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Il cacciatore di cinghiali

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Il cacciatore di cinghiali Empty Il cacciatore di cinghiali

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:34 pm

Mi accingo a presentarvi una nuova storia, l’idea di base si ispira ad un film, a mio avviso,veramente bello, ovvero: “l’ultimo dei mohicani.”
Tuttavia la storia poi si distaccherà completamente dal film, ecco perché non la presento come fic del film bensì come fic original.
Ho riflettuto a lungo se aggiungere dei dettagli in questa presentazione oppure no, infine ho deciso di non aggiungere nulla per farvi gustare più lentamente la trama.
Avverto inoltre che la fanfic non vuol essere una ricostruzione storica, ma un avventura romantica, quindi alcuni avvenimenti potrebbero non essere corretti storicamente parlando, ma utili ai fini della trama.
Buona lettura.

Attenzione, situazioni esplicite, +18. Non per stomaci delicati.



Prologo: “ Incontaminato.”





Hakan’s p.o.v

La guerra combattuta dagli uomini bianchi sul nostro territorio, dura ormai da sette lunghi anni.
I francesi e gli inglesi si scontrano nelle nostre terre deturpando la bellezza dei nostri paesaggi.
Oggi la caccia è stata redditizia, ringraziamo gli dei e torniamo all’accampamento.
Io e Nikiti cacciamo insieme sin da quando eravamo bambini.
Tenendo un cinghiale sulle mie spalle mi unisco al canto di Nikiti.
“ Senza offesa Hakan, non hai proprio il senso del ritmo!”
“ Pensa per te, hai catturato solo due misere lepri!”
Nikiti mi guarda fintamente offeso, infine scorgiamo il nostro totem, il grande tucano, ed entriamo nell’accampamento.
“Io vado, porto da mangiare a mia moglie, oggi non si potrà lamentare.”
“ Bene Nikiti, io porto questo bel cinghiale a mia moglie, e sono certo che mi sarà estremamente riconoscente….” Il doppio senso delle mie parole non sfugge a Nikiti che scuote la testa e va via ridendo.
Entro nella mia tenda, essa è grande e sfarzosa, ovviamente riservata ai cacciatori migliori dell’intero accampamento.
At’eed è inginocchiata per terra, intreccia dei fili di paglia, probabilmente sta creando una nuova decorazione per la tenda.
“ Moglie! Fai il tuo inchino al grande Hakan, guarda come è grosso questo cinghiale!”
At’eed ride di gusto dinnanzi alla mia buffa megalomania.
“Oh marito, ecco il vostro inchino.” E beffarda accompagna l’ inchino ad una smorfia.
“Lo hai voluto tu donna!”
E le salto addosso solleticandola ovunque.
“ Ma che fate?!” Esclama mio figlio Kanu appena rientrato.
Poi sgrana i suoi occhi castano scuro notando il grande cinghiale.
“ Ne hai preso un altro padre! Oh ti prego padre, portami con te la prossima volta.”
Mi stacco da mia moglie, peccato, il gioco poteva piacevolmente degenerare.
“ Kanu ti ho già detto che potrai venire con me appena avrai visto la tua undicesima estate.”
“ Ma padre, manca tanto!”
“ Suvvia basta, vieni piuttosto, ti insegno a spellarlo.”
Vedo il viso di Kanu illuminarsi.
“ Si!” Esclama entusiasta.




La notte è calata da qualche ora, sto sdraiato sul mio pagliericcio abbracciando At’eed.
Nostro figlio dorme in una piccola tenda adiacente…
E il desiderio della mia donna brucia…
Prendo a baciarle il collo…
“ Hakan…” Sussurra lei tra tanti piccoli sorrisi.
Mi chino a baciarle un seno e mi sento inebriato.
Nonostante in passato abbia spesso amato degli uomini, infine ho scelto il matrimonio con una donna per poter avere un figlio mio, ma non mi sono mai pentito della scelta, At’eed è bella, desiderabile e dopo i primi mesi insieme me ne sono innamorato.
Mi ha dato un figlio, Kanu, che ad oggi ha visto dieci volte l’estate.
Spero che la guerra dei visi pallidi non disturbi la mia serenità e quella della mia gente.
Mi piece la notte, nasconde alcune cose e ne rivela delle altre.
La mia lingua gioca con il seno di At’eed, la sento contorcersi sempre di più, delicatamente inizio ad averla, la torturo con la sola punta del mio membro, poi la prendo fino in fondo, e di nuovo la stuzzico appena con la punta.
Ci attardiamo a lungo in questo giochino, infine l’orgasmo ci travolge.
La vedo prendere sonno e resto a contemplarla ancora un po’, finché anche i miei occhi castano scuro non si chiudono all’oblio del sonno.
E sono felice.

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 2

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:35 pm

“La natura parla”




Joel Evans’s p.o.v.


Il dondolio dell’acqua mi culla impercettibile.
La nave sulla quale viaggio è la tipica imbarcazione da guerra.
Sto recandomi in America nord-orientale, dove mi attende mio padre, egli supervisionerà la mia prima missione.
Servirò la mia patria, la gloriosa Inghilterra.
Sconfiggerò i francesi e mio padre sarà orgoglioso di me.
Non capisco comunque questa sua mania di proteggermi, mi ha anche affibbiato i gemelli Carlton come guardie del corpo.
Il vento sfiora le mie guance, sto affacciato sporgendomi un po’ dalla nave per fissare il mare sotto.
“ Fate attenzione a non cadere Joel, o vostro padre ci darà in pasto agli indiani.”
Ecco qui!
Clay, uno dei gemelli, mi sta addosso e non perde occasione per salvarmi la vita!
Ho come l ‘impressione che il suo interesse vada vagamente oltre a quello di ubbidire agli ordini di mio padre, l’ho sorpreso più di una volta a fissarmi intensamente, e non è che la cosa mi dispiaccia,
è un buon soldato, ha la stima di mio padre, ha un aspetto affascinante.
Capelli ramati ed occhi limpidi ed azzurri, ha un bel fisico, alto, slanciato, tuttavia non ho mai ceduto alle sue lusinghe.
In lui non trovo esattamente quella molla che mi farebbe scattare per bene.
I suoi occhi indugiano sulla mia figura , “ Tra pochi giorni arriveremo, spero che la situazione non sia troppo critica.”
“ Non temete Clay! Andrà tutto bene. È la mia prima missione è vero, ma mi sono addestrato duramente per questo. Non voglio deludere mio padre.”
“ Il colonnello Evans non ha motivo di non essere orgoglioso di voi.”La sua voce si presta suadente al mio udito.
I nostri occhi si incrociano pericolosamente.
Fortunatamente è giorno ed il ponte della nave brulica di soldati alle nostre spalle.
Per cui Clay si trattiene.
Ed io faccio altrettanto.
Insomma non voglio dargli l’impressione del dissoluto, e non voglio neppure giungano certe voci a mio padre.

Da quando è morta la mamma, io e mio padre non abbiamo avuto molte occasioni di trascorrere del tempo assieme, ad esempio sono circa sei mesi che non lo vedo.
Da un lato mi sento fiero di combattere per la mia terra, ma dall’altra parte non so come farò nel momento esatto in cui dovrò imbracciare il fucile e premere il grilletto stroncando una vita.
Spero che mio padre non noti ogni mia esitazione, e spero che queste esitazioni non mi spediscano al creatore.
Manca poco ormai per raggiungere la terra dei Mohicani e degli Uroni.
Non ho mai visto un indiano d’America , chissà quale genere di sensazione mi susciterà…





Colonnello Dereck Evan’s p.o.v.



Mio figlio giungerà qui tra non molto.
La situazione purtroppo è molto critica.
“ Allora colonnello, che facciamo?”
“ Non abbiamo altra scelta, passeremo per i territori degli Uroni…”
“ E se ci dovesse essere qualche vittima?”
“ Ogni guerra ha le sue vittime…”







Hakan’s p.o.v.


Abbassato tra i cespugli posso concentrami sulla caccia del giorno.
Ogni singolo rumore entra nelle mie orecchie.
Mi tengo controvento, non devo farmi notare dell’enorme cinghiale che sta pascolando.
La sua pelle sarà ottima per fare da vestiario.
La sua carne sarà buona da mangiare.
Tengo stretto il mio coltello nella mano destra.
Devo riuscire a coglierlo di sorpresa.
Basterà puntare dritto in gola.
Ma non appena sto per balzare fuori dal cespuglio il cinghiale nota qualcosa che non va, ma quel qualcosa non sono io, non capisco cosa possa esser però…
Un bel tucano scappa via dal ramo, una lepre spicca un salto lontano, e uno strano rumore mi fa sobbalzare.
La natura mi parla, lo sento!
C ‘ è qualcosa che non va, decisamente.
Il cinghiale è sempre più irrequieto ed anche io.
Una strana sensazione mi sospinge a guardare in direzione del mio villaggio.
Fumo!
Ed ancora strani rumori, come quelli che escono dagli strani bastoni che hanno i visi pallidi.
Il mio villaggio è in pericolo!
La mia corsa è disperata.
La mia angoscia è grande, il mio cuore batte in petto più furioso di un branco di lupi.
Ecco il totem del mio popolo, il grande tucano azzurro.
Giungo alle porte del mio villaggio.
Nikiti è inginocchiato, abbraccia la moglie in una pozza di sangue.
“ Hakan, i bastoni…i bastoni …i visi pallidi, dai loro bastoni esce qualcosa che uccide…”
I suoi singhiozzi mi stordiscono, uno strano odore si mischia a quello del sangue della mia gente, la mia testa vortica, gira, gira, gira forte.
Non scorgo mia moglie e mio figlio.
Grande Dio! Aiutaci.
Intorno a me solo cadaveri ed il mio popolo che li piange.
Corro verso la mia tenda.
È bucata.
Fumante.
Entro come un disperato al suo interno.
“ No!”
Mia moglie giace per terra, i suoi occhi marroni sono aperti, è morta, è morta sorridendo, e non ho il coraggio di volgere lo sguardo in direzione del suo sorriso, non oso guardare a chi lo stesse rivolgendo…
Mi precipito a stringerla, il suo cuore non batte, prendo un sospiro e seguo il suo sguardo e il suo sorriso spento, ecco…mio figlio....
Riverso sulla terra, riverso sulla polvere….stringe ancora in una mano un piccolo arco fabbricato da lui stesso.
La mia mente capisce in quale frangente siano morti.
Kanu, mio foglio, ha mostrato a mia moglie At’eed il suo manufatto, il suo piccolo arco, lei gli stavo sorridendo incoraggiandolo nel suo operato e i visi pallidi li hanno uccisi….con i loro bastoni che fanno quel rumore assordante…
Non mi era mai capitato di piangere.
E mentre trascino mia moglie con me, tra la terra e il fango, verso nostro figlio, la rabbia cresce come il fiume in piena…
Arrivo al corpo martoriato di mio figlio…Stringo la mia famiglia un’ultima volta.
Il mio cuore vuole vendetta….




Chu’a ‘s p.o.v



Sono il capo di questo villaggio da 56 generazioni, non si era mai vista una tale strage.
“ Ch’a, io voglio vendetta…!”
Hakan , il mio miglior cacciatore chiede , giustamente, vendetta, ed insieme a lui tutti coloro che sono sopravvissuti ai bastoni dei visi pallidi….
“ Hakan, ieri sera ho mandato a chiamare il viso pallido che viene dalla Francia; I Francesi sono avversari degli Inglesi, coloro che hanno commesso la strage, ho parlato con lui tutta la notte, i loro bastoni, vengono chiamati fucili, essi hanno delle biglie di ferro che uccidono.
Ci ha promesso di darceli anche a noi, in cambio dovremmo aiutarlo in questa guerra.
Ho saputo Hakan, che il colonnello che ha ordinato tale spedizione di morte si chiama Evans, suo figlio giungerà qui domani all’alba.
Andrai tu a dargli il benvenuto, lo porterai qui al villaggio e gli daremo giusta punizione per i crimini del padre.
Avrai la tua vendetta.
Un figlio per un figlio.
Accetti?”
“Ovviamente si, ma non voglio i loro sporchi bastoni, sgozzerò e farò lo scalpo ad Evans,alla maniera degli Uroni, non prima di avergli detto che suo figlio farà la stessa fine.
Poi condurrò qui il figlio e lo offriremo in sacrificio al nostro Dio. Grazie Chu’ a, tu onori il tuo popolo.”
E gli occhi di Hakan, non sono mai stati tanto iniettati di sangue.





Continua…









*I Mohicani e gli Uroni abitavano le zone dell’America nord –orientale.
*Gli Uroni ( o Wendat) venivano chiamati così dai francesi , in quanto alcuni esploratori paragonarono le loro acconciature alla peluria delle testa dei cinghiali, altre fonti rivelano un termine dispregiativo come a dire “ bifolco”.

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 3

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:36 pm

“L’agguato.”




Cliff’s p.o.v.



Mio fratello Clay sta ancora gironzolando attorno a Joel.
Devo ammettere che il figlio del colonnello è davvero di rara bellezza, se non avessi capito le intenzioni di mio fratello avrei preso io a corteggiarlo.
Con lieve amarezza osservo gli sguardi che si scambiano, gli occhi azzurri di Joel sono qualcosa di mai visto, ha occhi vispi come quelli di un micio, hanno una bella forma allungata e da essi traspare la sua acuta intelligenza.
La sua pelle è incredibilmente delicata e chiara.
Di certo non adatta alla guerra…
È alto ed ha un fisico allungato e leggermente muscoloso.
Le sue labbra sono decisamente invitanti, nonostante l’aura di innocenza che lo avvolge sanno piegarsi in modo molto sensuale, quasi nascondesse fuoco oltre la cortina di fumo di una grande educazione, e di un portamento pudico.
Di certo non un soldato.
Mi domando come farà ad affrontare le terre selvagge che ci aspettano, come farà a uccidere?
Eppure nonostante la sua grazia e la sua eleganza, ha dentro di sé anche una specie di arroganza , sa essere anche molto tenace e ribelle.
Durante l’addestramento ha saputo reagire a molte situazioni difficili.
I capelli castani e lisci vengono sospinti dal vento e gli sfiorano il naso dritto e leggermente appuntito. Li porta sciolti ed essi ricadono leggermente sulle spalle.
Li scaccia via con un gesto secco della mano e lo vedo ridere quasi sicuramente per una battuta di mio fratello.
I suoi denti bianchi brillano al sole, tra poche ore arriveremo a destinazione.





Hakan’s p.o.v.


È il tramonto, fra breve avrà compimento la mia atroce vendetta.
Uccideremo tutti i visi pallidi, ed io porterò il figlio di Evans al villaggio per avere dinanzi a tutti un’esecuzione esemplare!
Una nave appare all’orizzonte.
Piano si avvicina, altrettanto piano batte il mio cuore, calmo, come quello di un vero cacciatore.
Più essa si avvicina più i battiti del mio cuore si fanno leggeri, impercettibili come ali di farfalla.
I miei occhi sono puntati, fissi, sulla grande nave che attracca.
Il buio avanza rapido, la gente comincia ad uscire dalla nave, strani abiti e strane usanze…
Ecco, ancora un po’…ancora un ‘altro po’…
“ Uccidete gli invasori!” è il mio grido di battaglia, il mio popolo alza la voce intonando le urla tipiche della guerra.
Urla stridule ed acute, innalzate al nostro Dio-Tucano azzurro.
“ HIHIHI HAHHAHA”
Corriamo verso i vispi pallidi, nessun superstite, nessun superstite a parte uno.
Il figlio di Evans.
L’uomo francese ha detto di riconoscerlo dai simboli sulla divisa.
Faccio cenno a Nikiti di andare a trovarlo, io mi occuperò del padre.





Joel’s p.o.v.


Cosa sono queste urla stridule.
Clay mi si para dinnanzi.
Lo sento rivolgersi al fratello.
“ Cliff, indiani, ci attaccano!”
Imbraccio il mio fucile e deglutisco.
Un ‘ondata di indiani ci circonda.
Maledizione siamo in inferiorità numerica.
Mio padre doveva venire a prenderci ma non è ancora arrivato.
La morte…
Diverse frecce trafiggono il petto di Clay, resto ghiacciato ed incapace di muovermi, Clay si volta a guardami negli occhi.
“ Fuggi!” E la sua bocca è piana di sangue, si volta ed inizia a sparare agli indiani.
In lontananza vedo sopraggiungere degli uomini a cavallo.
È mio padre!
Riconosco lo stemma della nostra corona sulla bandiera.
Ma la mia speranza di essere salvato dura molto poco, anche mio padre ed il suo gruppo di sottoufficiali vengono accerchiati, non c’è neppure modo di capire per bene la situazione , il buio me lo impedisce, riesco solo a vedere qualcosa grazie alle torce che imbracciano alcuni soldati, invece gli indiani sembrano sapersi muovere molto bene al buio, ed in più conoscono la zona.
Mi volto a guardare Clay, è riverso al suolo, corro verso di lui.
“ Mio Dio Clay!”
I suoi occhi fissi nel vuoto, persi chissà dove, mi straziano l’anima.
È morto, Cristo!
“ Cliff!? “
Il gemello di Clay non risponde al mio richiamo, tengo stretto il mio fucile deglutendo, finalmente lo vedo e corro verso di lui.
“Cliff, Clay è morto.”
Cliff si gira a fissarmi, sta per dirmi qualcosa ma una grossa ascia entra nel suo cranio, lo schizzo di sangue macchia il mio viso. Il sapore e l’odore del sangue mi stordiscono, miracolosamente riesco a non vomitare.
Non ho mai avuto tanta paura in vita mia.
L’indiano che ha ucciso Cliff mi fissa a lungo, poi mi lancia un sorriso rabbioso, e si volta….
Non capisco…credevo che mi avrebbe ucciso…
Vengo circondato da un numero indefinito di indiani.
Due di loro mi afferrano per le braccia…Mi conducono dinnanzi ad un indiano molto alto, egli è di spalle.
Quando si gira a fissarmi sento il gelo attraversarmi…Ha il viso colorato di blu e rosso, come gli altri del suo popolo, ma è anche sporco di sangue sulla faccia e sul petto massiccio; Egli mi getta addosso la testa mozzata di un uomo, che non fatico a riconoscere come quella di mio padre.
Non ho mai provato tanto terrore ed orrore nella mia vita…Fisso i suoi occhi e mi scopro a tremare.
Dio!
Mi dice qualcosa che non posso capire non conoscendo la sua lingua.



Hakan’s p.o.v.



“ Prima di mozzargli la testa l’ho sgozzato e gli ho fatto lo scalpo, prima ancora gli ho detto che ti avremmo sacrificato al nostro Dio.
Non sei un uomo di guerra….
Ti condurremo al villaggio dove verrai giudicato e condannato al rogo.!”
Rapidi come i falchi, spietati come il puma, in branco come i lupi.
Veloci, precisi.
Avvicino la torcia al viso del mio prigioniero, ed osservo gli occhi color del cielo di questo giovane ragazzo, trema e mi fissa spaurito.
Tuttavia una fiamma arde dentro questi occhi, poco importa, all’alba sarà spenta per sempre.
Lo portiamo via, e facciamo ritorno al nostro accampamento.
Durante il viaggio mi giro più volte a guardalo.
Egli ha sempre gli occhi puntati sulla mia schiena, mi teme, ed è così che deve essere.
Vendetta!
Per mia moglie, per mio figlio.
Vendetta!















Continua….



Evviva si entra nel vivo della storia, la parte che più preferisco….

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 4

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:36 pm

“Destino compiuto”.

Nc17
Temi forti.



Joel’s p.o.v.



Lo fissi , lo fissi ancora , è l’alba.
Sei visibilmente sotto shock, ma devi cercare di restare lucido…
Hai sentito il capo degli Uroni pronunciare frasi incomprensibili.
Non appena hai messo piede al villaggio la tua attenzione è stata attirata dal grande Totem di un tucano dipinto di azzurro.
Che sia il loro Dio?
Tremi, hai il fango dentro gli stivali militari, ha piovuto lungo il tragitto tortuoso, ora ha smesso, ma il freddo ha penetrato le tue ossa, invece l’indiano che stai fissando da tempo immemorabile sta alto e fiero mentre le gocce scivolano lungo il suo corpo statuario.
La pioggia ha levato via dal suo volto i colori della guerra, il blu e il rosso, ha levato via anche il sangue.
Ha un volto bellissimo.
La pelle scura come il caffè, gli occhi a mandorla castano scuro, i capelli hanno un taglio bizzarro, rasati ai lati e lunghi al centro, gli arrivano alle spalle, anche loro sono castano scuro e riflettono la luce del sole che piano si affaccia.
Ha le spalle massicce e lo sguardo di chi ha perso tutto, come me…
C ‘è un grosso palo qui, al centro del villaggio, un grosso palo di legno, altissimo, servirà alla mia esecuzione.

Ripenso a mio padre, avrei voluto conoscerlo più a fondo…ripenso ai gemelli Cliff e Clay…chissà come sarebbe stato fare l’amore con Clay?
Il capo villaggio ha il copricapo pieno di piume rosse, ogni tanto guardo anche gli altri Uroni.
All’inizio mi guardavano con astio ma adesso qualcosa è mutato nel loro sguardo.
Mi guardano quasi con compassione.
Tremo all’idea della fine che farò.
Nonostante il mio orgoglio una lacrima sfugge al mio controllo…che ridano pure…!
Una donna osserva la mia faccia, si avvicina.
L’uomo che mi ha catturato le dice qualcosa ma lei lo blocca seccata con la mano e mi viene vicino.
Cosa vorrà…?
“ Bena…”
“ Co..Cosa..?”
Ho paura sì, ma accanto a lei sento che diminuisce…
“ Bena”, prova ancora a comunicare e si tocca il petto…
“ Bena.” . Ripete e batte forte il petto….
Forse è il suo nome….
“ Joel…” Dico, ma non posso battere il mio petto, ho le mani legate.
Lei ride allegra.
“ Bena” . Si batte il petto…poi dice il mio nome e batte il mio petto…” Joel”
La vedo tornare verso l’uomo che mi ha condotto qui e li vedo discutere animatamente , lei agita le mani.
Sembra una sorta di Sciamana…
Poi il capotribù dice una frase che tutti trovano gli vada bene, applaudono e ridono.
Bena torna a togliermi i lacci dalle mani e dai piedi che mi tenevano prigionieri i movimenti.
Mi passa la mano sulla fronte e mi strattona, mi esorta a camminare.
Mi fa inginocchiare ai piedi dell’uomo che mi ha condotto qui, lui mi fissa con astio .



In Un attimo i tuoi occhi sono di nuovo incatenati ai suoi, dal basso verso l’alto, sei inginocchiato ai suoi piedi.
Che Bena abbia chiesto la grazia per te.
Gli indiani attorno a voi ballano e cantano, il sole è alto ormai.
Poi Bena ti fa alzare e le sue amorevoli mani ti mettono i capelli scompigliati dietro le orecchie.
Batte le sue mani sul petto forte dell’indiano.
“ Hakan.”
Hakan…,si chiama Hakan…




Hakan’s p.o.v.



Stupido ragazzino che tu sia dannato.
Ti ritrovi a pensare , mentre è inginocchiato di fronte e te, il tuo regalo di consolazione!
Ma che diamine! Solo la vendetta ti avrebbe consolato.
Poi la vostra sciamana Bena fa sollevare le membra del figlio di Evans, la tribù applaude, il capo tribù Chu’a ha accolto la proposta di Bena.
-Il ragazzo non è considerato un uomo di guerra, ti verrà donato come risarcimento delle morti subite.
Ma quale dono?
Lo afferri malamente per il braccio e lui si divincola via da te, lo riafferri con più decisione.
“Risarcimento! Tks! Adesso muoviti”
E lo trascini con te nella tenda che era quella della tua famiglia.
Una volta dentro ti soffermi a guardalo, la tua gente sarà tornata alle sue mansioni.
Ha la pelle pallida, la bocca rosea, i capelli castani lisci , sono lunghi fino alle spalle, è bagnato fradicio.



Mi sento derubato della mia famiglia e della mia vendetta, cosa dovrei farmene di un viso-pallido tremante e bagnaticcio?
Mi avvicino a lui, è alto, ma io lo sono di più.
Il suo sguardo azzurro , color del cielo mi fissa quasi con amarezza ed una punta di disprezzo.
Il mio pugno scatta veloce, dritto al suo stomaco, lui tossisce e si accascia al suolo.
Si rialza, il suo scatto e furente cerca di darmi un pugno a sua volta, ma il mio polso lo blocca in modo doloroso al braccio destro.
“ ora non sei più il figlio di nessuno, ora appartieni a me.” Gli dico deciso, so che non mi comprende e non mi importa, mi basta incutergli paura.
I suoi occhi sono fieri mentre perde la sfida di forza con me.
Digrigna i denti bianchi e le gote diventano un po’ più rosse.
È bellissimo, non posso impedirmi di pensarlo, nonostante tutto…
Lo lascio andare bruscamente .
Gli do le spalle, prima di fare qualcosa di irreparabile…


















Continua….

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 5

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:37 pm

“Nella tana del cinghiale”





Lui è uscito presto.
Ha preso arco e frecce, ad un grosso pugnale dal manico rosso.
Indossava solo una specie di gonnellino fatto di pelle, forse di cinghiale.
Ha messo una collana molto lunga sul petto, piena di denti di cinghiale anch’essi.
Supponi che sia andato a caccia.
Il suo profilo era bronzato e brillava al sole ha il naso dalla forma decisa ed un po’ allungato, il contrario del tuo dritto e sofisticato…. fa caldo quando non piove.
Hakan ha un odore selvatico mischiato ad essenza naturali, forse qualche specie di erba.
Manca da un po’, hai perso la cognizione del tempo, aspetti il tramonto, hai fame, ma il tuo stomaco è chiuso, non riusciresti ad ingogliare uno spillo.
Sei nervoso.
E per Dio! Ma dove sei finito?
Metti la testa fuori dalla tenda, un gruppetto di ragazzine attendeva proprio questo.
Subito ridono e mostrano curiosità.
Rientri dentro la tenda, non c ‘erano altri uomini, forse saranno andati a caccia anche loro.
Indossi ancora gli abiti fradici , vorresti fare un bagno.
In terra è tutto polveroso, solo due brande fatte in pelle rivestite in panni morbidi e qualche straccio.
Avverti dei passi.
Sarà Hakan?
…..
Il tuo cuore perde un battito.
La tenda di cuoio si sposta e l’indiano è sporco di sangue, tiene sulle spalle un grosso cinghiale.
Lo getta malamente a terra, ti viene incontro, indietreggi inizialmente, poi deglutisci e lo affronti.
Ti parla ma non capisci.
Prende il pugnale, ti tira giù per terra con lui, e ti mette sotto il naso la carcassa…
Che diamine vorrà?
“ Io non capisco…” Provi a fargli capire.
Lui scuote la testa e ti mostra come sventrare l’animale.
Un conato di vomito ti sorprende, fortuna che sei a stomaco vuoto.
Fai per alzarti ed andartene, ma Hakan ti afferra e ti getta per terra con forza.
Non ci vedi più dalla rabbia, inizi a lottare con lui.
I tuoi vestiti ruvidi, la pelle nuda delle sue gambe dai muscoli pronunciati…
Le sue braccia che immobilizzano le tue più magre.
La tua testa che sguscia come un’anguilla, è dannatamente forte, ed in più tu sei stremato.
Accasci il viso di lato, esso si incastra alla perfezione nell’ incavo della sua spalla, ansimi forte, il suo respiro invece è controllato.
Rimanete così diversi istanti.
Perché poi…
Lui si alza , tu resti sdraiato al suolo, sei sporco, lui non è da meno.
Ti solleva di peso, la testa ti gira, non hai la forza di opporti.
Uscite dalla tenda-capanna di Hakan.
Ascolti i risolini delle ragazze, ed i tuoi occhi incrociano per un attimo quelli di Bena…
Chissà poi perché sorride benevola.
Hakan percorre un tratto di strada ma non fai caso al percorso finché non vieni scaraventato in acqua, bella fresca, una specie di ruscello, ma non hai la forza di stare su…seti la frescura dell’acqua , senti che vai giù, poi una forza ti riporta a galla, poi ti riporta giù, e ti manca l’aria…
Vorrà inciderti così, torturati così…?
Poi ti trascina fuori dall’acqua insieme a lui, noti aprendo pigramente un occhio azzurro, che il sangue sul corpo di hakan si è pulito, come il fango dalle tue mani e supponi anche dai tuoi capelli.
Rientrate al villaggio, Hakan scambia poche parole con un altro uomo, ma non hai la forza di aprire gli occhi.
Non senti più il solo , forse siete rientrati in tenda…
Ti senti gettare su una specie di branda…
Le mani di Hakan….no… che fa Joel? ti spogliano!
Ritrovi la forza di dimenarti…
Lui ti obbliga a stare fermo, toglie i tuoi vestiti, poi ti getta in testa un qualcosa che non capisci subito, poi riconosci che è un gonnellino simile al suo, lui si volta e ritorna ad occuparsi del cinghiale.
Lo infili sentendo le braccia pesanti, almeno sei vestito con qualcosa di pulito.
Il tramonto giunge presto, hai osservato le spalle di Hakan tutto il tempo, ha sventrato il cinghiale, la pelle è stata posto di lato, le viscere sono state cotte.
Ti porge una ciotola, ma non ti guarda, te la porge come con disprezzo, come se lo facesse controvoglia.
Hai intuito che ti hanno graziato e che ti hanno dato a lui forse come sorta di risarcimento per un qualcosa…forse una perdita di guerra.
Sembrano un popolo timoroso del loro Dio, se la sciamana ed il capo hanno deciso così, sa che non può opporsi , sai che gli indiani temono di attirare le ire degli dei…
Mangiate in silenzio, è buono, e sembra ridarti le giuste energie…
Ma a una volta che hai la pancia piena il sonno ha la prevalsa e l’ultima cosa che vedi prima di chiudere gli occhi è Hakan che esce triste ad arrabbiato dalla tenda.












Continua…….

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 6

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:37 pm

“Indomabile e selvaggio”

NC17




Hakan è seduto per terra, affila la lama del suo pugnale.
Oggi è una giornata torrida.
Tu sei seduto, accucciato per meglio dire, molto distante da lui, bè per quanto distanti si possa stare in una tenda piccola…
Provi a farti capire da lui…
“Lasciami andare…io, voglio solo andarmene via…”
Non capisci Joel, che il solo sentirti respirare per Hakan è una tortura, figuriamoci sentirti parlare, in inglese poi, quell’accento nobile che ha distrutto la sua famiglia sottoforma di fucili.
Hai solo la vaga ipotesi di cosa possa avere perso Hakan, la sua famiglia molto probabilmente…
Tenti lo stesso di farti capire…grande, grande errore.
Appena fai per alzarti Hakan balza su di te come un animale feroce e finite distesi per terra.
Una mano di Hakan ti tiene stretta la gola candida quel tanto che basta a farti respirare, i suoi occhi castano scuro sembrano ancora più scuri…Vi fissate, tremi…
Hakan fa scorrere il pugnale lungo il tuo corpo…
“ Ti prego…” dici solo…
Peggiorando la tua situazione. I tuoi occhi azzurri nei suoi castani…
Il pugnale deciso stacca il tuo gonnellino…
Ed il tuo cuore perde un battito per poi accelerare in maniera spropositata.
Gli mordi a forza una spalla.
Hakan ride, amaramente , ma scoppia a ridere.
Ti colpisce in viso con un pugno…
Poi con un altro, ed un altro ancora…
Senti il sangue in bocca, lo senti colarti dal naso…è dannatamente forte.
“No!” Tenti di urlare, ma il tuo è un grido spezzato nell’aria.
Senza difficoltà Hakan ti solleva le gambe fino a farti male ai tendini.
E poi avverti la turgidità del suo fallo poggiarsi al tuo orifizio.
Ti dibatti ma non serve a nulla.
Con una pinta decisa e crudele ti senti lacerare fino in fondo, e in uno stato di panico senti uscire il tuo urlo in modo disumano…
La sua mano ti tappa la bocca, ed egli comincia a muoversi dentro la tua guaina sanguinante con cattiveria, disperazione, desiderio, rabbia!
Desideri la morte…piangi senza potertelo impedire.
Le spinte sono sempre più convulse, senti tutto il corpo dolerti, ti senti aperto in modo innaturale, e quando il suo seme bollente ti invade senti le ferite al tuo intestino bruciare come le fiamme dell’inferno.


Hakan resta dentro di te, ha finito ma resta ancora dentro di te, saldo.
Ti dice qualcosa che non puoi comprendere…
“ Sei mio, devi sostituire mia moglie, capito?! Colei che tuo padre e quelli come te mi hanno ucciso! Non puoi ridarmi mio figlio, almeno fai bene la parte della puttana!”
Quando esce dal tuo corpo, emetti un altro urlo, poi i tuoi sensi vanno piano, piano via…
Ti senti sollevare, tremi ancora convulsamente, ed il movimento ti fa rimettere, vomiti sulla spalla forte di Hakan.
Lo senti grugnire.
Uscendo dalla tenda, avverti il chiacchiericcio cessare, di sicuro vi stanno osservando tutti, ma non hai il coraggio né la forza per aprire i tuoi occhi.
Entrate in un’altra tenda…e senti Hakan parlare : “ Curalo, e tienilo lontano da me per un po’…e spiegagli il suo ruolo!”
Non capisci cosa dice, poi senti la voce di Bena, e una piccola parte di angoscia scompare.
“ Poggialo sul giaciglio, e che gli Dei possano avere pietà di te ,cacciatore di cinghiali.”









È notte , ma non riesci a dormire, certo! Come potresti…
Hai violentato un ragazzo!
Fissi la grande luna bianca, e un moto di nausea verso te stesso ti invade.
L’odio ha avuto la prevalsa…
Joel deve sostituire qualcosa….
Joel è bello, dannatamente bello….e presuntuoso…
Tocchi il morso sulla tua spalla, e senti ancora desiderio, sospiri frustrato!
“ Dannazione!”
Ammettilo Hakan, sei un uomo distrutto, anche se Joel dovesse accettare il suo ruolo, sarebbe comunque una violenza…
E sei diviso, diviso a metà.
Non sai se è giusto tenere Joel come risarcimento limitato ad aiutarti nella caccia, o se è giusto prendere da lui tutto, ma proprio tutto quello che ti ha tolto.
Senti ancora il piacere della strettezza del suo corpo…e inorridisci.
Questo dannato ragazzino ti fa perdere la testa…
Ti inginocchi e chiedi perdono agli Dei…
Cosa sta rimanendo di te Hakan…? Cosa…?
Hai colpito quella pelle di seta ed avorio, mentre la tua carne ambrata godeva e si disperava…
Cosa è rimasto Hakan?
Hai avuto la tua vendetta?
Hai avuto la tua famiglia indietro?
Cosa è rimasto?....Cosa?

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 7

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:38 pm

“ Tristezza”



Ti svegli spossato, impotente, pieno di rabbia ed amarezza.
Sei giunto da Bena con il volto pieno di sangue, ed il cuore a pezzi.
È passata una settimana, ma il corpo ti duole ancora.
Bena ti ha massaggiato con unguenti freschi e dolci, e ti ha nutrito e dato da bere.
Ti sollevi dal tuo giaciglio, e raggiungi la donna che sta inginocchiata davanti a te.
Tiene in mano vari oggetti fatti in legno.
Ti fa cenno di sederti…
“ Cucchiaio…”
Intuisci voglia insegnarti la loro lingua.
Scuoti la testa, e lei ti bacchetta la mano.
“ Cucchiaio!”
E tu ripeti : “ Cucchiaio…”




Bena ti ha detto che terrà il ragazzo con sé per un mese, gli insegnerà la vostra lingua.
E…gli spiegherà il suo ruolo…
Mediti sotto la cascata…
Ripensi a ciò che sei stato capace di fare, di fargli…
Ma lui, lui…Joel, rappresenta tutto ciò che ti hanno tolto.
Che siano dannati i suoi occhi color del cielo!
Il fresco della cascata cerca di farti tornare la ragione e di far placare la tua ira…
Ma cosa resta di un uomo distrutto da se stesso prima che dagli altri?




L’autunno sta arrivando…
Tra pochi giorni tornerai da Hakan….
Hai imparato la loro lingua, e le tue nocche ne sanno qualcosa, dato che ogni volta che sbagliavi Bena le bacchettava con quel dannato affaraccio…
Di certo la ringrazi, ha cercato di renderti il soggiorno meno insopportabile, per quanto possibile…
Adesso sai della famiglia di Hakan, adesso capisci cosa ti viene detto.
Hakan ti vuole come puttana, come risarcimento…
Non sai ancora come affronterai la cosa.



Vai a prendere Joel da Bena.
Vi fissate per un lungo istante.
“ Vieni .” Gli dici solo, e lui ti segue.
In fin dei conti dove andrebbe anche se lo lasciassi libero? lo sai tu e lo sa lui.
Da nessuna parte.



Entrate nella tua tenda, lui è guardingo, ti sta a distanza.
Ma poi il suo orgoglio ha la prevalsa, e sfacciatamente ti parla.
“ Violare il mio corpo ti ridarà la tua famiglia?”
…..
Lo fissi con rabbia…
“ Nella mia tribù, tu porti via una cosa a me, io ne tolgo una a te, come…risarcimento, se poi preferisci il rogo, cazzi tuoi!”
Vedi i suoi occhi azzurri sgranarsi.
“ Bene! Scelgo il rogo, piuttosto che farti la puttana per il resto della tua vita!”
“ Basta Joel, non provocarmi. È stata la tua gente ad iniziare! E poi, guardati, non sei nulla, né un guerriero né un contadino, non sai fare nulla, almeno apri le cosce e lasci fare a me.”
Oh si…vederlo arrabbiarsi impotente, ti da un senso di vertigine non indifferente.
“ Io sono un uomo, quanto te!”
La risata che ti sale per la gola, davvero non l’hai potuta trattenere.
“ Bene, allora preparati, andiamo a caccia di cinghiali.”
Joel fa un passo indietro e di nuovo scoppi a ridere.
“ Cosa c’è ? Un uomo forte come te ha paura di un maialino…?”
“ è inutile che tu mi prendi in giro….Non ho mai cacciato, dovresti insegnarmi.”
“ Insegnarti? Tu sei destinato a farti scopare e basta!”
“ Sei un maledetto bastardo!”
“ Mh! Il coraggio non ti manca, almeno a parole…”
Ti avvicini a lui, trema ma non abbassa lo sguardo.
“ Ti insegnerò a cacciare, ma questo non ti esonera dal tuo dovere nei miei confronti.”
“ Bastardo…”
“ Bene Joel, adesso questo bastardo ha voglia, quindi sdraiati e fai il bravo, se non ti vuoi ritrovare coperto di sangue come l’ultima volta….”
Joel resta fisso e immobile.
Il suo sputo ti giunge sulla guancia sinistra….
E gli sei subito addosso!
Lottate, o per meglio dire lui cerca di vincerti, mentre tu ti limiti a tenerlo buono.
Il suo corpo niveo quasi scompare sotto le tue ampie spalle brunite.
Ti morde e ti graffia, eccitandoti suo malgrado.
Apri le sue ginocchia, e cercando di non essere brutale come l’ultima volta…
Piano entri in lui…
Non vuoi fargli male, non vuoi, eppure il sangue ruggisce nelle tue vene…e a stento di domini…
La sua guaina è stretta e calda…il tuo sesso viene stretto da essa e tu spingi per trovare la liberazione, accarezzi anche il suo sesso, ma esso non accenna a svegliarsi.
Quando finisci ed esci dal suo corpo, lo vedi voltarti le spalle e piangere.
Non sopportando quella vista, esci dalla tenda.
Non ti piace vederlo piangere…
Se solo le circostanze fossero state diverse…se solo il tuo odio si placasse…



Resti solo, hai ancora la sensazione del corpo di Hakan sopra il tuo.
Sei triste e rassegnato…
Ripensi alla tua patria…
Zoppicando esci dalla tenda, ti rechi da Bena, che vedendoti entrare capisce subito.
Ti siedi e piangi ancora…
“ Bena?”
“ Si Joel…”
“ Posso chiamarti madre…?”
“ Si Joel, puoi farlo.”











Continua…

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 8

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:38 pm

“ Un nuovo inizio…”



Oggi andrete a caccia.
Il sangue ti pulsa nelle tempie…
Sei pronto ad ogni scherno da parte di Hakan…
Certo! Lui sa tutto sulla caccia, lui è chiamato il cacciatore di cinghiali, che sia maledetto.
“ Sei pronto Joel?”
La sua voce risuona bassa e disinteressata.
“ Si, lo sono.” E sai quanto questo non sia vero.
La natura selvaggia vi ingloba, pare avere vita propria.
“ Tieniti contro vento.”
“ Si, me lo hai già detto.”
“ Con te non si può mai sapere.”
“ Sto facendo del mio meglio.”
“ Del suo meglio lo avrebbe fatto mio figlio…”
Rimani in silenzio.
Camminate in silenzio, cercando di fare meno rumore possibile con i piedi, poi Hakan ti fa cenno di accucciarti.
Da dietro i cespugli c ‘è un bel cinghiale.
Molto grosso e dal pelo nero e lucido.
“ Questo è da solo, dobbiamo sbrigarci prima che raggiunga il branco. È il tuo momento viso pallido! A te,l’onore, scaglia la freccia.”
Hai imparato da poco a farlo…ti tremano le mani.
Infatti fallisci il colpo ed il cinghiale si volta verso di te sbuffando minaccioso, la sua corsa è rapida, quasi ti è addosso, ma Hakan è ancora più rapido.
Li vedi per terra…a lottare. Entrambi per la sopravvivenza.
Hakan lo colpisce con il pugnale alla gola, l’animale rantola e crolla al suolo, in una pozza di sangue che è schizzata anche su di te.
Hakan si alza dal suolo ansante, sudato, sporco di terra e sangue, ti fissa torvo.
“ Sei un idiota!”
“ Io…ho provato.”
“ Non dovevi provare…dovevi riuscire a farlo!”
“ Non sono abile con arco e frecce io…”
“ Non sei abile neppure con la spada e perfino non sei abile con le vostre armi demoniache da inglesi bastardi! E non sei abile neanche a scopare!”
è troppo!
Sai che non la spunterai ma gli dai un pugno in pieno naso.
Hakan ride mentre gli sanguina il naso : “Però! Sei un vero uomo…” Ti schernisce con freddezza ed ironia spudorata.
“ Mi tratti male!”
A questa tua affermazione lo vedi abbassare gli occhi, ma solo per un attimo, perché poi ti restituisce il pugno, e mentre barcolli ti urla contro.
“ E se invece mi avrebbe preso la tua gente?Come diamine mi avrebbe trattato!?”
Vi fissate ansimanti…
“ Io non sono la mia gente, io alle cinque bevevo un fottutissimo tè, prima che decidessero questa guerra del cazzo! Io sono Joel, colui che ti violenti da giorni, colui che fa la parte del buco di tua moglie, colui che non ha più identità, colui che tu denigri ogni istante! Io sono Joel, solo questo…”
Vi fissate a lungo, i tuoi occhi color del cielo, nei suoi color della terra.
“ Andiamo a lavarci…” è il suo unico commento, mentre carica sulle sue spalle il cinghiale come se fosse un fuscello.
Entrate nel fiume ed Hakan si reca sotto la cascata.
Ti da le spalle, possenti, brune, ed ogni tanto le vedi sobbalzare impercettibilmente.
La sua famiglia deve mancargli moltissimo, intuisci stia piangendo, e per la prima volta, non lo vedi più come tuo carceriere, ma lo vedi per quello che in fin dei conti è…solo un uomo….



Al tramonto tornate all’accampamento, dove di recente ti sei guadagnato le simpatie di tutti.
Entrate in tenda e sventri l’animale come ti ha insegnato Hakan, riesci perfino a non emettere segnali di nausea mentre lo fai, non vuoi infastidirlo…
Mangiate in silenzio.
“ Joel?”
La sua voce stranamente calma ti fa sobbalzare.
“ Fai l’amore con me?”
è una domanda…Non è un ordine, è una domanda, solo una domanda…
è bello Hakan, è forte e robusto.
È triste Hakan, come lo sei tu…Forse è tardi per potersi innamorare dopo quello che ti ha fatto…o forse no…la tua risposta esce meccanica.
“ No…”
Lo vedi alzarsi ed istintivamente chiudi gli occhi…lui ti sorpassa e prende arco e frecce, te le porge.
“ Va ad allenarti prima di andare a dormire, domani si caccia.”
…………



Ti corichi nel tuo giaciglio vuoto, Joel è ancora fuori ad allenarsi.
Inutile dire che l’amore verso di lui ha avuto la prevalsa sulla rabbia e la vendetta…
Cerchi di non pensare al suo corpo flessuoso ed elegante.
Cerchi di non pensare a quegli occhi scintillanti e liquidi.
Cerchi di non pensare alla strettezza del suo corpo.
E un po’ sorridi quando ripensi alle sue esplosioni di rabbia…bè…più che giustificate.
Quando poi lo vedi rientrare nella penombra, fingi di dormire.
E forse fingi così bene pure a te stesso, che ti pare di sognare quando le sue labbra sfiorano le tue, poi lo senti coricarsi al tuo fianco come di consueto.
E solo quando il suo respiro diventa calmo e regolare, apri gli occhi e fissi il suo volto da angelo bastardo.
Stanotte non dormirai, tormentato da mille pensieri…
All’alba prendi la tua decisione, lo terrai comunque con te, anche senza violare il suo corpo.
Tutto pur di non perderlo….
Poco dopo gli occhi azzurri di Joel vengono raggiunti da un raggio di sole, e lui si sveglia, tenero, arruffato, morbido e languido.
“ Che brutte occhiaie Hakan, stai male ?”
Davvero non ti trattieni e scoppi a ridere.
“ è colpa tua, mi hai dato calci tutta la notte…”
“ Non è vero…non mi muovo nel sonno…”
“ Oh si invece…” Ed in parte è vero…
Lo vedi sbadigliare.
E ti alzi.
“ Andiamo dormiglione, si va a caccia.”
“ Ieri sera ho tirato con l’arco a lungo, ho centrato il bersaglio tre volte, sono migliorato.”
“ Bravo, adesso mi fai vedere.”
“ Mi sono impegnato Hakan, per essere d’aiuto a te e alla tua gente…alla nostra gente…”
“ Bravo…è così che parla un vero Urone…”
E Joel si impegna davvero nella caccia, ma non prende un bel niente, ti diverti a canzonarlo, ma nel tono vagamente affettuoso delle tue parole, Joel non trova nulla da ridire, anzi sorride e scuote la testa.
La vera sorpresa te la fa comunque prima del tramonto.
Si è trattenuto a lungo da Bena, e quando lo vedi entrare in tenda i suoi capelli sono tagliati come i tuoi, come quelli dei maschi adulti Uroni…
La cresta spicca alta , i lati rasati, lo sguardo fiero e tu non puoi fare a meno di ridere di gusto.
“ Hey!” Esclama Joel.
“ Ti stanno molto bene, complimenti, forse ti aiuteranno a prendere almeno una lepre.”
“ Si, ridi pure…a me piacciono.”
Vi guardate e scoppiate a ridere, insieme.
“ Hai davvero un brutto carattere Hakan…”
“ E tu un brutto taglio di capelli…”
“ Ma se sono uguali ai tuoi!”
“ Ma io sono un guerriero ed un cacciatore, tu sei poco più che un moccioso.”
“ Non è vero…!”
“ Bene, non è vero. Mentre ti facevi bello ho preparato da mangiare.”
Mangiate con gusto il bottino della caccia di oggi.
E di nuovo ci riprovi…
“ Joel, fai l’amore con me…?”
“ Io…non posso…”







Continua…

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 9

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:39 pm

“L’amore…solo l’amore…”




Cosa era successo tra te e Hakan non te lo sai spiegare…
Ma di certo era qualcosa di buono.
La sera vedevate sempre gli spettacoli dei bimbi, o assistevate a qualche cerimonia.
Ia mattina cacciavate, ed i pomeriggi per lo più si poltriva o si ci allenava, alcuni giorni si pregava.

Oggi lo guardi pescare nel fiume, la sua pelle brilla ricoperta di goccioline d’acqua.
I capelli bagnati, e lo sguardo serio.
“ Hakan ancora nulla?”
“ Non deconcentrarmi Joel.”
“ Oh sarei io a deconcentrarti? Ammettilo, non sai pescare.”
“ Tu si?”
“ No, ma lo ammetto. Sarai un grande cacciatore di cinghiali ed animali pericolosi, ma i pesci ….sei negato…”
“ Ma tu sentilo il viso pallido, almeno vieni ad aiutarmi…”
“ No , è troppo buffo vederti fare cilecca…”
Hakan sogghigna , comincia a correre fuori dall’acqua e sai già che sarebbe inutile scappare, infatti ti balza addosso ed inizia a solleticarti, dove da poco ha imparato che proprio non sai resistere.
Sotto il collo.
Ridi e ti dimeni….Ridi!
Poi vieni trascinato in acqua e gettato di peso.
Riemergi imprecando: “Cazzo Hakan è gelida!”
Hakan si avvicina, pensi voglia solleticarti ancora, ma il suo bacio ti coglie impreparato.
Ti bacia con violenza e senso di appartenenza, ti ruba il respiro e la sua lingua ti ipnotizza.
Senti il suo odore bello e selvaggio, e le ginocchia ti tremano, ti aggrappi alle sue spalle ed impacciatamene ricambi il bacio.
Poi per gioco, gli sfuggi….
Sei confuso ma piacevolmente sorpreso.
Hakan prende a rincorrerti.
Presto ti è addosso, finite tra i cespugli alti.
“ Fai l’amore con me Joel…”
“…Si”

Le mani di Hakan ti fanno fremere di desiderio, sei nudo, siete nudi, e la tua pelle scotta quanto la sua, lasci le mani libere di vagare sulla sua schiena massiccia…I vostri sospiri di piacere ed il cinguettio degli uccelli, il rumore della piccola cascata in lontananza.
Le dita di Hakan dentro il tuo corpo.
Il cielo limpido sopra di voi, una bellezza sconvolgente vi ha imprigionati.
Apri le gambe ancora di più, e finalmente Hakan entra in te.
Dolcemente , lentamente, in una lenta e piacevolissima agonia, poi resta fermo dentro di te, vi fissate, vi baciate, vi graffiate piano, delicatamente.
E piano, piano Hakan spinge dentro il tuo corpo.
Un’ondata di puro piacere esplode in ogni cellula del tuo corpo.
Violenza, perdono, amore, sesso.
Lanci un urlo.
“ Ti faccio male?”
Scuoti la testa in senso di diniego.
“ Di più Hakan, più forte, non farlo finire…”
Ed Hakan spinge forte, fino in fondo, mentre con i tuoi muscoli stringi il suo pene.
“Non far..lo…fi..ni..ah, non farlo finire ah ah.”
Ed Hakan non lo fa finire, continua per molto, molto tempo.
Finché con un profondo brivido di piacere schizzi il suo ventre del tuo seme, e lui si libera dentro il tuo corpo con un ghigno animale.




Ti svegli di buon umore, Joel dorme ancora, sul tuo petto….
Gli accarezzi la nuca, e piano si sveglia anche lui.
Di certo hai trovato così la pace, nell’amore, arrendendoti ad esso, la vendetta non porta da nessuna parte.
“ Dobbiamo andare a caccia Joel…”
“ Mh…la tua è proprio una fissa…”
“ No, senza cacciare si resta a stomaco vuoto.”
“ Ma io ho ancora sonno, mi hai stancato ieri sera.”
Ridi divertito.
“ Non sai reggere i miei ritmi viso pallido.”
“ Zitto Urone lussurioso.”

La caccia si svolge tranquilla e Joel riesce perfino a prendere un cinghiale!
“ Hai visto, l’ho preso!”
“ Bene, finalmente tiri decentemente con l’arco.”
“ Decentemente? Ma se è stato un colpo da maestro!”
“ Si, si, adesso torniamo al campo.”
“ Uffa, non mi dai mai la soddisfazione.”
“ Mai? Eppure credevo di averti soddisfatto stanotte…” Gli dici seducente.
“ Borioso.”
“ Moccioso viso pallido ciuccia tè…”
“ Non solo tè mi pare…qualcuno stanotte era contento di aver ciucciato qualcosa…”
Già.
Ricordi i suoi maldestri tentativi di darti piacere, nonostante l’inesperienza, all’inizio hai dovuto fare appello al tuo autocontrollo per non ridere, e poi hai dovuto appellarti nuovamente ad esso per non venire troppo presto…
Carichi il cinghiale sulle spalle e vi incamminate.
Joel ti cammina dietro un po’ silenzioso.
Poi ti sorprende.
“ Hakan, ti amo.”
Ti giri verso di lui, gli accarezzi una guancia e sorridi.
“ Anche io Joel…anche io….”



Al vostro ritorno al campo, trovate una riunione.
Vi fissate perplessi e vi avvicinate, inginocchiato davanti al capo tribù, c’è un uomo bianco, inglese senza dubbio.
“ Parla! Cosa sei venuto a fare qui?!”
Il soldato inglese rimane zitto e fiero nello sguardo, quanto ti vede accenna il vostro saluto militare.
“ Traduco io per voi, grande capo.”
Fissi l’ufficiale, prendi un respiro profondo.
E dopo mesi e mesi riparli per la prima volta la tua lingua.
“ Cosa fai qui?”
“ L’ordine era di condurvi via con me…La guerra continua, queste terre verranno spazzate via.”
E forte come non mai, sibili tra i denti.
“ Questa gente ha diritto di vivere, ed io non vengo da nessuna parte.”

Traduci per il capo tribù.
La punizione per il soldato è il rogo.
Cerchi di dire di mandarlo indietro e basta, ma la decisione è irrevocabile.
Le sue urla di dolore ti bucano le orecchie.
La puzza della carne bruciata riempie l’intero villaggio.
Non trattieni le lacrime.




“ Avresti voluto andare a casa?”
“ è questa la mia casa Hakan. Tuttavia sono preoccupato.”
“ Anche io, la mia gente non sa difendersi dai fucili.”
“ Lotteremo…”
“ Joel apprezzerei, si, insomma, che tu ti nascondessi con le donne…”
Sobbalzi offeso.
“ Mai! Sono un guerriero anche io, d’accordo non sono un eroe del corpo a corpo, ma ho una mira precisa con arco e frecce, posso farcela, non sono una donnicciola!”
Fate l’amore a lungo, dolcemente, per tutta la notte.
Vi stringete in un abbraccio convulso.
“ Sarà quel che sarà Hakan, ma lo voglio al tuo fianco…”
“ …Sarà quel che sarà…”










Continua…

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Il cacciatore di cinghiali Empty Capitolo 10

Messaggio Da Yoite011 il Ven Mar 16, 2012 12:40 pm

“ Sabbia e vento”.




E se sanguino, sanguinerò,
sapendo che a te non importa.
E se io dormo solo per sognarti,
Mi sveglierò senza te qui,
Non c'è qualcosa che manca?
Non c'è qualcosa...










Sono qui, tra la natura selvaggia.
Intorno a me, gli alberi, i ruscelli, i cespugli, e le tombe.
“ Sarà quel che sarà”.
Tombe scavate da me, ho ancora le mani escoriate, decine e decine di tombe.
Sangue sulle mie mani, che non è andato più via.
La solitudine che mi ha come protagonista da molte lune piene ormai.
Saranno passati mesi, due, forse tre.
L’orrore di quel giorno mi perseguita, i fucili hanno vinto asce, pugnali e frecce.
Guerrieri fieri a mani nude, liberi, ora morti.
Tutti morti.
Dedico una preghiera a Bena, che è morta tenendo la testa alta e gli occhi fissi a giudicare il suo assassino.
Dedico una preghiera a tutti i bambini, che adesso giocano nel regno degli spiriti.
Capisco alla perfezione l’odio di Hakan, colui che mi ha reso la vita impossibile, e colui che mi ha fatto rinascere.
Hakan…
Sono seduto davanti alla tua tomba, anche questa scavata da me, le numerose pallottole che avevi in corpo non ho saputo contarle.
Ho contato le mie lacrime, tantissime.
Ti ho seppellito con enorme fatica, il possente peso del tuo corpo muscoloso, il possente peso del mio dolore a schiacciarmi l’anima.

Quando all’alba è giunto il nemico, io mi ero interamente ricoperto di fango, nessuno avrebbe potuto capire che ero bianco come loro.
Forse , se si sarebbero soffermati a guardare i miei occhi azzurri lo avrebbero capito, ma in guerra nessuno si sofferma a guardare gli occhi…
La guerra è immonda.
Hakan mi manca da morire.
Ho combattuto al suo fianco, lui con ascia e pugnali, io con arco e frecce.
Se sono vivo adesso lo devo a lui, mi ha parato con il suo corpo.
Quel corpo che ho avuto addosso tante volte, da diventare parte integrante del mio.
Quel cuore che ha cessato di battere, ha fermato anche il mio.
Spero che Hakan possa perdonarmi, lui ha fatto di tutto per salvarmi la vita, ed io adesso vorrei morire.
Spero che capisca, come si può sopravvivere a chi ami…?
Come posso sopravvivere da solo?
Per un po’ ho cacciato conigli e lepri.
Per un po’ ho pescato.
Oggi sono molto, molto stanco, ed il mio sguardo vacuo vaga per il campo un tempo ricco di vita, oggi un piccolo deserto, un buco nel mio cuore.
Lancio un ultimo sguardo alla tomba di Hakan.
“ Hakan, andrò a caccia di cinghiali. So che non saresti d’accordo, ma vado comunque. Voglio raggiungerti, e lo voglio fare in un modo in cui tu apprezzeresti il mio coraggio, non importa quanto sarà doloroso, ho già provato il dolore della tua perdita, altro non può scalfirmi, e poi, non è detto che non riesca a catturarlo, non ho intenzione di suicidarmi. Ma se dovessi morire lo accetterei con gioia”.



Potrei rimanere sveglio solo per sentirti respirare
vederti sorridere mentre dormi
Mentre sei lontana a sognante
Potrei trascorrere la mia vita in questa dolce resa
Potrei rimanere perso in questo momento per sempre
Ogni attimo trascorso con te
E' un attimo che serbo caro

Non voglio chiudere gli occhi
Non mi voglio addormentare
Perché mi mancheresti, baby
E non mi voglio perdere niente
Perché persino quando ti sogno
II sogno più bello non basterebbe
Mi mancheresti ancora, baby
E non mi voglio perdere niente

Steso vicino a te
Mentre sento il battere del tuo cuore
E mi chiedo cosa stai sognando
Mi chiedo se è me che vedi
Poi ti bacio gli occhi a ringrazio Dio che siamo insieme
voglio stare con te
In quest' attimo per sempre, per sempre

Non voglio chiudere gli occhi
Non mi voglio addormentare
Perché mi mancheresti, baby
E non mi voglio perdere niente
Non mi voglio perdere neanche un sorriso
Non mi voglio perdere neanche un bacio
voglio stare con te
Qui con te, cosi
Ti voglio tenere stretta
Sentire il tuo cuore vicino al mio
E rimanere qui in questo momento
Per sempre

Non voglio chiudere gli occhi
Non mi voglio addormentare, si
Non mi voglio perdere niente












Contro vento, silenzioso, più silenzioso!
Ecco il grosso cinghiale nero con le zanne luminose.
Prendo la mira, la mia freccia con la piuma rossa, esco dal cespuglio e la punto verso l’animale, dietro di lui sopraggiungono una femmina e due piccoli.
Abbasso l’arco, guardo il cinghiale negli occhi.
Lo guardo venirmi addosso.
Ed il mio ultimo pensiero è questo:
“ Cosa non si fa per proteggere le cose che ami…?”
Scusa Hakan, in fin dei conti, l’ultimo cacciatore di cinghiali sei tu…



Qualche volta a tarda notte
resto sveglio guardandola dormire
lei é persa in pacifici sogni
Cosi spengo le luci
resto steso li nell'oscurità



E un pensiero mi attraversa la mente
se non arriverà mai domani
Lei ha mai dubitato di come
la sento nel mio cuore



Se domani non arrivasse mai
lei saprebbe quanto l'ho amata?
Ho provato in ogni modo a dimostrarle ogni giorno
che lei è l'unica per me?
E se il mio tempo su questa terra fosse finito
e lei dovesse affrontare il mondo senza di me
l'amore che le ho dato in passato
Sarebbe abbastanza per resistere?
Se domani non arrivasse mai?


perché una volta ho perso l'amore nella mia vita
nessuno saprà mai quanto li ho amati
ora vivo con il rimpianto
che i miei veri sentimenti per loro non verranno mai rivelati
cosi ho fatto una promessa a me stesso
di dire ogni giorno quanto lei é importante per me
ed evitare quella circostanza
bhe, non c'é una seconda possibilità di dirle cosa provo



Se domani non arrivasse mai
lei saprebbe quanto l'ho amata?
Ho provato in ogni modo a dimostrarle ogni giorno
che lei è l'unica per me?
E se il mio tempo su questa terra fosse finito
e lei dovesse affrontare il mondo senza di me
l'amore che le ho dato in passato
Sarebbe abbastanza per resistere?
Se domani non arrivasse mai?


Allora di a qualcuno che l'ami
digli quello che stai pensando
nel caso che il domani non arriverà mai










“ Sai cosa mi piacerebbe Hakan?”
“ Cosa?”
“ Restare sempre qui, con te, lontano dal mondo. Dimmi che resteremo sempre insieme.”
“ Sempre Joel.”
Avete fatto l’amore per tutta la notte, piano, con calma, rallentando il momento del culmine più e più volte.
Poi, era giunta l’alba…
“ Joel ti amo…”
“ Anche io.”
Uniti in un ultimo bacio.







Fine.







Ok, non odiatemi troppo…. Chiedo venia, perdono.


Le canzoni usati sono in ordine:
Evanescence missing
Aerosmith don’t wanna miss a thing
Ronan Keating if tomorrow nevers comes

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