Dream FanFic Italia
Benvenuto su DreamFanfic. Clicca su "connessione" per fare il login oppure "registrati" se sei un nuovo utente.
Dream FanFic Italia
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.
Ultimi argomenti
» L' amore non conosce limiti
Dalla parte del diavolo. EmptyMar Dic 16, 2014 5:08 pm Da Yoite011

» ciao
Dalla parte del diavolo. EmptyDom Dic 07, 2014 2:56 pm Da Elena-and-elena-13

» Ciao a tutti
Dalla parte del diavolo. EmptyDom Nov 11, 2012 3:55 pm Da cristalninja

» Da soli non si può
Dalla parte del diavolo. EmptyDom Nov 11, 2012 2:28 pm Da cristalninja

» Splinter cell : Conviction
Dalla parte del diavolo. EmptyVen Lug 20, 2012 9:55 am Da cristalninja

» Ciao a tutti
Dalla parte del diavolo. EmptyDom Lug 15, 2012 5:49 pm Da cristalninja

» Il signore con la balestra
Dalla parte del diavolo. EmptyDom Giu 10, 2012 4:12 pm Da Yoite011

» Share the pain 2
Dalla parte del diavolo. EmptyDom Apr 08, 2012 4:06 pm Da Yoite011

» Share the pain
Dalla parte del diavolo. EmptySab Apr 07, 2012 8:00 am Da Yoite011


Dalla parte del diavolo.

Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Dalla parte del diavolo.

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:02 pm

Attenzione, tematiche forti, linguaggio forte.
Destinata a lettori maggiorenni.

Il prologo introduce la mia nuova storia, sperando di ritrovare vecchie conoscenze Wink e di farne di nuove.



Prologo: “Ismael “.






“Molte cose in questa vita sono sbagliate.”
Lo pensi con voluta calma, cammini silenzioso, disilluso e gelido per il lungo corridoio che ti condurrà dal tuo capo.
Il signor Walker ha un incarico per te.
L’ennesimo.
Uno dei tanti.
Le pareti bianche sono eleganti con tutti quei bei quadri appesi.
Percorreresti questo corridoio ad occhi chiusi, vero Ismael?
In fin dei conti sei qui da tanto tempo, sin da quando eri un ragazzino,
con la bocca che puzzava ancora di latte, ma con le mani già sporche di sangue.
A ventinove anni suonati, ti ritrovi ad essere il miglior killer della tua organizzazione. La T.R.V.
Senza patria, senza affetti, solo con una bella pistola nera e con la tua mira.
Solo questo sei tu, una mano che tiene una pistola.
Bussi.
“Avanti.”
Entri, davanti a te, seduto dietro la sua fottuta scrivania laccata, c ‘è il tuo capo, il signor Walker.
Un bastardo paffuto ed ingordo di tutto, soldi, sesso, droga.
“ Sarò breve Ismael.”
Ti tira una scheda anagrafica.
La osservi, noti subito la foto, due occhi blu davanti a te.
Walker è ancora seduto, ma anche se fosse in piedi la tua statura lo supererebbe ugualmente di molto.
Senti che scruta i tuoi occhi verdi.
Tu scosti una ciocca dei tuoi capelli lunghissimi e lisci, sono neri come la morte che porti addosso, e ricambi il suo sguardo.
“ Nicolas Fiens.”
“ Cosa devo fare?”
Dici solo, freddamente, quasi meccanicamente, mentre il camino illumina una stanza elegante quanto meschina, la stanza dalla quale ricevi tutti i tuoi incarichi.
“ Lo voglio morto. Suo padre ha rifiutato di entrare in affari con noi, e grazie a degli abili avvocati ha evitato che rilevassimo la sua società, bè lui si tiene la società, io mi prendo la vita di suo figlio. Questo fine settimana, stando alle notizie dei miei informatori, andrà in gita in montagna con alcuni suoi amici, avrai tutto il tempo di agire senza che i suoi sappiano nulla, sono certo che lunedì avranno una bella sorpresa.” E la sua risata crudele ti giunge ai timpani delle tue orecchie che hanno due piercing ciascuna.
Osservi ancora la scheda che tieni tra le tue pallide mani.
Il ragazzo nella foto ha la carnagione ancora più chiara della tua, gli occhi blu e i capelli lunghi fino alla mandibola delicata sono biondi.
Nicolas Fiens, la sua scheda riporta ogni suo particolare.
È alto 1, 76 centimetri, di costituzione magra, non pratica nessuno sport, non segue dei corsi all’università, è finito qualche volta in riformatorio a causa di piccoli atti vandalici…
Però faccia d’angelo e temperamento da teppista…
Esci dall’ufficio di Walker che si raccomanda di spedirlo all’altro mondo.
Attraversi la città notturna.
Le luci dei lampioni , le prostitute che ti ammiccano, la gente che si droga nascosta tra le ombre; Sali le scale della piccola palazzina mal ridotta, le scale che ti conducono presto al primo piano, dove si trova la tua casa, un bilocale con pochi mobili e molte armi.
Una macchia di umidità sul muro è il massimo a cui puoi aspirare in questa vita.
Nonostante tu sia il migliore non avrai mai auto di lusso e un’enorme villa come quella di Walker, e francamente neppure ti interessa, sei un assassino, va bene così…
È già tanto che tua sia ancora vivo, e bevi un sorso di birra,prima che i ricordi prendano a tormentarti.
Poi riesamini la scheda di Nicolas Fiens…
Questo non è un incarico come gli altri, non è come ti aspettavi, stavolta devi uccidere un ragazzo di appena vent’anni…
E non è un criminale di un organizzazione rivale, è solo il figlio della persona sbagliata, a parte dei piccoli furti e a parte aver danneggiato qualche malcapitata aiuola sembra uno stronzetto a cui vanno stretti i soldi del papà nulla di più.
Tutto qui.
E ti soffermi a guardare i suoi occhi blu, e forse ti pare di annegarci dentro.
E ti addormenti alle prime luci dell’alba, sprofondando nei soliti incubi del tuo passato, stavolta però sei più agitato del solito, e dietro volti feroci e cadaveri trovi un viso sbarazzino e un sorriso scanzonato, il tutto contornato da due grandi occhi blu…
Contrai i lineamenti duri e marcati del tuo viso, il sole nasce ma i suoi raggi non raggiungono la tua anima dannata.
Ismael di nessuno, Ismael di se stesso.

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Capitolo 2

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:03 pm

“Spaccacuore”.








La villa dei Fiens è maestosa, in questa notte cupa brillano solo le false luci giallastre dei lampioni che costeggiano il vialetto pieno di piante fittizie e rare.
La villa è posta sue due piani, piano terra e primo piano.
È davvero grande.
Al piano terra stanno le stanze da giorno, sopra quelle da letto; la camera da letto del padre di Nicolas è molto distante da quella del figlio.
Stai appollaiato su un ramo di un grosso albero che dà proprio verso la finestra di Nicolas Fiens. Sei ben mimetizzato.
Domattina partirà in gita con i suoi amici, ed è lì che agirai.
Dovrà essere un lavoro pulito, nessuno dovrà sospettare di Walker, un incidente in montagna sarà l’ideale, dovrai essere molto abile, perché agli occhi della polizia dovrà sembrare un incidente, ma il signor Jack Fiens dovrà poter intuire il collegamento a Walker, così non potrà incriminarlo ma potrà struggersi.
È spietato, un giochino spietato e per un attimo pensi a come possa essere per un padre sapere chi ha ucciso suo figlio ma non avere le prove per dimostrarlo.
Nicolas non è ancora rientrato, e la tua mente frulla su quale trappola potresti tendergli.
È un lavoro come un altro Ismael, nessuna esitazione….
Nessuna…
Il freddo della sera è già abbastanza pungente, in montagna ci sarà indubbiamente la neve, assideramento….
E magari potresti lasciare accanto al corpo un bel souvenir, magari una lettera in metallo una –W-…di Walker ….potresti metterla nel suo portachiavi, sarebbe ottimo, il padre riconoscerebbe l’oggetto estraneo, ma sarà privo di impronte digitali e di collegamenti ufficiali, macabro, pulito, di classe, forse anche divertente…
Il rumore di un motorino attira subito la tua attenzione, guardi in basso e da lì vedi scendere due ragazzi, nessuno dei due indossa il casco, il ragazzo più alto con i capelli castani non è la tua vittima, il ragazzo che lo segue fumando una sigaretta è Nicolas Fiens.
Li vedi scherzare e spintonarsi, poi entrare in casa.
Il signor Jack Fiens non è in casa.
Non ci impiegano molto a giungere al piano superiore, la porta si apre con un specie di tonfo, ed il ragazzo più alto inizia a spogliare frettolosamente Nicolas, che non è partecipe ma neppure riluttante.
Hanno lasciato la luce accesa e la finestra spalancata.
“ Piccolo figlio di papà dissoluto…”
Pensi tra te e te, mentre il ragazzo più alto gli abbassa i pantaloni, da qui non puoi scorgere i suoi occhi blu, ma riesci a percepire i contorni del suo fisico.
Il tuo sguardo verde come il mare in tempesta in un tramonto non troppo fortunato, è gelido ed impassibile, una scopata non turba affatto i tuoi sensi, sei capace di controllarti, eccitarti quando devi, mantenere il controllo quando devi…semplice, sei abituato, è il tuo mestiere.
Sono entrambi nudi, il sesso del più alto affonda prepotente dentro al corpo di Nicolas Fiens, lo vedi irrigidirsi, lì, con la bocca spalancata in un grido muto, in piedi, aggrappato alla tenda della finestra, così… ad un passo da te….
Non urla, ha lo sguardo fiero, ma a giudicare dai suoi lineamenti contratti ha provato molto dolore.
“ Ti piace farti sbattere senza riguardi…” Pensi.
“ Puttana!” Gli dice il ragazzo più alto che già spinge con violenza dentro al corpo del giovane Fiens.
Lo tiene saldamente per i fianchi flessuosi, e li usa per darsi la spinta per prenderlo e sfilarsi, e nuovamente prenderlo e sfilarsi.
Le mani di Nicolas si aggrappano convulse alla tenda azzurra.
Non sta godendo.
Dal punto in cui ti trovi non puoi di certo notarli ma sai per certo che la sua pelle avrà dei profondi segni addosso che saranno già visibili considerando il candore di quella carne.
Il rapporto sessuale finisce in pochi minuti, vedi il ragazzo più alto uscire dal corpo che ha preso senza gentilezza, lo vedi ridacchiare, non si cura del fatto che Nicolas non sia venuto a sua volta, raccoglie i suoi vestiti e dà una pacca sulle spalle a colui che dovrai uccidere, e va via, noti che esce dal vialetto principale senza curarsi di nessuno, infine esce dall’enorme cancello e va via a piedi, di certo non puoi notare la sua espressione, ti dà le spalle, ma sei certo del ghigno che gli si starò stampando in viso.
Riporti la tua attenzione verso il giovane Fiens, che è rimasto nudo, sta fumando una sigaretta, e la sua espressione è vitrea, poi lo vedi aprire la finestra e di riflesso ti nascondi meglio fra i rami dell’albero ad un soffio da lui, getta il mozzicone e richiude la finestra, per un po’ sparisce dalla tua visuale, quando rientra capisci immediatamente che è andato a farsi una doccia, lo vedi andare verso il suo letto, ma non spegne le luci, non appena il suo viso tocca il cuscino osservi il suo petto alzarsi ed abbassarsi velocemente e le sue spalle scuotersi in uno strano brivido, che sia di freddo?
È ancora nudo…
Un forte singhiozzo attira la tua percezione del suono, sta piangendo.
Si, piange.
Continui a fissarlo, infine noti che si addormenta tra le lenzuola pregiate e disordinate.
Sospinto da una forza inspiegabile, ti decidi ad entrare in camera sua.
Fai scattare piano la serratura della finestra, i tuoi piedi con addosso gli anfibi neri non fanno il minimo rumore, sei preciso e silenzioso.
Entri dalla finestra come un Dio della morte dannato e meschino, ma tu non puoi saperlo, non hai mai conosciuto amore né pietà, alla fine potresti benissimo non essere colpevole, affatto.
Ti avvicini alla figura nuda, che giace addormentata, il suo sonno non è tranquillo, come un animale lo percepisci dal respiro che si infrange tremulo contro il nulla.
Lo osservi con cura, inclinando la testa prima da un lato, poi dall’altro, non ti eri sbagliato, la sua pelle chiara è solcata da innumerevoli lividi e segni rossastri.
E la tua anima non può non chiedersi perché un riccastro stronzo dei quartieri alti pianga dopo esservi volontariamente fatto sbattere senza ritegno.
Il tuo sguardo verde cupo indugia sulla sua figura tra le coperte color crema, sembrano di seta.
Il profumo di cannella e vaniglia si espande dentro il tuo cervello.
L’aroma della sigaretta lo copre a tratti.
Noti il pacchetto abbandonato sul comodino proprio di fianco al letto, una sigaretta fuoriesce di poco, invitante, allunghi le dita foderate dal guanto nero di pelle e la prendi, sempre senza fare il minimo rumore.
Esci per come sei entrato, muto come la morte, determinato come il fato.
Domattina lo seguirai in montagna e lì si compirà il suo destino, che porta occhi verdi e fuma una delle sue sigarette.
Ti incammini verso casa tua, hai giusto il tempo per prendere un po’ di cose, e poi tornerai qui, in attesa della partenza mattutina.
Accendi la sigaretta, aspiri, ha un sapore leggermente diverso da quelle che fumi di solito, più dolce, delicato, ma allo stesso tempo senti sulla punta della lingua una sorta di gusto speziato e più deciso.
Le trovi appropriate per un tipo come lui, eppure nonostante i soldi che possiede il suo papino, sono delle sigarette non troppo costose.
Sali le scale della tua lurida palazzina, è strano Ismael, ogni volta che le percorri ti sembra di guardarti ad uno specchio immaginario che distorce le immagini, tu sali, sali, e lo specchio invece riflette che scendi, scendi, sempre più in basso, verso le fiamme.



Al mattino sei già davanti la villa dei Fines, occhiali da sole grandi e scuri, i tuoi lunghissimi capelli dentro un anonimo casco verde, una banale tutta da motociclista verde e gialla e naturalmente una grande moto da corsa, bianca e gialla con tanto di catene da neve, alla quale fingerai di cambiare una ruota, poi, con essa, seguirai il gruppo non appena i ragazzi si sposteranno.
Rimani inginocchiato tra le gomme della grande moto, presti attenzione a tutto ciò che ti circonda, un’anziana che getta la spazzatura, una giovane madre tiene in braccio il figlio di pochi mesi che piange, poi un rumore di passi, senza voltarti senti che sono tre modi di camminare differenti, sbirci dal riflesso della portiera di un’ auto blu parcheggiata accanto a te e alla tua moto.
Si, sono tre, nessuno di loro rappresenterà un problema, giovani, ricchi, stupidi, magrolini.
Uno è alto, magro, carnagione ambrata, indossa un berretto verde, un altro è bassino e i suoi jeans firmati strusciano il marciapiede tanto sono a vita bassa.
Il terzo del gruppetto suona il citofono.
“ Siamo qui Niki, scendi.”
Il ragazzo che ha citofonato ha il pizzetto e le braccia magre e lunghe.
Noti che neppure di mattina presto il signor Fiens è in casa, probabilmente avrà trascorso la notte fuori e non rientrerà troppo presto.
Nicolas raggiunge i suoi amici poco dopo, il ragazzo di ieri notte non è fra loro.
Noti il giovane Fiens salire su una gip e fare cenno al gruppo di seguirlo, pochi attimi dopo gli sei già dietro.
Nessuno di loro ha notato la tua presenza, né prima né adesso, sono troppo impegnati a divertirsi e sparare cazzate.
Nicolas mantiene una guida sicura anche se a volte preme troppo l’acceleratore, ma questo per te non è di certo un problema.



Giungete a destinazione circa due ore dopo.
Loro si sistemano in una costosa baita, probabilmente di proprietà della famiglia Fiens.
Osservi bene il posto, memorizzi ogni più piccolo dettaglio, ti tornerà utile, infine ti rechi placido verso un albergo di modeste dimensioni segnalato sulla cartina che hai portato con te.
Senti i ragazzi ridacchiare a voce alta, sono solo un gruppetto di ricchi annoiati…
Se avessi un minimo di interesse per la neve sono certo che ti piacerebbe Ismael, invece il tuo interesse è volto interamente verso il tuo prossimo lavoro, che forse, dimentichi che ha gli occhi blu che piangono…forse lo dimentichi, o forse no.



“Hey Niki, dove mettiamo i bagagli?”
“ Dove vuoi Phil, ci sono tante stanze.”
“ Accidenti che succhiotto vistoso! Non dirmi che è stato Daniel?” Istintivamente copri con la mano il succhiotto che sai di avere sulla nuca dalla vista indiscreta di Phillip.
“ E tu, che ci fai con un ridicolo pizzetto in quella faccia da baccalà?!”
“ Me se sono bellissimo, farò colpo con le ragazze! E comunque non cambiare argomento, ti conosco sin dai tempi del liceo e ti ho visto fare tante cazzate, ma andare ripetutamente a letto con un tipo come Daniel Kasle è assurdo, è un idiota fumato, insomma quello ha le cellule del cervello bruciate, lo sanno tutti.”
“ Fatti gli affari tuoi!”
“ Non ti scaldare Niki, io lo dico per te…”
Gli occhi di Phil sono sinceri, ti dispiaci per la rispostaccia che gli hai tirato e gli fai l’occhiolino: “ è solo sesso, non preoccuparti.”
Poi prendi il tuo zaino e ti rechi al piano superiore di questa grande baita, di proprietà della famiglia della tua mamma.
Scegli sempre la solita camera, quella dove dormiva lei da bambina.
È una camera accogliente, non molto grande, ti piace venire qui tutti gli anni, staccare un po’ la spina da tutto quello schifo.
Staccare da te stesso.
Già, fare sesso con un tipo come Daniel… alla fine, dopo, ti senti sempre un po’ più solo di prima, ed anche se hai degli amici la solitudine e l’inquietudine non ti abbandonano mai.
Ti getti sul letto di tua madre…
“ Lei si che mi avrebbe creduto…”
Lo pensi con intensa amarezza.
Per un attimo sprofondi dentro i tuoi ricordi, stare su questo letto ti allevia la sofferenza però, e presto scuoti la testa bionda, e ti decidere a levarti la giacca rossa che ancora indossi, c’è da accendere il camino, c’è da fare la cioccolata calda con gli amici, a volte c’è proprio bisogno di non pensare.
Forse il corpo prepotente di Daniel a volte ti aiuta a dimenticare, cerchi di concentrati sul dolore fisco, quello sai meglio come gestirlo, ma il dolore che provi dentro…quel genere di dolore è difficile da gestire.
Daniel non è bravo a fare sesso, tuttavia in questo momento è tutto ciò che ti serve.
Squallido…
Ma almeno ti offusca le idee…
Apri l’armadio per riporre la giacca, lì tua nonna ha voluto lasciare tutti i vestiti di tua madre.
Nonostante sia passata un’ eternità l’odore di tua madre ti investe in pieno.
E nella mente risenti la voce di tua nonna, l’ultima volta che l’hai vista:“ La nonna non può camminare, ma tu Niki, vieni a trovarmi mi raccomando.”
Non sei mai andato. Dopo quel maledetto giorno ti sei rifiutato di incontrala.
Dopo quella volta non l’hai più vista, sai che è ancora viva, ma non sai come affrontarla.
Cosa le dovresti dire? Come le spiegheresti cosa sei diventato e perché…
Sei solo uno sciocco ragazzino viziato.
Sai dove abita, potresti andare da lei, lei potrebbe aiutarti quando il dolore monta e la ferita brucia.
Ma qualcosa di cattivo ti trattiene.
Le voci divertite dei tuoi amici ti giungono ovattate, senti che sta per riaccadere, la testa ti gira, l’angoscia ti attanaglia.
Devi resistere.
La porta si spalanca e tu sussulti.
“ Allora? Vieni di sotto o rimani qui a fossilizzare Niki?”
“ Mh…si…si , vengo.”
“ Tutto bene? Sei più pallido del solito…”
“ Sto bene Phil.”
Esci dalla stanza di tua madre seguito da Phillip.
“ Allora sei ancora sicuro che rimorchierai grazie a quello stupido pizzetto?”
“ Ovviamente! Vedrai , farò scintille.”
“ Domani mattina andiamo a sciare, ti va?”
“ Ma si certo, e sarà lì che il mio pizzetto colpirà.”
“ Oh si, sarà molto affascinante ricoperto di brina.”
“ Oh va a farti fottere Fiens…”
“ Magari…”
“ Deficiente.”
I battiti del tuo cuore sono di nuovo regolari, speri solo che questa calma apparente duri .















Mi raccomando ^^ voi invece usatelo il casco e guidate con prudenza ed inoltre non bruciate le cellule del vostro cervello.
I mie personaggi sono un po’ sopra le righe Wink
( Scusate ma mi sembrava doverosa la precisazione.)

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Capitolo 3

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:04 pm

Attenzione, contenuti drammatici, linguaggio volgare, situazioni difficili.
Non per stomaci delicati.
Buona lettura.


“La ferita.”



Sarebbe una mattina tranquilla se…
…..

Questa non te l’spettavi proprio, e purtroppo comprendi che anche un Killer professionista come te può fare alcuni errori di valutazione.
Non ti era mai capitato prima, e forse il motivo è che hai seguito più lui che i soliti dettagli.
Altrimenti non avresti commesso questo errore.
Altrimenti avresti notato che i teppistelli dei quartieri alti non avevano portato con loro le attrezzature per sciare, ed avresti intuito che le avrebbero noleggiate nel posto più vicino, ergo, il piccolo alberghetto dove alloggi tu, con tanto di dannata pista sciabile!
Ma non è un grosso problema Ismael, tu sai districarti in qualunque situazione, calma e sangue freddo, rimani al tuo tavolino, nascosto dalla gente tutta allegra, a sorseggiare il tuo caffè nero senza zucchero, e non appena sarai certo che loro non potranno notarti ti recherai in camera tua per l’intera giornata, stanotte colpirai, sù alla baita.
È deciso.
Uno dei ragazzi fa cadere una tazza probabilmente di cioccolata, scatenando l’ilarità del gruppo.
La proprietaria viene a rimproverarli per l’ennesima volta.
“ Ora basta teppistelli! È almeno la quinta volta che vi riprendo, tra schiamazzi e danni vari! Andate via!”
“ Hey grassona, siamo in vacanza.”
Dice colui che è la tua vittima.
Proprio un simpatico stronzetto!
Il ragazzo con il pizzetto provvede a calmare gli animi.
“ Suvvia, vogliamo solo noleggiare gli scii, andiamo via, eccole i soldi per la colazione.”
La signora pare rabbonirsi alla vista della copiosa mancia.
“ Bene, e non fatevi più rivedere.”
Il gruppetto si avvia all’uscita, non prima che Nicolas però faccia cadere una sedia a terra.
Lo vedi guardare con falsa innocenza la proprietaria del posto…
“ Ops…mi è scivolata la mano…” Un sorrissetto, o almeno un qualcosa di molto simile, ti si forma agli angoli della bocca, è un bastardello divertente.
La robusta signora risolleva la sedia e decide di giocare la carta del silenzio, sperando che il teppista si stanchi.
“ Andiamo Niki.”
“ Si vengo.”Ride sfrontatamente e fa per uscire e raggiungere così i suoi amici che nel frattempo sono già andati fuori.
Magnifico, non ti ha notato e adesso potrai andare in camera tua.
…..
Solo una cosa Ismael, sai, Nicolas fuori sta cercando una sigaretta, il pacchetto è vuoto…bè se solo non gliene avresti spudoratamente grattata una la sera precedente adesso non starebbe per succedere questo…
Ti alzi, nel frattempo Nicolas dice ai sui amici di andare avanti,di andare pure a sciare, che li raggiungerà dopo, che rientrerà nel locale per chiedere una sigaretta a qualcuno.
Ed infatti, muovi appena un passo e ….
E una voce giunge spavalda alle tue spalle.
“ Hey ! Che hai una sigaretta?”
Merda!
Non hai bisogno di voltarti, riconosci la voce sfrontata come quella appartenente a Nicolas Fiens.
“ No.” Tagli corto e fai per andare via.
Ma lui ti sorpassa e si para davanti a te.
I vostri occhi si specchiano…
Blu profondo e verde mare. Sai per certo che quello che provi è attrazione, ma non ti scomponi per questo, tempo fa hai ucciso uno dopo averci fatto sesso, “una cosa era il sesso, un’altra il lavoro”, ti dicesti…
Lui si avvicina un po’ di più e ti annusa…si, ti annusa…
Inarchi irritato un sopracciglio e lo fissi.
“ Fumi bugiardo! Ne hai fumata una fino a circa un’ora fa, fai lo spilorcio, non si rifiuta mai di dare un sigaretta ad un amico.”
“ Noi non siamo amici.”
“ Dammi una sigaretta.”
“ No.”
“ Non dirmi che non ne hai, non ci credo.”
Nonostante ti stia irritando oltre l’inverosimile, devi mantenere la calma, non è il caso di attirare così tanto l’attenzione.
Nel frattempo la proprietaria del luogo rivede Nicolas ed inveisce ancora contro di lui.
“ Basta! Adesso chiamo la polizia.” E fa per alzare la cornetta del telefono.
Sei veloce, blocchi con gentile fermezza la sua mano paffuta.
Le fai un piccolo falso sorriso e con voce suadente le dici.
“ Signora, il ragazzo è con me, ce ne stavamo andando, sa ha qualche problema…”
“ Si, questo lo avevo capito, la prego lo porti via.”
“ Ovviamente, madame.”
Le guance paffute si colorano di rosso porpora e la sua mano riaggancia la cornetta.
Ti volti verso Nicolas e con la mano gli fai cenno di uscire, facendogli anche notare il pacchetto di sigarette che esce dal taschino della tua giacca nera.
Fiens ti segue senza fare tante storie.
Alza il dito medio alla signora che sbuffa ma non dice nulla.
Appena fuori dal piccolo albergo gli dai la dannata sigaretta.
“ Adesso sparisci.”
“ Hey vedi di non spararle così grosse, io non ho qualche problema!”
Prendi una sigaretta anche tu, ma il tuo accendino non vuole saperne di funzionare, così ti ritrovi sotto il naso un buffo accendino rosso e nero dalla forma di diavoletto. Accetti il suo aiuto e la punta della sigaretta si tinge di rosso scintillante.
Una strana atmosfera vi circonda, il bianco della neve pare spaccare il paesaggio, la gente intorno chiacchiera ma sembrate non accorgervene, tutto sfuma, nulla esiste, solo due uomini indegni, due sigarette appena accese, ed uno stupido accendino con le corna.
Non sai neppure perché, ma rimani a fumare con lui.
“ Accidenti, fumi pesantuccio eh?”
Rimani in silenzio.
“ Sei in vacanza da solo?”
Silenzio.
“ Come ti chiami?”
Ancora silenzio.
“ Certo che sei un tipo di poche parole. Oltre ad avere un debole per le signore non più giovanissime e a fumare sigarette ad lato tasso di nicotina.”
“ Se non l’avessi fermata ti saresti messo nei guai, stava chiamando la polizia.”
“ Mh…e scommetto che la cosa avrebbe dato noia anche a te no?”
Mh…perspicace il bulletto.
Ignori il suo commento e cambi argomento.
“ E tu come ti chiami?”
“ Niki. Sai che sembri una versione scadente del film –Il corvo- Tutto vestito di nero, i tuoi capelli sono lunghissimi, però hai i buchi alle orecchie…”
Con una mano sfiora la tua nerissima chioma.
Ma poi ritrae subito la mano.
E tu ti perdi nell’osservare così da vicino il suo viso, ha dei bei lineamenti, indubbiamente, le labbra carnose, il labbro inferiore è appena più sporgente di quello superiore, gli dà un’aria molto sensuale, noti il blu dei suoi occhi scintillare malizioso ed i suoi capelli biondi e lisci vengono delicatamente sospinti dal vento.
Sembra una creatura divina che ha perso la retta via, devota solo al sesso e ai comportamenti da stronzo.
La sua pelle chiara si fonde con la neve circostante, magari seppellito sotto la neve diventerebbe neve a sua volta, ma più ci pensi più prendi atto che il suo corpo non merita di stare al freddo, bensì al caldo…
“ Hai altri piercing oltre a questi? Sai…io ne ho uno solo…all’ombellico, se mi porti dove alloggi te lo faccio vedere…”
E saresti davvero tentato di accettare, gli faresti vedere cosa si prova a fare del vero sesso, nulla di paragonabile a ciò a cui è abituato lui…nulla a che vedere col farlo con un decerebrato fumato e con l’ eiaculazione precoce già a vent’anni.
“ Non ho tempo da perdere.” Dici solo. Risoluto.
Noti i suoi occhi farsi delusi, spegnersi un po’, immaginavi che ti avrebbe tirato qualche rispostina delle sue invece è solo molto deluso.
“ Già…” Tira l’ultima boccata e getta la sigaretta morta sulla neve.
Tu non ti sei neppure accorto di star fumando il filtro…
“ Non mi dici neppure come ti chiami suppongo?”
Rimani in silenzio.
Potresti dirgli una bugia, ma non ne hai voglia.
“ OK, d’accordo signor corvo, grazie per la sigaretta, raggiungo i mie amici. Ti saluto.”
Lo guardi andare via quasi annoiato, come se un grosso senso di inquietudine gli carichi le spalle.
Getti il mozzicone di sigaretta per terra. E continui a guardarlo andare via.
Quando uno strano luccichio attira la tua attenzione.
Con un balzo salti su Nicolas, lo getti per terra, un braccio copre la tua testa, l’altro, quello sinistro, la testa di Fiens.
“ Ma sei mat…!”
Nicolas non fa in tempo a protestare, una raffica di proiettili investe la neve, crudele come uno schiaffo.
“ Sta giù.”Gli intimi.
La gente attorno cade sulla neve.
L’odore della polvere da sparo e del sangue stonano con quello puro della neve.
Prendi il corpo di un uomo sui sessant’anni, i cui occhi sono già fissi e privi di linfa vitale, e lo usi come scudo, ti rialzi prendendo Nicolas per un braccio.
“ Seguimi!”
Nicolas fa cenno di sì con la testa, troppo scosso per parlare.
Poco più in là nota i corpi dei suoi amici, probabilmente tornati per riprenderlo poiché tardava.
Sono riversi in una grande pozza di sangue scuro.
“ Cazzo! Phillip, Harry..Paul!”
Nicolas fa per sfuggirti, vuole recarsi dai suoi amici. Tu lo strattoni verso di te: “ Non c’è nulla da fare per loro, resta con me e non fare cazzate!”
Lo trascini miracolosamente via. “ Ora reggi il cadavere”. Nicolas ti guarda sconvolto ma ubbidisce, regge l’uomo morto, con un braccio tieni Nicolas per la maglia indicandogli dove spostarsi, con l’altro braccio e l’altra mano, la destra, estrai la tua pistola e fai fuori sei uomini.
Rientri nell’albergo, tutte le persone sono nascoste sotto i tavoli.
Ancora colpi d’arma da fuoco…
Trovi rapido l’uscita secondaria.
La fortuna è dalla vostra, una moto da neve blu, probabilmente di proprietà dei direttori dell’albergo fa bella mostra di sé.
La fuga è rocambolesca!
Sali sul mezzo, Nicolas monta dietro di te.
“ Reggiti!” E parti veloce verso il nulla, certo conosci la cartina ma approssimativamente.
Corri veloce e basta, l’importante è solo correre!





Colui che ti ha salvato la vita ha dei buoni riflessi.
Giuda bene, come se fosse nato con una moto da corsa tra le mani.
È sicuro di sé.
L’unico problema che trovi in tutto questo, oltre la morte dei tuoi amici, è…
Dove cazzo state andando?
Improvvisamente la moto svolta sulla destra, ci stanno dei piccoli alberelli rinsecchiti dal freddo con i rami spezzati, la neve è alta, ed infondo, davanti ai tuoi occhi, vi è una piccola casetta in legno ben mimetizzata, il tetto è già tutto bianco, interamente ricoperto di neve, e degli alberi sono posti nelle vicinanze dell ‘ingresso.
“Ottimo” pensi, e deve pensarlo anche il tuo presunto salvatore.
Infatti vi fermate proprio lì davanti.
Nasconde la moto, e si infila in casa.
Lo segui, tremando un po’.
Accedenti se sei scosso!
La cassetta che avete trovato come rifugio momentaneo è spoglia, vi è solo un letto malridotto, una finestra che il tizio che ti ha saltavo la vita si premura di chiudere immediatamente con dei pezzi di legno, poi ci sono due sedie ed un tavolo, che viene posto dal ragazzo con i capelli neri come rinforzo alla porta.
“ Co..conoscevi quelli che hanno..fa..fatto…tu..tutto questo…?” dato la situazione ti pare una domanda doverosa.
Comunque stenti a riconoscere la tua voce, trema e balbetti.
Lui ti regala un’occhiata gelida e placidamente ti parla.
“ Si. Fanno parte della mia organizzazione.”
“ Cazzo!” Lo guardi con timore ed istintivamente indietreggi, ma piano si allarga in te la consapevolezza che se avesse voluto ucciderti l’avrebbe di certo già fatto.
“ Infatti, hai ben dedotto!”
Sussulti, ha intuito il tuo pensiero.
“ …Spiegami tutto…”
Il suo sguardo si incupisce.
“ Non ha senso mentirti ormai, stupido teppista perspicace.
Ero qui per ucciderti, era un incarico per la mia organizzazione, o meglio …la mia ex…organizzazione a giudicare dalla valanga di pallottole che mi hanno vomitato contro.
Si, avrei dovuto ucciderti e farlo passare per un incidente, ma il mio capo deve aver ritenuto che me la stessi prendendo come dire…un po’ troppo comoda, in effetti avrei benissimo potuto farlo ieri sera o stanotte.
Sono stato uno stupido, ho abusato della pazienza del mio capo.
Ho esitato.
Lui ha mandato qui i suoi uomini di mattina, non avendo ancora ricevuto mie notizie, ha fatto sì che sembrasse un ‘attentato terroristico per uscirne pulito, ecco perché così tanti uomini, ma non è solo per questo, sapeva che per fermarmi un solo uomo non sarebbe bastato, ormai, per loro, io gliela devo pagare… ma ha coinvolto un bel po’ di gente…”
“ Merda! Per colpa tua i miei amici sono morti. Stronzo figlio di puttana!”
E non ti passa per l’anticamera del cervello di ringraziarlo per averti risparmiato e poi salvato, lui sembra comunque indifferente a questo dettaglio.
“ Perché mi dovevi uccidere?”
“ Un conto in sospeso con tua padre.”
Scoppi a ridere, davvero, di gusto, di gusto amaro.
“ A mio padre di me non importa nulla.”
Vi fissate per un attimo, ma il killer non ti chiede nulla, non che ti aspettassi il contrario hai capito che non è il tipo per queste cose.
“ Ora che facciamo?”
Chiedi ovviamente.
“ Aspettiamo.”
“ Non farmi saltare i nervi, parla chiaro! Che aspettiamo?”
“ Sei perspicace per rompere, ma ottuso quando servirebbe…Ne ho fatti fuori sei, ma i colpi d’arma da fuoco non si sono arrestati, a considerare dai bozzoli per terra, ci sono altri tre uomini, sono ancora in inferiorità numerica, con un peso morto dietro ed ho finito le munizioni.”
“ Cavoli! Quindi?” E lasci perderete volutamente il fatto che ti abbia dato del - peso morto-
“ Quindi, aspettiamo che ci trovino, gli terrò un imboscata e li ucciderò a mani nude, poi ce ne andremo, comunque rilassati per ora, a giudicare dal cielo e dall’odore del vento di pochi attimi fa è in arrivo una bufera, non potranno venire prima di qualche giorno.”
Ti viene un po’ da piangere pensando ai tuoi amici, soprattutto a Phillip.
Ma ti trattieni, lui è tutto d’un pezzo non vuoi fare una figuraccia.
Cerchi di tralasciare il fatto che è successo nuovamente, la tua presenza ha portato via una vita, anzi, stavolta tante…e sospiri angosciato.
La ferita interna al tuo cuore si allarga e brucia, ma non puoi avere una crisi davanti a lui.
Ti siedi per terra e sospiri ancora.
“ Non mi hai più detto come ti chiami…”
“ Ismael.”
“ è un nome che non si sente spesso, da dove vieni?”
“ Non lo so.”
“ Oh bene, grandioso. E…perché non mi hai ucciso….?”
“ Ho solo pensato che molte…troppe cose in questa vita sono sbagliate.”
La sua frase ti buca il cuore, accidenti, la pensi proprio come lui, con la differenza che tu ti ritieni una di quelle, ma Ismael invece , a quanto pare no…



Il buio ricopre l’orrore della neve macchiata di sangue, versato da uomini senza scrupoli.
La notte, l’oscurità.
Povera neve immacolata.












Come vi pare questo Killer XD un po’ distratto dagli occhi blu di un bulletto che ha paura di dormire al buio? XD
Mi scuso se le scene sono apparse un po’ cruente, spero di non essere stata esagerata.


Ho disturbato Brandon Lee ( Il grande a mio parere) nel suo bel film il corvo. Perdono ^^

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Capitolo 4

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:04 pm

“Sesso senza impegno.”




La tristezza domina il tuo animo.
I tuoi amici sono morti.
Stai rischiando la vita, sei in compagni di un perfetto sconosciuto che di certo non conosce il significato della parola- conversazione-
Inoltre il freddo pungente fa tremare incontrollatamente il tuo corpo, mentre Ismael sembra sopportarlo meglio. Tu sei da un lato della piccola casetta, Ismael si trova diametricamente nel punto opposto, siete entrambi seduti per terra.
“ Forse vieni dalla Russia…”
“ Cosa?”
“ Si, sopporti bene il gelo, sei alto, hai la pelle chiara, insomma forse sei russo.”
Una folata di vento più forte delle altre ti fa intuire che la bufera è appena cominciata.
Sei piuttosto teso, comprensibile, sei scosso per via degli ultimi accadimenti.
Osservi di sottecchi Ismael che sta fermo, immobile, con lo sguardo lontano.
Ha degli occhi davvero bellissimi.
Verdi, dalla forma allungata, sembrano quelli di un gatto randagio.
Sei affascinato anche dalla sua chioma corvina.
Ciò che riscontra maggiormente la tua attenzione sono le ampie spalle ed il torace robusto.
Il suo viso è concentrato e i suoi lineamenti ti ricordano un quadro russo dai contorni indefiniti.
Ci vuoi fare del sesso.
Il fatto che sia uno sconosciuto non ti turba affatto.
Il fatto che sia un assassino ti turba ancora meno, sei incuriosito da come possa essere fare sesso con lui.
“ Che facciamo nel mentre che aspettiamo?”
“ Aspettiamo in silenzio.”
“ A cosa stai pensando?” Gli chiedi come se non avessi compreso il reale significato di ciò che ti ha appena detto.
“ A come farli fuori.”
“ E come farai?”
“ Stai in silenzio.” Ti risponde infastidito.
“ Ma perché ti do fastidio? Sto solo parlando.”
“ Sei petulante.”
“ Non è vero.
Sei proprio un tipo strano, prima mi risparmi, poi mi salvi la vita, però non vuoi che parli. Non hai voluto fare sesso con me in albergo, allora non ti piaccio, quindi?”
“ Quindi cosa?”
“ Perché non mi hai ucciso?”
“ Ti ho già risposto.”
“ …..Facciamo sesso?”
Finalmente si volta a guardarti.
Il suo sguardo è indecifrabile…
“ Vuoi che ti tratti come il tuo amichetto?”
“ Che? Quale amichetto?”
“ Quello che non si premura neppure di vedere se sei venuto.”
E per la prima volta in vita tua arrossisci.
“ Mi…mi hai spiato? Quando?”
“ L’altro ieri.”
Sei davvero spiazzato…Quindi lui ti ha visto l’altra sera mentre…
La cosa ti imbarazza parecchio, e ti senti sminuito davanti a lui, davanti al suo sguardo freddo.
Già ti aveva dato noia il fatto che avesse rifiutato il tuo invito poche ore prima all’albergo, adesso vieni a sapere che ti ha visto ridotto in quello stato pietoso, ti senti veramente una nullità.
Di certo però, non gliela darai mica vinta tanto facilmente.
“ Bè non sono affari tuoi, allora vuoi scopare adesso, si o no? Sarà sesso senza impegno, non ti chiedo mica di telefonarmi il giorno dopo o di andare in giro mano nella mano.”
Lo vedi alzare l’angolo della bocca e sbuffare divertito.
La cosa ti irrita.
“ Che hai da ridere? Non ti piaccio per niente? Neanche un po’?”
“ Di un po’, una dignità non l’hai?”
Ed è peggio di uno schiaffo in pieno viso.
Fai finta di non aver accusato il colpo.
“ Tu vai solo con le donne?”
“ Non sono un tipo da limitare le mie scelte.”
“ Bene allora che cosa c’è che non va?”
“ Ti senti irresistibile?”
Titubi ma non rinunci alla tua sfrontatezza.
“ Si, e sono certo che prima di me non hai provato nulla di meglio.”
Stavolta Ismael ride di gusto.
“ Per favore ragazzino…fammi il piacere, stai buono e zitto adesso.”
E che cavolo non può mica rifiutarti in questo modo.
“ Bene Starò zitto! Non ti rivolgerà più la parola! Sai che me ne faccio della tua compagnia io!” Ti imbronci e lo sguardo di Ismael brilla divertito.
La cosa ti manda su tutte le furie, ti alzi e fai per balzargli addosso, magari con qualche pugno gli farai sparire quel dannato sorrisetto dal viso.
Ma la tua impulsività ti ha fatto momentaneamente scordate che lui è un killer professionista…ed infatti ti ritrovi sotto di lui, i tuoi polsi sono tenuti in una presa ferrea, tanto che senti le ossa scricchiolare, e le tue gambe sono bloccate in una morsa da combattimento che non sapresti dire a che disciplina appartiene.
Non sei particolarmente intimorito però…
“ Wow…che disciplina è?”
“ Adesso basta! Non mi provocare oltre.”
Ma tu gli sorridi malizioso e strusci il tuo bacino contro il suo, ti stai eccitando…
“ Sei un bastardello testardo Nicolas…”
“ E tu uno stronzo.”
Continui a strusciarti lento verso il suo bacino.
La tua erezione è già dura, e non tarda di certo ad arrivare anche il turgore di quella di Ismael…
Sospiri soddisfatto sentendola premere contro la tua coscia.
“ Rilassati Ismael, è sesso senza impegno…”
“ E come lo sai che è senza impegno?”
La sua domanda ti spiazza, lo guardi confuso dritto nei suoi occhi…non sai cosa rispondere, e poi dici la cosa più ovvia e più sciocca che ti viene in mente…
“ Perché non ci baciamo.”
“ Tutto qui?”
“ S..si…”
Ismael scuote la testa, poi l’affonda nell’incavo del tuo collo odorandoti, e tu vai in tilt, forse non è stata una buona idea chiedergli di fare del sesso senza coinvolgimento, perché tu sei già dannatamente coinvolto.
Le sue mani grandi sono rapide e decise, tremi ancora più intensamente, e non sai distinguere più se tremi per il freddo del pavimento legnoso dietro la tua schiena, o per l’emozione che ti pervade facendoti sentire troppo bene, come da tempo non ti sentivi più, e la cosa ti spaventa.
“ Tremi, ti lascio i vestiti addosso, d’accordo?”
Non hai la forza per parlare quindi accenni un sì con la testa bionda.
Ismael sbottona i suoi jeans blu scuro, poi fa lo stesso con i tuoi neri.
Abbassa i pantaloni di entrambi per quanto necessario e le tue cosce nervose scattano verso il suo bacino, le intrecci immediatamente dietro la sua schiena inarcandoti verso il calore emanato dal suo corpo chiaro, quasi come il tuo.
Istintivamente anche le tue braccia fanno circa la stessa fine delle gambe, le allacci forte alle sue spalle e lo stringi a te convulsamente.
Fin dove lo abbracci così solo per l’intenso freddo ti sfugge…
“ Mh…” gemi….
“ Hai troppo freddo?…”
“ No, fammelo…presto…”
“ Ma come siamo impazienti e viziati, adesso sta fermo, da qui in poi comando io.”
Rimani fermo perché davvero ti senti come se fosse la tua prima volta.
Sei teso, dannazione!
E non ti spieghi come mai, ma se continuerai a stare teso finirai con il provare solo dolore.
Devi rilassarti…
“ Rilassati, sei troppo teso…”
Ecco dannazione! Se ne è accorto!
La sua voce è bassa e roca, la tua schiena sente un brivido e i tuoi lombi fanno una specie di capriola che non avevi mai provato prima, cosa sarà Niki?
Le sue mani accarezzano le tue gambe, le tue cosce e la pelle morbida dell’inguine, si intrufolano sotto il pesante maglione color panna e stuzzicano i tuoi capezzoli eretti.
“ Nh…mh…mh…Ismael…”
“ Si, dillo ancora..”
“ Co…cosa…?”
“ Il mio nome, fammi sentire quanto mi vuoi…”
“ Ismael…Ismael….”


Vi guardate intensamente negli occhi, il killer sguscia un attimo lontano dal tuo volto, ed abbassa il suo sul tuo ombellico.
Il tuo gemito di protesta viene presto sostituito da uno di godimento non appena la sua lingua inizia a giocare con la pallina verde del piercing che fa bella mostra di sé sul tuo ombellico.
La sua lingua affonda dentro la piccola cavità del tuo ombellico, e tu improvvisamente non senti più freddo ma provi un calore immenso che ti stordisce i sensi, mai, mai ti eri sentito così.
La sua lingua percorre una strana scia immaginaria, e veloce lecca rapida il tuo sesso.
Cacci un urlo di sorpresa e piacere…
E le tue mani strattonano involontariamente i suoi lunghi capelli neri.
Lui risale sensualmente il tuo corpo, ma non ti fa ancora suo.
Prende le vostre erezioni e le strofina.
Le tue mani si poggiano nuovamente sulle sue spalle, gemi, lo strattoni, lo implori.
Piano un dito viola il tuo corpo.
“ Ci …ci..sono…abituato, puoi entrare subito…”
Ismael solleva la testa di scatto e ti guarda un po’ arrabbiato, non sai se per il fatto che tu lo abbia interrotto, o se per un attimo abbia provato una sorta di gelosia, ma scarti subito la seconda ipotesi, insomma siete due estranei, va bene il colpo di fulmine, ma non siete i tipi da lasciarsi andare a simili cretinate…
Giusto?
….
Ismael riprende il suo lavoro sapiente fatto di dita e saliva aggiungendo un secondo dito, e tu davvero non resisti più, non vorresti cedere ma, non appena aggiunge un terzo dito è la tua fine, vieni sulla sua pancia piatta e bianca, dagli addominali scolpiti…Sei mortificato e speri solo che adesso non scoppi a ridere, sennò ti sotterri sotto la neve…
Lo guardi con i tuoi occhi azzurri che sembrano quelli di un cucciolo d’orso, e ti senti così sciocco e fragile, e quasi ti odi…
“ Nicolas…”
Le dita escono dal tuo corpo, e senti la punta della su erezione fermarsi contro la tua apertura preparata, ma di nuovo, l’ansia torna più prepotente di prima.
E dannazione!
Non appena Ismael prova ad entrare si accorge che ti sei nuovamente irrigidito.
Si ferma e torna a guardati, tu volti il viso, non vuoi essere visto mentre ti senti fragile e preda di assurdi timori…
“ Apriti Nicolas…”
La sua voce ti riscuote, ma chi si crede di essere?
“ Mica sono una verginella, che ti importa? Entra no?”
Il suo sguardo è di nuovo arrabbiato, stavolta è lui che distoglie gli occhi, ed inizia a spingere con calma e costanza.
La fitta di dolore ti brucia fortemente, ed è appena la punta.
“ Non …ahi! Ahia! Non capisco perché sono così teso, non mi era mai successo fin ora…”
Ismael rimane immobile, sospira, ma non accenna a continuare a penetrarti.
“ Forse è…. perché sei tu, sei tu che sei diverso, e mi fai sentire di…verso. Ecco si, la colpa è tua ah…ahi…mi metti sotto pressione…” Lui non dice nulla e ti fa una carezza.


La sua carezza è delicata tra i tuoi capelli biondi e lisci, poi la carezza diventa continua, e si raddoppia, si triplica, tante, tante carezze tra i capelli.
Fili biondi scorrono tra le dita lunghe di Ismael…e quasi ti ipnotizzano, questo sì che non te lo aveva fatto mai nessuno…Ti rilassa.
I tuoi muscoli si rilassano con te, ed Ismael penetra del tutto in te.
Ti irrigidisci ancora per un attimo, ma improvvisamente una sonora frustata di puro piacere ti colpisce in pieno.
Ismael non ha fretta, fa sesso con te quasi come se dopo non ci fosse un domani, godi e lo vedi godere, ti senti leggero, eccitato, è piacevole lasciarsi al suo atto di possesso.
Gemi senza vergogna e adesso non provi più quella tensione che ti faceva sentire inadeguato per lui…
Il suo corpo spinge con forza e fermezza in te, ma non affretta mai i tempi.
Piano ti porta ad un secondo potente orgasmo, poco dopo lui ti segue, senti il caldo flusso del suo sperma riempirti.
E ti senti così emozionato che una lacrima sfugge al tuo controllo, la lingua di Ismael la lambisce delicatamente, e forse, a causa delle tumultuose esperienze di questo giorno, perdi i sensi.
…..





Noti che Nicolas ha perso i sensi, nonostante abbia fatto lo spavaldo a lungo, alla fine i suoi nervi hanno ceduto.
Lo liberi della tua presenza, ma continui a stringerlo a te per riscaldarlo.
Non vuoi certo che muoia assiderato!
Ovvero, l’idea iniziale era quella, ma dopo tutto il casino che è successo, adesso non ti pare proprio che sia il caso.
Fare sesso con lui ha stordito parecchio anche te, ma non puoi cedere alla stanchezza, hai già compiuto troppi errori! Tutti a causa sua, hai compiuto sciocchezze che neppure un pivellino avrebbe fatto.
Sospiri, e ripensi a tutta questa faccenda.
Ti dava enormemente fastidio sentire Nicolas dire che potevi farlo subito tuo, che tanto c’era abituato…







Because of you
the tears dead in my eyes
they freeze until I’m blind
the eyes a gift from you

because of you
the scratches on my face
will never be erased
by someone else’s warmth

because of you
the winter feeds my heart
while summer blows and burns
my disappearing youth









Si, ti dava fastidio, non ti menti, sei sincero con te stesso, e non ti taci neppure il motivo, ti da fastidio che sia stato probabilmente con un bel po’ di gente prima di te, ma soprattutto ti da fastidio quanto poco valore dia al sesso.
Bè… di certo tu non sei uno stinco di santo, anzi, è il contrario, ed anche tu hai sempre pensato al sesso come a qualcosa che non andasse oltre ad un istinto puramente fisico, ma con Nicolas è diverso.
Non sai ancora cosa ci sia di così diverso, ma senti che con lui è speciale, è un po’ come se guardandolo tu ritrovassi in lui una parte di te stesso.
Adesso dimmi Ismael anche il motivo per il quale ti ostinavi a non voler fare sesso con lui…
Semplice : Non volevi essere uno dei tanti, non volevi che fosse un rapporto doloroso che potesse fungere da catarsi menzognera.
Non volevi essere uno dei tanti, e chissà cosa penserebbe Nicolas, se tu adesso lo svegliassi e gli diresti, che in vita tua, non hai mai avuto di questi riguardi con nessuno.
Ma sei troppo orgoglioso per farlo.





My looooove is gone
Never feel again
because of loooooove
I feeeeel nothing

because of you
I’ll never feel again
the agony of pain
will never bruise or start





“Non capisco perché sono così teso, non mi era mai successo fin ora…”Quando hai udito queste parole hai provato una bella sensazione alla quale non sai dare un nome, hai capito che anche per lui, alla fine, era diverso…Entrare in lui è stato devastante per te.
Sesso senza impegno ha detto Nicolas, sesso senza baci…
Ma dove sta il confine non lo sai più.
Non sapete neppure di averlo appena superato.




Because of you
our passion tends to lead
with all my lovers fate
with pieces from my heart













Ok eccomi qui, scusate il ritardo ma il lavoro mi tartassa ^^

La canzone è degli Skunk Anansie – Because Of You

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Capitolo 5

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:05 pm

Spettri dal passato.





Apri gli occhi, la tua testa poggia contro il petto di Ismael, mentre la sua schiena è poggiata contro la parete in legno massiccio della casetta che vi ospita, spoglia, malridotta, stravolta come le vostre anime, i tuoi occhi si poggiano sui pantaloni, li ritrovi chiusi, Ismael deve averli riabbottonati mentre dormivi, o sarebbe meglio dire mentre eri svenuto.
Noti il profilo del killer, ha lo sguardo lontano, decidi di richiudere gli occhi e di goderti ancora questo piacevole contatto senza far parlare la razionalità, ti senti bene, al sicuro, era da tantissimo tempo che non dormivi così dannatamente bene.
Per un attimo avevi sperato che fosse stato tutto un brutto incubo, che i tuoi amici fossero vivi e vegeti, magari che stessero imbrattando i muri delle città.
Invece…
Ed è capitato a causa tua, di nuovo…
Tra le braccia di colui che sarebbe dovuto essere il tuo assassino i ricordi galoppano.
Ripensi a tua madre, alla sua malattia.
Eri così piccolo e tuo fratello lo era ancor di più.
La vedesti spegnersi giorno dopo giorno, e quando morì la tua rabbia fu tale da trasformarti in un teppistello, tuo padre stava sempre via per lavoro, il suo dolore era divenuto egoismo e spesso scordava di avere due figli.
Tuo fratello, Mirko, assomigliava davvero tanto alla mamma.
Era il preferito di papà, era colui che aveva continuato ad essere – un bravo bambino-
La tua ricerca spasmodica di attenzione ti aveva portato ad essere depresso ed infelice, ma il tutto si aggravò a causa di quel maledetto incidente.
Non avevi ancora la patente, quell’auto faceva troppa bella vista di sé…dimenticata lì, per strada, con una bella portiera aperta…
Infine scuotesti la testa e cercasti di allontanarti, ma Mirko scosse a sua volta la testa e ti disse:

“ Dai, prendiamola, guido io.”
“ Che? Sei sempre stato un angioletto e adesso fai il diavoletto Mirko?”
“ E tu? Sei si o no uno sprezzante del pericolo?”

Sul fatto che, la lontananza di papà avesse fatto arrabbiare infine anche un tipo tranquillo come tuo fratello minore, non ci sono dubbi.
In quell’istante lo guardasti intensamente e comprendesti che vi stavate spingendo troppo oltre, in tutti i sensi.
“ Adesso basta fratello, andiamo a casa.” E ti incamminasti in direzione di casa vostra.
Mirko però non ti aveva seguito.
Era salito a bordo della vettura, e come gli avevi insegnato tu, aveva collegato i fili in basso, ed aveva acceso il motore.
Non perdesti tempo e ti infilasti in macchina.
“ Ok, un giro breve.”
……
Il giro non fu affatto breve, fu lungo, molto, si fece anche buio, e nonostante avessi chiesto numerose volte di tornare indietro a Mirko, egli non volle darti retta.
Il piede di Mirko spingeva troppo sull’acceleratore, la velocità elevata ti fece venire un vuoto alla stomaco, il rumore del vento era assordante.
E poi lo schianto…
Rottami ovunque…...
…………Buio.
………

Quando riapristi gli occhi, eri stato in coma due settimane, entrambe le tue gambe erano rotte, e ti dissero che tuo fratello era morto.
Eravate usciti di strada dopo una curva ed una grande quercia vi aveva dato un bacio sinistro ed insanguinato .
La macchina era andata distrutta, nessuna prova di chi fosse al volante, ma tuo padre aveva già deciso che la colpa era stata tua.

Mirko era un bravo bambino…tu eri il teppista…

Se tua madre fosse stata in vita ti avrebbe di certo creduto.
Ma, alla fine dei conti, la colpa è anche la tua, ma ancor di più, la responsabilità più grave appartiene a quell’uomo con il tuo stesso sangue ma che è un estraneo.


Da allora la tua ansia è notevolmente peggiorata, non hai voluto rivedere la nonna.
Lei che ogni volta che vedeva Mirko diceva quanto gli ricordasse la figlia.

Le dita della tua mano destra vengono baciate una per una da Ismael, trattieni incosciamente il respiro e continui a fingere di dormire.
Le sue labbra sono piacevolmente ruvide, baciano l’intera lunghezza delle tue falangi.
I minuti passano, la bufera sospira.
Ti senti bene, il nodo alla gola si allenta, non di molto, ma si allenta.
“ Hai intenzione di fingere di dormire ancora a lungo?”
Apri di scatto i tuoi occhi blu, e ti rimetti in pedi, strattonandoti lontano da Ismael.
“ Dato che avevi capito, perché non me lo hai detto prima?”
Ismael ti risponde con una scrollata di spalle.
Ti senti imbarazzato, insomma, il killer ti ha sorpreso a farti coccolare.
E sorvolando sul fatto che il moro ti stesse coccolando pur sapendo che tu fossi sveglio, decidi di accenderti una sigaretta prendendola dal pacchetto di Ismael.
“ Piuttosto, tu non avrai chiuso occhio, perché non dormi un po’? Sto attento io qui, e comunque la bufera persiste, non penso che si facciano vedere per il momento.”


Fidarti Ismael?
Che strana nuova esperienza.
Nicolas ti guarda offeso…
Non gli hai ancora risposto.
“ Bè, vuoi affrontarli morto di sonno?”
In effetti ha ragione…ma…
“ Allora? Io mi sono fidato di te prima, ora la fai tu chiaro!”
Scoppi a ridere al suo tono perentorio.
“ E smettila di prendermi in giro…”
“ Bene, Nicolas, eccoti l’onore di condurre tu la faccenda. Mi sveglierò fra un’ora.”
“ Hai mica una sveglia?”
“ Si.”
“ Davvero? E dove?”
“ Qui.”
E con il dito indice ti tocchi la testa.
“ Ti svegli a comando? Stronzate…”
Gli dai le spalle e chiudi gli occhi.
Diversi minuti dopo la stanchezza, la fame e il freddo, prendono possesso di te..


Gli incubi tormentano la tua mente ed agitano il tuo sonno.

Una bella torta di compleanno, cinque candeline ed una melodia di cornamuse.
La tua mente non ricorda che giorno fosse, ma nevicava e faceva freddo.

“ No! Il mio bambino! Vi prego! VI PREGO!”
Le urla della donna inginocchiata ti riempiono le orecchie.
“ Smettila Kisha! Ti ho fatto portare a termine la gravidanza solo a condizione che poi lo avresti lasciato alla causa della nostra organizzazione!”
“ Ma, ma…è solo un bambino. Ti supplico Valsha!”
Le tue piccole mani sono strette a pugno, un signore molto alto ti trascina via.
I tuoi occhi verdi vedono per l’ultima volta la donna riversa sul pavimento che piange disperata tendendo una mano magra e bianca verso di te…
“ Ismael!!!NOOO!”


L’uomo che ti ha strappato a tua madre, ti insegna ogni arte del combattimento e ti insegna a sparare. Ti porta via dal tuo paese, del quale non ricordi neppure il nome.
A volte hai pensato che fosse il tuo vero padre.
La guerriglia, la morte, le tue mani sporche.
L’organizzazione. La morte di Valsha.
La T.R.V.
Sei divenuto un sicario.
E ancora cadaveri a tormentare i tuoi sogni.
Mani scheletriche che tentano di afferrarti e di portarti con loro sottoterra.
Qualcosa ti sfiora, forse la guancia, forse la testa.
Apri gli occhi di scatto. Le tue mani stanno stringendo il collo di Nicolas, lo lasci all’istante e sospiri frustrato.
“ Merda!” Tossisce Niki.
“ Volevo solo vedere che avevi da agitarti tanto.”
“ Non devi mai venirmi vicino quando dormo!”
Nicolas si rimette in piedi e ti guarda furioso.
“ E dirmelo prima no!? Te lo dico io! Tu sei più suonato di me!”
Vi guardate intensamente.
Nicolas si tocca il collo dolente e rosso.
“ Ti ho fatto male?”
“ Ovvio deficiente!”
“Non pensavo ti saresti avvicinato.”
“ Ma che diavolo di giustificazione è? Mi stavi strangolando! Sei messo peggio di me Ismael!”
“ Passami l’accendino.”
Nicolas ti guarda sbigottito, poi ti lancia l’accendino, sempre quello a forma di diavoletto.
“ Già, tu non hai problemi a fumare dopo aver fatto fuori al gente suppongo…”
“ Mi pare di non averti fatto fuori, sei ancora qui a rompere le palle…”
“ Sé…”
L’atmosfera che si è ricreata tra di voi è qualcosa di inspiegabile, lo senti dannatamente vicino questo Nicolas Fiens, con lui tra i piedi, senti che non tutta la tua vita è stata uno sbaglio di pallottole e imbrogli.
Cavoli! Certo che per poco non lo stavi facendo fuori sul serio….
È che non sei abituato ad avere qualcuno vicino mentre dormi, sorvoli anche tu sul fatto che probabilmente Niki ti stesse accarezzando…preferisci continuare a credere alla storia del sesso senza impegno…
In fin dei conti, lui è solo un ragazzino di vent’anni, ha una bella casa, crescerà e troverà un buon lavoro.
Tu, dopo che avrai eliminato quei tre stolti, non hai nessun futuro.
Niki comunque non sta troppo bene, noti le sue occhiaie, e noti che spesso si lascia andare a lunghi ed incomprensibili sospiri tremendamente angosciati.
Lo vedi che è un’anima infelice, lo percepisci che non è un tipo molto normale, ma a differenza tua, può ancora costruirsi una vita.
“Alla fine non avrai dormito più di mezz’ora .”
“ è sufficiente.”
“ Fai gli incubi se chiudi gli occhi?”
Devi rispondergli?
E cosa devi rispondergli?
“ Si.”
“ E che sogni?”
“ Persone a cui ho tolto la vita.”
“ E non hai pareti o amici?”
“ No.”
“ E che fai nelle tue…ehm.. come posso dire.. giornate libere?”
“ Che vuol dire?”
“ Come che vuol dire? Ti sto chiedendo se hai dei passatempi.”
“ No.”
“ Seee no..! Non ti credo, a me ad esempio piace fare i murales o dipingere, qualche volta potrei farteli vedere…”
Getta lì,con non curanza, ed il tuo sguardo si fa duro.
“ Se usciremo vivi dalla bufera e se non ci beccheremo una pallottola, ci saluteremo con un cenno della mano e ognuno per la propria strada…”
Nicolas ricambia il tuo sguardo gelido.
“ Ti sei montato la testa solo perché ho voluto che mi scopassi! Guarda che non è stato nulla di ché idiota…”
“ Intanto sei venuto e…svenuto.”
Lo vedi arrossire nuovamente al tuo gioco di parole e tiri l’ultima boccata dalla sigaretta.
Butti fuori il fumo grigio e bianco.
E lo guardi con aria di sfida.
Ma Niki non ribatte, si siede per terra e ti da le spalle.





La bufera cessa, il bianco della neve torna tranquillo, il candore culla due anime sporche.
Poi, com’era prevedibile un passo affonda sulla soffice neve.
Ma tu sei già pronto ad accoglierli….
















Mi raccomando non si corre con la macchina!!!!!!!!!!!!!!!

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Capitolo 6

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:06 pm

“Il bacio della disperazione.”




Il suono soffice di un passo sulla nave, seguito da altri, attira la vostra attenzione.
Ismael ti guarda e ti fa uno strano cenno, forse di tipo militare.
Tu lo guardi sgranando un po’ gli occhi e facendo una piccola smorfia con la bocca, come a dirgli:” Ma che cavolo vuol dire?”
Lui scuote la testa, si avvicina e ti sussurra.
“ Resta in casa e sta giù…”
Poi fa per andare via, lo prendi per il braccio e lo fissi negli occhi.
“Voglio venire con te.”
Ma Ismael non ha voglia di perdere tempo, ti dà un pugno alla bocca dello stomaco, che ti fa accasciare al suolo, lo guardi pieno di ira, ma lui in due falcate è già fuori dall’abitacolo senza degnarti di uno sguardo, la porta di legno si chiude e la tua angoscia sale fino ad esplodere.
Subito una raffica di proiettili sferza l’aria circostante, ti sdrai interamente per terra e metti le mani sopra la testa.
La tua mente ripete incessantemente una parola.
“ Ismael!”
La raffica di proiettili cessa improvvisamente, e non sai che pensare, non sai se è una cosa buona oppure no.
Alla prima ne segue una seconda.
Quindi Ismael si è salvato dalla prima, ma adesso?
Sei spaventato e confuso.
I nervi scattano a fior di pelle.
Termina anche la seconda raffica…
….
…..
Nulla, non succede più nulla…
Ismael aveva detto che si trattava di tre uomini, dovrebbe essercene una terza….
Ma non succede nulla.
No! Ismael non può essere morto, anche perché sarebbero già entrati nella casetta a farti fuori.
Ma perché diamine non senti più nulla allora?
Poi come guidato da un sesto senso, risoluto esci dalla casetta.
….




Perfetto!
Bravo, pulito, preciso, come sempre.
Finalmente hai smesso di fare errori da pivello.
Solo una cosa Ismael, per cosa ti stai battendo adesso?
O per meglio dire, per chi?...
….
È una sensazione nuova, strana, si allarga all’altezza del petto ed è calda.
Vuoi salvare la tua vita perché da essa dipende quella di Niki.
Stai proteggendo una persona, stai proteggendo Nicolas.
È la prima volta che compi un’azione del genere.
Sai, forse dal paradiso ti stanno guardando curiosi….
Hai fatto fuori due uomini su tre, manca il terzo.
Stai cercando di raggirarlo, questa volta dovrai evitare il contatto diretto.
Sei già stato fortunato due volte, hai schivato le raffiche di pallottole con numerose capriole, sei riuscito a portarti alle loro spalle e gli hai rotto l’osso del collo.
Fortunatamente hanno deciso di agire separati, insieme sarebbe stato troppo complicato. Probabilmente non pensavano che fossi disarmato altrimenti lo avrebbero fatto, e probabilmente saresti stato spacciato, i sicari hanno pensato di agire separati, in maniera tale che ognuno di loro potesse tenderti un ‘imboscata.
Sei stato fortunato…Sei riuscito a rimediare anche un pistola con due colpi in canna dal secondo uomo che hai ucciso, il primo li aveva finiti tutti provando ad ucciderti.
Adesso basterà trovare il terzo uomo e sparagli a distanza.
Si, sei stato proprio fortunato…
Clik……
….
Oh cazzo! Come non detto.
La canna di una pistola prema contro la tua tempia.
“ Mossa sbagliata Ismael Rajiin Wolf.” Dice una voce alle tue spalle.
“ Però, più silenzioso di un gatto…” Ti complimenti con l’uomo che ti tiene sotto tiro.
E poi uno sparo!
Colui che ti teneva la pistola puntata cade al suolo innevato colorandolo di rosso.
Ti giri di scatto, Niki tiene in mano una piccola pistola e ti fissa sconvolto.
Controlli il battito cardiaco del sicario, è morto.
Nicolas gli ha sparato in pieno petto.
Incredibile, gli devi la vita…








Appena uscito dalla casetta hai visto il cadavere di un uomo, poco più distante ne hai scorto un altro. Qualcosa ha attirato la tua attenzione, un po’ sepolta dalla neve stava la canna di una piccola pistola.
L’hai presa.
Cercando di non fare rumore hai iniziato a cercare Ismael, e non appena lo hai scorto con una pistola puntata alla tempia qualcosa in te è scattato, paura, adrenalina, terrore di perderlo.
La tua mano è scattata prima che il tuo cervello desse effettivamente l’ordine, hai premuto il grilletto.
Hai salvato Ismael.



Euforia, neve, freddo, paura tramutata in terrore, Ismael vivo, ancora vivo, getti la pistola per terra, e corri verso di lui, nient’altro conta, che lui fosse qui per ucciderti, che hai appena ucciso un uomo, che si sta preparando un’altra bufera, il sesso senza impegno.
Avresti potuto perderlo, potevate morire.
Gli salti addosso, allacci le tua gambe ai suoi fianchi e premi le tue labbra contro le sue.



I tuoi occhi verdi rimangono aperti a guardare i suoi blu chiudersi, ti è saltato addosso e ti sta baciando.
Un paesaggio innevato a farvi da sfondo, con tanto di cadavere ai vostri piedi, sembra proprio una macabra cartolina.
Ma cielo! Cielo che importa!
Tu hai lui, lui ha te, siete vivi.
Nicolas ti sta baciando. Ma non accenna ad approfondire la questione.
Stacchi le tue labbra dalle sue.
“ Baciami seriamente.”
Gli mordi a sangue il labbro inferiore e lui apre la bocca gemendo di dolore.
Subito la tua lingua spinge a fondo ed il vostro bacio sa di neve e sangue, il sapore metallico si mischia al vostro odore personale, sprofondi nel suo profumo, lo vedi che poco alla volta richiude i suoi occhi chiari.
Lo senti sospirare.
Poi a malincuore ti stacchi.
“ Dobbiamo andare via, si sta preparando un’altra bufera, non abbiamo cibo e rischieremo di morire assiderati. Prendiamo la moto e andiamo fino in paese, lì vedremo il dà farsi.”
“ Se andiamo alla mia baita possiamo prendere la mia jeep.”
“ Stupido idiota l’avranno resa inutilizzabile, dove pensi che siano andati prima di venire a cercarci qui?”
“ Non insultarmi sicario dei miei stivali!”
“ Andiamo a prendere la moto.”
“ Bene!”
“ Bene!”
Dovresti dirgli che arrivati in paese ognuno prenderà la propria strada, ma che senso avrebbe dirgli qualcosa che sai già che non farai?
Lo condurrai in un posto sicuro e poi vi separerete realmente, prima che questa cosa vada tropo oltre.
Ismael? A parte il fatto che è già andata troppo oltre, come pensi di fare a dirgli che vi dovrete separare?
Ismael?
Ismael?
Nulla, non vuoi sentirmi…



Dovresti dirgli che era il tuo primo bacio Niki , Tsk! Così poi chi lo farà smettere una volta che inizierà a punzecchiarti con le sue battutine sarcastiche e pungenti?
Opti per il silenzio.
Salite sulla moto da nave e vi recate in paese.

Non appena giungete in paese, trovate una bella jeep nera che è parcheggiata nei pressi di una tavola calda.
Vi scambiate un’occhiata complice carica d’intesa, però…siete proprio sintonizzati sulla stessa frequenza.
Ismael disattiva l’allarme della jeep e fa scattare la serratura, tu balzi nella vettura, ti abbassi e colleghi i fili, il rumore del motore fa sorridere Ismael, che ti scansa e si mette alla giuda.
“ Hey, volevo guidare io.”
“ No.”
“ E certo! Lui dice –No- e non deve essere.”
La jeep sfreccia e la vostra destinazione è ancora ignota…in tutti i sensi…




Ad un certo punto Ismael rompe il silenzioso viaggio.
“ Hai un posto sicuro dove potremmo sostare una volta giunti in città? Al momento sarebbe pericoloso portarti a casa tua, devo appurare diverse cose.”
“ Fammi pensare…”
“ oh bene, lui pensa, siamo apposto….”
“ Cretino! …Comunque potremmo usare la residenza al mare della famiglia di Phillip, non ci sarà nessuno in questo periodo dell’anno e penso staranno già organizzando il funerale.”
Ti rabbui un attimo pensando ai tuoi amici.
“ Ok, andremo lì, “
E ti senti di nuovo felice.
Ismael ha parlato al plurale, ti sta ancora proteggendo, non accenna ad un ‘eventuale separazione. Ma sai che non sarà così ancora a lungo, te lo senti.
Quanto durerà non lo sai, e non sai neppure come reagirai non appena ti comunicherà ciò.
E non sai bene perché, ma queste diverse cose che deve appurare ti mettono in agitazione.
“ Nicolas?”
“ Si…”
“ Mi hai salvato la vita…”
“ Già, sei proprio un imbranato.”
Lo vedi sorridere di sbieco e sorridi a tua volta.
“ Adesso possiamo dire di essere pari Ismael.”
E vorresti proporgli di lavorare in coppia, ma non riesci a trovare il coraggio.
Ti godi questo momento della tua vita, dove ti senti accettato e compreso, dove non ti senti giudicato e dove il tuo –io- non proprio convenzionale trova accoglimento.








Che cosa stavo aspettando?
Aspettavo che la bolla esplodesse
sulle tue pause stagnanti?
Non si può curare quello che il tuo diavolo non vede
o accendere un fuoco sotto la mia morte
Noi abbiamo fallito in tutte le nostre ragioni
I giorni girano veloci attorno al mio cuore
che separa l'amore
e uccide tutto il dolore con la vergogna
Io non sarò perso senza di te
Ho trovato un modo per farcela
Adesso sono a posto e corro
Sono abbastanza forte da andarmene via
e lasciarti tutto solo
Io non sarò perso
Cosa stavi aspettando?
Aspettavi di rompere il legame
col passato fatto di disperate distanze?
Tu eri un sogno per me
Adesso non sei altro che un cuore
che sanguina
Ti laverò via e andrò avanti











Hai parcheggiato in una stradina buia e secondaria, hai lasciato Niki nella jeep.
Hai raccattato un po’ di roba da mangiare in un piccolo market aperto durante orario notturno, in questa piccola frazione balneare non c’è molta gente di inverno.
Nicolas è in gamba, ha trovato un buon rifugio momentaneo.
Con due buste delle spesa in mano ti avvii verso la jeep avvolta nell’oscurità.
Non appena entri nella vettura trovi Niki che ti aspettava con due grandissimi occhi blu, liquidi e colmi di lacrime mal trattenute.
Ti guarda come se da te dipendesse la sua interna, tormentata esistenza.
Ti guarda come un’ancora in fondo al mare.
Ti fissa perplesso.
Forse temeva che quella di compare qualcosa da mangiare fosse solo una scusa per lasciarlo lì.
“ Sei tornato…”
Ti dice con un filo di voce, come constatando un’assurda realtà, forse pensa di star sognando ad occhi aperti.
Rimani a fissarlo attraverso l’oscurità.
E prima che tu stesso possa rendertene conto la tua mano accarezza la sua guancia.
Di slancio Niki ti abbraccia.
E di nuovo le vostre labbra sono unite.
La tua lingua segue i contorni della sua bocca morbida, gioca con la sua cavità orale.
Le tue mani vagano sul suo corpo, lui si siede a cavalcioni su di te, i vostri bacini eccitati vengono a contatto e le vostre erezioni diventano sempre più turgide.
Gli baci il collo, lui fa lo stesso con la tua mandibola.
Vi riempite di baci disperati e sensuali.
Vi togliete le giacche, abbassi i tuoi pantaloni e poi fai lo stesso con i suoi.
Infili prepotente due dita dentro la sua bocca, lui le succhia e ti fissa intensamente e lascivamente.
Non resisti un attimo di più.
Le estrai dalla sua bocca e le porti dentro la sua apertura.
Lui geme di piacere e non appena sei certo che sia pronto lo penetri con il tuo sesso.
È un groviglio di maglioni, camice, giubbotti pesanti, il tuo sesso scorre dentro al suo corpo.
I vetri si appannano, l’aria si condensa, quasi soffocate, ma non importa.
Nicolas fa leva con le sue ginocchia e balla spregiudicatamente sul tuo ventre facendo su e giù sempre più rapidamente.
Una tua mano massaggia il suo sesso dalla delicata peluria bionda, lui passa le mani tra i tuoi lunghi capelli neri, poi ci affonda il viso annusandoli.

Sembrate due diciottenni che domattina dovranno andare a scuola, finalmente uno dei due ha avuto la macchina e preda della passione lo fate per strada.

Invece siete un teppista ed un assassino che non sanno se domani saranno ancora in vita.
Siete due tra quelle persone che hanno l’anima putrida e in declino, ciò che tiene in piedi te … è lui, e viceversa.

Vai incontro ai suoi movimenti, sia mai lasciargli troppo a lungo il potere in mano.
Le tue spinte lo fanno gemere e sospirare, ti riempie le orecchie di suoni sensuali.
Lo tocchi tra le natiche e le cosce, lo trovi bagnato di te, e te ne compiaci, vuoi essere l’unico a bagnarlo dentro, a marchiarlo con il tuo sperma.
Niki ti stringe, struscia la sua guancia liscia contro la tua un po’ più ruvida, tu lo attiri più vicino, lo baci, lo lecchi, lo mordi.

Il vostro abbraccio convulso non si scioglie neppure quando avete finito di fare sesso, neppure mentre torni alla guida della jeep. Neppure mentre gli chiedi dove devi girare.
Il vostro abbraccio rimane sotto la vostra pelle, non siete meritevoli di un’altra occasione, specialmente tu…ma la cosa non ti tange….

















Lo so, lo so, Niki ha ucciso un uomo e non mostra turbamento, ma la sua personalità è un bel po’ turbata e fuori da retti binari per cui accettatelo così com’e… sigh… XDDD

La canzone utilizzata è di Skin , Lost, tradotta in italiano.

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Capitolo 7

Messaggio Da Yoite011 il Lun Mar 12, 2012 12:06 pm

“L’ultimo saluto.”




Il tempo prenderà la mia mente
e la porterà via lontano, lì dove posso volare
la profondità della vita metterà in
secondo piano la tentazione di vivere per te
Sei destinata ad essere sola,
il silenzio farebbe scendere le mie lacrime perché tutto riguarda l’amore
e ora so come la vita
sia una piuma che ondeggia




Entri nella lussuosa residenza estiva di Phillip, alzi un dito verso il cielo e sorridendo dici:
“Hey grazie Phil!”
la casa è enorme ed accogliente, proprio come la ricordavi.
Ci stanno tante stanze, e tre bagni.
Finalmente potrete lavarvi e potrete mangiare.
Ismael perlustra la casa e le zone, a suo dire, più a rischio.
“ Sta lontano dalle finestre, illuminazione scarsa e…”
“ oh mio Dio! Rilassati, io vado a farmi una doccia.” Entri nel bagno alla tua destra.
Ismael ti imita ed entra in quello sulla sinistra.
L’acqua calda si distribuisce sulla tua pelle e finalmente ti rilassi.
Le goccioline d’acqua giocano con la tua pelle pallida, chiudi gli occhi e non ti poni domande.
Quando esci dalla doccia, ti rechi in cucina, Ismael ha apparecchiato per se ed anche per te.
Indossate entrambi dei vestiti che avete trovato nel grande armadio bianco, tu quelli di Phil, un maglione verde e dei jeans sdruciti in vita, Ismael quelli di suo fratello maggiore, ovvero, un maglione nero di buon gusto e dei pantaloni neri con una cintura in pelle lucida.
Rimani fermo ad osservare la tavola imbandita per due.
“ Che c’è? Non hai più fame?”
“ No, è che nessuno mi aveva mai apparecchiato la tavola, o meglio, bè …le persone che lavoravano in casa mia si, ma non è la stessa cosa, a me piaceva quando lo faceva la mamma.”
“ Bè… io non sono tua madre, ora zitto e mangia.”
“ Che antipatico che sei…stavo solo cercando di dire che…” Scuoti la testa bionda con i capelli bagnati e rassegnato aggiungi…” Nulla, lascia perdere.”
Prendi posto a tavola ed addenti tutto ciò che trovi.
Pane, insaccati, aranciata.
“ Neppure io ho mai apparecchiato per due.” Dice Ismael improvvisamente, lo guardi mentre addenta un po’ di pane tostato, fa il finto indifferente, ma tra di voi scorre un’atmosfera così familiare che quasi non ci credi.
Il tavolo dà su una grande vetrata dalla quale è possibile vedere il mare non troppo distante, è in tempesta in questo momento, fuori il vento soffia feroce.
“ Accendiamo il camino?”
“ No, potrebbero notare la nostra presenza…”
E così finisce il tuo desiderio di romanticismo, sbuffi spazientito e riprendi a magiare.


Quindi metto le mie braccia attorno a te
attorno a te, e so che me ne andrò presto
I miei occhi sono su di te, sono su di te
e tu vedi che non posso smettere di agitarmi

no non tornerò indietro ma abbasserò
lo sguardo per nasconderlo dai tuoi occhi
perché quel provo è così dolce e sono così
spaventata che addirittura il mio stesso respiro
potrebbe scoppiare se fosse una bolla








“ Dormi adesso.”
La voce di Ismael è tranquilla, troppo, tranquilla, e non ti serve conoscerlo da chissà quanto per capirlo..
“Perché vuoi che dorma…?”
……
I vostri occhi si specchiano, i tuoi blu sono cupi e sospettosi, i suoi verdi sono ombrosi e risoluti.
“ Io devo andare…” Confessa infine Ismael…
“ Certo! Quindi volevi mettere il bimbo a nanna per tagliere la corda.”
“ Ho un conto in sospeso.”
“ Che brutta frase per dire addio…”
……
Ismael cammina nervosamente avanti e indietro per il salone, tu sei seduto sul divano di seta rossa.
Rabbrividisci.
“ Tu fatti una dormita, stanotte non uscire, domattina, prendi il bus a torna a casa tua, dì che io ti ho rapito, e sarà tutto a posto per te….”
“ Bene! Benissimo! Tu invece che farai? Posso saperlo di grazia?!”
“ Ti ho appena detto che ho un conto in sospeso…”
“ E sarebbe….?”
Ismael sbuffa e solleva irritato il sopracciglio moro.
“ Sarebbe fare fuori Walker, per questo non devi uscire di qui fino a domani mattina, mi occuperò di tutto io, domani sarai libero. Nessuno verrà più a cercarti.”
“ E come pensi di fare?”
“ Ho un rifugio per le emergenze, lì è pieno di armi, risolverò tutto entro l’alba.”
“ Ma a me non importa…” E ti blocchi, non trovi il coraggio di dirgli che….
Perché dirglielo significherebbe ammettere che tu hai un disperato bisogno che lui ci sia nella tua vita…
“ Importa a me, e comunque mi ha dichiarato guerra, devo saldare la questione.”
Ma la paura che lui possa morire è più forte del tuo orgoglio, allora ti alzi dal divano e lo afferri per le braccia, lo strattoni e lo tieni fermo saldamente…
“ Non andare! Fuggiamo insieme domattina, non andare…”
Lo guardi supplicante e fanculo l’orgoglio.
Ismael ti scruta per un lungo istante: “ Non posso Niki.”
Il tuo pugno scatta all’improvviso, e sai che se avesse voluto, Ismael lo avrebbe bloccato, invece ti lascia sfogare.
Un secondo pugno ed un terzo, tutti nella mascella destra.
Dopo il quarto la tua mano sinistra viene bloccata dalla destra del sicario.
“ Ora basta, va a letto…”
“ A letto?!” E la tua rabbia monta.
“ A letto Ismael! Senti, fammi venire con te…”
“ No…”
“ Ma io ho ucciso un uomo, io posso aiutarti….”
“ Non farmi ridere, l’uomo che hai ucciso era troppo preoccupato di me per accorgersi di te, la prossima volta potresti non essere tanto fortunato.”
Ti liberi dalla sua presa sulla tua mano, lo spingi, e ti giri dall’altra parte non vuoi guardarlo in faccia, e non vuoi che veda le lacrime affacciarsi ai tuoi occhi.
“ Tornerai da ….me….? Potremmo lavorare insieme”. Lo dici sussurrando…
“ No.”
“ Perché?”
“ Tu hai la tua vita…”
Ed una risata amara abbonda la tua gola…
E sei incazzato e deluso, perché con lui hai trovato la tua dimensione, ed ora che ti ha illuso non può andarsene via…
…………
Si, lo sai che non ti ha mai illuso in realtà, ma tu ci avevi creduto lo stesso…
Ti giri in un impeto d’ira e lo colpisci alla cieca, dove ti capita, scalci istericamente e fuori il mare ti vede e muore un po’ con te.
Ismael si spazientisce e ti afferra per la spalla, facendo leva su di essa ti getta malamente sul divano.
E non appena la tua testa si adagia non troppo delicatamente contro il bracciolo imbottito del divano, perdi le forze ed inizi a piangere, forte tanto quanto la tua disperazione….
Ismael si avvicina a te, si siede sul divano e ti guarda indecifrabile…
“ Non ho nulla da darti.”
“ Stronzate! Non mi vuoi con te punto.”
“ Ragiona…”
“ No!”
Ismael si sdraia su di te, ti fissa le iridi.
“ Perché vuoi rimanere con uno come me?”
“ Io…ho…bisogno…di stare...in ..equilibrio….”




e farei meglio a sognare invece di combattere

quindi metto le mie braccia attorno a te
attorno a te, e spero che non farò niente
di male, i miei occhi sono su di te, su
di te, e spero che tu non mi ferirai










Il bacio del tuo killer è delicato ed intenso, ti lasci baciare sofficemente, e ti lasci spogliare del tutto, poi osservi il suo spogliarsi e rimani abbagliato dalla sua rude bellezza, sei rapito da ogni muscolo e da ogni giuntura…
Lui si volta e va verso il camino, lo accende…
E tu sorridi, nudo sul divano…
Gli tendi una mano, come invitarlo a raggiungerti.
Lui accetta subito e raggiunge con la sua, la tua mano.
Si sdraia su di te e riprende a baciarti….
Ed il sesso non è mai stato più triste, amaro e dannatamente bello come in questo momento, il tuo sesso sparisce tra le sue labbra, i tuoi gemiti si alzano di tono, le tue lacrime riprendono a scendere…
Vieni nella sua bocca….E ti ritrovi ad assaggiare il tuo sapore dalla sua bocca, e ti ritrovi sotto il suo manto di lunghissimi capelli neri che ti solleticano il volto…
Ed apri maggiormente le gambe per lui…
Il camino vi illumina e vi riscalda fino a farvi sudare…
Vi guardate fissi in volto…
Imprimi nella tua mente ogni singolo dettaglio della sua faccia nordica, il naso a punta, il mento spigoloso, la mandibola marcata, la fronte spaziosa, è bello…
Ti aggrappi alle sue spalle mentre entra dentro di te, ma di certo non le tiri a te per il dolore, Ismael lo sa fare piano e bene, bensì ti aggrappi a lui per non doverlo lasciare andare mai…mai…mai….
I suoi baci seguono il contorno rotondo del tuo volto, tu hai dei lineamenti un po’ più morbidi rispetto a lui, ed il tuo corpo sotto al suo ti sembra che sia diventato piccolo…nonostante tu non abbia affatto un fisico smilzo…
Ti senti…piccolo….
Ti senti…bene, disperato ma bene…
Ismael si muove con calma, non ha mai fretta di finire presto…
L’orgasmo pare essere l’ultimo dei suoi pensieri…
Le tue mani poggiano sui suoi fianchi e si lasciano cullare dal suo ondeggiarti in corpo.
E quando lo senti venire dentro di te, lamentandosi appena di piacere, lo segui in un delirio e in uno spasmo simile ad un singulto…
Non hai mai smesso di piangere…
…..


Rimane per un po’ dentro di te…e tu gli accarezzi la schiena bianca e muscolosa…passi delicatamente le unghie sulla setosità della sua pelle….
“ Non mi ero mai riposato così bene Niki…”
“ Neppure io…”
“ Nicolas…” Cerca di dire mentre ancora il suo sesso è piantato a fondo nel tuo corpo.
“ Si, non dire nulla, lo so, lo so, tu…..devi andare….Solo, nel caso in cui, tu dovessi sopravvivere, mi troverai ad aspettarti qui, non vado a casa domattina, ti aspetterò, anche per giorni interi, ti aspetto, ok … ?”
“…………..”
…….
“ ..o…ok Ismael….?”
“ Si. Ok.”
Poco dopo il suo sesso lascia il tuo corpo e senti che si porta via una parte di te….
Lo vedi rivestirsi, in silenzio, lo vedi spegnere il camino.
E lo vedi sparire.
E vorresti morire…






Se non fossi stato davvero così stanco, non ti saresti neppure addormentato.
È appena l’alba….
Ti prepari un caffè ed accendi una sigaretta…
Il tuo cuore perde un battito ad ogni respiro.
La tua mente ed il tuo cuore sono rivolti ad Ismael….
È vivo?
E se è vivo, tornerà effettivamente da te…?
Resterai qui per sempre, magari a giugno prossimo troveranno un cadavere davanti il camino i genitori di Phillip…
Se Ismael non fosse in vita, sai che la tua vita sarebbe ancora in pericolo, ma la cosa non ti turba poi tanto….
Senti un enorme vuoto dentro…
Il rapporto che ti lega a Ismael non è dei più sani lo riconosci, è morboso e malsano, siete feccia, ma non ti importa, vuoi lui e basta…
Con lui stai bene, e va bene così…
Il ticchettio dell’orologio sembra rimbombarti nel cervello.
Tuo padre sarà ancora via per lavoro, e non è la prima volta che sparisci per lunghi periodi da casa, nessuno verrà a cercarti….
Meglio così…non vuoi nessuno all’infuori di lui….
L’orologio scandisce il passare del tempo, e la tua mente si spegne ad ogni secondo che passa.
“ Ismael…”

Sto danzando nella stanza come se fossi sul
legno con te, non ho bisogno di niente
solo della musica, la musica è la ragione
per la quale so che il tempo c’è ancora
il tempo c’è ancora
il tempo c’è ancora.










Il Diavolo!
Chiunque ti vedesse in questo momento penserebbe solo questo di te.
Sei ricoperto di schizzi di sangue, e forse un po’ del sangue che hai addosso è anche il tuo, ma non puoi fermarti a controllare.
Walker è dietro quella porta , hai ucciso tutti quanti i suoi leccapiedi, ed ora, tocca a lui.
Con una spallata apri la porta.
Un ghigno di dolore ti trapassa ma non ti fermi.
Esci due pistole cariche dalle maniche della tua giacca di pelle.
Con una spari alla mano di Walker, così da far cadere la pistola che tiene in mano.
“ Dovresti saperlo che sono veloce come Valsha…”
“ So che sei un cane, come lui…!”
Getti le pistole per terra ed estrai il coltello a lama seghettata.
Rapido raggiungi Walker, lo afferri per il braccio sinistro roteandolo e gli impedisci la fuga.
Il tuo sguardo non ha nulla di umano in questo momento.
“ Tanti saluti Walker”.
Lo sussurri nel suo orecchio prima di accarezzare la sua gola con il tuo coltello.
Walker cade sul pavimento lindo fino ad un attimo fa.
Riponi il coltello e la tua mano preme la ferita al costato.
Si, eri ferito anche tu….
Devi raggiungere il tuo rifugio, devi estrarre la pallottola e devi medicarti.
Sai perfettamente come fare, il problema è giungere al tuo rifugio senza perdere altro sangue…
Ricordi…
Hai detto a Niki che saresti tornato…
Bè, al limite sarai un po’ in ritardo….
Ti incammini dentro al buio della notte, il vento ti schiaffeggia, il mondo non è fiero di te….
A piccoli passi, premendo la ferita cercando di arrestare l’emorragia, cerchi di arrivare al tuo rifugio prima che sia troppo tardi…
Non vuoi finire come Valsha…
Vuoi, tu vuoi….La vista ti si appanna…
Tu vuoi…Le forze ti abbandonano…
Tu…vuoi…
……..
……….







Daddy don't leave
Daddy don't leave
Daddy don't leave
Turn around please
Remember that the night you left you took my
shining star?
Daddy don't leave
Daddy don't leave
Daddy don't leave
Don't leave us here alone






Apri i tuoi occhi verdi, e il tuo sguardo rivede Valsha…
“ Sono morto?” Gli chiedi…
“ Stronzatae! Certo che no!”
“ Ma …. sei anni fa mi avevano detto che tu eri morto!”
“ Si lo so, ho lasciato l’organizzazione e mi sono messo in proprio.”
Ti sollevi dal letto nel quale sei steso, fuori il sole è già alto…
Una fitta ti trapassa….
“ Vacci piano Ismaele! Ti ho tolto tre pallottole dal petto, hai avuto una fortuna sfacciata…sai…!”
é da quando eri piccolo che nessuno usava il tuo nome per interno, e di solito ti chiamava così solo tua madre….
“ Che diavolo di fine hai fatto Valsha?”
“ Mi sono messo in proprio, ero stanco di dover subire gli ordini dell’organizzazione e di Walker, ho finto la mia morte e sono andato via, avevo pensato di rifarmi una vita, poi, un giorno mi sono detto…Chissà che fa il figlio di quella prostituta…? Ed ho saputo che ti eri messo contro Walker, ero certo che ti fossi cacciato nei guai, così sono venuto a sbirciare, ti ho trovato mezzo morto per strada…”
E ti verrebbe di alzarti e ti tirargli un pugno, ma pensa te….Tsk! Il figlio di quella prostituta, forse voleva dire…….Chissà che fa mio figlio!?!
“Valsha…figlio di puttana…” Tieni per te i tuoi pensieri, non dici nulla.
Poi ci ripensi e…” Che fine ha fatto quella donna?”
“ è morta…un anno fa tornai al nostro paese d’origine, mi dissero che lei era morta da dieci anni.”
Non ti aspettavi che fosse ancora viva, ma sapere che effettivamente è morta…
“ Non mi hai mai detto qual è il nostro paese?”
“ Lascia perdere Ismael, lì, quelli come noi, non valgono nulla, la situazione non è mutata…”
“ Ti trovi bene in proprio?”
“ oh si, molto meglio…Comunque sono fiero di quello che hai fatto tre giorni fa, hai imparato bene tutti i trucchi che ti ho insegnato.”
“ Cosa?”
“ Mh?”
“ Che vuol dire tre giorni fa…?”
“ Hai dormito per circa tre giorni, eri messo male…”
Niki…..







“ Sicuro di farcela?”
“ Si.”
“ Bene, allora le nostre strade si dividono nuovamente…”
E ti porge la mano.
“ Non stringo la mano e chi mi ha lasciato nella merda andandosi a rifare una vita”.
Valsha scuote la testa ricoperta di capelli argentati e si gratta la barba incolta, i suoi occhi verdi traboccano di amarezza, come i tuoi.
“ è giusto Ismaele.”
“ E non credere che mi senta in debito solo perché mi hai salvato la vita.”
“Ero io ad essere in debito”….
Volti le spalle a Valsha, tutto quello che vuoi in questo momento è raggiungere Niki.











Apri la porta.
“ Nicolas?!”
Chiami.
Ma non ricevi nessuna risposta.
Lo cerchi per la grande casa, controlli tutte le stanze, ma nulla.
Bè …tu non sei più tornato, lui ti aspettava tre mattine fa…
Il tuo sguardo vaga attraverso la grande vetrata, bè… puoi sempre cercarlo a casa sua, magari è tornato lì …e sospiri frustrato, ed è lì che lo vedi, sta in riva al mare, accucciato sulla sabbia…
Ridi e corri fuori.
Corri si, ma non troppo veloce, corri per quanto le tue condizioni possono permettertelo.
Affondi gli scarponi neri sulla sabbia.
E rimani a fissarlo per un lungo istante.
Piano poi ti incammini verso di lui.
Poi tutto avviene in un attimo, lui si volta come sospinto dal vento, un’onda si infrange su un grande scoglio, ed un gabbiano vola sopra di voi.
Nicolas si alza di scatto e corre verso di te sorridendo luminoso.
“ Brutto bastardo figlio di puttana!” Ti urla contro ridendo un po’ istericamente.
Di slancio prova ad abbracciarti e tu lo blocchi e lo getti di malagrazia sulla sabbia….
“ Sempre gentile Ismael!”
“ Vacci piano teppista…Vuoi aprirmi i punti?”
E ti sollevi la maglietta blu.
Niki vede le cicatrici e poi ti fissa: “ Cavoli! Ora come stai?”
“ Bene, solo che adesso dobbiamo andare, a quest’ora sapranno già che ho tradito l’organizzazione e mi staranno cercando, tu sei sempre dell’idea di venire con me…?”
“ Si.”
“ Bene, prendi la tua roba che andiamo.”
Niki è elettrizzato all’idea e si incammina verso la casa di Phil.
“ Quindi? Che hai deciso Ismael?”
“ Diciamo che ho deciso di mettermi in proprio..,?
“ Ma come hai fatto a sopravvivere?”
“ Fai troppe domande sai…”
“ Prima di andare voglio salutare una persona.”
“ D’accordo…”
E le vostre orme si adagiano sulla sabbia prendendo la stessa direzione.



Mom will be nicer
I'll be so much better, I'll tell my brother
Oh, I won't spill the milk at dinner
I'll be so much better, I'll do everything right
I'll be your little girl forever
I'll go to sleep at night











“ Non volevo che Mirko si facesse male nonna, lo giuro.”
“ è stata una terribile tragedia, e sono grata al signore che mi ha lasciato almeno te…”
“ Ma allora, tu, tu mi credi nonna?”
“ Certo tesoro mio.”
La nonna sta distesa nel suo letto, gli arti non le rispondono più da parecchio tempo ormai.
“ Sono lieta che sei venuto a trovarmi.”
“ Si, ti volevo salutare, devo lasciare la città…”
“ Non cacciarti nei guai…Prometti…”
“ Lo prometto.”
Con una mano lo giuri e con l’altra dietro le spalle fai le corna.
Dannato bastardello…
Esci da casa di tua nonna felice di averle dato un ultimo saluto, ed imbocchi un viale scuro, in fondo ad esso ti aspetta Ismael.
“ Andiamo?”
“ Si.”
Ti incammini con lui, sali su una macchina un po’ sfasciata.
“ Ne potevi prendere una più bella.”
“ Non essere schizzinoso, era l’unica che potessi prendere.”
Ridi e lo spingi per gioco.
“ Ti ho detto di andarci piano, vuoi aprirmi i punti?!”
“ Ma come sei fragile…”
“ Piantala, e sta zitto…”
“ Ma perché devo sempre stare zitto?!”
“ Perché sei una rottura.”
“ Parla per te…”





Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.

















Fineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.


Allora che dire, spero che il finale sia stato di vostro gradimento

E faccio sempre un po’ la parte della rompina dicendovi di stare alla larga dalle armi pericolose, quella che abbiamo letto è solo una storia….

Le canzoni utilizzate sono : la traduzione di Dancing di Elisa , in inglese poi troviamo la parte finale di Family portrait di Pink, infine la cura di F Battiato.

_________________
Dalla parte del diavolo. 81409283
Yoite011
Yoite011
Admin

Messaggi : 129
Data d'iscrizione : 05.03.12

https://dreamfanfic.forumattivo.it

Torna in alto Andare in basso

Dalla parte del diavolo. Empty Re: Dalla parte del diavolo.

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.