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Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:39 am

“Share the pain.”

Prefazione: “Come foglie.”


5 Giugno 2021 ore 14:05 Orfanotrofio di St.Gregory, Bronx, Stati Uniti.


I tuoi occhi verde mare si soffermano su quelli nocciola del ragazzino dinanzi a te.
“ E così voi siete il famigerato benefattore? Vorreste dunque dei ringraziamenti?”
Non ti sfugge di certo il tono beffardo della sua domanda, ma lo ignori con voluta calma.
Inizi il tuo discorso.
“ Ti chiami Lex giusto?”
“ Bè così dicono, o almeno così stava scritto sul bigliettino bagnato di birra scadente che stava dentro il cartone dove mi hanno trovato.”
“ Adesso hai quindici anni.”
“ Si signor benefattore…”
“ Bene, studia e impegnati a scuola, con in soldi che ti mando voglio che tu ti garantisca un’istruzione. Come già saprai, quando avrai compiuto la maggiore età ti regalerò una casa, ma pretendo che tu lavorerai onestamente, altrimenti non esiterò a buttarti in strada, sono stato chiaro?”
“ E voi come vi chiamate?”
“ Ismael.”
“ Mh…nome insolito. E dove trovate tutti questi soldi per aiutare i ragazzi come me?”
“ Non sono affari tuoi.”
“Ma si, in fin dei conti che mi importa. Ma la domanda mi sorge spontanea, perché non mi portate via da questo schifo adesso?”
“Non ho voglia di occuparmi di mocciosi vari.”
“ Oh bè…siete davvero un tipo strano, ma strano forte, e comunque alla vostra età dovreste accorciare i capelli, sono davvero troppo lunghi.”
“ Ricorda le mie raccomandazioni Lex, altrimenti il mondo ti farà fuori.”
Il ragazzino scapestrato ti guarda un po’ torvamente.
Ha gli abiti sporchi, il viso sporco di fango.
I suoi occhi nocciola sono grandi, da furbetto, hanno una luce portentosa, ricca di vita.
Ha i capelli castani e la carnagione olivastra.
Si dice sia italo-americano, ma di certo non vi è nulla di sicuro.
Vai via dall’orfanotrofio tanto in fretta che a Lex pare quasi di aver visto un fantasma.




È questo quello che fai da una decina d’anni a questa parte.
Aiuti i ragazzini con problemi, come avrebbe dovuto fare qualcuno con te, come avrebbe dovuto fare qualcuno con …Niki…già…magari adesso sarebbe uno stimato avvocato, o un chirurgo di fama mondiale, e non starebbe sotto terra, in una bara anonima, perché è cresciuto da bastardello ed ha finito per incontrare te…
Il tuo ultimo colpo risale appunto ad una decina di anni fa, esso si è concluso con le tasche piene di soldi e il funerale di Niki.
Se solo non si fosse intromesso…se solo non lo avresti mai preso con te, nel tuo mondo…
Hai chiuso con quella vita, hai chiuso con tutto, vuoi solo cambiare per gli altri, quello che mai potrà cambiare per te…ormai…





7 Luglio 2021 ore 16:17 Carcere minorile di Mosca, Russia.


Lui è diverso da Lex, lui ha già ucciso, ti guarda con due piccoli e taglienti occhi azzurri.
“Il mese prossimo compirai diciotto anni Yan…avrai anche scontato la tua pena…”
“ …”
“ Sono venuto per ricordati il nostro patto, fin ora mi pare tu lo abbia rispettato, so che hai studiato, che non ti sei cacciato nei guai, bene, sono molto fiero della tua condotta negli ultimi tre anni. Hai già pensato ad un lavoro che vorresti fare? In alternativa puoi anche andare all’università, pagherei tutte le spese che ti occorreranno.”
“ Mi fai schifo Ismael…”
Ti dice sottovoce, in lingua americana, mantenendo il suo spiccato accento dell’est.
Non ti curi troppo del suo modo di fare, è già tanto che non sia tornato alla vita di strada.
“ Noto che hai migliorato la lingua, bene, così non avrai difficoltà ad integrati a New York.”
“ Tu sei come me Ismael, te lo leggo dentro, te lo annuso addosso, tra la puzza dei cadaveri che ti porti dietro, cosa ti fa pensare di essere meglio di me? Perché fai questo? Speri che Dio ti salvi dall’inferno?”
La sua voce pacata e graffiante ti penetra le orecchie.
E risponderesti anche che per te l’inferno va più che bene, lì hai una persona che ti aspetta, una persona che non ha potuto redimersi, quindi vada bene per l’inferno.
Ma questo pensiero intimo lo tieni per te.
“ Allora Yan, la tua risposta? Lavorerai o studierai?”
Lo dici in russo, giusto per fargli capire che sì…in fin dei conti non siete diversi per niente…Hai viaggiato molto e conosci parecchie lingue…
Lui risponde in americano.
“ Voglio lavorare, non mi piace studiare.”
“ Di che si tratta?”
“ Barista, voglio lavorare in un locale notturno.” Sollevi un sopracciglio perplesso.
“ Niente di illegale Ismael, un pub, notturno, un normalissimo pub…Conosci qualcuno che sarebbe disposto ad assumermi?”
“ Certo che no, il pub te lo apro io.”
“ Cazzo, sarei il proprietario, mi piace capo.”
“ Ti ho già detto di non chiamarmi capo.”
“ Come ti pare.”
Yan è di poche parole e non ama alzare la voce.
Guardi la sua carnagione pallida.
Poi vi fissate per un lungo istante.
“ Non mi stai fregando Ismael?”
“ Non mi stai fregando Yan?”
“…”
“ Ci vediamo il mese prossimo, tieniti pronto.”













Note: Ciao a tutti e ben ritrovati Wink
Per chi avesse letto “Dalla parte del diavolo” e “Vita di un assassino.” ….Eh sì il nostro Niki è morto…ed Ismael in questi anni, si dedica ai ragazzi bisognosi, strano ma vero…XD Scusatemi per questa scelta cruenta…
La storia però non sarà incentrata su di lui, che rimarrà un po’ avvolto nel mistero XD, bensì su i due nuovi protagonisti, avrete di certo intuito che si tratta del bulletto Lex, e del difficile Yan…
Spero che mi seguirete anche in questa storia ^^
Un saluto, yoite.


Ultima modifica di Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 8:01 am, modificato 1 volta

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Share the pain Empty Capitolo 2

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:41 am

“Infanzie recise.”



“ Ti abbiamo trovato dentro uno scatolone, dentro c’era un bigliettino con su scritto: Abbiate cura di Lex.
Probabilmente tua madre ti voleva bene, altrimenti non avrebbe scritto questo biglietto….”
Il sorriso della madre superiora non ti da il calore che vorrebbe trasmetterti.
“ E se mi voleva bene perché mi ha abbandonato in una stupida scatola di carta?”
“ Le vie di nostro Signore sono infinte Lex…”
“ Tsk! Le sue vie mi hanno portato qui….”
“ Che il Signore abbia in serbo altro per te?”
“ Oh no! Basta così…direi che ha fatto abbastanza!”
“ Non parlare così Lex…Nostro Signore ha un disegno per tutti….”
“ Bè forse il mio è stato solo uno scarabocchio.”



“ Il signor Ismael ha chiesto chi fosse il ragazzino peggiore dell’istituto…”
Ti dice la madre superiora, il suo solito sorriso si allarga ed aggiunge: “ Io gli ho detto che sei tu, ma gli ho anche detto che in fondo sei un bravo ragazzo, hai solo bisogno di un’occasione da parte della vita. Lui si è mostrato molto attento, e ti ha scelto, sarai uno dei suoi eredi…”
“ Che?...” Hai risposto gettando per terra il mozzicone di sigaretta.




Sono passati dieci anni dall’incontro con Ismael, e nonostante la tua sfiducia nei confronti di tutti e tutto, lui ha mantenuto tutte le sue promesse.
Hai una casa, hai un lavoro, certo sei sempre il solito scapestrato, ma puoi dire di avere una tua personale dignità.
Assolutamente.
Ismael era stato chiaro.
“ Da adesso sei un individuo adulto con le chiavi del mondo in mano, se fai un errore, uno solo, la colpa stavolta sarà solo tua, ed io non esiterò a riprendermi quello che ti ho dato, non sgarrare con me Alexander.”
Già, così ti aveva detto tirandoti in mano le chiavi di questa casa e sparendo apparentemente dalla tua vita.
Apparentemente, ne sei certo, perché Ismael è ricco e potente, ha occhi ovunque, e sa come ti comporti, un po’ ti viene da ridere a pensare che da ragazzino a volte lo paragonavi a Dio, altre al diavolo, infine, da grande, sei giunto a pensare che facesse proprio parte di quello scarabocchio che nostro Signore aveva fatto per te…
Sorridi seguendo al cesso il ragazzo che ti ha guardato ammiccante tutta la notte all’interno di questo squallido locale.
Accidenti agli scarabocchi di nostro Signore!
Ma proprio un uomo di mezza età con i capelli troppo lunghi doveva fare?
Doveva proprio andare a disegnare un molto probabile, quasi certo, ex-sicario di qualcosa….?
Bè si certo, lo hai ben capito che Ismael alla fine non era Dio e neppure un santo, molto più probabile un diavolo pentito…
Lo hai letto nei suoi occhi, nel suo modo di muoversi, e molte vote ha travolto la tua fantasia di teppistello, lo immaginavi intento a sistemarsi per una missione, o lo immaginavi in cima al grattacielo a sparare al presidente….
Il resto è un mistero.
Poco importa, hai altro a cui pensare, ed Ismael non lo vedi da anni.
Chiudi la porta del bagno dietro di voi e subito sbatti il ragazzo contro la parete.
La musica che proviene dal locale è assordante.
“ Hai il cazzo in tiro?”
“ Già, il tuo nome?”
“ Lex, e ti avverto, non sono passivo…” Gli sussurri all’orecchio destro prima di morderlo con un po’ di cattiveria.
“ Non ci sono problemi…Lex…io sono Chester.”
“Non me ne frega un accidenti chi sei…”
Chester si volta districandosi dalla tua morsa, fissa i suoi occhi nei tuoi nocciola, ti sorride malizioso e tu ricambi prima di avventarti nuovamente su di lui.
Gli abbassi i jeans e i boxer in un colpo solo, gli fai poggiare la mani sulla tazza del cesso, con il braccio destro gli blocchi la vita, con quello sinistro gli tieni la testa bassa.
“ Non mi piacciono i preliminari…” Dici.
“ Fammi quello che ti pare Lex…”
Indossi frettolosamente un profilattico e lo penetri con una spinta selvaggia.
Fortunatamente Chester sa incassare e passato l’irrigidimento iniziale si lascia fare davvero tutto quello che ti pare.
Entri ed esci dal suo corpo caldo, lo forzi, lo apri, hai il tuo orgasmo, lui il suo, in pochi minuti siete già usciti dal bagno, ed ognuno va per la sua strada.
Ritorni a piedi a casa.
Entri del tuo appartamento, quattro stanze e doppio servizio, all’interno di una bella palazzina, sobria, pulita, ma che non da troppo nell’occhio con il suo lusso.
Terzo piano.
Attraversi l’ingresso, incespichi nel tuo adorato disordine, oltrepassi il soggiorno, la piccola cucina, il bagno che non usi mai, la stanza che non usi mai e che ha finito per farti da grande ripostiglio, ed entri nella tua camera da letto.
Ti spogli lasciando cadere i vestiti per terra e ti rechi nel bagno più piccolo dei due, quello che usi abitualmente.
Ti infili sotto la doccia, lavi via il marcio di questa nottata senza senso, come le altre.
Sì, perché dopo il piacere del sesso, ti accompagna perennemente il disgusto per aver toccato un estraneo.
Lasci che l’acqua ti accarezzi e ti domandi come in fondo possa essere quella cosa che ti è stata negata da piccolo….
Amare ed essere amati…
Ti butti sul letto con indosso l’accappatoio di spugna azzurro.
Dovrai metterti a dormire o domani rischierai di fare tardi a lavoro.
Al mattino lavori presso il cantiere della zona, sei a capo della tua piccola agenzia e vi occupate sia di luoghi pubblici che privati.
Da piccolo amavi le costruzioni, ma da qui a costruire o aggiustare o demolire per davvero…
Non ci avresti mai sperato…
Se non fosse stato per Ismael…
Anche se sei il capo non ti piace lasciare il lavoro solo ai tuoi operai, e spesso ti ritrovi sporco di fango e calcinacci come quando eri solo un ragazzo.
Oggi sei un giovane uomo di venticinque anni, più o meno soddisfatto della sua vita.
Ma chissà come sarebbe stato…chissà come potrebbe essere…
Amare ed essere amati…




I'm so fed up with everyone around me

(No one seems to care)

I'm just so far gone and nothing's gonna change

(I'll never be the same)



It's always do this, do that,

Everything they want to

I don't want to live that way

(No)

Every chance they get they're always

Pushin me away



[Chorus:]

It's never enough

No it's never enough

No matter what I say



It's never enough

No it's never enough

I'll never be what you want me to be



It's all so messed up and no one ever listens

(Everyone's deranged)

I'm just so fucked up and I'm never gonna change

(Wanna lay it all to waste)



They're always say this, say that,

Nothing that you want to

I don't want to live that way

Every chance they get they're always

Shovin me aside



[Chorus]



I'm Done

(I'm done X6)



[Bridge:]

In the end we're all just chalklines on the concrete

Drawn only to be washed away

For the time that I've been given

I am what I am



I'd rather hate you

For everything you are

Than ever love you

For something you are not



I'd rather you hate me

For everything I am

Than have you love me

For something that I can't






“ Uccidilo e avrai da mangiare per te e quella puttana di tua madre e tua sorella…”

“ Uccidili e pagherò le cure per tua sorella Helena.”

“ Fallo fuori e poi ti lascio in pace…promesso.”

“ Ci sarebbe ancora un lavoro per te Yan…”



“Non so perché il signor Ismael ha voluto te, tu sei solo feccia Yan…
Considerati fortunato.
Come direttore di questo carcere minorile gli ho detto di lasciar perdere, ma lui ha insistito, chissà che diamine ci vede in te?!
Sei un moccioso che ha fatto fuori cinque uomini, i tipi come te non cambieranno mai!
Sei solo una causa persa…”
E vorresti ammazzare anche lui…ma non hai armi lì con te e due secondini ti tengono per le spalle.
Inoltre dopo la morte di tua madre e di tua sorella nulla ha più importanza, può insultarti quanto vuole.
Piuttosto, chi cazzo è questo Ismael?
Cosa cazzo vuole?



È pomeriggio inoltrato tra non molto ti recherai a lavoro.
Abiti in una villetta singola.
Isolata, ti piace così, non ti piace avere troppa gente intorno.
Il tuo pub va bene da anni ormai.
Dieci anni fa ti è stato messo su un piatto d’argento da Ismael, insieme a questa casa.
Attraversi le quattro stanze che la compongono, e i suoi due bagni, ti piace lasciare tutto in ordine, le stanze sono asettiche, pulite meticolosamente, hanno mura bianche e pochi oggetti sempre molto ben ordinati e curati con precisione.
Sembri calmo e flemmatico.
Sembri il mare prima delle tempesta.
In silenzio, senza provocare, sperando di non essere provocato, o il killer che è in te potrebbe uscire a mandare a fanculo anni e anni di terapia psicologica molto costosa.
Hai finito da tempo con le droghe, ma adesso dipendi dagli psicofarmaci.
Nessuno lo direbbe in questo momento vedendoti camminare per strada, magari incuti timore, questo senza dubbio, ma nessuno ti penserebbe capace di fare a pezzi un uomo con un ascia per come hai fatto una volta da ragazzino.
Hai preso la tua dose di tranquillanti, ed il tuo volto appare disteso.
In questi dieci anni hai conosciuto un po’ di serenità, troppo blanda tuttavia, per dimenticare il passato, chi sei stato e chi probabilmente ancora sei…
Continui a camminare per strada, sei bello, instabile ma bello.
Sai mantenere la calma, o almeno speri …
Arrivi al tuo pub e le graziose cameriere già ti aspettavano davanti la saracinesca ancora abbassata.
“ Yan, stasera si prevede tanta gente.” Ti dice sorridendo l’allegra e super bionda Lucie mentre ti accende una delle sue sigarette e si alza sulle punte dei piedi per raggiungerti e porgertela alle labbra.
“ Bene ragazze, avete contattato il nuovo buttafuori?”
“ Si Yan, si chiama Ronnie, è un mio amico, verrà qui tra poco.” Dice Isabel.
Nonostante il tuo viso continua ad incutere un po’ di timore le cameriere del tuo pub hanno per qualche strana ragione superato questa paura iniziale e spesso sono affettuose con te.
Lungi da considerarle una sorta di famiglia, ma comunque abbastanza vicine da considerare un posto o.k. il luogo dove lavori.
Entrate nel locale.
La serata si svolge tranquilla, Ronnie butta fuori ben quattro ragazzi che volevano spacciare droga.
“ Niente sgarri.” Aveva detto Ismael.
Ronnie ti raggiunge e ti sorride.
“ Accidenti Yan, aveva ragione Isabel, hai una faccia che fa paura, secondo me dietro quella calma si nasconde un assassino.” E ride.
Cristo! Non sa quanto ci è andato vicino e quanto sta rischiando adesso.
Mantieni la calma e continui a fare i conti in cassa.
È quasi l’alba, sono andati via tutti, comprese le ragazze…
Respiri, rallenti i battiti del cuore e continui a fare i conti della serata.
“ Dai Yan, come sei serio, tutto d’un pezzo, siamo da soli, lasciamoci ad un po’ di sesso, ti va?”
Tzè! È questo che infine vuole.
“ Non mi piace mischiare il lavoro con il sesso.”
“ Sarà il nostro piccolo segreto. Una botta occasionale chiaramente.” Ti dice Ronnie dal fisico bello e scolpito e gli occhi verdi.
Ti passa una mano sulla patta dei jeans…
E fissi i tuoi piccoli occhi di ghiaccio nei suoi.
Lui ti sorride, non pensa minimamente a quanta voglia ti ha fatto venire…
Sì voglia, ma voglia di uccidere.
Vorresti staccargliela quella mano.
Infine ritorni in te, lo giri e lo sbatti contro il bancone, alcune monete cadono per terra.
Spingi un pulsante e fuori l’insegna viola e blu elettrico del locale smette di lampeggiare e si spegne del tutto, dal muro scompare la scritta con su il nome che hai dato al tuo pub.

“ Share the pain.”

Sei rude e lo spogli con indifferenza.
“ Non sono passivo.” Gli dici con voce calma e tagliente.
“ Non avevo dubbi.” Risponde Ronnie, prima di venir preso con rabbia e foga e prima di farti godere e di godere a sua volta.




It's never enough

It's never enough

No matter what I say



It's never enough

No it's never enough

No matter who I try to be



It's never enough

No it's never enough

No matter how I try to change



It's never enough

Never never enough

I'll never be what you want me to be.






Rincasi molto tardi a casa.
Ti fai una doccia meticolosa.
Ti getti nudo sul letto dopo esserti asciugato con il tuo asciugamano nero.
Allunghi una mano verso il pacchetto di sigarette e ne accendi una.
L’effetto dei tranquillanti però ha il sopravvento, e ti addormenti facendo cadere la sigaretta dalle tue labbra perfette dritta sul materasso del tuo letto matrimoniale, vuoto e freddo di lenzuola nere di seta….
Tu ti addormenti e il fuoco si sveglia…



Apri gli occhi e osservi il soffitto bianco.
Balzi in piedi in un attimo e fai per afferrare la figura che si para dinnanzi a te, ma la figura è più lesta e tu sei parecchio intorpidito e finisci schiacciato per terra.
Metti meglio a fuoco e…
“ Ismael.”
“ Ciao Yan.”
“ Cosa cazzo…?”
“ Devi ringraziare una delle ragazze del locale o saresti morto bruciato, credo si chiami Lucie, è qui fuori che piange.
Non pensavo avessi delle cameriere tanto devote!
Aveva dimenticato a darti dei soldi della serata ed era venuta a casa tua per darteli.
Che scrupolosa…
Chissà cosa avrai fatto per meritarti tanto rispetto dai tuoi dipendenti…”
“ Non prendermi per il culo Ismael, lo sai bene cosa ho fatto, non ci credo che per dieci anni mi hai ignorato.”
Ismael si solleva da te, tu fai lo stesso dal pavimento, ti tocchi il viso.
“ Stai una bellezza, non ti sei bruciato, Lucie è arrivata in tempo. Le avevi dato le chiavi del tuo appartamento…è la tua donna?”
“ Ma fammi il favore, tutte le ragazze le hanno, se qualcuno dovesse aver voglia di ricattarle, sanno dove andare…”
“ E che faresti in quel caso Yan? Uccideresti?”
“ Si, e non è un venir meno ai patti, sarebbe più che altro, difendere una mia proprietà…”
“ Non provocarmi Yan…”
La tua mano destra inizia a tremare, Ismael se ne accorge.
“ Ti droghi ancora?” La sua voce è dura.
“ Stronzate e lo sai, ho chiuso quel giorno che ti incontrai per la prima volta, ho chiuso da quando avevo quindici anni. Quei dottori incompetenti non mi avranno dato i miei tranquillanti, è astinenza da psicofarmaci.”
Poi ti viene in mente una cosa…
“ Cazzo, la mia casa?”
“ è andata a fuoco, Lucie ha fatto in tempo a trascinarti via, ci ha impiegato un bel po’ dato che non ti svegliavi da solo a causa dei sonniferi, e non so se ci hai fatto caso, Lucie è uno scricciolo di un metro e cinquantacinque circa, tu sei quasi due metri.”
“ Merda! Che intenzioni hai con me? Mi ridarai una casa o no?”
“ No.”
“ Bene, fottiti Ismael.”
Ti siedi sul letto e sospiri.
“ Mi vuoi portare via anche lo share the pain?”
“ No.”
“ Allora vado a vivere lì.”
“ No, da solo non puoi stare, a quanto vedo la dipendenza da psicofarmaci non sei in grado di gestirla, finché non l’avrai superata abiterai insieme ad un ragazzo che si chiama Lex. Penso sia l’unico in grado di darti una mano, ad oggi è tra i ragazzi più equilibrati che sono venuti fuori da quelle specie di adozioni che feci.
Yan…
Diciamo che neppure stavolta è propriamente colpa tua, alla prossima che combini sei fuori dai giochi.
Vado ad avvisare Lex della tua visita, eccoti l’indirizzo, presentati da lui domani, e non creare casini. Intanto consola la povera Lucie.”
Ismael non ti da il tempo di ribattere, e neppure il sopraggiungere di Lucie e delle altre ragazze.
Lucie piange disperata.
“ Cielo Yan, non fare più di queste porcate, io e le ragazze che facciamo senza di te?! Non ci pensi? Ci hai tirato tu via dai marciapiedi, se dovessi tornare a quella vita, se dovessi tornare a..…a…..impazzirei!
Yan, dannazione.”




Metti i maccheroni surgelati nel microonde e accendi la tv.
Ti volti per prendere le posate e la tv si spegne.
Sobbalzi e ti volti.
Una mano guantata ha spento l’interruttore della televisione.
Sei incredulo.
“ Ismael! Gran figlio di puttana!”
“ Verrò subito al sodo Lex. Mando qui da te un ragazzo, si chiama Yan, ha problemi di dipendenza da farmaci.”
“ Hey frena! Innanzitutto un ciao Lex, scusa se non mi sono fatto vivo, suonerebbe decente.
E poi non voglio prendermi nessuno in casa, tanto meno una specie di tossico.”
“ Bene è deciso. Verrà qui domani.”
“ è deciso un corno, ma mi ascolti? Senti Ismael, magari, forse, ti sono riconoscente, ma questo no…”
Lo sguardo di Ismael non ammette repliche, è un po’ invecchiato certo, ma la sua freddezza è rimasta inalterata, ha ancora il potere di gelarti sul posto.
“ Riga dritto con me Lex, domani arriverà Yan, non ammazzatevi o vi faccio fuori entrambi.”
“ Lasciando stare come sarebbe possibile che tu ci faresti fuori dopo che ci siamo ammazzati, come cavolo dovrei comportarmi con lui?”
“ Sarà sufficiente che non fumi a letto prima di addormentarsi, sarà per pochi mesi, il tempo che avrà superato la dipendenza.”
“ Oh merda! Mi lasci con uno che mi brucia la casa? E chi ti dice che pochi mesi basteranno a non pipparsi più di tranquillanti?!”
“ Staremo a vedere.”
“ Ah!”
“ Stammi bene Lex”
“ Vaffanculo!”
Gli urli mentre lui salta fuori dalla finestra.
Dannato vecchiaccio e la sua agilità prodigiosa, ma non sarebbe ora che si rompesse un’anca come tutti gli over cinquanta e la smettesse di fare il figo e dare ordini in giro?!






Continua…

Ben ritrovati al nuovo cap, si entra nel vivo della storia Wink

Scusate se qualcuno religioso si sia turbato per il discorso iniziale di Lex, spero di non essere stata troppo blasfema, mi sono solo immedesimata nel pensiero di un ragazzino abbandonato, spero vivamente di non aver offeso nessuno. In caso contrario fatemelo sapere, provvederò ad apportare le correzioni.

La canzone utilizzata è Never enough dei Five finger death punch

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Share the pain Empty Capitolo 3

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:43 am

“Scintilla.”




E suona il campanello, una volta, una sola, leggero, dolcemente.
Sei appena rientrato dal lavoro e non hai avuto neppure il tempo di farti una bella doccia rigenerante.
È un anonimo mercoledì.
Ti rechi ad aprire la porta più scocciato che mai.
Ti avventi sulla maniglia e la ruoti con rabbia.
Spalanchi la porta di malavoglia e ti ritrovi a sgranare gli occhi per il dono più nefasto che ti abbia mai fatto il diavolo.
Sul tuo viso si possono leggere mille emozioni.
Irritazione, nervosismo, sorpresa.
Rimani a fissare il ragazzo decisamente più alto di te, incapace di dirgli qualsiasi cosa dinnanzi alla sua inquietante presenza.
Ma che diamine è questa specie di assassino vestito da onesto cittadino?
Le lunghe gambe muscolose sono fasciate da un paio di jeans celesti, dentro ai quali sparisce una camicia bianca dall’aspetto pulitissimo e perfettamente stirata, indugi sui bottoni che faticano a tenere coperto l’ampio torace, il collo slanciato e il viso perfetto, bianchissimo, da sembrare per un attimo trasparente, sul quale spiccano letteralmente due piccoli e taglienti occhi azzurrissimi come cristalli liquidi, rimani come catturato da una sorta di rete magnetica che fuoriesce dal suo sguardo intenso, reggi a fatica i suoi occhi e ricambi forzatamente il suo sguardo di pietra.
Poi gli osservi il naso perfetto e dritto, un po’ appuntito sulla punta, la bocca fine e leggermente rosea, il mento allungato e spigoloso, un volto perfetto, già il volto del perfetto killer…
Ha i capelli corti e liscissimi e li porta interamente all’indietro, leggermente ingellati, che lasciano completamente scoperto il viso.
Noti che sul lato sinistro del collo ha un tatuaggio nero che sparisce dentro il colletto perfettamente inamidato della camicia, non capisci bene cosa rappresenti, sembra un tribale nero, forse un drago, forse una fenice, non indugi oltre…
Hai già fatto abbastanza la figura dell’idiota….
Sei stato più di due minuti in perfetto silenzio a studiarlo.
Vedi Lex, il fatto che il suo volto non si sia scomposto di una virgola, non vuol dire che tu sia rimasto totalmente indifferente ai suoi occhi, ma questo tu non puoi saperlo, dovrete conoscervi molto meglio, per poi, magari, un giorno, poterlo arrivare a capire nelle sue impercettibili sfaccettature.
È rimasto colpito certo, ma a differenza di te ha potuto notare solo cose negative, e secondo il suo carattere improponibili su tutta la crosta terrestre.
Ha fissato il disordine prepotente alle tue spalle, vestiti sparsi ovunque e biancheria sporca da giorni.
La tua faccia dalla carnagione olivastra resa ancora più scura dal fango che ti spruzza gli zigomi.
I tuoi vestiti impolverati di cemento bianco che hai lasciato anche un po’ sui mobili e sulla maniglia.
Il tuo odore forte e virile di sudore e calcestruzzo.
Il tuo petto massiccio che si intravede dallo strappo sulla maglietta logora.
Ha notato i tuoi capelli castani spettinati che ti ricadono scomposti sulla fronte.
Ha notato i tuoi occhi grandi e nocciola soffermarsi troppo a lungo sulla sua figura.
Ha notato come hai azzannato il tuo labbro inferiore nel tentativo di placare il nervosismo.
Finalmente ti ridesti dall’incantesimo e ti riscuoti.
“ Io sono Lex. Tu?”
Chiedi irritato dal tuo stesso comportamento e dal suo modo indolente di ignorarti.
“ Sono Yan.”
Non ti sfugge il brivido che ha dato un colpo di frusta alla tua colonna vertebrale a causa della sua voce bassa e profonda, e non ti sfugge neppure il suo particolare accento dell’est.
“ Da dove vieni? Germania?” Gli chiedi spontaneamente.
E davvero non puoi intuire il suo disaggio e il suo disappunto.
“ Russia.” Ti risponde.
I secondi passano, tu non lo inviti ad entrare, lui non te lo chiede neppure.
Ti passi una mano tra i capelli sporcandoli ancora di più e finalmente ti decidi.
“ Entra dai.”
Lui ti oltrepassa lasciando dietro di sé una scia piacevolissima di muschio bianco e dopobarba.
Ha solo una valigia nera con se.
“ Ci sta una mitraglietta là dentro?” Gli dici canzonandolo un po’.
Lui ti guarda malissimo, poi si mette a fissare il tuo disordine.
Ma chi diamine si crede di essere?!
“ Che hai da fissare, mi spezzo la schiena tutto il giorno giù al cantiere, non ho tempo di fare il perfetto padrone di casa, è già tanto che ti permetto di stare qui. E comunque il disordine è sempre meglio di una casa bruciata.” Lo punzecchi eccessivamente.
Lo vedi irrigidirsi impercettibilmente.
“ Non sono affari tuoi americano.” Ti dice.
“ Italo-americano, e ti ho già detto che mi chiamo Lex, gran figlio di puttana di un russo!”
Probabilmente stai rischiando la vita, ma non te ne importa nulla, nessuno ti tratta con aria di sufficienza, hai lottato per farti una posizione, sputeresti in faccia a chiunque in questo momento, fosse un tizio bellissimo, fosse un assassino, fosse colui che Ismael ti ha affidato.
Ed infatti lui è tutte queste cose…
Certo il tuo metro e settantotto contro i suoi quasi due metri può incutere un tantino di timore, ma anche tu sei cresciuto per strada, anche tu hai la tua buona dose di dannazione.
Yan ti guarda, poi torna guardare il tuo disordine.
“ Dove si trova la mia stanza?”
Scuoti la testa e gli fai cenno di seguirti.
“ Non sono una grande esperto di rapporti sociali, non amo trattare con la gente che non siano i miei ragazzi giù al cantiere, per casa non mi piace avere nessuno, dato che siamo costretti da cause di forza maggiore a stare qui insieme, questa è la tua stanza, questo è il tuo bagno, non invadere i miei spazi e andrà tutto bene. Ora vaffanculo Yan, io vado a lavarmi.”
“ Questa stanza è una sorta di magazzino. Dove metto questa roba?” Il suo accento russo, la sua voce bassa…
Concentrati Lex, prendi le distanze.
“ Gettala nel salotto, tanto non ci entro mai.”
Sparisci nel tuo bagno e getti i vestiti nella lavatrice.
Finalmente ti concedi una doccia.
Chiudi gli occhi e lasci che l’acqua calda lavi via la sporcizia.
Maledetto Yan, lui e la sua perfezione.
No! Non ti piace per niente, troppo perfettino!
Fanculo lui e il suo giudicarti in silenzio!



Quando Lex esce dalla doccia si stupisce della tua velocità.
Hai già sistemato la sua roba in soggiorno e la tua nella tua nuova stanza.
Tutto in ordine.
Tranne i suoi vestiti sporchi naturalmente.
Lex ti fissa indossando l’accappatoio e gocciolando sul pavimento.
“ Regola numero uno, niente ragazze in casa.”
“ Regola numero uno, le ragazze del mio locale possono venire a trovarmi.” Gli rispondi.
Vedi Lex avvicinarsi incavolato nero.
“ Non mi piace avere casa piena di puttane.”
“ Sono le ragazze che mi tengono in ordine il locale.”
“ Non voglio ugualmente.”
“ Verranno ugualmente.”
Lex scuote la testa.
“ Regola numero due, non infastidirmi.”
“ Regola numero due, non infastidirmi.” Gli rispondi.
“ Bene, almeno su questa siamo d’accordo…Regola numero tre, non fumare a letto idiota!”
Guardi i suoi lineamenti, ha la faccia da schiaffi, è belloccio, ma niente di straordinario.
Senza sporcizia addosso è rimasto praticamente lo stesso, è rozzo e prepotente.
E parla, cielo! Quanto diamine parla!
“ Vedi Yan, il mio disordine riamane tale, non cambierò stile di vita solo perché tu sei arrivato dalla Russia per rompermi le palle.
E poi come diamine si chiama il tuo locale?”
“ Non credo siano affari tuoi.”
Lex si accende una sigaretta, e sbuffa.
“ Già, non sono affari miei. Tra poco si cena, pane e prosciutto.”
“ Non importa, cenerò come sempre al mio pub. Tra poco uscirò.”
“ Come ti pare.” Dice con noncuranza Lex prima di aspirare una lunga boccata di fumo.
Ti vai a preparare per andare al locale.
Al tuo rientro in cucina Lex sta mangiando il suo panino al prosciutto.
Con la bocca piena ti parla nuovamente.
“ Ho un'altra regola, nel caso in cui tu fossi omosessuale o bisessuale, non voglio neppure ragazzi in casa.”
“ Tu farai altrettanto?”
“ Ovviamente, ma non lo faccio per te sia chiaro, non mi piace portarmi a casa chi mi scopo.”
È davvero indiscreto.
Almeno sai che non ti troverai qualche altro estraneo nudo per questa casa già di suo incasinata.
Vai via, entri in macchina e sospiri pesantemente.
Accidenti, quante volte hai rischiato di ucciderlo nel giro di un’ora…Ti chiedi come farai a resistere per giorni, mesi…
Accendi lo stereo e fai strada per andare al pub.
Ti lasci alle note di una canzone dal ritmo serrato, sarà meglio non pensare più quell’idiota di Lex per stasera.
Ti concentri sulla canzone e ti lasci al relax.




A company always on the run.
A destiny, Oh it’s the rising sun.
I was born
A shotgun in my hands.
Behind the gun
I’ll make my final stand.
Yeah
That’s why they call me

Bad company
I can’t deny
Bad company
Till the day I die
Until the day I die.

Rebel souls
Dessert as we’ve been called.
Chose a gun
And threw away the ?song?.
Now these towns
Well they all know our name
The death punch sound
Is the claim of fame.
And that’s why they call me

Bad company
I cant deny
Bad company
Till the day I die (x4)

Spoken:
“Eye for an eye.”
“Tooth for a tooth.”
“Blood for blood”
We’ve all gotta die

[Guitar Solo]

And that’s why they call me
Bad company
I won’t deny
Bad company
Till the day I die.






Passano i giorni, alla fine tu ed Yan vi vedete davvero poco, solo poche ore al pomeriggio, lui lavora la notte, tu al mattino.
Ma oggi è lunedì, il suo locale è chiuso stasera, il tuo cantiere lo è stato sia domenica che stamattina, e siete piuttosto freschi e riposati entrambi.
In cucina vi è un unico televisore.
E per cena ci stanno panini e mortadella.
Yan li guarda perplesso.
“ Che c’è in Russia mangiavi meglio? Non mi piace cucinare, allora?”
“ Allora cucino io.” Ti risponde Yan.
Lo vedi trafficare con la dispensa ed iniziare a preparare un condimento con zucchine e pomodori.
Poi mette a cuocere la pasta.
Spaghetti.
Cucina fumando.
“ Non far cadere la cenere dentro la pentola.”
“ Non sono un imbranato.”
“ Già tu sei mister perfezione, l’ordine in persona!”
Lui ti ignora e continua a preparare da mangiare.
Non ti piace quando ti ignora.
Non sai spiegartelo ma proprio non ti piace.
Vorresti saper leggere dentro a quei piccoli occhi di giaccio.
Quando gli hai chiesto di non portare ragazzi in casa, più che altro era per capire che gusti sessuali avesse.
Sei certo che i ragazzi non gli sono indifferenti…
Mangi quello che ha preparato.
“ Fa schifo.” Gli dici, in realtà non è vero, è buono, ma non vuoi dargli la soddisfazione.
“ Sei infantile Lex.”
Cristo! Che nervosismo!
Mangi in fretta, mandi giù un sorso di birra e poi ti rechi in camera tua.
Ma Yan ti viene dietro.
“ Cosa vuoi?” Chiedi incazzato nero.
“ Io ho cucinato, tu adesso metti in ordine.”
Ridi di gusto.
“ Stai scherzando stronzo di un russo, ti avevo detto di non cucinare appunto per non mettere casino tra i piedi, ora te la sbrighi tu!”
Le sue mani scattano, ti inchioda al muro ti fissa gelido e fa scorrere la lama del coltello ancora sporca di pomodoro sul tuo collo.
“ Sei pazzo…!” Gli dici per nulla intimorito dal suo gesto, in fondo c’era da aspettarselo.
“ Ti ho offeso in mille modi ed ora mi uccidi perché non sparecchio la tavola, sei suonato di brutto Yan!!! E comunque non mi fai paura, non mi fai paura né tu né la morte…Credi di essere l’unico ragazzo difficile, l’unico che abbia avuto una vita di merda?! Eh Bastardo?!”
“ Tu non sai nulla di me…” Ti sibila contro affondando leggermente il coltello nel tuo collo.
Provi un lieve fastidio e poi un piccolo bruciore.
“ Affonda il coltello Yan…fammi vedere che sai fare….!” Provi a liberarti dalla sua morsa e nonostante la tua prestanza fisica non riesci, ma non ti intimorisci.
“ Mandiamo a fanculo questa vita di merda e tutte le elemosina di Ismael!!!” Gli urli contro provocandolo ancora.
Yan osserva la striscia di sangue colare dal tuo collo al suo polso.
E non sai se è più pazzo lui che ti accoltella alla gola per non aver sparecchiato o tu nel continuare a provocarlo.
Vi fissate a lungo…
Hai anche cominciato ad eccitarti…che figura di merda se dovesse accorgersi di ciò.
Di scatto ti lascia.
Si allontana di un passo e lecca la lama del coltello, lasciando una scia scarlatta sulla sua lingua languida.
“ Lo dico e lo ripeto russo del mio cazzo, sei pazzo, ora è più saporito il pomodoro….?!” E ridi strafottente.
“ Ho una notizia per te Yan, sono pazzo anche io, la vita fa cagare anche me. Faresti bene a non provocarmi ancora.”
Davvero non sai dove trovi il coraggio di dirgli queste cose, specialmente davanti alla sua superiorità fisica, ma non è ancora nato l’uomo che ti metterà sotto…!
Meglio la morte che la codardia!
“ Se pensi che lo dirò ad Ismael ti sbagli…”
E finalmente noti una leggerissima espressione sul suo volto, come se fosse leggermente sorpreso.
“ Certo mi basterebbe poco per toglierti quello che lui ti ha dato, ma non mi divertirei a dovere, la faccenda è tra me e te….E poi non voglio deluderlo, sarò in grado di portare a termine ciò che mi ha chiesto. Adesso, io vado in bagno a disinfettarmi il taglio e poi vado a letto, tu, gran bastardo maniaco, torni in cucina e sparecchi.”
Yan ti guarda a lungo, la tensione è alle stelle, basterebbe un’unica scintilla a far esplodere definitivamente la situazione.
Tu opti per tranquillizzarlo adesso…
Serve che si dia una calmata…
“ Non sono bravo a sparecchiare, finirei con il rompere qualcosa, fallo tu, e se ti andasse nuovamente di cucinare il lunedì ne sarei contento. Ora levati dai piedi cretino!”
Ma…non dovevi essere gentile…?
“ Chissà che penseranno i miei vicini di tutto questo chiasso.”
E prendi a disinfettarti il taglio sul collo, non è una ferita profonda.
Cazzo!
Per un attimo rabbrividisci.
Che situazione da folli!
Passi una mano sul viso.
Ti rechi in camera tua e in lontananza senti i tipici rumori delle stoviglie, Yan starà sparecchiando…
Ma che situazione surreale!!!
Fai per metterti a letto, ma torni in cucina.
“ Yan?”
Lui continua a ripulire e non ti risponde.
“ Ricordati di prendere le tue pillole. Si lo so, non sono affari miei, solo, ricordati di prenderle…E datti una calmata, altrimenti non riuscirai mai a staccarti dalla loro dipendenza, ti pare? Se poi un giorno vorrai spiegarmi meglio questa faccenda della dipendenza vedrò di darti una mano, così prima te ne vai, prima ritorna tutto o.k. Sei d’accordo?”
Yan si volta a guardarti e capisci subito che non ci sarà verso di farlo parlare.
“ Fa come vuoi…” E torni nella tua stanza.



Non volevi davvero ucciderlo, solo ti dà sui nervi il suo non temerti, il suo non avere paura di te.
Ti da sui nervi il suo menefreghismo, ma hai esagerato troppo, lo sai.
Per certi versi ti compatisci, ti fai schifo, per altri verso ti ripeti ciò che ti dice il tuo psicologo.
“ Hai fatto enormi progressi Yan, tu eri solo un ragazzino, la fame e la miseria ti hanno spinto in quella direzione, tu eri fragile e si sono approfittati di te per farti fare il lavoro sporco. Oggi sei un uomo, oggi è tutto diverso, hai la forza e il potere di cambiare, oggi sei una persona migliore.”
Indossi la tua t-shirt per dormire.
Metti un braccio a coprirti gli occhi, il tuo rapporto con Lex sarà difficile, lo sai per certo.
Per un attimo ti soffermi a pensare se invece di un assassino tu fossi stato un ragazzo normale….si, in quel caso, come sarebbe stato il tuo rapporto con la gente, con Lex?
Se i tuoi sensi di colpa non ti avessero condotto alla depressione…
Senti un nodo alla bocca dello stomaco.
Sono anni che il tuo analista ti dice che dalla depressione si può uscire, e dei piccoli progressi li hai fatti, ma poi pensi che non siano abbastanza.
Vorresti chiedere a qualcuno se è vero…
Se il dottore ha ragione…
Se dalla depressione si può guarire…Se non finirai con l’impazzire.
Vorresti attraversare il corridoio e raggiungere quel coglione di Lex, vorresti farle a lui queste domande, in fondo ha dimostrato di avere carattere e voleva parlare con te…
Ma il tuo orgoglio ti blocca e rimani disteso nel tuo letto, deluso da te stesso,
con mille interrogativi nel cervello e la voglia di diventare davvero una persona migliore.
Inoltre devi smettere al più presto di prendere i farmaci, devi imparare da solo a ragionare, a frenare la rabbia.
Senti sulla coscienza un peso troppo grande.
Ti senti schiacciare da un macigno.
Porti sulle spalle troppa sofferenza.
Di certo Lex non ha avuto una vita facile, ma non può neanche lontanamente immaginare cosa sei stato capace di fare tu…
Ti domandi se sia giusto avere una seconda possibilità nella vita, ti chiedi se tu ne sei almeno sufficientemente meritevole, ti chiedi se davvero, davvero, uno come te se la possa meritare…
Dolcemente le compresse di EN ti portano il sonno e ti conciliano il riposo.
Finto, indotto, ma pur sempre riposo, e decidi che tra tutto lo schifo che hai passato almeno un po’ di riposo te lo meriti, magari non quella famosa seconda possibilità, ma il riposo si, il riposo può passare.
Scivoli in un sonno profondo e surreale.
Chissà dove sarete in grado di arrivare tu e quell’idiota di Lex?
Chissà cosa sarete in grado di fare insieme?


Bad company
I cant deny
Bad company
Till the day I die (x4)

Spoken:
“Eye for an eye.”
“Tooth for a tooth.”
“Blood for blood”
We’ve all gotta die

[Guitar Solo]

And that’s why they call me
Bad company
I won’t deny
Bad company
Till the day I die.















Continua……





La canzone utilizzata è dei five finger death punch si intitola Bad company

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Share the pain Empty Capitolo 4

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:44 am

“ Sospiri.”



In venticinque anni non hai mai fatto l’amore, solo sesso, e per giunta con regole ben precise.
Niente baci, il sesso orale solo ricevuto, mai dato. Mai toccare ed essere toccati più del necessario. Mai spogliarsi del tutto.
Rapporti sessuali sempre di spalle, mai frontali.
Rapporti occasionali e per tanto l’obbligo del preservativo.
Nessuno di loro te lo sei mai portato a casa.
Inoltre, mai, assolutamente mai, andare con qualcuno vergine.
Non sai bene il perché di queste scelte, di queste regole.
Probabilmente per non avere delle seccature dopo, o per non doverti trovare a dipendere da qualcuno, forse per non dovere provare nuovamente l’abbandono.
Amare ed essere amati…
La prima volta che hai fatto sesso la ricordi a mala pena, ricordi la tequila, il fumo, la pioggia fredda, un vicolo e lui che si concedeva senza pudore, era carino, un tuo coetaneo.
Eri già sicuro di te, mai avresti fatto la figura dell’imbranato o dell’impacciato.
Un sedicenne che scopriva il sesso, nulla di strano.
Hai avuto parecchi amanti di una notte, nessuno che chiedeva nulla e soprattutto nessuno a cui chiedere nulla.
Una vita solitaria, fatta solo di lavoro e uscite solitarie.
Non avere rapporti con nessuno, per paura di quella parola.
Abbandono.
Per fortuna non puoi ricordarti esattamente come ti sei sentito dentro quello scatolone.
Fortunatamente certe cose non possiamo ricordarle quando si è troppo piccini.
Ma di certo puoi immaginare cosa hai provato.
O forse ti è rimasto sepolto nel subconscio talmente in profondità da diventare l’orrendo sottofondo musicale della tua vita.
Un neonato nudo e solo dentro uno scatolone.
Il freddo, il pianto, la disperazione.
Non poter contare su calde braccia sicure.
Esposto all’orrore.
Ogni tanto quando ci pensi soffochi, soffochi letteralmente.
Crescendo poi, non sei stato un bambino molto socievole.
È per questo che stai cominciando ad adorare i lunedì, quei lunedì con Yan fra i piedi, che non va al locale perché di lunedì sta chiuso.
Sono passati due mesi.
Due assurdi mesi fatti di silenzio, guerre più o meno tacite, liti furiose e …lunedì…
Quei giorni in cui siete rilassati e non avete impegni, quei giorni in cui Yan cucina la pasta.
È per questo che stai cominciando ad odiare i lunedì.
Perché senti che stai per dipendere da essi.
E davvero con tutto te stesso non vuoi, non te lo puoi permettere.
Oggi comunque è sabato.
Puoi uscire, fare qualche conquista, del sesso occasionale, giusto per distrarti, per regalarti l’estasi.
Ma sai per certo che finirebbe come sabato scorso, ovvero:
Un lui occasionale, con un sedere occasionale, e tu indeciso sul da farsi, a riscoprirti incapace di andare fino in fondo.
Tu che ti allontani senza dare spiegazioni, senza darle neppure a te stesso.
È per questo che stasera hai già deciso di rimanere a casa.
A goderti la tua casa in solitudine come ai cari bei vecchi tempi.
A strapazzarti il cuore nell’immaginare Yan in chissà quale locale di New York, impeccabile, bello, pazzo e desiderabile.
A contare le ore che ti separano dalla cena del lunedì.
Merda!
Che situazione.
Non sai bene di preciso quando hai cominciato a desiderarlo così intensamente.
Forse da quando ha preso a riempire i tuoi voti imponendosi con i suoi silenzi e le sue azioni discrete, eppure c ‘è dell’altro…
Forse è stato quando contemporaneamente al silenzio e alla discrezione è stato anche invasivo e volutamente cattivo.
Un po’ masochista lo sei …
Forse è stato quando ti sei incantato a guardarlo fumare a petto nudo annoiato dinnanzi uno stupido programma televisivo…
Forse ancora quando guardava fuori dalla finestra mentre di profilo pensava a chissà chè…
Oppure mentre ti rimproverava con la sua voce roca e profonda e il suo dannato ed eccitante accento russo: “ Questa casa è un porcile Lex, almeno ogni tanto potresti buttarla tu la spazzatura, invece lo fai fare sempre a me, mi hai preso per il tuo schiavetto personale?!”
Che ridere…!
Già, ricordi che gli hai sorriso impudentemente, hai scrollato le spalle e hai provato piacere nel ritrovarti le sue lunghe dita bianche attorno al collo.
“ Strin…gi più fo..rte Y Yan..” Hai bofonchiato mentre sentivi la tua trachea stretta in una morsa mortale.
Hai riso ancora di più quando ti ha lasciato andare dicendo qualcosa di incomprensibile nella sua lingua madre, probabilmente degli insulti.
Hai riso tenendoti la gola, segnata dall’impronta della sua mano su di te.
Davvero non sai chiederglielo a parole che vorresti essere toccato, davvero non sai usare il termine giusto, congeniale, per chiedergli di toccarti, perciò approfitti di questi momenti…
Oh, ci sono!
Hai preso a desiderarlo nell’istante esatto in cui hai spalancato la porta ed hai incrociato i suoi occhietti cattivi e luminosi.
Tuttavia, sai già di non avere speranze.
Punto primo, non accetterai mai completamente dentro di te il fatto di avere bisogno di qualcuno…di lui, e anche quando tu riuscissi con sforzi immani a superare questa fase, il suo sarebbe un sicuro, brutale, cattivo no.
Non ha mai dato segni che tu potessi in un certo qualmodo piacergli, neppure alla lontana.
E poi sopraggiungerebbe un problema non indifferente….
Lui non si concederebbe mai a te, lo sai per certo, e sai per certo che neppure tu ti concederesti mai a lui.
Spesso fantastichi su voi due insieme…ed ogni volta l’immagine si blocca nel momento esatto in cui dovrebbe avvenire l’unione dei due corpi, cielo! Non è fattibile.
Smetti di pensarci!!!
Chissà cosa sta facendo adesso…
Starà fumando? Altamente probabile.
Starà ridendo? Impossibile.
Starà uccidendo qualcuno o se stesso? Mh…potrebbe.
Starà ascoltando la musica all’interno del suo stupido locale segreto? Si, perché no.
Ti starà pensando?
Ieri quasi non vi siete visti…
Ti starà pensando?
No, probabilmente no.
E sei stanco.
Stanco da morire.
Ti getti sul tuo letto e affondi il volto nel cuscino dalla federa verde che profuma di bucato, sì perché semmai lo avessi avuto nel tuo letto, non avresti voluto dargli fastidio con la tua negligenza in casa…



Spingi dentro al corpo caldo di questo sconosciuto, spingi e non trovi pace.
Lo senti gemere e godere, ma tu provi solo un piacere blando stavolta…
Un piacere lontano, come se il tuo cervello fosse da un’altra parte.
Hai chiuso da poco lo Share the pain.
Nel vicolo dove avevi posteggiato la tua auto hai trovato uno dei ragazzi che ha flirtato con te per buona parte della sera.
Lo stai scopando contro un muro anonimo.
Un sabato sera movimentato.
Lui continua a godere dei tuoi affondi senza troppi riguardi, e tu fatichi a raggiungere il piacere.
Infine lui viene e i muscoli del suo alvo ti stringono, e tu lo segui, ma niente di particolare.
Non sai spiegarti bene cosa ti è preso, forse non ne avevi poi tanta voglia.
“ Complimenti, di rado ne ho visti di così grossi.”
“ Adesso non rompere.”
Lui fa spallucce e dopo essersi abbottonato i pantaloni va via.
Ti accendi una sigaretta e sali in macchina.
Ripercorri il tragitto che ti condurrà a casa, o meglio a casa sua, di Lex.
Quel ragazzo confusionario, prepotente, strafottente, disordinato e deficiente.
Si, perché è davvero cretino a farti infuriare un po’ per tutto.
Ripensi a quella volta in cui ti ha tirato addosso, in piena faccia, una sua maglietta sudata del lavoro.
O a quella volta che ti ha colpito con un calcio potente in pieno stomaco.
Ti sfida, ti ricompre di insulti, di parole, riempi i tuoi silenzi, riempie i tuoi spazi vuoti.
Due mesi difficilissimi.
Il suo volto olivastro, la sua bocca larga e strafottente, il suo ampio sorriso dai denti candidi e perfetti, i suoi grandi occhi nocciola, schietti e semplici, il suo naso, il suo fisico scolpito dalla vita di strada e dal suo duro lavoro.
Il suo fisico di una bellezza grezza e confusionaria.
Il suo carattere prepotente ma altruista.
Il suo assicurasi che tu abbia preso le medicine, il suo controllare che non stai fumando a letto, i vostri lunedì seduti intorno ad un tavolo piccolo e un po’ scomodo, soprattutto per te e la tua altezza.
Lui che mangia tutto, lui che si imbratta peggio di un moccioso e che poi ha pure il coraggio di dire: “Yan, manca di sale. Yan dovresti migliorare. Yan è troppo cotto. Yan è poco cotto. C’è troppo zucchero, ce ne è troppo poco.”
Scuoti la testa rassegnato ai suoi sproloqui.
Giungi sotto casa ma davvero non hai molta voglia di salire.
Certamente starà già dormendo, e questo ti consola, perché stasera ti senti strano, insoddisfatto forse, e non è proprio il caso che vi incrociate gli sguardi stasera.
Sali le scale ed apri piano la porta, metti in atto tutto quello che hai imparato quando facevi la spia e l’assassino per conto del governo.
Entri piano senza fare rumore.
Senza emettere un fiato, devi solo raggiungere la tua stanza, metterti a letto, prendere le tue pillole e dormire.
Stai attraversando il piccolo corridoio quando lo senti sospirare.
È Lex non hai dubbi.
Rimani a fissare nella più completa oscurità la sua porta chiusa e le tue orecchie registrano i suoi gemiti maltrattenuti.
Qualunque cosa stia succedendo non sono affari tuoi…non sono assolutamente affari tuoi.
Eppure sei rapito dai suoi gemiti, dai suoi sospiri.
Aveva detto che non voleva nessuno in casa!
Per un attimo perdi il controllo.
Chi cazzo c’è di là con lui?! Ed irrazionalmente fai per muovere un passo verso la sua stanza, per ammazzare lui e il suo fottuto amante.
Ma poi ti blocchi…
Calmati Yan, respira, non è mica il tuo uomo, può fare quello che vuole, non te ne frega niente….solo che…neppure tu vuoi uomini in casa…
Domani glielo dirai, adesso vai a letto…
Vai a letto Yan!
Invece rimani fermo ad ascoltare i suoi gemiti, a sentire la tua erezione risvegliarsi e ad accorgerti che dalla sua stanza non provengono due respiri differenti, ma uno solo.
Il suo.
Solo il suo…
Lui, lui si sta masturbando.
“ Y…an…Yan…mh…!”
Registri quello che hai appena sentito, il tuo nome fra i suoi gemiti e provi una sensazione strana, stranissima.
La senti al petto, è calda, non l’avevi mai provata prima…
Cosa è?
Sei spaventato.
Non ti premuri neppure di tenertelo nascosto, sei spaventato punto e basta.
E non è solo il tuo nome, ma anche come lo pronuncia.
Come se da esso dipendesse tutta la sua intera esistenza!
La tua mano scatta a coprirti la bocca e i tuoi occhi si sgranano per la confusione che provi.
Batti in ritirata come un codardo.
Entri nella tua camera.
Ti premuri di non fare rumori.
Ti stendi tra le lenzuola che profumano di magnolia e allunghi la mano verso il tuo comodino, estrai le tue pillole, la mano ti trema convulsamente, prendi le tue pasticche, anzi, ne prendi qualcuna in più del dovuto.
I sensi si annebbiano in fretta fortunatamente ed il sonno ti rapisce inesorabile.
In ventisette anni non hai mai fatto l’amore, solo sesso, e per giunta con regole ben precise.
Niente baci, il sesso orale solo ricevuto, mai dato. Mai toccare ed essere toccati più del necessario.
Rapporti sessuali sempre di spalle, mai frontali.
Rapporti occasionali e per tanto l’obbligo del preservativo.
Nessuno di loro te lo sei mai portato a casa.
Inoltre, mai, assolutamente mai, andare con qualcuno vergine.
Non sai bene il perché di queste scelte, di queste regole.
La tua prima volta è stata piuttosto sbrigativa, eravate strafatti.
Non c’è stato nulla di bello, e neppure te lo aspettavi.
Dormi Yan.
Dormi.


Sei stanco da morire…
Ti sei messo a letto, hai provato a dormire ma nulla da fare.
Sei nervoso.
Ti giri e rigiri nel letto.
Yan non è ancora rientrato, è in ritardo…
Non devi cedere alla tentazione.
Ma ti senti frustato, sessualmente frustato.
Yan non c’è, potresti solo per un attimo, solo per un attimo…
Sei da solo…No!No, non dovresti comunque, fantasticare su di lui non fa bene alla tua libido.
Eppure la tua mano è già scesa tra le tue gambe.
Il tuo membro è già duro e piccole gocce di liquido bagnano già la punta arrossata.
Muovi la mano su è giù…
La verità è che sei stanco, stanco da morire.
Ne hai bisogno.
Meglio dipendere dalla tua mano che da lui!
Continui il movimento su e giù e scopri il glande pulsante, il tuo odore invade la stanza.
La tua mano lavora sempre più velocemente, senza sosta, inizi a sudare e inconsapevolmente gemi.
Nella tua mente si muovono due figure.
Tu ed Yan.
Lui su di te, tu su di lui.
Le vostre mani che toccano incessantemente l’altro, ovunque, dovunque, comunque.
Fantastichi su voi due insieme.
Non riesci a trovare la giusta conclusione a questa immagine frutto della fantasia.
Non riesci a darti a lui neppure nei meandri segreti della tua mente, d’altro canto non riesci neppure tu a possedere lui.
Infine ti concentri sulla tua mano, fingi che a toccarti sia Yan.
Il movimento diventa convulso, stai provando cose mai provate prima.
Gemi senza accorgertene il suo nome come fosse una preghiera blasfema.
E nella blasfemia muori tirando fuori il tuo orgasmo bianco e caldo, bagnando la tua mano e soffocando un gemito gutturale.
Sei incredulo!
È stato stupendo!!!
Rimani fermo immobile, con la schiena arcuata e gli occhi fissi sul soffitto.
Se solo qualcuno ti avesse insegnato le basi dell’amore adesso non saresti in questo miserabile stato.
Ma questo ultimo pensiero sarebbe troppo per te, quindi non lo fai nascere, lo fai abortire, come avrebbe dovuto fare tua madre con te.
Se non aveva intenzione di darti nulla, non doveva farti nascere!
Sei stanco, stanco da morire.
Sei stanco e scombussolato dal potente orgasmo appena avuto.
Sei stanco…da morire…



Un vuoto d'aria nella gola
non riesco a dir non riesco a dire
se quel che manca è la parola ormai
aiutami a capi aiutami a capire
e un singhiozzo di pensieri
che non mi fa parlare
che non mi fa parlare
o forse solo perchè ieri sai
mi ha strozzato il cuore
mi ha strozzato il cuore
mi ha strozzato il cuore

dimmi pure amore prova almeno a respirare
piano piano amore
non c'è niente da temere
solo freddo amore
e tu lasciami scaldare
mentre il mondo cade
come cade cado anche io
senza le parole
che vorrei poterti dire
si vorrei poterti dire dire dire
che son stanco da morire

ma è tornato il vuoto d'aria
nelle mie paro nelle mie parole
e un nodo stretto nella gola ormai
che non si scioglie anco che non scioglie ancora
e se balbetto è che non riesco
a dirti quel che pe a dirti quel che penso
e preferisco tener dentro sai
anzichè grid anzichè gridare?

dimmi pure amore prova almeno a respirare
piano piano amore
non c'è niente da temere
solo freddo amore
e tu lasciami scaldare
mentre il mondo cade
non ti accorgi che sono io a farlo scivolare
ciò che chiedi è sotto il sole
tutto il resto muore
senza neanche avere il tempo
il tempo di provare
a far tornare indietro il sole
senza più rancore
mi ripeti è freddo a amore
ho perso le parole
che vorrei poterti dire e vorrei poterti dire
che son stanco da morire

e non voglio più restare
almeno lasciami il perdono
di un singhiozzo e non di un pianto
io non so gridare canto

non ti accorgi che sono io a farlo scivolare
ciò che chiedi è sotto il sole tutto il resto muore
senza neanche avere il tempo il tempo di provare
a far tornare indietro il sole senza più rancore
mi ripeti è freddo a amore ho perso le parole
che vorrei poterti dire e vorrei poterti dire dire dire dire?
che son stanco da morire.















Continua….





Piccola precisazione, io sono contro l’aborto in generale, ho solo riportato il pensiero di Lex. E comunque non sono il tipo di persona che giudica chi lo fa.





Stavolta ho disturbato musicalmente parlando i nostri mitici Negroamaro con singhiozzo.

Non abbiate paura, presto Yan e Lex torneranno a suonarsele di santa ragione ^^ Evviva XD A desiderarsi, a fare cose insane di mente, tutto nella prossima puntata XD

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Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:45 am

“Confessioni perverse.”



Yan è ancora più silenzioso e scostante del solito.
Avevi aspettato a lungo questo lunedì ed ora ti ritrovi a sospirare di frustrazione.
Yan ha preparato la pasta in silenzio e adesso la mangia altrettanto in silenzio, neppure ti guarda…
Ti guardi in giro, non c’è nulla più in disordine del solito, annusi la tua maglietta, no, non puzzi.
Che diamine avrà da essere contrariato?!
Bene, l’ha voluto lui, lo provocherai.
“ Questa pasta fa più schifo del solito!”
Lui continua a mangiare senza degnarti di un minimo sguardo…
Accidenti! Tutto tranne il suo ignorarti, il suo ritenerti indegno!
“ Vaffanculo Yan…” Sussurri fissando il piatto davanti a te.
Fai per alzarti e lasciare la tavola.
“ Finisci di mangiare, non si butta il cibo.”
Con uno scatto afferri il piatto e lo mandi a sbattere contro il muro.
Il vetro si infrange e cade sul pavimento, seguito inevitabilmente dalla pasta al ragù.
Yan fa per alzarsi, ma per una volta hai una sorta di situazione di vantaggio su di lui, egli è seduto e tu sei in piedi.
Gli rifili un pugno potente sullo zigomo destro.
Probabilmente sarà l’unica volta in cui potrai colpirlo durante la piacevole serata.
Stai per caricare un altro pugno, ma stavolta lui ti blocca alzandosi, ti solleva di peso e ti sbatte per terra.
Una perfetta german suplex….Si è anche premurato di non farti sbattere la testa il bastardo…
Vuole solo dimostrarti la sua superiorità lo stronzo!
Sei stordito, e lui ti sale sopra schiacciandoti con il suo peso e immobilizzandoti.
Annaspi in cerca d’aria.
Vi fissate negli occhi con aria di sfida reciproca.
I suoi affilati occhi chiari e i tuoi profondi occhi nocciola.
Il suo pugno ti colpisce in pieno viso.
Sei stordito ulteriormente, è come se un treno ti avesse appena investito.
I vostri corpi a contatto sono bollenti.
Stai per svenire lo senti.
Yan deve essersene accorto perché ti afferra il viso e ti versa con violenza sul viso il suo bicchiere d’acqua.
Il sangue che ti esce dal naso imbratta la tua maglietta che finisce anche con il bagnarsi a contatto con il liquido fresco, la stessa frescura che ti fa un po’ riprendere i sensi.
“ Ba…bastardo …di …un fottuto…ru…rus…russ..o..” Biascichi a fatica.
Lui è ancora sopra di te.
Ti fissa.
“ Mi hai colpito a tradimento.” Ti dice.
Distogli lo sguardo dai suoi occhi, ti fa male la schiena e tutta la faccia, il naso poi ti brucia.
Ti divincoli con furia.
Con il solo risultato di far strusciare i vostri corpi già pervasi dall’adrenalina.
Stai per avere un’erezione, e non vuoi assolutamente che Yan se ne accorga, così cerchi di spingerlo via, le tue mani sulle sue braccia.
“ Non respiro…” Gli dici, cercando di farlo spostare.
Egli si solleva da te, ma solo di poco, troppo poco…di certo puoi respirare normalmente adesso, ma la vicinanza è ugualmente troppa.
La tua erezione diventa di marmo, e i vostri occhi si incatenano di nuovo, il suo zigomo è violaceo ed ha preso anche a gonfiarsi.
Distogli nuovamente lo sguardo da lui, ormai sei certo che stia sentendo la tua erezione crescere ancora.
Ti tiene giù con l’ausilio delle sue forti braccia e delle gambe, ma il suo bacino è lontano da te, il tuo invece preme sulla sua coscia, preme intensamente.
Troppo per essere ignorato.
Resti senza parole, senza fiato, senza dignità.
“ Spostati Yan.”
“ No.”
E la sua voce si conficca in una miriade di aghi sotto la cute e lungo la tua spina dorsale.
“ Vuoi umiliarmi vero?” Dici fissando il muro sporco di sugo.
Si, è così ti sta umiliando…Con la sua supremazia fisica, con il suo fissarti, con tutta la sua stronzaggine.
Odi implorare, odi che qualcuno possa vederti debole, ma sei confuso e stordito, non solo per via delle botte, ma a causa della sua vicinanza, a causa delle sue mani premute sulla tua carne con forza.
Sei eccitato, confuso e spaventato da tutta questa situazione.
Una situazione completamente nuova.
Non sai bene cosa provi per lui, ma il tuo corpo lo sa per te.
Fuori è buio, l’orologio rintocca i minuti, i secondi.
Il tuo orgoglio in pezzi gettato accanto al piatto rotto.
Glielo ripeti.
“ Mi vuoi umiliare? Perché?”
“…”
Chiudi gli occhi, non resisti più, davvero!
Resistere è impossibile, impensabile, sollevi maggiormente il bacino aderendo ancora di più alla sua coscia, hai bisogno di sollievo, e gemi…
Poi ti fermi e riprendi a dibatterti, non sei sicuro che ti piaccia la sua indifferenza al tuo gesto.
“ Lasciami andare Yan, non così…” Gli dici…
Ma, non così…cosa?
Ti dibatti e lui ti blocca i polsi tirandoteli fin sopra la testa, sei costretto ad inarcarti maggiormente contro di lui con tutto il corpo e gemi forte, un po’ per il dolore un po’ per il piacere, un po’ di vergogna.
Forse era meglio che continuava ad ignorarti…
“ Quando ti tocchi in camera tua impara a fare più piano Lex.”
Sgrani gli occhi e lo fissi, sei imbarazzato da morire, ma non riesci a distogliere lo sguardo, sei congelato sul posto, letteralmente.
Lui ti fissa freddo, scostante, come se ti avesse appena detto con il solito tono piatto e l’accento russo: “ Esco, vado al locale.”
Finalmente ti lascia andare.
Si alza e ti da le spalle.
Cos’è? Ti offre un’occasione per poterlo colpire?
Non hai bisogno della sua carità!!!
Sei furioso, con te stesso prima di tutto.
Così impari a lasciarti andare!!!
Provi vergogna, forse per la prima volta in vita tua.
“ Mi fai schifo…” Dici pianissimo all’indirizzo di Yan…
Lo superi e aggiri la tavola.
Prendi anche il suo piatto e sbatti con rabbia anche quello contro il muro.
Lui non sobbalza neppure sentendo l’urto violento, continua a rimanere di spalle.
Che bastardo! Ti ha concesso di sfogarti…Ma che gentile!
“ Non ho bisogno della tua misera pietà figlio di puttana!”
E passi la manica della maglietta sul naso, sporcandola di sangue.
Ti dirigi verso la tua camera.
Entri e sbatti la porta talmente forte da farla cigolare pericolosamente.
Ti getti sul letto.
Ti maledici, ma di certo tu resterai in questa casa, e lui pure, e non solo perché lo vuole Ismael, ma anche perché non sei un vigliacco.

Anche perché non vuoi che se ne vada…

Ti guardi allo specchio, accidenti, fai proprio schifo.
Sei sporco di sangue, hai i capelli bagnati, ti fa male tutto.
Esci dalla tua stanza ed entri in bagno.
Noti che la cucina è già stata pulita e risistemata. Yan si sarà trincerato nella sua camera.
Traffichi con il cotone ed il disinfettante.
Se solo qualcuno vi avesse lasciato delle basi solide Yan ti avrebbe semplicemente chiesto: “ Lex, ma io ti piaccio?”
E tu avresti risposto con un bacio, il tuo primo bacio.
Ma siete solo due sbandati…Ed il vostro modo di chiedere qualcosa è assolutamente lontano dalla norma.
Ignori tutto ciò, il tuo pensiero non può assolutamente arrivarci, almeno non così presto, e continui a disinfettarti il naso.



Ti accendi una sigaretta per calmare i nervi.
Hai cercato di evitarlo, hai cercato di ignorarlo, hai anche avuto paura di lui, e questa cosa ti ha infastidito oltremodo.
Maledetto cretino! Doveva per forza stare tutta la sera a provocarti, a farsi notare, ad istigarti?!
Se qualcuno te lo avesse insegnato, se la vita ti avesse rispettato, forse non avresti agito così…
Sei rimasto sopra di lui non per umiliarlo, ma per capire fino a che punto lui ti desiderasse…
Se fossi stato un’altra persona avresti chiesto dei chiarimenti con molta, ma molta più calma, magari non avresti proprio chiesto, magari lo avresti baciato, condotto dall’istinto, perché non ti sei mai ritrovato nella condizione di voler baciare qualcuno.
Ma tutti questi pensieri lucidi e coerenti sono troppo lontani dal tuo comprendonio, l’unica cosa alla quale pensi è la paura che è aumentata dopo la conferma del suo corpo.
E sei irritato, da te stesso, per averlo ferito in quel modo.
Nonostante il tuo volto impassibile non sei rimasto indifferente davanti al suo sguardo affranto ed hai provato una stretta al cuore dinanzi al suo sguardo che si è incupito.
È la prima volta in vita tua che senti delle cose positive verso qualcuno, la prima volta da quando hai perso tua madre e tua sorella.
Escludendo Lucie e le altre, quella è un’altra faccenda…
Accidenti! Gli hai perfino dato le spalle per consentirgli di colpirti, era un modo per sdebitarti, ma lui niente, ha dovuto farti sentire in colpa ancora di più, non avessi già abbastanza senso di colpa in corpo per quello che hai fatto nel tuo passato!
E passano i giorni, e vi ignorate, un silenzio cupo aleggia in casa.
Passano i giorni e finalmente è lunedì.
Gli prepari la pasta con il pesce, questa gli piace particolarmente, ma lui neppure viene a tavola, ha afferrato un panino ed un pezzo di formaggio, li ha gettati sul piatto ed è sparito nelle sua camera.
Maledetto!
Che cazzo è che vuole?
Passi la serata seduto attorno ad un tavolo vuoto.
Mangi e fumi parecchio.
Poi lo vedi tornare dalla sua camera, ti guarda, lo guardi.
E poi tira il piatto sul muro.
Il tuo sguardo rimane imperturbabile.
Continui a rimanere seduto.
Lo vedi allontanarsi nella sua stanza nuovamente.
Sparecchi e raccogli i cocci dell’ennesimo piatto rotto istericamente…
Passi una notte tormentata, malgrado i tranquillanti.
E finalmente è martedì.
Ti rechi a lavoro e stacchi la spina da tutta questa strana ed assurda faccenda.
Come non detto, passi l’intera nottata a pensarlo invece!
Il suo sguardo affranto, umiliato.
“ Sicuro che sia tutto apposto Yan?” Ti chiede Lucie, versandoti un po’ di caldo liquore.
Dopo attimi di silenzio le rispondi…
“ Come si fa a chiedere scusa a qualcuno?”
Lucie sbatte le sue lunghe ciglia tre volte, realizza, ti sorride e ti risponde.
“ Solitamente si dice: Scusa.” E ti sorride.
Tu abbassi lo sguardo e lei capisce al volo.
“ Oppure, se uno non vuole usare le parole, può fare qualcosa di carino per la persona offesa.”
“ Ho fatto la pasta con il pesce…” è la tua ovvia risposta, Lucie riderebbe anche, se la tua faccia non fosse così triste, ed è raro che tu sia minimamente espressivo.
“ A volte occorre tempo Yan, magari potresti fare nuovamente qualcosa che possa fargli piacere, non arrenderti al primo tentativo.”
È graziosa Lucie, a volte un po’ tonta, ma molto sensibile.
Inoltre non ti fa domande inopportune e cerca di comprendere anche quello che non le dici.
Forse vale la pena di…forse vale la pena chiederle anche…
“ Come si chiede ad una persona qualcosa di personale?”
“ O cielo! Non so bene cosa intendi, ma solitamente se vuoi la fiducia di una persona devi dare fiducia a tua volta.”
Quando si fa ora di chiudere, Lucie ti viene vicino e facendoti l’occhietto ti dice: “Sai Yan, ultimamente a lavoro sei stato molto più rilassato, il tuo sguardo è stato un po’ più sereno, fate la pace, mi raccomando.”
Ed è così che ti ritrovi un lunedì pomeriggio a compare dei piatti nuovi.
Ed è così che ti ritrovi a compare una t.v. nuova è più grande della solita.
Ed è così che hai sistemato il soggiorno, trovando un divano sotto la valanga di scatole e vestiti smessi, ed è lì che hai sistemato la t.v. con lo schermo grande.
Speri solo che oggi Lex sia un po’ più tranquillo.
Poco dopo che hai finito di cucinare lui rientra.
Pasta con il pesce, di nuovo, ma stavolta sul tavolino del soggiorno, davanti allo schermo grande.
Lui indossa un paio di jeans strappati alle ginocchia, ed una felpa blu scuro, ha tirato su il cappuccio, fuori piovigginava.
Si è un po’ bagnato, ma niente di serio.
Con aria circospetta osserva te ed il soggiorno.
La tua faccia seria stona con tutto quello che hai fatto, ma ormai Lex ci ha fatto l’abitudine.
“Non c’era bisogno che sistemassi il soggiorno, però…bella t.v! Ma tu guarda, ricordavo giusto, ci stava un divano.”
Non che sia un granché di divano, marrone, vecchiotto, comunque…
“ Cazzo sono affamato!” Dice e si siede a mangiare la pasta.
Dentro di te tiri un respiro di sollievo.
“ Ho preso i piatti nuovi Lex, non romperne altri, o ti uccido, chiaro?”
“ Non rompere! Sto mangiando, e poi non mi fai sentire la t.v.”
Finite di mangiare in silenzio.
Incredibilmente Lex ti aiuta a sparecchiare!



Per tutta la settimana tu ed Yan vi siete visti pochino, da pochi giorni ha preso la decisione di incominciare a diminuire i farmaci e fin ora tutto bene.
State guardando la tv in soggiorno, seduti sul divano, o meglio, lui seduto, tu sbracato , hai preso anche l’abitudine di indossare il cappuccio delle tua felpa in sua presenza, dato che lui sa di quella faccenda….Ti pare di nasconderti un po’…sai essere buffo…
Ancora muori di imbarazzo sapendo che lui sa…che ti ha sentito toccarti e dire il suo nome…..
Ti concentri sul programma che state guardando, ma lui ti sorprende.
“ Ho ucciso delle persone.” O per meglio dire ti sorprende che te lo abbia voluto dire, perché la cosa in se non ti sorprende affatto.
“Lo immaginavo.” Gli rispondi continuando a guardare lo schermo.
“ Cinque uomini.”
“ Mh, sai usare la pistola allora.” Ipotizzi.
“ Si.”
“ Io solo il coltello.”
“ Non mi è piaciuto quello che ho fatto.”
“ Si, posso capire.”
Il soggiorno è illuminato solo dalla luce della televisione, il programma sportivo pare sfumare dallo schermo, così come la voce del telecronista che pare allontanarsi ogni secondo di più.
Lui seduto sul divano che fissa lo schermo senza guardalo, tu che fai altrettanto da qualche parte dentro al tuo cappuccio.
“ Avevo delle ragioni per farlo, non che voglia giustificarmi.”
“ Capisco, bè ormai è andata, che vuoi farci?”
“ Comunque è successo molto tempo fa, adesso non faccio più queste cose, nonostante tu mi faccia venire spesso voglia.”
Sorridi e scuoti la testa.
“ Potrò dire di essere un sopravvissuto.”
“ Pensi che un giorno uscirai dal tuo cappuccio?”
“ Ho freddo, fuori piove.” Tagli corto.
“ Bugiardo.”
“ Lasciami in pace…”
“ Perché?”
“ Perché cosa?” Prendi tempo.
“ Lo sai…” Neanche lui riesce a prendere in mano la situazione…ops, scusa la similitudine Lex…
“ No, non lo so…”
Incroci le braccia e speri che questa elettricità nell’aria la smetta di tormentarti l’anima.
Ma Yan è stranamente loquace stasera…
“ Perché Alexander? Perché pensavi a me…?”
“ Non chiedermelo, non ho parole per spiegarlo a me, figuriamoci a te…E poi stai sempre zitto, proprio ora devi rompere, stavo vedendo la partita.”
“ Sul serio Lex, perché?”
Ti volti a guardarlo, e lui fa lo stesso.
E davvero non trovi le parole, ma la voglia di lui ti scoppia nel petto.
Senza neanche accorgertene inizi a parlare.
“ Non ho mai provato un orgasmo tanto potente, tu mi scuoti dentro. Non so se è la risposta che cercavi, per il momento ho solo questa.”
Dici a bassa voce.
Yan allunga una mano verso di te, ti abbassa il cappuccio.
Vorresti sprofondare, stai morendo di vergogna.
Lui si avvicina.
Trattieni il respiro.
“ Vuoi che te lo faccio io stavolta?”
Dio!!!
“ Si…Dio si!”
E la sua mano diabolica scende verso il bottone dei tuoi jeans sdruciti…lo sfibbia.
Trattieni il respiro, ti riscopri a tremare, non vorresti dargli questa visione di te, ma non riesci a smettere di tremare…
Lui abbassa la zip e tu chiudi gli occhi pregando che qualsiasi Dio o demone in ascolto ti faccia morire all’istante.
I tuoi boxer bianchi trattengono a malapena la tua erezione che è già dura.
Le dita di Yan la sfiorano, tu sobbalzi e sospiri…
La sua mano si insinua oltre l’elastico dei boxer, il tuo cuore accelera all’improvviso.
Le sue dita si chiudono attorno al tuo membro, stringono e rilasciano, stringono e rilasciano, infine stringono più intensamente, la sua mano rimane immobile stringendo il tuo sesso duro e pulsante.
Hai le cosce completamente spalancate, la schiena arcuata e sollevata dal divano, la bocca socchiusa in cerca d’aria e gli occhi fissi al soffitto, sul lampadario.
Stai morendo di piacere.
“ Muovi…muovi la mano…” Gli dici.
Lui attende altri secondi, continuando a saggiare quanto sia intenso il tuo desiderio, è una vera tortura, ma lui non lo sta facendo per farti un malizioso dispettuccio, è rapito quanto te dalla situazione.
Finalmente la sua mano inizia a fare su e già lungo il tuo pene.
Ti inarchi maggiormente tendendo tutta la colonna vertebrale e spalancando la bocca, sporcandola di saliva, in cerca d’aria.
Sei stordito dal piacere, la sua mano si muove lenta sul tuo pene congestionato.
Ansimi pesantemente ed oscenamente, non te ne frega niente di nascondergli il tuo piacere in questo momento.
Ti aggrappi al divano facendo sbiancare le nocche e cercando di non venire subito.
Ne vuoi ancora, vuoi ancora essere accarezzato lì, vuoi essere accarezzato ancora e ancora.
Il tuo odore selvaggio vi avvolge, l’odore della tua virilità rende assuefatta l’aria attorno a voi, che immediatamente si fa bollente.
Il ritmo della sua mano si intensifica leggermente, talmente poco da risultare impercettibile e piacevolmente esasperante.
“ Di..più…” Gli chiedi.
“ Voglio farlo durare…” Ti dice Yan…
E tu capisci, non sai bene cosa, ma capisci, ha ragione, sarebbe un peccato farlo finire presto, solo che, solo che ti senti ardere a morte!
La sua mano, la sua mano lì…
Il piacere ti divora ogni istante di più…
La sua mano lavora lenta sul tuo membro e lui ti guarda intensamente, non vuole perdersi un istante di quello che state vivendo adesso.
“ è la prima volta che tocco qualcuno.” Ti dice.
Non sai cosa rispondergli.
L’altra mano di Yan si insinua sotto la tua felpa e raggiunge un capezzolo, lo pizzica dolcemente e poi lo massaggia allo stesso ritmo con cui ti masturba, lento, intenso ma lento.
Passa al collo, ritorna al capezzolo, ora si occupa anche dell’altro.
E per te è la prima volta che ti fai toccare più del necessario.
“ Yan…?”
“ Mh…”
“ è la prima volta che mi faccio toccare così intimamente…” Confessi.
Senti desiderio, paura, panico, piacere, stai agonizzando e ti piace, cazzo se ti piace.
Non puoi sapere che la tua paura è anche la sua.
È quasi tragicomico, un assassino che ha paura di toccare un altro ragazzo….
È triste in fin dei conti questo momento, ma è anche molto bello, e di certo molto, molto eccitante.
La sua mano continua a massaggiarti il membro, sei sempre più vicino al culmine.
Gemi ed invochi il suo nome.
“ Yan ah! Yan…mhhh…”
Lui ti tocca un po’ più velocemente, un po’ di più, un altro po’, ma il suo ritmo non diventa mai serrato, ti costringe a rincorrere l’orgasmo in modo instabile, tortuoso, e quando finalmente esplodi imbrattando la tua felpa e la sua mano, sospiri di liberazione, sei sudato ed ansimante.
Anche Yan ansima, adagio.
Bellissimo, è stato meraviglioso, perfetto.
Vorresti toccarlo anche tu…ma…ma…non ne hai il coraggio…lui poi pare essere tornato al suo caro mutismo!
Non hai neppure il coraggio di alzare lo sguardo.
La mano di Yan piano ti abbandona.
No! Non vuoi sentire questo senso di abbandono, ma non parli, resti muto.
I secondi passano e si rincorrono.
Recuperi fiato.
Anche Yan rimane in silenzio.
Poi decide che è meglio allontanarsi da te.
“ Vado a dormire.” Ti dice sbrigativo.
E tu vorresti sprofondare, chiedergli di restare, ecco! Ecco di cosa avevi paura!
“ Buona notte.” Gli dici fingendo indifferenza.
Lui non ti risponde e va via.
Senti il rumore dei suoi passi, senti la porta della sua stanza aprirsi e chiudersi, e tutto quello che temevi si trasforma in realtà, ti senti abbandonato su questo divano, con la patta dei pantaloni aperta come uno sciocco!
Ti chiedi come mai Yan non ti abbia chiesto di ricambiargli il favore, eppure ti era parso eccitato anche lui…
Non puoi sapere e neppure immaginare, che Yan sta pensando ad un mucchio di cose noiose per farsi passare la dolorosa erezione senza chiederlo a te e neppure a se stesso, orgoglioso fino alla stremo.
Tu ti senti un gran pezzo di idiota, e prima di farti troppa pena da solo, raggiungi il bagno per ripulirti e poi la tua camera, sospirando.




I don’t want this moment
To ever end
Where every thing’s nothing, without you
I wait here forever just to,
To see you smile
Cause it’s true
I am nothing without you

Through it all
I’ve made my mistakes
I’ll stumble and fall
But I mean these words

[Chorus]
I want you to know
With everything, I won’t let this go
These words are my heart and soul
And I’ll hold on to this moment you know
As I bleed my heart out to show
And I won’t let go

Thoughts read unspoken
Forever and know
Pieces of memories
Fall to the ground
I know what I did and how so
I won’t let this go
Cause it’s true
I am nothing without you

On the streets, where I walked alone
With nowhere to go
I’ve come to an end

[Chorus]

In front of you’re eyes
It falls from the skies
When you don’t know what you’re looking to find
In front of you’re eyes
It falls from the skies
When you just never know what you will find
(What you will find [x4])

I don’t want this moment
To ever end
Where every thing’s nothing, without you
[Chorus x2]
















Continua….



0___________0




Ehm….

*La german suplex è una specie di mossa di arti marziali molto scenografica,( usata molto nel westilng), in cui l’avversario viene atterrato violentemente a terra.

La canzone è dei Sum41, with me

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Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:46 am

“ Terreno friabile.”





To the haters, the takers, the liars, all the vultures and the bottom feeding scum
The FCC, the FBI and every tin god with a badge and a gun
You talk and talk, you preach and bitch but your words don't mean a thing
You get what you give, you give what you get
Just the way it's always been







La tua porta scricchiola e tu mugoli svegliandoti.
La sua voce infine ti ridesta completamente, ed il tuo cuore salta un battito.
“ Lex…?” è lui, in camera tua, la serranda è abbassata, non c’è luce e non può accorgersi che hai spalancato gli occhi, tu non dai evidenti segni del tuo avvenuto risveglio…
è l’alba, e lui è venuto fino in camera tua…
In questi giorni non aveva più lasciato intendere che ciò che era avvenuto sul divano avebbe potuto ripetersi, ed invece ora eccolo qui.
Trattieni il respiro, e ti senti andare a fuoco.
Sei esaltato, ma sai già che se lui dovesse tentare di possederti ti opporresti con tutte le tue forze, sei indeciso su come rispondergli, e non ti accorgi che Yan respira a fatica.
“ L..Lex? Sve…glia…ti…” Qualcosa nella sua voce incrinata accende in te un campanello d’allarme, scatti su ed accendi una piccola luce sul tuo comodino.
Yan è appoggiato alla porta, si tiene il petto con una mano, è spettinato ed ha il volto sudato.
Si accascia al pavimento e tu salti giù dal letto.
“ Che ti prende idiota?”
“ Lex, le mie pi…pillo..le, damme..le.”
è in crisi d’astinenza, pareva stesse andando bene.
“ Resisti dai, stava andando tutto bene.”
“ No, dammele…”trema e suda.
“ No! E cavolo stava andando bene, se te le do ricominci da capo! Abituati così, che dopo dobbiamo anche diminuire ulteriormente!”
Yan si passa una mano sulla faccia sudata. Ti siedi accanto a lui sul pavimento.
“ Dammele o ti uccido Lex!”
“ No, per il resto puoi anche uccidermi, ti ho già detto che non me ne frega nulla. E poi non ti facevo così deboluccio e privo di carattere da dipendere da delle pilloline rosa confetto!”
“ Fanculo!”
Siete seduti sul pavimento della tua stanza, lui indossa un paio di boxer blu, tu un paio di boxer neri con una canottiera del medesimo colore, strappata.
“ Dormi nudo Yan?”
“ La tua camera fa schifo…”
“ Oh insomma! Ma cosa è tutta questa maniacalità per l’ordine?!”
“ Noi eravamo poveri, ma mia madre teneva tutto sempre in ordine e pulito, la pulizia è la dignità della persona, così diceva.”
Bene, sei riuscito a distrarlo dalle pillole.
E dato che ha il cervello cotto al momento, e non solo al momento, sei proprio curioso di sentirlo parlare un po’.
“ Quindi tu hai conosciuto tua madre?”
“ Si.”
“ E tuo padre?”
“ è morto quando avevo tre anni e mia madre era incinta di mia sorella, non lo ricordo molto bene, anzi per nulla. Mia madre diceva che era un lavoratore onesto e che si volevano bene, su questo posso anche crederci, dato che guardava spesso la sua foto, sulla prima un po’ meno…”
“ E com’è avere una mamma? Non so, lei che prepara da mangiare, tu che la guardi, lei che ti sorride, o roba del genere, tipo scenetta da pubblicità?”
“ Si, più o meno.”
“ è in Russia?”
“ è morta, sia lei che mia sorella.”
“ Cazzo! Bè almeno tu le hai conosciute. La mia mi ha messo in un cartone, non l ho mai conosciuta.”
“ Bello schifo…”
“ Già…”
“ E come sai le tue origini?”
“ Ci stava un bigliettino, era scritto in due lingue, in americano e poi tradotto in italiano, ma dico io! Mi abbandoni, che cazzo vuoi che mi importi di sapere che sapevi l’italiano,?! Brutta stronza!”
“ Forse ti ha visto brutto e non ti ha voluto.”
“ Forse.” E sorridi scuotendo la testa. Yan che fa una battuta, che strana mattinata.
“ Dalla depressione si guarisce?” Te la getta lì questa domanda scottante.
“ Mica sono il tuo psicologo, io faccio muri, riparo tombini e…e…Ma si Yan, si guarirà, se uno lo vuole penso di si, perché no?”
“ Sono pazzo?”
“ Certo Yan, avevi dubbi? Ma in fin dei conti chi è che è veramente normale? Nessuno, te lo dico io! Tzè! Pensa a tutti quelli che hanno una vita impeccabile, scava e scava avranno degli scheletri nell’armadio, tutti abbiamo dei peccati, Nessuno è normale! Parola mia! Tu sei solo più stronzo della media.”
Yan adesso ha chiuso gli occhi, respira con più calma.
Resti un po’ in silenzio, e ripensi a questi tre mesi di convivenza, li colleghi alla ultime sue confessioni straordinarie, ed intuisci tante cose.
Il suo voler cucinare, il suo dedicare un lunedì alla famiglia… il suo tenerti in ordine casa.
Ogni singolo giorno lui cerca di ricreare la sua famiglia perduta.
Sai bene che sarà impossibile che lui entri nei dettagli dei suoi discorsi e che conserva dei segreti che mai ti dirà, ma va bene così, non devi sapere tutto per forza.
Anche tu non hai voglia di dirgli proprio tutto, tutto.
“ Dai Yan, mettiti a letto adesso.”
Lui si alza di malavoglia, cammina a fatica e si getta sul tuo letto. Non ha le forze per fare il percorso inverso
“ Se mi tocchi ti ammazzo Lex.”
“ Ma chi ti vuole?!!!”
“ Le tue lenzuola non puzzano…”
“ Certo cretino! Che ti aspettavi?!”
Meno male che gli hai dato una rinfrescata giusto ieri….
Ti siedi ai bordi del tuo letto.
“ Ed io dove mi metto? Tra un’ora devo andare a lavoro…Mi senti?”
Yan si è addormentato.
“ Deficiente…” Bofonchi.
Ti rechi in cucina, ti gratti la testa.
Sbuffi ed infine ti metti a riordinare quello che hai lasciato in giro ieri sera.
Poi afferri il cellulare e fai il numero di Willy.
“ Ciao Willy, oggi non posso venire a lavoro, ho un grosso ratto nella mia stanza, devo farlo fuori, pensa tu al cantiere, a domani, si vaffanculo anche a te, ciao.”
Non stava tanto bene Yan, forse è il caso che rimani in casa a controllarlo…



Ti svegli con l’intenso odore del caffè.
Osservi la stanza di Lex, ti alzi pigramente.
Raggiungi la cucina, Lex indossa una tuta nera, fuma e guarda la tv.
Si volta a guardarti e scoppia a ridere.
“ Che brutta faccia sovietica! Allora appena sveglio anche tu fai pena, hai i capelli tutti scombinati, sembri un imbranato, presto, presto! Corri ad ingellarli, non vorrai andare in giro così? Presto, non c’è un minuto da perdere.!”
Il cretino ti prende in giro…
“ Hn!” è il tuo unico suono infastidito dal suo casino.
Bevi un po’ di caffè giusto per darti una svegliata più intensa ed ignori il suo sguardo schernitore.
Poi fai caso al fatto che ha sistemato un po’ di cose.
Tuttavia non gli darai la soddisfazione di fargli capire che te ne sei accorto.
Un momento! Che diamine ci fa qui?
“ Non vai a lavoro?”
“No, oggi non mi va.”
“ Idiota.”
“ Suvvia, ti ho fatto il caffè, sono magnanimo oggi. Almeno potresti ringraziarmi.” Ti dice malizioso, osservando la tua figura che indossa solo un paio di boxer.
“ Fottiti.”
Lui si avvicina a te.
Sei pronto a combattere.
Ti afferra per le spalle, tu carichi un pugno ma la tua mano rimane bloccata a mezz’aria, l’idiota si è sollevato, ha spinto la tua nuca verso il basso, e quello che credevi potesse trasformarsi in una ginocchiata diventa un bacio.
Un bacio casto, solo le sue labbra premute sulle tue, i vostri occhi sono aperti, vi fissate.
Lui non approfondisce, tu non hai la più pallida idea di cosa fare.
Poco dopo lui si stacca da te.
Siete ancora occhi negli occhi.
“ Devo andare, ho appuntamento con il mio psicologo.” E ti allontani da lui, dai suoi occhi, dalla sua bocca, dalle sensazioni strane che ti procura.
Ti vesti velocemente, ma sempre con accuratezza ed esci rapido da casa.
Quando poi il tuo analista ti sorride ti riscopri irritato.
“ La trovo in forma signor Andreevič. Succede qualcosa di bello nella sua vita? E Mi dica come va con la diminuzione dei farmaci?”
Pensi a lungo, prima di rispondergli, sei scombussolato. Hai davvero attraversato il corridoio per cercarlo e gli hai davvero posto tutte quelle domande che desideravi da tempo fargli…
Una scrivania di legno lucido vi divide, sei seduto su una sedia, il tuo dottore su di un'altra.
Hai sempre odiato l’idea di sdraiarti nel lettino.
Lo studio del dottore profuma di buono ed è ordinato. Ti mette a tuo agio.
“ Ho un coinquilino.”
“ Non me ne aveva mai parlato.”
“ Non è importante.”
“ Io direi di sì.”
“ è solo un casinista. Comunque la riduzione dei farmaci va bene.”
“ Bene. Mi dica, il suo coinquilino c’entra per caso qualcosa?”
“No, lui è solo un casinista.”
“ Gli si sta affezionando?”
“No, è solo un casinista.”
“ Si, lo ha già detto. Mi parli di lui.”
“ Non c’è molto da dire, è disordinato, rumoroso, rozzo e stronzo.”
Il dottore ti sorride e non sei propriamente felice di questa cosa.
Torni a casa confuso, ma anche rilassato.
Non appena entri Lex ti travolge di mille domande.
“ Come è andata?”
“ Bene.”
“ Ti ha ridotto ancora i farmaci?”
“ Non sono fatti tuoi.”
“ Che gran pezzo di merda!”
“ Cazzo! Per il momento no, forse, probabile, dalla prossima settimana.”
“ Fai la cena?”
“ Mi fai respirare Lex?”
“ Certo, respira cucinando, le sai fare tutte e due insieme le due cose, no?”
“ Sbrighiamoci però, devo andare a lavoro.”
“ Già, il tuo misterioso locale da snob.”
Lo ignori, ma lui sembra contrariato.
“ Dimmi la verità Yan, non vuoi dirmi come si chiama o dove si trova perché ti vergogni di farti vedere con me! L’ho capito sai, che credi?
I tuoi amici perfettini, ingellati, io invece faccio rumore, parlo troppo, non conosco le buone maniere del cazzo, fanculo, chi ci vuole venire nel tuo locale di merda!
Lascia stare di preparare per me, non ho più fame, vado a mangiare nel bronx, da dove vengo! E la sai tutta? Si, alla fine ne sono fiero, mi andrò a fare un panino lì.”
Sbuffi ed infine ti decidi.
“ Si chiama Share the pain, vuoi venire con me?” Dici facendo uno sforzo enorme!
Lex si illumina e fa cenno di sì con la testa. Volubile e cretino! Ma guarda tu come cambia facilmente di umore…
Dopo cena entrate nella tua auto, inutile dire che Lex ha messo su un paio di jeans presi a casaccio ed una maglietta che gli sta decisamente larga.
Sospiri rassegnato.
“ Lex…”
“ Si, lo so, mi comporterò bene, sarò silenzioso come un gatto, non mi ubriacherò, non darò fastidio, sarò un gentiluomo.”
Ed un po’ ti viene da ridere, ti trattieni e metti lo stereo.
Arrivate al locale, Lucie ha già aperto, dato che grazie a Lex avete anche fatto tardi!
Non appena mettete piedi nel locale Lex fa un lungo fischio di approvazione.
Tu lo guardi male, stai per riprenderlo ma le ragazze del tuo locale, compresa Lucie, gli saltano praticamente addosso.
“ Oh ma che carino!!!” Urlano in coro.
Il tuo volto rimane impassibile mentre dentro inorridisci, ecco, ci mancava solo questa!
Ti rechi al bancone cercando di ignorare la scena.
Richiami Lucie ed Isabel: “ I clienti spettano.”
Le altre ragazze rimango appiccicate a Lex.
E lui? Cioè, lui cosa fa?
Ma il cretino naturalmente!
Ride come un deficiente e si lascia coccolare.
Passi l’intera serata a far finta di nulla, ma dentro il sangue ti ruggisce.
Non sopporti come lo toccano.
Si, va bene, stanno solo scherzando, è palese, ma proprio non lo sopporti.
“ Come sei carino Lex!”
“ Si, sono carino!”
“ Come sei sexy!”
“ Si sono sexy…lo ammetto, non posso nasconderlo…”
“ Ma come vesti cool!”
“ Si, ho un look molto particolare.”
Deficiente…
“ Sei sposato? Fidanzato?”
“ Ragazze, sono uno spirito libero, selvaggio e solitario.”
“ Ohhhh!!!” Urlano in coro.
Fai per bere un po’ di tequila, ma Lex ti si para dinanzi.
“ Non ti pare che non sia il caso di mischiare alcool e psicofarmaci, ste cose fanno a pugni e lo sai bene.”
“ è solo un sorso, e poi non sono fatti tuoi, torna a farti spupazzare.”
“ Mh! Si, mi sa che lo farò, soffro di carenze materne lo sai …”
Maledetto bastardo!!!
“Ragazze, mi sento solo…” Piagnucola come un idiota.
“ Ohhhh!!!”
Tsk!



Rientrate a casa.
“ è un locale troppo figo!” Si esalta ancora Lex.
“ Vai a letto o domani salterai un altro giorno di lavoro.” Dici sbrigativo.
“ Le luci soft, i divanetti di velluto rosso, la musica di un certo tipo, è davvero un locale figo!”
“ Va a letto, non sei stanco dopo che hai fatto il cretino con le ragazze tutta la sera?”
Lui ti irrita con la sua affermazione che non ti sei accorto di avergli servito su un piatto d’argento:
“ Sei geloso…?” Ti dice suadente.
“ Fammi il favore.” Si, ti irrita proprio tanto.
“ Si, lo sei, ripensa per un attimo a come mi passavano le loro mani smaltate sui capelli, oppure mentre mi facevano il solletico, ammettilo, sei geloso…Sei geloso di me…Ammettilo…Le tue ragazze vanno pazze per me, tu sei solo il classico bello e tenebroso, sei noioso, io sono unico! E tu, Yan, sei pazzamente geloso di me…”
“ Smettila, sei patetico.”
“ E tu sei un codardo.”
Questa non doveva dirtela.
Lo afferri e lo getti sul tavolo della cucina, ti metti sopra di lui.
Lex ti sorride e afferra il tuo volto, ti bacia, di nuovo.
Il contatto violento fra le vostre bocche si placa e rimane solo la lieve carezza delle sue labbra sulle tue.
Le struscia dolcemente, ti guarda negli occhi, e tu guardi lui, hai inarcato un sopracciglio, stai tentando di capire come muoverti, non vuoi certo lasciare tutta l’azione a lui!
Lex socchiude le labbra e spinge la sua lingua fuori dalla sua bocca, con essa disegna il contorno delle tue labbra sottili, sospiri e fai uscire fuori anche la tua lingua.
Esse si incontrano fuori dalle vostre labbra, esattamente a metà strada, tu non ti addentri, lui neppure.
Sfiori la sua lingua, lui fa lo stesso con la tua, i vostri respiri bollenti si mischiano.
Lui geme e tu perdi il controllo, infili la lingua nella sua bocca prepotentemente, lui ricambia di scatto. Le vostre bocche incollate e le lingue guizzanti.
Una scarica di adrenalina ti strapazza la colonna vertebrale.
Lui mugola dentro la tua bocca, le vostre lingue duellano con foga e ognuna cerca la supremazia sull’altra, infine siete costretti a staccarvi bruscamente in cerca d’aria, ansimi su di lui, e lui sotto di te…
Stavolta ti avvicini tu a lui e prendi l’iniziativa, il bacio stavolta è meno impetuoso, lo studi, studi la sua bocca e le sue razioni, infine lui pare lasciarti comandare.
Stuzzichi il suo palato, lo assaggi, accarezzi la sua lingua, agguanti il predominio del bacio, lui si è completamente abbandonato a te.
Ma è solo un’effimera illusione.
Lex improvvisamente ti morde il labbro inferiore, ma tu non molli la presa e ricambi il morso, il sangue di entrambi invade il vostro bacio, che diventa più selvaggio di prima.
La lingua di Lex sprofonda nella tua cavità orale, avvolge la tua lingua la prende in bocca e la succhia con passione, pare proprio che stia mimando di farti un rapporto orale e tu perdi la cognizione con la realtà.
Lo afferri per i capelli, interrompi il bacio e lo fai scendere dal tavolo, lo strascini giù per terra, lo costringi ad inginocchiarsi, con una mano continui ad artigliargli i capelli spettinati, con l’altra fai per abbassarti la cerniera, ma il suo pugno ti colpisce preciso in pieno stomaco.
Lasci la persa sui suoi capelli, e lo guardi torvo.
“ Che cazzo hai in quel cervello spappolato dai farmaci?!”
“ Hai preso tu a succhiare.”
“ Cazzate, non ti ho mica detto di trattarmi come una donnaccia, e ti ricordo che non sono neppure la tua mogliettina, non faccio pompini!”
“ Vaffanculo Lex!”
“ Vaffanculo tu!” Ti dice con il mento sporco di sangue e saliva.
E lo senti andare a rintanarsi in camera sua come un animale selvaggio.
Sospiri frustato.
Passi una mano fra i tuoi capelli.
Si, magari avresti dovuto essere meno aggressivo, ma ha cominciato lui con i morsi, e poi se lui non fa pompini, non si aspetterà mica che ti metti a farli tu!”








I choose death before dishonor
I'd rather die than live down on my knees
Bury me like a soldier, with my dignity!







È lunedì, siete seduti sul vecchio divano marrone a guardare la tv.
Vi siete parlati poco in questi giorni.
Yan è stato più silenzioso del solito, tu non avevi voglia di dargli confidenza.
In realtà hai una voglia matta di baciarlo di nuovo.
In qualsiasi modo, rabbiosamente o con calma, va bene tutto, tutto, tutto tranne….Guardi il suo profilo, sembra così distante da te.
Lui si volta sentendosi osservato.
“Non mi piace che mi fissi.”
“ Sei bello.”
“…”
“ Toccami…”
“ No.”
“ Baciami.”
“ No, e smettila o ti faccio fuori.”
“ Baciami.”
E al posto della sua lingua, tra le labbra ti ritrovi la canna di una pistola che ti entra violentemente in bocca.
Lo guardi e gli sorridi, passi la lingua lungo la canna dell’arma e lui si arrende al tuo gesto, getta la pistola per terra e ti sovrasta.
“ Da quando giri armato?”
“ è scarica, era di mio padre.”
“ Adesso mi baci cretino?”
“ Supplicami…”
“ Vai a morire.”
Unite le vostre labbra con titubanza, gli mordicchi il labbro inferiore, questa volta tieni a bada la frenesia e non gli fai male, inizi a gemere, Yan continua ad essere restio a questo genere di cose, tu invece palesi il tuo godimento.
La tua lingua si muove in sincrono alla sua, non ci stanno né vincitori né vinti.
Il bacio si fa sempre più dolce ed appassionato.
Tu infili le mani dentro la camicia nera di Yan, accarezzi la sua schiena e gemi forte al contatto con la sua pelle nuda, lui infila una mano dentro la tua maglia sdrucita e pizzica i tuoi capezzoli.
Vuoi di più.
Ti sollevi leggermente, le vostre erezioni sbattono chiuse dentro ai vestiti, gemi forte, lui si trattiene.
Inizia a sbottonargli frenetico la camicia senza interrompere il bacio, lui ti lascia fare, poi strappa la tua maglietta.
“ Hey!” Protesti giocosamente dinnanzi ai brandelli della tua maglia.
“ Faceva schifo, e poi il tessuto era già cotto.” Ti sussurra Yan baciandoti la mandibola e poi il collo.
Non eri mai stato baciato così sulla pelle, ti senti accaldato, è bello.
Attiri Yan su di te, i vostri petti entrano in contatto ed un velo di sudore li fa aderire maggiormente, ti piace proprio il contatto con la sua pelle.
Tu, in un gesto tenerissimo e spontaneo, strofini la tua guancia sulla sua spalla alabastrina.
Yan fa per aprirti i pantaloni della tuta, tu gli blocchi il polso dubbioso.
Lui ti fissa, poi raggiunge il tuo orecchio e ti sussurra:” Voglio solo toccarti come l’altra volta…Fidati di me…”
Sei indeciso, poi, lentamente lasci andare il suo polso, lui apre i tuoi pantaloni.
La sua mano prende la tua erezione, gemi e ti contorci.
Vi strusciate.
Fa caldo.
Titubante cerchi ti toccarlo fra le gambe.
Il membro di Yan è rigido ed emana calore.
Tu lo fissi dubbioso.
“ Continua…”
è il suo assenso.
Tocchi il suo sesso attraverso la stoffa, sembra davvero grosso.
Deglutisci, apri la cerniera e fai uscire il suo pene.
È grosso per davvero.
Non che tu sia messo male!
Tutt’altro…
Ma lui non scherza affatto…
Prendi un bel respiro ed inizi a toccarlo come lui sta facendo con te.
Avvicini la sua erezione alla tua.
Vi baciate, strusciate le vostre carni sudate, e fate aderire i vostri sessi.
Le vostre mani si aggrovigliano, lui tiene in mano te, tu tieni in mano lui.
Le vostre erezioni continuano a sfregarsi l’un l’altra.
È Stupendo, sublime, incantevole.
Gemi forte e lui un po’ ti riprende.
“ Shhh, i vicini ti sentiranno.”
“ Non me ne frega un cazzo.”
La sensazione è troppo bella, troppo bruciante per tacere.
Osservi il volto di Yan, e ti chiedi come faccia a rimanere in silenzio, forse la cosa non gli piace tanto quanto piace a te.
Invece devi ricrederti, lo vedi resistere con disperazione, quasi dolorosa, poi poco alla volta i suoi occhi si chiudono e la sua testa viene gettata all’indietro.
Il suo corpo è teso nello sforzo di controllarsi.
Sei felice, piace anche a lui.
Aumenti il ritmo con il quale lo masturbi, lui ti segue.
Gli mordi la spalla ed esplodi nel tuo orgasmo bagnando la sua mano ed il suo pene, egli non resiste oltre, ti afferra il braccio, strizza gli occhi e viene sulla tua pancia, alcuni schizzi giungono anche al tuo petto bronzeo.
Respirate affannati.
Sei beato dal piacere.
Poco alla volta il tuo membro si fa di nuovo duro, no sai come sta messo Yan.
Non riesci a spostarlo e non puoi vedere, inoltre il suo bacino è lontano dal tuo corpo quel tanto che basta per non farti capire un bel niente.
Pensi che lo stia facendo apposta, ma non ne hai la certezza.
Improvvisamente lui si stacca da te.
Tu lo trattieni con le gambe attorno la sua schiena muscolosa, hai i pantaloni aggrovigliati attorno alle ginocchia.
Ancora non vi siete spogliati completamente.
“Resta.”Gli dici ancora stordito per il forte orgasmo.
“ Non essere sciocco, devo andare.”
Yan si scioglie dalla tua presa.
E tu senti rompersi qualcosa dentro di te.
Non puoi immaginare che Yan ha una paura tremenda di tutto questo.
Il terreno è ancora troppo friabile per sperare di poter piantare qualcosa…




You imitate the ostracized, put your head beneath the sand
Your cup it runneth over, must be rough to live so grand
You reap what you sew, you pay what you owe unless you bathe yourself in greed
You rob and you take, your world is fake
There's no honor amongst the thieves

[Chorus:]
I choose death before dishonor
I'd rather die than live down on my knees
Bury me like a soldier, with my dignity!

[Pre-Chorus:]
Fuck!
You're self righteous, self pretentious
Your ways are not for me
You're deluded, so confused
Your world I dominate

[Chorus:]
I choose death before dishonor
I'd rather die than live down on my knees
Bury me like a soldier...

Bury me! (Bury me!)
Bury me! (Bury me!)
Bury me!

With my dignity!













Continua…


Yoite viene uccisa dai lettori e dai recensori XDD

La canzone utilizzata è dei five finger death punch, si intitola death before dishonor

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Share the pain Empty Capitolo 7

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:47 am

“ Torbido e torrido.”



“ Non puoi prendere tutte quelle merendine.”
“ Certo che posso!”
Incredibile ma vero, state facendo la spesa.
La gente attorno a voi non può fare a meno di notarvi.
Un po’ per il tuo abbigliamento, indossi un jeans strappato a vita decisamente bassa, i boxer escono da ogni dove, e non lo fai di certo per seguire qualche moda, è proprio che sono slabbrati e logori, ma non contento hai messo una t-shirt che hai ristretto pochi giorni prima in lavatrice.
Il tuo bassoventre è esposto agli occhi di tutti, signore che ti biasimano, ragazze che ti divorano con gli occhi e ragazzi che indugiano a fissarti il sedere.
Un po’ perché Yan non può non passare inosservato, e non solo per la sua altezza, ma anche per la sua classe nel vestire e nel modo di camminare, anche lui viene osservato da ragazze e ragazzi, a differenza tua anche dalle signore!
Se solo sapessero quanto sa essere odioso…
Ma la causa di tutti questi sguardi è anche che da una buona mezz’ora non fate altro che litigare su tutto, magari non tanto Yan, ma tu alzi spesso la voce e fai casino.
“ è da ieri che mi dai addosso Lex, sei più irritabile del solito, hai il ciclo per caso?”
Ti volti verso di lui fulminandolo con lo sguardo.
Sei Incredulo!
“ Che cazzo hai detto coglione?!”
Di fatto però è vero, non che tu abbia il ciclo…Bensì il fatto che è da ieri mattina che non lo puoi soffrire più del solito.
Certo, non ammetteresti neppure sotto tortura che sei incazzato perché ti ha mollato nuovamente su quello stupido divano, ma il motivo è proprio questo.
“Perché sei incazzato con me?”
“ Mi irriti.”
“…”
“….!”
“ Tsk!”
Tornando dal supermercato sistemate la spesa negli scaffali della cucina.
Fai per prendere una sedia che ti aiuti a sistemare il caffè nello scaffale più alto, ma Yan te lo toglie dalle mani e lo sistema lui.
“ Hey! Guarda che ti spacco la faccia. Innanzitutto nessuno te lo ha chiesto, e seconda cosa l’ho sempre fatto da solo spilungone del mio cazzo! Ma guarda tu questo! Mi hai preso per una fanciulla in difficoltà?!!! Io ti ammazzo cretino!!!”
“ Basta Lex, ho solo posato il caffè.”
“ No, non hai solo posato il caffè, hai pensato che io avessi bisogno che tu lo facessi!”
“Datti una calmata…”
“ Dattela tu!”
Maledizione ti prudono le mani, ed ostenta pure indifferenza.
Cioè davvero non capisce perché sei tanto nervoso?
Idiota di un cubetto di ghiaccio!
Durante il resto del giorno non vi rivolgete la parola.
Solo il divano pare calmarti un po’ i nervi, l’atmosfera tranquilla e rilassante , Yan che sta vicino a te, profuma di buono, di sigarette e arroganza.
E sobbalzi avvertendo la sua mano sul tuo ginocchio.
Il respiro ti si mozza in gola, e davvero lo odi immensamente perché ti costringe a dipendere da lui non facendo proprio un bel niente.
Ma stavolta sai già che se lui dovesse lasciarti di nuovo mezzo nudo sul divano dopo esservi toccati…tu moriresti…stavolta non reggeresti…
Sarebbe la volta di troppo.
Quindi ti fai violenza ed allontani la sua mano, eviti di guardarlo, ma sai bene che lui ti sta fissando.
Poi si alza e prende la direzione della sua camera.
Cazzo! Non insiste neanche un po’.
“ Stronzo!” Gli urli dietro.
Lui ritorna sui suoi passi irritato.
“ Cosa cazzo vuoi Lex?”
E adesso come glielo spieghi?
“ Niente, vattene nella tua stanza va…”
“Io lo faccio per te Lex! Tu non mi capisci.”
Che diamine dice adesso?
“ Tu fai per me che cosa?”
“ Quando credo di poter perdere il controllo, io vado, dove è il tuo problema?
Stasera non hai voglia? Bene , chi se ne frega, io me ne vado in camera mia, così sono certo di non toccarti contro la tua volontà, quindi Lex, perché sono stronzo?!”
“ Pensi che non sappia difendermi da solo?”
Non pensi minimamente che il suo era solo un modo per essere gentile con te, registri solo il fatto che lui ti crede debole.
Salti in piedi sul divano e finalmente ti ritrovi alla sua stessa altezza.
Lui ti fronteggia senza problemi…
“ Si, lo penso.” Cosa ti ha detto?!!!
“ Ti ammazzo figlio di puttana.”
Gli salti addosso e finite entrambi distesi sul pavimento, inizi a prenderlo a pugni, lui un po’ ti lascia fare, poi inverte le posizioni e ti è sopra, ti da un solo pugno, e tu gli sputi in viso.
“ Ti odio Yan.”
Lui ti guarda con il volto arrossato dai tuoi colpi, tu lo guardi con il labbro spaccato.
“ Sei forte Lex, ma per me non abbastanza, è un dato di fatto.”
Tremi di rabbia ed eccitazione.
“ Non voglio più che mi tocchi Yan.”
“ Non penso che sei debole…penso che tra di noi il più forte sono io, punto.”
“ Con questo cosa vuoi dire?”
“ Solo quello che ho detto.”
Ti dibatti come una furia, ma lui ti tiene giù.
Non lo sopporti.
Lui, tu, tutta questa intera faccenda!
“ LEVATI DI DOSSO BASTARDO!” Urli istericamente.
Yan solleva un sopracciglio.
Già mister perfezione glaciale non si scompone, lui parla poco, lui è superiore.
Lui è lui, è Yan, colui che ti sta strappando il cuore dal petto, e con tutto te stesso non lo vuoi e non lo puoi accettare.
La sua lingua raccoglie il sangue che esce dal tuo labbro contuso.
“ Non voglio…” Gli dici mentendo.
“ Bugiardo….” Ti risponde lui toccando la tua erezione.
“ Non usarmi….” Gli rispondi e quasi stai per piangere…ti senti esposto e vulnerabile, fai appello a tutto il tuo orgoglio per non lasciarti sfuggire neppure una lacrima.
Non vuoi sentire di nuovo l’abbandono da parte sua.
Non lo sopporti!
Lui ti prende il mento tra le mani.
Incatena i tuoi occhi ai suoi.
Non ti piace questa situazione, stai per cedere lo sai.
“ Non mi toccare Yan, non voglio.”
“ Resto. Dopo resto.”
I suoi occhi azzurri sembrano scurirsi a causa della forte passione che aleggia sopra le vostre teste….I tuoi occhi nocciola sono un po’ arrossati a causa della lacrime trattenute.
Siete vicinissimi, puoi osservare i suoi lineamenti, il viso ovale, la bocca pallida e le labbra fine, la pelle bianchissima ed il naso drittissimo.
La sua bocca poggia sul tuo zigomo e lecca la pelle olivastra del tuo volto, passa sul mento forte, lecca il tuo collo sensibile, osserva il tuo viso da scapestrato, le sue mani passano attorno ai tuoi capelli castani.
Sei stordito da tanta dolcezza.
Piano ti spoglia e tu lo lasci fare.
Sobbalzi solo quando arriva all’elastico dei boxer…
“ Voglio morire…” Gli dici.
“ Lo so che non vuoi che entro, sta tranquillo, non lo farò.”
“ Questo era ovvio.”
Adesso basta! Gli hai lasciato fin troppo spazio, freneticamente inizi a spogliarlo anche tu, lasci anche lui solo con i boxer e gli sorridi malizioso.
“ Non vorrai mica avere tutta la gloria Yan?”
“ Hn.”
Con un gesto fluido ti togli i boxer, Yan fa lo stesso con i suoi.
Gli afferri la testa e gli tiri i capelli nerissimi e corti, spingi la sua testa verso il tuo petto.
“ Baciami.” Gli ordini.
Lui bacia il tuo petto e poi prende a leccarti un capezzolo.
Ansimi pesantemente, e ti agiti.
Yan blocca i tuoi movimenti.
“ Piano Lex, procediamo con calma….”
Gli lasci nuovamente l’iniziativa e attendi …
La sua lingua torna ad occuparsi del tuo capezzolo, lo bagna e lo sugge facendolo inturgidire.
Credi davvero di sprofondare in un abisso senza fine.
Senza rendertene conto spalanchi le gambe e ti rendi accessibile, è vero che ha detto che non sarebbe entrato ma tu provochi di brutto…
Yan perde il controllo e la sua calma si trasforma in furia rapidamente, ti bacia, ti lecca e ti morde il petto, tu stringi la sua testa con entrambe le mani e ti spingi verso di lui.
“ Ancora Yan, di più…”
Le sue mani ti toccano ovunque, le tue fanno altrettanto, l’unica parte che non viene toccata è il sedere di entrambi…in una sorta di accordo…
La tua mano lavora sul suo sesso veloce e presto lo porti all’orgasmo, lui non emette un suono ma bagna copiosamente il tuo corpo, continuate a strusciarvi i corpi, imbrattandoli di sperma e sudore.
Lui invece indugia sul tuo membro ed aspetta a regalarti l’estati…
Ti agiti ….
“ Yan, Yan…Ya…n..Yan..” Lo supplichi, lo implori, lo preghi.
Lui smette di toccarti e tu lo guardi contrariato.
Ma poi ti sorprende, inizia un lunga discesa di baci verso la tua pancia ed il tuo addome scolpito dalla vita di strada.
Ti mordi il labbro spaccato e il taglio su di esso riprende a sanguinare.
“ Che…che…vuoi …fare?”
“ Quello che mi piacerebbe tu faresti a me…Lasciati assaggiare…”
Agiti la testa sul pavimento, metti un braccio a coprirti il viso, forse pensi che così sarà meno imbarazzante, in realtà non c’è luogo dove tu possa nasconderti adesso.
Lui lecca il tuo ombellico e poi infila dentro prepotente la lingua, ti inarchi, gemi.
Scivola ancora più in basso, ancora di più…
Per un attimo ti pare che…invece cambia direzione all’ultimo istante e prende a leccarti la coscia e poi l’interno coscia.
Rabbrividisci.
“ Ah! Yan!”
Dolcemente la punta della sua lingua segue il contorno dei tuoi testicoli, li senti gonfiarsi ancora di più e farsi più sensibili….
Il tuo respiro brucia i tuoi polmoni.
Ansimi e gemi forte.
La sua bocca da demone succhia un tuo testicolo.
Ti inarchi.
“Yan!” Urli.
Lui ti ignora, e pigramente inizia a stuzzicare la punta della tua erezione, la lecca poco, poco.
“ Vuoi uccidermi…”
“ Si, anche…” Ti risponde ambiguo.
Lentamente la tua erezione sprofonda dentro la sua bocca.
Gli tiri i capelli e glielo spingi ancora più in fondo in gola.
Per un po’ lui ti lascia fare e si lascia guidare dal tuo ritmo frenetico.
Poi le sue mani bloccano i tuoi fianchi facendo illividire la pelle attorno all’anca.
“ Continua…” Gli dici.
“ Pregami…”
“ Fanculo!”
Lui si allontana dal tuo pene.
Tu lo guardi scioccato…non vorrà davvero lasciare il lavoro sul più bello?
La sua bocca raggiunge il tuo orecchio e ci sibila dentro: “ Come vedi Lex, non solo chi riceve ha il potere, ma anche chi apparentemente sta sotto…lo ha….tu adesso hai bisogno di me….”
Fremi….
“ E questo quando lo hai imparato?” Gli chiedi spalancando gli occhi dinanzi all’evidenza della sua constatazione.
“ Giusto adesso….”
Ritorna sul tuo membro e lo riprende fra le labbra, lo fa sparire dentro la sua bocca, ed inizia a suggerti con passione crescente.
Poco dopo senti che stai per venire…
Lo avverti, non si sa mai la cosa dovesse infastidirlo….
“Yan…sto per…hai capito…”
Lui ti guarda tenendo il tuo membro tra le labbra.
Tu distogli lo sguardo imbarazzato…
Lui riprende a succhiare…
Bè, tu lo avevi avvertito…
Ti riversi nella sua bocca con un mezzo grido animale.
Lui risale il tuo corpo e ti bacia facendoti sentire il tuo stesso sapore…
Sei stordito….
Rimanete distesi sul pavimento, circondati dai vostri vestiti sparsi un po’ ovunque.
Yan ha mantenuto entrambe le promesse, non è entrato ed è rimasto…
Solo tiene il suo bacino lontano da te, come suo solito…
Per il resto vi siete ritrovati raccolti in un abbraccio molto tenero…
Yan si volta a guardare l’orologio.
“ Cazzo! Devo andare a lavoro…”
E ti guarda …
“ Fa niente, io devo andare a letto, domani devo alzarmi presto…”
Lui si alza da te, tu ti alzi da terra.
Ti rechi nel tuo bagno per farti una doccia.
Yan fa lo stesso.
Poi senti la porta di casa chiudersi.
E sospiri.
È rimasto per un po’, e si è dovuto alzare solo per andare a lavoro, è già un piccolo passo significativo…
Sorridi e ti stiracchi soddisfatto.



È un lunedì sera piacevole, strano, qualcosa nell’aria ti fa stare bene.
Hai notevolmente diminuito l’abuso di farmaci.
Mangi silenziosamente ascoltando le innumerevoli parole piuttosto pittoresche con cui ti parla Lex.
“E questa è stata la mia favolosa giornata, la giornata di Lex il grande, di Lex il magnifico. A te come è andata?”
“Ho incontrato Lucie per stabilire la nuova tappezzeria del locale.”
“ Ma no, a me piaceva rossa…”
“ Sarà sempre rossa, solo va sostituita con un tessuto più nuovo.”
“ Certo! L’eleganza…”
“Esatto, Lex il rozzo!”
“ No, no, ancora non parli bene la nostra lingua, si dice Lex il meraviglioso.”
“ Hn.” Sorridi.
Ti sembra di stare seduto a tavola a cenare con la tua famiglia…
Osservi Lex mangiare con le mani…Che lui sia diventato la tua nuova famiglia?
Eppure la sensazione ci assomiglia davvero tanto…
Sparecchiate e raggiungete il vostro personale angolo di paradiso.
Solo che nessuno dei due accende la tv.
Ti volti a guardarlo, lui fa altrettanto e l’elettricità va in cortocircuito.
Vi saltate addosso e finite con il divorare ognuno le labbra dell’altro.
Lui geme di piacere ed il tuo orgoglio ed il tuo ego si gonfiano.
Cadete dal divano e lui è sopra di te.
Ti spoglia e poi fa lo stesso con i suoi abiti.
Mentre si denuda ammiri la sua schiena solida, i suoi glutei alti e sodi, la sua pelle olivastra creare giochi d’ombra e luci.
Il suo viso dalla bellezza non convenzionale, è particolare Lex, ha un viso che gli da carattere, è espressivo e strafottente, certi momenti poi fa tenerezza, soprattutto quando si imbroncia ed sul suo mento spunta una fossetta.
Ha le lebbra piccole ma piene, che sanno esplodere in un largo sorriso.
Ha occhi nocciola grandi e luminosi.
Ti salta addosso e ti bacia con foga.
Lo abbracci, lui ricambia la stretta.
Piano la frenesia viene sostituita dalla calma, vi saggiate con lentezza e cura.
Lex scivola lungo il tuo corpo, profuma di buono, anche quando è sudato, ma adesso la sua pelle è fresca di bagnoschiuma alla cannella.
I suoi capelli sanno di cocco.
Immerge il suo naso tra i riccioli scuri del tuo pube e ti annusa, ti piace quando si comporta da animale.
Osserva da vicino la tua erezione e la grossa vena che pulsa lungo di essa.
“ E se sbaglio e ti mordo?”
“ Ti uccido.”
“ Ovviamente.” E scuote le bella testa e i suoi capelli castani.
Si abbassa e ti annusa ancora.
“ Sai di buono Yan…”
Di certo non glielo dai a vedere, ma sei felice, stai bene, ti piace averlo vicino in questo e in altri cento modi.
Quando litigate, quando puoi contare su di lui, quando sta attento che tu non immischi alcool e farmaci.
Quando ride, quando più impacciato che mai riordina casa.
La su espressione da cane bastonato quando gli dici una cattiveria giusto per farlo innervosire…
Finalmente la sua lingua scivola lungo la tua asta dura e calda…
Il tuo cuore accelera i battiti.
Artigli i suoi capelli che sono un po’ più lunghi dei tuoi, gli spingi la nuca verso il tuo membro e lui finalmente ti accoglie nella sua bocca.
Ti lasci a lui, alla sua lingua, lui agisce istintivamente e ti regala un piacere sublime.
Poi si solleva, ti sorride malizioso.
Tu inarchi un sopracciglio.
Si mette sottosopra e accoglie di nuovo il tuo pene tra le labbra, mentre il suo membro fa bella mostra di sé davanti ai tuoi occhi, non te lo fai certo dire e inglobi a sua volta il suo membro in bocca.
Il tuo cervello va in tilt.
Lui succhia te, tu lui, in un groviglio di corpi al ritmo di una passione pura e selvaggia.
C’è chi la chiama 69….Non l’avevi mai fatto prima, e sei certo sia la prima volta anche per Lex….
C’è chi la chiama 69, tu la chiami godere e far godere…
Stupendo.
Ognuno può anche esercitare il proprio predominio sull’altro.
Sincronizzate i movimenti, devi ammettere che state proprio sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda il sesso.
Lui ti succhia a ritmo costante, ti accoglie in profondità, tu fai lo stesso con lui.
Succhiarlo mentre ti senti succhiato….
Sei in estasi…
Vieni nello stesso medesimo istante in cui lui viene riempiendoti la bocca, ingoi fino all’ultima goccia, lui fa altrettanto con te, infine lui ripulisce te, tu lui.
È un momento strano, ti senti ancora esaltato.
Troppo esaltato, il tuo volto solitamente inespressivo nasconde un animale in calore.
Ti sollevi invertendo le vostre posizioni.
Sei violento nel farlo.
Le tue mani si scottano aprendo le cosce di Lex.
Lui ti pianta le mani al petto e cerca di allontanarti….
Maledizione, sei troppo su di giri.
“ Avanti Lex fammi entrare….” Gli dici serio.
Ma il suo sguardo ha il potere di farti desistere.
Certo, ti basterebbe poco per costringerlo, lui lo sa, tu lo sai, ma sarebbe un atto da vigliacco e tu di certo non lo sei, e poi sarebbe un atto solo di dolore, e per quanto tu lo desideri con tutto te stesso, non vuoi che avvenga così.
Lex ti fissa, è teso, così come il suo corpo che cerca di chiudersi a te.
Ti sollevi da lui e metti distanza.
“ Perché?” Gli chiedi.
Lui si solleva un bel po’ incazzato e nudi vi fronteggiate.
“ Avevi promesso.”
“ Mi pare che non ti sto scampando…quindi la promessa è mantenuta.”
“ Non avresti dovuto provarci.”
“ Te lo ripeto, perché no?”
“ Cazzo! È no e basta, non faccio la parte della donna io.”
“ Tutto qui.”
“ Tutto qui un paio di palle! Vuoi fare al contrario per caso?” Ti sfida.
“ Mai.”
“ Perfetto.”
“ Perfetto.” Gli rispondi di rimando. “ La tua è solo una questione di orgoglio Lex.”
“ Perché invece la tua che questione è?”
“ Pensavo ti fosse passata.”
“ Mai mi passerà, non sono il tuo trastullo io.”
Come diamine fai a spiegargli che lui per te è importante e che non lo faresti solo per sesso?
Semplice, non lo fai, questo pensiero è presente in te, ma è praticamente lontano
anni luce dall’essere compreso, figuriamo come potresti mai esporlo, e lui, ovviamente, fraintende.
“ è perché sei più alto Yan? Fammi il favore. Tutta questa storia è stata uno sbaglio fin dall’inizio. Tu sei un errore, io sono un errore, neanche sarei dovuto nascere, ma questo non ti da il diritto di trattarmi come la tua puttanella! Questa storia è finita! Stammi lontano.”
“ Non mi sembra di averti promesso mai un bel niente.” Ma che frase infelice Yan.
Guarda che si dice: -Non ho mai pensato questo di te, per me sei importante Lex, sei la mia famiglia, per ora è evidente che non sei pronto, ne riparleremo più avanti-
Invece guarda che casino hai combinato….e poi gli rinfacci del suo orgoglio, che dobbiamo dire di te allora?
Guarda che casino che hai fatto.
Il suo volto si incrina, lo vedi guardarti in quel modo che davvero non sai reggere, il suo sguardo ferito…è una cosa che ti fa star troppo male…
Adesso si che non puoi pronunciare nessuna parola, adesso stai un po’ zitto, solitamente stai in silenzio giusto?
Bene, continua a star zitto Yan…
“ Mi hai preso per una ragazzina? Non ho bisogno di promesse, tu non sei niente per me..” Sussurra Lex, più a se stesso che a te.
Lo vedi raccogliere i suoi vestiti e fa per tornarsene in camera.
Tu allunghi un braccio muscoloso e lo afferri delicatamente.
“ E lasciami coglione!”
Ti minaccia Lex con gli occhi arrossati ed il cuore a pezzi.
“ è meglio tornare ognuno alla sua vita Lex.”
“ Perché quando mai le avevamo mischiate? Io sono io, e tu sei tu. Fine.”
Si libera dalla tua presa e lo vedi sparire nel buio del corridoio, prima di udire la sua porta chiudersi.
Lo hai ferito, sei incapace di amare, o almeno tu pensi così…
Hai preferito chiuderla qua prima di fargli ulteriormente male.
Raccogli i tuoi indumenti e ti metti sotto la doccia.
Lasci che l’acqua si infranga contro il tuo viso e cerchi di recuperare fiato e ragione.
Non sei capace di renderlo felice, non puoi dargli certezze, non ne hai per te figuriamoci per lui…
Non vuoi che soffra a causa tua, è stata una decisione giusta quella di chiudere qualsiasi cosa ci fosse fra voi due…
Ti passi una mano attorno al petto, senti salire l’ansia, ma non è solo per la dipendenza dagli psicofarmaci, più che altro è a causa della stupida decisione che hai preso.
Una decisione dettata dalla paura, perché stare vicino a Lex ti scatena in corpo troppe sensazioni strane.
Non vuoi riscoprirti dipendente da lui, prima i farmaci ed ora lui.
No, non devi dipendere da niente e nessuno…
Non puoi permettertelo, tu sai dare solo delusioni…
È la tua natura, non hai mai fatto niente di buono e mai la farai…
Esci dalla doccia e ti getti sul letto.
Sei angosciato, e stasera puoi solo prendere una misera mezza compressa…
Dio!
Pensi a come sarebbe bello andare in camera di Lex, non dire nulla e stendersi accanto a lui, stare un po’ in silenzio e poi confessargli che non riesci a dormire se siete litigati.
Invece rimani disteso nel tuo letto, sprofondando tra i tuoi tormenti interiori e temendo il domani.
Sospiri e tocchi distrattamente le lenzuola celesti…
Vorresti andare ad accarezzarlo.
Ma imperterrito e masochista rimani fermo, zitto e paralizzato dalle tue stesse misere paure.
“ Lex…”
…..
……
……..




I tried to be perfect
But nothing was worth it
I don’t believe it makes me real
I thought it’d be easy
But no one believes me
I meant all the things I said

If you believe it’s in my soul
I’d say all the words that I know
Just to see if it would show
That I’m trying to let you know
That I’m better off on my own

This place is so empty
My thoughts are so tempting
I don’t know how it got so bad
Sometimes it’s so crazy
That nothing can save me
But it’s the only thing that I have

If you believe it’s in my soul
I’d say all the words that I know
Just to see if it would show
That I’m trying to let you know
That I’m better off on my own

On my own

I tried to be perfect
It just wasn’t worth it
Nothing could ever be so wrong
It’s hard to believe me
It never gets easy
I guess I knew that all along

If you believe it’s in my soul
I’d say all the words that I know
Just to see if it would show
That I’m trying to let you know
That I’m better off on my own


I tried to be perfect
But nothing was worth it
I don’t believe it makes me real
I thought it’d be easy
But no one believes me
I meant all the things I said

If you believe it’s in my soul
I’d say all the words that I know
Just to see if it would show
That I’m trying to let you know
That I’m better off on my own

This place is so empty
My thoughts are so tempting
I don’t know how it got so bad
Sometimes it’s so crazy
That nothing can save me
But it’s the only thing that I have

If you believe it’s in my soul
I’d say all the words that I know
Just to see if it would show
That I’m trying to let you know
That I’m better off on my own

On my own

I tried to be perfect
It just wasn’t worth it
Nothing could ever be so wrong
It’s hard to believe me
It never gets easy
I guess I knew that all along

If you believe it’s in my soul
I’d say all the words that I know
Just to see if it would show
That I’m trying to let you know
That I’m better off on my own .









Continua…..



Sigh T___________T



La canzone è dei Sum 41 pieces

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Share the pain Empty Capitolo 8

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:48 am

“ Tra il male e il bene.”







I remember when all the games began.
Remember every little lie
and every last goodbye.
Promises you broke, words you choked on
and I never walked away. Its still a mystery to me







L’atmosfera in casa è diventata tremenda.
Sono giorni che tu e Lex non vi parlate e non vi rivolgete neppure uno sguardo.
Oggi poi lui fuma più del solito e tu avverti i battiti del tuo cuore farsi pesanti.
In questi giorni è quasi impossibile gestire l’astinenza da farmaci.
Lex ha ritirato su il cappuccio della sua felpa larga.
Fuma e fissa il televisore seduto su una sedia bianca della cucina.
“Voglio che tu vada via…” Ti dice stranamente calmo.
Lo guardi, sospiri.
“ Come ti pare.” Gli rispondi.
Ma lui scatta in piedi, la calma apparente è durata poco, pochissimo.
“ No, anzi, me ne vado io! In fin dei conti questa casa non è neppure mia, è di Ismael! Andrò a stare da qualche altra parte, magari sai, torno nel Bronx, lì è veramente casa mia, mi pagherò l’affitto da qualche parte, l’unico motivo per cui non lascio il lavoro è perché ci stanno padri di famiglia, i miei operai hanno dei figli, ma per il resto fanculo tu, fanculo Ismael, fanculo mia madre!!! Sai che me ne faccio di te? Niente, sei buono solo a menarmi l’uccello per il resto vali meno di zero…
Lì fuori è pieno di gente che ha voglia di scopare con il sottoscritto!
Tu mi hai proprio rotto!”
È andato fuori di testa…Ma dove caspita vuole andare?
“ Non dire scemenze, Ismael non ti darà una seconda occasione….” Cerchi di farlo ragionare.
“ Non mi importa, io vengo dal Bronx, sono feccia, non ho una casa né un’identità, non vedo perché devo stare alle regole di uno sconosciuto! E non voglio mai più vedere la tua faccia.”
“ Ti caccerai nei guai se torni a bazzicare lì…”
“ La sai una cosa testa di cazzo sovietica? È quello che voglio! La mia vita è lì. Io appartengo a quel posto, tutto questo mi strozza, non sono io!”
“ Cazzate.”
“ Vaffanculo!”
Lo vedi trafficare in camera sua, prende pochi indumenti, li getta a casaccio dentro ad una piccola valigia marrone e poi prende un pacchetto di sigarette.
Fa sul serio.
Ti passa accanto senza guardarti, arriva davanti la porta, estrae qualcosa dalla tasca della sua giacca, te la tira addosso.
“ Facci quello che ti pare. Spero che tu muoia!”
Guardi la scatolina rosa che è caduta per terra, sono le tue pillole.
Stai davvero per sentirti male, come farai da solo se lui ti molla così?!
Il panico si impossessa di te…
Non vuoi che lui se ne vada.
I secondi sembrano scorrere a rallentatore, mentre lui mette la mano sulla maniglia e poco dopo esce sbattendo con violenza la porta dietro di sé.
E potresti corrergli dietro, ma non lo fai, malgrado uno strano panico ti stia divorando le interiora…Sei rimasto solo…Di nuovo…
Hai vissuto da solo a lungo, ma in questi quattro mesi la tua vita era cambiata, in meglio.
Ti senti già perso senza di lui…Non fai neppure nulla per negarlo, è così, punto.
La colpa è dello stato d’ansia causato dalla sospensione dei farmaci…
La colpa è tua che ti sei legato a lui.
Che si fotta!
Che faccia quello che gli pare…
Sei nervoso.
Sei teso.
Il cuore batte rapido, il respiro si accelera.
Sei certo di non essere neppure nelle condizioni di guidare per andare a lavoro, fortunatamente oggi non dovrebbe esserci molta confusione e Lucie se la caverà.
Le lasci un sms, non hai voglia di parlare…
Stai male, e stare solo in casa acuisce tutto ciò.
Sono stati giorni pesanti, adesso Lex se ne è anche andato via.
La stanza prende a vorticare, accidenti, sta salendo l’ansia, i sintomi depressivi stanno tornando tutti in una volta.
Guardi la scatolina che Lex ti ha lanciato contro…
Ti abbassi e lo prendi, ma resisti alla tentazione, posi la scatolina sul tavolo della cucina.
Non devi cedere, o tutti gli sforzi che avete fatto tu e Lex andranno a puttane!




Well I'm so empty
I'm better off without you and you're better off without me.
Well you're so UNCLEAN!!
I'm better off without you and YOU'RE BETTER OFF WITHOUT ME!!







Ma adesso Lex è andato via, sei tentato di andare via anche tu, ma, devi restare, Lex potrebbe tornare, o se dovesse venire Ismael potrai coprire i casini che sta facendo quel mezzo italiano…
Speri che si calmi e che torni a casa, perché se così non dovesse essere….
Cielo!
Per un attimo ti pare di aver visto degli insetti sul muro, ma ci sei abituato, a volte ti capita, la causa è lo stato d’ansia depressivo-paranoico.
Ne hai parlato spesso con il tuo analista, sai gestirlo.
Ricorda Yan, sai gestirlo, hai imparato a farlo anni fa…
“ Non c’è niente sul muro, va tutto bene…” Ti ripeti.
Prendi una sigaretta e ti siedi sul divano, fumi chiudendo gli occhi e cercando di regolarizzare il respiro.
Maledetto bastardo, ti ha lasciato solo…in fondo un pò te la sei cercata, lo hai fatto stare male, ma resta uno stronzo, ti ha mollato in piena crisi depressiva…
Forse, magari, se tu glielo avessi detto non se ne sarebbe andato…
Avresti dovuto dirglielo, avresti dovuto dirgli tante cose…
Speri che non faccia cazzate…
Le ore passano, resti immobile sul divano, una mano sul cuore…
Guardi fuori dalla finestra, è il tramonto, Lex non è ancora rientrato, probabilmente non lo farà, non rientrerà affatto….
Adesso comici seriamente ad avere paura che lui non torni più per davvero…
Ti alzi in piedi e cammini nervosamente avanti e indietro.
Alla fine anche la tua maschera bianchissima di cera si incrina ed infine si spezza.
Ti accasci al muro, scivoli per terra.
Sudi.
Tremi.
Nella tua mente si rincorrono le immagini di corpi morti.
Il ticchettio dell’orologio ti mette sù un’angoscia non indifferente…
Senti il freddo della Russia penetrarti le ossa…
Rivivi la morte di tua sorella e di tua madre…
Ripensi al carcere…
Stai avendo un crollo…
Tieni la testa tra le mani e piangi silenziosamente.
“ Torna Lex…”



“Che vuoi fare ragazzino?”
“ Stia calmo, ci vorrà un attimo…” Il tuo sorriso di morte, il volto dell’uomo terrorizzato.
Un’ascia nella tua mano.
“ Non farlo!”
“ Qualcuno deve pur portare i soldi a casa…”



“ Sei andato a scuola Yan…”
“ Si mamma.” Menti tranquillo.



“ Fratellone, ci sta un mostro sotto il mio letto…!”
“ E tu pensa a papà cos’ il mostro se ne va.”
“ è vero! Ha funzionato!é sparito Yan.”
“ Brava Helena, finché io sto qui non capiterà nulla di male a te e alla mamma.”
“Si, ti voglio bene.”
“ Anche io, ed ora fila a letto.”



“ Ho un lavoretto per te Yan…”
“ …”



“Torna lex…”
La testa ha preso a vorticarti.
Non vorresti, ma ti senti debole, vulnerabile, stanco.
Tremi ancora più intensamente….
Guardi la scatolina di pillole, devi resistere….
Devi resistere.
Forza! Fai come ti ha insegnato il tuo analista, respiri lunghi e profondi, calmati, non ascoltare quelle voci.
Puoi farcela…
“ Torna Lex…”





THE LYING!!
THE BLEEDING!!
THE SCREAMING!!!
WAS TEARING ME APART!!
THE HATRED!!
DECEIVING!!
THE BLEEDING!!
IT'S OVER!!!






Sono passati tre giorni da quando Lex è andato via. Sono due notti che non dormi e questa sarà la terza…
Sono tre giorni che non vai a lavoro e non rispondi alle chiamate di Lucie.
Sbatti un pugno sul muro, poi ti rechi in cucina, prendi la scatolina e lo apri…
Cazzo…! Vuoto…
Ridi, un po’ istericamente…
Quello stronzo…le avrà nascoste da un'altra parte…
In fondo Lex, , forse, ci tiene a te…
Che stronzo ti ha lasciato la scatolina vuota, ha voluto solo farti un dispetto tirandotele, in realtà lui ci tiene quanto te che tu riesca a superare questa dipendenza…solo che, diamine, ti ha lasciato solo…
Non puoi farcela senza di lui, è difficile…
Sei nervoso, ti sei trovato a dipendere dai farmaci prima e da Lex poi.
Non puoi dipendere da Alexander, non puoi…
Forse aver avuto paura dell’evolversi dei fatti tra di voi non ha portato a nulla di buono…
Puoi avere paura quanto vuoi, certe cose non possono cambiare, e tu, vuoi lui.
È una verità lampante ormai.
Lo vuoi, lo rivuoi con te in casa, a incasinare ogni cosa che fa.
Solo che non hai la più pallida idea di dove andarlo a cercare.
Certo, potresti fare delle domande giù nei bassi fondi, ma sicuramente Ismael lo verrebbe a sapere e peggioreresti le cose.
Stai sempre peggio.
Il cuore batte a fatica, sudi spesso, hai perso i sensi ieri.
Adesso poi il respiro ha ricominciato a farti dolere il petto.



Paint the mirrors black (to forget you)
I still picture your face and the way you used to taste.
Roses in a glass dead and wilted.
To you this all was nothing,
everything to you is nothing





L’ansia è sempre più difficile da gestire.
Potresti chiamare il tuo analista e farti dare altri farmaci…
No, abbiamo già detto che è da escludere, non puoi ricominciare daccapo.
Se solo lui fosse qui…
Il tuo cellulare squilla nuovamente, guardi il dispaly giusto per vedere se è effettivamente Lucie e in quel caso rifiutare la chiamata, ma sul display appare solo la scritta: Anonimo.
Il cuore ti batte rapido, potrebbe essere Lex!
Ma no, Lex non ha il tuo numero…
Ismael!
Potrebbe essere lui.
Il dilemma è: Rispondere o no .
Infine rispondi.

“ Pronto.” Ti sforzi di usare un tono non isterico e di trattenere le lacrime e l’ansia, compi uno sforzo disumano nel fare ciò!
“ Sei vivo.”
“ Ismael…” Infatti…
“ Lui dov’è?”
“ Lex dorme, è mezzanotte, la mattina deve alzarsi presto per andare giù al cantiere.” Menti, sperando che se la beva…
“ Non mi piacciono le bugie Yan…Che combina Lex?”
“ Ismael non sono la sua balia, ora dorme, che vuoi?”
“ Non combinate guai.”
“ Sta tranquillo.”
Ismael riaggancia.





Well you're so filthy...
I'm better off without you and you're better off without me.
Well I'm so UGLY!!
You're better off without me and I'M BETTER OFF WITHOUT!!!

THE LYING!!
THE BLEEDING!!
THE SCREAMING!!
WAS TEARING ME APART!!!
THE HATRED!!
THE BEATINGS!!
DISASTER!!!
IT'S OVER!!

As wicked as you are...you're beautiful to me.
You're the darkest burning star, your MY PERFECT DISEASE!






La disperazione esplode quasi senza preavviso.
Inizi a singhiozzare e a piangere.
Non vuoi stare da solo.
È impensabile vivere la tua vita senza Lex….
Un’altra allucinazione ti colpisce, un’ombra sul muro si ingrandisce a dismisura e pare volerti afferrare.



THE LYING!!
THE BLEEDING!!
THE SCREAMING!!!
WAS TEARING ME APART!!
THE HATRED!!
THE BEATINGS!!
IT'S OVER!!!
DISASTER!!





Ti addossi alla parete, scivoli per terra, e chiudi gli occhi, li serri, metti le mani davanti la faccia, inizi a ripeterti che neppure stavolta è reale.
“Non è reale, non è reale, non è reale….”
Avverti dei rumori, forse è la serratura della porta di casa, forse no, non sai ben distinguere la realtà dall’allucinazione in questo momento.
Resti immobile, solo il respiro si infrange violento sbattendo sull’aria.
Ansimi forte di paura.
“ Yan...? Stai male?”
La voce di Lex….



Sei stato fino all’una di notte davanti al tuo orfanotrofio, a guardare il nulla…
Infine ti sei sentito una gran merda e sei tornato a casa, ti aspettavi di trovare Yan a lavoro, invece lo hai trovato accasciato contro la parete per terra, a lottare contro cosa non lo sai…
“ Yan?!” Lo chiami nuovamente un po’ allarmato dal suo modo ansioso di respirare.
Lui non ti rispondere, continua a tenere le mani davanti la faccia…
In un moto di tenerezza assoluta allunghi le tue mani e prendi le sue bianche tra le tue dalla carnagione bruna…
Lo costringi dolcemente ad allontanarle dal viso e poi lo esorti ad aprire gli occhi.
“ Yan, guardami, sono io…”
I suoi occhi azzurri bagnati di lacrime salate si aprono.
“ Sei tu…?”
“ Si dovrei essere io…Già…Che fai per terra? Sei andato in crisi d’astinenza?”
“ Ho fred..do…”
“ Eh si, mi pare tu sia nuovamente in astinenza.”
“ Mi hai lasciato solo.”
“ Scusa…”
Sei inginocchiato davanti a lui, tra le sue gambe, lui ti guarda, non sta bene.
Dolcemente ti fai più vicino, infine lo abbracci, lui ricambia, ti stringe forte e riprende a piangere.
“ Non respiro Lex…”
“ Certo che respiri.”
“ Non voglio stare senza di te…mai più Lex.”
“ Mai più Yan, mai più.”
“ Hai mangiato in questi giorni?”
“ No, non ho dormito neppure e sono svenuto….”
Sciogli l’abbraccio, lo aiuti a rimettersi in piedi.
“ Dai facciamoci un panino, perdonami ma non sono bravo a cucinare.”
Mangiate in silenzio.
Lo guardi tremare e mangiare faticosamente.
“ Respira Yan, piano…”
“ Alla fine io sono questo Lex, non sono niente, non sono bravo a fare niente, e quando vado in astinenza la depressione mi ride in faccia.”
“ Ultimamente mi sembravi meno depresso…”
“ Tu mi hai lasciato Lex…”
“ Volendo essere precisi tu hai lasciato me, ma non è questo il punto, sarei dovuto rimanere.”
“ Mi hai lasciato una scatolina vuota…”
“ Lo so.” E gli fai l’occhietto.
“ Stronzo.”
“ Si, un po’.”
“ Voglio lavarmi.”
“ Bene, anche io vado a farmi una doccia.”
“No, resta con me…falla con me, non voglio stare solo, non adesso.”
Sospiri triste, Yan è in condizioni disastrose, il suo sistema nervoso è stato messo a dura prova, sapevi che la sua depressione lo faceva stare male, non immaginavi fino a questo punto, al punto di ridurlo a pregare te di non lasciarlo solo.
Non lo lascerai mai più, questo è certo, anche se dovesse spezzarti il cuore mille volte.
Entrate nel bagno di Yan, vi spogliate e fai appello a tutto il tuo controllo per non iniziare a toccarlo sensualmente.
Entrate sotto la doccia dalle piastrelle color salmone, lui è scosso da singulti che lo colpiscono di tanto in tanto.
Lo aiuti a lavarsi i capelli.
“ Ecco adesso sono puliti e profumati come piace a te.” Gli dici dolcemente e lui ti regala un piccolo e raro sorriso.
Asciughi te stesso e dopo lui, che guarda un po’ te, un po’ nel vuoto, sta lentamente tornando in sé.
“ Buona notte Yan.” Gli dici davanti la sua stanza da letto.
“ No, non voglio dormire, loro mi faranno del male.”
“ Non c’è nessuno che vuole farti del male…Il discorso è proprio al contrario sei tu che fai del male alla gente…” La tua voleva solo essere una battuta ma lui abbassa lo sguardo e si rabbuia.
“ Dai cretino, hai capito cosa volevo dire…”
“ Resta Lex, dormi con me, resta.”
“…Si.”
La stanza di Yan profuma come lui, di buono, è ordinata, semplice, lineare, e pensare che ci stava un porcile prima.
Lo aiuti a stendersi tra le lenzuola fresche.
Lo avvolgi nel lenzuolo e poi ti distendi al suo fianco.
Lui sta a pancia in giù, tu ti fai più vicino e poggi la fronte sulla sua spalla.
“ Hai preso della robaccia?”
“ No Lex, altrimenti non mi sentirei così…”
“ Ne sono contento.”
“ Lo so. Ha chiamato Ismael.”
“ Cazzo.”
“ Già, gli ho detto che dormivi, non ci ha creduto, ma io ho insistito nella mia versione. Hai combinato casini nei quartieri bassi?”
“ No.”
“ Allora penso che possiamo stare tranquilli, se non hai fatto niente Ismael non indagherà oltre.”
Sta meglio e ti senti sollevato.
“ Lex?”
“ Cosa?”
“ Se da domani oserai fare anche una sola battuta sarcastica su stanotte io ti ucciderò.”
“ Non potrei mai ridere sul fatto che non stai bene.” Rispondi sinceramente.
Si, sta proprio tornado in se…
“Lex?”
“ Che altro vuoi?”
“ Non lasciarmi mai più. Non so stare senza di te, sei la mia famiglia e se non vuoi scopare fa niente, basta che sei qui, a guardarmi, voglio che mi guardi Lex.”
Quasi ti pizzicano gli occhi e ti metteresti volentieri a piangere dalla gioia.
Ti trattieni, non è il caso che ti fai vedere sconvolto, in questo momento devi essere forte per lui e devi saperlo tranquillizzare.
“ Pensavo non ti piacesse essere fissato.”
“ Ho mentito, mi piace avere il tuo sguardo addosso.”
“Anche io ti considero la mia famiglia Yan.”
“ Dove sei stato in questi giorni?”
“Ho dormito al cantiere, nel mio ufficio. Stanotte invece sono stato un’ora in piedi a guardare l’orfanotrofio dove sono cresciuto, ho ripensato al disegno divino di Dio.”
“ A cosa?”
“ è una lunga storia, però sai, sono contento che anche tu sei uno scarabocchio di quel disegno.”
“ Cazzo dici Lex?”
“ Niente, niente. Riposa adesso.”
Poco alla volta il respiro di Yan si fa regolare, intuisci che si è addormentato, sai con certezza che domani tornerà ad essere il solito bastardo di ghiaccio ma non fa nulla, lui è lui e tu sei tu…. ti stringi alla sua bianca schiena e sprofondi nel sonno anche tu.


still hear your voice, when you sleep next to me.
I still feel your touch in my dreams.
Forgive me my weakness, but I don't know why.
Without you it's hard to survive.

Cause everytime we touch, I get this feeling.
And everytime we kiss I swear I can fly.
Can't you feel my heart beat fast, I want this to last.
Need you by my side.
Cause everytime we touch, I feel this static.
And everytime we kiss, I reach for the sky.
Can't you hear my heart beat so
I can't let you go.
Want you in my life.

Your arms are my castle, your heart is my sky.
They wipe away tears that I cry.
The good and the bad times, we've been through them all.
You make me rise when I fall.

Cause everytime we touch, I get this feeling.
And everytime we kiss I swear I can fly.
Can't you feel my heart beat fast, I want this to last.
Need you by my side.
Cause everytime we touch, I feel this static.
And everytime we kiss, I reach for the sky.
Can't you hear my heart beat so
I can't let you go.
Want you in my life

Cause everytime we touch, I get this feeling.
And everytime we kiss I swear I can fly.
Can't you feel my heart beat fast, I want this to last.
Need you by my side



















Continua….

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Share the pain Empty Capitolo 9

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:49 am

“ Tra il male e il bene.”







I remember when all the games began.
Remember every little lie
and every last goodbye.
Promises you broke, words you choked on
and I never walked away. Its still a mystery to me







L’atmosfera in casa è diventata tremenda.
Sono giorni che tu e Lex non vi parlate e non vi rivolgete neppure uno sguardo.
Oggi poi lui fuma più del solito e tu avverti i battiti del tuo cuore farsi pesanti.
In questi giorni è quasi impossibile gestire l’astinenza da farmaci.
Lex ha ritirato su il cappuccio della sua felpa larga.
Fuma e fissa il televisore seduto su una sedia bianca della cucina.
“Voglio che tu vada via…” Ti dice stranamente calmo.
Lo guardi, sospiri.
“ Come ti pare.” Gli rispondi.
Ma lui scatta in piedi, la calma apparente è durata poco, pochissimo.
“ No, anzi, me ne vado io! In fin dei conti questa casa non è neppure mia, è di Ismael! Andrò a stare da qualche altra parte, magari sai, torno nel Bronx, lì è veramente casa mia, mi pagherò l’affitto da qualche parte, l’unico motivo per cui non lascio il lavoro è perché ci stanno padri di famiglia, i miei operai hanno dei figli, ma per il resto fanculo tu, fanculo Ismael, fanculo mia madre!!! Sai che me ne faccio di te? Niente, sei buono solo a menarmi l’uccello per il resto vali meno di zero…
Lì fuori è pieno di gente che ha voglia di scopare con il sottoscritto!
Tu mi hai proprio rotto!”
È andato fuori di testa…Ma dove caspita vuole andare?
“ Non dire scemenze, Ismael non ti darà una seconda occasione….” Cerchi di farlo ragionare.
“ Non mi importa, io vengo dal Bronx, sono feccia, non ho una casa né un’identità, non vedo perché devo stare alle regole di uno sconosciuto! E non voglio mai più vedere la tua faccia.”
“ Ti caccerai nei guai se torni a bazzicare lì…”
“ La sai una cosa testa di cazzo sovietica? È quello che voglio! La mia vita è lì. Io appartengo a quel posto, tutto questo mi strozza, non sono io!”
“ Cazzate.”
“ Vaffanculo!”
Lo vedi trafficare in camera sua, prende pochi indumenti, li getta a casaccio dentro ad una piccola valigia marrone e poi prende un pacchetto di sigarette.
Fa sul serio.
Ti passa accanto senza guardarti, arriva davanti la porta, estrae qualcosa dalla tasca della sua giacca, te la tira addosso.
“ Facci quello che ti pare. Spero che tu muoia!”
Guardi la scatolina rosa che è caduta per terra, sono le tue pillole.
Stai davvero per sentirti male, come farai da solo se lui ti molla così?!
Il panico si impossessa di te…
Non vuoi che lui se ne vada.
I secondi sembrano scorrere a rallentatore, mentre lui mette la mano sulla maniglia e poco dopo esce sbattendo con violenza la porta dietro di sé.
E potresti corrergli dietro, ma non lo fai, malgrado uno strano panico ti stia divorando le interiora…Sei rimasto solo…Di nuovo…
Hai vissuto da solo a lungo, ma in questi quattro mesi la tua vita era cambiata, in meglio.
Ti senti già perso senza di lui…Non fai neppure nulla per negarlo, è così, punto.
La colpa è dello stato d’ansia causato dalla sospensione dei farmaci…
La colpa è tua che ti sei legato a lui.
Che si fotta!
Che faccia quello che gli pare…
Sei nervoso.
Sei teso.
Il cuore batte rapido, il respiro si accelera.
Sei certo di non essere neppure nelle condizioni di guidare per andare a lavoro, fortunatamente oggi non dovrebbe esserci molta confusione e Lucie se la caverà.
Le lasci un sms, non hai voglia di parlare…
Stai male, e stare solo in casa acuisce tutto ciò.
Sono stati giorni pesanti, adesso Lex se ne è anche andato via.
La stanza prende a vorticare, accidenti, sta salendo l’ansia, i sintomi depressivi stanno tornando tutti in una volta.
Guardi la scatolina che Lex ti ha lanciato contro…
Ti abbassi e lo prendi, ma resisti alla tentazione, posi la scatolina sul tavolo della cucina.
Non devi cedere, o tutti gli sforzi che avete fatto tu e Lex andranno a puttane!




Well I'm so empty
I'm better off without you and you're better off without me.
Well you're so UNCLEAN!!
I'm better off without you and YOU'RE BETTER OFF WITHOUT ME!!







Ma adesso Lex è andato via, sei tentato di andare via anche tu, ma, devi restare, Lex potrebbe tornare, o se dovesse venire Ismael potrai coprire i casini che sta facendo quel mezzo italiano…
Speri che si calmi e che torni a casa, perché se così non dovesse essere….
Cielo!
Per un attimo ti pare di aver visto degli insetti sul muro, ma ci sei abituato, a volte ti capita, la causa è lo stato d’ansia depressivo-paranoico.
Ne hai parlato spesso con il tuo analista, sai gestirlo.
Ricorda Yan, sai gestirlo, hai imparato a farlo anni fa…
“ Non c’è niente sul muro, va tutto bene…” Ti ripeti.
Prendi una sigaretta e ti siedi sul divano, fumi chiudendo gli occhi e cercando di regolarizzare il respiro.
Maledetto bastardo, ti ha lasciato solo…in fondo un pò te la sei cercata, lo hai fatto stare male, ma resta uno stronzo, ti ha mollato in piena crisi depressiva…
Forse, magari, se tu glielo avessi detto non se ne sarebbe andato…
Avresti dovuto dirglielo, avresti dovuto dirgli tante cose…
Speri che non faccia cazzate…
Le ore passano, resti immobile sul divano, una mano sul cuore…
Guardi fuori dalla finestra, è il tramonto, Lex non è ancora rientrato, probabilmente non lo farà, non rientrerà affatto….
Adesso comici seriamente ad avere paura che lui non torni più per davvero…
Ti alzi in piedi e cammini nervosamente avanti e indietro.
Alla fine anche la tua maschera bianchissima di cera si incrina ed infine si spezza.
Ti accasci al muro, scivoli per terra.
Sudi.
Tremi.
Nella tua mente si rincorrono le immagini di corpi morti.
Il ticchettio dell’orologio ti mette sù un’angoscia non indifferente…
Senti il freddo della Russia penetrarti le ossa…
Rivivi la morte di tua sorella e di tua madre…
Ripensi al carcere…
Stai avendo un crollo…
Tieni la testa tra le mani e piangi silenziosamente.
“ Torna Lex…”



“Che vuoi fare ragazzino?”
“ Stia calmo, ci vorrà un attimo…” Il tuo sorriso di morte, il volto dell’uomo terrorizzato.
Un’ascia nella tua mano.
“ Non farlo!”
“ Qualcuno deve pur portare i soldi a casa…”



“ Sei andato a scuola Yan…”
“ Si mamma.” Menti tranquillo.



“ Fratellone, ci sta un mostro sotto il mio letto…!”
“ E tu pensa a papà cos’ il mostro se ne va.”
“ è vero! Ha funzionato!é sparito Yan.”
“ Brava Helena, finché io sto qui non capiterà nulla di male a te e alla mamma.”
“Si, ti voglio bene.”
“ Anche io, ed ora fila a letto.”



“ Ho un lavoretto per te Yan…”
“ …”



“Torna lex…”
La testa ha preso a vorticarti.
Non vorresti, ma ti senti debole, vulnerabile, stanco.
Tremi ancora più intensamente….
Guardi la scatolina di pillole, devi resistere….
Devi resistere.
Forza! Fai come ti ha insegnato il tuo analista, respiri lunghi e profondi, calmati, non ascoltare quelle voci.
Puoi farcela…
“ Torna Lex…”





THE LYING!!
THE BLEEDING!!
THE SCREAMING!!!
WAS TEARING ME APART!!
THE HATRED!!
DECEIVING!!
THE BLEEDING!!
IT'S OVER!!!






Sono passati tre giorni da quando Lex è andato via. Sono due notti che non dormi e questa sarà la terza…
Sono tre giorni che non vai a lavoro e non rispondi alle chiamate di Lucie.
Sbatti un pugno sul muro, poi ti rechi in cucina, prendi la scatolina e lo apri…
Cazzo…! Vuoto…
Ridi, un po’ istericamente…
Quello stronzo…le avrà nascoste da un'altra parte…
In fondo Lex, , forse, ci tiene a te…
Che stronzo ti ha lasciato la scatolina vuota, ha voluto solo farti un dispetto tirandotele, in realtà lui ci tiene quanto te che tu riesca a superare questa dipendenza…solo che, diamine, ti ha lasciato solo…
Non puoi farcela senza di lui, è difficile…
Sei nervoso, ti sei trovato a dipendere dai farmaci prima e da Lex poi.
Non puoi dipendere da Alexander, non puoi…
Forse aver avuto paura dell’evolversi dei fatti tra di voi non ha portato a nulla di buono…
Puoi avere paura quanto vuoi, certe cose non possono cambiare, e tu, vuoi lui.
È una verità lampante ormai.
Lo vuoi, lo rivuoi con te in casa, a incasinare ogni cosa che fa.
Solo che non hai la più pallida idea di dove andarlo a cercare.
Certo, potresti fare delle domande giù nei bassi fondi, ma sicuramente Ismael lo verrebbe a sapere e peggioreresti le cose.
Stai sempre peggio.
Il cuore batte a fatica, sudi spesso, hai perso i sensi ieri.
Adesso poi il respiro ha ricominciato a farti dolere il petto.



Paint the mirrors black (to forget you)
I still picture your face and the way you used to taste.
Roses in a glass dead and wilted.
To you this all was nothing,
everything to you is nothing





L’ansia è sempre più difficile da gestire.
Potresti chiamare il tuo analista e farti dare altri farmaci…
No, abbiamo già detto che è da escludere, non puoi ricominciare daccapo.
Se solo lui fosse qui…
Il tuo cellulare squilla nuovamente, guardi il dispaly giusto per vedere se è effettivamente Lucie e in quel caso rifiutare la chiamata, ma sul display appare solo la scritta: Anonimo.
Il cuore ti batte rapido, potrebbe essere Lex!
Ma no, Lex non ha il tuo numero…
Ismael!
Potrebbe essere lui.
Il dilemma è: Rispondere o no .
Infine rispondi.

“ Pronto.” Ti sforzi di usare un tono non isterico e di trattenere le lacrime e l’ansia, compi uno sforzo disumano nel fare ciò!
“ Sei vivo.”
“ Ismael…” Infatti…
“ Lui dov’è?”
“ Lex dorme, è mezzanotte, la mattina deve alzarsi presto per andare giù al cantiere.” Menti, sperando che se la beva…
“ Non mi piacciono le bugie Yan…Che combina Lex?”
“ Ismael non sono la sua balia, ora dorme, che vuoi?”
“ Non combinate guai.”
“ Sta tranquillo.”
Ismael riaggancia.





Well you're so filthy...
I'm better off without you and you're better off without me.
Well I'm so UGLY!!
You're better off without me and I'M BETTER OFF WITHOUT!!!

THE LYING!!
THE BLEEDING!!
THE SCREAMING!!
WAS TEARING ME APART!!!
THE HATRED!!
THE BEATINGS!!
DISASTER!!!
IT'S OVER!!

As wicked as you are...you're beautiful to me.
You're the darkest burning star, your MY PERFECT DISEASE!






La disperazione esplode quasi senza preavviso.
Inizi a singhiozzare e a piangere.
Non vuoi stare da solo.
È impensabile vivere la tua vita senza Lex….
Un’altra allucinazione ti colpisce, un’ombra sul muro si ingrandisce a dismisura e pare volerti afferrare.



THE LYING!!
THE BLEEDING!!
THE SCREAMING!!!
WAS TEARING ME APART!!
THE HATRED!!
THE BEATINGS!!
IT'S OVER!!!
DISASTER!!





Ti addossi alla parete, scivoli per terra, e chiudi gli occhi, li serri, metti le mani davanti la faccia, inizi a ripeterti che neppure stavolta è reale.
“Non è reale, non è reale, non è reale….”
Avverti dei rumori, forse è la serratura della porta di casa, forse no, non sai ben distinguere la realtà dall’allucinazione in questo momento.
Resti immobile, solo il respiro si infrange violento sbattendo sull’aria.
Ansimi forte di paura.
“ Yan...? Stai male?”
La voce di Lex….



Sei stato fino all’una di notte davanti al tuo orfanotrofio, a guardare il nulla…
Infine ti sei sentito una gran merda e sei tornato a casa, ti aspettavi di trovare Yan a lavoro, invece lo hai trovato accasciato contro la parete per terra, a lottare contro cosa non lo sai…
“ Yan?!” Lo chiami nuovamente un po’ allarmato dal suo modo ansioso di respirare.
Lui non ti rispondere, continua a tenere le mani davanti la faccia…
In un moto di tenerezza assoluta allunghi le tue mani e prendi le sue bianche tra le tue dalla carnagione bruna…
Lo costringi dolcemente ad allontanarle dal viso e poi lo esorti ad aprire gli occhi.
“ Yan, guardami, sono io…”
I suoi occhi azzurri bagnati di lacrime salate si aprono.
“ Sei tu…?”
“ Si dovrei essere io…Già…Che fai per terra? Sei andato in crisi d’astinenza?”
“ Ho fred..do…”
“ Eh si, mi pare tu sia nuovamente in astinenza.”
“ Mi hai lasciato solo.”
“ Scusa…”
Sei inginocchiato davanti a lui, tra le sue gambe, lui ti guarda, non sta bene.
Dolcemente ti fai più vicino, infine lo abbracci, lui ricambia, ti stringe forte e riprende a piangere.
“ Non respiro Lex…”
“ Certo che respiri.”
“ Non voglio stare senza di te…mai più Lex.”
“ Mai più Yan, mai più.”
“ Hai mangiato in questi giorni?”
“ No, non ho dormito neppure e sono svenuto….”
Sciogli l’abbraccio, lo aiuti a rimettersi in piedi.
“ Dai facciamoci un panino, perdonami ma non sono bravo a cucinare.”
Mangiate in silenzio.
Lo guardi tremare e mangiare faticosamente.
“ Respira Yan, piano…”
“ Alla fine io sono questo Lex, non sono niente, non sono bravo a fare niente, e quando vado in astinenza la depressione mi ride in faccia.”
“ Ultimamente mi sembravi meno depresso…”
“ Tu mi hai lasciato Lex…”
“ Volendo essere precisi tu hai lasciato me, ma non è questo il punto, sarei dovuto rimanere.”
“ Mi hai lasciato una scatolina vuota…”
“ Lo so.” E gli fai l’occhietto.
“ Stronzo.”
“ Si, un po’.”
“ Voglio lavarmi.”
“ Bene, anche io vado a farmi una doccia.”
“No, resta con me…falla con me, non voglio stare solo, non adesso.”
Sospiri triste, Yan è in condizioni disastrose, il suo sistema nervoso è stato messo a dura prova, sapevi che la sua depressione lo faceva stare male, non immaginavi fino a questo punto, al punto di ridurlo a pregare te di non lasciarlo solo.
Non lo lascerai mai più, questo è certo, anche se dovesse spezzarti il cuore mille volte.
Entrate nel bagno di Yan, vi spogliate e fai appello a tutto il tuo controllo per non iniziare a toccarlo sensualmente.
Entrate sotto la doccia dalle piastrelle color salmone, lui è scosso da singulti che lo colpiscono di tanto in tanto.
Lo aiuti a lavarsi i capelli.
“ Ecco adesso sono puliti e profumati come piace a te.” Gli dici dolcemente e lui ti regala un piccolo e raro sorriso.
Asciughi te stesso e dopo lui, che guarda un po’ te, un po’ nel vuoto, sta lentamente tornando in sé.
“ Buona notte Yan.” Gli dici davanti la sua stanza da letto.
“ No, non voglio dormire, loro mi faranno del male.”
“ Non c’è nessuno che vuole farti del male…Il discorso è proprio al contrario sei tu che fai del male alla gente…” La tua voleva solo essere una battuta ma lui abbassa lo sguardo e si rabbuia.
“ Dai cretino, hai capito cosa volevo dire…”
“ Resta Lex, dormi con me, resta.”
“…Si.”
La stanza di Yan profuma come lui, di buono, è ordinata, semplice, lineare, e pensare che ci stava un porcile prima.
Lo aiuti a stendersi tra le lenzuola fresche.
Lo avvolgi nel lenzuolo e poi ti distendi al suo fianco.
Lui sta a pancia in giù, tu ti fai più vicino e poggi la fronte sulla sua spalla.
“ Hai preso della robaccia?”
“ No Lex, altrimenti non mi sentirei così…”
“ Ne sono contento.”
“ Lo so. Ha chiamato Ismael.”
“ Cazzo.”
“ Già, gli ho detto che dormivi, non ci ha creduto, ma io ho insistito nella mia versione. Hai combinato casini nei quartieri bassi?”
“ No.”
“ Allora penso che possiamo stare tranquilli, se non hai fatto niente Ismael non indagherà oltre.”
Sta meglio e ti senti sollevato.
“ Lex?”
“ Cosa?”
“ Se da domani oserai fare anche una sola battuta sarcastica su stanotte io ti ucciderò.”
“ Non potrei mai ridere sul fatto che non stai bene.” Rispondi sinceramente.
Si, sta proprio tornado in se…
“Lex?”
“ Che altro vuoi?”
“ Non lasciarmi mai più. Non so stare senza di te, sei la mia famiglia e se non vuoi scopare fa niente, basta che sei qui, a guardarmi, voglio che mi guardi Lex.”
Quasi ti pizzicano gli occhi e ti metteresti volentieri a piangere dalla gioia.
Ti trattieni, non è il caso che ti fai vedere sconvolto, in questo momento devi essere forte per lui e devi saperlo tranquillizzare.
“ Pensavo non ti piacesse essere fissato.”
“ Ho mentito, mi piace avere il tuo sguardo addosso.”
“Anche io ti considero la mia famiglia Yan.”
“ Dove sei stato in questi giorni?”
“Ho dormito al cantiere, nel mio ufficio. Stanotte invece sono stato un’ora in piedi a guardare l’orfanotrofio dove sono cresciuto, ho ripensato al disegno divino di Dio.”
“ A cosa?”
“ è una lunga storia, però sai, sono contento che anche tu sei uno scarabocchio di quel disegno.”
“ Cazzo dici Lex?”
“ Niente, niente. Riposa adesso.”
Poco alla volta il respiro di Yan si fa regolare, intuisci che si è addormentato, sai con certezza che domani tornerà ad essere il solito bastardo di ghiaccio ma non fa nulla, lui è lui e tu sei tu…. ti stringi alla sua bianca schiena e sprofondi nel sonno anche tu.


still hear your voice, when you sleep next to me.
I still feel your touch in my dreams.
Forgive me my weakness, but I don't know why.
Without you it's hard to survive.

Cause everytime we touch, I get this feeling.
And everytime we kiss I swear I can fly.
Can't you feel my heart beat fast, I want this to last.
Need you by my side.
Cause everytime we touch, I feel this static.
And everytime we kiss, I reach for the sky.
Can't you hear my heart beat so
I can't let you go.
Want you in my life.

Your arms are my castle, your heart is my sky.
They wipe away tears that I cry.
The good and the bad times, we've been through them all.
You make me rise when I fall.

Cause everytime we touch, I get this feeling.
And everytime we kiss I swear I can fly.
Can't you feel my heart beat fast, I want this to last.
Need you by my side.
Cause everytime we touch, I feel this static.
And everytime we kiss, I reach for the sky.
Can't you hear my heart beat so
I can't let you go.
Want you in my life

Cause everytime we touch, I get this feeling.
And everytime we kiss I swear I can fly.
Can't you feel my heart beat fast, I want this to last.
Need you by my side



















Continua….

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Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:49 am

“Passione pura.”



Stai bene, stai decisamente bene.
Dire che ti senti come un Dio in terra sarebbe un eufemismo…
Hai smesso completamente di prendere farmaci, non vai neppure più dallo strizzacervelli, e Lex…
Già, Lex….Lex ha fatto e fa sesso con te.
Si è concesso.
Sei felice, si è concesso a te…
Sei felice e sereno, anche se la tua espressione facciale non tradisce alcuna emozione.
Stai divinamente.
Unica nota stonata.
Lex non prova piacere durante i vostri amplessi.
Al termine di essi devi aiutarlo a raggiungere il piacere, hai provato a masturbarlo durante, ma niente, riesce a venire solo dopo che lasci il suo corpo.
Purtroppo prova anche parecchio dolore, a tratti ti pare vada meglio, ma poi lo avverti irrigidirsi e….Hai provato anche la vaselina…nulla…
Ormai non è più una questione fisica, ne sei certo, il suo corpo è abituato a te dopo un mese e mezzo.
Il problema è tutto mentale, è un fatto di testa.
Si sente debole a lasciartelo fare.
La cosa peggiore è che lui non vuole che tu parli, e tu, bè, tu sei tu, non hai idea di come impiantare un discorso in generale, figuriamoci di questo tipo….
Eppure gli devi parlare, devi fargli capire che per te lui è importante.
Devi dirgli quello che provi per lui.
Vuoi chiedergli cosa prova lui per te.
Vuoi chiedergli il perché del suo dolore, vuoi cercare di capire, di farti capire, di capire lui!
Rigiri il tuo boccale di birra, e pensi, ti aggrovigli il cervello, pensi e ripensi a come puoi fare…
Come puoi convincerlo a parlare di questa faccenda…
Sorseggi la birra e con la coda dell’occhio osservi Lex che chiacchiera con Isabel e Ronnie.
Speri che Ronnie non gli dica della vostra piccola parentesi….Ci mancherebbe solo questo!
Lo vedi sorridere, lo vedi intento a fare il cretino.
Reprimi un sorriso e torni al tuo boccale…
Lucie sta pulendo dei bicchieri, svuoti il tuo e glielo porgi.
“ Siete una bella coppia.” Ti dice.
“ Non stiamo insieme.” Ed è vero, in teoria non state insieme, ma ti è parso così strano formulare questa frase…
“ …Accidenti Yan, perché devi esser sempre così duro, Lex è come tutti noi qui, ha bisogno che qualcuno gli dimostri affetto….”
Una lampadina si accende nella tua testa…Che manchi questo nel vostro rapporto?…In effetti stavi formulando pensieri simili pochi secondi fa.
“ Secondo me gli farebbe piacere se tu gli dicessi che lo ami. Certe cose bisogna dirle di tanto in tanto…” Dice lei continuando a lavare i bicchieri.
Lo ha detto come se fosse la cosa più naturale del mondo, e forse lo è… ma…non fa per te…
Eppure…non puoi negare che è proprio questo che provi per lui da un po’ di tempo a venire a questa parte, forse, forse da sempre, da quando lo hai trovato sporco e imbambolato davanti la porta di casa sua.
“….”
“ Non dici nulla Yan…? Come speri che lui si lasci andare fino in fondo se tu non ti lasci andare con lui, in una coppia esiste una scambio…Non dirmi che non ne risentite nel sesso…”
“ Non siamo una coppia.”
Lucie sbuffa alla tua affermazione.
“ Certo, il primo ed unico essere vivente che ti sta accanto a parte noi in dieci anni che ti conosco e mi vieni a dire che lui non è niente per te…?! Sei paradossale Yan!”
Poi ti sorride comprensiva e si allontana per sistemare i bicchieri negli scaffali.
Torni a guardare Lex e il tuo cuore si riscalda, il tuo respiro si fa sereno.
Lex…
….
……
In macchina Lex rovista con i cd.
“ Che palle, anche tutti i cd messi in ordine a catalogati….Sei noioso Yan. Dove hai messo i five fingers?”
“Hai presente la e e la g, ecco stanno nel mezzo, ecco perché sono catalogati Lex, per trovarli facilmente…”
“ Saresti capace di catalogarti le mutande!”
“ Io e Ronnie abbiamo fatto sesso, tempo fa, molto tempo fa….”
Non sai perché glielo hai detto, forse perché non vuoi che ci siano segreti fra di voi, forse perché temevi lo facesse Ronnie, forse perché…..
“ Lo so.” È la sua risposta pacata, mentre mette il cd.
Tu allunghi una mano e metti pausa sullo stereo.
Vuoi parlare…
Lex capisce…” Perché me lo hai voluto dire?”
“ Tu come lo sai, te lo ha detto lui?”
“ No, lo so e basta. Me lo sentivo.”
“ è stato una volta sola, da quando io e tu ….cioè….” Cazzo!
“ Cosa?” Ti chiede….Ha per caso tremato la sua voce?
“ Non ho altri uomini a parte te…” Dici con noncuranza, come se gli stessi chiedendo di passarti l’accendino.
Lex rimane in silenzio.
“ Tu Lex?” Gli chiedi.
“ …Io…ecco…no, non vedo nessuno.”
“ Mi fa piacere.” Senti lo sguardo di Lex su di te, ti concentri sulla strada ed eviti di guardalo.
“ Ti fa piacere in che senso?” Chiede dopo un po’ Lex.
Sospiri, sei in imbarazzo, non è facile.
“ Sei la mia famiglia, non mi piace dividere la mia famiglia con gli estranei.”
Infine poni la domanda cruciale:
“ Perché non riesci a fartelo piacere?”
Lex sobbalza alla tua domanda.
È nervoso adesso.
“ Non ti piace farlo con me?” Insisti davanti al suo silenzio.
A volte pare che vi scambiate le personalità. È buffo…
“ Io, si, certo, solo che…”
“Solo che?”
“ Solo che …Merda Yan, non hai mica un giocattolino fra le gambe.”
“ Ronnie non è morto.” Lo stuzzichi, provi a pungere il suo orgoglio.
“ Cazzo Yan! Vaffanculo! Sei proprio un coglione!|”
“ Non appena hai esaurito le parolacce vorrei capire Lex, vorrei provare a capire…per te…per noi…”
“ ….Io, noi?”
“ Si, noi….” Dici sicuro, calmo, la dici in modo naturale, come fosse la cosa più giusta del mondo. Bè in fondo lo è…
Rallenti con la macchina, non vuoi arrivare troppo presto a casa, hai paura che questo fragile discorso possa finire.
I lampioni illuminano le strade deserte dalle ore più buie che anticipano l’alba…
La strada scorre sotto ai vostri occhi e l’asfalto pare ascoltarvi in religioso silenzio.
“ Ah! C’è un noi Yan?”
“ Si.”
“ Quindi noi, siamo, come dire, una coppia?”
“ Si, e siamo anche molto di più, siamo una famiglia, ed in una famiglia quando un membro ha bisogno d’aiuto l’altro glielo da.”
“ Cazzo, le tue corde vocali stanno facendo uno sforzo mostruoso!”
“ Non cercare di sviare l’argomento…”
“ Che vuoi che ti dica? Mi fa male! Non ho mia fatto il passivo, mi sento in tua balia, non riesco a capire, pensavo che fosse solo sesso…credevo, non lo so, che per te fosse una seccatura, insomma doverti preoccupare di come stavo, di questo, di quello!
Cioè…Mi fa male, che ci posso fare?!”
Sbotta lui in imbarazzo.
“Credo che il tuo sia un problema mentale, il tuo corpo si è aperto, me ne accorgo quando entro, non oppone resistenza, sei tu Lex, la tua mente. È così degradante per te accettarmi dentro al tuo corpo?”
Lui sospira…
Poi poggia la sua mano sulla tua che sta sul cambio marcia.
“ No, non lo è, Yan a me fa piacere averti dentro, è per questo che te lo permetto…Perché tu sei già dentro di me in mille modi diversi…”
“Forse il problema è questo…lo fai solo per me, dovresti farlo anche per te stesso…Voglio che godi con me Alexander, voglio che ti piaccia, non voglio che stai male, tu per me sei importante.”
Freni la macchina e la costeggi ad un vicolo.
Intrecci le dita della tua mano a quella di Lex e lo fissi deciso negli occhi.
“ Io ti amo.” Lex sgrana gli occhi….
Scuote la testa ed allontana la sua mano da te….
“ No! Nessuno ce lo ha insegnato! Non possiamo saperlo….”
“ Lex, io ho avuto una famiglia ricordi? Io lo so riconoscere per entrambi, e forse ha ragione Lucie, certe cose non è che te le insegnano…Le senti e basta. È stato difficile anche per me capirlo….Ma è così, tu cosa pensi che sia quella cosa che ti lega a me?”
“ Non lo so…”
“ Prova a spiegarmelo…”
“ Io sento che voglio stare con te, se non ci sei sto male, e ti voglio dentro anche se fa male perché ti voglio dare tutto, e mi piace quando mi dici che siamo una famiglia, mi piace che…. non lo so, mi piace quando sei sereno, mi piace tutto ecco.”
“ Questo è amore Lex….”
“No, tu mi abbandonerai, lo so, lo fanno tutti alla fine.”
“ No, la famiglia non si abbandona. La famiglia è sacra.”
“ Ma mia madre, i miei genitori, io…”
“ Non posso rispondere per lei, io rispondo per me, per me la famiglia è tutto!”
Lex pare sul punto di scoppiare a piangere…
Di slancio ti abbraccia.
Tu lo trascini nel sedile posteriore.
Premi le tue labbra alle sue, lo baci sofficemente, con un po’ di prepotenza tipica del tuo essere.
“ Lasciati andare…” Gli dici prima di iniziare ad abbassargli i pantaloni.
Lex chiude gli occhi e deglutisce….
“ Cazzo, se ti lascio fare tutto quello che vuoi, devo amarti anche io per forza….” Dice aiutandoti a denudarlo.
“ Hn…”
“ Cosa c’è hai esaurito le parole? Ti sei richiuso nel tuo mutismo di ghiaccio?”
“…”
“ Perfetto!” E ride.
Tu hai detto abbastanza però, basta parlare adesso.
Lo vuoi, il tuo corpo lo esige.
….
…..
…….
Il Corpo nudo di Lex è per te qualcosa di terribilmente attraente.
La sua carnagione ambrata, la compattezza dei suoi muscoli.
Le fossette al termine della sua colonna vertebrale…quelle lì, proprio poco prima che inizi il suo sedere sodo.
Lo giri e lo rigiri a tuo piacimento, ma anche con il massimo rispetto.
Lo giri e gli lecchi la colonna vertebrale, indugi sulle sue fossette.
Lui si tende, la temperatura sale, il suo collo brilla di sudore, i vetri della macchina si appannano in fretta.
Allarghi i suoi glutei…
Lex sussulta…
La tua lingua segue i contorni del suo sedere, poi maliziosa inizia stuzzicare la sua apertura calda.
Lex quasi ti sfugge dalle mani, si agita e geme di piacere, di certo non si aspettava questo….
Le sue mani si aggrappano alla tappezzeria dell’auto.
Trema e geme.
La tua lingua continua a disegnare i contorni della sua entrata.
Lex continua a gemere forte e ogni tanto si contorce, fai fatica a tenerlo fermo.
Il profumo del suo corpo ti fa perdere ogni pudore, semmai ne hai avuto…
La tua lingua si intrufola in quell’antro caldo e pulsante.
E scopri che non sempre quando si volta il proprio partner lo si fa per mettere distanza, voi adesso siete molto uniti, in modo totalmente intimo.
“ Yan….” La voce di Lex è roca e tremante.
Ti chiama ma non sa che dire.
La tua lingua continua ad umettare la sua entrata, la tua lingua continua a penetrarlo dolcemente.
Stringi fra le mani i suoi glutei e li tocchi a tuo piacimento, stringendoli e rilasciandoli…
Poi la tua lingua rotea dentro l’ano di Lex e la tua saliva cola nel suo corpo per prepararlo….
Lex geme sempre più forte…Piano ti stacchi dal suo corpo…
Lo volti verso di te e noti il suo più totale abbandono…
Non solo nel corpo, ma anche nello sguardo…
Adesso è davvero pronto…
Il cuore ti batte forte, veloce, velocissimo.
Tutto ciò che ti fa stare bene è qui, tra le tue mani.
Finalmente….
Lex tiene il viso voltato verso sinistra, ma tu lo costringi a fissare i suoi occhi nocciola nei tuoi azzurri.
“ Voglio che mi guardi….” Gli sussurri.
Lex si aspetta di essere penetrato, incede tu indugi ad accarezzare il suo sesso.
Lex sospira di piacere, diversi minuti dopo ti accorgi che sta pare venire, rapido sputi sulla tua mano e la passi velocemente lungo il tuo sesso e nell’istante esatto in cui Lex rilascia sul tuo addome il suo orgasmo caldo, tu entri in lui con un’unica spinta fluida, dolce e decisa.
Lex grida di piacere, non si è neppure accorto del lieve fastidio più o meno solito nella penetrazione iniziale, grida di piacere e basta.
Anche tu trattieni un gemito di puro piacere che provi nell’essere avvolto dentro al suo corpo stretto e bollente, accogliente come non mai…
Resti fermo e lasci a Lex il tempo di riprendersi dall’orgasmo e di adattarsi al tuo pene.
Poggi la tua fronte sulla sua.
Poco importa quanto sia scomoda la posizione che avete assunto, soprattutto per te, che sei semi-inginocchiato, non ti importa di nulla, se non di lui.
Lex passa le sue braccia attorno a te.
Poi, piano stringe il suo alvo e saggia la compattezza della tua erezione, gemi, non resistendo alla piacevole frizione.
Non avete smesso di fissarvi per un solo istante.
Assesti la prima spinta con calma.
Lex geme di piacere, il tuo ego si gonfia, sei felice.
Spingi ancora, un po’ più forte e Lex geme ancora di puro piacere.
Ti guarda con occhi enormi e sorpresi…
Geme e poi non riesce più a guardarti negli occhi, le sue palpebre si chiudono rapite dalla passione, e tu affondi il viso nell’incavo della sua spalla.
Lo stringi a te e prendi a muoverti in un ritmo piacevole per entrambi, profondo, passionale, poco dopo le tue spinte diventano sempre più potenti a causa degli incoraggiamenti di Lex…
“ Ah! Yan…mhhh…di più…di più….”
Lo accontenti, acceleri il ritmo e non gli dai tregua.
Stai per raggiungere il culmine e invece di aumentare il ritmo rallenti…vuoi che duri più a lungo….
Fai uno sforzo sovraumano nel fare ciò, ma non vuoi che finisca troppo presto.
Lex si lamenta, stava per venire anche lui, e quasi agonizza mentre rallenti i tuoi movimenti….
Agonizza e gode…con te, insieme a te…
Sei esaltato, e nonostante tu abbia imparato a gestire l’orgasmo in modo da non diventare violento dentro al suo corpo l’estati prende il sopravvento e riprendi a spingere forte.
Lex ne gode.
Gode delle tue spinte forti e virili.
Grida quando cominci a stimolare la sua prostata.
Vai veloce sempre di più e non reprimi un grugnito di piacere. Lo tocchi ovunque.
Lecchi il suo collo.
Mordicchi il suo orecchio.
Lex allunga una mano e accarezza frenetico il tuo volto, tu lo lasci fare, ti lasci esplorare anche tu, finalmente siete di nuovo vicini all’orgasmo.
Lex piante le sue unghie corte sulla tua schiena robusta.
Tu gemi di piacere senza controllo e Lex fa altrettanto.
Gemi forte dentro al suo orecchio, lo abbracci convulsamente e porti entrambi all’orgasmo….
Gemi di piacere e vieni dentro al suo corpo, Lex lancia un mezzo grido strozzato e viene fra i vostri corpi nudi bagnando entrambi del suo seme bianco.
Ti abbraccia sconvolto.
Anche tu sei stordito e ti accasci su di lui, quasi lo schiacci con il tuo peso, ma ben presto recuperi fiato e ti scansi, leggermente, ti sposti il giusto per non gravargli addosso, poi, piano, con cautela, esci dal suo corpo.
Lo tieni stretto a te.
Lo senti cercare di regolarizzare il respiro.
“ La famiglia è sacra Lex….Il tuo corpo è sacro, tu sei sacro per me.”
Lex si abbandona nel tuo abbraccio….
“ Sono venuto Yan…devo dire che avevo perso le speranze…” Ti confessa affannato.
“ Mi hai incasinato la macchina….”
“ Hey! Mi hai trascinato tu nel sedile posteriore!”
L’alba giunge troppo in fretta, e fra una carezza e l’altra siete costretti a rivestirvi in fretta.
Lex riattiva lo stereo e canticchia sulle note dei five fingers…
“ Sei stonato Lex…”
“ Ma fammi il favore, canta tu dai! Fammi sentire il tuo accento russo mentre canti! Scommetto che c’è da ridere!”
“ Io non canto idiota.”
Lex ride.
“ Certo signor ghiacciolo dell’artico, tu sei tutto d’un pezzo, non canti….Io sono YYYan, sono RRRusso, io NO cantare! Ti spiezzo in due*! Ahhahhha!”
Ti prende in giro per il tuo accento…
Scuoti la testa e lui riprende a cantare….
Sacro, è sacro….é sacro….
….
……




I just want you close
Where you can stay forever
You can be sure
That it will only get better

You and me together
Through the days and nights
I don't worry 'cause
Everything's gonna to be alright
People keep talking they can say what they like
But all i know is everything's gonna to be alright

No one, no one, no one
Can get in the way of what I'm feeling
No one, no one, no one
Can get in the way of what I feel for you, you, you
Can get in the way of what I feel for you

When the rain is pouring down
And my heart is hurting
You will always be around
This I know for certain

You and me together
Through the days and nights
I don't worry 'cause
Everything's gonna to be alright
People keep talking they can say what they like
But all i know is everything's gonna to be alright

No one, no one, no one
Can get in the way of what I'm feeling
No one, no one, no one
Can get in the way of what I feel for you, you, you
Can get in the way of what I feel

I know some people search the world
To find something like what we have
I know people will try try to divide something so real
So till the end of time I'm telling you there ain't no one

No one, no one, no one
Can get in the way of what I'm feeling
No one, no one, no one
Can get in the way of what I feel for you, you, you
Can get in the way of what I feel for you

oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh













Attenzione:Spoiler prossimo cap….


-La famiglia è sacra….
Nessun estraneo deve permettersi di toccare la mia famiglia.-

-Ismael…-
-Hai carta bianca.-











Continua…..


*famosa frase del film Rocky con Stallone XD, questa frase viene detta dal rivale di Rocky Balboa ovvero Ivan Drago pugile sovietico; ecco, per immaginarvi come parla Yan fate riferimento qui ^^

La canzone utilizzata è di Alicia Keys, no one

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Share the pain Empty Capitolo 11

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:50 am

“ La pagina buia dentro ognuno di noi…”





“ Non vieni con me allo share the pain stasera?”
“ No, non posso è il compleanno di uno dei miei dipendenti, vieni tu con me.”
Yan inarca un sopracciglio.
“ Fuori discussione.”
“ Uffa! Andrò da solo.”
“ Come ti pare.”
“ Salutami le ragazze.”
“ Hn…”
Vedi Yan prendere le chiavi della macchina offeso ed andare via.
Di recente vi siete scambiati i numeri del cellulare, al limite lo chiamerai più tardi per sapere che fa…
Ti sbrighi a prepararti e ti rechi alla festa.



“ Ciao Lex!”
“ Ciao Jeff, buon compleanno coglione!”
Jeff ride, diciamo che è già ubriaco.
La serata scorre via tranquilla.
Fate gli scemi, bevete e giocate a carte.
La festa finisce molto tardi e pensi sia ora di tornare a casa, anche Yan starà per tornare.
Alla fine non lo hai chiamato e lui ovviamente non ha chiamato te.
Tsk! Figurarsi se faceva il bravo fidanzato quello stronzo!
Ti incammini verso casa a piedi, tanto non è troppo distante.
Sei un po’ brillo ma non sei perso come quegli altri idioti.



Cammini per le strade buie di New York.
Tutto va bene.
Tu, Yan.
State bene insieme.
Certo non è mai facilissimo con lui, ma alla fine ne vale sempre la pena.
Sfogli le pagine della tua vita.
Ognuna di loro ha un colore diverso.
In questi giorni le pagine della tua vita hanno assunto una tonalità rosso fuoco.
Il colore della passione e dell’amore.
Solo che svoltando pagina e svoltando angolo noti subito come la pagina in questione sia nera.
Sono in quattro e ti accerchiano in questo vicolo buio e senza case intorno.
Il solito vicolo che hai attraversato tante volte tornando a casa.
Solo che stavolta ci stanno le persone sbagliate.
Non ti intimorisci.
Sbuffi e stai per prendere il portafoglio, non hai molti spiccioli con te, tanto meglio.
“ Che fai bellezza? Noi non vogliamo soldi….”
Dice il più alto dei quattro, è poco più basso di Yan….
Ed un brivido ti serpeggia in corpo…
Non vorranno mica…
La pagina nera si estende fino ai tuoi piedi.
Deglutisci.
La luna in cielo si è nascosta dietro ad una nuvola…tzè!
Puttana!
Il più alto dei quattro ti viene incontro.
Lo affronti senza indugi.
Lo picchi forte e avresti anche la meglio se solo i suoi compari non stessero venendo in suo aiuto.
Ti immobilizzano.
L’energumeno ti fissa rabbioso, il volto insanguinato, uno dei tuoi pugni gli ha spaccato il labbro.
Ti colpisce ovunque, al volto, allo stomaco, poi esce una piccola catena dai jeans neri e ti colpisce con quella all’occhio destro.
Senti il sangue cadere giù copioso, lì per lì pensi che ti sia saltata la pupilla.
Ma il dolore lancinante non ti consente di ragionare lucidamente.
Lotti disperatamente.
Lotti come un animale in gabbia.
“ Ahhhha! Mi piace che ti dimeni, lo ammetto, se ti fossi arreso subito mi sarei divertito di meno.” Ride il bastardo, poi un suono secco. Registri che ti ha strappato i vestiti di dosso e che ti ha letteralmente sbattuto per terra.
Non può essere vero.
Deve essere un incubo, non sta succedendo a te….
No.
No.
No! NO! NO!
Il dolore lancinante ti squarcia dentro.
Ti ha penetrato come una bestia senza dignità.
E all’inizio non vuoi dargli la soddisfazione di sentirti urlare, ma ben presto il dolore diventa insopportabile e urli forte.
Urli anche il suo nome….
“ Yan!!!”
Sperando che ti senta, ma come mai potrebbe? Lui è dall’altro lato della città…
Il bastardo che ti sta violentando, la bestia senza nome, ti tappa la bocca e ride.
“ Povero piccino, urli? Chiami la mamma?!”
E piangi per la forte umiliazione che ti stanno infliggendo. Non vorresti, ma non riesci a sfogare in altro modo.
Piangi di rabbia e sei furioso, il tuo occhio sano si inietta di sangue tanto il tuo cuore pompa veloce sangue mischiato a rabbia.
Il tuo orgoglio sanguina più del tuo corpo.
Non hai più la forza neppure per muoverti.
Respirare sta diventando una fatica senza precedenti.
Ogni volta che respiri ti fa male la pancia, ti senti trafitto da numerosi aghi, forse hai più di una costola spezzata.
Speri che una di essa ti buchi un polmone perché vuoi morire adesso, subito, immediatamente.
Nella tua testa l’immagine di Yan…Vorresti resistere per lui ma…
Forse per una volta la vita ha pietà di te e svieni mentre lui esce dal tuo corpo….
Purtroppo non svieni molto velocemente …fai in tempo a sentire:
“ Ora tocca a voi tre…”
Ti senti un sacco di carne vuoto, senza anima.
….
…..
Buio.
…..
……..
……….



Il tuo cellulare squilla.
Sei in macchina, stai per rientrare in casa.
Mh!
Finalmente il deficiente mezzo italiano ha deciso di chiamare.
E in effetti il numero sul display è proprio il suo.
“ Ce l’hai fatta a chiamare alla fine razza di cretino!”
“ Ehm…signore…è l’ospedale di Tara’s street. Abbiamo trovato il suo numero di telefono all’interno del cellulare del signor Alexander Turch.”
Freni di botto.
“ Arrivo subito.”
Fai un’inversione spericolata e ti dirigi verso l’ospedale, il tuo cuore corre più della tua macchina sportiva nero metallizzata.
La pressione sale, ed un senso di nausea ti coglie prepotente.
Entri all’ospedale correndo.
Ti rechi da un’infermiera in sala d’attesa.
“ Mi avete chiamato per il signor Turch…lui…l..lui dov’è?”
Noti l’espressione grave della donna.
“ Attenda, vado a chiamare il dottore….”
Respiri a fatica….
No, se lui è morto….no….non può essere morto.
Non lui, non Lex, il tuo Lex…
Il dottore arriva di corsa, ti porta con se in una saletta.
“ Che cazzo è successo?!” Sputi stanco di aspettare.
“ Lei è un amico del signor Turch?”
“ No, sono la sua famiglia.”
Il dottore ti guarda in modo triste e sospira.
“ Il suo nome?”
“ Yan, ora mi dica dove cazzo avete messo Alexander…lui….è vivo…?”
E il tuo cuore agonizza.
“ …Signor Yan, si, il signor Turch è vivo, adesso è fuori pericolo, abbiamo dovuto fargli un piccolo intervento di chirurgia, ma adesso come le ho detto, è fuori pericolo.”
Sei agitato e il sangue fluisce al tuo corpo troppo rapidamente, sei sul punto di ammazzare il dottore….
Ma che diamine! Alla fine non avrebbe senso uccidere questo piccolo signore con il camice bianco, in fin dei conti ha operato lui Lex, e se adesso è fuori pericolo magari il merito è suo….
“ Voglio vederlo….”
“ Signor Yan, si segga un attimo prego.”
“ No, non voglio sedermi, voglio vederlo.”
“ Forse prima è opportuno che lei mi ascolti.”
Il medico si toglie gli occhiali e si strofina gli occhi.
“ Signor Yan, sarò schietto….il signor Tuch….”
“H avuto un incidente?” Chiedi.
“ Diciamo di sì….”
“ Che cazzo intende?!”
“ è stato violentato…mi dispiace molto…”
E se prima stavi male, adesso ti frana proprio il terreno sotto i piedi…
Lex….
Ti riscuoti immediatamente.
“ Mi porti da lui, subito!”
“ Si, adesso dorme, ha preso parecchi antidolorifici, non lo svegli, lasci che si svegli da solo…Abbiamo provveduto a dargli qualche punto di sutura all’ano, l’occhio è salvo per fortuna, ha due costole rotte ma non c’è pericolo per i polmoni, dobbiamo pregare per lui…”
“ Pregare….”
Il medico ti fa strada….
Si ferma davanti ad una porticina bianca, ti da una pacca sulla spalla e va via.
Non sai quantificare i minuti in cui rimani fermo, bloccato davanti quella porticina bianca a chiederti il perché vi è capitata una cosa così brutta….così….orrenda e disgustosa.
Deglutisci e ti decidi ad entrare in stanza.
La visione di Lex è un pugno in pieno stomaco.
È stato messo a pancia in giù, il volto di lato ha davanti la bocca una mascherina per l’ossigeno, il volto è violaceo per i lividi ed il sopracciglio è ridotto male.
Ti avvicini piano a lui.
Come se il rumore dei tuoi passi sarebbe una cosa difficile da sopportare per lui.
Ti avvicini con cautela.
La tua mano accarezza lieve il suo volto pallido e dormiente.
Il tuo respiro trema, una lacrima sfugge al tuo controllo.
Ti siedi accanto a lui.
Lo guardi riposare, il suo volto non è sereno, pare stia soffrendo molto….
Passano le ore…
Lo guardi dormire, ti concentri sul suono del suo respiro che giunge ovattato da dentro la mascherina verde trasparente.
Ti concentri sul BIP che viene prodotto dalla macchina che gli controlla il battito cardiaco.
Ti tieni la testa con una mano, l’altra stringe dolcemente la mano di Lex.
Sei disperato.
BIP.
BIP.
BiP.
La porta si apre, non hai bisogno di voltarti per sapere chi è…
“ Mi fai schifo Ismael, sei venuto per vedere se aveva combinato casini? Il casino glielo hanno combinato a lui…”
“ Si, lo sapevo già, sono venuto a vedere come sta.”
“ Come vuoi che stia?!”
Ti volti a guardalo.
Ismael ti pare sinceramente dispiaciuto…
“Immaginavo che sareste finiti insieme.” Ti dice sorprendendoti.
“…Nh…”
“ Tu mi ricordi me stesso, Lex mi ricorda una persona che adesso non c’è più…Adesso è lui ad avere bisogno di te…”
Ismael guarda il corpo martoriato di Lex e lo vedi rabbuiarsi ulteriormente.
Poi si volta ed esce dalla stanza.
Senza indugi lo segui nel corridoio che puzza di spirito e altre medicine.
“ Ismael…” Fai per parlare, ma lui ti precede intuendo alla perfezione i tuoi pensieri.
“ Hai carta bianca Yan.”
Sogghigni…
“ Bene.” Gli dici mentre guardi la sua schiena allontanarsi.
Rientri nella stanza e raggiungi nuovamente Lex.
Riprendi la sua mano tra le tue.
Perfetto, Ismael ti ha dato carta bianca.
Ti basta solo sapere il loro aspetto, prima penserai a Lex ovviamente, ma poi, poveri idioti… sono morti che camminano!
Vendetta!!!
A giudicare dalle condizioni del suo corpo sicuramente l’aggressore è più di uno, considerando la forza di Lex dovevano essere più di due, ad occhio e croce saranno stati tre o quattro in tutto.
Purtroppo non è ancora il momento per la vendetta, prima devi pensare a Lex…
Solo a lui, ma dopo….dopo…!
Ti chiedi come possa essere così puttana la vita, sembrate nati solo per soffrire tu e Lex…
“Mhh…”
Un lamento attira la tua attenzione.
Lex ha aperto gli occhi, sono vuoti e spenti, stanchi, provati.
“ Lex…” Dici il suo nome.
Lui ti guarda e regge a fatica il tuo sguardo.
“ Lex…” Dici ancora.
“ …V..va…vi…a..” La voce ovattata dalla mascherina ti giunge estremamente sofferente al tuo orecchio ed il tuo cuore si spezza, va in frantumi dinnanzi alla sofferenza di Lex, dinnanzi al suo martirio…
“ Voglio stare con te, è stata colpa mia, io sarei dovuto venire con te…”
“ Io, mi so difendere…da…d..da…so…lo…”
“ Lo so Lex, solo avrei dovuto essere lì con te, mi dispiace così tanto amore mio…”
“ Non so…no de..bo…le…”
“ No, non lo sei….”
“ Lasciami solo, non voglio che mi vedi co…sì…”
“ Ti prego Lex, non mandarmi via…” Dal tuo occhio destro sfuggono al tuo controllo due lacrime, piccole semiovali e trasparenti.
Sai bene che le sue condizioni fisiche sono critiche, ma sei ancora più preoccupato per il suo orgoglio.
Già il suo orgoglio smisurato, così indomito e selvaggio.
Gli accarezzi i capelli in disordine.
“ Yan…fam..mi…mo…ri..re…”
Un’altra lacrima sfugge al tuo controllo….” Ma cosa dici Lex….? Ti prego, ti prego, non dire queste cose…”
“ Non voglio più…vi…ve…re…”
“ No, smettila, io ho superato la depressione per te, per poterti stare accanto, tu sei in debito con me, tu devi superare tutto questo, perché io ti voglio per me, ti voglio qui con me…”
“ Non deve…saperlo…ne…ne…nessu..no…”
“ Va bene, però Ismael lo sa, è stato qui prima…”
“ Lui non…conta…è…solo una specie di… fanta…sma…”
“ Era dispiaciuto per te….”
“ ….”
“ Ti rimetterai Lex, datti un po’ di tempo.”
“ Sono stanco…”
“ Lo so, riposa, io sto qui.”
Lex ripiomba in un sonno profondo.
Tu esploderesti volentieri in preda ai nervi e stermineresti l’intero ospedale, ma a che pro…?
I veri colpevoli sono lì fuori.
Lex è stato in grado di risvegliare il tuo lato umano…Non avresti mai pensato di piangere per un altro essere vivente.
E forse sei un grande egoista, ma sei felice che Lex sia sopravvissuto e che sia ancora in vita.
Ha l’anima ammaccata e il suo orgoglio sanguina, ma è vivo.
Qui, con te.
Il resto lo aggiusterai con le tue mani, lo aiuterai, lo sosterrai, non importa quanto Lex te lo renderà difficile, perché già te lo immagini che ti renderà la vita impossibile, ma l’idea non ti preoccupa per nulla.
Tu gli starai accanto, si fa così con la famiglia.
Ti chiedi ancora come possa essere tanto crudele la vita con voi due….

…..
Non trovi risposta.
….
…..
…….
In questi giorni tutti i dipendenti di Lex lo hanno tartassato di chiamate al cellulare, lui non ha mai risposto, hai riposto tu per lui.
Erano tutti preoccupati, la spiegazione che hai fornito loro è stata: “ Una macchina lo ha investito, ma nulla di grave, deve riprendersi. No, non posso dirvi in quale ospedale siamo. Sapete come è Lex, non vuole ricevere visite, ma vi saluta e vi dice di non preoccuparvi.”


Lo ha trovato una pattuglia di polizia, ti ha detto in seguito il dottore che lo ha avuto in cura.
Era nudo, i vestiti erano accanto a lui, pure il cellulare.
Volevano solo il suo corpo, non hanno toccato un centesimo.
Lo hanno massacrato di botte per renderlo inoffensivo. Cerchi di ricostruire i fatti per quanto doloroso sia.
Ti servirà in futuro, più dettagli hai più capirai con certezza chi è stato…
…..
……..
Dopo un lungo mese in ospedale finalmente potete tornare a casa.
Lex cammina a fatica nel pianerottolo.
Fai per allungare un braccio per sostenerlo ma come era prevedibile lui ti scaccia in malo modo.
“ So camminare!”
è incredibile quanto la vita possa metterci a dura prova eh Yan?
Addirittura ha minato il tuo carattere e ti ha costretto a renderlo meno duro per riuscire a stare accanto a Lex, specialmente adesso che ha così tanto bisogno di te.
Lo sostieni ugualmente, senza dire una parola.
Entrate in casa e Lex si avvicina al divano.
Si distende a fatica, tu lo aiuti.
Il vostro divano di vecchia pelle marrone.
Lex si lascia andare ad un respiro tremulo.
Mette un braccio a coprirsi la faccia.
“Non mi guardare Yan.”
“ Vuoi che ti prepari qualcosa da mangiare?”
“ Non ho fame…”
Guardi il tuo ragazzo disteso e distrutto su quel divano.
Un metro e settantotto di ragazzo ridotto ad uno straccio.
Ma tu non stai messo meglio, lì in alto, nell’alto del tuo metro e novantanove vedi solo nebbia.
Sai per certo che questa sorta di calma apparente sta diventando una specie di pentola a pressione, Lex prima o poi scoppierà, e speri di essere in grado di farlo stare meglio.
“ Sono lo scarabocchio di Dio.” Dice Lex.
“ Può darsi, ma non sei di Dio, sei il mio di scarabocchio.”
“ Forse non ti sei accorto che non sono stato molto tuo ultimamente.”
“ Tu sei sempre mio.”
Vorresti che lui ti parlasse di quella notte, ma sai che probabilmente non lo farà mai…
Vorresti farlo sfogare nel modo giusto, ma non sei bravo quanto il tuo ex-analista.
Non sai dove incanalare le energie negative.
Come fa un assassino ad aiutare un'altra persona a vivere?
A vivere dopo…questo…
“ Metto l’acqua a bollire per la minestra.”
Lex ride amaramente….
“ Cazzo, mi rifili anche la minestrina…mi faccio schifo…”
“ Per me possiamo anche ordinare una pizza e due lattine di birra, voglio solo che mangi qualcosa…”
“ Merda! Non ho fame….! E poi mi stai sempre tra i piedi! Tornatene al locale. Sei irritante.”
Ti avvicini a Lex, ti sdrai accanto a lui.
Sospiri.
“ Ti amo.” Gli dici solo, mentre puoi sentire i singhiozzi di Lex farsi sempre più convulsi mentre si copre il viso con entrambe le braccia.
Ogni suo singhiozzo ti pugnala dritto al cuore.
Rimani immobile ad ascoltare il suo sfogo straziante.
I giorni seguenti non sono migliori, anzi, forse anche peggiori.
Lex è intrattabile, è sempre più nervoso.
Fuma e poi spegne la sigaretta a metà, con rabbia, dentro al piccolo posacenere a forma di noce.
Lo vedi spegnere la tv e distendersi sul divano.
In questi giorni ha dormito lì.
Non vuole dormire più con te, in camera tua, o meglio in quella che fino a un mese e mezzo fa era diventata la vostra camera.
Non vuole farsi vedere nudo da te, non ne capisci il motivo, ma vuole lavarsi da solo.
Aspetti sempre fuori dalla porta del bagno, e nel frattempo speri che non cada e si faccia male, dato che i suoi movimenti sono ancora malfermi e i punti gli sono stati tolti da poco.
Ti siedi sul divano, in un angolino, nonostante la tua mole cerchi di non invadere il suo spazio.
Sfugge sempre ad ogni tuo minimo tentativo di contatto sia fisico che verbale.
Sfugge dai tuoi tentativi di abbracciarlo, di accarezzargli i capelli.
Sfugge alle tue parole, anche quando gli chiedi solamente come si sente?
Si, certo, lo sai che sta male, ma cerchi solo di stabilire un contatto.
Ismael aveva detto che era uno dei ragazzi più stabili che erano stati aiutati da lui.
Adesso è un giovane uomo distrutto.
E tu non hai la più pallida idea di come aiutarlo.
Ci provi lo stesso.
“ Vuoi parlare Lex?”
“ No! Ma che cazzo vuoi? Vatti a fare un giro va!”
“ Sono felice che tu sia vivo.”
“ Certo il tuo giocattolo usato è vivo, siamo tutti felici. Avresti dovuto sperare che fossi morto invece.”
“ Quello che conta adesso è che tu sei qui…con me…”
Lex guarda fisso il soffitto, indossa una camicia a jeans e i larghi pantaloni di una vecchia tuta azzurra.
“ Egoista.”
“ Si Lex, perdonami, ma non posso impedirmi di essere felice nel saperti ancora qui con me. Aiutami ad aiutarti Lex. “
Lex si alza di scatto dal divano.
“ Non ho bisogno del tuo aiuto! Né della tua insulsa pietà! Mi stressi, sta zitto!”
Lo guardi dirigersi verso la sua vecchia stanza e si chiude lì fino a notte fonda.
Stai sdraiato nel tuo letto, quello che dividevi con Lex.
Lo senti vuoto e freddo.
In questi giorni hai lasciato il locale in mano a Lucie e Lex ha lasciato il cantiere nelle mani di Willy.
Ti senti un essere inutile.
Un lieve bussare alla porta della tua camera da letto …
È Lex…
“Dimmi Lex.”
Il tuo cuore smette di battere.
Lex apre la porta.
Accendi il piccolo lume sul comodino.
Lex sta in piedi davanti la porta, indossa il suo vecchio pigiamone nero.
Sta in religioso silenzio e tu azzardi.
“ Vuoi dormire con me?”
Lex abbassa lo sguardo, poi fa un lieve cenno affermativo con la testa.
Scosti le coperte.
“ Vieni dai…” Lo inviti dolcemente.
Lui si stende accanto a te.
Copri entrambi con le coperte.
Lex si rannicchia contro di te, si preme al tuo corpo.
Lo abbracci, lui ti lascia fare.
Affondi il tuo volto nei suo capelli castani un po’ arruffati e profumati.
“ Lex, amore mio.”
Avverti le sue spalle sussultare ed ancora una volta ascolti il suo pianto straziante e struggente, lo vedi bere una ad una le sue lacrime copiose.
Lo avvolgi tra le tue braccia e tiri ancora un po’ le coperte su di voi nascondendo ancora di più entrambi agli occhi della luna.
Puttana!




Made a wrong turn
Once or twice
Dug my way out
Blood and fire
Bad decisions
That’s alright
Welcome to my silly life
Mistreated, misplaced, missundaztood
Miss “no way it’s all good”
It didn’t slow me down
Mistaken
Always second guessing
Underestimated
Look, I’m still around…
Pretty, pretty please
Don’t you ever, ever feel
Like your less than
Fuckin’ perfect
Pretty, pretty please
If you ever, ever feel
Like your nothing
You’re fuckin’ perfect to me

You’re so mean
When you talk
About yourself
You are wrong
Change the voices
In your head
Make them like you
Instead
So complicated
Look how big you’ll make it
Filled with so much hatred
Such a tired game
It’s enough
I’ve done all i can think of
Chased down all my demons
see you same

Pretty, pretty please
Don’t you ever, ever feel
Like your less than
Fuckin’ perfect
Pretty, pretty please
If you ever, ever feel
Like your nothing

You’re fuckin’ perfect to me
The world stares while i swallow the fear
The only thing i should be drinking is an ice cold beer
So cool in lying and I tried tried
But we try too hard, it’s a waste of my time
Done looking for the critics, cuz they’re everywhere
They don’t like my genes, they don’t get my hair
Stringe ourselves and we do it all the time
Why do we do that?
Why do I do that?
Why do I do that?

Ooh, pretty pretty pretty,
Pretty pretty please don’t you ever ever feel
Like you’re less then, fuckin’ perfect
Pretty pretty please if you ever ever feel
Like you’re nothing you’re fuckin’ perfect, to me
You’re perfect
You’re perfect
Pretty, pretty please don’t you ever ever feel like you’re less then, fucking perfect
Pretty, pretty please if you ever ever feel like you’re nothing you’re fucking perfect to me






















Continua…






T___________T

…..Yoite fa i bagagli e fugge…

Ragazzi è stato uno degli stupri più difficili che ho descritto giuro. Spero di aver affrontato in maniera umile questo argomento così delicato.

Yoite sta in ginocchio sui ceci….


La canzone utilizzata è la nuova di Pink…fuckin perfect.

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Share the pain Empty Capitolo 12

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:51 am

“Piano, piano.”




It's down to this
I've got to make this life make sense
Can anyone do what I've done
I missed life
I missed the colours of the world
Can anyone go where I am
'Cause now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines into the darkest place
I'm so far down, away from the sun again
Away from the sun again

I'm over this
I'm tired of living in the dark
Can anyone see me down here
The feeling's gone
There's nothing left to lift me u
Back into the world I've known







Ti svegli di mal umore, come sempre in questi ultimi due mesi.
Yan dorme ancora, il suo braccio ti stringe possessivamente la vita.
Ti passi una mano sulla faccia.
Ispiri il suo odore che pare calmarti per un attimo i sensi inquieti.
Ti giri nel suo abbraccio, distrattamente fai scorrere la tua mano sul suo torace, lo accarezzi pigramente e ti senti invadere dall’angoscia.
Cerchi di ricacciare indietro le lacrime, quel senso di inquietudine…
E se Yan non dovesse più desiderarti…?
Lui è un tipo possessivo, a dispetto del suo carattere glaciale in certe cose è decisamente focoso…
Se non dovesse più volerti per via di quello che ti hanno fatto?
Se dovesse ritenere il tuo corpo indegno?
Un forte dolore al petto ti attanaglia il cuore.
La tua mente tenta di sfuggire i ricordi di quella notte senza significato, ma puntualmente ci ripiombi dentro.
Il tuo corpo nudo sbattuto per terra, l’impotenza, il dolore, l’umiliazione, il tuo corpo sporcato e preso senza rispetto…
Se lui non dovesse più volerti?
Ne moriresti…
Per il momento non ti poni troppo il problema, non hai voglia di scoprirlo adesso e momentaneamente, tutto quello che ha a che fare con il sesso ti disgusta profondamente.
Assorto nei tuoi pensieri non fai caso alla tua mano che è scesa pericolosamente verso il bassoventre di Yan, lui apre gli occhi e per un attimo pare ricrearsi la solita elettricità che scaturisce ogniqualvolta i vostri sguardi si sfiorano…
Yan ha gli occhi appannati dal sonno ed è un po’ arruffato, ti guarda con occhi smarriti e confusi, è questione di un attimo, le tue dita sentono chiaramente la sua erezione indurirsi e con un mezzo balzo Yan è su di te.
Sgrani gli occhi per la sorpresa e mentre lui fa scorrere la sua bocca sul tuo collo, tu prendi a dimenarti, Yan si stacca immediatamente da te, ti fissa confuso.
Un po’ mortificato anche…
Tu sei arrabbiato!
“ Che cazzo pensavi di farmi stronzo?!”
“ Io…Mi hai toccato lì, pensavo….”
Ti alzi dal letto scalciando forte le coperte.
“ Che pensavi eh? Che mi andasse di farmi sfondare nuovamente il culo? Mi hanno tolto i punti due settimane fa! Cristo Yan.”
Lo guardi con disprezzo.
Yan regge a fatica il tuo sguardo adirato.
“ Mi dispiace, ho frainteso il tuo gesto.”
“ No, tu non hai alcun rispetto per me! Questa è la verità!”
Nella tua mente rimbomba la frase che ti ha detto quell’essere schifoso.
“Mi piace che ti dimeni, lo ammetto, se ti fossi arreso subito mi sarei divertito di meno.”
“ Per te sono solo un giocattolo, ti diverte il fatto che non ero passivo prima, ti diverte il fatto che sono un uomo orgoglioso che però si lascia sbattere da te! Questo ti da soddisfazione, ammettilo!”
“ Basta Lex, calmati.”
“ Calmati?! CALMATI!? Io dovrei calmarmi? Vaffanculo!”
Esci dalla stanza e afferri i tuoi vestiti, Yan ti viene dietro.
“ Che fai?”
“ Vado a fare due passi.” Dici sbrigativo, non vuoi stare qui con lui, ti senti a disagio.
“ Vengo con te.”
“ Mi hai preso per un poppante? Vado da solo!”
“ No.”
Ti volti a guardalo, Yan è risoluto.
Non ci vedi più dalla rabbia.
Sei accecato dall’ira, gli piombi addosso e inizi a picchiarlo forte.
Yan incassa senza scomporsi e questo ti fa imbestialire ancora di più.
“ Reagisci!” Gli urli contro.
“ Mi farebbe davvero piacere riempirti di pugni, perché non sei in te e ti riscuoterei per bene a modo mio, ma le tue costole sono guarite da poco, preferisco di no.”
Yan ha un labbro spaccato ed uno zigomo si sta gonfiando.
“ Certo, tu ti preoccupi delle mie costole ma non del mio culo!”
“ Se vuoi rimanere da solo me ne vado io, per favore resta in casa tranquillo però…”
“ Si papà…” Lo prendi in giro.
“ Smettila Lex, noi siamo una famiglia.”
“NOI NON SIAMO UNA FAMIGLIA! IO SONO UN FIGLIO BASTARDO RIFIUTATO DA SUA MADRE E SONO CRESCIUTO IN UN ORFANOTROFIO DEL BRONX! TU SEI UN ASSASSINO RUSSO E LA TUA FAMIGLIA è MORTA! IO NON SONO NIENTE! TU NON SEI NIENTE! NON SIAMO UNA FAMIGLIA!”
….
…..
……
Yan ti guarda deluso.
Non scorderai mai l’attimo in cui lo hai ferito così tanto.
Il suo volto è rimasto come sempre impassibile, ovale e perfetto.
Ma hai chiaramente notato le sue pupille dilatarsi impercettibilmente, e la sua mascella serrarsi.
Lo vedi girarsi e darti le spalle, tornare nella sua stanza, senti dei rumori, si starà vestendo probabilmente, infine lui appare nuovamente davanti a te, splendido ed elegante come sempre nella sua altera figura.
Prende le chiavi della sua auto sportiva e va via in perfetto e immacolato silenzio.
Getti i vestiti che tenevi in mano per terra.
Ti porti le mani sulla bocca e soffochi forte un urlo disperato.
Ripercorri avanti ed indietro la casa, la piccola cucina bianca, il salotto con la grande tv ed il vecchio divano marrone, il bagno di Yan e le sue piastrelle salmone, le hai sempre trovate un po’ ridicole, il tuo bagno dalle piastrelle grigie.
La stanza di Yan, la vostra stanza, e la tua vecchia stanza, piccola ancora un po’ in disordine.
Cammini avanti e indietro come una tigre in gabbia, ripercorrendo casa molte volte, il cuore in petto pare essere impazzito.



Sai bene che Lex non pensava sul serio le cose che ti ha detto, ma il tuo cuore ha preso ugualmente a sanguinare udendo quelle parole urlate con rabbia.
Lo hai lasciato da solo per buona parte della mattina.
Adesso vorresti tornare a casa, sei in ansia per lui, ma forse è opportuno lasciarlo solo ancora un po’…
Non avevi intenzione di mancargli di rispetto, ma la sua lieve carezza sul tuo sesso ti ha mandato in estasi e nella confusione del risveglio hai pensato che…che forse …
Che idiota Yan!
Forse è meglio non ritornare subito a casa, tornerai in serata, adesso puoi dedicare la giornata a cercare di ricostruire i fatti, potresti risalire agli stupratori.
Inoltre il dottore non ricordava la via dove è avvenuto lo stupro, e non puoi di certo andare dalla polizia a chiedere a causa dei tuoi precedenti penali e ….per via di quello che hai in mente di fare… in questo momento chiederlo a Lex è fuori discussione, non ti resta che ripercorrere la strada che pensi abbia fatto Lex e cercare qualche indizio.




'Cause now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines into the darkest place
I'm so far down, away from the sun
That shines the life away from me
To find my way back into the arms
That care about the ones like me
I'm so far down, away from the sun again

It's down to this
I've got to make this life make sense
And now I can't do what I've done

And now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines the life away from me

'Cause now again I've found myself
So far down, away from the sun
That shines into the darkest place
I'm so far down, away from the sun
That shines the life away from me
To find my way back into the arms
That care about the ones like me
I'm so far down, away from the sun again







Bussano alla porta.
“ Sono Lucie…”
Lucie…
Apri la porta e la piccola ragazza ti piomba addosso abbracciandoti stretto.
“ Oh Lex ho saputo che una macchina ti ha investito! Sapessi come sono stata in ansia per te, e anche per Yan, lui non lo da a vedere ma morirebbe se ti succedesse qualcosa…”
Fai accomodare Lucie in soggiorno.
“ Non hai ragione di preoccuparti Lu, sto bene, ho la pellaccia dura.”
Lucie ti sorride.
“ Yan non c’è?”
“ Ecco, lui…lui è uscito.”
“ In altre parole avete bisticciato.” La piccola ragazza biondo platino sembra un po’ svampita ma certe cose le coglie al volo…
“ Bè si…” Ammetti.
“ è perché lui vuole coccolarti e tu non vuoi?”
Non trattieni una risata spontanea.
“ Bè si, diciamo di sì…”
“ Dai Lex, dagli l’opportunità di dimostrarti che ti vuole bene e che ti ama.” E sbatte le lunghe ciglia con convinzione.
“ è un po’ più complicato di così Lucie…”
“ Ma dai siete voi che la volete fare complicata. A volte siete proprio come due bambini, siete capricciosi.”
Lucie fa una strana piccola smorfia e tu ridi di nuovo.
“ Non appena ti sarai rimesso vieni a trovare le ragazze allo share the pain, ti aspettano tutte ansiose di stropicciarti, così facciamo anche ingelosire Yan.” E ti regala un sorriso sincero.
“ Si verrò. Saluta le ragazze da parte mia.”
“ Bene, io vado.”
L’accompagni alla porta e Lucie ti schiocca un bacio sulla guancia.
“ Fate i bravi Lex, ciao.”
Chiudi la porta e sospiri, è ora di pranzo, Yan non è ancora tornato.
Ti prepari un panino e accendi la tv.
Raccogli le ginocchia al petto e aspetti il suo ritorno.



Quando torni a casa è già tarda sera.
Speri che Lex sia più tranquillo.
Apri la porta di casa e fai pochi passi, la tv è accesa, Lex si è addormentato davanti ad essa.
Ti avvicini piano, prendi il telecomando e spegni la tv.
Ti stendi accanto a Lex ed annusi il suo profumo.
Piano lui si veglia e ti guarda smarrito.
“ Yan…”
“ Hai già cenato?”
“ No.”
“ Preparo qualcosa.”
“ Bene.”
A tavola Lex pare un po’ più rilassato.
“ Che hai fatto tutto il giorno?”
“ Sono stato in giro.” Rispondi vago.
“ A fare?”
“ Niente, volevo passeggiare.” Tagli corto.
“ Lucie è passata a trovarci, ti saluta.”
“ Hn…”
Dopocena guardate un po’ di tv sul divano.
Lex poggia la testa sulla tua spalla e sbadiglia.
“ Yan…?”
“ Hn?”
“ Io, non pensavo quelle cose che ti ho detto.” Il suo è solo un timido sussurro così basso che fai fatica a sentire bene.
“ …”
“ Perché non dici niente?” Ti chiede.
“ Non so cosa dire.”
“ Sei arrabbiato con me?”
“ No.”
“ Sei arrabbiato in generale?”
“ Si. Nessuno deve toccare la mia famiglia.”
Lex ti abbraccia.
Poi ti bacia.
Tu ti allontani, facendoti violenza.
Leggi la delusione sul volto di Lex.
“ Mi dispiace, non vorrei perdere il controllo come stamattina.”
“ Volevo solo un bacio….” Dice Lex con gli occhi lucidi.
Sospiri e prendi il viso di Lex tra le mani.
Dolcemente lo baci, con tenerezza, senza approfondire il contatto.
Vi addormentate baciandovi sul divano.



Lex è tornato a lavoro in questi ultimi giorni e anche tu.
Spesso lo chiami al cellulare.
A volte sembra essere tornato tutto alla normalità, ma in cuor tuo sai benissimo che non è così…
Evita ancora di farsi vedere nudo da te.
A parte qualche bacio non desidera essere toccato ulteriormente.
Spesso ti risponde male.
Certe notti ti stringe forte impaurito e nervoso.
Tu non sei messo meglio, hai una forte smania di vendetta e vorresti che Lex ti descrivesse i loro volti, o magari per cominciare che si sfogasse con te, che ti rendesse partecipe del suo dolore, ma non sai come fare per chiederglielo.
State facendo una passeggiata, le strade sono semideserte, l’aria è piacevole, è la fine di luglio, a fine settembre sarà un anno che vi conoscete….Ad occhio e croce state insieme da circa sei mesi, anche se una vera data non l’avete…
Camminate tranquilli e Lex allunga la mano verso la tua intrecciando le vostre dita.
È la prima volta che vi tenete per mano.
Forse è la serata giusta per chiederglielo…
Non poterti vendicare ti irrita e ti innervosisce anche che Lex si tenga tutto dentro, ti innervosisce non sapere cosa prova, hai paura che la faccenda possa peggiorare da un momento all’altro, vuoi evitargli di finire da uno psichiatra…
Attendi di essere a casa.
Poi cerchi di prendere il discorso…
“ Lex?”
“ Cosa?”
“ Ancora non mi hai raccontato nulla di quella notte.”
Le sue spalle sobbalzano e il suo sguardo si rabbuia.
“ Non c’è nulla da dire.”
“ Io dico di sì, non hai ancora denunciato nessuno, vuoi lasciarli impuniti per quello che ti hanno fatto?”
“ Fatti i fatti tuoi.”
“ Tu sei un fatto mio!”
“ Ma fammi il favore….”
“ Lex, seriamente, voglio sapere, per me, per te…Dammi la loro descrizione.”
“ Sei pazzo, non voglio denunciare, non voglio niente, voglio solo dimenticare.”
“ Non voglio denunciarli neanche io….”
Lex ti guarda e capisce al volo.
“ A maggior ragione non ti dirò nulla. Vuoi tornare ad uccidere Yan? “
“ Sarebbe diverso…Sarebbe giusto. Non avrei nulla sulla coscienza. Sarebbe giustizia.”
“ Hai un concetto un po’ distorto di questa parola…”
“ Dimmi che non vuoi anche tu vederli morti.”
“ Forse, ma più che altro voglio dimenticare.”
“ Non lo potrai mai dimenticare, farà parte di te per sempre, puoi solo vendicarti.”
“ Fanculo!”
Lex è visibilmente irritato, non volevi essere così duro, vuoi solo punire i colpevoli…alla tua maniera.
“ Parla con me Alexander, dimmi tutto quello che hai dentro…non tagliarmi fuori…”
Davvero, non vuoi essere tagliato fuori da quanto gli è successo, il suo dolore è il tuo.
Lex perde la pazienza e scatta e fa uscire l’animale che è in lui.
Ti afferra per la camicia e ti urla contro.
“ COSA CAZZO VUOI SAPERE? CHE NE SAI CHE è STATO PIù DI UNO?”
Non ti scomponi.
“ Sei forte e combattivo, era di certo più di uno, più di due, penso tre o quattro persone.”
“ NON SEI TU QUELLO CHE DICE CHE SONO Più DEBOLE DI TE?!”
“ Si, lo sei, come io sono più debole di Ismael. Ho saggiato parecchie volte la tua forza, anche se fosse stato armato di coltello, avresti avuto la meglio su un solo uomo, un uomo forte ma comunque privo di addestramento, era un agguato disorganizzato, era evidente dalla distribuzione dei lividi sul tuo corpo.”
“ NON PARLARE DEL MIO CORPO!”
“ Se per il momento non vuoi ricordare va bene…Ma almeno apriti con me, getta fuori quello che provi. Ti farà bene.”
“ CHE CAZZO NE SAI TU DI COSA FA BENE A ME? COSA VUOI SENTIRMI DIRE EH? VUOI ESSERE MESSO A CONOSCENZA CHE HO URLATO DAL DOLORE? VUOI SAPERE CHE AD UN CERTO PUNTO HO PIANTO COME UNA RAGAZZINA! VUOI SAPERE CHE ALLA FINE MI HANNO ANCHE PISCIATO ADDOSSO!!! Si, ERANO IN QUATTRO ED OGNUNO DI LORO HA AVUTO LA SUA PARTE; DOPO CHE IL PRIMO MI HA SFONDATO SONO PERFINO SVENUTO, MA SO BENE CHE ANCHE GLI ALTRI TRE HANNO PRESO IL MIO CORPO; ERO IMPOTENTE! ORA CHE LO SAI SEI FELICE?!!! AH! DIMENTICAVO….TI HO CHIAMATO FIGLIO DI PUTTANA!!! HO SPERATO CHE TU ARRIVASSI, CHE MI SENTISSI, MA TU NON C’ERI TESTA DI CAZZO!!!”
Era tutto quello che più o meno ti eri immaginato, e anche se ascoltare è stato tremendo, almeno sei riuscito a farlo sfogare, e questa cosa era importante, sopratutto per un tipo come Lex...
Inoltre questi dettagli potrebbero tornarti utili.
“ Dimmi la via Lex…”
“ VAFFANCULO!!!”
“ Dammi la loro descrizione.”
“ NO! LASCIAMI…in pace…ti prego…basta…”
Il suo urlo cessa in un sussurro strozzato.
Basta per stasera Yan.
Lex si accascia al pavimento del corridoio di casa privo di forze e completamente abbattuto.
Piange.
Ti accasci anche tu, è stato davvero terribile ascoltare.
Lo abbracci forte.
Lui per un po’ si ribella al tuo gesto d’affetto, infine ti lascia fare, aggrappandosi a te.
“ Non…non farmelo più ricordare….non farmelo più ripetere, basta….basta…basta!”
“ Si Lex, basta, volevo solo lasciarti sfogare quello che tieni dentro, ma non ti chiederò più niente, scusami, stai tranquillo adesso….Non ti chiederò più nulla.”
“ Basta…”
“ Basta Lex….”
“ Basta…”
“ ….”
Dovrai trovare un altro modo per identificare i colpevoli…
Li vuoi morti.
Tutti!
Ed i tuoi occhi azzurri brillano sinistramente…



Tu ed Yan siete a letto, si è fatto molto tardi, malgrado la stanchezza e le testa che ti scoppia a causa del pianto che ti sei appena fatto, non riesci a dormire, hai bisogno di sentire Yan vicino…
Neppure lui dorme, avverti il suo respiro inquieto.
“ Yan…?”
“ Hn…?”
“ Baciami, stenditi su di me e baciami.”
“ Non posso stendermi su di te. Non sono certo di potermi controllare è da molto…che…”
“ Appunto, stiamo un po’ insieme, non dico di fare sesso, solo di …coccolarci…”
“ Coccolarci? “ Dice vagamente stupito dal fatto che hai usato questo termine…
“ Si, non sei tu quello che vuole prendersi cura di me, bene, per stasera ti do il permesso, vieni su di me, ti voglio sentire”.
Yan sale sul tuo corpo, la sua eccitazione è già dura.
Ti bacia e poco alla volta, piano, piano, anche il tuo sesso si risveglia dopo due mesi e mezzo….
“ Vuoi che smetto?”
“No Yan, fammi venire, senza toccarmi…”
“ Senza toccarti…?”
“ Si, devi essere leggero come l’aria, impercettibile come l’aria.”
Yan rimane un po’ fermo indeciso sul da farsi…
Poi riprende a baciarti, scivola un po’ sul tuo corpo in modo da far incontrare le vostre erezioni, poi le fa combaciare perfettamente, ed inizia a strusciare la sua erezione sulla tua con calma, lentezza e leggerezza, il suo movimento assomiglia ad un lieve battito di ali di farfalla.
Tu indossi i boxer blu, lui quelli avorio.
Le vostre erezioni pulsano sotto la stoffa.
Gemi piano.
Gemi dentro la sua bocca, sulla sua lingua, lui inghiotte tutti i tuoi versi di piacere.
La sua erezione scivola lenta sulla tua.
Tremi impercettibilmente, ma sai di poterti fidare di lui.
Pensavi che ci sarebbe voluto più tempo per questo, fino a pochi giorni fa il sesso ti dava il volta stomaco, ma Yan ti fa ricordare senza fare nulla, quanto il contatto con lui ti facesse sentire vivo, ti facesse sentire bene, e poi in te ci sta sempre una buona dose di pazzia e stranezza…
Anche se in questo momento non trovi strano avere Yan sopra, anzi, lo trovi giusto…
Pochi altri minuti e vieni dentro ai tuoi boxer grazie al movimento di frizione del pene di Yan, lui ti segue subito dopo.
“ Ti amo Lex…”
Ti dice…e tu sei felice che lui ti ami e ti desideri ancora come prima, come sempre.
“ Anche io Yan…anche io….”










Continua……


Spoiler: “ Tu ti sei permesso di fare del male alla mia famiglia…..”

Un Yan come non lo avete mai visto….. XD


La canzone utilizzata è dei 3 doors down si intitola Away from the sun

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Share the pain Empty Capitolo 13

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:52 am

“ La fredda neve della vendetta.( Sette agosto.)”






È una serata torrida e calda, domani, o meglio fra poche ore, sarà il tuo compleanno, compirai 28 anni.
Non lo dici a Lex, lui sta bevendo una lattina di birra e fuma una sigaretta, una delle tue per la precisione.
“ Perché non ti fumi una delle tue?”
“ Il pacchetto era troppo lontano.”
Inarchi un sopracciglio e lasci perdere la discussione.
“ Sbrigati Lex, non farmi fare tardi a lavoro.”
Lo vedi tirare la lattina di birra verso il cesto della spazzatura come se stesse tirando a canestro.
“ Canestro!” Esulta lui, infatti…
“ E se fosse caduta per terra?”
“ L’avresti raccolta tu…” Ti dice con un mezzo sorriso da stronzo.
Si reca in bagno e poi ti dice: “ Sono pronto, andiamo.”
Arrivati allo share the pain Lex viene travolto da tutte le graziose cameriere ed ex-prostitute del tuo locale.
Isabel lo abbraccia stretto e lo bacia sulle guance, lui, ovviamente, lusingato di riscuotere cotanto successo, si lascia stropicciare e di tanto in tanto ti guarda come a volerti dire: “ Geloso….?!”
Maledetto…
Durante la serata lo vedi bere parecchio.
“ Non stai esagerando Lex?” Gli chiedi in maniera retorica.
“ Tanto vado a letto con il proprietario, lui non mi fa mai pagare il conto…” Ti dice suadente e completamente ubriaco….
È mezzanotte, è il tuo compleanno.
Lex continua a bere.
A fine serata sei costretto a reggerlo altrimenti finirebbe disteso per terra, lo fai salire in macchina e metti in moto.
“Non vomitarmi sulla tappezzeria.”
“ Fottiti.”
Percorrete la strada di casa e Lex ti sorprende.
“ Toh! Il vicolo dove mi hanno violentato….”
State attraversando la Barbara’s street…
Lex è talmente ubriaco che non si rende neppure conto di averlo detto.
Fai finta di niente, è la serata giusta per farlo parlare…
Acceleri e una volta arrivati a casa, lo carichi su una spalla e lo porti a letto.
“ Hey Russo, non sono mica la tua sposina che devi portami a letto in braccio, mettimi giù! Cretino!!!”
Lo getti malamente sul letto e finalmente metti in atto il tuo piano.
“ Quindi è successo giù a Barbara’s street?”
Lex annuisce….
“ Lo sai che anche il mio fidanzato è russo? Già, proprio come te!” E ride prendendoti in giro con il cervello annegato nell’alcool…
“ E al tuo fidanzato hai raccontato cosa è successo…?”
“ Un po’…”
“ Lex…dimmi le loro facce…”
Lex è ubriaco perso, non ha né la coscienza né la facoltà di rifiutare la tua domanda, approfitti della situazione ed è come se ti cantassero Tanti auguri a te…
“…”
“ Ripercorri gli avvenimenti con me, dimmi le loro facce….”
“ ….Erano in quattro, il più alto di loro aveva i capelli a cresta tinti di rosso.
Era parecchio buio, la luna era dietro le nuvole…non ho visto molto bene, però…le loro facce …mi sono rimaste dentro…Quello più alto, quello che mi ha preso per primo, aveva un viso dai lineamenti marcati...il naso schiacciato, gli altri tre mi tenevano fermo…Uno di loro aveva un strano orecchino al naso, un altro era bassino ma molto muscoloso, infine ci stava quello con i capelli lunghi…
Il più grosso mi ha sbattuto una catena in pieno volto.
Mi hanno fatto male…molto male…”
“ Lex…”
“ Non dirlo al mio ragazzo ti prego, lui li ucciderà…non voglio, ho paura che poi possa stare di nuova male….”
Lex è completamente andato sotto l’effetto della tequila e del jin, ha mischiato anche parecchia vodka e birra, in breve per stasera si è fritto il cervello…
“ Mi fa male la testa, mi gira tutto…”
“ Dormi, il tuo ragazzo mi ha detto che torna all’alba…”
Osservi Lex scivolare nel sonno…
Esci di casa silenzioso.
Un branco, solo un branco disorganizzato, dopo quasi tre mesi si sentiranno abbastanza sicuri, non resisteranno alla tentazione di ritornare sulla scena del crimine, e magari stasera è proprio la tua serata fortunata, d'altronde è il tuo compleanno, un regalino dovranno pur fartelo….
Lo scirocco ti colpisce il viso.
Non prendi la macchina, vai a piedi, di tanto in tanto ti muovi sopra i tetti dei palazzi più bassi…
Il tuo addestramento non è stato completato come quello di Ismael, e sei stato un sicario per poco, ma quello che hai imparato fa e farà parte di te per sempre.
Niente casini come quando hai usato l’ascia, ormai hai imparato ad essere pulito e perfetto.
Silenzioso.
Arrivi in fretta nel vicolo dell’orrore, e loro sono lì!!!
Buon compleanno Yan!
Silenzioso ed impeccabile raggiungi il vicolo adiacente.
Vuoi ascoltarli parlare, vuoi essere ancora più carico di quanto tu non sia già…
“ Avete visto come si dimenava….é stato troppo divertente….”
“ Già capo glielo hai sfondato!”
E ridono…
L’adrenalina scorre in corpo, mhhh ti senti divinamente…ancora, ne vuoi ancora…
“ Era stretto ve lo giuro….stretto e fantastico, si vede o che era vergine oppure che chi se lo era sbattuto prima aveva avuto mille riguardi per lui, povero idiota, era forte devo ammetterlo ma noi siamo i più forti di New York!”
Quello con i capelli lunghi si poggia al muro con la schiena e ride mentre si accende una sigaretta…
Dal buio spuntano le tue mani, si vedono solo loro, uno spicchio di luna in cielo le fa brillare, bianche, pulite, con le corte unghie perfette, avvolgono il collo dell’uomo e come in una scena a rallentatore gli altri tre rimangono interdetti…
“ Che vi prende ragazzi…?” Sono le sue ultime parole, prima che un perfetto crick squarci il silenzio della notte.
L’uomo cade per terra con l’osso del collo rotto, tu emergi dal buio e palesi la tua presenza….
“ Altre tre candeline da spegnere…” è il tuo basso e sinistro sussurro….
Uno di loro scappa, Hn…divertente vero Yan…?
Oh si…
Lanci uno dei tuoi coltelli e lo trafiggi alla schiena…all’altezza del cuore.
Lo vedi stramazzare al suolo. Sei una furia calma e pacata, sei l’incarnazione della morte.
I due uomini ti fissano sbigottiti e impauriti.
Il più bassino ti prega di risparmiarlo.
“ Ti …ti prego…lasciami andare…”
La tua risposta giunge insieme al tuo coltello, che veloce si va a conficcare nel centro esatto della sua fronte, dopo essere stato lanciato a breve distanza dalla tua mano precisa.
“ No.” Dici dopo averlo visto cadere per terra.
Il loro capo ti fissa terrorizzato, ha una ridicola cresta rossa ed è grande e grosso.
“ Tu ti sei permesso di fare del male alla mia famiglia…Oggi è il mio compleanno, ti va di farmi un regalo…?” Freddo, spietato, sadico.
“ Io non…no..n so….niente della tua famiglia…giuro! Che..che regalo v..vuoi…?” Ti dice terrorizzato…
“ Balla per me.”
“ Ballare?!”
“ Si, regalami un ballo di danza classica….*lo schiaccianoci, era uno dei più grandi desideri di mia madre andare a vederlo a teatro, ma eravamo molto poveri, balla!”
“ Non ne ho mai sentito parlare….”
“ B a l l a..” Sibili, scandendo le sillabe,una ad una…
Lo vedi umiliarsi e ballare in modo piuttosto grottesco.
Ti godi lo spettacolo dei suoi buffi saltelli e strane piroette.
Lo fissi con occhi gelidi.
Ti avvicini rapido a lui e lo colpisci con rabbia e furia crescente, ti calmi poco alla volta, con il suo sangue, ti plachi del tutto solo quando non senti più il suo cuore battere.
Rimani in piedi a goderti la tua festa di compleanno.
Un rumore dietro di te, ti volti di scatto, lui evita uno dei tuoi coltelli.
Poco alla volta ritorni in te dinnanzi alla figura che ti osserva.
“ Ismael! Sei pazzo ad avvicinarmi di spalle?!”
“ Sono solo venuto a gettare via la spazzatura, la tua…”
“ Grazie, sei gentile.”
“ Eviterò che le prove conducano a te in qualche modo. Che sia chiaro è la prima ed ultima volta che ti copro.”
“ Hn…Alla fine siamo solo quello che siamo.”
“ Concordo.”



Ti svegli con un gran mal di testa e la spiacevole sensazione che hai combinato un casino…
Noti che Yan non è a letto, la tua sensazione diventa certezza.
Ti alzi di scatto dal letto e l’emicrania rimbomba più forte.
Non resisti e scappi verso il bagno, vomiti nel cesso un po’ di tutto, ti ripulisci, le mani ti tremano, componi il numero del cellulare di Yan, ma riagganci immediatamente.
Cretino! Così lo mandi dritto in galera!
Cosa diamine puoi fare?!
Sono le sei del mattino….L’alba è già sorta da un po’…

“Dormi, il tuo ragazzo mi ha detto che torna all’alba…”

Non ricordi molto bene la conversazione di ieri notte ma sei certo di avergli descritto quelle facce di merda!
Dio!
Yan apre la porta di casa, ha il viso sporco di sangue e la maglietta di cotone bianco leggero è piena di spruzzi rossi.
“ Yan!!!”
Capisci al volo cosa è successo.
“ Yan dannato! Adesso ricomincerai con i farmaci?”
Yan ti guarda con il volto bianchissimo macchiato di sangue che chiaramente non è il suo, i piccoli occhi azzurri sono sinistramente sereni e pacati.
“ Tu stai bene Lex?”
Qualcosa nel tono della sua voce ti spinge a rispondere di si, anche se non è propriamente vero.
“ …Si…”
“ Allora starò bene anche io. Adesso ho solo bisogno di lavarmi.”
Annuisci meccanicamente.
Il vostro amore è dannato, puro e impuro alla stessa maniera, intriso di sangue e …e solo Dio sa di cos’altro…
“ Vado a farmi una doccia anche io, mi fa male la testa…”
“ Hn…”
“ …A…a dopo…”
“…”
Lo vedi entrare nel suo bagno, tu vai nel tuo.
Sei sconvolto, non gli chiedi nulla. Non vuoi sapere, tanto hai già capito, non vuoi sapere niente!
Niente…!
Cielo!
Metti la testa sotto il getto di acqua gelida del box doccia…
Rimani così per molti minuti, bloccato, indeciso sul da farsi…
La porta del bagno si apre, ti volti ed Yan ti sta fissando.
O meglio ti sta venerando.
È da molto che non ti vede completamente nudo.
Lui si è lavato per bene, con cura, indossa un piccolo asciugamano celeste legato in vita.
“ Scusami, so che non ti va più che io ti veda completamente nudo, solo che sei rimasto in bagno così tanto a lungo che temevo ti fossi sentito male.”
Yan fa per uscire dal bagno ma tu hai bisogno che lui ti guardi ancora in quel modo, vuoi il suo sguardo addosso, vuoi lui addosso, vuoi accertarti che lui è sempre lo stesso Yan che hai conosciuto…
“ Resta… Dimmi che sei sempre tu...”
Yan riprende a venerare ogni centimetro del tuo corpo.
“ Sono io Lex…sempre io.”
Tendi una mano verso di lui.
Lui entra nella doccia.
Gli sfili l’asciugamano celeste e lo guardi negli occhi…
L’acqua fredda è una spettatrice scrosciante e umida.
Ti sollevi sulle punte dei piedi e prendi il viso di Yan tra le mani…
“ Tu….” Gli dici solo, non avendo il coraggio di continuare.
“ Va tutto bene Lex, tutto bene…capito?”
Annuisci non fidandoti troppo della tua voce.
Ti volti, sollevi il tuo fondoschiena in un chiaro invito.
Hai bisogno di lui, totalmente.
“ Lex io…”
“ Shh...fallo e basta…”
Lui divarica i tuoi glutei, lascia scorrere l’acqua ghiacciata tra di essi, dentro di te, e poi affonda il suo viso tra le tue rotondità, sa che questa cosa ti fa impazzire di piacere…Lecca la tua apertura, poi piano infila un dito, poi ne infila un altro e ti prepara con calma….
Ti chiedi come possano condividere più personalità diverse dentro la stessa persona…Gemi rapito dal piacere del movimento delle dita di Yan in te…
Quando, diversi minuti dopo, le sue lunghe dita bianche lasciano il tuo corpo, tremi un po’, non sai bene perché….
Il suo corpo si schiaccia contro la tua schiena e il tuo viso viene premuto contro le piastrelle grigie della doccia…
Sussulti avvertendo la sua erezione premere sulla tua apertura.
“ Non avere paura di me…”
Ed in effetti realizzi che non ne hai…Yan è tutto quello che vuoi, nella sua interezza.
“ Non ho paura…”
“ Ripensamenti su quello che sto per farti…?”
“ Nessuno…”
“ Se senti male dimmelo, d’accordo?”
Annuisci ed Yan entra in te poco alla volta.
Avverti un po’ di dolore ed un lieve bruciore, dovuto al fatto che è da parecchio che non hai rapporti…
Gemi di dolore ed Yan si ferma, è a metà…
“ Esco?” Ti chiede a corto di fiato mentre l’acqua della doccia si abbatte fredda e gelida su di voi…
“ No…continua…amami…”
Yan entra completamente dentro di te, e dopo il primo istante di dolore sei tu a pregarlo di prenderti forte.
Lui ti accontenta senza esagerare….
I minuti scorrono via assieme all’acqua.
Senti il sesso di Yan aprirti e accarezzare le tue pareti interne, è un movimento piacevolissimo e gemi forte.
Stringi il suo pene con il tuo alvo, vai incessantemente incontro alle sue spinte.
Lui ti stringe i fianchi e ti aiuta a tenere dentro il suo ritmo.
Quando viene ti riempie il corpo e rabbrividisci di piacere diviso dal freddo dell’acqua ghiacciata che tocca la tua pelle fuori ed il seme bollente che ti riempie dentro.
Vieni schizzando copiosamente le piastrelle del bagno.
Le gambe ti cedono.
Yan ti sorregge a sé.
Ti giri nel suo abbraccio.
Yan ti bacia, senti il suo sapore, è dolce, delicato, sa di buono, come sempre, a dispetto di quello che si può pensare di lui…
Lasci alla sua lingua libero accesso, lui accarezza ogni anfratto della tua bocca.
Anche tu accarezzi la sua lingua avvolgendola con la tua.
Il bacio è talmente coinvolgente che ti aggrappi a lui disperatamente.
“ Sei tu Yan, sei sempre tu…”
“ Hn…sta tranquillo Lex…”
“ Sono felice che il mio ragazzo sia tornato all’alba, anche se con un ‘oretta di ritardo…”
“ Hn…”



L’adrenalina che senti in corpo è ancora alta.
Lex dorme distrutto e provato da quello che è successo e dai postumi della sbornia, nonché dal sesso.
Cerchi fra le sue cose, trovi ciò che ti interessa.
La sua carte d’identità.
La sua data di nascita, o per lo meno la data del giorno in cui fu affidato all’orfanotrofio.
Dieci Settembre. Compirà 26 anni.
Per quella data riuscirai di certo a fargli avere il tuo regalo.
Ti chiudi in bagno.
A chiave.
Fai scorrere le tua mani sul tuo corpo, la tua erezione non tarda a risvegliarsi, con un gesto fluido ti liberi dei boxer neri.
Lecchi tre dita della tua mano, ti penetri con una di esse.
Tranne che un leggero fastidio non senti altro, pensando a Lex qualcosa dentro di te prende a smuoversi, attendi un po’, ne infili un altro.
Hai due delle tue dita in corpo…
Fa un po’ male, ma nella tua vita hai preso pugni e calci peggiori.
Ti concentri su Lex ed il piacere sale ancora d’intensità.
Il terzo dito entra a fatica, reprimi un gemito di dolore….resisti, devi prepararti per Lex ed il suo sesso ha una dimensione di tutto rispetto….
Ti allarghi piano, di tanto in tanto sei costretto a rimanere fermo, ma il solo fatto di immaginare Lex dentro di te ti aiuta rilassarti…..
Poco alla volta il piacere sale fino ad esplodere…
….
……
Mh per oggi sei abbastanza soddisfatto, ti eserciterai ancora non appena ne avrai l’occasione….
Ti guardi allo specchio, tutto sommato sei soddisfatto di te stesso.



I’m not quiet myself these days
Guess we all come undone
time to time in different ways well,
I have myself to blame.
Guess I don’t understand, I need help anyways.
[Riff]

God’s got no plans for me
Well I’m gonna tell you one thing:
I don’t got the patience, all the time!
What can I say?
I’m no angel,
I’m not forsaken,
But I can bleed!

Tear me open I believe
God will send the one to bleed!
And no one can deceive,
what it’s meant to an
Bloody Murder we will scream!

Well I guess it’s time for me
Tell me what I’m left to believe in?
‘Cause I don’t know the concept
Of the pain

I don’t want the fate
I’m just loosing
I can’t prove it,
Watch me bleed!

Tear me open I believe
God will send the one to bleed!
And no one can deceive,
what it’s meant to an
Bloody Murder we will scream!
God will send the one to tear me open!

[Riff]

‘Cause I’m
Not Giving Up
Your self control!
Suffocate to the plug
I’m my
Worst Enemy
Who can’t be saved
I’m Just his disgrace

Tear me open I believe
God will send the one to bleed!
And no one can deceive,
what it’s meant to an
Bloody Murder we will scream!
God will send the one to tear me open!

These days are strange it’s true.
There’s nothing I’d change,
no mistakes that I’d undo.












Continua….


Si lo so sono pazzi ^^ XDD
E pure io mi sa XDD
Alla fine sia Yan che Ismael hanno buoni propositi ma come si dice, lo spirito è forte ma la carne è debole Wink XDD

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Share the pain Empty Capitolo 14

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:53 am

“ Lasciami senza fiato, fammi godere.”




Questa sera Lex sta proprio passando il limite.
È dispettoso.
Fa di tutto per farti ingelosire e ci sta anche riuscendo, bastardo!
Da circa una buona mezzora sta ballando con un altro.
E si struscia pure il cretino patentato!
Di tanto in tanto ti guarda e ti fa un piccolo sorriso lascivo e malizioso.
La musica è assordante e rimbomba nel tuo cervello insieme al tuo sangue che ha preso a pulsare molto pericolosamente…
Lex ammicca nella tua direzione e poi riprende a ballare con il ragazzo di colore che ha scelto come trastullo per darti noia.
Gli gira intorno, gli sussurra qualcosa all’orecchio.
Con aria di stizza decidi di evitare di guardarlo…
Lucie ti porge il conto di un tavolo e poi ride guardando Lex…
“ Che gli hai fatto stavolta Yan?”
“ Gli ho solo detto che non mi andava di ballare, lui mi ha detto che nessuno rifiuta di ballare con il grande Lex e che me l’avrebbe fatta pagare…Idiota.”
“ Ahhhha! Siete troppo forti.” E va via continuando a ridere.
Che vada al diavolo pure lei…
Pare che stasera si siano tutti rincretiniti.
Un ragazzo biondo viene a pagare il conto che Lucie ti ha portato poco prima e nel farlo ti prende una mano…
“ Complimenti per il suo locale, dica, si ferma qui alla chiusura…?” Ti chiede in una chiara allusione.
Inarchi un sopracciglio e ti chiedi se Ismael ti darebbe carta bianca anche questa volta….
“ Hey damerino! Smamma, lui è il mio uomo, e stasera avrà di meglio da fare, te lo assicuro….”
Lex ha piantato in asso il suo trastullo e si è precipitato a salvarti…se così si può dire…
“ E cosa ci troverebbe un uomo di classe come lui in un uno come te chiaramente sbucato dai bassi fondi?”
Noti Lex scattare subito e saltando agilmente il bancone blocchi il suo braccio destro che stava chiaramente caricando un pugno….
Avvicini la tua bocca al suo orecchio e gli intimi di smetterla.
“ Fermo Lex, non voglio guai nel mio locale…intesi?!”
Lex ti guarda chiarente irritato.
“ Si Lex…” Dice il damerino biondo schernendo il tuo nome…” Fai il bravo cane da strada quale sei.”
Lex si strattona via dalla tua morsa e colpisce violentemente il biondo che finisce per terra toccandosi un labbro spaccato.
Lex sta per saltargli addosso ma tu lo immobilizzi.
“ Niente scenate…” Gli ringhi a bassa voce.
Lex ti guarda furioso.
“ Prendo un taxi e me ne torno a casa.”
“ Ecco bravo….” Gli dici gelidamente.
Alcune persone si sono accorte di ciò che è successo, ma tranquillamente riprendono a ballare, altre non se ne sono neppure accorte.
Lucie si occupa del ragazzo biondo.
Tu riprendi ad occuparti della cassa.
Ronnie ti fa un cenno con la testa, tu gli fai cenno di stare al suo posto, infatti il ragazzo biondo abbandona il locale in tutta tranquillità, non prima di averti detto: “ Mi chiamo Drew, ricordatelo…” E si lecca il labbro spaccato.
Quando rientri a casa Lex è ancora chiarente offeso, fa finta di guardare la tv, ma è imbronciato e neppure ti guarda.
“ Ti è finita male stasera, volevi farmi ingelosire ed invece sei solo stato tanto, ma tanto ridicolo, e addirittura quello a fare una stupida scenata di gelosia sei stato proprio tu!” Lo dici gelido e con noncuranza….ma Lex ormai ti conosce e capisce subito che lo stai prendendo in giro…
“ Mi ha insultato!”
“ Me la sarei cavata da solo…”
“ Già. Quello che ha bisogno d’aiuto sono sempre e solo io…”
“ Non ho detto questo.”
Lex ti guarda con i suoi occhi castani grandi e luminosi come specchi e tu ti senti sciogliere dentro.
Lui si alza dal divano e ti viene incontro minaccioso…
“ Anche tu sei mio Yan, non solo io sono tuo! Non è perché ti piace scoparmi ed io te lo lascio fare; tu se mio nella stessa maniera in cui io sono tuo…”
“Hn.”
Lex ti sbatte alla parete e ti morde un labbro: “ Scopami!” Ti dice passionale …
Lo spogli rapidamente, strattonandogli di dosso i vestiti.
Lo spingi per terra, lo giri e poi lo fai mettere a quattro zampe.
“ Bastardo di un russo.” Ti ringhia contro.
“ Com’è che ti ha definito quel tizio? Mh, cane da strada….”
Lex fa per ribellarsi ma tu lo tieni giù…
Gli mordi forte la base del collo.
Lui grida di dolore e piacere.
Tra di voi il dolore ed il piacere sembrano aver assunto la medesima faccia.
“ Ti sei divertito a provocarmi tutta la sera con quel ragazzo di colore? Adesso tocca a me…”
Lex ride.
“ Il ragazzo di colore si chiama Jay, e mi ha detto che l’ha grosso…”
Sciocco, ti provoca ancora…
Gli separi i glutei senza tante cerimonie ed in entri in lui con una spinta potente e un po’ cattivella.
Ormai puoi farlo, Lex è abituato ad averti dentro non rischi di fargli male, bè…non più di tanto.
Lui grida di dolore e di piacere e tu gli artigli i fianchi, in ginocchio dietro di lui, con ancora i vestiti indosso….
Lo possiedi con un ritmo selvaggio, lui grida godendo, e in pochi minuti vieni dentro di lui, ti accasci sulla sua schiena e inavvertitamente lo schiacci con il tuo peso.
Ti sposti a malincuore.
“ No, resta…” Ti chiede Lex ansimando.
Tu rimani su di lui ma fai in modo di non pesargli troppo.
Gli baci dolcemente un orecchio e gli sussurri dentro….” Il tuo giochetto ti si è ritorto contro…”
Lex ride e tu gli accarezzi un fianco.
“ Non farlo più Lex…”
“ So che non vuoi casini al tuo locale, solo mi stava troppo sul cazzo.”
“ No, intento di non fare più il cretino con un altro, è una cosa che mi fa incazzare troppo.”
Lex sorride.
Sospiri e riprendi fiato.
“ Giuramelo! Dimmi che non farai mai più il cretino con qualcun’altro.”
“ Lo giuro.”




Oggi è il compleanno di Lex, come previsto lui non ti ha detto nulla, però ti fa un richiesta che ti stupisce non poco…
“ Andiamo a passeggiare al parco….?” Lascia cadere con falsa indolenza…
Mh è così vorrebbe andare lì per il suo compleanno. È una cosa un po’ infantile, ma Lex da bambino non ha avuto una famiglia con cui andarci né per festeggiare il compleanno né per latri motivi.
“ Va bene.”
“ Dai Yan, possibile che quando ti chiedo qualcosa devi sempre rifiutarmela…”
“ Idiota, ho detto che va bene.”
Ma lui continua imperterrito nel suo discorso, anzi nel suo sproloquio!
“ Uffa! Dai che ti costa? È solo una passeggiata al parco…”
Gli dai un pugno in testa: “ Cretino, ho detto va bene.”
“ Ah! Miracolo!” E ti sorride poi ti restituisce il pugno, infine ti sorride di nuovo.
Al parco il sole splende alto, Lex pare divertirsi molto, sembra…sì…sembra proprio un bambino che sta festeggiando il compleanno.
Lo vedi mangiare il gelato e poi perfino lo zucchero filato!!!
“ Mangia lo zucchero filato anche tu Yan.”
E no, questo è troppo: “ No.” Dici freddo e risoluto.
Lex fa spallucce e continua ad imbrattarsi con il suo.
Passeggiate a lungo, lo accontenti un po’ in tutto quello che vuole.
Quando si fa il tramonto vi sedete su una panchina verde immersa tra le aiuole, una moltitudine di fiori vi circonda e vi osserva in silenzio, sembra un po’ paradossale vederti qui, con lo sguardo sereno, eppure davvero il tuo cuore batte a ritmo regolare e tranquillo.
“ A che pensi?” Ti chiede Lex sottovoce.
“ A niente.” Tagli corto, vorresti dirgli che pensi che aver trovato lui sia stata la cosa più bella della tua vita, ma il suo ego smisurato inizierebbe a vaneggiare, quindi ti tieni per te questo pensiero.
“ Io pensavo a noi, si insomma, al fatto che stiamo insieme…”
“ Hn.”
“ Credo che senza di me saresti perduto, insomma sei tutto scemo, che faresti senza di me?” Te lo dice scherzano, ma le sue parole per te hanno molto senso, in effetti che faresti senza di lui?
Nulla.
Continueresti a vivere per inezia…
Ti sporgi su di lui e lo baci sofficemente. Solo un lieve tocco delle tue labbra sulle sue.
“ Sai di zucchero filato…” Gli dici leccandoti un labbro.
“ è buono, peggio per te che non ne hai voluto.”
“ Dammene un altro po’…” E la tua lingua sprofonda nella sua bocca zuccherina.
Non avresti mai immaginato che il vostro rapporto sarebbe diventato tanto intenso.
Accarezzi lento ed ipnotico la sua lingua, lui risponde al bacio.
Continui a vezzeggiare le sue labbra, mentre Lex in un gesto dolcissimo si aggrappa alla tua camicia bianca, la tiene semplicemente con due dita e si lascia invadere dalla tua lingua.
La tua mano destra gli accarezza delicatamente il viso appiccicoso di zucchero.
Basta questo contatto a farti stare bene e a farti eccitare.
Lex…
IL parco è deserto, si è fatto buio, avete perso la cognizione del tempo e forse anche del luogo, dato che siete rotolati tra i cespugli di violette e papaveri, spogli Lex…
“ Ti eccita il fatto che potrebbero vederci? Che dici gli facciamo pagare il biglietto?”
“ Non c’è nessuno.” Dici in uno strano tono un po’ professionale…
E infatti Lex ride…” Oh, giusto signor assassino russo, e dica, si è mai sbagliato?”
“ A volte…” Ammetti, preso più dal corpo di Lex che da qualsiasi altra cosa.
Vorresti che questo momento non finisse mai, Lex trema un po’…
“ Che hai? Tremi…” Gli chiedi.
“ Comincia a fare fresco la sera tarda.” E hai l’impressione che stia mentendo, anche se l’erbetta che vi circonda è davvero fresca così come il venticello che vi sfiora la pelle bollente.
“ Non mentirmi.” Gli dici mentre ti sfili anche tu gli indumenti.
“ Non lo so Yan…non mi riesco a controllare.”
“ Sei emozionato?”
Lex ti guarda con i suoi grandi occhi e ti sorride un po’ strafottente.
“ Non montarti la testa.”
“ Hn…”
Lex ha un bel corpo, ha una sorta di fascino selvatico e selvaggio in sé, pare racchiudere istinti primordiali.
Ha un bel viso, abbiamo già detto non il classico bel viso, bensì una bellezza più profonda, legata al suo carattere orgoglioso, sembra davvero un animale di strada, trasuda sesso…
È sdraiato tra l’erba alta e solleva il bacino in un chiaro invito a darti una mossa, bè è il momento di fargli gli auguri…
Piano scivoli sul suo sesso grosso e duro, e lo accogli dentro di te mentre lui ti guarda stupito ed incredulo prima che l’eccitazione lo travolga tutto in una volta.
Getta la testa all’indietro e geme.
“ Yan…?!” Ti chiede, senza avere la lucidità per aggiungere altro.
Ti afferra i fianchi bianchi e muscolosi e fa leva per alzarsi, siete seduti entrambi, lui sull’erba, tu su di lui.
Lex è ancora decisamente incredulo, ti fissa negli occhi, poi di slancio prende a baciarti il collo.
Tu provi solo una lieve fitta di dolore, ma è sopportabile, senza contare che avere Lex così maschio ed eccitato mentre ti possiede ti fa ben presto provare sensazioni piacevoli…
Lex non tarda ad agire e mentre ti afferra un fianco lo senti affondare ancora ti più dentro di te, meraviglioso.
Lex a differenza tua, non calcola i tempi, non dosa passione a sentimento, Lex agisce e basta, pare proprio un animale in calore, e devi proprio ammettere che farlo così…a modo suo, lasciarsi a lui, al suo modo di fare sesso, è dannatamente eccitante, avete entrambi due modi di farlo molto particolari e siete perfettamente in grado di far godere per bene…
Lex si ferma e ti scruta…
“ Pensavo fosse la tua prima volta da passivo…”
“ Lo è.”
“ Mh, allora spetta, fammi uscire, ti aiuto con le dita prima.”
“ Non mi fai male, non è necessario.”
“ E chi sei superman?”
“ Ci ho già provato da solo…”
Lex ride di gusto, ti lecca il mento e ti sussurra malizioso all’orecchio:” Così non vale però…sei un maniaco…”
“ Pensa a lasciarmi senza fiato piuttosto, fammi godere Lex, fammi vedere che sai fare…”
Lex ti avvolge i fianchi e inizia a spingere dentro di te, è bello…
Forse il fatto che si sia concesso lui per primo ti ha dato l’esempio e la voglia di ricambiare e di conseguenza non lo trovi per nulla umiliante per come avevi pensato in passato.
Forse il fatto che abbia sperimentato la passività fa si che lui sappia muoversi nella maniera giusta sapendo meglio le cose che piacciono ad un uke…bè da stasera la sai anche tu, e nel sesso, come nelle altre cose della vita, si può sempre migliorare….
Se lo hai fatto sempre impazzire di piacere, da domani saprai farlo morire letteralmente di lussuria…
Lex spinge ancora più forte dentro di te, dopo aver visto che non provi alcun dolore ha iniziato a pompare velocemente e con forza dentro al tuo corpo.
Gemi e afferri le sue spalle, lasciarsi andare completamente è una sensazione nuova per te, è bello, ti aggrappi a lui ancora con più convinzione e godi .
Il suo pene continua a colpire la tua prostata e ben presto il tuo corpo si scuote in un feroce orgasmo.
Mordi la spalla di Lex preso dall’estasi, lui invece non ne ha ancora abbastanza, continua a prenderti senza sosta, il suo sguardo brucia…
“ Hai degli arretrai sul mio conto…” Ansima il tuo amante.
“ Hn.”
E ancora ti prende con forza, siete ricoperti del sudore di entrambi, e di sperma, il tuo…
Fai frizionare la vostra pelle, il fresco della sera pare essere diventato anche lui caldo ed incandescente come i vostri respiri.
Strattoni i capelli di Lex, glieli tiri e inizi ad andare incontro alle sue spinte, fai leva sulle ginocchia ed inizi a fare su e giù su di lui…Mh apprendi in fretta Yan…
Il tuo corpo ha un nuovo orgasmo e questa volta Lex ti segue…



Siete rincasati da poche ore.
Yan dorme, tu lo guardi intensamente…
Non credevi te lo avrebbe mai permesso, sei ancora incredulo…
I suoi lineamenti sono perfetti, non ha neppure una piccola imperfezione.
Il fatto di averlo stancato ti riempie di orgoglio virile.
Sorridi leggermente nel constatarlo.
Non chiudi praticamente occhio e al risveglio di Yan sei già nuovamente eccitato dalla sua presenza.
Gli baci il dietro di un orecchio e allunghi una mano a sfiorare il suo sesso.
Yan ti balza addosso un po’ rincoglionito dal tuo risveglio…
Ti bacia.
“ Come lo vuoi fare Lex? Vuoi possedere me, o vuoi che sia io a farlo?”
Hai bisogno di sentirlo in questo momento.
“ Ti voglio dentro.”
“ Hn, e come lo vuoi? Dolce, un po’ doloroso? Come lo vuoi? Di che umore sei oggi?”
“ Fammelo piano…”
E lo abbracci forte.
Yan lo fa piano, ti da ciò di cui hai bisogno.
Ti prende con dolcezza.
Le sue mani, che sanno uccidere, sono leggere e delicate su di te…
Ti accarezzano con calma.
Il suo sesso entra in te con una delicatezza che quasi ti fa venire voglia di piangere, i suoi movimenti dentro di te sono struggenti e delicati.
Lo tieni stretto a te.
“ Ti amo Yan.” Gli dici mentre vieni.
“ Anch’io.”
In serata allo Share the pain fai di nuovo lo stronzo, balli, da solo, bè almeno mantieni la promessa di non strusciarti con nessuno, ma molti occhi ti divorano letteralmente e Yan ti guarda un po’ incazzato, un po’ divertito.
Muovi i fianchi e ti mordi un labbro….
Yan serve un cliente ma non ti stacca gli occhi di dosso…
Continui a provocarlo leccando il bordo del bicchiere di vodka alla menta che tieni in mano.
Balli e bevi il liquido caldo.
Getti un po’ la testa a destra un po’ a sinistra e fai oscillare il tuo sedere fasciato da un pantalone a jeans nero piuttosto sdrucito.
Ti lasci andare sulle note della canzone….
E quando il locale chiude Yan ti sbatte per terra e ti fa di tutto.
Ridi soddisfatto.
“ Bastardo…”
“ Dai Yan, non ho coinvolto nessuno, ho ballato da solo…” Dici con falsa innocenza.
Yan ti succhia il sesso, ti infila le dita dentro, ti bacia, ti morde, ti penetra con forza e ti fa urlare di piacere a lungo.
Poi fa rotolare i vostri corpi sul pavimento dello Share the pain, si mette sotto di te, siete entrambi senza fiato ma i vostri corpi e il vostro desiderio l’uno dell’altro sono lungi dal volersi placare.
Marchi la sua pelle e lo possiedi a tua volta.
Lo fai gemere senza controllo fino a venire all’unisono.

…..
…….
Riposi sul suo petto e lui ti avvolge con le sue lunghissime gambe.
Ascolti il suono del suo cuore battere prima forsennatamente, poi via, via, sempre più adagio.
“ Voglio ascoltarlo per sempre.”
“ Cosa?”
“ Il suono del tuo cuore.”



Hey oh ay oh ay
Let’s take the whole world on a ride
J-LO! ya tu sabe no es mas nada
Hey oh ay oh ay
Let’s http://airdave.it take the whole world on a ride
Mr. worldwide
Dale get on the floor
Dale get on the floor
Dale get on the floor
Dale get on the floor
Dale I want the whole world to
Get on the floor
Dale get on the floor
Darling I want the whole world to
Get on the floor

I’m loose
And everybody knows I get off the train
Baby it’s the truth
I’m like inception I play with your brain
So I don’t sleep I snooze
I don’t play no games so don’t get it confused no
Cuz you will lose yeah
Now pump it up
And back it up like a Tonka truck
That badonka donk is like a trunk full of bass on an old school Chevy
7 trail donka truck
All I need is some vodka and some chunka coke
And watch a chick get donkey konged
Baby if you’re ready for things to get heavy
I get on the floor and act a fool if you let me dale
Don’t believe me just vet me
My name ain’t Keath but I see why you Sweat me
L.A. Miami New York
Say no more get on the floor

[Jennifer Lopez]
Dance the night away
Live your life and stay out on the floor
Dance the night away
Grab somebody drink a little more
La la la la la la la la la la la la la la
Tonight we gon’ be it on the floor

I know you gotta clap your hands on the floor
And keep on rocking work it up on the floor
If you’re a criminal kill it on the floor
Steal it quick on the floor
On the floor
Don’t stop keep it moving put your drinks up
It’s getting ill it’s getting sick on the floor
We never quit we never rest on the floor
If I ain’t rolling I may die on the floor
Brazil, Morocco, London to Ibiza
Straight to L.A. New York
Vegas to Africa

Dance the night away
Live your life and stay out on the floor
Dance the night away
Grab somebody drink a little more
La la la la la la la la la la la la la la
Tonight we gon’ be it on the floor
La la la la la la la la la la la la la la
Tonight we gon’ be it on the floor
La la la la la la la la la la la la la la
Tonight we gon’ be it on the floor
La la la la la la la la la la la la la la
Tonight we gon’ be it on the floor

Freak it off kick it up
Raise the roof wreck the dancehall
Rip these walls light it up
Make some noise ohhh

Dance the night away
Live your life and stay out on the floor
Dance the night away
Grab somebody drink a little more
La la la la la la la la la la la la la la
Tonight we gon’ be it on the floor









Continua…



E siccome mi capita di cadere nelle storie tristi XDD Oggi solo sesso Wink XDDDD

Buona domenica a tutti! E a chi come me sta da sola ^^ il mio futuro marito lavora fuori città per ora …sigh

Tornando alla storia , la canzone molto sensuale è di Jennifer lopez, on the floor , ve la consiglio ^^ Wink

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Share the pain Empty Capitolo 15

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:54 am

“ …And goodbye for now….”



I'm so tired of being here
Suppressed by all my childish fears
And if you have to leave
I wish that you would just leave
'Cause your presence still lingers here
And it won't leave me alone

These wounds won't seem to heal
This pain is just too real
There's just too much that
time cannot erase

When you cried I'd wipe away
all of your tears
When you'd scream I'd fight away
all of your fears
I held your hand through
all of these years
But you still have
All of me

You used to captivate me
By your resonating light
Now I'm bound by the life
you left behind
Your face it haunts
My once pleasant dreams
Your voice it chased away
All the sanity in me

These wounds won't seem to heal
This pain is just too real
There's just too much that
time cannot erase

When you cried I'd wipe away
all of your tears
When you'd scream I'd fight away
all of your fears
I held your hand through
all of these years
But you still have
All of me

I've tried so hard to tell myself
that you're gone
But though you're still with me
I've been alone all along

When you cried I'd wipe away
all of your tears
When you'd scream I'd fight away
all of your fears
I held your hand through
all of these years
But you still have
All of me






é mattina presto quando senti il tuo cellulare squillare, allunghi pigramente un braccio latteo per prendere il maledetto aggeggio squillante dal comodino, hai dormito pochissimo e sei rincasato da poche ore, contemporaneamente al suono del cellulare senti l ‘acqua della doccia provenire dal bagno di Lex, lui si è già alzato e si prepara per raggiungere il cantiere.
Rispondi palesemente contrariato.
“ Chi diavolo è?”
E mai aggettivo è stato più azzeccato.
“ Io.”
“ Ismael?...Cosa vuoi?”
“ Come va la tua dipendenza da farmaci Yan?”
“ Superata da mesi, se solo tu me lo avessi chiesto prima lo avresti già saputo…”
“ Allora ho una casa per te, la vuoi? O vuoi rimanere dove ti trovi?…”
“…Resto qui…”
“Bene, immagino il perché della tua decisione, a proposito lui dov’è?”
“ Il deficiente mezzo italiano?”
“ Esatto.”
“ In bagno.”
“ Passamelo.”
“ Perché?”
“ Non ti riguarda.”
Sospiri rassegnato, tanto non te lo dirà mai…
“ Hey Lex!”
“ Cosa?” Ti urla lui dal bagno.
“ Telefono.”
“ E chi cazzo è?”
“ Lui…”
“ Che palle!”
Lex esce dalla doccia nudo e gocciolante, inizi a divorarlo con gli occhi, le gambe muscolose, il torace ampio e bronzato, i capelli bagnati, la mascella decisa e marcata.
Lo senti rispondere al telefono.
“ Pronto?”
Lex resta a lungo in silenzio e in ascolto.
Gli fai un cenno per capire cosa voglia quella specie di corvo in pensione, ma Lex scuote la testa e ti fa segno di aspettare.
Infine lo vedi riagganciare e ridarti il cellulare.
“ Allora? Che voleva?”
“ Non ho ben capito perché, ma mi muove incontrare da solo, accipicchia ho il suo indirizzo, dici che dovrei sentirmi lusingato?”
Inarchi un sopracciglio: “ Hai combinato qualcosa?”
“ No, sono stato tranquillo.”
E soprassedendo sul significato che ha la parola tranquillo per lui, ti chiedi cosa mai volesse Ismael….da Lex poi…
“ Adesso vado a lavoro, dopo passo da lui. Mi dovrò vestire bene?” Ti chiede sorridendo…
Hai la netta sensazione che tra Ismael e Lex ci sia una sorta di legame…o meglio, che Lex avrebbe avuto avere un legame con lui, magari non come padre e figlio, ma come un qualcosa che si avvicina ad una specie di strana famiglia.
Lex ha spesso recriminato in questo lungo anno insieme l’assenza di Ismael come figura nella sua vita.
Anche tu a volte lo hai disprezzato e ti sei chiesto cosa significasse per lui aiutarvi economicamente ma non aver mai accettato una vera e propria adozione in piena regola, a differenza di Lex però, non ti sei mai posto il problema più di tanto…
Lex si è vestito, diciamo bene…insomma resta sempre quello che è, ovvero l’impareggiabile uomo dall’abbigliamento più trasandato di New York, del quale sei perdutamente innamorato.
Lex esce di casa non prima di averti baciato dolcemente, incantato la guardi andare via.



L’enorme villa di Ismael ti si staglia davanti agli occhi stupiti.
“ Però, si tratta bene il corvo….”
Emetti un sonoro fischio d’approvazione e bussi.
“ Si?”
Riconosci la sua voce nonostante tu non la senta spesso.
“ Lex.”
Dici solamente e l’enorme portone in ferro battuto si apre per te.
Dietro la porta a vetro c’è Ismael.
Ti blocchi per un’ attimo, lui ti fa cenno di entrare.
Lo fai, entri.
“ Pensavo avessi anche un maggiordomo.”
“ Sono solo qui.”
E non sai se è stata solo una tua impressione ma la sua voce ha forse un po’ vacillato dicendo la parola solo.
Ti fa accomodare in un grandissimo salotto, lo stile è molto antico, ci stanno anche tanti pezzi d’antiquariato, ci sono pesanti tende color crema, lui si siede su una poltrona, accanto ad un basso tavolino, sul quale spicca una foto incorniciata d’argento, che Ismael prende tra le mani.
La guardi un bel po’ sorpreso…
“ E quindi sei stato giovane anche tu, chi lo avrebbe mai detto.”
Nella foto ci sono Ismael ed un ragazzo più giovane dagli occhi azzurro-blu.
Ismael guarda in lontananza, completamente disinteressato alla foto, l’altro ragazzo guarda dritto l’obiettivo della macchina fotografica e tira sù fiero il dito medio sorridendo.
“ Lui chi è?” Ti viene spontaneo chiedergli.
Ismael si rabbuia ulteriormente.
“ Lui si chiamava Nicolas.”
“ Perché parli al passato? Non sarà mica morto?” Dici guardandoti in giro e sbirciando il lusso della stanza.
Non arriva la risposta alla tua domanda…
“ Cavoli, è morto sul serio? Io l’ho detto tanto per dire…”
Ismael continua a non rispondere, probabilmente è penoso per lui parlarne, quindi cambi argomento.
“ Al cubetto di ghiaccio piacerebbe qui, tutto in ordine, siete andati a scuola dallo stesso architetto maniaco dell’ordine?”
Ismael guarda fisso la foto.
Poi inizia lentamente a parlare.
“ Sto morendo Alexander…”
Pensi davvero di sentire un tonfo al cuore mentre ti dice queste poche parole. Sei stupito, non sai che dire
Soppesi la situazione…a lungo….
…..
……

I heard there was a secret chord
That david played and it pleased the lord
But you don't really care for music, do you
Well it goes like this the fourth, the fifth
The minor fall and the major lift
The baffled king composing hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah ....






“ Non so come sentirmi in tutta onestà? Non sei mai stato un genitore adottivo molto come dire…presente…”
“ Lo so, non voglio nulla da te, solo parlarti.”
“ Perché io? Perché non Yan?…”
“ Diciamo che non avevo voglia di guardami allo specchio oggi.”
Già è vero, lui ed Yan hanno la stessa identica espressione in volto, se espressione si può definire una coltre di ghiaccio sulla faccia…eppure Yan negli ultimi mesi ha iniziato a sorridere un po’ più spesso, raramente, ma più di prima, sempre che prima lo facesse….Tu non c’eri prima e lui non parla molto del suo passato, sai poche cose, l’essenziale.
“ Vi somigliate infatti…” Dai voce ai tuoi pensieri.
“ Tu mi ricordi lui.” Dice riferendosi al giovane ragazzo della foto.
“ Davvero?” Chiedi sinceramente sorpreso.
“ Si, anche lui era ribelle, ma il suo sorriso scaldava ogni parte della mia anima.”
“ ….Come sai che devi morire?”
“ Tumore al cervello. Il mio mortale nemico.”
“ Cazzo!” Esclami dispiaciuto…
“ Avrebbe riposto più o meno così anche Nicolas; di tutti i ragazzi che ho adottato, tu sei di certo quello più equilibrato, hai ben superato anche lo stupro, anche se vedo chiaramente quanto la tua anima sia stata maltrattata e quanto stia ancora sanguinando. Di tutti i ragazzi che ho preso in custodia, tu sei quello che mi ha spesso rinfacciato il mio…”
“ Disinteresse?” Suggerisci e mezza voce…
“ Si, diciamo di si…Di tutti sei quello che ha sempre avuto bisogno di avere una famiglia, penso che Yan sia la persona giusta per te, lui amava profondamente la famiglia che ha perduto ed ha bisogno di equilibrio.
Ma anche tu hai sofferto e soffri, non lo so Lex, forse avrei dovuto esserci qualche volta, ma non ne sono mai stato capace, non mi sono mai ritenuto idoneo…”
“ Avrei tante domande da farti….”
“ Non farle.”
“ ….”


Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you to her kitchen chair
She broke your throne and she cut your hair
And from your lips she drew the hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah .... .

Baby i've been here before
I've seen this room and i've walked this floor
I used to live alone before i knew you
I've seen your flag on the marble arch
But love is not a victory march
It's a cold and it's a broken hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah ....









“ Come sta Yan?” Ti chiede lui invece una cosa, e precisamente questa cosa, sembra un padre che vuole sapere della vita amorosa del figlio adolescente….
“ Oh bè, ecco lui è sempre scorbutico, silenzioso, ostinato e parla a monosillabi….nel complesso cucina bene e fa bene soprattutto il sesso.”
“ Yan, lui è come me, lui ha sempre sparato dritto in faccia ai nemici….”
“ Pensavo ti stessi per riferire al sesso…” Scherzi con scarsa convinzione.
“ Come va il lavoro?”
“ Tutto bene, i ragazzi sono svegli e robusti, a scuola ultimamente ho preso dieci e lode, di recente ho perso un dentino e spero che la fatina dei denti mi regali un paio di manette per incatenare Yan al mio letto e scoparlo fino allo sfinimento.”
Ismael sorride impercettibilmente, pare sinceramente divertito.
Rimanete un lungo istante in silenzio.
“ è tutto Lex, volevo solo essere presente almeno una volta nella tua vita, prima che il tumore mi faccia iniziare a dire frasi senza senso e che mi annebbi la realtà...”
“ Quanto tempo ti hanno dato i dottori?”
Ismael scuote la testa ma non risponde.
“ Non dici nulla agli altri ragazzi che penso tu abbia adottato?”
“ Non è necessario, stanno tutti più o meno bene. Yan mi dava più pensieri, ma adesso ha te.”
“ Sparirai e basta?”
“ Come hai sottolineato tu, io non ci sono mai veramente stato…”
“ Ismael, mi piacerebbe tornare a trovarti.”
“ No, ci salutiamo qui.”
“ Mi sa che anche io somiglio un po’ a te e ad Yan…anche io avrei dato questa risposta… Siamo sempre e solo quello che siamo. Possiamo vestirci da brave persone, ma alla fine non siamo né buoni né cattivi, siamo solo quello che siamo….”
Guardi Ismael per l’ultima volta e torni a casa.
…..
……
…….




Well there was a time when you let me know
What's really going on below
But now you never show that to me do you
But remember when i moved in you
And the holy dove was moving too
And every breath we drew was hallelujah





Yan ti spetta seduto in cucina.
“ Hn?”
è il suo monosillabo che racchiude più o meno: -allora Lex , cosa voleva Ismael di tanto urgente e misterioso? Ci sei andato a letto?-
“ Geloso?” Gli chiedi…
“…”
Ridi: “ Di Ismael? Sei comico russo”
“ Hn.”
“Sta morendo, tumore celebrale. Non posso dirti che ti saluta perché non l’ha fatto, però di certo avrebbe voluto farlo.”
Hai buttato fuori tutto d’un fiato il magone.
Vedi Yan inarcare un sopracciglio.
“ Capisco.” Dice solamente
“ Ho il suo indirizzo…vuoi andare a trovarlo? A me ha detto chiaramente di non tornare, ma io ho preso un calco delle sue serrature, posso riprodurre una chiave facilmente giù al cantiere, magari se ti vede gli fa piacere.”
Yan non dice nulla per alcuni secondi, poi ti giunge il suo secco –No- di chi non ammette repliche.
Yan e Ismael non sono tipi da sdolcinati addii….
“ Non pensavo fossi un così abile scassinatore, pensi che Ismael non se ne sia accorto?Comunque, non importa… Si è fatto tardi, vado al locale. ”
Va via senza guardarti.
Stronzo…
Sei certo però, che la notizia lo abbia rattristato.
Sospiri e tanto per dimostrare a nessuno in particolare che non hai capito nulla dei tumori oggi, ti accendi una sigaretta.




Al cantiere sei piuttosto teso, una spiacevole sensazione ti assale.
Stai forgiando una chiave per entrare nella maestosa villa di Ismael…
Ismael…..
….
…….

“Yan, lui è come me, lui ha sempre sparato dritto in faccia ai nemici….”
“ Tumore al cervello. Il mio mortale nemico.”

“….Lui ha sempre sparato dritto in faccia ai nemici….”

La spiacevole sensazione aumenta nel ripensare a queste frasi, finisci frettolosamente di aggiustare la chiave….
Corri via dal cantiere, ti piove addosso, ma tu non rallenti la tua corsa, rischiando fra l’altro di scivolare per le vie di New York che oggi sono particolarmente grigie come il cielo.
….
….
…..
Giungi dinnanzi alla villa di Ismael, usi la chiave ed abilmente entri all’interno.
“ Ismael?!” Chiami preoccupato.
Giungi nel grandissimo salone dove gli hai parlato appena ieri sera….
….
…..
……
Lui è lì, seduto sulla poltrona, la foto poggiata in grembo, le braccia penzolano senza forze, la testa sbilanciata all’indietro ed un buco in fronte, la pistola per terra, ai suoi piedi imprigionati da lucidi stivali in pelle nera.
Sospiri forte, e non riesci a smettere di guardalo.
Si è tolto la vita…
Probabilmente poco dopo che sei andato via ieri.
Che sciocco avresti dovuto capirlo.
Lui ai nemici gli spara dritto in faccia, e non avrebbe mai accettato di permettere a qualcuno o a qualcosa di controllare la sua vita, il suo pensiero, non avrebbe atteso la fine senza fare nulla…
Ti salgono le lacrime agli occhi….
Un padre? No.
Un benefattore? No.
Un corvo? Neppure.
Ismael?
…..
Ismael? Si, semplicemente lui.
….
……
…….
Lo lasci lì, nella sua grande villa, con in grembo la foto del ragazzo che ha amato da giovane.
Non conosci a fondo i pensieri di Ismael, non puoi sapere che lui se ne è andato felice di poter raggiungere Nicolas, ignori il fatto che se fosse stato troppo buono ed un padre adottivo presente si sarebbe precluso l’opportunità di andare all’inferno e di rivedere Nicolas, ora lui sta bene Lex, è con Nicolas.
Ismael ha reso la vostra vita migliore, ha cercato di farvi avere un futuro migliore di quello che aveva avuto Nicolas…
Ismael ha raggiunto Nicolas, ha completato la sua missione tra i vivi…
Adesso gli puoi dare sul serio del fantasma.
Ma tu, tesoro, ignori queste cose così profonde e segrete di lui, e soffri ancora di più per la sua morte.
Avresti voluto conoscerlo meglio ora che aveva deciso di farti vedere qualcosa di lui….
Sei stato il suo ultimo desiderio prima di morire e neppure lo sai, mi dispiace Lex…



Well, maybe there's a god above
But all i've ever learned from love
Was how to shoot somebody who outdrew you
It's not a cry that you hear at night
It's not somebody who's seen the light
It's a cold and it's a broken hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah ....





Rientri a casa, Yan è seduto sul divano.
Ti guarda negli occhi.
Tu non trovi le parole.
“ Lo so.” Dice solo.
“ Come lo sai?”
“ Lo ipotizzavo, e la tua faccia ne è la conferma, ogni piccolo indizio faceva supporre che si sarebbe suicidato.”
“ Cazzo! Avresti potuto dirmelo!”
“ Ci saresti andato lo stesso.”
“ NON è QUESTO IL PUNTO! Avremmo potuto…noi…”
“ Impedirglielo? Ad Ismael, accetta la sua decisione da uomo.”
Scatti e ti getti sopra di lui, lo riempi di pugni.
Alla fine respiri affannato.
“ Ti sei sfogato?….”
“ Stronzo….come fai rimanere tanto impassibile?…”
“….”
“ Perfetto, abbiamo ricominciato con il mutismo.”
Comunque, ormai sai decifrare i suoi silenzi, anche lui è dispiaciuto, solo vorresti sentirglielo dire, vorresti che ti consolasse…
“ Fai l’amore con me Yan…”
Lui ti da un pugno.
Bè…anche lui ha bisogno di sfogarsi, non ti eri sbagliato, l’ha presa male anche lui.
Poi ti bacia .
Ti spoglia con calma, contemplando ogni centimetro del tuo corpo, passa la lingua su ogni singolo lembo di carne fremente che gli si para dinnanzi agli occhi azzurri e affilati.
Inspiri il suo odore mentre ti apre con cura le gambe, le separa con lentezza esasperante e le spalanca per bene.
Il suo pene poggia contro il tuo orifizio e questi lo accoglie umido e voglioso.
Un suono soffice e lui entra del tutto.
Il suo sesso si muove dolce dentro al calore del tuo corpo, e tu gemi e lo chiami…” Ah…mh…Yan…”
Ti ama dolcemente, piano, in quel suo modo struggente che ben presto ti fa allacciare le tue gambe attorno ai suoi fianchi, camminate appena un passo dietro l’orgasmo, stanotte non c’è bisogno di correre, tutto va fatto piano adesso.
Il piacere cresce lento e tortuoso, esplode in una bolla calda poco alla volta facendoti provare quasi dolore talmente è intenso.
Alla fine appagati, rimanete a lungo nudi e abbracciati sul divano, come due feroci cuccioli che hanno perso il capo branco….
….
…….




As time passes by, direction unknown
You've left us now but we're not alone
Before you know it your cups overflown
You measured no one that I've ever known

And it's quite alright
And goodbye for now
Just look up to the stars
And believe who you are
Cause it's quite alright
And so long, goodbye

We always knew that it'd come to this
It's times like this I forget what I miss
Matters of heart are hard to address
Especially when yours is full of emptiness

And it's quite alright
And goodbye for now
Just look up to the stars
And believe who you are
Cause it's quite alright
And so long, goodbye

As time passes by, direction unknown
You've left us now but we're not alone
Before you know it your cups overflown
You measured no one that I've ever known

And it's quite alright
And goodbye for now
Just look up to the stars
And believe who you are
Cause it's quite alright
And so long, goodbye.






Non appena ti sei riposato a sufficienza Yan chiede nuovamente il tacito permesso di entrare nel tuo corpo, ti masturba, ti infila le dita dentro e le estrae piene del suo seme e dei tuoi umori, ti penetra nuovamente.
Si sente solo il suono dei vostri respiri intrecciati ed il familiare lieve rumorino che fa il suo sesso quando affonda dentro al tuo corpo già saturo di sperma rilasciato in precedenza, sembra quasi come un piede che affonda di poco e ripetutamene nel fango.
Ti piace, gli piace…
Ne vuoi ancora sempre di più…ma lo vuoi piano, vuoi farlo durare il più possibile.
Vuoi sentirti parte di qualcosa più che mai in questo momento e sai che lo vuole anche Yan.
Il tuo amante, il tuo compagno, ti riempie nuovamente del suo sperma e tu tremi e lo abbracci stretto.
Stanotte non dormirete, stanotte vi amate a basta….
Due feroci cuccioli che hanno perso il capo branco, due feroci cuccioli che si leccano le ferite.
….
……
……..

















Continua……


T________________T


Spero di aver trattato l’argomento con il giusto tatto pur rispecchiando il carattere e l’indole dei personaggi…


-Le canzoni utilizzate sono My immortal evanescence
-Halleluja ( il testo è stato apositamente ridotto sopra nell’ultima strofa per dare la sensazione di chiusura…della fine di un qualcosa)
-So long gooodbye dei Sum 41

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Share the pain Empty Capitolo 16

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:55 am

“ Tutti i miei demoni più oscuri.”




Il rumore assordate della musica a tutto volume.
Un giovedì sera fuori dal comune, c’è gente a palate stasera allo Share the pain, probabilmente a causa di quella festa di laurea.
Sei nel tuo ufficio sul retro del locale, stai sistemando alcune fatture, Lex non è con te, sarà tornato stanco morto come suo solito dal cantiere, si sarà preparato un panino con la mortadella lasciando roba sporca in giro e adesso starà dormendo di brutto.
Sorridi al pensiero.
Guardi gli estratti conti e improvvisamente la porta che si apre attira la tua attenzione.
Sollevi lo sguardo e rivedi il damerino biondo che Lex ha preso a pugni quella sera in cui cercava di farti ingelosire.
Sollevi un sopracciglio piuttosto irritato.
“ Ti avevo detto di ricordarti il mio nome, te lo ricordi?”
“ No, e fuori di qui, è un ufficio privato. Non hai neppure bussato.”
“Oh, l’ho fatto, ma c’è un tale casino che non hai sentito… è Drew, io invece so molto bene il tuo: Yan…”
Dal modo in cui si comporta pare proprio essere venuto per chiederti qualcosa.
Tu sei diretto: “ Cosa vuoi?”
“ Dirti il nome di chi ha ucciso tuo padre.”
Ti alzi di scatto dalla sedia.
“ Che ne sai tu?”
Drew allenta il nodo della sua cravatta indaco, si siede e ti invita a fare altrettanto.
Non perdi la pazienza, o per lo meno non ancora, fingi di assecondarlo, in fin dei conti quel nome hai sempre desiderato saperlo…
“Vedi Yan, io sono una spia, come te, come Ismael, come…tuo padre…”
Bè che non era uno stinco di santo lo avevi già più o meno immaginato…la sua morte misteriosa, alcune frasi di tua madre, la sua pistola…
Continui a non scomporti.
“ Ed una spia come te si è fatta sopraffare da Lex che è forte sì, ma privo di qualsiasi addestramento?”
Drew sorride sornione.
“ Vedi Yan, io non amo sporcarmi le mani, le mie dita adorano colpire solo i tasti della tastiera del mio pc, pago la gente per poi portare…come dire…a termine il lavoro…”
“ Tsk!” Esclami con disprezzo.
“ Lo vuoi quel nome?”
Oh si…oh si se lo vuoi…
“ Dimmelo.”
“ Non così in fretta, devi darmi qualcosa in cambio.”
Te lo aspettavi…
“ Sarebbe?”
Drew sorride lievemente, si passa una mano tra i biondi capelli, corti e tirati a lucido e con voce suadente risponde alla tua domanda.
“ Una notte di sesso con te.”
Il tuo volto non muove un muscolo.
Temporeggi, l’idea non ti alletta per nulla.
“ Tu come sai il nome dell’assassino di mio padre? Esattamente chi sei? E come fai a conoscermi?”
“ Te l’ho già detto sono una sorta di pirata informatico, so tutto di tutti…i file della gente più potente che governa questo mondo sono come dei cubi da intersecare tra di loro per me, esattamente dei cubi dell’asilo…”
Sbottona il primo bottone della sua camicia di pura seta nera.
“ Dammi quel nome Drew o ti ammazzo.”
Drew ride dolcemente ammiccante. “ Ma se mi fai fuori non avrai mai quel nome….ti pare?” Dice sicuro di sé.
“ Credevo che per un tipo come te la vendetta e la famiglia fossero tutto nella vita…o sbaglio?” Dice con falsa innocenza e cazzo no che non si sbaglia.
“….Hn…”
“ Il tuo monosillabo lo prendo come un sì alla mia proposta?” Ti domanda.
Quel nome…
Vuoi disperatamente sapere quel nome…
Lex.
Si, però lui stasera dorme, non verrà, non lo saprà mai, vendicherai tuo padre e tutto tornerà alla normalità.
Solo che senti un forte dolore al petto…
Sei combattuto, vendicare tuo padre o restare fedele a Lex?
“ Allora?” Dice con falsa non curanza il damerino biondo e lascivo.
….
……
……..
“ Non sono passivo.” Dici solo, provando un pungente senso di nausea.
“ Bene, io si invece.” E sbottona del tutto la sua camicia, la fa scivolare con una specie di morbido sbuffo senza un vero e proprio suono sul pavimento, rimane a petto nudo, ha la pelle chiarissima e il suo odore invade la stanza.
Non sei eccitato, sei solo furioso.
Non lo dai a vedere ma sei tanto incazzato.
Lui si avvicina lentamente a te.
“ Mi piace che sei pericoloso…forse è la stessa cosa che eccita quel cagnetto randagio, lo capisco povero ragazzo…” Dice Drew riferendosi a Lex e rendendoti questi miniti una vera propria tortura.
Ti fronteggia, è poco più alto di Lex .
Non è brutto, ma neppure ti piace, sarebbe stata una bella scopata in altre circostanze, ma adesso è solo un ricatto nero e buio che tocca alcuni dei tuoi pochi ma significativi punti deboli, tuo padre che non hai avuto modo di conoscere e il tuo uomo, che però vanno a coincidere in una sola parola: la tua famiglia…
Paradossale.
Fa per baciarti ma questo no, assolutamente questo no…
Ti scosti deciso minacciandolo con lo sguardo…
“ Mh…pazienza, né farò a meno, ma dammi il resto e dammelo per bene.”
Lo strattoni e gli abbassi i pantaloni, lo schiacci contro il muro, e con un gesto di grande sofferenza spogli il tuo corpo quel tanto che basta per prenderlo.
Non sei per nulla eccitato, ripensi ai tuoi amplessi con Lex e piano la tua eccitazione si sveglia…
“ Non farmi attendere oltre Yan.”
Le tue pupille si dilatano di rabbia e frustrazione.
Saprai il nome dell’uomo che ti ha privato di un padre e di una vita normale… e che indirettamente ha fatto sì che tu finissi in galera, colui che indirettamente ha condannato tua madre e tua sorella a morte…
Con un gesto di stizza entri in lui con uno scatto di reni rabbioso.
Drew si irrigidisce un attimo, poi volta appena il viso a guardati e sorride…
“ Lo sapevo che eri una bestia selvatica…”
Con rabbia lo apri e lo prendi fino in fondo.
La tua anima si tinge di nero e tutti i demoni del tuo io escono allo scoperto.
Drew geme di piacere tu continui a prenderlo violentemente.
Il rumore assordante della musica che sfugge al tuo comprendonio, il caldo intossicante, le pareti del suo corpo che si contraggono stringendo il tuo sesso.
Non ti accorgi di due occhi castani che ti guardano immersi nel dolore più cupo.
Il proprietario di quegli occhi abbassa la testa e si allontana con la morte nell’anima, saggiando la delusione e ad ogni passo che fa nell’allontanarsi il suo cuore si sgretola poco alla volta.
Sei vicino all’orgasmo, esci dal suo corpo e vieni sulla sua schiena.
Lui schizza il pavimento.
Poi sorride e si passa una mano sul volto per recuperare lucidità.
“ La scopata più memorabile della mia vita…”
Con profondo disgusto per lui e per te stesso alzi la cerniera dei tuo pantaloni.
Ora basta! Sei stanco dei suoi giochetti.
Lo afferri, lo costringi a guardati fisso negli occhi.
“ Il suo nome….” Gli sibili molto pericolosamente vicino ad una crisi di nervi da killer isterico assopito per tanto tempo dai giorni dello stupro subito da Lex…
Lex…
Lui si scrolla le tue mani di dosso, si riveste e poi si accende una sigaretta.
Prende una lunga boccata di tabacco e ti sorride in modo lascivo.
“ Il suo nome è Valsha, a quanto pare era il padre di Ismael, oh a proposito, lo sai che Ismaele Wolf è morto?….Buffo, proprio il padre dell’uomo che ti ha adottato. Bè, non ci sono prove certe, ma io penso proprio fosse suo padre.
Che ne pensi Yan? Pensi che Ismael lo sapesse quando ha deciso di adottarti? Io penso di si….tu? Bè alla fine chi può dirlo….”
Il tuo cervello va completamente in tilt…
Il tuo sistema nervoso è in cortocircuito.
Il tuo volto rimane impassibile ma dentro sei in preda alla disperazione più totale. Anche perché il sospetto si è subito insinuato nel tuo cuore.
Se davvero questo Valsha era il padre di Ismael, adesso sarà un vecchietto centenario….adesso sarà morto…
“ Valsha è morto vero?”
Sibili a denti stretti.
Drew scoppia a ridere….
“ In effetti ha finto tante volte la sua morte, ma sì arrivando ad una certa età la morte ha l’abitudine di venirti a prendere. Non posso negarlo, Valsha è morto tredici anni fa.”
E scatti, come una bestia.
Lo colpisci con pugno potente.
Lo afferri per la carotide con una sola mano e gli stringi la gola sollevandolo di peso dal pavimento.
Vuoi vederlo morto.
Ha osato sfidarti, ha preteso il tuo corpo, ti ha dato un’illusione , ti ha mentito e ti ha fatto mancare di rispetto a Lex…
“ Adesso tu muori…”
Drew ti guarda terrorizzato ed annaspa in cerca d’aria.
Il suo viso sta diventando cianotico.
Il padre di Ismael.
Ismaele che viene a tirarti via dal carcere.
Perdi ogni inibizione.
Ti ha fatto sporcare il tuo amore per Lex…
Lex…
Lex…
Lex…
….
…..
…….
No! Non puoi fare a Lex anche questo.
Con rabbia lo lasci andare con uno strattone gettandolo per terra.
Drew si tiene il collo arrossato e respira a fatica…
Passano i minuti, poco alla volta il respiro del damerino biondo torna regolare.
Lo hai fatto per Lex che ha lottato per la tua umanità e si rifiutava di dirti chi erano stati i suoi aguzzini pur di non farti tornare ad uccidere.
Ismael, bè, che dire, sia che lo sapeva, sia che non lo sapeva, ti ha dato Lex infine…
“ Va via, la prossima volta che il mio sguardo incrocia il tuo sappi già che sarai un uomo morto. Non farti mai più rivedere.”
Drew pare proprio aver perso la sua baldanza.
“ Lo giuro, sparirò.”
Lo vedi allontanarsi in fretta.
Passi una mano fra i tuoi cortissimi e nerissimi capelli, sospiri e quasi ti viene da vomitare.
Ti accendi una sigaretta.
Sei a pezzi.







Awake by that dreams of you

Being all alone in the night

Coldness in my empty chamber

no one here holding me tight



I could take a masquerade

To show you I don't need to cry

But I can let my tears run away

To show you I'm as weak as a child



so many times you make me cry

But I got no reason to deny

Because I'm here and still alive



[Chorus]



When a hero cries, emotions arise

The tears in my face seem to be a trace of life

When a hero cries



It felt like heaven to me but it was nothing for you

You said that I should forget but it ran me through

And I still can't deny that you still make me cry






Sei a pezzi.
Yan era con un altro uomo! Maledizione a quando hai deciso di passere a trovarlo per un saluto veloce prima di andare a dormire!
Lo ha fatto, ti ha tradito.
Ha posseduto un altro uomo.
Ti ha ucciso.
Stai male, profondamente male.
Silenziose lacrime scorrono lungo le tue guance dalla carnagione olivastra.
Sei accasciato sul vecchio divano di pelle marrone.
Non provi neppure a frenare il fiume di lacrime che ti inonda di tristezza.
Provi un profondo senso di vuoto.
Yan ha ucciso il vostro amore, piangi e sospiri cercando di non fare il minimo rumore.
Non ti deve sentire nessuno piangere.
Non devi dare sospetti.
Hai già deciso che non dirai nulla ad Yan…
Perché?
Perché sei solo un bambino dentro ad uno scatolone che è stato abbandonato per la seconda volta.
Perché probabilmente la tua precaria autostima ha fatto i bagagli ed è andata via.
Sopporterai di tutto pur di non perderlo completamente.
La cosa importante è che lui resti qui con te, il resto per quanto doloroso sia, non importa, tutto, tutto… accetti tutto tranne di non poterlo vedere più.
Gli rimarrai accanto lo stesso, fine della storia.
Ridi, piangi e ti fai schifo.
Cielo!
Sei ridotto ad un niente, tu! Proprio tu che non ti sprecavi mai in inutili sentimentalismi.
Sei ridotto ad uno straccio senza autostima, hai annullato la tua personalità pur di rimanergli accanto.
Che cosa sei diventato…?
“ Che cosa sono diventato?”
Appunto…
Piangi disperato ogni singola lacrima, piangi soffrendo immensamente.
Infine ti decidi a lavarti il viso e a coricarti.
Non vuoi perderlo malgrado tutto.
Accidenti come sei messo mele Lex, se qualcuno te lo avesse predetto gli saresti scoppiato a ridere in faccia, invece sei qui, abbattuto, senza dignità, pronto a tutto pur di non perderlo.
Che tristezza, quanta amarezza.
Avverti la porta di casa aprirsi e chiudersi.
Yan!
È tornato….




Prima di metterti nel tuo letto accanto a Lex ti lavi a lungo, per bene, più meticolosamente del solito, ti senti sporco, sudicio e indegno di lui.
Ti asciughi con il morbido telo di spugna che sa di borotalco e ti rechi nella vostra stanza.
Nell’oscurità noti Lex sdraiato tra le coltri.
Ti sdrai anche tu.
Ti sistemi vicino a lui.
Lo senti sospirare.
È sveglio…bene, avevi proprio voglia di lui, in ogni senso.
“ Ti ho svegliato?”
“ …S..si, hai fatto un po’ di casino in bagno.”
“ Mi spiace.” Dici a bassa voce, colpevole di tutto.
Ti avvicini ulteriormente a lui e fai per montarlo, ma lui di scatto si sposta e con la forza delle braccia ti spinge via.
Rimani sorpreso.
Nel buio della stanza fai fatica a capire la sua espressione.
“ Sono stanco Yan, va bene? Ho faticato molto al cantiere. Ho sonno.” La sua voce sembra avere una lieve inclinazione isterica…
Avrà lavorato molto…
Ti dispiaci moltissimo, avevi un immenso bisogno di lui, immenso come l’oceano.
“ Bene Lex, buona notte.”
“ Buona notte!” Dice scorbutico prima di allontanarsi da te e di rilegarsi in un angolino del letto.
È scontroso, più del solito…



Yan dorme, certo! Sarà stanco…Figlio di puttana.
Un moto di sofferenza ti invade ancora più intensamente.
Certo! Ti eri ripromesso di non dirgli nulla pur di non perderlo ma non hai soffocato la tua dignità fino al punto di concederti nuovamente all’uomo che ti ha tradito! E che cazzo!!!
Tutto tranne questo.
È appena stato dentro al corpo di un altro…
Tzè! La famiglia è sacra…BUGIE!
Tutte bugie e tu gli hai permesso di prenderti in giro.
Tu…
Tu non sei più niente, ti sei annullato per lui, ma non dovrà mai più permettersi di toccarti, su questo non transigi.
No e poi no!!!
Mai più.
Soffri in silenzio, muto, senza più un cuore che batte.



I giorni seguenti non sono sereni.
Lex è scostante, indisponente, si incavola per nulla.
Spesso lo hai sorpreso a guardarti con occhi colmi di severità e disprezzo.
Nel fine settimana non è voluto venire con te al locale come d’abitudine, ha preferito uscire con alcuni suoi dipendenti.
Oggi è un mercoledì incolore, non c’è molta gente al locale, ed hai occasione di riflettere…
E se Lex vi avesse visti…?
Svuoti il bicchiere di vodka alla fragola e chiami Lucie.
“ Lucie?”
“ Dimmi Yan.”
“ Hai visto Lex giovedì scorso al locale?”
“Mh, fammi pensare….”
….
….
…..
“ Oh! Si, è passato, ma si è trattenuto poco, non sono riuscita neppure a salutarlo, ho provato a chiamarlo, ma probabilmente non mi ha sentita, ci stava un tale baccano…”
Ed il tuo cuore smette di battere. Ecco perché non si è concesso in questi giorni.
“ Devo andare a casa Lucie, pensa tu a fare i conti in cassa.”

…..
…….
Entri in casa e Lex sta seduto sul divano, guarda la tv…
È un po’ sorpreso di vederti rincasare così presto.
“Lex, dobbiamo parlare.” Dici.
Lex sgrana i suoi splendidi occhi caldi e si alza dal divano mettendosi sulla difensiva.
Ora non hai nessun dubbio, dalla sua reazione capisci che lui sa…
“ Giovedì scorso sei venuto al locale?” Diretto, come sempre.
Lex ti guarda con disgusto…
“ Si Yan.” Ti dice e tu senti il terreno sotto i piedi frantumarsi.
“ Lex lascia che ti spieghi…”
Ma lui non ti vuole ascoltare.
“ Sei venuto a dirmi che mi lasci?! Che schifo Yan!” è nervoso ed ha ogni ragione, non pensa in modo lucido e forse neppure tu.
“ No, certo che no. Volevo solo spiegarti.”
“ CHE CAZZO C’è DA SPIEGARE YAN?!”
“ Non alzare la voce, quel tizio si chiama Drew…”
“ Si me lo ricordo chi è, è quello stronzo che ho preso a pugni, quindi?”
“ Lui è una spia, come lo ero io, come lo è stato per gran parte della sua vita Ismael, lui sapeva il nome di chi ha ucciso mio padre, io potevo vendicarmi capisci? Una notte di sesso, in cambio del nome, nulla di più, volevo solo quel nome, lui per me non ha importanza.”
“ Ah! Bene! La famiglia prima di tutto, chissà perchè pensavo di essere diventato anche io la tua famiglia, aspetta chi è che me lo aveva detto? Ah! Tu! Ed invece ora scopro che per te ha valore solo la tua famiglia di sangue.”
“ No Lex, è vero ha un grande valore per me, ma anche tu ne hai.”
“ Al punto di tradirmi?”
“ Maledizione, tu che avresti fatto se ti avessero detto di sapere il nome di tua madre?”
“ NIENTE! Non mi ha voluto ventisei anni fa, perché dovrei volerla io adesso? E Tu? Dimmi Yan, scoprire il nome dell’assassino di tuo padre lo ha fatto per caso ritornare in vita? Ti sei ritrovato in Russia a mangiare la cena di Natale con la tua intera fottuta famiglia? Mh…A COSA CAZZO è SERVITO?! Te lo dico io, solo a fare del male a me, lo sapevi Dio,lo sapevi che mi avresti fatto male, ma non te ne sei curato.”
“ …Dovevo sapere quel nome…” Non riesci a dire altro, Lex ha gli occhi lucidi e il suo sguardo ferito è una delle cose che non riesci mai a soprassedere, la tristezza di Lex ti sconvolge….
“ Ti volevi vendicare? Volevi tornare ad uccidere? “
“ Si…” Ammetti.
“ Ah! Bene.”
“ Cerca di capire…”
Lex ti interrompe con una voce disperata.
“ No! Sei soltanto un egoista figlio di puttana! Io dovrei capire te, TE!?”
“….”
“ Perfetto ora sta zitto, e dimmi grande vendicatore di morti, qual è questo benedetto nome?”
….
…..
…….
Ti senti tanto ridicolo…
“ Valsha…forse, probabilmente…il padre di Ismael….”
Lex ti guarda e scoppia a ridere amaramente.
“ E dove sta adesso, alla casa di riposo? Come vuoi ucciderlo? Gli togli le pillole della pressione?”
“ Lui è già…morto.”
Lex non si stupisce più di tanto…
“ Ti sei fatto fregare eh?” I suoi occhi castani si riempiono di lacrime.
“ Mi hai ferito Yan e per cosa? Per niente…niente.”
“ Fammi spiegare…”
“ NO! E BASTA! Ne ho abbastanza di te, delle tue spiegazioni, e di quello che vuoi tu, e tu soltanto, mi hai tradito, punto e basta!”
Lex ti guarda con immenso rammarico.
Non vi siete colpiti, lui non ti ha dato neppure un pugno ma senti un dolore immenso alla bocca dello stomaco.
Lo vedi sparire nel corridoio e lo senti chiudersi nella sua vecchia camera, quella che occupava prima che tu arrivassi per rovinargli la vita…



Sono passate due settimane da quando Yan ti ha confessato tutto.
Hai provato un’immensa vergogna in quel momento, in quanto lui sapeva che tu sapevi…
Hai fatto una figuraccia…
Ti sei sentito vulnerabile.
Cosa avrà pensato di te?
Che lo ami al punto tale di farti volontariamente del male? Che lo ami così disperatamente da poter accettare di tutto?
Avrà pensato di avere un compagno che non ha un briciolo di amor proprio.
Finché lui non sapeva che tu sapevi era difficile sì, ma più facile di così, ora che tutto è venuto a galla è una tortura.
Non ti sei sentito sollevato di sapere il motivo per cui lo ha fatto.
Ti sei sentito messo in secondo piano e la cosa che ti fa stare peggio è che lui nella sua alterigia non si è neppure scusato.
Yan è troppo pieno di se stesso, bastardo arrogante senza rispetto per te.
Egoista.
Meschino.
Vile.
Si, un vigliacco perché non riesce a scusarsi.
In questi giorni hai evitato ogni contatto anche solo visivo con lui.
Lo vedi spegnere la sigaretta e recarsi nella sua stanza per la notte, mentre lo fa ti passa accanto con noncuranza e tu puoi notare
che ha il viso bianco e perfetto più inespressivo del solito.
I suoi taglienti occhi di ghiaccio dall’azzurro cristallino sono indolenti ed evita accuratamente di guardarti.
Indossa una camicia blu scuro, la sua pelle profuma di tabacco e incenso, lo senti forte il suo odore.
È arrivato esattamente a metà del corridoio quando dai voce ai tuoi pensieri, ogni parola ti esce di bocca come un macigno, ogni parola pesa e ti schiaccia con il suo significato.
“ Cristo! Che pena Yan, mi fai tanta, tanta pena, non riesci neppure a scusarti, non hai il coraggio di dirmi che hai sbagliato e che ti dispiace…mi fai tanta pena…”
Yan si blocca, la casa si riempie di aspettativa, ma poi Yan riprende il suo breve cammino e si chiude dentro la sua stanza.
Resti in piedi con l’amaro in bocca.
Senti gli angoli degli occhi riempirsi di lacrime e stoicamente le ricacci indietro.
Che sia il preludio della fine?
….
…..
……


All the pain, the tears I cried
Still you never said goodbye and now I know
How far you’d go

I know I let you down
But it’s not like that now
This time I’ll never let you go

I will be, all that you want
And get myself together
Cause you keep me from falling apart

All my life, I’ll be with you forever
To get you through the day
And make everything okay

I thought that I had everything
I didn’t know what life could bring
But now I see, honestly

You’re the one thing I got right
The only one I let inside
Now I can breathe, cause you’re here with me

And if I let you down
I’ll turn it all around
Cause I would never let you go

I will be, all that you want
And get myself together
Cause you keep me from falling apart

All my life, I’ll be with you forever
To get you through the day
And make everything okay

I will be, all that you want
And get myself together
Cause you keep me from falling apart

All my life, I’ll be with you forever
To get you through the day
And make everything okay

Cause without you I cant sleep
I’m not gonna ever, ever let you leave
You’re all I’ve got, you’re all I want
Yeah

And without you I don’t know what I’d do
I can never, ever live a day without you
Here with me, do you see,
You’re all I need

And I will be, all that you want
And get myself together
Cause you keep me from falling apart

All my life, I’ll be with you forever
To get you through the day
And make everything okay

I will be, all that you want
And get myself together
Cause you keep me from falling apart

And all my life, I’ll be with you forever
To get you through the day
And make everything okay

















Continua….

Scusate se non sono puntualissima come mi piace essere solitamente, ma ho davvero un casino di impegni giuro, anzi non pensavo proprio che avrei potuto scrivere in questo periodo ma ce l ho messa tutta, spero che il cap sia uscito almeno decente ^^


….Ehm…per quanto riguarda il fattaccio tra Yan e Lex….mi farò perdonare giuro….sigh…


* Per chi non lo sapesse effettivamente pare che Valsha sia il padre di Ismael e anche il suo maestro ^^ …Non sappiamo se Ismael sapesse o no il fatto che fosse stato suo padre ad uccidere il padre di Yan, e non ci possiamo fare niente perché Ismael è un tipo misterioso…^^ XDD Io però un’idea me la sono fatta e secondo me lo sapeva eccome… ^^





Lex:” Mi hai fatto tradire da Yan…”
Yoite: “ Ehm ecco io…poverino voleva sapere di suo padre….”
Hong, Ismael, Niki, ed Yan in coro contro Yoite: “SEI PERFIDA!!!!!”
0__________0


Le canzoni sono di Edguy con when a hero cries e avrile lavigne che duetta con Leona Lewis in i wiil be.

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Share the pain Empty Capitolo 17

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:56 am

“ Perdonami.”




I'm not the type to get my heart broken

I'm not the type to get upset and cry

Cause I never leave my heart open

Never hurts me to say goodbye

Relationships don't get deep to me

Never got the whole in love thing

And someone can say they love me truely

But at the time it didn't mean a thing








È sabato sera, ormai sta diventando la normalità uscire separati e la cosa non ti piace per niente.
Non vi rivolgete la parola da parecchio tempo.
Decidi di affrontarlo, o almeno di provarci.
“ Con chi vai stasera Lex?”
Lui sobbalza, non si aspettava che gli avresti parlato.
“ Fatti mie.”
“ Dove andrai?”
“ Cazzi miei!”
è impossibile riuscire ad avvicinarlo.
Insisti…
“ Almeno non prendere vie secondarie…” Il tuo vuole essere solo un consiglio, ma naturalmente lui lo prende nel modo sbagliato.
“ Cosa stai insinuando? Che non so badare a me stesso? Sai che ti dico magari sono io che stasera ho voglia di scopare con un altro! Magari mi rivelerà come fa la torta di mele mia madre.”
E ti sfida, con le parole, con lo sguardo.
Questo è troppo.
“ Non oserai…” Gli dici piuttosto arrabbiato.
“ Io faccio quello che voglio.”
“ Non ti azzardare Lex, sul serio.”
“ Quindi tu si ed io no?”
“ Mi sono già spiegato mi pare…”
“ Già, sei stato chiarissimo.” Fa lui sarcastico.
Lex ha gli occhi tristi e arrabbiati, indossa una felpa larga e nera ed un paio di jeans strappati al ginocchio sinistro, i suoi capelli castani gli ricadono un po’ disordinati sulla fronte, è bello, sei geloso delle sue uscite senza di te.
“ Non provare a fare sesso con nessuno Lex…”
Lui ti da le spalle e prende le chiavi della sua macchina.
Ti ignora e apre la porta di casa.
“ Mi hai capito Lex?!”
Lui va via non prima di aver sbattuto violentemente la porta alle sue spalle.
Respiri a fondo un paio di volte e in questo momento vorresti non essere così dannatamente tu….
Passi una serata nervosa e guardi spesso il cellulare.
Alla fine ti decidi e gli mandi un messaggio.

- Che combini?-

Passano i minuti e non ricevi risposta.
Sei teso, stai per andare fuori di testa.
Lucie ti si avvicina.
“ Tesoro, Lex è ancora in collera con te?”
“ Hn.”
“ Capisco. Non vuoi dirmi cosa è successo?”
Scuoti la testa, no, non glielo dirai, è una cosa fra te e lui, in più se Lex dovesse sapere che hai reso di dominio pubblico il fatto che gli hai messo le corna si incazzerebbe ulteriormente.
Il tuo cellulare vibra.
È un messaggio…

-Sto facendo sesso a casa nostra, nel nostro letto.-

Con stizza riponi il cellulare in tasca.
Merda!!!
“ Io vado Lucie.”
E ti precipiti a casa.
Stavolta fai un casino.
Stavolta ammazzi chiunque troverai a letto con lui.
Senti il sangue ribollirti nelle vene, sgommi con la macchina posteggiandola malamente sotto casa, sali le scale due alla volte.
Spalanchi la porta e Lex sta seduto sul divano, l’aria distrutta, fuma e vedendoti entrare con il fiatone ride amaramente.
“ Accidenti Yan, prenderti in giro è una cosa così facile?”
Ci rimani….Accidenti a lui!
“…”
“…..Signor killer professionista, ti fai prendere in giro con troppa facilità…” Le sue parole dovrebbero essere di scherno, ma le pronuncia con una tale tristezza nella voce che alla fine non te la prendi più di tanto per il tiro mancino che ti ha giocato.
“ Quando si tratta della mia famiglia non sono mai troppo lucido.”
“ Hai il fiato corto, cosa hai fatto? Hai salito le scale due alla volta?”
“ Si…” Ammetti sedendoti nel divano accanto a lui.
Lex ridacchia senza troppa convinzione.
Pigi le dita sulle tue tempie, ti sta scoppiando la testa.
“ Perché non mi hai detto di andarmene da casa tua?”
“ E tu perché non te ne sei andato?” Ti chiede Lex evitando di rispondere alla tua domanda.
“ Perché…io ti amo Alexander…” L’atmosfera sembra un po’ più serena.
“ Fammi il favore Yan.”
“ No, è vero, e lo sai, io ti…ti…chiedo scusa Lex, perdonami, ti prego…” Ti costa dirglielo, ma insomma Yan, quando hai torto hai torto!!! E che diavolo!
Lex ti guarda un po’ sorpreso, alla fine aveva perso la speranze di sentire almeno delle scuse in piena regola.
I vostri occhi sono incatenati…è un secolo che non lo baci, che non lo possiedi, che lui non possiede te…
Hai una voglia matta in corpo.
Fai per baciarlo, ma lui volta il viso dall’altra parte spezzandoti il cuore.
“ Perché Lex? Dimmi perché non mi dai l’occasione di ricominciare?”
“… Perché io non sono più sicuro di volerti come prima…” E le tue pupille si dilatano costatando cosa ti ha appena detto, il tuo cuore perde un battito.
Provi dolore.
Lex si alza dal divano e si reca nella sua stanza per dormire, ormai anche dormire separati fa parte della vostra vita.
Rimani in religioso silenzio, fermo e impassibile, dentro sei come morto, non riesci neppure ad immaginare la tua vita senza Lex, perciò resterai qui, in questa casa e non ti arrenderai.
Mai.
Fuori ha cominciato a piovere, ti perdi nel rumore della pioggia che cade impetuosa e la tua anima viene portata via da un soffio di vento freddo entrato dallo spiffero della finestra.




My mind is gone, i'm spinning round

And deep inside, my tears i'll drown

I'm losing grip, what's happening

I stray from love, this is how I feel








È una domenica mattina.
Non pensavi minimante ciò che hai detto ad Yan, ma volevi che almeno un po’ del tuo dolore lo provasse anche lui.
Quando esci dal bagno trovi Yan sul divano, esattamente dove lo hai lasciato ieri notte.
Dorme.
Ti avvicini a lui, ti siedi accanto a lui, respiri il suo odore, le lacrime ti salgono agli occhi.
Poggi la tua testa sulla sua spalle.
Yan si desta e incornicia il tuo volto fra le sue mani.
“ Dammi tempo Yan…”
“ Tutto quello che vuoi amore.”



This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry



Did it happen when we first kissed

Cause it's hurting me to let it go

Maybe cause we spent so much time

And I know that it's no more

I shoulda never let you hold me baby

Maybe why i'm sad to see us apart

I didn't give to you on purpose

Gotta figure out how you stole my heart



My mind is gone, i'm spinning round

And deep inside, my tears i'll drown

I'm losing grip, what's happening

I stray from love, this is how I feel



This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry



How did I get here with you, i'll never know

I never meant to let it get so, personal

After all I tried to do, stay away from loving you

I'm broken hearted, I can't let you know

And I won't let it show

You won't see me cry



This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry









Hai raddoppiato i tuoi sforzi, hai fatto di tutto per farti perdonare, i rapporti con Lex sono un poco più distesi.
A volte sei anche riuscito a farlo ridere.
In questo momento state facendo una passeggiata in un piccolo parco in periferia.
Sai che a lui piace passeggiare nei parchi e ti sei offerto di accompagnarlo, incredibilmente lui ha accettato.
È il tramonto, avvicini la tua mano alla sua, lui non ti rifiuta ed intrecci le tue dita alle sue, camminate per un po’ mano nella mano, poi vi sedete per terra, tra l’erba, fa freddo, ma non importa affatto.
Passano lunghissimi minuti, Lex guarda le stelle.
“ Lex io ti giuro che non accadrà mai più, dovessero offrirmi in cambio un biglietto di prima classe per l’inferno per farmi incontrare mio padre, dovessero darmi in cambio tutte le risposte alle domande che vorrei fare ad Ismael…ho sbagliato, me ne rendo conto, ma io non avrei mai voluto tradirti, io ti amo; per me la famiglia è tutto lo sai? Non voglio giustificarmi ma, volevo disperatamente sapere il nome dell’uomo che ha cambiato per sempre la mia vita. Ho sbagliato Lex, lo so ma, tu, tu devi perdonarmi, io non sto bene senza di te. Perdonami.”
Lex non dice nulla per lunghi secondi.
Poi si volta guardarti.
“ Come lo stupro anche questo farà parte per sempre della mia vita, alla fine non ci posso fare proprio niente…Va bene Yan, ma la prossima volta è finita, te lo giuro, la prossima volta hai chiuso!”
“ Te lo giuro!” Ti affretti a dirgli.
Rimanete un altro po’ in silenzio e tu hai paura di toccarlo, di sfiorarlo, anche solo di respirargli accanto.
Hai un bisogno indicibile di abbracciarlo ma ti limiti ad osservalo di tanto in tanto.
“ Non pensavo davvero quello che ti ho detto…si insomma…non è vero che non ti voglio come prima…”
“ Ne sono contento.”
Ed il cuore dentro al tuo petto è in tumulto.
Il silenzio si espande nuovamente tra di voi.
Lex sospira impercettibilmente, lo hai fatto soffrire davvero tanto e sei mortificato.





This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry



All my life...






Yan ti porge una boccetta.
“ Che diavolo è?”
“ Smalto nero.”
“ Quindi?”
“ Aiutami a mettermelo.”
“ Che cosa?”
“ Mi hai sentito Lex, aiutami, sono anni che non me lo metto.”
“ E perché vuoi riprendere proprio adesso?” Dici guardando con disgusto la boccetta.
“Mi piace.”
“ Davvero Yan sei strano forte.”
“ Perché tu sei normale? Voglio solo tingermi le unghie, che c’è di male?!!!”
“ Ma io non sono capace di fare queste cose da femmina!”
“ Non sono cose da femmina, è arte!”
Ridi a cuor leggero.
“ Ok Yan, però non lamentarti se non vengono bene.”
Apri la boccetta e dipingi una ad una le sue dita pallide.
Dipingi con cura le sue cortissime unghie curate.
“ Sei bravo quanto Lucie sai?”
“ Ovvio, io sono bravo in tutto!”
Alla fine devi ricrederti, il risultato non è male, anzi gli dona…
In serata Yan accende lo stereo e mette una splendida canzone che non conosci.



It's hard for me to say the things
I want to say sometimes
There's no one here but you and me
And that broken old street light
Lock the doors
We'll leave the world outside
All I've got to give to you
Are these five words when I






“ Accidenti, un killer romantico, psicotico e amante di smalti neri che ascolta musica romantica, dove andrà a fine il mondo?”
Yan ti regala uno dei suoi rari sorrisi.
Lo guardi incantato.
Gli occhi azzurri, le labbra pallide, il candore della sua pelle, le mani smaltate di nero lucido come i suoi capelli.
Il suo sorriso appena accennato.
Lui si accorge di come lo guardi e fa un passo verso di te, tu ne fai uno indietro senza sapere bene perché.
Yan si ferma e ti guarda, deluso ma anche comprensivo.
Si volta e alza un po’ il volume dello stereo.




Thank you for loving me
For being my eyes
When I couldn't see
For parting my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me
Thank you for loving me






La tua mano raggiunge la sua.
Yan si volta a guardarti.
La sua mano si poggia sulla tua guancia.
Ti accarezza e un miriade di scariche elettriche attraversano la tua colonna vertebrale.
Il suo tocco…quanto ti era mancato…
“ Mi manchi Lex…”
“ Anche tu…”
Yan sfiora le tue labbra, una volta,due volte, tre volte, fin quando con un sospiro le socchiudi per lui.
La sua lingua tocca la tua dapprima adagio, poi con passione e prepotenza crescente, tipica del suo essere.
Le vostre lingue si accarezzano e duellano.
Le braccia di Yan avvolgono le tue spalle.
Le tue si allacciano al suo collo.
Senti i vestiti scivolarti di dosso.
Tremi.





I never knew I had a dream
Until that dream was you
When I look into your eyes
The sky's a different blue
Cross my heart
I wear no disguise
If I tried, you'd make believe
That you believed my lies

Thank you for loving me
For being my eyes
When I couldn't see
For parting my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me






Yan ti fa sdraiare per terra.
Si toglie i vestiti a sua volta.
Si sdraia su di te.
Sei un po’ teso.
Yan succhia due delle sue dite smaltate di nero.
Ti eccita questa visione ed un po’ della tensione se ne và… le note della canzone vi avvolgono e vi ipnotizzano.
Yan lecca ripetutamente le sue dita, poi si stende meglio su di te e avvolge la tua testa con entrambe le braccia, riprende a baciarti con dolcezza…Sospiri rassegnato a te stesso, non puoi fare a meno di lui….
Un suo braccio scende fra i vostri corpi, l’altro resta avvolto sulla tua testa, pare che Yan voglia come proteggerti da se stesso.
Non apri le gambe, non ancora, Yan si limita ad attendere e non fa nulla per indurti a schiudere le gambe, ti bacia il collo ed attende…
Poco alla volta le tue ginocchia si staccano e si piegano verso l’alto, Yan sprofonda fra le tue gambe.
Il suo dito va subito a stuzzicare la tua apertura, gemi, è bello.
Il suo dito bagnato di saliva stuzzica i bordi serici della tua entrata, poi si spinge dentro, tocca le tue pareti interne ed aiuta il tuo umidore ad espandersi.



You pick me up when I fall down
You ring the bell before they count me out
If I was drowning you would part the sea
And risk your own life to rescue me

Lock the doors
We'll leave the world outside
All I've got to give to you
Are these five words when I








Un secondo dito fa il suo ingresso in te e tu ti lamenti un po’…bè è da molto che non lo fate…
“ Ng..h..ngh…”
“ Scusami.” Mormora Yan al tuo orecchio.
Massaggia la tua apertura per diversi minuti, il suo sesso è tremendamente duro contro la tua pancia ed il tuo non è da meno.
Gemi e ti spingi contro la sua mano.
Yan fa uscire le sue dita dal tuo corpo.
La punta del suo pene poggia contro di te, le tue braccia artigliano le sue spalle…
Sospiri e lo accogli in te con un mezzo grido.
“ Scusa Lex…” Dice Yan con la voce arrochita dal desiderio.
Ti ha fatto un po’ male, ma il tuo corpo non ci mette molto a riadattarsi a lui.
Yan resta fermo a lungo dentro di te ma dopo poco prendi ad odiare questa immobilità.
“ Yan…” Lo inciti.
Lui ti bacia la fronte e poi assesta la prima spinta, provi così tanto piacere che vieni immediatamente.
Yan ti guarda inarcando un sopracciglio…” Bè che ti prende russo dei miei stivali? Era molto che non lo facevo…”
“ Pensavo che almeno ti toccassi…”
“ No, tu invece ti sei masturbato?”
Yan non ti risponde subito, inizia a mordicchiarti un orecchio poi a voce bassissima ti sussurra…”Si che mi toccavo e ti pensavo così intensamente da farmi male…”
Poi spinge nuovamente nel tuo corpo, spinge forte e non hai più voce per parlare ma solo per gemere e di tanto in tanto urlare.
Il suo sesso è duro e vellutato, lo stringi con le pareti del tuo intestino e ne saggi la potenza.
Il tuo movimento fa gemere Yan.
Lo ripeti, lo ristringi e lo rilasci, più e più volte, Yan incalza il ritmo provocato dal tuo stuzzicarlo e ti morde una spalla, ricambi il morso.
Il suo pene continua a scorrere in te.
Le sue spinte sono potenti, avanti e indietro, avanti e indietro, senza sosta fino a farlo morire in te convulsamente.
“ Aih!” è affondato troppo e troppo forte.
Si ferma subito dopo aver udito il tuo lamento.
Ma tu artigli il suo sedere compatto e lo respingi dentro di te facendolo gemere.
“ Aspetta Lex, ti sei fatto male?”
“ Non importa, spingi di più, ancora di più, fammi sentire che se mio, fammi sentire che sono tuo, solo io e tu…”
Yan riprende a spingere in te, lo fa con forza per come gli hai chiesto ma ci mette anche tutto il riguardo necessario per la tua persona.
Godi di lui e lui di te.
Ti senti bene, sei completamente aperto a lui, sei vicino all’orgasmo.
Gli mordicchi il collo.
Lui si aggrappa ai tuoi fianchi ed imprime le ultime spinte fino a farti venire nuovamente, mentre lui si scioglie copiosamente in te invadendoti con il suo calore.

…..
……
Yan esce dal tuo corpo.
“ Come stai? Tutto apposto?”
“Si.”
Yan ti stringe a sé e nonostante la scomodità della posizione sul duro pavimento, rimanete abbracciati a lungo.
“ Torni a dormire con me Lex?”
“ Si…”
Accarezzi la sua bianca schiena poi lo senti mormorare qualcosa a mezza voce e sorridi capendo il senso di quello che ti dice…
“ Mi sono tenuto in allenamento anche con le dita, sono già pronto se vuoi…”
Per tutti gli inferni, sì che vuoi.
Yan gioca con la tua virilità che ben presto si risveglia.
Resti sdraiato mentre lui sia apre a te.
Ti accoglie e gemete di piacere. Ti cavalca e tu lo guardi estasiato.
Il suo sesso svetta davanti ai tuoi occhi, lo prendi fra le mani e lo masturbi.
I vostri corpi accaldati, i gemiti maltrattenuti.
Lui che si muove su di te facendo scorrere il tuo sesso dentro di lui, le tue mani che lavorano sul suo pene.
Annusi il suo odore di incenso puro, proprio uno degli incensi che mette di solito si sta consumando non lontano da voi…
Lo fai venire masturbandolo con vigore, uno schizzo del suo seme raggiunge un angolo delle tue labbra e tu allunghi la lingua fuori dalla bocca per raccoglierlo ed assaggiarlo.
Yan ti fissa eccitato e reclama un tuo bacio, tu afferri i suoi fianchi ed imprimi le tue spinte dettando tu il ritmo adesso.
Yan si lascia completamente a te, il tuo pene saggia l’elasticità del suo interno e i suoi muscoli ti stringono piacevolmente, rincorri il piacere dentro al suo calore, il tuo membro accarezza ogni piega del suo intestino.
Viene un’ennesima volta sul tuo petto, tu vieni dentro di lui in profondità reprimendo un ringhio.
Siete sfiniti e un po’ scombussolati per l’intensità del piacere appena provato.
“ Ti amo Lex…”
“ Anche io Yan, anche io, che tu sia maledetto…” Gli dici dolcemente accarezzando il suo viso ovale, lui bacia la tua mano.
Pigramente accarezzate i vostri corpi a vicenda, è piacevole questa pace, questa atmosfera di rilassamento.
Yan mette la testa sul tuo petto ed è il tuo turno di avvolgergliela con entrambe le braccia, è il tuo turno di proteggerlo da se stesso.



Thank you for loving me
For being my eyes
When I couldn't see
You parted my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me

When I couldn't fly
Oh, you gave me wings
You parted my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me













Continua…


La canzone utilizzata è di Rihanna , cry

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Share the pain Empty Capitolo 18

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:58 am

“ Perdonami.”




I'm not the type to get my heart broken

I'm not the type to get upset and cry

Cause I never leave my heart open

Never hurts me to say goodbye

Relationships don't get deep to me

Never got the whole in love thing

And someone can say they love me truely

But at the time it didn't mean a thing








È sabato sera, ormai sta diventando la normalità uscire separati e la cosa non ti piace per niente.
Non vi rivolgete la parola da parecchio tempo.
Decidi di affrontarlo, o almeno di provarci.
“ Con chi vai stasera Lex?”
Lui sobbalza, non si aspettava che gli avresti parlato.
“ Fatti mie.”
“ Dove andrai?”
“ Cazzi miei!”
è impossibile riuscire ad avvicinarlo.
Insisti…
“ Almeno non prendere vie secondarie…” Il tuo vuole essere solo un consiglio, ma naturalmente lui lo prende nel modo sbagliato.
“ Cosa stai insinuando? Che non so badare a me stesso? Sai che ti dico magari sono io che stasera ho voglia di scopare con un altro! Magari mi rivelerà come fa la torta di mele mia madre.”
E ti sfida, con le parole, con lo sguardo.
Questo è troppo.
“ Non oserai…” Gli dici piuttosto arrabbiato.
“ Io faccio quello che voglio.”
“ Non ti azzardare Lex, sul serio.”
“ Quindi tu si ed io no?”
“ Mi sono già spiegato mi pare…”
“ Già, sei stato chiarissimo.” Fa lui sarcastico.
Lex ha gli occhi tristi e arrabbiati, indossa una felpa larga e nera ed un paio di jeans strappati al ginocchio sinistro, i suoi capelli castani gli ricadono un po’ disordinati sulla fronte, è bello, sei geloso delle sue uscite senza di te.
“ Non provare a fare sesso con nessuno Lex…”
Lui ti da le spalle e prende le chiavi della sua macchina.
Ti ignora e apre la porta di casa.
“ Mi hai capito Lex?!”
Lui va via non prima di aver sbattuto violentemente la porta alle sue spalle.
Respiri a fondo un paio di volte e in questo momento vorresti non essere così dannatamente tu….
Passi una serata nervosa e guardi spesso il cellulare.
Alla fine ti decidi e gli mandi un messaggio.

- Che combini?-

Passano i minuti e non ricevi risposta.
Sei teso, stai per andare fuori di testa.
Lucie ti si avvicina.
“ Tesoro, Lex è ancora in collera con te?”
“ Hn.”
“ Capisco. Non vuoi dirmi cosa è successo?”
Scuoti la testa, no, non glielo dirai, è una cosa fra te e lui, in più se Lex dovesse sapere che hai reso di dominio pubblico il fatto che gli hai messo le corna si incazzerebbe ulteriormente.
Il tuo cellulare vibra.
È un messaggio…

-Sto facendo sesso a casa nostra, nel nostro letto.-

Con stizza riponi il cellulare in tasca.
Merda!!!
“ Io vado Lucie.”
E ti precipiti a casa.
Stavolta fai un casino.
Stavolta ammazzi chiunque troverai a letto con lui.
Senti il sangue ribollirti nelle vene, sgommi con la macchina posteggiandola malamente sotto casa, sali le scale due alla volte.
Spalanchi la porta e Lex sta seduto sul divano, l’aria distrutta, fuma e vedendoti entrare con il fiatone ride amaramente.
“ Accidenti Yan, prenderti in giro è una cosa così facile?”
Ci rimani….Accidenti a lui!
“…”
“…..Signor killer professionista, ti fai prendere in giro con troppa facilità…” Le sue parole dovrebbero essere di scherno, ma le pronuncia con una tale tristezza nella voce che alla fine non te la prendi più di tanto per il tiro mancino che ti ha giocato.
“ Quando si tratta della mia famiglia non sono mai troppo lucido.”
“ Hai il fiato corto, cosa hai fatto? Hai salito le scale due alla volta?”
“ Si…” Ammetti sedendoti nel divano accanto a lui.
Lex ridacchia senza troppa convinzione.
Pigi le dita sulle tue tempie, ti sta scoppiando la testa.
“ Perché non mi hai detto di andarmene da casa tua?”
“ E tu perché non te ne sei andato?” Ti chiede Lex evitando di rispondere alla tua domanda.
“ Perché…io ti amo Alexander…” L’atmosfera sembra un po’ più serena.
“ Fammi il favore Yan.”
“ No, è vero, e lo sai, io ti…ti…chiedo scusa Lex, perdonami, ti prego…” Ti costa dirglielo, ma insomma Yan, quando hai torto hai torto!!! E che diavolo!
Lex ti guarda un po’ sorpreso, alla fine aveva perso la speranze di sentire almeno delle scuse in piena regola.
I vostri occhi sono incatenati…è un secolo che non lo baci, che non lo possiedi, che lui non possiede te…
Hai una voglia matta in corpo.
Fai per baciarlo, ma lui volta il viso dall’altra parte spezzandoti il cuore.
“ Perché Lex? Dimmi perché non mi dai l’occasione di ricominciare?”
“… Perché io non sono più sicuro di volerti come prima…” E le tue pupille si dilatano costatando cosa ti ha appena detto, il tuo cuore perde un battito.
Provi dolore.
Lex si alza dal divano e si reca nella sua stanza per dormire, ormai anche dormire separati fa parte della vostra vita.
Rimani in religioso silenzio, fermo e impassibile, dentro sei come morto, non riesci neppure ad immaginare la tua vita senza Lex, perciò resterai qui, in questa casa e non ti arrenderai.
Mai.
Fuori ha cominciato a piovere, ti perdi nel rumore della pioggia che cade impetuosa e la tua anima viene portata via da un soffio di vento freddo entrato dallo spiffero della finestra.




My mind is gone, i'm spinning round

And deep inside, my tears i'll drown

I'm losing grip, what's happening

I stray from love, this is how I feel








È una domenica mattina.
Non pensavi minimante ciò che hai detto ad Yan, ma volevi che almeno un po’ del tuo dolore lo provasse anche lui.
Quando esci dal bagno trovi Yan sul divano, esattamente dove lo hai lasciato ieri notte.
Dorme.
Ti avvicini a lui, ti siedi accanto a lui, respiri il suo odore, le lacrime ti salgono agli occhi.
Poggi la tua testa sulla sua spalle.
Yan si desta e incornicia il tuo volto fra le sue mani.
“ Dammi tempo Yan…”
“ Tutto quello che vuoi amore.”



This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry



Did it happen when we first kissed

Cause it's hurting me to let it go

Maybe cause we spent so much time

And I know that it's no more

I shoulda never let you hold me baby

Maybe why i'm sad to see us apart

I didn't give to you on purpose

Gotta figure out how you stole my heart



My mind is gone, i'm spinning round

And deep inside, my tears i'll drown

I'm losing grip, what's happening

I stray from love, this is how I feel



This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry



How did I get here with you, i'll never know

I never meant to let it get so, personal

After all I tried to do, stay away from loving you

I'm broken hearted, I can't let you know

And I won't let it show

You won't see me cry



This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry









Hai raddoppiato i tuoi sforzi, hai fatto di tutto per farti perdonare, i rapporti con Lex sono un poco più distesi.
A volte sei anche riuscito a farlo ridere.
In questo momento state facendo una passeggiata in un piccolo parco in periferia.
Sai che a lui piace passeggiare nei parchi e ti sei offerto di accompagnarlo, incredibilmente lui ha accettato.
È il tramonto, avvicini la tua mano alla sua, lui non ti rifiuta ed intrecci le tue dita alle sue, camminate per un po’ mano nella mano, poi vi sedete per terra, tra l’erba, fa freddo, ma non importa affatto.
Passano lunghissimi minuti, Lex guarda le stelle.
“ Lex io ti giuro che non accadrà mai più, dovessero offrirmi in cambio un biglietto di prima classe per l’inferno per farmi incontrare mio padre, dovessero darmi in cambio tutte le risposte alle domande che vorrei fare ad Ismael…ho sbagliato, me ne rendo conto, ma io non avrei mai voluto tradirti, io ti amo; per me la famiglia è tutto lo sai? Non voglio giustificarmi ma, volevo disperatamente sapere il nome dell’uomo che ha cambiato per sempre la mia vita. Ho sbagliato Lex, lo so ma, tu, tu devi perdonarmi, io non sto bene senza di te. Perdonami.”
Lex non dice nulla per lunghi secondi.
Poi si volta guardarti.
“ Come lo stupro anche questo farà parte per sempre della mia vita, alla fine non ci posso fare proprio niente…Va bene Yan, ma la prossima volta è finita, te lo giuro, la prossima volta hai chiuso!”
“ Te lo giuro!” Ti affretti a dirgli.
Rimanete un altro po’ in silenzio e tu hai paura di toccarlo, di sfiorarlo, anche solo di respirargli accanto.
Hai un bisogno indicibile di abbracciarlo ma ti limiti ad osservalo di tanto in tanto.
“ Non pensavo davvero quello che ti ho detto…si insomma…non è vero che non ti voglio come prima…”
“ Ne sono contento.”
Ed il cuore dentro al tuo petto è in tumulto.
Il silenzio si espande nuovamente tra di voi.
Lex sospira impercettibilmente, lo hai fatto soffrire davvero tanto e sei mortificato.





This time was different

Felt like, I was just a victim

And it cut me like a knife

When you walked out of my life

Now i'm, in this condition

And i've, got all the symptoms

Of a girl with a broken heart

But no matter what you'll never see me cry



All my life...






Yan ti porge una boccetta.
“ Che diavolo è?”
“ Smalto nero.”
“ Quindi?”
“ Aiutami a mettermelo.”
“ Che cosa?”
“ Mi hai sentito Lex, aiutami, sono anni che non me lo metto.”
“ E perché vuoi riprendere proprio adesso?” Dici guardando con disgusto la boccetta.
“Mi piace.”
“ Davvero Yan sei strano forte.”
“ Perché tu sei normale? Voglio solo tingermi le unghie, che c’è di male?!!!”
“ Ma io non sono capace di fare queste cose da femmina!”
“ Non sono cose da femmina, è arte!”
Ridi a cuor leggero.
“ Ok Yan, però non lamentarti se non vengono bene.”
Apri la boccetta e dipingi una ad una le sue dita pallide.
Dipingi con cura le sue cortissime unghie curate.
“ Sei bravo quanto Lucie sai?”
“ Ovvio, io sono bravo in tutto!”
Alla fine devi ricrederti, il risultato non è male, anzi gli dona…
In serata Yan accende lo stereo e mette una splendida canzone che non conosci.



It's hard for me to say the things
I want to say sometimes
There's no one here but you and me
And that broken old street light
Lock the doors
We'll leave the world outside
All I've got to give to you
Are these five words when I






“ Accidenti, un killer romantico, psicotico e amante di smalti neri che ascolta musica romantica, dove andrà a fine il mondo?”
Yan ti regala uno dei suoi rari sorrisi.
Lo guardi incantato.
Gli occhi azzurri, le labbra pallide, il candore della sua pelle, le mani smaltate di nero lucido come i suoi capelli.
Il suo sorriso appena accennato.
Lui si accorge di come lo guardi e fa un passo verso di te, tu ne fai uno indietro senza sapere bene perché.
Yan si ferma e ti guarda, deluso ma anche comprensivo.
Si volta e alza un po’ il volume dello stereo.




Thank you for loving me
For being my eyes
When I couldn't see
For parting my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me
Thank you for loving me






La tua mano raggiunge la sua.
Yan si volta a guardarti.
La sua mano si poggia sulla tua guancia.
Ti accarezza e un miriade di scariche elettriche attraversano la tua colonna vertebrale.
Il suo tocco…quanto ti era mancato…
“ Mi manchi Lex…”
“ Anche tu…”
Yan sfiora le tue labbra, una volta,due volte, tre volte, fin quando con un sospiro le socchiudi per lui.
La sua lingua tocca la tua dapprima adagio, poi con passione e prepotenza crescente, tipica del suo essere.
Le vostre lingue si accarezzano e duellano.
Le braccia di Yan avvolgono le tue spalle.
Le tue si allacciano al suo collo.
Senti i vestiti scivolarti di dosso.
Tremi.





I never knew I had a dream
Until that dream was you
When I look into your eyes
The sky's a different blue
Cross my heart
I wear no disguise
If I tried, you'd make believe
That you believed my lies

Thank you for loving me
For being my eyes
When I couldn't see
For parting my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me






Yan ti fa sdraiare per terra.
Si toglie i vestiti a sua volta.
Si sdraia su di te.
Sei un po’ teso.
Yan succhia due delle sue dite smaltate di nero.
Ti eccita questa visione ed un po’ della tensione se ne và… le note della canzone vi avvolgono e vi ipnotizzano.
Yan lecca ripetutamente le sue dita, poi si stende meglio su di te e avvolge la tua testa con entrambe le braccia, riprende a baciarti con dolcezza…Sospiri rassegnato a te stesso, non puoi fare a meno di lui….
Un suo braccio scende fra i vostri corpi, l’altro resta avvolto sulla tua testa, pare che Yan voglia come proteggerti da se stesso.
Non apri le gambe, non ancora, Yan si limita ad attendere e non fa nulla per indurti a schiudere le gambe, ti bacia il collo ed attende…
Poco alla volta le tue ginocchia si staccano e si piegano verso l’alto, Yan sprofonda fra le tue gambe.
Il suo dito va subito a stuzzicare la tua apertura, gemi, è bello.
Il suo dito bagnato di saliva stuzzica i bordi serici della tua entrata, poi si spinge dentro, tocca le tue pareti interne ed aiuta il tuo umidore ad espandersi.



You pick me up when I fall down
You ring the bell before they count me out
If I was drowning you would part the sea
And risk your own life to rescue me

Lock the doors
We'll leave the world outside
All I've got to give to you
Are these five words when I








Un secondo dito fa il suo ingresso in te e tu ti lamenti un po’…bè è da molto che non lo fate…
“ Ng..h..ngh…”
“ Scusami.” Mormora Yan al tuo orecchio.
Massaggia la tua apertura per diversi minuti, il suo sesso è tremendamente duro contro la tua pancia ed il tuo non è da meno.
Gemi e ti spingi contro la sua mano.
Yan fa uscire le sue dita dal tuo corpo.
La punta del suo pene poggia contro di te, le tue braccia artigliano le sue spalle…
Sospiri e lo accogli in te con un mezzo grido.
“ Scusa Lex…” Dice Yan con la voce arrochita dal desiderio.
Ti ha fatto un po’ male, ma il tuo corpo non ci mette molto a riadattarsi a lui.
Yan resta fermo a lungo dentro di te ma dopo poco prendi ad odiare questa immobilità.
“ Yan…” Lo inciti.
Lui ti bacia la fronte e poi assesta la prima spinta, provi così tanto piacere che vieni immediatamente.
Yan ti guarda inarcando un sopracciglio…” Bè che ti prende russo dei miei stivali? Era molto che non lo facevo…”
“ Pensavo che almeno ti toccassi…”
“ No, tu invece ti sei masturbato?”
Yan non ti risponde subito, inizia a mordicchiarti un orecchio poi a voce bassissima ti sussurra…”Si che mi toccavo e ti pensavo così intensamente da farmi male…”
Poi spinge nuovamente nel tuo corpo, spinge forte e non hai più voce per parlare ma solo per gemere e di tanto in tanto urlare.
Il suo sesso è duro e vellutato, lo stringi con le pareti del tuo intestino e ne saggi la potenza.
Il tuo movimento fa gemere Yan.
Lo ripeti, lo ristringi e lo rilasci, più e più volte, Yan incalza il ritmo provocato dal tuo stuzzicarlo e ti morde una spalla, ricambi il morso.
Il suo pene continua a scorrere in te.
Le sue spinte sono potenti, avanti e indietro, avanti e indietro, senza sosta fino a farlo morire in te convulsamente.
“ Aih!” è affondato troppo e troppo forte.
Si ferma subito dopo aver udito il tuo lamento.
Ma tu artigli il suo sedere compatto e lo respingi dentro di te facendolo gemere.
“ Aspetta Lex, ti sei fatto male?”
“ Non importa, spingi di più, ancora di più, fammi sentire che se mio, fammi sentire che sono tuo, solo io e tu…”
Yan riprende a spingere in te, lo fa con forza per come gli hai chiesto ma ci mette anche tutto il riguardo necessario per la tua persona.
Godi di lui e lui di te.
Ti senti bene, sei completamente aperto a lui, sei vicino all’orgasmo.
Gli mordicchi il collo.
Lui si aggrappa ai tuoi fianchi ed imprime le ultime spinte fino a farti venire nuovamente, mentre lui si scioglie copiosamente in te invadendoti con il suo calore.

…..
……
Yan esce dal tuo corpo.
“ Come stai? Tutto apposto?”
“Si.”
Yan ti stringe a sé e nonostante la scomodità della posizione sul duro pavimento, rimanete abbracciati a lungo.
“ Torni a dormire con me Lex?”
“ Si…”
Accarezzi la sua bianca schiena poi lo senti mormorare qualcosa a mezza voce e sorridi capendo il senso di quello che ti dice…
“ Mi sono tenuto in allenamento anche con le dita, sono già pronto se vuoi…”
Per tutti gli inferni, sì che vuoi.
Yan gioca con la tua virilità che ben presto si risveglia.
Resti sdraiato mentre lui sia apre a te.
Ti accoglie e gemete di piacere. Ti cavalca e tu lo guardi estasiato.
Il suo sesso svetta davanti ai tuoi occhi, lo prendi fra le mani e lo masturbi.
I vostri corpi accaldati, i gemiti maltrattenuti.
Lui che si muove su di te facendo scorrere il tuo sesso dentro di lui, le tue mani che lavorano sul suo pene.
Annusi il suo odore di incenso puro, proprio uno degli incensi che mette di solito si sta consumando non lontano da voi…
Lo fai venire masturbandolo con vigore, uno schizzo del suo seme raggiunge un angolo delle tue labbra e tu allunghi la lingua fuori dalla bocca per raccoglierlo ed assaggiarlo.
Yan ti fissa eccitato e reclama un tuo bacio, tu afferri i suoi fianchi ed imprimi le tue spinte dettando tu il ritmo adesso.
Yan si lascia completamente a te, il tuo pene saggia l’elasticità del suo interno e i suoi muscoli ti stringono piacevolmente, rincorri il piacere dentro al suo calore, il tuo membro accarezza ogni piega del suo intestino.
Viene un’ennesima volta sul tuo petto, tu vieni dentro di lui in profondità reprimendo un ringhio.
Siete sfiniti e un po’ scombussolati per l’intensità del piacere appena provato.
“ Ti amo Lex…”
“ Anche io Yan, anche io, che tu sia maledetto…” Gli dici dolcemente accarezzando il suo viso ovale, lui bacia la tua mano.
Pigramente accarezzate i vostri corpi a vicenda, è piacevole questa pace, questa atmosfera di rilassamento.
Yan mette la testa sul tuo petto ed è il tuo turno di avvolgergliela con entrambe le braccia, è il tuo turno di proteggerlo da se stesso.



Thank you for loving me
For being my eyes
When I couldn't see
You parted my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me

When I couldn't fly
Oh, you gave me wings
You parted my lips
When I couldn't breathe
Thank you for loving me













Continua…


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Share the pain Empty Capitolo 19

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 7:59 am

“ Attrazione e amore.”


Spesso la notte capita che Hajin si svegli urlando.
Ti dispiace molto per lui.
Sinceramente ricordando o sognando lo stupro ogni tanto capita anche a te.
A volte anche ad Yan.
La tua casa è impregnata di sofferenza, ma anche d’amore.
Ripensi al nome del locale di Yan…Share the pain…
Che dividere la propria sofferenza con qualcuno infine faccia bene?
Ti chiedi come mai Yan gli abbia dato questo nome…
Che si sentisse solo? Non lo ammetterebbe mai, ma, sì, è probabile.
La casa è avvolta nel silenzio, tra pochi minuti dovrai alzarti, e faranno lo stesso Hajin e Joy che da un mese lavorano con te al cantiere.
Ti avvicini un po’ di più ad Yan e ti lasci cullare dal suo odore caldo e virile e ti concentri sul suono impercettibile del suo respiro.
Come si è riempita la tua casa…
Come è cambiata la tua vita…
Come sei cambiato tu, rimanendo fondamentalmente sempre lo stesso.
Ti sembra un miracolo, ti sembra di vivere in quel famoso dipinto di Dio…
La rabbia, la sofferenza, la tristezza, l’amarezza, la solitudine, un lontano ricordo, certo te li porti tutti addosso come una seconda pelle, ma adesso sono anche così distanti da quello che stai vivendo.
Di sicuro non vedrai mai il mondo a cuoricini, né tu né Yan, ma la visone…come dire...è molto, molto migliorata…
Se Ismael fosse stato più…sì, più coraggioso, probabilmente tu ed Yan sareste guariti prima.
Ed ecco perché hai voluto i ragazzi in casa finché non diventeranno realmente autosufficienti economicamente e psicologicamente.
Vuoi dargli ciò che avresti voluto da tua madre prima e da Ismael dopo.
Assolutamente resti quello che sei, come Yan, come Hajin, ma almeno puoi dire che ora va tutto bene.
Va tutto bene…
Assapori il gusto di questa frase e ti lasci cullare da essa.
Baci il collo di Yan.
Lui si sveglia.
“ Ops non volevo svegliarti…” Sussurri…
Lui ti monta sopra.
“ Yan, i ragazzi sono di là che dormono…” Protesti debolmente.
“ Sono stufo di aspettare di essere soli in casa…fai silenzio, non urlare, non gemere, non sospirare, godi in silenzio e basta…”
La voce di Yan ti serpeggia lungo la colonna vertebrale ed il tuo stomaco si contorce d’amore.
Yan entra in te con un’unica spinta, ma lo fa dolcemente, senza forzarti troppo.
Ti mordi un labbro a sangue cercando di non gemere forte a causa della devastante sensazione di piacere.
Ti aggrappi come un naufrago sulle spalle bianche o forti di Yan, lui entra ed esce dal tuo corpo, lo fa con un lentezza straziante e il tuo corpo si inarca prepotentemente cercando di controllare la voce ed il piacere.
Infine aumenta il ritmo, faticate a non far scricchiolare il letto.
Yan si scioglie in te e morde forte la spalle, tu vieni subito dopo, gli dai un pugno sul braccio, ti sembra di impazzire senza poter esprimere con la voce quello che provi, stai per cedere, ma Yan ti tappa la bocca con una mano, tu riesci miracolosamente a trattenerti e a ridurre il tutto in un singhiozzo appena accennato che fra l’altro muore sulla mano bianca e di assassino del tuo uomo.
Siete storditi, stai per ribaltare le posizioni quando la tua sveglia suona…Ora, tu magari la ignoreresti pure…ma dalla cucina provengono già le voci di Hajin e Joy.
Yan poi non rinuncia a fare lo stronzo…
“ Pazienza campione, ti rifarai la prossima volta.”
Gli dai un pugno in faccia.
“ Bastardo.”
E ti alzi dal letto mentre il russo di ghiaccio si rimette a dormire come se nulla fosse.




È così diversa la vita fuori dall’istituto, un po’ l’avevi anche temuta.
Lex ti ha detto che Ismael è morto, ti è dispiaciuto molto…
Vi siete svegliati da poco tu e Hajin, Lex è ancora a letto.
Hajin ha preso l’armadio- letto e ti ha lasciato il letto che era di Lex prima che lui ed Yan diventassero compagni.
Stanotte ha dormito tranquillo, non ha urlato, credi non abbia neppure fatto incubi.
Hajin si stiracchia e ti dice: “ Buon giorno.”
Gli sorridi dolcemente per ricambiare il saluto ed arrossisci quando lui scosta le coperte e si alza.
Lo fa tutte le mattine da un mese, niente di strano, ma ogni mattina ti stupisci della bellezza del suo fisico nero come il caffè amaro che piace a Lex.
Distogli lo sguardo, anche stanotte ha dormito in boxer.
Scendi dal letto anche tu e lo segui in cucina.
Lex esce dalla sua stanza e va in bagno, borbottando un: “ Buon giorno idioti.”
Poi a turno ti lavi tu, infine Hajin, in breve una, non normale, ma comunque, bella e serena famiglia.




In macchina con Lex, sei seduto davanti e smanetti con i suoi cd.
Joy guarda fuori dal finestrino, fortunatamente stanotte gli hai evitato di essere svegliato dalle tue urla, a parte che è veramente penoso, un po’ te ne vergogni anche, bè si insomma, capita anche a Lex, ogni tanto anche ad Yan, siete una gabbia di matti, ma quando capita a te vorresti sprofondare per la vergogna.
Metti il cd dei Rascal Flatts e ascoltate here comes goodbye , è una canzone molto triste.




I can hear the truck tires coming up the gravel road
And its not like her to drive that slow, nothin's on the radio
Footsteps on the front porch, I hear my doorbell
She usually comes right in, now I can tell

[Chorus]
Here comes goodbye
Here comes the last time
Here comes the start of every sleepless night
The first of every tear I'm gonna cry
Here comes the pain
Here comes me wishing things had never changed
And she was right here in my arms tonight, but here comes goodbye

I can hear her say I love you like it was yesterday
And I can see it written on her face that she had never felt this way
One day I thought I'd see her with her daddy by her side
And violins would play here comes the bride

[Chorus]
Here comes goodbye
Here comes the last time
Here comes the start of every sleepless night
The first of every tear I'm gonna cry
Here comes the pain
Here comes me wishing things had never changed
And she was right here in my arms tonight, but here comes goodbye

Why does it have to go from good to gone?
Before the lights turn on, yeah and youre left alone
All alone, but here comes goodbye

Oh-oooo

[Chorus]
Here comes goodbye
Here comes the last time
Here comes the start of every sleepless night
The first of every tear I'm gonna cry
Here comes the pain
Here comes me wishing things had never changed
And she was right here in my arms tonight, but here comes goodbye

Oh-oooo







Lex ti guarda torvo: “ Grazie per averci fatto venire la depressione Hajin…”
“ Bè a me viene solo guardandoti in faccia…”
“ Mhhh…! Qualcuno non sarai mai capocantiere qui…”
Il vostro battibecco più o meno affettuoso fa sorridere Joy e il tuo cuore fa le capriole.
Ha un sorriso tenerissimo, ti senti sciogliere dentro quando lo fa.
Non ti accorgi neppure di essere arrivato a destinazione.
“ Allora Hajin, ci fai l’onore di scendere dalla macchina?”
“ Oh cazzo! Si.”
Lex ride e ti da una pacca sulla spalla, scendete dalla macchina.
Che Lex abbia capito che ti piace Joy?




Durante una piccola pausa al cantiere Hajin si avvicina a te.
“ Dimmi Hajin…”
“ Ecco Lex, io, come dire, hai presente?”
“ Accidenti, ti sei proprio innamorato.” Gli dici e lui prima si stupisce che tu abbia capito al volo la situazione, poi si impettisce orgoglioso.
“ Joy è speciale.”
“ Non lo metto in dubbio.”
“ Solo mi chiedevo, come potrei invitarlo ad un appuntamento, senza fargli capire che è un appuntamento?”
“ Accidenti, io che pensavo che l’unico contorto al mondo fosse Yan…neppure tu scherzi, cos’è una deformazione mancata dei sicari a basso costo?”
“ Dai Lex dammi una mano…”
“ Eh sì, il maestro ti farà l’immenso onore di aiutarti…”
“ Ebbene?”
“ Dopo il lavoro recati al centro commerciale, compra queste cose per il cantiere e chiedi a Joy di accompagnarti, mi raccomando, non rincasare troppo presto…” Ti compiaci del tuo essere diabolico, porgi ad Hajin la lista delle cose da comprare: corda, colla, e vernice rossa.
“ Mi raccomando Hajin, l’autobus con il quale tornare a casa è il diciassette.”
“ Grazie Lex…”
“ Ma prego amico mio.”
Hajin va via tutto contento e tu ti sfreghi le mani pregustando il momento in cui tornerai a casa e ti rifarai con Yan di questa mattina, avete proprio qualcosa in sospeso, e senza i ragazzi fra i piedi…..
Sei il genio del male Lex!




È grande davvero questo centro commerciale.
Non uscivi spesso dall’istituto, avevi il costante timore di essere deriso, ma con Hajin accanto ti senti più sicuro.
“ è immenso!” Esclama Hajin.
“ Già….”
Camminate per i numerosi negozi.
Ogni tanto ti accorgi che la gente ti fissa.
“ Pensi che stiano fissando i miei capelli?”
“ Stanno vedendo quanto sei bello Joy.” E ti schiaccia l’occhio facendoti sorridere.
Alla fine il suo entusiasmo ti contagia.
Indica tutto quello che vede, parla di tutto, si pone mille domande.
Ogni tanto la sua mano sfiora la tua guancia e poi si ritrae.
Sembra spesso sul punto di dirti qualcosa di importante ma alla fine cambia argomento.




Entri in casa ridendo da stronzo patentato.
Entri in camera da letto, quel cubetto di ghiaccio dorme ancora, ti fiondi sul letto tentando di dargli un pugno in pieno viso, quando lui improvvisamente sveglio e lesto ti colpisce prima che tu possa colpire lui.
Finite distesi per terra.
Ti sorride, uno dei suoi rari sorrisi ti illumina la vita, e tu gli dai un calcio sullo stomaco, lui ti da un altro pugno e ti schiaccia con il peso del suo corpo costringendoti giù.
“ Sono venuto per riscuotere gli arretrati di questa mattina…”
“ E quei due rompipalle?”
“ Li ho mandati per un po’ al centro commerciale…”
“ Sei uno dei mie diavoli preferiti sai?”
Yan ti toglie i vestiti di dosso, si libera rapido dei boxer e ti prende con due dita facendoti godere da subito, poi sostituisce le dita al suo pene e ben presto l’orgasmo vi travolge.
“ Scusa Lex sono andato troppo di fretta, avevo voglia.”
“ Anch’io. Adesso fa una cosa per me…”
“ Hn?”
“ Cavalcami come fai di solito, stai sopra ed impalati su di me, ma stavolta fallo al contrario, voglio vedere chiaramente il mio sesso sfondarti…”
Yan fa un mezzo sorriso che assomiglia più ad un killer che sta per fare fuori il suo mortale nemico che a quello rassicurante di un amante ma la cosa non ti turba.
Sale su di te, si volta, osservi la sua nuca, la sua schiena, il suo sedere compatto.
Le sue mani allargano le sue natiche, si impala arcuandosi sul tuo pene.
Lo vedi chiaramente entrare in lui, da questa posizione vedi meglio ogni cosa…
Ti cavalca dandoti le spalle, in una posizione che non ha nè dominati nè dominatori, vedi chiaramente il tuo sesso entrare ed uscire da lui, lo risucchia e lo fa uscire quasi completamente.
Gemi forte ed anche Yan.
Infine accecato da tale visione lo afferri per le spalle, lui non oppone resistenza e ti lascia fare, lo volti, lo metti sotto di te, lo penetri nuovamente ed inizi a pompare dentro al suo corpo con colpi secchi e precisi a ritmo pressante e costante.
“ Mi piaci così maschio Lex.”
“ Anche tu mi piaci. Ti amo. Ah!”
“ Ah…Ah…anche …io…”
Avverti il seme di Yan schizzarti bollante la pelle olivastra.
Tu lo riempi nel profondo.
Esci dal suo corpo.
Infine rimani su di lui, lo abbracci.
“ Sappi mio caro Yan che verrò spesso a riscuotere.”
“ Non mi pare tu non lo abbia fatto fino ora…”
“ Si ma troverò il modo di venire ancora più spesso.”
“ Cosa hai in mente?”
“ Questo week-end vedrai…”




Ed il week-end arriva, Lex ha prenotato in una baita su in montagna.
I ragazzi sono stati gentilmente parcheggiati a casa.
Lex fa il duro, ma durante il viaggio da casa vostra alla baita li ha già chiamati cinque volte!
“ Facevi prima a portarli con noi, o a rimanere a casa.”
“ è solo che voglio vedere come stanno…”
“ Come vuoi che stiano? Bene, stanno bene Lex, e stando a ciò che dici di Hajin credo proprio che gli abbiamo fatto un favore a lasciarlo da solo con Joy. Rilassati adesso, goditi il viaggio, a proposito, siamo quasi arrivati…guarda lì, si intravede la baita.”
Il tetto della baita è ricoperto di neve.

….
…..



Sei solo in casa con Hajin…
Sei imbarazzato, ti tremano le mani.
Hajin appare più disinvolto, ma hai notato anche le sue mani tremare nel prendere il telecomando.
Guardate la televisione.
“ Lex non ha più chiamato….” Dici.
“ Già, magari Yan lo ha picchiato per farlo smettere, in effetti stava diventando un tantino snervante.”
Sorridi:” Si preoccupa per noi.”
“ Immagino di si.”
Il cuore inizia a batterti forte.
Non sai bene perché…
O forse sì, sotto la tua timidezza fatta di panna montata ci sta l’immenso amore che provi per Hajin…
“ Joy?”
Sobbalzi.
Hajin spegne la televisione e prende una delle tue mani tra le sue.
Sembra un petalo bianco la tua mano, sembra un piccolo petalo bianco tre le sue mani grandi belle e nerissime.
“ Joy, io, ecco... Per quanto mi reputi indegno di te e del tuo amore, non riesco a tenerlo più dentro di me il mio sentimento che provo per te, volevo solo che tu sapessi che io ti amo…”
Hajin ti guarda con i suoi grandi occhi neri, tu arrossisci e ti lasci scappare un timidissimo: “ Anch’io…”
Lui ti sorride e ti accarezza la guancia.
Si avvicina a te e le sue labbra piene prendono possesso della tua bocca rosea.
Rimani inerte tra le sue braccia, mentre lui ti bacia ed insinua la lingua nella tua bocca, la tua mano si aggrappa alla sua felpa e istintivamente gemi.
Ti irrigidisci e ti vergogni per il suono sensuale che hai accidentalmente emesso…
“ Gemere in certi casi è solo qualcosa di istintivo.” Sussurra Hajin rassicurandoti.
Riprende a baciarti e stavolta cerchi impacciatamene di ricambiare il bacio.
Hajin ti fa stendere sul divano, e lui si stende su di te.
“ Posso?” Ti chiede…
“..S..si…” balbetti, dire che sei in apprensione sarebbe un eufemismo…!
Il tuo cuore comincia a saltare parecchi battiti.
Hajin ti spoglia cercando di non affrettare i tempi.
Sei completamente nudo, lo vedi spogliarsi a sua volta e rimani affascinato dal suo fisico solido, nero, lucente, profumato.
Noti la sua erezione tra i riccioli scuri del pube e ti senti un po’ nervoso.
Hajin si distende nuovamente su di te e il contatto della sua pelle sulla tua ti fa sentire bene.
Hai un po’ paura ma tra le sue braccia ti senti al sicuro.
Hajin gioca con la lievissima peluria lattea e quasi trasparente che incornicia il tuo sesso eretto.
La sua bocca scende dal tuo collo candido fino a baciare e poi a leccare dolcemente un tuo roseo capezzolo facendolo inturgidire.
Sospiri, è bello…molto…
Le tue mani trovano il coraggio di accarezzare la sua testa rasata e poi le sue spalle ampie.
Le tue spalle sottili invece sembrano sparire fra le sue mani.
Ti senti avvolto e protetto.
Ti senti…straordinariamente vivo. Forse per la prima volta.
Nonostante la tua timidezza, non ti è mai sembrato di fare cosa più giusta e naturale.
Hajin ti aiuta ad aprire le gambe ed i vostri corpi si incastrano.
“ Ti prego Joy, se senti dolore dimmelo…”
Fai cenno di sì con la testa, non fidandoti della tua voce.
Nascondi il bellissimo viso incorniciato dai capelli bianco latte nell’incavo della sua spalla e cerchi di rilassarti come ti ha appena suggerito il tuo ragazzo.
“Rilassati amore.”
Senti la tua emozione, senti anche quella di Hajin, batte così forte il suo cuore.
Fortissimo.
Un suo dito segue il contorno delle tue natiche, poi si intrufola piano fra di esse, è bagnato.
Serri gli occhi lilla- violetto, trattieni il respiro.
“ Tesoro, non posso entrare se stai così rigido, ascolta la mia voce, rilassa i muscoli del corpo.”
Mantieni gli occhi serrati ma cerchi di aprire il tuo corpo ad Hajin.
Il suo dito disegna i contorni della tua entrata vergine.
Sei davvero molto stretto ed il dito fa fatica ad entrare, gemi di fastidio avvertendolo dentro di te.
Ma il modo in cui ti riempie di baci il viso niveo Hajin, ti fa dimenticare il fastidio iniziale ed inizi a provare piacere, è una sensazione nuova per te, che ti spinge ad aggrapparti al tuo ragazzo sempre di più.
Non ti accorgi neppure che si è aggiunto un altro dito al primo.
Gemi di piacere incontrollato, la testa leggera, il corpo in preda all’estasi.
Hajin ti ha preparato a dovere, ti ha reso morbido e bagnato.
Avverti la punta del suo sesso poggiarsi contro di te.
Tremi.
“ Piano Hajin…” Sussurri.
Tra poco perderai la verginità, sei sempre un po’ in imbarazzo ma sei tanto felice di poterti unire a lui che nien’altro importa.
Tremi un po’ per l’emozione, un po’ per la paura.
“ Non avere paura…” Ti dice Hajin…
“ Con te mai…”
E lui piano entra in te, ancora un po’, un po’ di più, fino ad invaderti totalmente.
Sei aperto per lui.
Provi un lievissimo dolore, che è nulla paragonato in confronto al piacere di esserti unito alla persona che ami…
“ Ti faccio male?” Ti chiede Hajin notando la sottile striscia cremisi correre lungo la tua coscia bianchissima.
“ N..No…i…io…pensavo mi avrebbe fatto…più male, invece è bello…”
“ Ne sono contento.”
E il tuo ragazzo inizia a muoversi dentro di te.
Un po’ scioccamente inizi a piangere per l’emozione.
“ Ti ho fatto male adesso?”
“ No, è solo che sono felice.”
Hajin ti scompiglia i capelli e ti bacia la punta del naso.
Ti ama con dolce passione, tu gemi e lo abbracci stretto, lo abbracci anche con le gambe che cercano di avvolgere il suo bacino.
Inspiri il suo odore.
Stai divinamente, tutto il tuo corpo è piacevolmente indolenzito.
Hajin spinge un po’ più forte dentro di te, ma non eccede mai troppo.
Infine non trattieni l’orgasmo e rilasci il tuo liquido opalescente su di lui che a sua volta viene dentro di te sussurrando un roco:
“ Mio.”
“ Tuo.”

…..
……..
















Continua….

Ciao ^^ Come potete ben vedere Lex ed Yan restano i protagonisti indiscussi, ma mi sono divertita parecchio a scrivere di Hajin e Joy ^^

Vi comunico che siamo in dirittura d’arrivo, purtroppo.
Avrei voluto scrivere ancora, ma sinceramente non riesco a conciliare i numerosi impegni, diciamo pure che se non fosse stato per un’influenza passeggera lo scorso mese non mi sarei potuta rimettere a scrivere, nonostante io lo desiderassi molto.
Davvero non avrei mai pensato di avere il tempo necessario per iniziare un’altra fic dopo Oro e Argento, è stato piacevole scrivere Share the pain, ma adesso sono proprio costretta a prendermi un periodo per i miei molteplici impegni sigh…spero comunque di avervi donato qualche piccolo attimo di piacevole lettura.
Spero di ritornare in futuro e di rifarmi, mi piacerebbe moltissimo, magari iniziare un’altra fic in un momento più tranquillo ^^
Nonostante sottolineo di essere felicissima di organizzarmi lavoro e matrimonio ^_____________^ Magari non ho molto tempo in generale ma di certo è per una cosa bella ^^ ^^ ^^
Nel frattempo vi ringrazio tutti dal profondo del cuore ^^
Spero a presto.
Intanto vedrò di aggiornare l’ultimo capitolo . Si prevede una pioggia di sesso e attimi di dolcezza Wink ^^
Baci ^^ Yoite.


La canzone utilizzata è dei Rescal Flatts, here comes goodbye

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Share the pain Empty Capitolo 20

Messaggio Da Yoite011 il Sab Apr 07, 2012 8:00 am

“ Senza fine…”








Il letto scricchiola forte.
Yan ti sta possedendo per la terza volta.
Sei bagnato, aperto e infinitamente caldo.
Non avresti mai creduto che un giorno ti sarebbe piaciuto così tanto farti aprire completamente.
In questo momento però non pensi a nulla.
Il mondo è solo sesso.
Yan affonda in te impetuoso, non accenna a volersi fermare, non è mai sazio.
Ti piace che a rendere il russo di ghiaccio pura lava sia solo tu.
La sua mano destra avvolge la tua testa protettiva, mentre il suo sesso si scatena dentro di te, la sua mano sinistra invece sta artigliando il tuo fianco.
Tieni le gambe aperte e le tue mani sul suo viso, lo vuoi toccare, lo vuoi sentire tuo.
Il suo membro tiene aperto il tuo ano con la base e l’asta mentre la punta colpisce ritmicamente la tua prostata.
Gemi senza ragione, senza il minimo pudore.
Il piacere sale ancora e ancora e ancora.
Di colpo Yan rallenta il movimento in te.
“ Ya…Yan…” Agonizzi.
“ Facciamolo durare ancora …”
“ Credo che impazzisco se non mi fai venire…”
“ Mi piaci pazzo.”
Adesso sembrano quasi cullarti le sue spinte, o meglio il suo lieve dondolio.
“ Stronzo, non resisto…”
“ Shh Lex, fammelo prolungare, non voglio uscire.”
Ti lasci andare e sospiri frustrato, ma poco dopo comincia a piacerti anche questo ritmo dolce, in fin dei conti farlo durare più a lungo potrebbe rivelarsi interessante, è capitato altre volte, e le tue aspettative non sono mai state deluse.
I minuti passano inesorabili, ma attorno a voi il tempo pare essersi fermato, per sempre…
Poi, alla fine, l’orgasmo giunge come una benedizione.
Nonostante Yan abbia continuato a prenderti piano, il piacere alla fine arriva, e dovete staccarvi.
Siete sudati.
Ansimate.
“ Sei l’unica cosa buona della mia vita Lex.” Ti dice Yan con il suo accento russo, ti chiedi come possano convivere due personalità così distinte in lui, ma poco importa, lui è lui…fine della storia.
“ Tu invece sei la peggiore, ma considerando che sono fondamentalmente ed emotivamente instabile e vagamente masochista, direi che equivale ad una cosa bella.”
“ Seriamente Lex, ti amo.”
“ Lo so Yan, lo so, anche io.”
Ed il vostro amore è l’unica certezza della tua vita.







Ti svegli e ti senti intorpidito.
Tutto risale alla tua mente, Hajin…tu…lui…avete fatto l’amore.
Arrossisci e ti nascondi sotto Hajin che dorme ancora su di te sul divano.
Il tuo movimento lo sveglia.
“ Buon giorno Joy.”
“ Bu…Buon…gio…giorno…”
“ Cos’è sei tornato timido? Mi piace quando sei così coccolone sai? “ E ti bacia dolcemente.
Ti stinge a sé e si struscia morbidamente su di te.
“ Pensi che quei due rincaseranno in giornata?” Ti chiede.
“ Si, penso di si.”
Hajin giocherella con i fili di sottile e pregiata seta bianca che sono i tuoi capelli.
“ Hajin?”
“ Si?”
“Pensi che potresti tornare ad uccidere?” Non sai bene il perché di questa domanda, hai solo bisogno di sentirti dire che andrà tutto bene…
“ Ma no, sta tranquillo, non mi caccerò in nessun guaio se è questo quello che intendi…”
“ Si, intendevo questo, sono talmente felice ora che davvero io….se dovesse succederti qualcosa…io…io…”
“ Suvvia, cos’è questo attacco di panico mattutino? Stai tranquillo amore, l’unico motivo per il quale potrei tornare ad impugnare una pistola sei tu, solo se qualcuno dovesse metterti in pericolo e poi se…”
…..
……..
……….
“ Se?” Chiedi un po’ allarmato.
“ Non so, se qualcuno volesse fare del male a Lex ed Yan, li considero come la famiglia che non ho mai avuto, ma il problema non si pone.” Ti rassicura lui dinnanzi alla tu espressione poco convinta.
“ Yan è fuori dai guai e Lex lo controlla bene. Perciò non stare in ansia.” Conclude lui sorridendoti.
“ Anche io li penso come alla nostra famiglia, speriamo bene…”
“ Ma si certo.”
L’erezione di Hajin preme sulla tua coscia.
“ Facciamo l’amore?” Ti chiede.
Arrossisci ma non ti neghi.
Sei un po’ indolenzito, ma il dolore della penetrazione iniziale passa in fretta, presto il piacere vi travolge e non esiste più niente.





Sei mesi dopo…..







“ Allora, che combinano quei due?”
“ Che tradotto dalla tua alla mia lingua significa più o meno: Come stanno Hajin e Joy? Salutameli tanto, digli di passare dallo Share the pain e perché ieri sera non hanno chiamato? Quando vengono a trovarci?”
“ Stronzate!” Risponde Yan.
Scoppi a ridere.
“ Stanno bene, ieri sera non hanno chiamato perché si sono addormentati in quanto hanno avuto molto lavoro giù al cantiere ed erano esausti, stamattina mi hanno detto che sabato verranno allo Share the pain e questo lunedì sera, come tutti i lunedì sera, nel caso in cui in questi tre mesi non te ne fossi accorto, verranno a trovarci e mangiare la tua pasta al pesce. E poi sarei io quello che si preoccupa troppo.”
Yan sbuffa e grugnisce poi si accende una sigaretta.
Da tre mesi i ragazzi sono diventati…diciamo….indipendenti, hanno preso un appartamento piccolo ma molto accogliente non troppo distante da casa vostra.
Lavorano sempre al tuo cantiere.
Hajin è abile, forte e sa il fatto suo.
Inutile dire che Joy ha fatto innamorare tutti i possibili acquirenti e finalmente gli uffici non sono più in disordine, inoltre con la sua innata dolcezza cura magnificamente le pubbliche relazioni, diciamo pure che a volte il tuo caratteraccio aveva fatto perdere qualche cliente al cantiere…Joy è stato abilissimo nel recuperarli.
Yan ti sorprende con un bacio.
“ Cosa c’è russo? Non puoi fare a meno di me?” Gli chiedi sensuale.
“ No, non potrei mai fare a meno di te.”
La sua voce ti fa rabbrividire.
Ti lasci spogliare e sdraiare sul pavimento.
Yan gioca con il tuo glande, scopre e ricopre ripetutamente il velluto più delicato del tuo pene.
Goccioline opalescenti ne contornano la punta.
Yan le porta via con la languida carezza della sua calda lingua.
Il tuo respiro accelera.
Due delle sue dita più lunghe entrano in te con un movimento fluido, le senti muoversi in te ritmicamente, le senti allargare la tua entrata e le senti accarezzare le tue parti interne.
Gemi…piacere, voluttà…
Yan entra in te di poco…
“ Dai Yan…” Lo inciti.
“ Pregami…” Ti dice…
“ Fottiti!” Gli rispondi e per dispetto stringi forte la punta del suo pene con il tuo alvo, contrai i muscoli del tuo ano attorno al suo sesso congestionato.
Yan perde il controllo all’istante e spinge in te con forza, aprendoti, allargandoti e possedendoti fin in fondo da subito.
Gemete forte entrambi per il pulsante piacere.
“ Uno a zero per me.” Gli dici strafottente, Yan ti zittisce con una spinta potente.
Godi.
Il suo pene scava incessantemente dentro di te.
Le sue mani bianche e perfette scorrono lungo il tuo corpo ambrato.
Il suo membro sfrega le tue pareti interne, ti senti impazzire d’amore e di piacere.
Ti aggrappi alla sua schiena.
“ Yan…” Dici…
Lui ti divora di baci il collo e a ritmo costante ti porta all’orgasmo.
Si solleva da te, ti fa cenno di seguirlo in camera da letto.
Si sdraia sul letto dalle lenzuola celeste polvere a pancia un giù, ti da la schiena, si rende accessibile.
Sali su di lui, ti stendi sul suo corpo massiccio eppure elegante e flessuoso, lecchi le tue dita e le lasci sprofondare nel suo calore, lo prepari, lo fai anche se Yan non ne ha bisogno, da tempo ormai neppure tu, ma è una cosa intima, qualcosa che a volte ti piace conservare e utilizzare.
Scosti uno dei suoi glutei e guidi il tuo sesso dentro di lui.
È caldo, bollente.
Ti muovi forte e sospirate di piacere, la tua mano scompare tra il suo corpo e il materasso, lo masturbi allo stesso ritmo incessante delle tue spinte.
Yan geme e respira veloce.
La tua mano si bagna del suo seme, tu lo schizzi nel profondo.
Ed il vostro amore è l’unica certezza della tua vita.



È un anonimo giovedì sera.
Piove.
Non troppo forte, ma piove.
Esci dallo Share the pain, stai per entrare in macchina, quando ti blocchi di colpo.
Dietro di te una voce…
“ Non voltarti Yan…”
“ Hn.”
“ Non sei in pericolo, non ti sto puntando un’arma contro.”
“ Lo so, non ho sentito il tipico rumore di una pistola che viene estratta né il tintinnio della lama di un coltello, e in ogni caso ti ucciderei prima io ma, la domande è: Chi diavolo sei?”
“ Per il momento non è necessario che tu lo sappia, resta voltato.”

…..
…….
“ Voglio proporti un lavoro Yan, un lavoro…come dire…molto, molto…vantaggioso….Ti interessa?”
“….”
“……”
“ …Sto ascoltando.”












Senza fine
Tu trascini la nostra vita
Senza un attimo di respiro
Per sognare
Per potere ricordare
Ciò che abbiamo già vissuto
Senza fine, tu sei un attimo senza fine
Non hai ieri
Non hai domani
Tutto è ormai nelle tue mani
Mani grandi
Mani senza fine
Non m'importa della luna
Non m'importa delle stelle
Tu per me sei luna e stelle
Tu per me sei sole e cielo
Tu per me sei tutto quanto
Tutto quanto io voglio avere
Senza fine...
La la la la….


























Fine.











Ehm …sì lo so Yan è sempre il solito, ma non è detto che accetti, forse….e comunque non siate tristi Lex troverà la soluzione anche questa volta ^^”
E poi non è morto nessuno ed i nostri strampalati eroi si amano e sono insieme ^_____________^

La canzone è di Gino Paoli, “senza fine” , magari vedendola così non è azzeccatissima, ma rende il concetto, è senza fine il problemino di Yan XD , l’amore tra Lex e il russo, e poi mi piaceva che la scena sembrasse sospesa nel tempo passato dato che questa splendida canzone è del 1961, mi ha ricordato in qualche modo i gangster italo-americani degli anni sessanta XD Wink XDDD




Spero di ritrovarci prossimamente con una nuova fic ^^ per ora vado un po’ in letargo XDD


Ringraziamenti :
A tutti coloro che hanno letto, commentato ed hanno avuto gravi effetti collaterali passando da queste parti XDD
Grazie di cuore per il vostro sostegno.

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