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Festa in maschera

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Messaggio Da Yoite011 Lun Mar 12, 2012 12:13 pm

“Festa in maschera “





Sento il tuo sguardo su di me.
Inutile negarlo, vengo scosso da un fremito.
La festa è veramente bella,
Ci sono tutti, basti pensare che ci stai perfino tu!
Festa in maschera , 28-11-02.
Io sono vestito da lupo mannaro, ho esaltato i mie capelli con delle extention rosso cupo, in maniera da fare un lieve contrasto con il rosso naturale dei miei capelli che è più brillante e più tenue.
Il mio fisico non aveva bisogno di nulla, sono muscoloso di mio, un po’ fa parte della mia natura, un po’ mi si è scolpito grazie alla risse, infine si è esaltato con il basket.
Indosso degli abiti logori come se fossero stati strappati dalla mia trasformazione durante la luna piena, la stessa che riluce stasera su di noi.
La maglietta bianca è strappata sul davanti, è macchiata di fango qua e là.
I jeans sono sdruciti, e mi vengono un po’ stretti.
Le scarpe da tennis nere, sono state lasciate appositamente slacciate,
Cerco di non darti a vedere che ho notato il tuo sguardo, e ancor più cerco di non farti capire quanto mi stravolga,
Siamo al terzo anno, siamo cresciuti e maturati, eppure tutto è uguale, no! Mi correggo è diverso, perché l’invidia che provavo per te, è mutata in ammirazione, e non so spiegarmi come, da un po’, è diventata a sua volta …amore….
Tremo nel ripete questa parola dentro di me,
E non perché siamo due ragazzi, di questo me ne fotto!
Bensì perché tu sei Kaede Rukawa, e nonostante il tuo sguardo bruciante non voglio illudermi che anche qualcosa sia cambiato per te.
La serata prosegue, tra divertenti scherzi, ragni che escono dai muri, e milioni di patatine fritte.
In sottofondo –Hello- degli -Evanescence -.
Scommetto che ti piace questa musica volpe…
Piace anche a me.
Siamo esausti abbiamo smesso da poco di dimenarci in pista, eseguendo balli alla meno peggio, questa canzone ci voleva proprio, è dolce e rilassante, nonché un po’ tetra.


Tu sei l’unico che non si è travestito.
Sei vestito tutto a nero, e devo dire che ti dona il piercing al naso, non è volgare, è appena un punto luce su di te…l’ennesimo…
Ricordo quando te lo facesti l’anno scorso, ti ho preso un sacco in giro….
Che bei tempi, vorrei che questo non fosse l’ultimo anno, non voglio perderti!
Eppure so che non riuscirò mai a confessarti i miei sentimenti.
Mi sento mancare il respiro al solo pensare di dirtelo, figuriamoci nell’attuare ciò.
Piano, piano, vanno via tutti, Io e tu siano stati incaricati di ripulire tutto al termine della festa.
Yohei vorrebbe restare ad aiutarmi ma la sbornia è talmente tanta che è meglio che vada prima che io debba pulire anche il suo vomito….!!!


Rimaniamo da soli, non ci pesa affatto che stiamo ripulendo la palestra, questo è un po’ il nostro santuario, ci teniamo che sia bello lindo e pulito!
La palestra, il nostro piccolo mondo.

Sono circa le tre di notte, quando finiamo il tutto.
Non so perché nell’aria brucia una sorte di folle aspettativa, non so da cosa nasce, forse da me, che raccolgo troppo lentamente la carta, o dalla volpe che toglie le decorazioni con molta più lentezza del normale.
“Eri l’unico a non indossare il costume”.
Dico, non sapendo neppure io perché ho pronunciato questa ovvia constatazione.
“Hn…” è tutto ciò che dice…come ad intendere -Ti pare che io mi travesto do’hao?! –

Usciamo insieme dalla palestra, fianco a fianco.
Il cielo è nero ed oscuro…
I lampi e i fulmini sono vividi.
La pioggia inizia a cadere, incessante, e via,via, si intensifica.
“Andiamo a casa mia… Eviterai di bagnarti.” Dice Rukawa, ed io soffoco dentro la mia gioia.
Ci incamminiamo verso casa sua, la pioggia su di noi.
Ci sono stato solo una volta a casa sua, per un piccolo programma studio, veniva più spesso lui da me, mi rattristai quando il progetto terminò; Abbiamo preso un bel 10, Incredibile ma vero!
Il buio ci avvolge come un manto di seta nera: Puro peccato.
IL vento si innalza, rabbrividisco, mi sono vestito troppo leggero.
“ Ma come, il lupo mannaro non dovrebbe essere riscoperto da una folta pelliccia…?”
Scherza Rukawa al mio gesto di sfregamento delle mani,
“Mica sono come te, che sei un iceberg vivente”.
Lui sorride impercettibilmente.
Mi piace questa lieve tensione tra noi due…
…..
Un albero, un’ ombra, la tua Kaede.
Mi schiacci contro l’albero.
Mio Dio come sei imprevedibile!
Che cosa devo aspettarmi da tutte questo.


Un bacio, ovvio, che altro…
Il mio primo bacio, resto immobile ed eccitato sotto il tuo sguardo, credo di essere eccessivamente in imbarazzo, così, quando il semplice contatto delle nostre labbra non ti basta più, ed avverto la tua lingua, con un singulto disperato mi aggrappo alla tua giacca e tremo intensamente, vorrei impedirmelo, ma non sono più collegato al mio cervello.
La tua lingua continua a tormentarmi, ed io ho voglia di te stesso, con tutto me stesso.
Incerto incomincio a ricambiare il bacio.
Quando ci stacchiamo, siamo a corto di fiato, mi accorgo che un tuo braccio mi sorregge, e mi accorgo con sgomento che se non lo facesse sarei caduto per terra.
“ Fai l’amore con me….”
Cosa….?
Io?
Quando?
Rimango a fissarlo, non sapendo bene cosa rispondere…
“Qui?..”
“ Ma no do’hao, Casa mia è appena dietro l’angolo, ricordi?”
Cosa? Ricordare cosa?
“Kaede io…”
“ Non avere paura, ti prego.”
Mi tende la sua mano, ed io come rapito dal gesto non posso fare a meno di prenderla.


Entriamo in casa.
Kaede mi sbatte contro la porta che abbiamo appena chiuso.
“ Hanamichi, non è corretto che io non indossassi una costume, vedi…io il costume lo indosso eccome…Ben venuto nella tana di Dracula…”
E ridacchia…
“ Baka smettila….”
Mi piace questo Kaede scherzoso e dispettoso.
Ma avverto il mio timore acuirsi mentre mi spoglia lì, così, nell’ingresso di casa sua, ed ho più paura di me stesso che glielo lascio fare…
“ Non farmi del male”.
“No, mai,” I nostri sono bisbigli appena udibili, fuori il temporale imperversa ancora, l’alba non è lontana, ma neanche troppo vicina, “Lo so che è la tua prima volta, tranquillo mi saprò comportare.”
“Non dentro al corpo, non farmene nel cuore”
Kaede finisce di spogliarmi,
“Non potrei mai fare del male alla persona che amo…”
Ed io singhiozzo di felicità , di aspettativa di paura, di desiderio, e inizio a piangere come uno sciocco.
Kaede si spoglia a sua volta.
Siamo nudi, lui è sopra di me, ha allargato le mie gambe, le nostre mani sono intrecciate.
Io non riesco a smettere di piangere.
E le mie lacrime si moltiplicano mentre Kaede entra in me.
Avverto dolore, intenso dolore, ma non voglio che smetta.
Kaede mi stringe convulsamente come a volermi proteggere da lui stesso.
La sua penetrazione è lenta ma decisa, non appena arriva in fondo urlo di dolore con tutto il mio fiato, “AAAHH!”
So che non posso rifiutarmi a lui, non posso e neppure voglio,
Kaede non riesce a trattenersi oltre nell’immobilità che si era imposto per permettermi di abituarmi ed inizia a spingere in me, vedo che si sta trattenendo ma il dolore mi taglia ugualmente in due.
Mi perdo nell’osservare il piacere che invece prende lui da me…
Mi incanto, è stupendo, e notando la sua eccitazione comincio ad eccitarmi pure io.
Un misto di piacere e dolore che mi conduce all’orgasmo, mentre Kaede si riversa in me.
Sono pieno del suo sperma.
Quando finisce di spingere, resta per un po’ dentro di me,
Infine, quando esce, mi sento felice come non mai.
Mi stringe ancora, mi bacia ancora, e mi fa sentire importante e speciale.
Struscia la sua guancia contro la mia spalla.
Poi mi aiuta a lavarmi, mi ripulisce per bene.
Ci corichiamo nel suo grande letto all’occidentale che sono ormai le sei e trenta.
Mi addormento stretto lui.
Poco prima avverto la sua voce sussurrarmi…
“ Lupachiotto come guaivi, ho scoperto che sei tanto sensibile…”

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