.
Non ha tutti i torti…
Tu e lui dividete una piccola cabina, Duncan ed Angel ne hanno un’altra proprio di fronte alla vostra.
Adesso siete tutti insieme sul ponte.
Lex non perde occasione di rinfacciarti la faccenda e se la prende spesso anche con Duncan, ha graziato solo Angel…
“ Hey sicario del mio cazzo, togliti di mezzo.”
Dice Lex a Duncan…
Cazzo!
Duncan fa fatica a sopportarlo, in questi giorni si è parecchio trattenuto dal spaccargli la faccia solo perché sa che non sta bene ma, Duncan è Duncan, quindi…stavolta, sbotta.
“ Yan ritirati la tua fidanzata, è nervosa, forse ha le mestruazioni…”
Lex non ci vede più dalla rabbia.
Gli balza addosso e gli dà un pugno sul mento.
Duncan fa per colpirlo a sua volta ma Angel lo ferma.
Cercate di non attirare gli sguardi della gente e per fortuna il ponte è semideserto.
Lex sputa per terra, guarda male prima Duncan e poi te, soprattutto te, e va via, verso la sala dei video-game, probabilmente non per giocare, ma per starsene un po’ da solo al buio.
Angel si arrabbia con Duncan.
“ Non potresti controllarti? Lex ha bisogno del nostro appoggio.”
“ Non soccorro la gente, io la tolgo di mezzo.” È la risposta di Duncan.
“ Duncan!” Lo rimprovera il biondo.
“ è tale e quale a suo padre. Pretende di essere sempre nel giusto.” Asserisce il tuo collega prima di iniziare a massaggiarsi la gola.
Il rapporto tra Duncan e il tuo uomo non è mai stato dei migliori, Duncan in lui vede l’uomo che lo ha addestrato, in lui rivede Alessandro e per come aveva un rapporto difficile con il suo mentore, lo stesso rapporto si è venuto a ricreare con il figlio di colui che gli ha messo l’odio nel cuore e gli ha insegnato il disprezzo per la vita degli altri.
Lex dal canto suo è geloso del fatto che lui abbia conosciuto i suoi genitori mentre a lui questa possibilità loro non l’hanno data.
Di certo non lo ammetterà mai neppure con se stesso e tu non gli dirai di averlo capito, va bene aver imparato che non è saggio mentirgli, anche se tu lo facevi solo per il suo bene ma, addirittura metterlo davanti a questa verità sarebbe troppo e del tutto superfluo.
Tacerai.
È meglio….
Ti ha fatto qualche domanda molto superficiale, gli hai detto altri particolari difficili, della morte di suo padre, del legame tra Alessandro e Julia, ma per il resto non ne sai molto.
E lui non chiede.
Dato che loro non volevano sapere nulla di lui, lui non vuole sapere nulla di loro.





I feel it, you feel it
That this was meant to be.
I know it, you know it
That you were made for me.
We came tonight, not any longer
Day by day we’re getting stronger.
I want it, you want it
It’s what the people want to see.






Passano i giorni e Lex è sempre più scostante.
Angel ti ha espressamente detto che non farà sesso con te se non parlerai con lui.
Così, eccoti qui, sul ponte nuovamente deserto a notte fonda.
Ci siete solo tu e Lex, è qui che lo hai trovato dopo che Angel ti ha buttato fuori dal letto.
Lex ti guarda in cagnesco, se fosse davvero un cane randagio avrebbe il pelo irto e i denti di fuori.
“ Non ti sei perso niente, erano due stronzi! Per cui fattela passare ok?”
Lex non ribatte, ha lo sguardo stanco e lontano, perso nei suoi personali pensieri.
Sospiri…maledizione ad Angel e ai suoi ricatti….
“ Senti Alexander…” Dici poggiandoti alla parete dietro di te.
“ Alessandro era un pezzo di merda…e Julia una puttana, con loro non saresti stato felice, io non lo sono stato. Lui ha voluto sapere di te prima di andare a morire, non so perché….”
Lex ti interrompe…
“ Non voglio sapere nulla di loro Duncan, quello che so è pure troppo.
Non vedo perché dovrei interessarmi a qualcuno che non mi ha voluto.”
“ Sono d’accordo. Solo volevo dirti che tu sei migliore di tuo padre. Tutto qui.”


We’re like Romeo and Juliet
Fact leaves fate to find us.
Like the tallest mountain on the widest sea
Nothing’s big enough to hide us.
When we make love its overwhelming
I just touch the heavens
You’re an angel, you’re an angel




Te ne torni in cabina, tu il tuo dovere lo hai fatto, adesso Angel deve fare il suo.
Entri in camera, Angel è a letto, ti sorride.
“ Ci ho parlato, adesso apri le gambe.”
Lui arrossisce alla tua esplicita richiesta ma fa come gli hai detto, allarga le gambe e si allunga verso di te, compiendo un movimento tanto innocente quanto erotico.
Gli sali sopra sovrastandolo e solo dopo aver bagnato i suoi capezzoli a dovere con la tua lingua ti decidi ad entrare in lui.




I said this world, this world.
Could leave us anyday
But my love for you, it will never go away.
And I don’t wanna go to sleep
Cuz’ you are like a dream
For every night I see you there,
And I swear you are the answer
You’re an angel, you’re an angel, you’re an angel.







Stanchi ed appagati vi strusciate l’un l’altro.
“ Angel?”
“ Cosa?”
“ Stai bene?” Gli chiedi riferendoti al fatto che ha ucciso delle persone, è stato un bel po’ giù per questo.
“ Ora sto meglio, l’importante è che tu stai bene…Com’era Alessandro, davvero così terribile?”
è il suo turno di chiedere, ma tu, non hai voglia di rispondere, un po’ perché non ti piace parlare, un po’ perché non ti piace parlare proprio di certe cose, un po’ perché hai voglia di fare altro con lui…





So we take it and each moment that I pause
I see it, you see it,
What we have is made of gold
We’re so filled with meaning,
Nothing can make us shallow.
So I hold it, and you hold it
The promise of tomorrow.
When we make love its overwhelming
I just touch the heavens.
You’re an angel, you’re an angel










Quando Lex rientra in cabina appare poco più rilassato.
Non ti urla contro le sue solite frasi che lo hanno caratterizzato in questo periodo.
Nessun:
Bugiardo.
Nessun:
Egoista.
Non ti rimprovera il fatto di essere andato a salvarlo, non ti dice che lui si sa difendere da solo, non dice nulla di tutto questo.
Si stende accanto a te e poggia la sua guancia sulla tua.
“ Lex, mi hai perdonato...?” Chiedi dubbioso.
“ Come sempre russo.”
“ Duncan mi ha detto che io sono migliore di mio padre…pensi che sia così?”
“ Certo, tu non lasci gli amici nei guai, tu ti sei creato la tua famiglia con me, sì Lex, sei decisamente migliore..”
“…”
Prendi coraggio e chiedi…
“ Come va’ dopo quel tentato stupro…?”
“ Meglio, sono stato in gamba no? Gli ho dato filo da torcere…”



And I said this world, this world
Could leave us anyday
But my love for you, it will never go away.
And I don’t wanna go to sleep
Cuz’ you are like a dream
For every night I see you there,
And I swear you are the answer
You’re an angel, you’re an angel, you’re an angel.








Un mese dopo.....





Il resto del viaggio scorre più tranquillo fortunatamente.
Lex è ogni giorno più sereno, anche il suo braccio è guarito definitivamente.
Lo guardi prendere il sole a bordo piscina, questa nave è così grande da contenere una piscina immensa.
Lo guardi abbronzarsi e pensi alla sua straordinaria forza di carattere, al suo animo volitivo, e alla sua inarrestabile sete di vita…
Accendi una sigaretta e prendi una lunga boccata di fumo.
Lex…







I don’t need three wishes
Oh I just need one
For us to never be finished
For us to never be numb
When they say it’s over
We’ll just say I love you
And when they say it’s finished
We’ll just keep on building.

And I said this world, this world
Could leave us anyday
But my love for you, it will never go away.
And I don’t wanna go to sleep
Cuz’ you are like a dream
For every night I see you there,
And I swear you are the answer (x2)

You’re an angel, you’re an angel, you’re an angel.

Yes you are. You’re an angel









Non ho voluto chiedere nulla di particolare a Duncan sui miei genitori.
Tanto meno ad Yan, non voglio che pensi che io abbia delle debolezze in proposito.
In ogni caso davvero non mi interessa sapere nulla di loro.
Non mi hanno voluto? Tanto meglio!
Neanche io ci tengo a sapere qualcosa di loro.
Yan ha rispettato questa mia scelta.
Credo la condivida anche.
Mi ha detto solo poche cose, io ho fatto domande evasive, lui ha dato risposte altrettanto evasive.
All’inizio ho scoperto da Sirius di avere un padre, non mi aveva detto che era morto, questo l’ho saputo dopo da Yan.
Non ho provato niente.
Prima ancora avevo scoperto di avere una madre, e che lei probabilmente aveva perso la vita contro gli uomini di Sirius.
Non ho provato niente.
Che lei sia viva o morta è ininfluente.
Ripenso continuamente a Joy e ad Hajin.
Lì provo molte cose, rabbia, dolore, frustrazione, a volte vorrei essere uno di quei supereroi con i super poteri che è in grado di riportare in vita le persone care…
Non è possibile…
Yan mi ha mentito, l’ho odiato per questo, l’ho perdonato per questo.
Perché ha sopportato in silenzio, perché mi ha dimostrato un amore immenso…
Non avrei mai creduto che quel ragazzo troppo bello e perfetto per essere vero e che un giorno bussò alla mia porta profumato ed impeccabile, mi avrebbe mai amato tanto.
A volte lo guardo e mi sento inadeguato, lui potrebbe avere chiunque, perché io?
Non sono nulla di speciale.
Faccio casino e per quanto ci provi non riesco mai a trattenere le mie emozioni, dico una cosa e ne faccio un’altra.
Yan mi ha salvato dallo stupro, stavolta è arrivato in tempo.
Non lo ringrazierò ed odierò mai abbastanza per questo.
Per aver raccolto ogni mia più piccola fragilità che credevo nascosta.
Gli ho urlato contro parole forti, l’ho ignorato e insultato.
L’ho chiamato assassino molte volte, non risparmiando il mio tono di voce più rabbioso, l’ho mandato a fanculo tutte le volte in cui mi cedevano i nervi e temevo di non farcela.
Poi con finta indifferenza cercavo il suo calore, che fosse in pieno giorno o nel cuore della notte.
Lo amo, non posso farci nulla.
Angel mi ha raccontato di avere ucciso, di aver le mani sporche di sangue.
Più che raccontato me lo ha confessato una sera in cui piovigginava, mi hai abbracciato e ha sprofondato il suo viso nella mia maglietta inzuppandomela di lacrime, non sapevo come tirarlo sù di morale, alla fine me ne sono uscito con una delle mie spacconate, non vale la pena dire quale, l’importante è che sia riuscito a strappargli un piccolo sorriso.
Chiudo per un attimo gli occhi e mi abbandono alla vita che mi scorre nelle vene.
Mi godo il sole e lo sguardo di Yan, che anche ad occhi chiusi posso vedere essere rivolto su di me, mi abbasso un altro po’ il costume in modo da scoprire la massiccia curva dei miei fianchi, così, giusto per farlo ingelosire a fargli dispetto.
In fin dei conti sono un gran bastardo figlio di puttana.
In tutti i sensi.
Mi piace!










Continua…..









Anf.. anf …capitolo complicatino eh ? Wink ^^


-A dire il vero non so’ quanto possa durare un viaggio in mare dal Messico alla Nuova Zelanda ma please passatemela per favore please ^^ ^^ ^^ XDDD mi servivano questi tempi XDD ^^” ^___^ mi occorreva un lungo, lunghissimo viaggio in mare, tipo una lunga crociera mooolto lenta XDD ^^ Circa due mesi 0______0 cof cof XDD ehm…. ^^

* In STP 1, si fa riferimento al disegno divino e Lex il suo lo chiama scarabocchio XD

** Non si tocca la mia famiglia in russo, traduzione più o meno corretta boooo non conosco il russo, chiedo scusa per eventuali errori Sigh…



*** Slang americano, una sorta di lingua propria del luogo ^^

**** Frase spudoratamente presa da THE CITY, film stupendo con Ben Affleck .




La canzone utilizzata è dei Nickelback - Never gonna be alone Wink Wink Wink Stupenda mi ha messo i brividi ^^

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Share the pain 2 Empty Capitolo 23

Messaggio Da Yoite011 il Dom Apr 08, 2012 4:06 pm

“ Un angolo di paradiso anche per noi.”










È stato molto difficile superare il trauma di aver ucciso delle persone, semplicemente non ho pensato, ho agito e basta.
Non potevo perdere Duncan…
Vivere con il senso di colpa è tremendo, è la prima volta che provo una cosa così disgustosa sul mio palato.
Il sapore amaro della morte.
Non riesco a parlarne con Duncan, lui cercherebbe di capirmi, questo lo so, ma non potrebbe mai realmente comprendere.
Non importa, mi interessa solo che ci siamo ancora io e lui a camminare in questo mondo terreno fatto di vita e sentimenti.
Sono stato male è vero, ma lo rifarei…
Anche Lex è stato male, non ha fatto l’amore con Yan per molto tempo.
Adesso però ha ripreso la sua vita in mano, e io lo ammiro per questo, credo sia veramente il più forte di noi quattro, è colui che ha una sensibilità maggiore, ma è anche colui che riesce sempre a rialzarsi, ogni singola volta che la vita gli riserva qualche colpo basso, lui è sempre lì, presente, non molla, è attaccato alla vita, alla speranza, alla fede in sé stesso, è speciale e io gli voglio bene.
Quando finalmente hanno fatto nuovamente l’amore, Lex mi ha confidato che Yan è stato molto dolce e delicato, non ho faticato a credergli, Yan lo ama più di ogni cosa al mondo.
Per me e Lex non è sempre facile stare accanto ai nostri compagni, ma l’amore incondizionato che hanno verso di noi spesso ci ripaga di ogni tribolazione.
La vita che sto veramente vivendo è piena di sentimenti autentici e qualsiasi cosa mi riservi io sono qui per viverla fino in fondo, fino all’ultimo respiro concessomi, e voglio tutto, voglio amare, voglio leggere, voglio passeggiare, voglio pensare, voglio sognare, voglio dormire e voglio essere me stesso così come sono, senza vergognarmi, mai.







La nuova Zelanda è una gran figata, per esprimere il concetto come farebbe il tuo uomo.
Lui ha aperto un cantiere durante questi mesi, più piccolo di quello che aveva a N.Y. ma altrettanto efficiente.
Più piccolo perché nonostante l’impero degli Edgard abbia perso i suoi figli, ha ancora Edgard senior, ovvero Tany Edgard e la prudenza non è mai troppa, conviene sempre essere discreti. Non dare troppo nell’occhio.
Il sangue chiama sangue, si sa.
Non puoi sapere che Tany Edgard è colui che ha distrutto i sogni di Ismaele uccidendo il suo Niki.
Tuttavia tutta questa pace ti rilassa, non che non ti manchi sgranchirti ed usare la pistola ma, a questo hai posto rimedio recandoti puntualmente al poligono di tiro.
Lex ti ha regalato l’abbonamento per il compleanno.
Tu gli hai regalato un divano marrone….
Anche tu hai aperto un nuovo locale.
Sempre un po’ più piccolo di quello che ti aveva dato Ismael, ma altrettanto carismatico.
Lo hai chiamato il- Pray 4 me -
Perché a volte c’è davvero bisogno di una preghiera.
Angel naturalmente ne è stato contento.
Duncan lavora con te, fa il buttafuori nel tuo locale la notte.
Ancora non è riuscito ad integrarsi nella vita quotidiana, e forse in realtà non ci ha mai pensato, ma sta bene, stanno bene entrambi.
Vivono in una casa a pochi isolati da quella tua e di Lex.
Anche qui all’inizio avete abitato insieme e solo da poco avete pensato che fosse passato abbastanza tempo per cercare due case.
Alla fine non è che le cose siano cambiate molto.
Spesso Duncan ed Angel piombano a casa vostra alle ore più strane e anche tu e Lex fate lo stesso con loro.
Soprattutto lo fa Lex, lui adora disturbare.
Angel lavora come traduttore presso la biblioteca comunale, aiuta a decifrare antichi scritti in latino e greco, mentre nel pomeriggio fa volontariato presso la chiesa del quartiere aiutando i bambini che vivono per strada.
Contrariamente alle sue aspettative non è ancora riuscito a portarci Duncan ma, tu scommetti che prima o poi ci riuscirà.
Spesso lavora insieme a Lex, insieme si occupano di ricostruire a basso costo le zone più malfamate della città.
Ed Angel ha fatto assumere parecchi genitori dei bambini che aiuta nel cantiere di Lex.
Nel cantiere del tuo uomo lavorano tante persone che finalmente possono mantenere la loro famiglia.
Nel tuo locale lavorano per lo più ex prostitute .
Lex si sta vestendo, stasera siete a cena da Duncan ed Angel.









Angel sta preparando la cena, ti ha chiesto di aiutarlo a tagliare le verdure e tu hai preso un lungo coltello.
Sei rapidissimo e preciso.
“ Wow Duncan! “ Dice Angel entusiasmandosi davanti alla tua bravura con il coltello.
Per te non c’è nulla che valga di più del suo tenero sorriso.
Hai mantenuto la promessa di spedire i soldi alla chiesa di Cancun…
Angel inizia a cucinare le verdure che hai tagliato, questo deve farlo lui, tu le fai bruciare sempre.
Ti avvicini a lui e lo abbracci da dietro.
“ Dai Dunk…stanno per arrivare…”
“ …” Non dici nulla e inizi a baciargli quel piccolissimo lembo di pelle che sta dietro al suo orecchio, lì dove il suo odore si fa più intenso e dove sai bene che scaturiscono mille brividi che poi si propagano in tutto il suo corpo.
DRIIIN
Maledizione!
Il campanello!
Ma cazzo…!
Angel ti dà un bacio a fior di labbra ed arrossendo ti sussurra:
“ Questo lo rimandiamo a stanotte…”
Ti eccita la sua pudicizia.
Ti eccita soprattutto fargliene perdere un po’ tra le lenzuola del tuo letto….
La serata scorre piacevole devi ammettere.
Lex bisticcia con te, con Yan.
Con Yan e con te.
Forse riesce a farlo per fino con sè stesso…
Le verdure cucinate da Angel sono ottime.
A volte, ancora, ti stupisci di non essere ferito nel corpo e distrutto emotivamente dentro al tuo bilocale a Sofìa …ti guardi intorno e ti perdi nel sentirti parte di qualcosa.









Ti infili sotto le lenzuola e non fai in tempo a fare o a dire niente che Duncan è già sopra di te.
È smanioso di te , lo senti.
Senti la sua erezione turgida premere sulla tua coscia.
Ti fa andare su di giri il suo desiderarti così tanto.
Non che tu sia da meno.
Duncan ti ha insegnato a sentire il tuo corpo, ti ha insegnato come rispondere al suo.
Lui usa un ginocchio per farti aprire le gambe, tu le schiudi e passi le tue braccia dietro alla sua schiena, lo fai mettere comodo e ti rendi accessibile.
Lo fai con innocente passione e Duncan perde la testa.
Ti bacia e insinua la lingua nella tua bocca.
Ricambi il bacio e ti perdi nella sua bruciante visione del sesso.
Lui scende sulla tua gola, la morde delicatamente e la sugge con un po’ di prepotenza, tipica del suo essere.
Ti stringe possessivo fino a toglierti il respiro, e tu non ti sei mai sentito così bene.
Ricambi la stretta e ti strusci su di lui, sui suoi muscoli duri e compatti, con tutta la tua morbidezza e setosità.
Lui geme.
Ha gradito.
Ripeti il gesto mentre lui inizia a torturate i tuoi capezzoli.
Li mordicchia e li pizzica con la punta delle dita.
Ti aggrappi ai suoi capelli neri e li strattoni più volte.
Gemi e ti inarchi, allarghi inconsciamente e maggiormente le gambe, ne hai bisogno…
Ti imbarazza dirglielo ma vuoi essere preso.
Lui lecca il tuo glande e tu perdi la concezione di te stesso.
Un dito si fa strada in te, sobbalzi.
Ti piace, gemi, ti contorci e senza che tu possa dominarti vieni copiosamente sul corpo di Duncan e sul suo viso.
Non hai fatto neppure in tempo ad avvertirlo.
Serri i tuoi occhi grigi e sei talmente imbarazzato che non riesci a spiccicare una parola di senso compiuto.
“ Mi…Mi…mi..dispiace…io…tu…non…io …non…cioè…”
Hai appena dato a Duncan l’ennesimo pretesto per metterti gambe all’aria.
Infatti ti senti le gambe venire afferrate, aperte ulteriormente e andarsi a posare sulle spalle forti e marmoree del tuo uomo.
Non hai ancora il coraggio di guardare.
Ti senti esposto e vulnerabile ma, è bellissimo essere in completa balia di Duncan, lui è capace di farti sentire al sicuro pure mentre prende possesso del tuo corpo con una spinta eccitata e decisa.
Urli all’ingresso del suo sesso in te.
È sempre una sensazione unica, sconvolgente, sorprendente e appagante.
Lui si spinge in te, il suo pene accarezza il tuo interno con audacia e passione crescente.
Apri gli occhi ed il viso di Duncan è vicinissimo al tuo, ancora bagnato del tuo sperma.
“ Hai idea di cosa mi hai fatto…?” Ti chiede facendoti arrossire.
Non sai se si sta riferendo al fatto che …bè …sì…che hai avuto un orgasmo sul suo viso oppure ad altro…
“ Io…”
“ Tu mi fai sentire …ah!” Non trova le parole che muoiono tra i vostri gemiti e i vostri sospiri…
Tuttavia quello che non comprende il tuo cervello, lo capisce la tua anima.
Duncan affonda il viso nell’incavo tra il tuo collo e la spalla, lo mordicchia, lo sugge, ci sospira sopra, geme dentro al tuo orecchio, il suo membro continua a scavare dentro al tuo corpo.
Le tue braccia scendono lungo la sua schiena sinuosa e forte.
Ti piace la sua schiena.
Le tue mani si posano sulle sue anche e lo attiri ancora più a fondo dentro di te.
Gemete con forza a causa di questo contatto ancora più intimo.
Lui affonda e affonda impetuoso in te, tu lo tieni per le anche e accompagni i suoi affondi potenti ma sempre un po’ accorti.
Un tuo grido più alto e ti scuoti nell’orgasmo, lui si libera in te.
Poco dopo le tue gambe cedono e scivolano via dalle sue spalle.
Lui esce dal tuo corpo causandoti un lievissimo gemito di dolore ed un po’ del suo seme esce dal tuo corpo.
Te ne dispiaci.
Vuoi sentirti sempre pieno di lui, di ogni cosa che riguardi lui.
Ti accoccoli a lui, inspiegabilmente tremi.
Probabilmente a causa delle forti emozioni che ti fa provare Duncan.
Ti capita spesso.
“ Shhh tranquillo Angel…tranquillo…Ti ho messo paura?”
Scuoti la testa, no, non ti ha messo paura, solo sei sempre così piacevolmente sconcertato dopo.
Lui ti accarezza e tu ricambi una ad una tutte le sue carezze.
Dolcemente tocchi la base del suo sesso ed esitante tocchi i suoi testicoli.
Lui inspira piano e ti viene incontro con il bacino.
“ Toccami di più…”
Ti chiede e tu fai come ti viene detto.
Vuoi farlo stare bene.
Sempre.
“ Io ti amo Angel..”
“ Anche io ti amo Duncan…e sono tuo…” Gli dici dolcemente, e facendo un po’anche il furbetto …
Sì perché…sai quanto Dunk vada su di giri ogni volta che gli dici così, sai quanto ama sentirtelo dire, sai che scateni in lui tutta la sua morbosa possessività e che scateni ulteriormente tutta la sua voglia di sesso…
Bè…non che lui abbia bisogno di incentivi…
Infatti è nuovamente su di te, dentro di te e riprende a farti gemere forte.
Così, così…
Tu, lui…

…..
………..








Stasera Lex ha deciso proprio di farti incazzare.
Fa il cretino con le ragazze del tuo locale, anche con qualche innocuo cliente che arrossisce alla sua battute a sfondo sessuale.
Ogni tanto Duncan ti guarda rassegnato mentre Angel distoglie lo sguardo arrossendo e mortificandosi per i balli erotici di Lex.
Una ragazza mette la mano sul sedere di Lex, tondo, sodo e fasciato dai jeans strappati.
Lui continua a muoversi in modo dannatamente erotico e lascia fare la ragazza.
Ti sta provocando in tutti i modi.
Che stronzo!
Finalmente la serata si conclude.
Lui scappa via dal locale…
“ Prendimi…”
Ti dice correndo via.
Il locale non è lontano dalla vostra casa, si può raggiungere tranquillamente a piedi.
Gli dai qualche minuto di vantaggio e ti getti al suo inseguimento.
Sei più veloce di lui e più forte, che gli piaccia o no!
Ad ogni passo gli sei sempre più vicino, lui corre e ride divertito.
Lo hai quasi raggiunto.
Lo hai quasi preso ma lui sguscia via dalle tue mani…
Mai sottovalutare Lex mio caro Yan, mai…
Ride mettendo in mostra il suo dito medio e sale la rampa di scale fino ad arrivare davanti la porta del vostro appartamento.
È costretto a fermarsi per aprire la maniglia e tu gli balzi addosso.
Lui ride ancora più forte…
“ Shh sveglierai i vicini…” Dici.
“ Non me ne frega un cazzo…” è brillo …
Vi baciate appassionatamente, non sai neppure se il bacio lo hai cominciato tu o lui, le vostre labbra sono state attirate da un strana forza e si sono ritrovate le une sulle altre.
Lo mordi, lo soffochi con la tua lingua, lui si aggrappa al tuo collo e sbattete sulla porta d’ingresso.
Se non ti sbrighi a trovare la maniglia finirete per farlo sul pianerottolo.
Finalmente la trovi, la porta sulla quale vi siete poggiati si apre e voi cadete per terra.
Lex ride senza controllo.
Con un calcio richiudi la porta.
Lex si rialza e fa per sfuggirti nuovamente, lo afferri e lo avvicini a te.
“ Una volta mi avevi giurato che non avresti fatto più il cretino con gli altri, ricordi?”
“ E tu ti ricordi tutte le volte in cui mi hai promesso che avevi chiuso con quella vita…?” E ti morde il labbro inferiore.
Gemi.
Lo alzi di peso.
Lui protesta, non gradisce le tue manifestazioni di forza fisica, ma poi, si abbandona a te.
Ti tira la camicia blu di dosso strappandoti i bottoni, così facendo vi fa sbilanciare e sbattete entrambi contro la parete…bè sbatte più Lex che tu…
“ Hey! Va bene che mi vuoi sbattere però…” E ride.
È bello, ti piace che ride.
Sempre tenendolo in braccio lo aiuti a sfilarsi i jeans, li lanci lontano investendo la lampada rossa che urtata cade , fracassandosi al suolo..
“ Oh no russo abbiamo la casa in disordine…!” Ti prende in giro…
Sfibbi i tuoi pantaloni e con una spinta sei in lui, la tua spinta fa sbattere la testa di Lex su un quadro che raffigura due gatti e un corvo, il malcapitato oggetto finisce anch’esso per terra.
Lex si aggrappa a te e geme di piacere.
Tu lo stringi fra il tuo corpo possente e la parete color crema.
Lo apri per come è di giusto! E lo possiedi.
Lo fai urlare…
“ Shh…”
“ Ti ho già detto che in questo momento ah…non ah…me ne fotte nulla dei vicini…ah ah…ah…!”
Spingi in lui senza sosta, colpisci con forza la sua prostata con la punta dura e bagnata del tuo sesso turgido.
Respirate veloci, velocissimi e lui stringe con maggior vigore le gambe robuste e brunite intorno alla tua vita delineata e chiarissima.
Ti tiene prigioniero mentre tu tieni prigioniero lui.
Senti il suo corpo caldo accoglierti e senti tutte le sue contrazioni interne.
Impazzisci dal piacere.
Ti sfoghi in lui e porti entrambi all’apice.
Esci da lui e lo aiuti a reggersi in piedi.
Ti inginocchi e prendi a leccare la sua erezione che emette ancora un po’ di liquido seminale.
La lecchi senza accennare ad approfondire il contatto…
“ Yan…” Protesta Lex…
“ Cosa vuoi?” Gli chiedi a bassa voce…
“ Fanculo…” è il suo orgoglioso insulto…
“ Un dispetto per un dispetto…”
“ Fanculo! “ Ripete.
Geme di frustrazione e si morde il labbro inferiore per non darti ulteriori soddisfazioni.
Ti scosti da lui per fargli ulteriore dispetto e lui ti afferra per le spalle e ti fa voltare verso il muro.
Ti bacia la spina dorsale e si struscia su di te.
Ti fa impazzire Lex così eccitato che avanza diritti sul tuo corpo.
Ti morde il sedere e due dita affondano in te.
Gemi e serri le mani a pugno cercando di controllarti per non rischiare di venire subito.
Lex sa sempre come prenderti…
Finalmente giunge il suo sesso in te, forza il tuo ano e ti penetra.
Mh…Ti piace.
Con tre spinte secche è completamente dentro di te.
Aspetta un tuo assenso, che arriva subito, e prende a muoversi in te.
Tu vai incontro ai suoi fianchi nervosi.
È l’estasi…

….
………….








Non sai come ma siete arrivati nel vostro letto matrimoniale.
Yan riposa al tuo fianco. Riprende fiato insieme a te.
“ Pensi che rivedremo mai N.Y. ?” Gli chiedi.
“ Farò in modo che in un futuro ciò possa avvenire amore. Il padre di quei due stronzi sarà parecchio incazzato…” Ti dice…
Ti poggi su di lui, la sua mano diafana accarezza la tua coscia bruna, un po’ inconsciamente la apri ulteriormente, sei voglioso delle sue carezze.
La sua mano struscia dolcemente sulla tua epidermide…
Gemi sommessamente.
Yan ti monta, ti guarda negli occhi con un tale amore che quasi ti viene da piangere.
Magari non è il re delle dimostrazioni eclatanti ma a te in fondo va assolutamente bene così.
Ti bacia con dolcezza, ti penetra pianissimo, e prende quel ritmo lento che usa nelle occasioni speciali.
Per tutto il tempo che il suo sesso è in te lui non smette un solo momento di baciarti, prendete fiato di tanto in tanto ma, non allontanate mai le vostre labbra.
La sua lingua tocca dolcemente e ritmicamente la tua, lo stesso fa il suo grosso pene con l’interno bollente del tuo corpo.
I minuti passano, sembrano eterni.
Avvolgi Yan con le braccia e con le gambe, lo tieni legato a te con mille catene.
Il suo sperma bagna il tuo corpo e tu bagni il suo addome.
Ti stringi ancora di più a lui…
A lui che con struggente amore ricambia la tua stretta.

Ed il vostro abbraccio non potrà mai essere sciolto.







Fine.

Per ora ….^^

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